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ANALISI DEL MERITO CREDITIZIO                                32
CONCLUSIONI DELLA REVISIONE     PRESUPPOSTO DELLA CONTINUITA’ INAPPROPRIATOREDAZIONE DEL BILANCIO CON CRITERI ALTERNATIVI ...
La gestione della crisi Nuovi strumenti normativi: opportunità adisposizione da cogliere tempestivamente                  ...
BASE DELLE VALUTAZIONI DELLO STATO DI CRISICORRETTA IDENTIFICAZIONE DEGLI STADI DELLA CRISI E  QUALIFICAZIONE DELLO SQUILI...
L’ART. 67 DELLA LEGGE FALLIMENTARE  Erogazione di nuova finanza e piani industriali asseveratiNon sono soggetti allazione ...
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L’ ART. 182 bis DELLA LEGGE FALLIMENTARE              Accordi di ristrutturazione dei debitiLimprenditore in stato di cris...
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LE NUOVE PROCEDURE DELLA LEGGE               FALLIMENTARE PROTEGGONO L’IMPRESA, I CREDITORI ED IL CETO BANCARIO DAAZIONI R...
Business PlanPiani Industriali    (Come approcciare)                         54
Business Plan – Le basi                          55
Business Plan – Le basi                          56
Business Plan – Le basi                          57
Business Plan – Le basi                          58
I Prospetti Da Compilare                           59
I Prospetti Da Compilare                           60
I Prospetti Da Compilare                           61
Business Plan – Le basiSCHEMA DI ADOZIONE DEGLI INDICATORIL’IMPORTANZA DELL’ANALISI DEL ROI                               ...
PARTICOLARI ATTENZIONI ALLE FINALITA’ DEL DOCUMENTO      Ottenimento di finanziamenti: distinguo di         responsabilità...
Conclusioni              64
L’ADEGUATA STRUTTURA DI      MONITORAGGIO DEI FATTORI CRITICI PERMETTE DI ELIMINARE LE ASIMMETRIE INFORMATIVE CON IL    MO...
La motivazioneCIO’ CHE SI MISURA E’ CIO’ CHE SI OTTIENE“WHAT YOU MEASURE IS WHAT YOU GET”                                 ...
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Studio_Mantovani_Scaini - Crisi d'impresa

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Studio_Mantovani_Scaini - Crisi d'impresa

  1. 1. Prevenzione e previsione delle situazioni di crisi aziendale Procedure di salvaguardia dell’impresa Gli accordi di ristrutturazione A cura di Andrea ScainiForum Day Progesa 01 Dicembre 2010
  2. 2. Quadro operativo di riferimento(riferimento anche al documento emanato dal CNDCEC nel Marzo 2009) 2
  3. 3. Contesto macro economico 3
  4. 4. Contesto macro economico 4
  5. 5. Contesto macro economico 5
  6. 6. Contesto macro economico 6
  7. 7. Contesto macro economico Effetto Basilea 2 e 3Chiarezza sulla impresa ed il suo business plan: importanza fondamentale delle plan:analisi interne aziendaliChiarezza sulle finalità del finanziamento e scelta adeguata e programmata deglistrumenti finanziariDimostrata capacità di rimborso del prestito o affidamento attraverso la stesuradi rendiconti finanziari a tendere in funzione dell’evoluzione del business planIl capitale investito dall’imprenditore e dai soci quale elemento corroborante di unpiano organizzato e adeguatamente costruito per non vanificarne l’efficaciaLe garanzie per la mitigazione del rischio: il ruolo che avrebbero potuto rivestire iConfidi e gli errori strategici dell’intero sistema dei rapporti Banche/Confidi 7
  8. 8. Contesto macro economicoCambiamento del rapporto banca impresaCambiamento della valutazione del merito creditizioGiudizio di affidabilità basato su elementi oggettiviElevata importanza dei dati qualitativiElevata importanza della valutazione della struttura finanziariaElevata importanza delle modalità di presentazione dei dati alsistema creditizio ed alle bancheAttribuzione di un rating basato su un processo complesso edesclusivamente di natura ANDAMENTALE 8
  9. 9. Contesto macro economico Effetto Basilea 2 e 3Differenziazione profonda tra imprese dello stesso settore e alterazionedella concorrenza a parità di strutture produttiveImprese con rating scarsidifficoltà ad ottenere creditoincremento del costo dei finanziamentinecessità di riequilibrio della struttura patrimoniale finanziariaImpresa con rating buonimaggiore offerta di servizi finanziariminore costo dei finanziamenti e minori oneri a bilancioserena gestione delle politiche produttive e commerciali 9
  10. 10. Contesto macro economico 10
