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Ccomemagazine N4

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C COME MAGAZINE, il primo free-press abruzzese a trattare di enogastronomia e di promozione del territorio.

C COME MAGAZINE, il primo free-press abruzzese a trattare di enogastronomia e di promozione del territorio.

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Ccomemagazine N4 Ccomemagazine N4 Document Transcript

  • FREEPRESS di ENOGASTRONOMIA 4 ANNO 1 - NUMERO 4 - dicembre 2008/gennaio 2009
  • >> Anno 1 n. 4 - Dicembre 2008/Gennaio 2009 >> Editore responsabile Creo Edizioni - Pescara www.c-magazine.it - info@c-magazine.it >> Direttore responsabile Cristina Mosca (non fumatrice) se volete dirle qualcosa fatelo a: redazione@c-magazine.it >> Coordinatore generale e art director Francesco Cinapri (non fumatore) se volete dirgli qualcosa fatelo a: francescocinapri@creoadv.it >> Area commerciale Alessio Pisciella (ex atleta) se volete dirgli qualcosa fatelo a: commerciale@c-magazine.it 3284836589 - 3494902638 >> Direttore marketing Daniele Di Vittorio (ex fumatore) se volete dirgli qualcosa fatelo a: marketing@c-magazine.it >> Grafica ed impaginazione Creo Advertising - Pescara www.creoadv.it >> Ufficio fotografico Sergio Pasqual >> Stampa AGP Arti Grafiche Picene - Maltignano (Ap) Per il numero 4 di C come Magazine sono arrivati affannati, suda- ti, sfebbrati, affamati, stressati, sovraccaricati, soverchiati a Na- tale insieme a noi Kain Malcovich, Anita Righetti, Andrea Santilli, Simona Piattella, Palma D’Onofrio, Guernica, Maurizio Di Batti- sta, Giovanni Rosato, Daniele Di Vittorio, Marco Gaito, Luciano D’Angelo e Giorgia Tobiolo. >> Creo Edizioni s.n.c. di Francesco Cinapri & C. Via Misticoni, 28 - 65122 Pescara presso il centro direzionale “Il Molino” De Cecco Tel. e Fax 085.386184 www.c-magazine.it - info@c-magazine.it Registrazione presso il Tribunale di Pescara n° 7/08 del 31/03/2008 3 magazine
  • sommario come 07 >> C come Editorial(i) 09 >> C come Fumetto 10 >> C come Recupero Benvenuti a Robur Marsorum - Redazionale Cosa c’è nel numero quattro 16 >> C come Blog Cucinamente 19 >> C come Informazione L’agricoltura sociale 20 >> C come Marcello Spadone Da Civitella Casanova con passione 24 >> C come Eurochocolate Quattro passi a Perugia - Reportage 28 >> C come Lounge Cafè Ostriche al Plaza 30 >> C come Naturale L’inverno e il sale 36 >> C come Pesce La stagione dell’Adriatico 40 >> C come Slow Food Il Salone del Gusto visto da noi - Reportage 46 >> C come Santo Francesco Caracciolo, patrono dei cuochi 51 >> C come VIP 53 >> C come Film 55 >> C come News 63 >> C come Inserzione 5 magazine
  • editorial(i) come C come buon 2009 C come aspirante chef Cristina Mosca Francesco Cinapri Giuliese di Origine/pescarese per scelta Pescarese di origine / Spoltorese per asilo Segni particolari: Curiosa Segni particolari: creativo Direttore responsabile di C-Magazine Direttore artistico di C-Magazine A babbo natale ha chiesto: ancora tante risate. A babbo natale ha chiesto: un ristorante tutto suo. Quell’insostenibile dolcezza del Natale, quell’inafferrabile Quando si vuole fortemente qualcosa, non c’è nulla e nes- scorrevolezza di caldi fiumi di cioccolato, quell’impareggiabile suno capace di impedirci di averlo! Parlo della voglia di far levigatezza dei biscotti appena sfornati... Lo avrete capito, parte di un mondo che ti affascina, che ti rapisce: anche far- questo è un numero particolarmente dolce, un po’ perché è ne parte da attore non protagonista può essere comunque dedicato alla fiera più gustosa dell’anno e un altro po’ perché un successo! Da più di un anno a questa parte, da quan- esce durante le Feste in cui si sa, ci si sente tutti più buoni. do ho aperto il mio foodblog cucinamente.it, il mio modo Alle novità di Eurochocolate di Perugia abbiamo affiancato di pensare la cucina e l’enogastronomia è mutato profon- le meraviglie del Salone Internazionale del Gusto di Torino, damente, cercando di capire meglio quelli che sono tutti mentre abbiamo parlato di casa nostra in un accoppiamento gli aspetti nascosti dietro una ricetta, dietro una semplice tra pesce e terra apparentemente insolito, ma che in realtà serata a cena, dietro una bottiglia di vino scelta con cura! simboleggia in pieno quella piccola perla italiana che si chiama Queste cose mi hanno spinto poi a volere fortemente una Abruzzo, cresciuta tra mare e montagna. A proposito di perle, rivista di enogastronomia assieme ad i miei insostituibili soci abbiamo scoperto per voi il freschissimo Albergo Diffuso che come me si sono buttati a capofitto in questa impresa “Robur Marsorum”, nascente sull’altipiano delle Rocche chiamata C-Magazine. Tutto questo, misto a passione, amo- (Aq), che sull’esempio di Santo Stefano di Sessanio punta a re e anche ad un po’ di sana incoscienza mi hanno portato recuperare il suo territorio. ad osare sempre di più... fino ad arrivare a cucinare davanti E per voi abbiamo una comunicazione di servizio: C come a milioni di italiani. ...“Come, davanti a milioni di italiani?”, magazine cresce con un sottile, anzi microscopico cerchio in sento interrogarsi il mio folto e attento pubblico. Cercare di più all’interno del suo tronco. Se, infatti, fino ad ora lo avete descrivere quello che si prova andando in diretta su Rai Uno ricevuto a casa e vi piace troppo (com’è naturale, del resto: nell’avventura “La prova del cuoco”, a fare la cosa che ti impossibile biasimarvi), dal 2009 sarà necessario abbonarsi: piace di più fare, ovvero cucinare, è qualcosa di pressochè i dettagli sono all’interno delle nostre pagine pubblicitarie, impossibile. Questo non è il solito editoriale, ma uno spazio ma ricordate che per ricevere il numero di febbraio occorre di ringraziamento a tutte le persone che mi sostengono che prenotarsi entro il 30 gennaio. ci sostengono, a tutte le persone che ogni giorno mi spro- In sostanza, a traslochi avvenuti, a piccoli e grandi cambiamenti nano a cercare di migliorare anche quando sanno che stai effettuati, il numero 4 di C si carica di aspettative e di buoni dando il massimo, a tutte le persone che ci leggono, che mi propositi per il 2009: ma naturalmente, tra questi ultimi non leggono. E mi sento di dire... non avete visto ancora niente...! c’è l’impegno a mangiare di meno. Sfogliate, sfogliate! 7 magazine
