“Denuncia Spese Pazze e Proposte per la raccolta differenziata a Massafra”
Piano RACCOLTA DIFFERENZIATA

L’Amministrazione...
Rimodulazione spese materiali
La Delibera di giunta comunale n.228 del 02/10/2013 ha approvato il progetto di potenziament...
UTENZE COMMERCIALI

UTENZE COMMERCIALI

•BUSTE DA80 L PER LA RACCOLTA DELLA FRAZIONE SECCO
RESIDUO ZONA A;
• CASSONETTI DA...
allestimento
software
software
cassonetti carrellati da 660
litri
cassonetti carrellati da
1100 litri

70000
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Tabella 3 G in Delibera di Giunta Comunale n.228 del 02/10/2013

In rosso le voci eliminabili
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Rimodulazione spese personale
L’Elaborato A - PROGETTO TECNICO ESECUTIVO prevede l’impiego di NR. 17 ADDETTI III LIVELLO e...
Isole ecologiche interrate
Le Isole Ecologiche interrate , sarebbe più corretto chiamarle cassonetti interrati , perché no...
provvedere a pulire i cassonetti da eventuali liquidi rilasciati dai rifiuti introdotti o dal processo di fermentazione
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dichiarò che non si sarebbe mai più riempito d'acqua.
Dopodiché procedette alla sistemazione, direttamente
all'interno del...
Proposte
Quale direzione deve seguire la Raccolta Differenziata a Massafra??
Per noi del Partito Democratico la linea da s...
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Denuncia Spese Pazze e Proposte sulla raccolta differenziata Pd Massafra

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Denuncia Spese Pazze e Proposte sulla raccolta differenziata Pd Massafra . 30 dicembre 2013

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Denuncia Spese Pazze e Proposte sulla raccolta differenziata Pd Massafra

  1. 1. “Denuncia Spese Pazze e Proposte per la raccolta differenziata a Massafra” Piano RACCOLTA DIFFERENZIATA L’Amministrazione comunale di Massafra non ha mai preso sul serio la tematica della raccolta differenziata; siamo passati dall’ immobilismo della prima Giunta Tamburrano ai proclami in conferenza stampa della seconda Giunta Tamburrano . Ma i proclami sono stati solo l’anticamera del fallimento di una raccolta differenziata mal organizzata e raffazzonata, che ora si sta concretizzando in uno sperpero di ingenti risorse pubbliche atte a “correggere gli errori”. I massafresi, infatti, pagheranno 270 000 euro in più l’anno, fino al 2019, per “migliorare” la raccolta differenziata a cui si aggiungeranno altri 128.125,00 euro per le isole ecologiche interrate . Nel solo 2014 la giunta di centro destra dovrà recuperare dalle tasche dei massafresi circa 400mila euro in più! Visti questi numeri dire che una generazione di politici ha fallito, non è un giudizio morale contro di loro, ma un dato oggettivo.Sono da diversi lustri al Governo della città e vanno giudicati per quello che hanno fatto e, soprattutto, per quello che non hanno fatto! Il Partito Democratico insieme ai Giovani Democratici si è fatto carico della questione ed è stato l’unico che ha portato agli onori della cronaca la disastrosa situazione della Raccolta differenziata, con denunce e proposte. Tutto questo, studiando i documenti e le buone pratiche di altre amministrazioni. Ora, mentre la casa brucia non ce la sentiamo di rimanere a guardare; è tempo davvero di scrivere una nuova pagina con l’obiettivo di conciliare il corretto smaltimento dei rifiuti con la tutela dell’ambiente. Ricordando che la RD non è un costo, ma è un beneficio per la collettività! Negli ultimi documenti dell’amministrazione evidenziamo errori di natura politica, economica e mancanza di conoscenze del mondo del riciclo dei rifiuti. Daltronde si auspicava una raccolta differenziata che potesse arrivare al “massimo 54% […] considerando la migliore collaborazione dei cittadini “ ( significa 46% dei rifiuti in discarica) . Miglioramenti che si possono fare subito e che possono produrre nell’immediato ottimi risultati, senza aspettare il 2015 come riportato nella delibera del 2 ottobre. Sono 3 le mosse del PD per migliorare la RD a Massafra, tagliando i rami secchi e gli sprechi dell’Amministrazione Tamburrano: 1. Rimodulazione spese materiali 2. Rimodulazione spese personale 3. Abolizione delle isole Ecologiche interrate 1