  11. 11. Nuova Terminologia Documento CNDCEC Marzo 2009 Documento OIC Guida Operativa ai Bilanci IASPast due o past due backlogLetteralmente significa arretrati per crediti o debiti scaduti. Definisce una posizione, un anticipazione, unprestito, un anticipo crediti, un anticipo import scaduto e non onorato nei termini dal soggetto affidato. Gliattuali termini per definire il soggetto bancariamente critico sono 180 giorni che con Basilea 3 passeranno a90 con una conseguente accelerazione sul degrado delle posizioni di rating delle aziende interessateNegative pledge e Covenantsla Consob richiede le informazioni su negative pledge e covenants, dei quali la guida, opportunamente,fornisce le definizioni, generalmente non conosciute. I covenants sono clausole contrattuali, dal cui rispettodipende la continuazione del finanziamento. Tali clausole sono spesso legate a indici di bilancio o a risultatiaziendali che, se non sono soddisfatti, rendono il finanziamento immediatamente rimborsabile. I negativepledge sono accordi con cui un soggetto - a cui è stato erogato un prestito - si impegna a mantenere undeterminato comportamento (ad esempio, a non dare in pegno determinati beni).Pari passuÈ una clausola tramite la quale il debitore attesta che le obbligazioni contratte verso il mutuante, in rapportoal rimborso del prestito e alle garanzie concesse, pongono questultimo in una posizione di parità neiconfronti degli altri creditori dello stesso borrower (soggetto al quale viene concesso il prestito) 11
  12. 12. Quadro normativo di riferimento(le prescrizioni civilistiche per la stesura dei documenti aziendali: Bilancio, Relazione sulla gestione e compiti dei revisori Art. 2428 C.c. e art. 14 Dlgs. 39 del 2010) 12
  13. 13. RELAZIONE SULLA GESTIONE LE NOVITA’ DAL BILANCIO RELATIVO AL 2008Modifiche Dlgs. 32 del 2007 –Art. 2428 - (Relazione sulla gestione)Il bilancio deve essere corredato da una relazione degli amministratori contenenteunanalisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione della società edellandamento e del risultato della gestione nel suo complesso e nei vari settori in cuiessa ha operato, anche attraverso imprese controllate, con particolare riguardo ai costi, ai operatoricavi e agli investimenti, nonché una descrizione dei principali rischi e incertezze cui lasocietà è espostaLanalisi di cui al primo comma è coerente con lentità e la complessità degli affari dellasocietà e contiene, nella misura necessaria alla comprensione della situazione della societàe dellandamento e del risultato della sua gestione, gli indicatori di risultato finanziari e,se del caso, quelli non finanziari pertinenti allattività specifica della società,comprese le informazioni attinenti allambiente e al personale. Lanalisi contiene, oveopportuno, riferimenti agli importi riportati nel bilancio e chiarimenti aggiuntivi su di essi. 13
  14. 14. RELAZIONE SULLA GESTIONE LE NUOVE PARTI QUALIFICANTIRiflessioni sul I comma dell’art. 2428 C.c.la Relazione devegarantire un quadro fedele necessario alla comprensione della dinamica aziendale in unambito di osservazione anche prospettico, per favorire la corretta formulazione diprevisioni sulla situazione della società e sullo svolgimento (andamento) della gestione; gestione;non consente una standardizzazione dei contenuti, poiché occorre valutare la specificarealtà osservata per agevolare l’appuramento della “situazione della società”.Analisi per macro aree: assetto istituzionale, organizzativo e produttivo della società –strategie competitive e funzionali e connessi risultati – fatti di rilievo mediante una analisiRetrospettiva (dati ultimi tre esercizi) – Concomitante (performances con benchmark suicompetitors) – Futura (strategie e piani che si intendono attuare)Le informazioni devono avere natura Finanziaria (relazioni tra fabbisogni e lorocopertura) – Patrimoniale (relazioni tra fonti ed impieghi) – Economica (condizioni diredditività) 14
  15. 15. RELAZIONE SULLA GESTIONE LE NUOVE PARTI QUALIFICANTINuovo contenuto della relazione sulla gestionePur senza perdere il connotato di “documento di parte”, in quanto espressiva della visiondell’organo esecutivo, deve essere idonea a fornire un quadro informativo completo, attoa rappresentare in maniera esaustiva l’evolversi della situazione aziendale. aziendale.La Relazione non deve limitarsi ad una mera enunciazione dei fatti ma, al contrario, devecompiere un’investigazione puntuale ed obiettiva della realtà dell’impresa, calibrandolafunzionalmente in considerazione delle esigenze informative degli stakeholders. stakeholders.Alla luce delle nuove disposizioni, l’articolo in commento pare assumere carattere dinorma imperativa; la Relazione medesima viene eretta a “documento di auto-analisi” in auto-analisi”grado, cioè, di fornire tutti quegli strumenti e quei dati necessari per un correttoappuramento dell’operatività aziendale. 15