  • fumetto smart è un marchio Daimler. come open your mind. Motore cdi 33kW (45 CV): consumo combinato (l/100 km): 3.3 - Emissioni CO2 (g/km): 88 >> Si può vivere anche senza biossido di carbonio. smart è un vero campione quando si parla di ecologia. Ne sono la prova i consumi contenuti e le emissioni più basse in assoluto, solo 88 grammi di biossido di carbonio per chilometro. Una scelta intelligente, per voi e per l'ambiente. 800 006 006 - smart.com Barbuscia Concessionaria Ufficiale di Vendita smart 9 Pescara - Via Tiburtina, 141 - tel. 085 43201 - fax 085 4320205 Mozzagrogna Lanciano (CH) - Strada Statale, 524 km 5 - tel. 0872 579090 - fax 0872 578057 magazine Infoline 085 43201 barbuscia@barbuscia.it
  • recupero come Redazionale Benvenuti a Robur Marsorum Una giornata alla scoperta del nostro patrimonio Di Abruzzo si parla molto, forse anche troppo. Ma sono an- per partecipare all’inaugurazione della prime tranche di ap- cora pochi quelli che hanno provato a scendere un po’ più partamenti del “Robur Marsorum – Albergo diffuso”, ovvero in profondità, al cuore della Regione fatto di civiltà conta- un comprensorio di accoglienza turistica composta da resi- dina, di misticismo, di sapori legati alla terra e all’acqua, di denze recuperate e adibite ad unità ricettive. racconti antichi e di riti spesso dimenticati. Questo insieme Ostello “Il Camoscio”: è questo il luogo deputato per la ricco e profondo sta tornando in superficie, e, in certi con- conferenza stampa di presentazione del progetto. L’evento testi, lo fa dietro una scelta basata sul rispetto del patrimo- si apre con un emozionato saluto del sindaco di Rocca di nio storico e ambientale e sulla valorizzazione turistica e Mezzo, Emilio Nusca, che in una breve ma esaustiva pre- culturale di tradizioni e identità locali. sentazione fornisce ai presenti una rinnovata chiave inter- Sabato 6 dicembre tutta la stampa regionale è stata invi- pretativa per la riscoperta del luogo e della sua vocazione, tata nella provincia aquilana, precisamente in località Ro- sottolineando lo sforzo della piccola comunità per la realiz- vere, frazione del Comune di Rocca di Mezzo che vanta le zazione del progetto: sforzo che non sarebbe mai giunto a origini più antiche tra i centri dell’Altipiano delle Rocche, buon fine se non vi fosse stata la collaborazione sinergica 10 11 magazine magazine
  • di Provincia aquilana ed Ente Parco Sirente-Velino, rappre- fuso “Robur Marsorum” rappresenti sicuramente una delle sentati all’evento dall’assessore alla viabilità Pio Alleva e dal realizzazioni più significative nel processo di sviluppo del presidente Nazzareno Fidanza e soprattutto dall’esperienza territorio. Basti pensare al suo nome, che evoca le origini professionale dell’architetto romano Siro Cinti e di sua mo- di Rovere, cittadina fortificata posta a difesa della Marsica glie Mirella, che con il loro entusiasmo sono riusciti nell’arco al confine con i Vestini Aquilani (ricordiamo che robur in di venti anni a concretizzare il loro sogno. «L’Albergo Diffu- latino significa fortezza). Ma non solo i monumenti tornano so – è stato precisato – è sicuramente il modo migliore per in superficie, bensì anche anonimi contesti sociali. L’idea sottrarre al degrado e all’abbandono questa affascinante dell’albergo diffuso nasce infatti dall’amore per questo località, offrendo nello stesso tempo alle nuove generazioni borgo incantato e fermo nel tempo, ma deriva anche dalla nuove opportunità di occupazione che consentano loro di voglia di far condividere la tradizione, le abitudini, i prodotti, non abbandonare questi luoghi che, se opportunamente attraverso il contatto diretto. Un contatto fisico con luoghi e valorizzati, possono aprire nuovi orizzonti di crescita e di materiali che sono stati toccati ed usati da altri uomini pri- sviluppo». ma di noi e che oggi possono ancora creare una atmosfera, Il recupero ed il restauro del patrimonio edilizio degradato, una dimensione diversa, soprattutto per chi ha bisogno di gli interventi di cui è stato oggetto il castello medievale con ritrovare se stesso e il senso vero dell’esistenza. i relativi scavi archeologici, la pavimentazione delle strade Quello dell’albergo diffuso è un modello innovativo, non più e delle piazze e la realizzazione di un accogliente ostello basato sul consumo di un nuovo territorio con la costruzi- per i giovani dimostrano come la nascita dell’Albergo Dif- one di nuovi edifici bensì sul recupero delle abitazioni esist- 12 13 magazine magazine
  • enti vuote o degradate e concepite come unità ricettive. Gli bile, dai due ai sei posti letto, per un totale di 46 posti. Il pro- alloggi vengono ripristinati secondo il principio della con- getto completo porterà il numero di residenze a 25 con un servazione attenta alle tipologie originarie, delle dimensioni numero complessivo di circa 100 posti letto, tutti all’interno degli spazi interni e delle aperture, dei materiali tipici, del dell’antico borgo. disegno delle facciate, del sapore degli arredi e degli og- Caratteristici i nomi delle residenze, che derivano dai sopran- getti tradizionali. Rifiniture accuratamente selezionate alla nomi degli abitanti “storici” di ciascuna di esse o dalla de- luce di una rigorosa ricerca della storia architettonica del nominazione tradizionale del luogo in cui sorgono: elemento borgo, curati nei minimi dettagli fino a riproporre i suppellet- che si è deciso di mantenere al fine di conservare il legame tili in ceramica di Castelli, i mobili finemente intagliati dagli profondo con la sua comunità. artigiani di Tagliacozzo, fino alle belle e variopinte coperte Si tratta quindi di un modello organizzativo e gestionale che di lana che arredano i letti degli alloggi, rigorosamente di conserva i vantaggi dell’offerta alberghiera di tipo tradizion- Taranta Peligna. In nome della cura del particolare tradiz- ale per quanto attiene ai servizi classici, ma il valore aggiunto ionale ma anche dell’attenzione delle esigenze tecnolog- risiede nel contesto in cui essi si esplicano, caratterizzato iche, gli alloggi sono dotati di riscaldamento, TV satellitare, dalla profonda connessione con le tradizioni e la cultura dei angolo cottura, telefono, per garantire il massimo comfort... luoghi. La collocazione geografica, vicina alla città di Roma Comfort testato dagli stessi ospiti all’inaugurazione, guidati ed alle sue infrastrutture, ne fa sicuramente meta ambita per nelle residenze ubicate in diverse posizioni del tessuto ur- chiunque voglia riscoprire un contatto con i valori autentici e bano. Si tratta di alloggi confortevoli e dalla capienza varia- genuini di cui si rischia di perdere per sempre la memoria. 14 15 magazine magazine
