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A cosa serve la ricerca biomedica <ul><li>Cercare nuovi e più efficaci trattamenti </li></ul><ul><li>Generare guadagni per...
Sono frequenti i conflitti  di interesse del ricercatore? <ul><li>Un quarto dei ricercatori americani ha ricevuto fondi da...
E in Italia  chi sponsorizza la ricerca? <ul><li>Circa il 75%  dall’industria farmaceutica </li></ul><ul><li>Circa il 10% ...
 
Chi scrive le linee guida dichiara i propri conflitti d’interesse? <ul><li>Circa un terzo degli autori americani di linee ...
Le molte facce del conflitto <ul><li>Un ricercatore  può alterare i risultati di una ricerca </li></ul><ul><ul><ul><li>Per...
La ricerca dell’industria farmaceutica (1) <ul><li>Uno studio realizzato nel 2003 ha dimostrato che le ricerche finanziate...
I trial finanziati dall’industria <ul><li>I trial clinici for-profit riportano più spesso dati positivi dei trial sostenut...
La ricerca dell’industria farmaceutica  <ul><li>L’industria progetta trial impeccabili formalmente, ma spesso sostanzialme...
Gli “infomercial” <ul><li>La letteratura medica internazionale è afflitta dal fenomeno degli informercial, articoli appare...
I conflitti dell’editore  <ul><li>Il mercato degli inserzionisti </li></ul><ul><li>I reprint acquistati dall’industria (an...
Riviste mediche e  industria del farmaco <ul><li>Dice Richard Smith: </li></ul><ul><li>Le riviste mediche non sono altro c...
Come superare il conflitto d’interessi? <ul><li>E’ stata proposta l’istituzione di un sito Internet, che riporti tutte le ...
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Di Diodoro - I conflitti di interesse in medicina

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  1. 1. I conflitti di interesse in Medicina Lavoro di gruppo con tutor I conflitti di interesse del ricercatore Danilo di Diodoro Azienda Usl di Bologna Milano 24 novembre 2009
  2. 2. Leggiamo criticamente l’articolo Sildenafil Treatment of Women With Antidepressant-Associated Sexual Dysfunction (1) <ul><li>Trial randomizzato e controllato in doppio cieco con placebo </li></ul><ul><li>Arruolate, in sette diversi centri , 98 donne che durante il trattamento con SSRI avevano sperimentato disfunzioni sessuali </li></ul><ul><li>Randomizzate ad assumere sildenafil, oppure placebo, un paio d’ore prima del rapporto sessuale </li></ul><ul><li>Alla fine delle otto settimane di osservazione le donne che assumevano sildenafil hanno avuto una risposta sessuale migliore in maniera statisticamente significativa rispetto a quelle che assumevano placebo ( riduzione dei tempi necessari per il raggiungimento dell’orgasmo ) </li></ul>
  3. 3. Leggiamo criticamente l’articolo Sildenafil Treatment of Women With Antidepressant-Associated Sexual Dysfunction (2) <ul><li>Andiamo a vedere  la parte sul Funding/Support per capire chi è lo sponsor della ricerca </li></ul><ul><li>Andiamo a leggere le cosiddette Financial Disclosures degli autori </li></ul><ul><li>Il brevetto del sildenafil scadrà nel 2011, quindi c’è ancora tempo per trovare nuove aree di mercato per il farmaco prima che il brevetto decada </li></ul>
  4. 4. Leggiamo criticamente l’articolo Sildenafil Treatment of Women With Antidepressant-Associated Sexual Dysfunction (3) <ul><li>Domande: </li></ul><ul><li>E’ legittimo che autori così coinvolti dal punto di vista economico con questa industria farmaceutica conducano uno studio su una delle sue molecole di punta? </li></ul><ul><li>I risultati di questo studio possono essere ragionevolmente applicati alla pratica clinica? </li></ul><ul><li>Siamo certi che la vera finalità dell’articolo non sia quella di creare nuove aree di mercato per una molecola che ha davanti a sé ancora qualche anno di brevetto? </li></ul>