  2. 2. Rimodulazione spese materiali La Delibera di giunta comunale n.228 del 02/10/2013 ha approvato il progetto di potenziamento della raccolta differenziata , che aumenta i costi di 270mila euro. Abbiamo notato una serie di errori e sviste sui conti economici. In particolare la giunta ha approvato un progetto che fa pagare ai cittadini per cose di cui non godranno e di cui non hanno bisogno. Vediamo cosa prevedevano come dotazioni ai cittadini e all’amministrazione i 2 piani, quello originale (ELABORATO A - PROGETTO TECNICO ESECUTIVO) e quello modificato (ELABORATO A - PROGETTO TECNICO PER L’AMPLIAMENTO DEL SERVIZIO) Piano originale AREA A Piano modificato (CENTRO STORICO) AREA A · RACCOLTA UMIDO–MASTELLO DA 10 L COLOR MARRONE · RACCOLTA FRAZIONE SECCO RESIDUO – SACCHI TRASPARENTI BIODEGRADABILI DA 80 L · RACCOLTA CARTA/CARTONE, BUSTA DA 30 l COLOR AZZURRO; · RACCOLTA PLASTICA, BUSTA DA 30 l COLOR GIALLO; · RACCOLTA VETRO/LATTINE: BIDONCINO IN HDPE DA 10 L COLOR VERDE. AREA (CENTRO STORICO) · RACCOLTA UMIDO–MASTELLO DA 20 L COLOR MARRONE E CON BUSTE IN MATER-BI 20L ·RACCOLTA SECCO RESIDUO: BIDONCINO DA 40 L COLOR GRIGIO ·RACCOLTA CARTA: BIDONCINO DA 40 L COLOR AZZURRO ·RACCOLTA PLASTICA: BIDONCINO DA 40 L COLOR GIALLO ·RACCOLTA VETRO/LATTINE: BIDONCINO DA 40 L COLOR VERDE · CASSONETTI DA 240 LITRI PER CONDOMINI CON Più DI 9 CONDOMINI (NON VIENE SPECIFICATO COLORE E RIFIUTO DA INSERIRE) B AREA B • CARTA/CARTONE, BUSTA DA 30 L COLOR AZZURRO • PLASTICA, BUSTA DA 30/60 L COLOR GIALLO; • VETRO/LATTINE: BIDONCINO IN HDPE DA 10 L DI · UMIDO–MASTELLO DA 20 L COLOR MARRONE E CON BUSTE IN MATER-BI 20L · SECCO RESIDUO: BIDONCINO DA 40 L COLOR GRIGIO;. · CARTA: BIDONCINO DA 40 L COLOR AZZURRO;. · PLASTICA: BIDONCINO DA 40 L COLOR GIALLO;. · VETRO/LATTINE: BIDONCINO DA 40 L COLOR VERDE. · CASSONETTI DA 240 LITRI PER CONDOMINI CON Più DI 9 CONDOMINI (NON VIENE SPECIFICATO COLORE E RIFIUTO DA INSERIRE) COLORE VERDE. Diverse Isole “ecologiche”con N.1 CASSONETTO PER L’UMIDO DA 660 L DI COLORE MARRONE N.1 CASSONETTO PER IL SECCO RESIDUO DA 1100 L DI COLORE GRIGIO. AREA C (SOLO NEL PERIODO ESTIVO GIUGNOSETTEMBRE) AREA C • CARTA/CARTONE, BUSTA DA 30 L COLOR AZZURRO • PLASTICA, BUSTA DA 30/60 L COLOR GIALLO; • VETRO/LATTINE: BIDONCINO IN HDPE DA 10 L DI · UMIDO–MASTELLO DA 20 L COLOR MARRONE E CON BUSTE IN MATER-BI 20L · SECCO RESIDUO: BIDONCINO DA 40 L COLOR GRIGIO;. · CARTA: BIDONCINO DA 40 L COLOR AZZURRO;. · PLASTICA: BIDONCINO DA 40 L COLOR GIALLO;. · VETRO/LATTINE: BIDONCINO DA 40 L COLOR VERDE. • CASSONETTI DA 240 LITRI PER CONDOMINI CON Più DI 9 CONDOMINI (NON VIENE SPECIFICATO COLORE E RIFIUTO DA INSERIRE) COLORE VERDE. Diverse Isole “ecologiche”(DA OTTOBRE A MAGGIO) con : N.1 CASSONETTO PER L’UMIDO DA 660 L DI COLORE MARRONE N.1 CASSONETTO PER IL SECCO RESIDUO DA 1100 L DI COLORE GRIGIO. N.1 CASSONETTO MULTI MATERIALE CARTA/PLASTICA 1100 l 2