  • blog come di Palma D’Onofrio - www.palmadonofrio.it Cucinamente Il minimal chic dei food blogger www.cucinamente.it Patinato, glamour & cool come l’High bar di New York, sur- e Francesco, ama cucinare ma, soprattutto mangiare e bere reale come un quadro di Ernst, “elegante” come un libro del- bene? Non molte le ricette, ma di spunti tanti ed interes- la Barbery, fantasioso e giocoso come le opere di Gaudì … santi: come resistere alla Variazione di tonno? Imbarazzante queste le prime impressioni che si hanno “approdando” sul la scelta su quale delle tre proposte sia la più buona e poi, blog di CUCINAMENTE … ovvero Francesco ai fornelli. come spesso mi succede, meglio provare a replicarle tut- Francesco Cinapri, giovane creativo pescarese, divide la sua te per non scontentare mai nessuno. Un solo problema: il vita tra la sua professione di grafico/editore e la cucina e, tonno! È ormai quasi introvabile, il pregiato tonno rosso dei come spesso succede, da una passione nasce sempre qual- nostri mari. cosa di importante. Non posso mancare di apprezzare un piatto che evoca in La passione di Francesco per la cucina è tutta manifestata me ricordi di infanzia: le orecchiette, tipico piatto della mia nel suo food blog tra ricette, consigli di cucina, recensioni sui splendida regione, la Puglia. La ricetta di Francesco è ve- migliori ristoranti della penisola, tutto ci parla di buon cibo, ramente intrigante e gustosa, di quelle che mette in moto ben preparato e ben raccontato. le papille gustative già attraverso le immagini; sono molto Il blog si apre con un fiore, un semplice fiore annodato ai reb- legata alla tradizione gastronomica senza però essere un’in- bi di una forchetta: l’immagine è molto bella ed accattivante tegralista, una talebana della cucina, di quelli che: “le orec- e ci introduce in maniera garbata ed elegante ai racconti di chiette? o cime di rapa o nulla!”. Le chiancaredde, come le Francesco, davanti ai fornelli e non solo. La geniale zuppa di chiamiamo dalle mie parti, sono una pasta straordinaria che pesce cotta nel barattolino, accompagnata dalle belle foto ben accompagna svariati condimenti, sia di tradizione che di che ne mostrano il contenuto ed il bel risultato finale, fa da pura fantasia culinaria, quindi l’idea di Francesco di cucinar- apertura alle chiacchierate culinarie a partire da quella con le con cicoria e salsiccia è veramente gustosa. Niko Romito, vero guru della ristorazione abruzzese che, mi Bravo Francesco, ad maiora! sembra, abbia ispirato Francesco nella sua Variazione sulla lingua di vitello realizzato a quattro mani con il caro amico Mario. Guardando le foto dei piatti non sembra quasi si tratti Pecorara di mare (foto pagina accanto) di lingua, un ingrediente ormai desueto in cucina ma, che se Ricetta di Francesco Cinapri e Mario Dottore ben cucinato (e quello di Francesco e Mario lo era sicura- mente), regala sensazioni gustative come pochi piatti sanno Ingredienti per 4 persone: 400 gr. di anellini, 1 melanzana, 1 zucchina, dare. 1 peperone verde, peperoncino piccante, 5/6 pomodorini pachino, 1 Anche un residuo di frigorifero come del pollo e dei peperoni seppia da 150/200 gr., 10 cozze circa, 1 bicchiere di vino bianco, 150 può dare dei risultati glamour oltre che ottimi! Chissà dove gr. di ricotta salata di pecora, olio extravergine d’oliva, aglio, prezzemo- vi porterà questo sodalizio! ...Intanto vi ha portato alla Pro- lo, sale e pepe q.b. va del Cuoco, dove avete partecipato alla “sfida allo chef” Soffriggere in una padella nell’olio ex. v., una punta del peperoncino, realizzando un piatto veramente originale che ha quasi con- uno spicchio d’aglio e 2 gambi di prezzemolo privato delle foglie. quistato l’esigente Anna Moroni. Voci di corridoio vi danno Tagliare la seppia a striscioline, unirla al soffritto, dopo un paio di prossimi all’attività di chef a domicilio, ad anno nuovo... pec- minuti far sfumare col vino bianco; far andare per qualche minuto; ta- cato che io viva a Roma, perché il pensiero di una serata co- gliare a dadini metà zucchina, metà melanzana e metà peperone, unire modamente seduta a tavola mentre due bravissimi personal il tutto in padella, far andare senza far appassire troppo gli ortaggi per chef cucinano per me mi piace proprio. farli rimanere croccanti. Che dire dei racconti delle esperienze culinarie fatte presso Unire i pomodorini pachino senza farli appassire troppo, unire la pasta maestri della cucina italiana come Moreno Cedroni e Heinz precedentemente cotta in acqua salata e le cozze che si apriranno e Beck, personaggi straordinari che hanno cambiato la ristora- rilasceranno la propria acqua. zione nel nostro Paese e che hanno sicuramente influenzato Mantecare ed impiattare; grattugiare la ricotta salata e macinare un il modo di vivere la cucina anche da parte di chi, come me po di pepe nero. 17 magazine
  • come informazione di Marco Gaito – Ph.D. in politica agraria, Università di Teramo Agricoltura sociale: le fattorie didattiche. Nel corso degli ultimi anni all’agricoltura si è andata sempre più esplicitamente attribuendo la capacità di svolgere diver- se funzioni oltre quella della produzione di materie prime e beni alimentari. Al settore primario, da un lato, vengono ri- chieste produzioni rispettose dell’ambiente e della qualità, e al contempo gli viene deputata la tutela della tradizione e della cultura contadina, delle produzioni locali, del presidio del territorio. Alla lista delle svariate funzioni ascritte alla multifunzionalità agricola - condivise nel mondo istituzionale, accademico e nella società civile più in generale -, è possibile aggiungere una particolare categoria di funzioni di carattere strettamente “sociale”. Per agricoltura sociale si intende l’insieme di quel- le iniziative, esperienze e interventi in cui vengono condotte attività agricole di coltivazione, allevamento o di trasforma- con la pianta o l’animale, con la natura più in generale. Vi zione dei prodotti che coinvolgono attivamente fasce deboli è una crescente evidenza empirica sugli evidenti benefici della popolazione. psichici e fisici che l’horticultural therapy e la pet therapy Le esperienze di agricoltura sociale attive sul territorio nazio- possono generare. Le piante ma ancor di più alcune specie nale mostrano una tale varietà nel generare servizi sociali che di animali domestici possono fungere da “catalizzatori” dei non è semplice ricondurli a poche tipologie. Una ragionevole processi socio relazionali, diventando “co-terapeuti” nel pro- loro classificazione può essere operata riconducendo i servi- cesso