  5. 5. Leggiamo criticamente l’articolo Sildenafil Treatment of Women With Antidepressant-Associated Sexual Dysfunction (4) <ul><li>A me piacerebbe sapere quanti reprint dell’articolo la casa farmaceutica sponsor ha ordinato a Jama per farli poi distribuire dagli informatori farmaceutici e quanto li ha pagati </li></ul><ul><li>Vorrei sapere a quanto ammontano le pagine pubblicitarie comprate quest’anno dalla casa farmaceutica sponsor su Jama e sulle altre riviste dell’ American Medical Association </li></ul><ul><li>Vorrei indagare a più ampio raggio sui rapporti (economici) tra l’ American Medical Association  e la casa farmaceutica sponsor </li></ul>
  6. 6. A cosa serve la ricerca biomedica <ul><li>Cercare nuovi e più efficaci trattamenti </li></ul><ul><li>Generare guadagni per l’industria </li></ul><ul><li>Favorire la competitività di una nazione </li></ul><ul><li>Generare posti di lavoro </li></ul><ul><li>Jama 2009; 302:1001-2 </li></ul>
  7. 7. Sono frequenti i conflitti di interesse del ricercatore? <ul><li>Un quarto dei ricercatori americani ha ricevuto fondi dall’industria farmaceutica </li></ul><ul><li>La metà ha ricevuto “regali collegati alla ricerca” </li></ul><ul><li>Un’analisi effettuata su 789 articoli pubblicati sulle più importanti riviste mediche internazionali ha dimostrato che un terzo degli autori aveva interessi finanziari nelle proprie ricerche, possedeva azioni, o aveva ricevuto pagamenti come consulente o direttore </li></ul><ul><li>Bekelman JE, Li Y, Gross CP. Scope and impact of financial conflicts of interest in biomedical research. A systematic review. JAMA 2003; 289: 454-65. </li></ul>
  8. 8. E in Italia chi sponsorizza la ricerca? <ul><li>Circa il 75% dall’industria farmaceutica </li></ul><ul><li>Circa il 10% dalla sanità pubblica </li></ul><ul><li>Circa l’8% da istituti di ricerca pubblici o privati </li></ul><ul><li>Circa il 4% da associazioni scientifiche </li></ul><ul><li>Circa il 2% dall’Università </li></ul><ul><li>Circa l’1% da altre istituzioni (Fondazioni ecc) </li></ul>
  9. 10. Chi scrive le linee guida dichiara i propri conflitti d’interesse? <ul><li>Circa un terzo degli autori americani di linee guida ha conflitti di interessi per i suoi legami con l’industria farmaceutica </li></ul><ul><li>Esaminate 215 linee guida sui farmaci dell’US National Guideline Clearinghouse </li></ul><ul><li>Solo 90 contenevano dettagli sul conflitto d’interesse degli autori </li></ul><ul><li>Dei 685 autori di queste 90 linee guida: </li></ul><ul><li>445 autori (65%) non hanno dichiarato conflitti di interesse MA… </li></ul><ul><li>143 (21%) erano consulenti o parte di qualche comitato scientifico dell’industria 153 (22%) avevano un grant dall’industria </li></ul><ul><li>103 (15%) facevano parte del panel di esperti dell’industria 16 (2%)possedevano azioni dell’industria </li></ul><ul><li>10 (1%) avevano diversi tipi di conflitto d’interesse </li></ul><ul><li>Nature, 2005; 437:1070-1 </li></ul>
  10. 11. Le molte facce del conflitto <ul><li>Un ricercatore può alterare i risultati di una ricerca </li></ul><ul><ul><ul><li>Per ricevere altri fondi per ulteriori ricerche </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Per vedere più facilmente accettato il suo lavoro in un convegno o pubblicato su una rivista </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Per ottenere promozione in carriera </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Per ottenere prestigio dalla comunità scientifica </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Per farsi conoscere nell’ospedale </li></ul></ul></ul><ul><li>Un ricercatore decide di non pubblicare i risultati di una ricerca </li></ul><ul><ul><ul><li>Nel timore di non ricevere altre sovvenzioni </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Per non scontentare lo sponsor (pubblico o privato) </li></ul></ul></ul>
  11. 12. La ricerca dell’industria farmaceutica (1) <ul><li>Uno studio realizzato nel 2003 ha dimostrato che le ricerche finanziate dall’industria danno risultati quattro volte più frequentemente favorevoli all’industria rispetto a studi indipendenti </li></ul><ul><li>(BMJ 2003; 326:1167-70) </li></ul>