  16. 16. NOTA INTEGRATIVA EX ART. 2427 C.C. IL RENDICONTO FINANZIARIOOBBLIGATORIETÀ DELLA STESURA DEL RENDICONTO FINANZIARIOLa presentazione nella nota integrativa, nella forma di prospetto, del rendiconto finanziarioche espone le variazioni nei componenti attivi e passivi del patrimonio aziendale avvenutenellesercizio, in modo da riassumere le fonti di finanziamento ed i relativi impieghi, è di ,particolare importanza in considerazione della rilevanza delle informazioni fornite. Tale prospettoconsente di riassumere le informazioni già richieste dalla vigente legislazione in modosintetico ma organico ed atto a fornire informazioni di natura finanziaria altrimenti non ottenibilidallo stato patrimoniale e dal conto economico.Sebbene la sua mancata presentazione non venga considerata, in via generale, allo statoattuale, come violazione del principio della rappresentazione veritiera e corretta del bilancio,tale mancanza, tuttavia, in considerazione della rilevanza delle informazioni di caratterefinanziario fornite e della sua diffusione sia su base nazionale che internazionale si assumelimitata soltanto alle aziende amministrativamente meno dotate, a causa delle minoridimensioni. 16
  17. 17. RELAZIONI REVISORI LE NOVITA’ DEL DECRETO ATTUATIVOAbrogazione 2409 ter–Art. 14 del Dlgs. 39 del 2010La relazione redatta in conformità ai principi di cui all’art. 11 (sono i principi di revisionenazionali ed internazionali ISA tradotti) comprende:a) un paragrafo introduttivo che identifica i conti annuali o consolidati sottoposto a revisione e ilquadro delle regole di redazione applicate dalla società;b) una descrizione della portata della revisione legale svolta con lindicazione dei principi direvisione osservati;c) un giudizio sul bilancio che indica chiaramente se questo è conforme alle norme che nedisciplinano la redazione e se rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimonialee finanziaria e il risultato economico dellesercizio; dellesercizio;d) eventuali richiami di informativa che il revisore sottopone allattenzione dei destinatari delbilancio, senza che essi costituiscano rilievi;e) un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione con il bilancio. bilancio.Nel caso in cui il revisore esprima un giudizio sul bilancio con rilievi, un giudizio negativo o rilasciuna dichiarazione di impossibilità di esprimere un giudizio, la relazione illustra analiticamente imotivi della decisione. decisione 17
  18. 18. Avviso Comune per la c.d. “moratoria 18
  19. 19. Avviso Comune per la c.d. “moratoria 19
  20. 20. La determinazione dellasussistenza dei requisiti della continuità aziendale quale elemento centrale Vedi anche Documento del 25 Maggio 2010 UGDCEC 20
  21. 21. COLLEGAMENTO TRA PRINCIPIO 570 E NORMATIVA (ART. 2423 BIS N. 1 C.c.) CRITERIO DEL GOING CONCERN QUALE ELEMENTO GUIDA FONDAMENTALE PER LA STESURA DEL BILANCIO (DOCUMENTO OIC. N. 5) INESISTENZA DELLA CONTINUITA’ GENERA BILANCIO CON CRITERI DA ART. 2490 C.c. (CRITERI DI LIQUIDAZIONE) (ARTT. 2485 E 2486 C.c.) ARTT. AMMINISTRATORI DEVONO ACCERTARE SENZA INDUGIO ILVERIFICARSI DEI PRESUPPOSTI PER LO SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETA’ E, IN CASO DI LORO OMISSIONI DEVONO PROVVEDERE I SINDACI 21
  22. 22. RESPONSABILITA’ DELL’ACCERTAMENTO DEI REQUISITI RESPONSABILITA’ PRIMARIAORGANO AMMINISTRATIVO E DIREZIONE IN QUANTO FUNZIONE NON DELEGABILE EX ARTT. 2381, 2392 E 1176 II c. C.c. CORRESPONSABILITA’ COLLEGIO SINDACALE E REVISORI QUALE LORO FUNZIONE SPECIFICA EX ARTT. 2403, 2407 II c. C.c. e art. 14 Dlgs 39/2010. MOMENTO DELL’ACCERTAMENTO SICURAMENTE NEL CORSO DELLE VERIFICHE E VALUTAZIONI CONNESSE ALLA STESURA DEL BILANCIO, MA ANCHE IN CORSO D’ANNO AI SENSI DELL’ART. 2485 E 2486 C.c. 22
  23. 23. CONCETTO DI VALUTAZIONE DELLA CONTINUITA’ AZIENDALEGIUDIZIO IN UN DATO MOMENTO SULL’ESITO FUTURO DI EVENTI E CIRCOSTANZE PER LORO NATURA INCERTI VERIFICANDO ALCUNI FATTORI CHIAVE DELL’AZIENDA INDICATORI FINANZIARI CHE EVIDENZIANO LA PROGRESSIVA INCAPACITA’ A FAR FRONTE AGLI IMPEGNI E IL VENIRE MENO DEL SOSTEGNO DA PARTE DEL SISTEMA CREDITIZIOALTRI INDICATORI GESTIONALI CHE EVIDENZINO DIFFICOLTA’ A PROSEGUIRE UTILMENTE NELLA GESTIONE O EVENTI CHE POSSANO ARRECARE DANNI RILEVANTI ALLA SOLIDITA’ AZIENDALE 23
  24. 24. PROCEDURE DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO MODALITA’ PER ANALISI DEI RISCHI (RELAZIONE CNDCEC DEL14 GENNAIO 2009 SULLA NUOVA RELAZIONE SULLA GESTIONE)COMPRENDERE IL CONTESTO IN CUI SI OPERA, IDENTIFICARE E VALUTARE I RISCHI, INDIVIDUARE LE AZIONI DI MITIGAZIONE 24