di guarigione. zi prodotti in tre principali ambiti: dell’educazione e della for- Il terzo ambito è quello dell’inserimento lavorativo di indi- mazione; della terapia e della riabilitazione; dell’inserimento vidui a ridotta contrattualità sul mercato del lavoro. Da que- lavorativo e dell’inclusione sociale di soggetti svantaggiati. sta prospettiva le attività agricole presentano un potenziale Con riferimento al ruolo educativo e formativo le attività elemento di interesse. In agricoltura, infatti, sono svariate le agricole hanno ormai un ampio riconoscimento. La diffu- mansioni che, per essere svolte, non richiedono un partico- sione delle Fattorie didattiche, che secondo l’Osservatorio lare livello di formazione o di istruzione: la raccolta manuale, Agroambientale sarebbero circa 500 sull’intero territorio na- l’irrigazione, la distribuzione di alimenti agli animali, i vari tra- zionale, lo conferma. sporti interni all’azienda, sono solo alcuni esempi di attività Meno acquisite, sebbene in costante crescita di interesse, presenti in ogni azienda agricola e che possono essere or- sono le capacità delle attività agricole in ambito terapeuti- ganizzate in modo di agevolare la partecipazione di soggetti co-riabilitativo, in particolare nei confronti di soggetti con con limitate abilità. Anche le persone con disabilità motoria disagio mentale e disturbi della sfera psichica. In questa possono trovare nell’ampio spettro di mansioni e attività che chiave la stretta interazione tra l’individuo e le piante o gli si realizzano nell’azienda agricola, numerose possibilità di in- animali che si determina in un contesto agricolo può rap- clusione e partecipazione. Se e quando la partecipazione di presentare un’efficace forma di co-terapia. Pratiche quali la soggetti deboli ai lavori dell’azienda agricola rappresenta un terapia orticolturale, la riabilitazione equestre (o ippoterapia) obiettivo esplicito dell’azienda, non risulta in genere difficile e la pet therapy fondano la propria efficacia proprio su di una organizzare i processi produttivi in modo da rendere tale par- relazione attiva, e non meramente contemplativa, dell’uomo tecipazione ampia ed effettiva. 19 magazine
  • marcello spadone come di Cristina Mosca - foto di Sergio Pasqual/Luciano D’Angelo La cucina, una passione Da Civitella Casanova ode all’arrosticino Non tutti forse sanno che il condimento all’amatriciana ha ferro, scottato alla griglia e passato al forno al cartoccio con origini prettamente abruzzesi: a ricordarcelo è Marcello verdurine ed erbe, accompagnandolo con brodo di pecora e Spadone, titolare de “La Bandiera” di Civitella Casanova e peperoncino o, come nella versione originale storica, anche membro dell’associazione “Qualità Abruzzo”. con pecorino e peperoncino». Origini che risalgono al periodo del Regno delle due Sicilie, Con una punta di malinconia aggiunge la constatazione che quando Amatrice faceva ancora parte dell’Abruzzo citeriore. l’Abruzzo, nonostante l’offerta ricchissima in enogastronomia In origine la ricetta non prevedeva il pomodoro; oggi Mar- e paesaggio, non si sa “vendere”: «Mancano figure polit- cello Spadone ne propone una rivisitazione e trasforma iche che salvaguardino il territorio sotto l’aspetto urbanis- l’amatriciana in una farcitura, piuttosto che in un condimen- tico e che sostengano la protezione delle tipicità: trovo che to. «Credo che la mia professione sia un continuo formarsi la ristorazione abruzzese sia a livelli alti, ma a differenza della – ci spiega – più con i viaggi che con il semplice studio: Toscana, che punta sul recupero, i nostri paesaggi vengono confrontandosi con altre culture, specie culinarie, si può rovinati senza criterio, con capannoni e costruzioni». crescere tantissimo. La Campania è in cima alla mia clas- Quella di Marcello Spadone è una storia che ricomincia in sifica personale in fatto di stimoli; in genere mi colpiscono Abruzzo nel 1977 ma che pianta i suoi semi già da prima, molto la ricercatezza delle materie prime e la genialità de- quando mamma Anna, appassionata di cucina, avendo mes- gli accostamenti». Una fantasia che nelle sue cucine trova so su famiglia a Roma collaborava con amici ristoratori e pre- la massima espressione: basti sapere che al convegno di parava specialità abruzzesi, sagne e fagioli in primis. «Questo “Identità golose” nel gennaio 2008, a Milano, il piatto che lavoro le ha permesso di conoscere tante personalità, specie ha rappresentato il suo modo di cucinare abruzzese è stata del calcio – ricorda Marcello Spadone – A casa mia veniva- una faraona farcita di fegatini e accompagnata con purè di no invitati spesso giocatori ed esponenti del mondo dello fagioli. «Abbiamo a disposizione tantissime materie prime sport, dai calciatori Mario Frustalupi e Giorgio Chinaglia al privilegiate – continua – i prìncipi della nostra tavola sono medico della Nazionale Ernesto Alicicco». La decisione di l’agnello e tutti gli animali da cortile, più che la carne di vi- trasferirsi in Abruzzo è arrivata insieme al rischio di per- tello. I piatti vanno sì destrutturati e migliorati continuamente, dere una proprietà terriera in provincia di Pescara, a Civitella ma il sapore deve essere sempre esaltato, mai prevaricato: Casanova per l’appunto: «I miei genitori tenevano troppo i migliori spaghetti alla chitarra devono essere ancora cuci- a questo angolo di natura – continua – così compimmo nati». il grande balzo. “Ereditata” da un amico una licenza per Un consiglio? Scoprire il suo modo di proporre gli arros- vendere sali, tabacchi e alimentari, aprimmo un’osteria. Io ticini, un must abruzzese nato proprio nella zona di Villa avevo solo undici anni, all’inizio Roma mi è mancata, poi ho Celiera, Vestea e Civitella Casanova, ma che per scelta ha frequentato la scuola alberghiera a Pescara e mi sono ap- tolto dai menu appena l’azienda è passata nelle sue mani, passionato alla cucina seguendo mia madre nel suo lavoro. nel 1988: «Era necessaria una grande evoluzione – racco- Sono felice di vedere la stessa passione in mia moglie Bruna nta – così ho trasformato la trattoria in un vero e proprio e nei miei figli gemelli, Alessio e Mattia: il primo sta per di- punto di ristorazione. E adesso, dopo vent’anni, ripropongo ventare sommelier, il secondo diventerà un grande cuoco, l’arrosticino in una versione tutta mia, con uno spiedo di di quelli che... parlano poco». 21 magazine