  3. 3. UTENZE COMMERCIALI UTENZE COMMERCIALI •BUSTE DA80 L PER LA RACCOLTA DELLA FRAZIONE SECCO RESIDUO ZONA A; • CASSONETTI DA 120 - 240 LITRI PER LA RACCOLTA DELLA FRAZIONE UMIDA, CON SACCHETTI USA E GETTA IN MATER-BI • CASSONETTI DA 240 LITRI PER LA RACCOLTA DEL VETRO /LATTINE DALLE UTENZE COMMERCIALI MAGGIORMENTE PRODUTTRICI; • BUSTE DA30/60 LITRI PER LA RACCOLTA DELLA PLASTICA DALLE UTENZE COMMERCIALI MAGGIORMENTE PRODUTTRICI. • BUSTE DA 30 LITRI DA FORNIRE ALLE SCUOLE, UFFICI PUBBLICI E BANCHE PER LA SOLA CARTA. NON SPECIFICATO NEL DETTAGLIO, MA SI PARLA GENERICAMENTE CHE SI SVOLGERA IL “PORTA A PORTA” PER LE UTENZE COMMERCIALI Come si può vedere c’è un sostanziale cambio di materiale da fornire, poiché si passa ad un “porta a porta” spinto che prevede l’eliminazione totale di tutti i cassonetti. Tuttavia, mentre si dice che a Massafra non ci saranno più cassonetti, questi non scompaiono nei dettagli economici tant’è che li continueremo a pagare! I cassonetti carrellati da 660 litri e quelli da 1100 liti erano funzionali nel vecchio piano che non prevedeva il porta a porta in tutta la città; ora, nonostante il cambio, li continueremo a pagare. Identico ragionamento per i bidoncini da 10 litri. Sono tutte spese che non hanno senso in quanto sono materiali che non rientrano nel nuovo piano. Viene spontanea la domanda, ma i provvedimenti che arrivano in giunta, qualcuno li legge?? Altre spese evitabili sono i cestini. Il Comune richiede solamente cestini gettacarte ecologici e non i cestini gettacarte “classici”: eppure anche questi sono messi nelle spese! Inoltre, non capiamo perché il Comune abbia scelto che la ditta appaltatrice acquisti (con i soldi dei cittadini) i cestini quando è possibile fare una regolare gara d’appalto. In ottemperanza a quanto disposto dall’art. 7 comma 2 della legge 94/2012 (di conversione D.L. 52/2012) l’ amministrazione comunale farebbe bene a ricorrere alla piattaforma del Market Place della PA , ricorrere all’acquisto tramite convenzioni CONSIP o tramite il sistema www.acquistiinretepa, strumenti che consentono di ampliare la base dei fornitori, comparare e confrontare in modo trasparente le offerte riducendo i tempi ed i costi del processo di acquisto, nel rispetto dei principi di trasparenza e semplificazione delle procedure. Vogliamo ricordare all’amministrazione che il codice è 39150000-8. Il tema delle Isole ecologiche interrate verrà approfondito nel III capitolo. Tabella 3 H in Delibera di Giunta Comunale n.228 del 02/10/2013 materiale Contenitori stradali RUP costo unitario quantità 70 215 7 anni 15.050,00 costo annuo 2.150,00 contenitori rigidi 40 10,5 trespoli da spiaggia ventola per il taglio dell'erba 50 63 3.150,00 450,00 3.150,00 25 40 1.000,00 142,86 1.000,00 150 30 4.500,00 642,86 4.500,00 decespugliatore 420,00 60,00 Costo PD Ok 15.050,00 3 420,00
  4. 4. allestimento software software cassonetti carrellati da 660 litri cassonetti carrellati da 1100 litri 70000 25000 60000 1 1 1 80 250 120 336 Mastelli HDPE 10 litri cassonetti carrellati da 240 litri Mastelli HDPE 10 litri già acquistati 6,2 17600 70 400 28.000,00 6,2 2000 12.400,00 Mastelli HDPE 40 litri 15 36460 Mastelli HDPE 20 litri cestini differenziata 10 200 8365 100 40000 70 6 100 isole ecologiche interrate cestini gettacarte TOTALE 70.000,00 10.000,00 25.000,00 3.571,43 60.000,00 8.571,43 20.000,00 40.320,00 70.000,00 25.000,00 60.000,00 2.857,14 no cassonetti pag 86 El.A 5.760,00 no cassonetti pag 86 El.A 109.120,00 15.588,57 no sostituiti con più grandi 4.000,00 28.000,00 rimodulati , solo 1960 x2 1.771,43 = 23808 546.900,00 78.128,57 546.900,00 83.650,00 11.950,00 83.650,00 20.000,00 2.857,14 evitabile 240.000,00 34.285,71 evitabile 7.000,00 1.000,00 evitabile 1.286.510,00 183.787,14 861.478 (123.068,29 annui) Come si evince dallo schema, sui materiali con le nostre correzioni, si possono risparmiare 60.718,86 euro l’anno. Inoltre, se il Comune censisse quante persone nel quartiere Prato Fiorito e sant’Oronzo dispongono ancora dei kit per la RD distribuiti durante la fase sperimentale del 2012, potremmo decurtare ancora le spese. Ricordiamo che furono interessate nel progetto circa 3000 famiglie, consegnando ad ogni famiglia 4 Mastelli HDPE 40 litri. Potenzialmente ci sono 12000 bidoncini che potrebbero essere riutilizzati adeguandoli al nuovo