  25. 25. PROCEDURE DI VALUTAZIONE DEL RISCHIOCORRETTA IDENTIFICAZIONE DEGLI STADI DELLA CRISI (VEDI DOCUMENTO CNDCEC DICEMBRE 2009 (INF. 14/2010) E QUALIFICAZIONE DELLO SQUILIBRIO RISCONTRATO 25
  26. 26. PROCEDURE DI VALUTAZIONE DEL RISCHIORICONOSCIBILITA’ DEI FATTORI DI CRISI (VEDI DOCUMENTO CNDCEC DICEMBRE 2009 (INF. 14/2010) 26
  27. 27. AUTOANALISI DELLA AZIENDA (VEDI DOCUMENTO CNDCEC DICEMBRE 2009 (INF. 14/2010)ANALISI SWOTè uno strumento di pianificazione strategica usata per valutare i punti di forza (Strengths), debolezza Strengths),(Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats) di un progetto o in unimpresa o in ogni Weaknesses), Opportunities) Threats)altra situazione in cui unorganizzazione o un individuo deve prendere una decisione per raggiungere unobiettivo. Analisi Interna SWOT- analysis Forze Debolezze A Strategie S-O: Strategie W-O: n Sviluppare nuove Eliminare le a Opportunità metodologie in grado debolezze per attivare l di sfruttare i punti di nuove opportunità. i forza dellazienda. s i Strategie W-T: E Strategie S-T: Individuare piani di s Sfruttare i punti di difesa per evitare che Minacce t forza per difendersi le minacce e dalle minacce. esterne acuiscano i r punti di debolezza. n a 27
  28. 28. AUTOANALISI DELLA AZIENDA (VEDI DOCUMENTO CNDCEC DICEMBRE 2009 (INF. 14/2010)Utilizzo delle matriciMetodo per l’identificazione e lo studio del posizionamento ssul mercato dei vari prodotti o settori aziendali,richiamato anche per l’evidenziazione dei rischi e delle relative azioni di prevenzione anche dallo Studio delCNDCEC del Dicembre 2009 sul ruolo del Professionista in periodo di crisi aziendale 28
  29. 29. AUTOANALISI DELLA AZIENDA (VEDI DOCUMENTO CNDCEC DICEMBRE 2009 (INF. 14/2010)Utilizzo delle matrici 29
  30. 30. SVOLGIMENTO DELLE PROCEDURE DI INDAGINE IN PERIODO DI CRISIL’ANALISI DEI FLUSSI DI CASSA E’ DIVENTATO IL FATTORE PIU’SIGNIFICATIVO AI FINI DEI PRESUPPOSTI DELLA CONTINUITA’ AZIENDALE E COMPORTA LA VALUTAZIONE DI L’EVOLUZIONE DEL MERITO CREDITIZIO DELL’AZIENDA ATTRAVERSO L’ESAME DELLA CENTRALE DEI RISCHI, DEI MODELLI ABI REV E DEI RATING BANCARI ATTRIBUITI 30
  31. 31. ANALISI DEL MERITO CREDITIZIOESAME EVOLUTIVO DELLA CENTRALE DEI RISCHI PER METTERE IN EVIDENZA SCONFINAMENTI E PROPORZIONE TRA ACCORDATO ED UTILIZZATO E TRA ACORDATO E REALI FABBISOGNI ESAME CRITICO TRA LA CENTRALE DEI RISCHI E RISULTANZE CONTABILI PER EVIDENZIARE ANOMALIE E PER VERIFICARE LA CORRETTA STRUTTURA FINANZIARIA AZIENDALE TRA BREVE, MEDIO TERMINE E TIPOLOGIA DEI RISCHI DEI FIDI ESAME DEI MODELLI ABI REV PER EVIDENZIARE PERDITE DA DERIVATI, GARANZIE PRESTATE, GARANZIE CONCESSE E CONSEGUENTE PESO DELLE STESSE SUL GIUDIZIO DI RATING 31
  32. 32. ANALISI DEL MERITO CREDITIZIO 32
  33. 33. CONCLUSIONI DELLA REVISIONE PRESUPPOSTO DELLA CONTINUITA’ INAPPROPRIATOREDAZIONE DEL BILANCIO CON CRITERI ALTERNATIVI DA PARTE DEGLI AMMINISTRATORI (VEDASI CRITERI DI LIQUIDAZIONE EX ART. 2490 C.c.)IN CASO DI RIFIUTO DELLA DIREZIONE GIUDIZIO NEGATIVO EDEVIDENZA DELLA LIMITAZIONE AL LAVORO DI REVISIONE SENZAOBBLIGO DI REDIGERE IL BILANCIO CON CRITERI ALTERNATIVI DA PARTE DEL REVISORE 33
  34. 34. La gestione della crisi Nuovi strumenti normativi: opportunità adisposizione da cogliere tempestivamente 34
  35. 35. BASE DELLE VALUTAZIONI DELLO STATO DI CRISICORRETTA IDENTIFICAZIONE DEGLI STADI DELLA CRISI E QUALIFICAZIONE DELLO SQUILIBRIO RISCONTRATO 35
  36. 36. L’ART. 67 DELLA LEGGE FALLIMENTARE Erogazione di nuova finanza e piani industriali asseveratiNon sono soggetti allazione revocatoria:d) gli atti, i pagamenti e le garanzie concesse su beni del debitorepurche posti in essere in esecuzione di un piano che appaiaidoneo a consentire il risanamento della esposizione debitoriadellimpresa e ad assicurare il riequilibrio della sua situazionefinanziaria e la cui ragionevolezza sia attestata da unprofessionista iscritto nel registro dei revisori contabili e che abbiai requisiti previsti dallart. 28, lettere a) e b) ai sensi dellart. 2501-bis, quarto comma, del codice civile; 36