  • Ingredienti: Per la pasta: 1 faraona - 100g. di lardo di maiale - 2 fette di pane - 1 carota - 2 gambi di sedano - rete di maiale 8 tuorli - 260g di farina 00 - 65g di semola - 1 cucchiaino di olio e.v. - 1 pizzico di sale. 1 bicchierino di brandy, timo, alloro, sale - fegatini della faraona - aglio - vino bianco - purè di sedano olio extra vergine Ingredienti: 150g di ricotta - 30g.di pecorino - 20g di pan carrè macinato - 80g di guanciale di maiale stagionato tagliato a striscioline sottili - 20g di cipolla d’orata, pepe - sale - olio ex. ve. - 30g di acqua - 80g di passata di pomodoro - 20g di tuorlo. Procedimento: Saltate in padella i fegatini con olio, aglio, sale, pepe, alloro e rosmarino, sfumate con il brandy e fate raffreddare. Disossate la faraona facendo attenzione a non bucare la pelle dividete a metà salate e pepate. Preparate la farcia tagliando le ver- Procedimento: dure e i fegatini a striscioline, frullate il lardo con il timo il pane inzuppato al latte e mescolate, con questo composto farcite la fa- Impastate in una planetaria tutti gli ingredienti per la pasta, formate una palla, avvolgetela in un panno di lino e fate riposare in frigo per 1 ora. raona avendo cura di lasciare al centro le verdure e i fegatini. Avvolgetela con la rete di maiale in modo da formare 2 salsicciotti. Stufate la cipolla con l’olio, l’acqua e la metà del guanciale per circa 20 minuti, facendo attenzione a tenere il tutto a fuoco molto basso, aggiungete il pomodoro Saltatela in padella con poco olio avendo cura di rosolarla su tutti i lati e quindi passatela in forno a circa 200° con aglio rosma- e continuate la cottura per altri 10 minuti. Mescolate la ricotta, la metà del pecorino, il guanciale, il tuorlo, e il pan carrè e mettete la farcia in un sacchetto (sac rino e un pò di vino bianco cuocete per 15-18 minuti al termine nella teglia si formerà il fondo di cottura che stenderemo su un a poches). Tirate la sfoglia sottile e formate dei mezzi rigatoni con all’interno la farcia. piatto da portata. Tagliatela a fette e accompagnatela con un purè di fagioli tondino. Lessate i mezzi rigatoni e conditeli con la salsa. Accompagnatela con una grattugiata di pecorino e del guanciale fritto. 22 23 magazine magazine
  • eurochocolate come Reportage - di Daniele Di Vittorio Se un giorno d’autunno a Perugia... Quattro passi nella fiera più dolce dell’anno Immagina 6mila tipi di cioccolato differenti, 65mila golosi con molto cacao, italiano, europeo, al taglio, confezionato, che hanno passeggiato per il centro perugino portando fie- in praline... ramente in testa le simpatiche corna distribuite da Milka, Stai immaginando tutto questo? 40mila chiavi utilizzate dai visitatori nello spazio Perugina Se non ci sei riuscito, vuol dire che non sei mai stato all’Eu- nella speranza di poter aprire i forzieri ricchi del “ciocco- rochocolate di Perugia, che quest’anno si è svolto dal 18 latoso” tesoro, 21mila persone che devono compiere 100 al 26 ottobre. Anche questa edizione è stata un successo, anni in tre assecondando il gioco con cui Toblerone fe- dato che ha registrato un incremento del 20% dei visitatori steggia il suo centenario, 15mila assaggi di Noir e Noisette rispetto al 2007. Al Chocolate Show si respirava un’aria di di Lindt, 22mila ChocoCard distribuite, 100mila vasetti di allegria e di festa ed è stato difficile non venire coinvol- Danette Danone degustati, 1000 golosi che hanno voluto ti dal clima di buonumore che solo il cioccolato sa dare. raggiungere il settimo cielo a bordo della mongolfiera Pan Passeggiando per le viuzze di Perugia abbiamo notato una di Stelle, 200 kg di cioccolata offerta in degustazione da sana voglia di rilassarsi, divertirsi e soprattutto di addolcire Equoland, 60 degustazioni guidate, 350 tazze di cioccolata il palato assaggiando più cioccolato possibile. calda Eraclea. Ed ancora: 1000 persone impiegate tra standisti, respon- sabili, addetti all’allestimento e alla sicurezza; più di 100 volontari della Protezione Civile e Croce Rossa con 6 mezzi mobili e 3 pattuglie a piedi di Primo soccorso e 2 mezzi per il trasporto disabili; 600 alunni di scuole primarie di primo e secondo grado e secondarie di primo grado che hanno ricevuto lezioni sulla storia del cacao; 30 partite giornaliere disputate nella scacchiera Novi... Immagina, in un week-end di ottobre, di passeggiare in un bel centro storico di una città d’arte, ricca di storia e mo- numenti, dove accanto ai monumenti etruschi, bizantini e pontifici si ergono fantasiosi stand e bancarelle che vendo- no solo cioccolato. Immagina di non essere solo, ma di essere circondato da migliaia di altre persone come te incantate dal panorama e dall’atmosfera più dolce dell’anno. Immagina di vagare tra queste vie e di assaggiare ogni tipo di cioccolato: bianco, nero, al latte, fondente, con le noc- ciole, senza le nocciole, caldo, freddo, con poco cacao, 24 25 magazine magazine
  • D’altronde era impossibile non cadere nella tentazione: in qualsiasi angolo poggiassi gli occhi, te ne veniva ricorda- ta la bontà. Il stesso comitato organizzatore dell’evento ha creato una linea di prodotti con forme inusuali, design in- novativo, packaging sorprendente e simpatico che trasfor- mano il modo di intendere il “cibo degli dei” rendendolo adatto a tutti i gusti, a tutte le età e a tutte le situazioni senza essere mai banale. Per esempio le Carte da Choco, l’originale pacchetto di carte da gioco al sapor di ciocco- lato per sfide sempre più golose, oppure, se sei un amante dell’informatica, l’innovativo Personal Chocolate, il pc con una tastiera unica al mondo: una deliziosa tavoletta di 200 grammi di cioccolato al latte. E se vuoi combattere i sintomi dell’influenza puoi sempre prendere la Chocopirin-A, la pri- ma pastiglia al cioccolato fondente arricchita con vitamina C e vitamina A! Eurochocolate è una vera e propria festa creata ad arte per valorizzare il cioccolato in tutti i suoi valori e le sue forme in una zona geografica dove sorgono molte industrie dol- ciarie: ciò non toglie il fatto che molte aziende artigianali medio-piccole produttrici provenivano da tutta l’Italia e ol- tre. Purtroppo non abbiamo notato molte aziende abruzze- si: era presente l’azienda sulmonese di William di Carlo ma non abbiamo visto altri produttori nostrani. Non essendo un evento che si rivolge ai commercianti, le nostre aziende avranno voluto preferire mostre mercato in cui possono svilupparsi anche contatti commerciali buo- ni per il futuro, ma secondo la nostra opinione partecipare a questa festa del cioccolato apporta sicuramente un au- mento dell’immagine che a lungo termine dà senza dubbio i suoi ottimi risultati su scala internazionale. A Perugia, comunque, già si pensa all’edizione dell’anno prossimo, che avrà come claim “Rompete le Righe!” e che si terrà da venerdì 16 a domenica 25 ottobre 2009: l’impe- rativo vuole essere un invito a rompere gli schemi del cioc- colato, ad innovarlo, a liberarsi da tanti pregiudizi, regole e consuetudini che sembrano limitarlo. Del resto, in questi anni, Eurochocolate ha dimostrato come con il cioccolato si possano fare tante cose prima impensabili: non a caso sarà un martello, l’immagine simbolo e gadget di Eurocho- colate 2009. 26 27 magazine magazine