  12. 13. I trial finanziati dall’industria <ul><li>I trial clinici for-profit riportano più spesso dati positivi dei trial sostenuti da organizzazioni no-profit. </li></ul><ul><li>Una ricerca ha esaminato 324 studi clinici di area cardiovascolare pubblicati tra il 2000 e il 2005 su JAMA , Lancet e NEJM , per verificare se vi fosse una tendenza al risultato positivo maggiore nei trial clinici finanziati da fondazioni for-profit . </li></ul><ul><li>Gli autori non si sono mai trovati di fronte a casi di frode scientifica e studi sono stati pubblicati su riviste molto importanti Ma allora dove è l’escamotage? Secondo gli autori, se uno studio consegue risultati negativi cade nel dimenticatoio, se invece i risultati sono positivi le industrie farmaceutiche finanziano le fasi successive. Quindi puntano sul cavallo che ha già dimostrato di essere vincente . Se poi le promesse sono disattese si sceglie di presentare i dati veri, ma enfatizzandone alcuni e mettendone altri in secondo piano. </li></ul><ul><li>Ridker P et al. Reported outcomes in major cardiovascular clinical trials funded by for-profit and not-for-profit organizations: 2000-2005. JAMA 2006;295:2270-4. </li></ul>
  13. 14. La ricerca dell’industria farmaceutica <ul><li>L’industria progetta trial impeccabili formalmente, ma spesso sostanzialmente manipolati: </li></ul><ul><li>-Confronto con un farmaco palesemente meno efficace </li></ul><ul><li>-Confronto con un farmaco efficace ma sottodosato (per efficacia) o sovradosato (per effetti collaterali) </li></ul><ul><li>Trial con campioni troppo piccoli per mostrare le reali differenze con il farmaco competitore </li></ul><ul><li>Usare end point multipli e pubblicare solo quelli favorevoli </li></ul><ul><li>Realizzare studi multicentrici e pubblicare solo risultati di centri favorevoli </li></ul><ul><li>Fare analisi per sottogruppi e pubblicare solo quelli favorevoli </li></ul><ul><li>Presentare risultati in termini di rischio relativo piuttosto che assoluto </li></ul><ul><li>Pubblicare i risultati negativi su riviste minori o non pubblicarli </li></ul><ul><li>Anticipare ai media i risultati favorevoli </li></ul><ul><li>PLoS 2005; 5: 100-02 </li></ul>
  14. 15. Gli “infomercial” <ul><li>La letteratura medica internazionale è afflitta dal fenomeno degli informercial, articoli apparentemente scientifici, difficilmente riconoscibili, e che sono basati su trial che in realtà hanno finalità di marketing (come i cosiddetti “seeding trial”) e che sono scritti direttamente dall’industria </li></ul>
  15. 16. I conflitti dell’editore <ul><li>Il mercato degli inserzionisti </li></ul><ul><li>I reprint acquistati dall’industria (anche diverse centinaia di migliaia di dollari per un trial. L’articolo con lo studio VIGOR sul Vioxx rese al NEJM quasi 700.000 euro di reprints) </li></ul><ul><li>La peer-review pilotata </li></ul><ul><li>I supplementi delle riviste </li></ul><ul><li>La commistione con le società scientifiche (spesso tenute in piedi economicamente dalle loro riviste) </li></ul>
  16. 17. Riviste mediche e industria del farmaco <ul><li>Dice Richard Smith: </li></ul><ul><li>Le riviste mediche non sono altro che “un’estensione del marketing delle compagnie farmaceutiche”, dato che una larga fetta dei loro guadagni deriva dalla pubblicità farmaceutica e dai reprint dei trial sovvenzionati dall’industria. </li></ul><ul><li>PLoS Medicine 2005; 2: 138 </li></ul>
  17. 18. Come superare il conflitto d’interessi? <ul><li>E’ stata proposta l’istituzione di un sito Internet, che riporti tutte le transazioni tra medici e industria, ma il sistema funzionerebbe anche per le altre categorie professionali coinvolte (giornalisti, editor di riviste scientifiche, etc.) </li></ul><ul><li>Ma soprattutto è importante che le istituzioni si impegnino in un’informazione indipendente e che le associazioni di pazienti e cittadini siano in grado di esercitare una valutazione critica delle informazioni ricevute </li></ul>
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