corso. Non capiamo come mai l’amministrazione non si sia accorta dei costi superflui e del modo in cui l’azienda ha fatto gli sgravi al comune. Sempre facendo un ragionamento simile si possono ridurre i costi dei materiali di consumo. Ad esempio, paghiamo per il lavaggio dei cassonetti ma i cassonetti non ci saranno più! Continuiamo a pagare le buste da 80,30 e 60 litri che servivano per la raccolta differenziata nel solo centro storico. Ipotizzando che la spesa per la pulizia venga dimezzata e togliendo i sacchetti inutili avremmo un risparmio di 218.000,00 euro totali, ovverosia 31.142,86 euro l’anno. Un ragionamento simile andrebbe fatto sui mezzi ed il loro utilizzo. In base al nuovo piano la Lavacassonetti svolgerà solo la funzione di pulizia delle strade, quindi per l’utilizzo si spenderanno meno Euro/h per il lavoro e la manutenzione. Crediamo che qualche vantaggio dovrebbe toccare al comune e ai suoi cittadini! Da questa analisi si deduce che con una Rimodulazione spese per i materiali si possono risparmiare quasi 100mila euro l’anno. 4
  5. 5. Tabella 3 G in Delibera di Giunta Comunale n.228 del 02/10/2013 In rosso le voci eliminabili 5
  6. 6. Rimodulazione spese personale L’Elaborato A - PROGETTO TECNICO ESECUTIVO prevede l’impiego di NR. 17 ADDETTI III LIVELLO e NR. 11 ESECUTIVO, ADDETTI II LIVELLO PER L’INTERA ANNUALITÀ. Con la rimodulazione del progetto si prospettano 5 nuove assunzioni , 3 unità di III livello con qualifica di autista full time, 1 di III livello con qualifica di autista part time 50% e 1 di II livello con qualifica di operatore part time 50%. partpartCon la nuova conformazione avremo 33 operatori ecologici, aumentando la spesa di 176 176.564,25 euro l’anno. Le nuove assunzioni si giustificano con l’inserimento nel parco macchine per la raccolta di 3 mini compattatori 10mc Cp. Dette nuove assunzioni sembrerebbero, quindi, plausibili se non si tenesse conto che all’acquisto dei 3 minicompattori corrisponde l’eliminazione di 2 auto compattatori da 15mc CP. Vorremmo sapere a quale mansione verranno destinati gli autisti dei 2 auto compattatori visto che si prevede l’assunzione di altri. L’aumentare delle spese del personale è dovuto alla proposta dell’amministrazione comunale di fare 4 giorni di raccolta dell’umido. Una proposta alquanto originale e soprattutto costosa. Nei comuni italiani dove si effettua la raccolta differenziata porta a porta è prassi consolidata le 3 prese settimanali dell’umido umido. Il giorno in più di raccolta ha un elevato costo e crea problemi di organizzazione. Banalmente ci saranno dei giorni in cui il ritiro dei rifiuti avverrà consecutivamente per due giorni di fila. vamente Infatti se si optasse per il ritiro nei giorni dispari, luned , mercoledì venerdì e domenica, avremmo che nella nfatti lunedì, settimana successiva si ripartirebbe dal lunedì per cui i rifiuti sarebbero pochi per concepire la spesa in più di buste e per personale, mezzi e costi per lo smaltimento dei rifiuti. Le 4 prese giornaliere si effettuano generalmente solo nel periodo estivo in locali in località fortemente turistiche che nei mesi più caldi vedono incrementare notevolmente la popolazione. Quindi il piano andrebbe riportato a 3 prese settimanali con tutti i vantaggi che ne conseguono. settimanali, LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM Presa Umido 4 volte Presa Umido 3 volte Infine nella Delibera di giunta comunale n.228 del 02/10/2013 si dice che verranno assunti dalla ditta Appaltatrice 5 facilitatori per 10 mesi con il compito di ausilio ai cittadini per il corretto conferimento dei rifiuti. Chi li paga?? Ci sembra davvero strana in questa circostanza l’assunzione di 5 facilitatori. In quanto il C Comune deve impegnarsi direttamente nella formazione-informazione dell’utenza . Infatti l’amministrazione ha tolto all’azienda appaltatrice informazione questa mansione accollandosi 10mila euro all’anno di spese che in precedenza spettavano alla ditta. Una serie di chiarimenti e modifiche anche in questo caso farebbe risparmiare i cittadini non variando l’efficienza e l’efficacia del servizio. 6