  • come lounge cafè Un aperitivo a base d’ostriche Al Plaza incontrarsi è chic Il Best Western Plaza Hotel diventa appannaggio cittadino: base di ostriche e champagne a poco più di dieci euro. E la struttura ricettiva più prestigiosa di piazza Sacro Cuore toglietevi dalla testa l’idea che in un ambiente così raffinato si apre ad una Pescara che l’ha vista crescere e presenta il si paghi anche l’aria che si respira: «I nostri prezzi sono Plaza Café Lounge Bar. «Non è altro – spiega Emilio Schirato, assolutamente raggiungibili – commenta il barman Antonio general manager del gruppo Schirato Hotels – che l’estensione Maiorano – e propongono originalità come il Cocktail Plaza verso la piazza del bar che già opera all’interno dell’hotel: è o una variazione sull’Americano, più amabile di quello un’operazione del tutto consona all’attenzione che abbiamo classico: l’ho ottenuta shakerando campari, vermouth, sempre avuto per la città di Pescara». Dall’inizio del terzo ginger ale e rabarbaro e sostituendo la soda con qualche millennio, infatti, l’Hotel ha intrapreso un dialogo serrato con goccia di angostura. Provare per credere!». la città e ha cominciato a coccolarla: ha preso in gestione il La storia nascosta dietro questo ambiente raffinato e soft verde pubblico di piazza Sacro Cuore, ha regalato il sistema parte nel 1911, ben quattro generazioni fa, quando la famiglia di controllo video all’area e adesso è la volta di offrire un Schirato innalzò l’Albergo Igea nell’angolo tra via Firenze e servizio di classe. «Il nostro bagaglio culturale accumulato via Roma: il primo, a Pescara, ad avere riscaldamento ed con quasi cento anni di esperienza nel settore alberghiero – acqua calda in ogni camera. aggiunge Emilio Schirato – ci permette di accogliere clienti Uno dei passi successivi è stato l’Albergo Moderno, eretto anche internazionali, eppure non ci basta: oggi vogliamo un nel 1936 in piazza Sacro Cuore ed abbattuto negli anni ’60 legame con i cittadini e vogliamo offrire loro un servizio di per fare posto al Plaza Moderno Hotel: il Moderno era stato eccellenza». il primo albergo in città ad avere l’aria condizionata. I passanti abituali della piazza avranno di certo notato, Da segnare sul calendario i numerosi appuntamenti che ad esempio, la nuova struttura che dallo scorso ottobre il Plaza Lounge Café dà a tutti: dai concerti jazz che protegge, anzi sigilla il Plaza Café Lounge Bar contro gli accompagnano l’aperitivo del sabato alle degustazioni a agenti atmosferici: una struttura che, in ogni caso, è a basso tema, dirette dal sommelier Vincenzo Maiorano: «Il Teatro impatto visivo. «Tra le prerogative del Lounge Café c’è la del Gusto permette ai produttori di giocare le loro carte possibilità di mangiare a qualsiasi ora, specie piatti freddi: un migliori, di proporsi in rete e di dialogare con un pubblico servizio particolarmente utile quando una riunione termina che conosce bene l’argomento – racconta – ad esempio nel primo pomeriggio e porterebbe a saltare il pranzo perché solo nel mese di dicembre abbiamo assistito ad un non si sa dove andare. Nel week-end, infine, dall’inizio di evento che proponiamo da ormai sedici anni: l’anteprima dicembre stiamo proponendo una colazione internazionale, dell’annata in corso del Gragnano, un vino storico che è il brunch, per chi si dedica alle passeggiate domenicali». stato recuperato». Si possono chiedere aggiornamenti a La chicca: ogni venerdì è possibile prendere un aperitivo a leondoro@schiratohotels.it . 28 29 magazine magazine
  • naturale come di Andrea Santilli e Simona Piattella - www.filidipaglia.it L’ inverno e il sale Specialmente in inverno si tende a consumare delle pietanze culinaria ed uno stile alimentare sano e completo sotto ogni più saporite rispetto a quelle delle altre stagioni. punto di vista, sia dietetico che energetico. Nata in una zona Il freddo attiva vigorosamente il flusso dei fluidi nel corpo climatica temperata molto simile alla nostra e influenzata dal ed è proprio il sapore salato che stimola i reni e la vescica, mare, la ricca tradizione giapponese ha sempre apprezzato in gli organi più sollecitati a svolgere le proprie funzioni in particolare le qualità e le proprietà del sale marino integrale, questa fase dell’anno. L’acqua è l’elemento che si associa usato così com’è o per la produzione di condimenti dalle mille all’inverno, un’acqua di sorgente che sgorga con forza dalla virtù terapeutiche. Il miso, lo shoyu, l’acidulato di umeboshi, roccia per espandersi nel fiume. lo shiso, usati come indicato nelle ricette che seguono, Molte persone si chiedono come mai tanti termini esotici arricchiscono con equilibrio, stimolando vitalità nel corpo. quando si parla di cucina naturale e perché nelle ricette Naturalmente tra quelli indicati nessuno è indispensabile, si usano di base condimenti salati che provengono dal anche se per alcuni di essi non esiste, in Occidente, un Giappone. Le ragioni sono varie. Quella giapponese è stata sostituto con pari proprietà benefiche e di gusto. Sono ottimi per secoli una delle più grandi civiltà vegetariane della soprattutto per chi pratica un regime alimentare vegetariano, storia (sia per motivi religiosi derivati dal buddismo che in quanto integrano importanti sostanze minerali e organiche per necessità ecologiche), che ha sviluppato una vera arte indispensabili al nostro sistema immunitario. 31 magazine