  37. 37. L’ ART. 161 DELLA LEGGE FALLIMENTARE Richiesta di concordato preventivoLa domanda per lammissione alla procedura di concordato preventivo e proposta con ricorso,sottoscritto dal debitore, al tribunale del luogo in cui limpresa ha la propria sede principale; iltrasferimento della stessa intervenuto nellanno antecedente al deposito del ricorso non rileva ai finidella individuazione della competenza.Il debitore deve presentare con il ricorso:a) una aggiornata relazione sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria dellimpresa;b) uno stato analitico ed estimativo delle attivita e lelenco nominativo dei creditori, conlindicazione dei rispettivi crediti e delle cause di prelazione;c) lelenco dei titolari dei diritti reali o personali su beni di proprieta o in possesso del debitore;d) il valore dei beni e i creditori particolari degli eventuali soci illimitatamente responsabili.Il piano e la documentazione di cui ai commi precedenti devono essere accompagnati dallarelazione di un professionista in possesso dei requisiti di cui allart. 67, terzo comma, lettera d), che allart. 67,attesti la veridicita dei dati aziendali e la fattibilita del piano medesimo. medesimo. 37
  38. 38. L’ ART. 182 bis DELLA LEGGE FALLIMENTARE Accordi di ristrutturazione dei debitiLimprenditore in stato di crisi puo domandare, depositando ladocumentazione di cui allarticolo 161, lomologazione di unaccordo di ristrutturazione dei debiti stipulato con i creditorirappresentanti almeno il sessanta per cento dei crediti,unitamente ad una relazione redatta da un professionista inpossesso dei requisiti di cui allarticolo 67, terzo comma, lettera d) 67,sullattuabilitasullattuabilita dellaccordo stesso, con particolare riferimento allasua idoneita ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei. estranei. 38
  39. 39. Strumenti normativi per la gestione della crisiArt. 67 III comma lettera d) Legge FallimentareNon revocabilità degli atti, pagamenti e garanzie sui beni del debitore posti in essere inesecuzione di un c.d. “piano asseverato” –GESTIONE DELLO SQUILIBRIO TEMPORANEO ATTRAVERSO L’EROGAZIONE PROTETTADI NUOVA FINANZAArtt. 160, 161 e 182 bis Legge Fallimentare,Concordato ed accordo di ristrutturazione del debito quali strumenti di salvaguardiadell’integrità della prosecuzione della azienda di ispirazione ex Chapter Eleven USA –GESTIONE DELLO SQUILIBRIO PRONUNCIATO MEDIANTE CREAZIONE DI UNAMORATORIA DELL’INDEBITAMENTO PREGRESSO O DI UNA MORATORIA CON PARZIALESTRALCIO DELL’INDEBITAMENTO PREGRESSOChapter 11 USAQuando si parla di chapter 11 si fa riferimento alla procedura prevista dal capitolo 11 del Bankruptcy Codestatunitense (equivalente alla nostra legge fallimentare), finalizzata alla soluzione della crisi dellimpresa attraversoun piano di riorganizzazione. Il chapter 11 è volto infatti al soddisfacimento dei creditori, ma contemporaneamentealla conservazione dellattività dellimpresa in crisi. 39
  40. 40. LA TIPOLOGIA DEI PIANI E DELLE CERTIFICAZIONIIl piano in tutti e tre le situazioni è un business plan pluriennaleche deve mettere in evidenza l’adeguatezza dei flussifinanziari in relazione all’indebitamento pregresso e futuroche deve essere soddisfatto sulla base degli impegni assuntie deve ottenere una certificazione professionale in relazione- alla sua ragionevolezza ex art. 67 III comma lettera d)- alla sua attuabilità ex art. 182 bis- alla sua fattibilità in rapporto alla correttezza e veridictà deidati esposti ex art. 161 40
  41. 41. I Documenti di IndirizzoOsservazioni sul contenuto delle relazioni del professionista nella composizione negoziale della crisi di impresa CNDCEC 2010 Sul piano ex art. 67 terzo comma L.f.L’esame critico del suddetto documento dovrà quindi essere concentrato sulle cause all’origine della crisi aziendale, sulle strategiedi risanamento, sulle eventuali operazioni straordinarie da intraprendere ed infine sui principi fondamentali che hanno guidatol’estensore del piano nella formulazione del business plan ed in particolare dei budget economici futuri e dei flussi prospettici dicassa.Pertanto il documento in esame oltre a contenere al suo interno la suddetta attestazione di ragionevolezza si dovrà nondimenocaratterizzare per un’illustrazione tecnica documentale del piano stesso e dei suoi contenuti, nonché per una valutazione in meritoalla validità delle scelte gestionali operate dall’imprenditore al fine di giungere al soddisfacimento delle obbligazioni dell’impresa.Peraltro, il significato del concetto di ragionevolezza - richiamando la razionalità delle scelte che sono insite nel piano e la suaverosimile realizzabilità da un punto di vista probabilistico - è alquanto analogo a quello di fattibilità, di cui all’attestazione delprofessionista in tema di concordato preventivo ex art. 161 l. fall.: in entrambe le circostanze si tratta comunque sempre di progettiche, in base a determinate condizioni, è possibile fare o è agevole fare.Il che implica, dal punto di vista del contenuto della relazione in esame, che il professionista, non potrà esimersi dal pronunciarsi,previa opportuna verifica, sulla validità delle metodologie adottate dall’estensore del