  7. 7. Isole ecologiche interrate Le Isole Ecologiche interrate , sarebbe più corretto chiamarle cassonetti interrati , perché non hanno nulla di ecologico , in quanto cosa cambia , se il cassonetto lo nascondiamo sotto terra? In tutti i comuni dove ci sono alte percentuali di raccolta differenziata , c'è il porta a porta , e non ci sono isole interrate . A prima vista le isole “ecologiche “ interrate appaiono e sono riferite come un’apprezzabile innovazione nel campo della raccolta rifiuti, ma il loro uso e funzionamento lascia alquanto a desiderare, creando notevoli problemi sia agli operatori addetti al loro svuotamento, sia ai cittadini. I costi per la loro installazione e mantenimento sono ragguardevoli soprattutto se si vanno ad aggiungere gli ulteriori costi per la manutenzione straordinaria ogni qualvolta si blocca il sistema di funzionamento. Inoltre avere dei cassonetti seppur interrati non è un controsenso se si farà il “porta a porta” spinto in tutta Massafra?? E poi, non si era detto che dovevano sparire i cassonetti?? Il Comune prevede che Massafra debba dotarsi di 11 isole interrate , di cui 6 acquistate dalla ditta appaltatrice e 5 acquistate dal Comune con l’aiuto della Regione Puglia. La ditta appaltatrice ha previsto una spesa di 240mila euro, paria 40mila euro a cassonetto. Il comune, invece, partecipando ad un bando regionale di cofinanziamento per il miglioramento dei Centri comunali di raccolta , ha inserito i 5 cassonetti interrati con una spesa pari a 185.000,00 euro di cui il 30 % offerto della regione Puglia, pari a 35mila euro a cassonetto. (Tralasciamo i nostri dubbi su come mai i cassonetti interrati rientrino nel finanziamento regionale - Azione 2.5.1.“Potenziamento ed ammodernamento delle strutture dedicate alla raccolta differenziata” - Realizzazione di Centri Comunali di Raccolta (CCR)”, di cui non hanno assolutamente niente a che fare) La cosa molto strana è la differenza di costo, differenza non giustificata !! Se le cose rimangono così, spenderemo 325 mila euro e ci saranno 11 zone della città in cui non si farà la raccolta differenziata porta a porta . Questo perche la gente continuerà a buttare i rifiuti nei cassonetti non facendo la raccolta differenziata. Se consideriamo che la velocità media di un uomo a piedi e di 4 km/h (1,1m/s) questo vuol dire che, ipotizzando uno spostamento massimo per buttare i rifiuti di 10 minuti a piedi, ne deriva che il raggio di interazione cassonettoutente è pari a oltre 650 m. Quindi, in un area molto vasta non si farà la raccolta differenziata porta a porta. Molti utenti-famigli abituate a gettare i rifiuti nei cassonetti nel raggio di 650 m preferiranno conferire nei cassonetti invece che nei secchielli ed allora addio raccolta differenziata !. Altre problematiche sono di natura tecnica. Nell’installazione bisogna tener conto della necessità di fare scavi che non intralcino con la presenza sotto il manto stradale di tubature idrico o di altri servizi per la comunità. Inoltre vanno realizzate in modo tale che le acque meteoriche, visto le frequenti alluvioni (flash flood , bombe d’acqua piogge torrenziali e violente che flagellano il nostro territorio ) e la geomorfologia del territorio , non allaghino i cassonetti o ci siano infiltrazioni e/o fessurazioni. Lo svuotamento è un'operazione lunga e rumorosa e i cattivi odori non sempre restano nel sottosuolo. Come si deve 7