  • ZUPPA DI MISO FINOCCHI AL FORNO 4T d’acqua - 10cm. di alga wakame - 2 fiori di broccolo con tutto 6finocchi - 1pezzo di mochi all’artemisia - shoyu il gambo - 1/2T di radice di bardana tagliata a fiammifero - 4cuc- chiaini rasi di miso d’orzo - succo di zenzero - prezzemolo per Sbollentiamo qualche minuto i finocchi tagliati a quarti, in acqua guarnire bollente appena salata. Una volta scolati, trasferiamoli in una teglia da forno, condiamo ogni pezzo con gocce di shoyu (salsa di soya) Facciamo reidratare la wakame prima di tagliarla a pezzetti e di- e grattugiamoci sopra il mochi. Inforniamo infine a 180° per 20 sporla in una pentola con l’acqua e le verdure tagliate. Portiamo a minuti. ebollizione e cuociamo a fiamma bassa per 15min. Il mochi è riso dolce cotto, pressato e fatto essiccare. Può essere A parte sciogliamo il miso con un po’ di brodo caldo e, tenendo pre- preparato in casa o acquistato già pronto. Questa ricetta è partico- sente che le sue virtù sono termolabili, aggiungiamolo alla zuppa larmente indicata per le puerpere, in quanto stimola la produzione facendo solo sobbollire per 1 minuto a fiamma bassa, di modo che di latte materno. il miso attivi con il calore le sue proprietà. La zuppa si serve ben calda dopo aver aggiunto il succo di zenzero fresco grattugiato e spremuto, e prezzemolo come guarnizione. La zuppa di miso è una fonte di minerali, vitamine, proteine ed en- zimi che, consumati prima del pasto, predispongono alla digestione e rinforzano l’intestino. Ottima con l’aggiunta in cottura di qualche pezzetto di mochi di riso, che la rende cremosa. STUFATO DI VERZA, CASTAGNE AL CECI E NOCI NOCCIOLMIELE 1porro - 1 verza - 1T di zucca tagliata a dadini - 1C. d’olio di 2 T di castagne secche - 3T d’acqua - 1 pizzico di sale - 1/2 tazza girasole spremuto a freddo - 350 gr. di ceci già cotti - noci tostate di nocciole tostate - 4 c di miele del Gran Sasso - shoyu – sale. Tostiamo delicatamente le castagne secche e cuociamole in pento- Iniziamo facendo soffriggere a fiamma medio alta, in una casseruo- la a pressione con l’acqua e alcuni granelli di sale, per 20 minuti. la con il fondo pesante, il porro tagliato sottile con tutto la parte Scoliamole e poniamole in un piattino. A parte tostiamo le nocciole, verde con l’olio e 2 pizzichi di sale. Aggiungiamo, sempre mesco- tritiamole finemente, mescoliamole con il miele in parti uguali e lando, la verza tagliata a strisce e 2 pizzichi di sale e i ceci già cotti aggiungiamole sopra le castagne. e marinati con qualche goccia di shoyu (salsa di soya) e zenzero. Mescoliamo finché non sarà tutto insaporito e poniamo un dito d’acqua sul fondo. Copriamo la pentola e cuociamo per 35min. da quando parte la cottura, a fiamma bassa. Aggiungiamo nel finale le noci tostate. È una ricetta invernale che dona molto calore e vitali- tà. Ottimo sostituire i ceci con il seitan. 32 33 magazine magazine
  • RISO SEMINTEGRALE COTTO A PRESSIONE 2T di riso semintegrale - 2carote tagliate a cubetti - 4T d’acqua - 1pz di sale - sesamo tostato e shiso. È una ricetta base molto veloce. Laviamo bene il riso in acqua fredda, direttamente nella pentola, e risciacquiamo finché l’acqua diventa trasparente. Una volta lavato aggiungiamo al riso le 2 tazze d’acqua, le carote e un pizzico di sale e, chiusa la pentola, a fuoco moderato lasciamo salire la pressione fino a che la valvola fischia: il fischio della valvola deve essere costante, se si alza eccessivamente occorre uno spargifiamma. Abbassiamo la fiamma al minimo: la cottura inizia in questo momento e durerà 20 minuti, dopodiché to- gliamo la pentola dal fuoco e lasciamo riposare per qualche minuto prima di aprire e servire con sopra qualche pizzico di sesamo to- stato e shiso. Preparato in questa maniera, il riso accompagna bene qualsiasi pietanza. Si possono cuocere in questa maniera miglio, bulgur (grano spezzato) e farricello, variando le verdure. RAVANELLI PRESSATI 5 ravanelli - acidulato di umeboshi qb Laviamo e tagliamo i ravanelli a rondelle sottili e disponiamoli in un pressaverdura (vanno bene anche due piatti uno sopra all’altro con un peso di 1 Kg sopra). Condiamoli prima con acidulato di umeboshi e lasciamoli in ‘pressione’ per minimo 2 h affinché la fermentazione acido-lattica inizi il suo processo. I ravanelli così preparati sono molto gustosi a fine pasto, favoriscono la digestione e si conservano in un contenitore di vetro per alcuni giorni in frigo. È meglio prepararli la sera prima. Legenda: T= tazza da 250ml; C= cucchiaio da tavola; Pz= pizzico con indice e pollice; c= cucchiaino 35 magazine
  • pesce come di Anita Righetti La stagione dell’Adriatico Abruzzo mari e monti Prima di cominciare non guasta fare qualche precisazione. pomodoro a pezzi con un niente di pomodoro passato. Nello scenario complessivo di una regione che annovera ...E qui la questione si fa importante. almeno 4 o 5 diversi brodetti o zuppe di pesce e che ha Scegliere i prodotti da abbinare e in quale formula migliore, almeno 3 zone con tradizioni di cucina anche molto diverse come ben sa chi sta in cucina, è fondamentale per la riuscita tra di loro è meglio sottolineare che quanto si va narrando è di un piatto. Dire banalmente “mettiamo insieme alici e uovo” sì tradizione, ma filtrata da una propria e squisita esperienza sembra un deliberato insulto alla convenzione culinaria, ma personale. preparato a dovere risulta un piatto sopraffino per sapore Tradizioni familiari di ieri la cui discriminante principali era la innanzitutto e anche per leggerezza digestiva e di tasca. Le produzione diretta degli ingredienti, e che oggi consegnano alici ad esempio vanno spinate bene, private cioè anche della piatti che, pur appartenendo alla tradizione regionale, hanno pinna superiore, e passate prima nella farina, poi nell’uovo subito pesantemente questa discriminante perché oggi la intero sbattuto bene e infine, poche alla volta, in abbondante maggior parte degli ingredienti si compra. Per non parlare poi olio d’oliva, dopo essere state scrollate a dovere. Doratura delle scuole di pensiero: si apre un tavolo (anzi... una tavola) a piacere: ne basta poca però, altrimenti le alici diventano di discussione non facilmente componibile. Un esempio su stoppose. Da salare dopo la frittura e mangiare con le mani, tutti, due macro distinzioni che possiamo applicare sul pesce: una dopo l’altra. pomodoro a pezzi o pomodoro passato? La scelta di uno dei Oggi, con la falsa idea della soddisfazione del cliente, si due comporta un certo modo di pensare la cottura e quindi insegue il suo gusto e lo si omologa senza sottolineare le la fragranza del pesce stesso. C’è persino chi preferisce il differenze, fino al punto che le specificità, come gli incipit dei 36 37 magazine magazine