piano al fine di giungere all’individuazione delleragioni della crisi, sulla correttezza della diagnosi, sui “profili di discontinuità” che il piano medesimo presenta rispetto alla trascorsagestione imprenditoriale, sulla verosimile congruità delle eventuali crescite future di fatturato dell’impresa, sulla prevedibileevoluzione dei mercati e dell’economia in generale, ed infine sulla sussistenza delle condizioni per il risanamento della sopra citataimpresa.Ciò significa quindi che, con profilo critico e sotto la sua responsabilità, il professionista deve esprimere le proprie valutazioniprendendo in considerazione gli elementi su cui si fonda il processo di ristrutturazione aziendale quali, ad esempio, le sceltestrategiche che l’impresa dovrà adottare, i cambiamenti da apportare al management - attraverso una sua sostituzione ol’affiancamento con specialisti esterni - i beni strumentali che l’azienda intende dismettere, esaminando al tempo stesso i fattoriesogeni che potrebbero in un qualche modo influenzare o addirittura impedire la regolare attuazione del piano stesso. 41
  42. 42. I Documenti di IndirizzoOsservazioni sul contenuto delle relazioni del professionista nella composizione negoziale della crisi di impresa CNDCEC 2010 Sulla certificazione ex art. 182 bis L.f.A tal proposito vi è da chiedersi se il concetto di “attuabilità” di cui all’art. 182-bis l. fall. sia equivalente a quello di “fattibilità” previstodalla disciplina in tema di concordato preventivo.Pur essendo termini diversi in realtà pare ragionevole concludere che il loro significato sia alquanto analogo: si tratta pur sempre diprogetti che in base a determinate condizioni è possibile fare o è agevole fare.Il professionista dovrà quindi verificare se la percentuale del 60% di adesioni da parte del ceto creditorio, che costituisce ilpresupposto negoziale dell’istituto, sia stata raggiunta ed attestare “l’attuabilità (rectius la rilevanza) degli accordi di ristrutturazioneai fini della fattibilità del piano di uscita dalla crisi, con particolare riferimento all’idoneità dell’accordo ad assicurare il pagamentoesatto e tempestivo dei creditori estranei.Sotto il profilo della tutela dei creditori va peraltro osservato come il novellato art. 182-bis l. fall. richieda all’esperto di esprimere ungiudizio sulla attuabilità dell’accordo di ristrutturazione, indipendentemente dalla veridicità dei dati, che al contrario caratterizza ilpiano di cui all’art. 161 l. fall.Si tratta di una scelta del legislatore alquanto censurabile che espone i creditori al rischio di fare affidamento su elementi contabilied extracontabili non sempre corrispondenti alla realtà.Sennonché, pur non essendo previsto espressamente dall’art. 182-bis l. fall., pare tuttavia logico ritenere che il professionista dovràfarsi garante anche della veridicità dei dati aziendali, in considerazione del fatto che essi costituiscono il presupposto del giudizio difattibilità dell’accordo, dovendo nondimeno verificare che i flussi di cassa che si generano nell’arco temporale di riferimento delpiano di ristrutturazione siano sufficienti ad eseguire tutti i pagamenti dei debiti ristrutturati e non, nei tempi, nei modi e negli importidefiniti. La relazione consistendo quindi in un motivato giudizio professionale di alta probabilità non potrà che prendere avviodall’analisi dei dati patrimoniali, finanziari ed economici contenuti nell’aggiornata situazione predisposta dal debitore, per appurarnela veridicità; conseguentemente, il professionista dovrà dar conto dei controlli eseguiti, attestando l’attendibilità e la correttezza deidati stessi. 42
  43. 43. I Documenti di Indirizzo Osservazioni sul contenuto delle relazioni del professionista nella composizione negoziale della crisi di impresa CNDCEC 2010 Sulla relazione attestativa ex art. 161 L.f.Allo scopo di rafforzare la tutela del ceto creditorio il legislatore della riforma ha nondimeno previsto cheil piano di ristrutturazione dei debiti e la documentazione allegata al ricorso di concordato preventivo dicui all’art. 161 l. fall., siano accompagnati dalla relazione di un professionista - che con le suecertificazioni di fidefacienza sostitutiva si pone quale garante della fede pubblica - in ordine allaveridicità dei dati aziendali ed alla fattibilità del piano medesimo.Peraltro, come noto, nel linguaggio comune il concetto espresso dal termine attestare, ricomprendeproprio quello di rendere testimonianza, affermare, certificare, ed in tal senso deve nondimenointendersi l’utilizzo che ne fa il legislatore della legge fallimentare. L’attività di controllo che