  8. 8. provvedere a pulire i cassonetti da eventuali liquidi rilasciati dai rifiuti introdotti o dal processo di fermentazione degli stessi? Chi si accolla questo costo? Ogni quanto va eseguito? All'investimento iniziale è poi da aggiungere la manutenzione per il sistema di funzionamento ed il maggior costo di gestione per la macchinosa operazione di vuotatura. Inoltre è facile che i cassonetti diventino punto di ritrovo per conferire ogni genere di rifiuto, certamente non differenziato oppure di rifiuti ingombranti ,come già avviene nei pressi delle campane della RD. Quindi ciò significa un proliferare di cumuli di rifiuti in città. Non vediamo in questo metodo una logica di risparmio, anzi, un incremento dei costi di gestione. Per completare l’analisi , inseriamo un insieme di esperienze relative all’ utilizzo di cassonetti interrati in varie città della Puglia . BARI. ISOLE ECOLOGICHE CANGURO Per quanto riguarda in particolare le iniziative relative all’installazione di isole ecologiche “intelligenti” molti funzionari hanno evidenziato che erano stati indotti a dare credito ai commerciali delle aziende che li proponevano poiché, al momento dell’ordine di acquisto, il contratto di acquisto includeva un servizio di assistenza e manutenzione per almeno 3-5 anni. Gli stessi funzionari hanno però potuto verificare che tali impegni venivano disattesi e non rispettati poiché, a distanza di qualche mese dalla stipula del contratto e dall’installazione delle attrezzature, si scopriva che il servizio di manutenzione non veniva realmente espletato poiché alcune clausole venivano utilizzate per venire meno ai propri impegni (si ribaltavano le responsabilità sui Comuni poiché gli atti di vandalismo non erano inclusi nelle cause che potevano giustificare la sostituzione o riparazione delle attrezzature) oppure le stesse aziende erano state dichiarate fallite (ad s. la Ditta Kanguro che ha fornito le isole ecologiche intelligenti di Bari) ed i relativi brevetti erano stati acquisiti da altre società che si rendevano disponibili ad effettuare, non più gratuitamente ma a caro prezzo, la manutenzione e la rimessa in attività delle attrezzature.QUI UN VIDEO che spiega simpaticamente tutto quello che è successo. Siamo alle solite - Le isole ecologiche dell'Amiu di Bari (Progetto Kanguro) http://www.youtube.com/watch?v=vDdBKcxS5nw FOGGIA: Le isole "ecologiche" interrate erano macchine destinate alla raccolta di rifiuti recuperabili quali carta, vetro e plastica. Si trattava in particolare di unita interrate, completamente automatizzate e predisposte per accogliere in tre distinti cassonetti (posizionati su rotaie mobili al di sotto della torretta esterna). Queste postazioni dovevano essere utilizzate dai cittadini per il conferimento dei rifiuti da differenziare mediante l'impiego di una ecocard personale. Scopo della ecocard doveva essere quello di monitorare il conferimento di carta, cartone, vetro e plastica di ogni singolo utente memorizzando i conferimenti nella card per poter poi riconoscere all'utente diligente un "premio" per conferimenti di questo tipo, inteso come riduzione percentuale (da stabilirsi) della quota annuale sulla rispettiva TARSU. Va segnalato che le 30 isole ecologiche interrate multi materiali non sono mai entrate realmente in funzione e risultano ormai in pressoché totale stato di abbandono. La trasmissione “Striscia la notizia” del 11 gennaio 2008 aveva quindi evidenziato l’enorme spreco di denaro pubblico. Anche dopo la denuncia di Striscia la notizia, dopo più di tre anni dal momento dell’inaugurazione, le trenta isole ecologiche distribuite in città non sono comunque entrate in funzione. Il progetto era stato denominato "L'isola che non c'era" (come la famosa isola di Peter Pan) ma attualmente le locali associazioni ambientaliste le chiamano “Le isole che non ci sono mai state”. Fonte: http://www.statoquotidiano.it/05/09/2011/una-storiadi-ordinario-spreco-le-isole-ecologiche-di-foggia/55718/ Qualche giorno fa il container per rifiuti interrato fuoriuscito dal terreno dopo un violento nubifragio. http://www.foggiatoday.it/cronaca/sollevamento-isolaecologica-via-saragat.html MOLFETTA TARANTO A seguito di un nubifragio nell’estate 2009, i cassonetti interrati in via Dante si sono allagati. In quanto i vani scavati nel terreno contenenti i cassonetti sono stati completamente invasi dall’acqua. E' stato necessario l'ausilio di una pompa idrovora per sistemare la situazione. Dopo quanto accaduto non si può non ricordare che nel punto in cui adesso stazionano i cassonetti, al momento dello scavo necessario per la loro installazione, fu rinvenuta una vecchia cisterna sotterranea che doveva servire alla raccolta delle acque meteoriche in tempi passati. Il Settore Territorio di Molfetta ritenne che questo ritrovamento non fosse più funzionante e Rispetto alle isole ecologiche «intelligenti» l’iniziativa di Taranto aveva il pregio di prevedere delle stazioni ecologiche presidiate da un operatore (ma non recintate) che doveva spiegare ai cittadini come conferire i rifiuti utilizzando il sistema di identificazione e pesature installati nei fabbricati posti nei pressi dei contenitori stradali. Le postazioni installate dalla ID&A di Brescia costarono circa 45 mila euro cadauna. L’elevato costo del totem era connesso principalmente al brevetto detenuto dalla ID&A ed in parte alla tecnologia utilizzata, al software installato nel computer, al lettore dei badge, alla stampante per gli scontrini, alla scheda GSM per la comunicazione in rete, etc .I 8
  9. 9. dichiarò che non si sarebbe mai più riempito d'acqua. Dopodiché procedette alla sistemazione, direttamente all'interno della cisterna, dei cassonetti. Sembra però che la natura abbia ancora una volta voluto smentire i tecnici del Comune di Molfetta dato che la cisterna ha dato una chiara dimostrazione del suo funzionamento durante il nubifragio. Che la cisterna adesso funzioni è un dato di fatto; adesso bisognerebbe capire se l'acqua che l'ha riempita provenisse dai tombini della zona e quindi da una rete sotterranea collegata ad essa o sia piovuta direttamente al suo interno. dieci Totem forniti dalla Ditta ID&A di Brescia non hanno mai funzionato pienamente poiché non si era inizialmente pensato di acquisire anche la work station remota che doveva gestire centralmente il sistema ed acquisire i dati di conferimento dei cittadini a cui erano stati forniti i badge per poter riconoscere gli sconti sulla bolletta TARSU. La Ditta ha poi fornito un preventivo per vendere l’anello mancante della catena ma il costo proibitivo ne ha impedito l’acquisizione. Praticamente è come avere delle bilance da 45.000 euro l'una. Per vedere la loro ubicazione: http://www.ecopolis2000.it/4011_115.php e anche http://www.ilfatto.net/index.php?option=com_content&vie w=article&catid=35:Cronaca&id=5160:molfetta-i-cassonettiinterrati-hanno-qfatto-acquaq&Itemid=56 http://www.comune.taranto.it/amministrazione/dettaglio_new s.php?id_news=842&id_categoria=289 SAN GIOVANNI ROTONDO Per quanto riguarda le isole ecologiche interrate installate a San Giovanni Rotondo si deve evidenziare che nel corso del sopralluogo effettuato dalla Esper in data 28 febbraio 2012 si è potuto verificare che le bocche di conferimento risultano quasi sempre inutilizzabili perché bloccate e le continue avarie del sistema di sollevamento della piattaforma ne impedisce una corretta fruizione. Per questo motivo il comune ha fatto posizionare altri contenitori stradali nei pressi delle sette postazioni interrate anche se molti cittadini continuano ad abbandonare i propri sacchetti davanti alle bocchette di conferimento poiché non sono presenti avvisi in cui l’amministrazione, prendendo atto delle continue avarie, abbia stabilito la cessazione del loro utilizzo. Altra stranezza riguarda la DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE Ripartizione Urbanistica-Ambiente-SUAP ,Reg. Gen. n. 2129 del 18/11/2013 , Reg. n. 227 del 13/11/2013 in cui si dice : • Di affidare i servizi aggiuntivi, di raccolta differenziata porta a porta spinto su tutto il territorio comunale ad esclusione delle zone da servizi con le isole ecologiche interrate, alla Società Avvenire S.r.l., con sede in Gioia del Colle (BA) alla Via G. Carano Donvito n. 5 avente P.I./C.F. 04203390721. La domanda sorge spontanea: Chi si occuperà di smaltire i rifiuti delle isole ecologiche interrate e svolgere tutti i servizi connessi? Da quello che si legge non sarà Avvenire srl nonostante ne acquisterà 6 !!! Questa strana determina dirigenziale mette ulteriori dubbi….e a pensar male molte volte non si sbaglia …. Quindi dalle esperienze di altre città, dai dati da noi raccolti sulle problematiche riscontrate in altre realtà e soprattutto dagli alti costi e dai bassi risultati e vantaggi per i cittadini il Partito Democratico si oppone alla realizzazione delle isole ecologiche interrate. 9
  10. 10. Proposte Quale direzione deve seguire la Raccolta Differenziata a Massafra?? Per noi del Partito Democratico la linea da seguire è Più differenzi meno paghi. Questo traguardo può essere raggiunto passando da una tariffa Presuntiva, calcolata in base ai mq ed al numero di componenti o alla categoria merceologica di appartenenza, ad una tariffa Puntuale Calcolata in base alla quantità di rifiuti prodotti. L’Obiettivo è quello di una Maggiore equità tariffaria per gli utenti: questo è l’unico sistema capace di far pagare il giusto ai cittadini. Pago quanto produco. Su tutti i contenitori del rifiuto residuo va applicata una etichetta adesiva riportante l’indirizzo e il codice contratto dell’utente cui è assegnato. Questo permette all’utente di riconoscere il suo contenitore ed all’operatore di poterlo riposizionare correttamente. Ogni contenitore è dotato di un codice identificativo alfanumerico che consente l’attribuzione univoca ad un’utenza domestica o un’utenza non domestica . Su tutti i contenitori del rifiuto residuo viene applicato un dispositivo elettronico, trasponder, di identificazione. Ciò permette la misurazione in automatico, attraverso apposita strumentazione del numero di svuotamenti di ognuno di quei contenitori. Tale numero è il parametro fondamentale per la determinazione della TASSA. Quando il contenitore viene esposto gli operatori addetti lo vuotano e registrano, tramite la lettura del trasponder, l’operazione di vuotatura. I contenitori vanno tenuti su suolo privato ed esposti su suolo pubblico solo ed esclusivamente quando si vuole che siano vuotati. Il bidone deve essere esposto solo quando è pieno. In base a ciò si può determinare la Tassa, formata da una quota fissa, un canone uguale per tutte le famiglie, ed una variabile calcolata in base al numero di svuotamenti del contenitore del secco non riciclabile. Inoltre si applica una riduzione 30% per chi pratica il compostaggio domestico . La raccolta differenziata puntuale è un passo verso una nuova dimensione di città più vicina ai cittadini e ai loro bisogni, più attenta all'ambiente e alla vivibilità dei cittadini con un nuovo sistema di raccolta che crea sinergie tra razionalità ed efficienza del servizio e risparmio di risorse. Imma Semeraro Segretario Circolo Pd Massafra Angelo Notaristefano Segretario Circolo Gd Massafra Per info: • • • • • Partito Democratico Massafra Viale Regina Margherita , 25 , 74016 - Massafra (Ta) - Italia E-mail : pdmassafra@gmail.com- gdmassafra@gmail.com Sito : http://pdmassafra.blogspot.it/ FB: https://www.facebook.com/pd.massafra/ - https://www.facebook.com/gdmassafra/ YT: http://www.youtube.com/user/PdMassafra 10

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