si esplicanello svolgimento dell’incarico consiste infatti nel certificare/asseverare con la massima trasparenzapossibile la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano.Alla luce di ciò pare quindi ragionevole ipotizzare che attestare consista, quanto al giudizio di veridicitàdei dati aziendali, nella formulazione di una dichiarazione che si traduca di fatto in un’assunzione diresponsabilità in ordine ad una certa attività di controllo svolta sugli stessi dati aziendali, e, quanto alpronostico di fattibilità del piano, nel verificare e quindi nel certificare che il medesimo possa essererealizzato in un’ottica di verosimile fattibilità e quindi in un’ottica di una verosimile riuscita. 43
  44. 44. L’evoluzione delle procedure della manovra d’estate 2010 Circolare ABI 19 e Circolare Assonime 33 del 2010 44
  45. 45. L’evoluzione delle procedure della manovra d’estate 2010 Circolare ABI 19 e Circolare Assonime 33 del 2010Questione della spettanza della prededuzione 45
  46. 46. L’evoluzione delle procedure della manovra d’estate 2010 Circolare ABI 19 e Circolare Assonime 33 del 2010 Nuovo articolo 182 quater Legge FallimentareI crediti derivanti da finanziamenti in qualsiasi forma effettuati da banche e intermediari finanziariiscritti negli elenchi di cui agli articoli 106 e 107 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, in,esecuzione di un concordato preventivo di cui agli articoli 160 e seguenti ovvero di un accordo diristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dellarticolo 182-bis) sono prededucibili ai sensi e per gli 182-effetti dellarticolo 111.Sono altresi prededucibili ai sensi e per gli effetti dellarticolo 111, i crediti derivanti da finanziamenti ,effettuati dai soggetti indicati al precedente comma in funzione della presentazione della domanda diammissione alla procedura di concordato preventivo o della domanda di omologazione dellaccordodi ristrutturazione dei debiti, qualora i finanziamenti siano previsti dal piano di cui allarticolo 160 odallaccordo di ristrutturazione e purche il concordato preventivo o laccordo siano omologati.In deroga agli articoli 2467 e 2497-quinquies del codice civile, il primo comma si applica anche ai 2497-finanziamenti effettuati dai soci, fino a concorrenza dellottanta per cento del loro ammontare.Sono altresi prededucibili i compensi spettanti al professionista incaricato di predispone la relazionedi cui agli articoli 161, terzo comma, 182-bis, primo comma, purche cio sia espressamente disposto 182-nel provvedimento con cui il tribunale accoglie la domanda di ammissione al concordato preventivoovvero laccordo sia omologato.Con riferimento ai crediti indicati ai commi secondo, terzo e quarto, i creditori sono esclusi dal voto edal computo delle maggioranze per lapprovazione del concordato ai sensi dellarticolo 177 e dalcomputo della percentuale dei crediti prevista allarticolo 182-bis, primo e sesto comma. 46
  47. 47. L’evoluzione delle procedure della manovra d’estate 2010 Circolare ABI 19 e Circolare Assonime 33 del 2010Questione della anticipazione della sospensione delle azioni individualinella fase di trattativa dell’accordo di ristrutturazione del debito 47
  48. 48. L’evoluzione delle procedure della manovra d’estate 2010 Circolare ABI 19 e Circolare Assonime 33 del 2010 Modifica articolo 182 bis Legge FallimentareIl divieto di iniziare o proseguire le azioni cautelari o esecutive di cui al terzo comma puo essere richiestodallimprenditore anche nel corso delle trattative e prima della formalizzazione dellaccordo di cui al presentearticolo, depositando presso il tribunale competente ai sensi dellarticolo 9 la documentazione di cui allarticolo 161,primo e secondo comma, e una proposta di accordo corredata da una dichiarazione dell imprenditore, avente valoredi autocertificazione, attestante che sulla proposta sono in corso trattative con i creditori che rappresentano almeno ilsessanta per cento dei crediti e da una dichiarazione del professionista avente i requisiti di cui allarticolo 67, terzocomma, lettera d), circa la idoneita della proposta, se accettata, ad assicurare il regolare pagamento dei creditori coni quali non sono in corso trattative o che hanno comunque negato la propria disponibilita a trattare. Listanza disospensione di cui al presente comma e pubblicata nel registro delle imprese e produce leffetto del divieto di inizio oprosecuzione delle azioni esecutive e cautelari, nonche del divieto di acquisire titoli di prelazione, se non concordati,dalla pubblicazione.Il tribunale, verificata la completezza della documentazione depositata, fissa con decreto ludienza entro il termine ditrenta giorni dal deposito dellistanza di cui al sesto comma, disponendo la comunicazione ai creditori delladocumentazione stessa. Nel corso delludienza, riscontrata la sussistenza dei presupposti per pervenire a un accordodi ristrutturazione dei debiti con le maggioranze di cui al primo comma e delle condizioni per il regolare pagamentodei creditori con i quali non sono in corso trattative o che hanno comunque negato la propria disponibilita a trattare,dispone con decreto motivato il divieto di iniziare o proseguire le azioni cautelari o esecutive e di acquisire titoli diprelazione se non concordati assegnando il termine di non oltre sessanta giorni per il deposito dellaccordo diristrutturazione e della relazione redatta dal professionista a nonna del primo comma. Il decreto del precedenteperiodo e reclamabile a norma del quinto comma in quanto applicabile.A seguito del deposito dellaccordo di ristrutturazione dei debiti nei termini assegnati dal tribunale trovanoapplicazione le disposizioni di cui al secondo, terzo, quarto e quinto comma. comma. 48
  49. 49. L’evoluzione delle procedure della manovra d’estate 2010 Circolare ABI 19 e Circolare Assonime 33 del 2010Questione della mancanza di coordinamento tra riforma della LeggeFallimentare e articolato dei reati fallimentari 49
  50. 50. L’evoluzione delle procedure della manovra d’estate 2010 Circolare ABI 19 e Circolare Assonime 33 del 2010 Nuovo articolo 217 bis Legge Fallimentare216 comma 3 = Bancarotta fraudolenta preferenziale217 = Bancarotta semplice 50
  51. 51. L’evoluzione delle procedure della manovra d’estate 2010 Circolare ABI 19 e Circolare Assonime 33 del 2010Composizioni negoziali estranee a concordato e ristrutturazione 51
  52. 52. L’evoluzione delle procedure della manovra d’estate 2010 Circolare ABI 19 e Circolare Assonime 33 del 2010Interpretazione definitiva di tutto l’assetto dei reati fallimentari 52
  53. 53. LE NUOVE PROCEDURE DELLA LEGGE FALLIMENTARE PROTEGGONO L’IMPRESA, I CREDITORI ED IL CETO BANCARIO DAAZIONI REVOCATORIE ED I BENI AZIENDALI DA AGGRESSIONI NELLA FACE PRECEDENTE LA LORO ADOZIONE E QUINDI RENDONO CIVILISTICAMENTE CERTI I COMPORTAMENTI DA ADOTTAREMANTENGONO L’IMPRESA IN CONTINUITA’ E MEDIANTE LA STESURA DEI PIANI NE CONSENTONO UN MONITORAGGIO DA PARTE DEI CREDITORI E BANCHEHANNO ACQUISITO CON LA MANOVRA D’ESTATE PROTEZIONE ANCHE DAL PUNTO DI VISTA PENALE E, IN CASO DI FALLIMENTO, CONSENTONO LA PREDEDUZIONE DEI COSTI E FINANZIAMENTI STRUMENTALI ALLA LORO ADOZIONE CREANO UN AMBITO COMPLETO DI “LEGALITA’” ALL’INTERNO DEL QUALE IMPRENDITORI, CONSULENTI E BANCHE POSSONO SCEGLIERE LA MIGLIOR VIA PER LA SOLUZIONE DELLA CRISI 53
  54. 54. Business PlanPiani Industriali (Come approcciare) 54
  55. 55. Business Plan – Le basi 55
  56. 56. Business Plan – Le basi 56
  57. 57. Business Plan – Le basi 57
  58. 58. Business Plan – Le basi 58
  59. 59. I Prospetti Da Compilare 59
  60. 60. I Prospetti Da Compilare 60
  61. 61. I Prospetti Da Compilare 61
  62. 62. Business Plan – Le basiSCHEMA DI ADOZIONE DEGLI INDICATORIL’IMPORTANZA DELL’ANALISI DEL ROI 62
  63. 63. PARTICOLARI ATTENZIONI ALLE FINALITA’ DEL DOCUMENTO Ottenimento di finanziamenti: distinguo di responsabilità inerenti la veridicità del contenuto per non incorrere nei reati di ricorso abusivo al credito (art. 218 L.f.) e di L.f.) mendacio bancario (art. 137 c. 1bis TUB) Art. 67 della Legge Fallimentare per generare esimente da azione revocatoria per le erogazioni di nuova finanza in particolari situazioni Art. 161 e art. 182bis Legge Fallimentare rispettivamente per la domanda di concordato preventivo e per accompagnare l’accordo di ristrutturazione dei debiti 63
  64. 64. Conclusioni 64
  65. 65. L’ADEGUATA STRUTTURA DI MONITORAGGIO DEI FATTORI CRITICI PERMETTE DI ELIMINARE LE ASIMMETRIE INFORMATIVE CON IL MONDO BANCARIO E DI IDENTIFICARE E QUANTIFICARE CORRETTAMENTE GLI STRUMENTI FINANZIARI A DISPOSIZIONE MANTIENE L’IMPRESA IN UN AMBITO DI SOSTANZIALE RISPETTO DELLE NORMATIVE SUL BILANCIO E DOCUMENTI ALLEGATICONSENTE DI MONITORARE LO STATO DI CRISI DELL’AZIENDA E DI DEFINIRE LA PORTATA DEGLI SQUILIBRI (TEMPORANEO, PRONUNCIATO E PERMANENTE) PERMETTE DI IDENTIFICARE IN MODO ADEGUATO UNO DEGLISTRUMENTI MESSI A DISPOSIZIONE DALA RIFORMA DELLA LEGGE FALLIMENTARE PER LA SOLUZIONE “IN BONIS” DELLA CRISI AZIENDALE 65
  66. 66. La motivazioneCIO’ CHE SI MISURA E’ CIO’ CHE SI OTTIENE“WHAT YOU MEASURE IS WHAT YOU GET” Robert Kaplan Balanced Scorecard : measures that drive performance 66

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