  • romanzi scelti per la rosa finale di un premio letterario, risultano tutti uguali. Si ha paura che qualcuno possa dire “non mi piace”, fino al paradosso che non lo si dice quando sarebbe necessario per certi piatti definiti esotici e che in realtà sono solo immangiabili... Nessuno ha il coraggio di dire “il re è nudo”. Ieri invece accadeva esattamente il contrario. La cornice del piatto tradizionale conteneva le diverse abilità di preparazione e la ricerca della differenza calibrata sul proprio prodotto, in modo da poter sottolineare “a casa mia si fa così”. Il terreno asciutto che produce pomodori acidi o il terreno umido che li produce dolci e acquosi sono elementi imprescindibili nel momento in cui si valuta la preparazione di un piatto. La mia cucina ha risonanze agresti dove il pesce è ospite; assiduo, ma sempre ospite, non padrone. Può risultare estremamente interessante considerare il rapporto del pesce con i prodotti della terra, il relativo uso degli ingredienti e la maniera in cui possono reciprocamente esaltarsi, con punte di singolare espressione. Ad esempio a Vasto, città di mare, si prepara la scapece di pesce, ma la scapece si prepara anche a Bussi sul Tirino. Niente di strano, in apparenza, se non fosse per il fatto che Bussi sia a cinquanta km dal mare, a ridosso delle irte gole di Popoli, ai piedi della vallata che apre verso il Gran Sasso e dove le rapide e trasparenti acque dell’Aterno diventano le dense e lente acque del Pescara. Bussi sta ai piedi della Piana di Navelli, dove si coltiva lo zafferano più buono del mondo. Nei giorni a cavallo della fine di ottobre, quando il sole è difficilmente caldo di prima mattina, i pistilli di croco vengono raccolti prima che i raggi li aprano del tutto. Dopo lunga e sapientissima cura i pistilli diventano fili di zafferano (l’“oro giallo”) e vengono lasciati ad asciugare lentamente su uno staio appeso dentro al camino, lontano dal fuoco. La scapece si prepara con la razza fritta, pesce di mare, e un intingolo di zafferano: i sapori si sposano con tale felicità che solo assaggiandola se ne può parlare. La scapece di Bussi, però, è molto di più di un piatto, anche difficile da trovare nei locali perché la sua preparazione è assolutamente singolare, per tempo e per sapienza. Resta nella tradizione dell’intimità familiare, dove conservarla sott’olio rappresenta l’orgoglio di un saper fare che va ben aldilà del sostenuto valore di mercato degli ingredienti. La scapece è l’incontro tra due anime, quella marina e quella montana, di una terra di poche parole, ma di grandi sapori. 38 39 magazine magazine
  • slow food come Reportage - foto di Daniele Di Vittorio L’Abruzzo a Torino Il Salone del Gusto visto da noi Ci hanno detto: non potete perdervi i profumi e i colori del e alla cura dell’ambiente. Sono dodici anni che Slow Food Salone. Andate lì e respirate l’entusiasmo, stringete amicizie, traccia questo affascinante viaggio alle radici del cibo sotto scoprite i sapori, vedrete che ne sarà valsa la pena. Noi la filosofia del “buono, pulito e giusto” che unisce le anime abbiamo attraversato l’Italia, valicato montagne, combattuto dei produttori e dei consumatori nell’impegno a sostenere la contro orsi selvatici e usato la loro pelle per riscaldarci (?) produzione di qualità e l’analisi critica alla globalizzazione. per raggiungere infine il complesso Il Lingotto, elegante e La settima edizione del Salone Internazionale del Gusto si poderosa struttura alla periferia di Torino. E ne è valsa la è tenuta dal 23 al 27 ottobre e ha visto passare 180mila pena. visitatori, il 4% in più dell’edizione 2006. Forte l’incremento Lo spettacolo che si è presentato ai nostri occhi è stato della presenza di giovani: secondo il presidente Slow Food eclettico ed esplosivo. Ogni regione di Italia ha mostrato il suo Carlo Petrini, le adesioni di ragazzi al Movimento sono volto più seducente nel Salone del Gusto, che si è rivelata ai addirittura sestuplicate. 2280 i bambini provenienti da nostri occhi come una potente e luminosa vetrina sul mondo. 76 scuole che hanno partecipato alle attività didattiche di Quattro padiglioni più il cosiddetto Ovale dedicati agli addetti Orto in Condotta. Ricca la presenza degli stranieri, stimata ai lavori, ai curiosi e agli appassionati provenienti da tutti e intorno al 25%: molti gli americani, ma anche tanto Oriente quattro i continenti, immersi in un’atmosfera dedicata al gusto ed Est Europa. Una manifestazione organizzata da Slow 42 41 magazine magazine
  • Food, Regione Piemonte e Città di Torino, che si presenta master of food Nicola Bonifacio; dalla varietà vegetale ed non solo come un mercato del cibo ma soprattutto come animale ricreata nel Parco Nazionale della Majella così come un luogo d’incontro e aggregazione in cui si praticano l’ha spiegata il suo agronomo, Marco Di Santo; dall’arrosticino l’economia e lo scambio nella perfetta consapevolezza etica e dal Montepulciano d’Abruzzo. Della provincia dell’Aquila e sociale. Da prendere a buon esempio il basso impatto sono state presentate le piccole produzioni di formaggi; è ambientale: grazie ai bidoni sistemati strategicamente è stata raccontata la storia del torrone tenero aquilano Nurzia stato differenziato circa il 60% dei 100mila chili di rifiuti di cui dalla stessa famiglia che all’inizio del ‘900 ne conserva la si è stimata la produzione durante il Salone. L’impressione ricetta; sono stati proposti assaggi dell’aglio rosso e dei finale è che l’appuntamento biennale del Salone rappresenta confetti di Sulmona, del grano solina e dei vini d’eccellenza. ormai per Torino e per l’Italia il momento per il confronto L’olio dop Pretuziano Colline teramane, l’ultima nata tra tra coloro che appartengono a un movimento di opinione le Dop abruzzesi, ha invece aperto la giornata dedicata internazionale. Anche lo Slow Food Abruzzo ha fatto la sua alla provincia di Teramo, che è continuata con i “prosciutti bella figura. Durante le cinque giornate la nostra regione di razza” illustrati dal presidente provinciale Slow Food è stata raccontata nelle sue numerose sfaccettature con Raffaele Grilli e con otto vini rossi Colline Teramane, unica laboratori didattici e degustazioni, provincia per provincia, docg abruzzese. La Provincia di Chieti invece, rappresentata nel padiglione 2. Il Pescarese è stato rappresentato dal suo tra gli stand dalla “Galleria del Gusto”, ha omaggiato Gianni olio dop raccontato da Marino Giorgetti dell’Arssa; dalla sua Masciarelli con una degustazione guidata dal vice curatore produzione casearia a latte crudo illustrata dal docente dei della guida Vini d’Italia Gianni Fabrizio, proponendo inoltre 42 43 magazine magazine
  • Cos’è lo Sloow Food? Sono 350 le condotte Slow Food in Italia: parliamo contro la cattiva qualità e contro l’omologazione dei di una storia iniziata nel 1986 da Carlo Petrini a Bra, nostri pasti. Da un’idea di Slow Food è nata “Terra in provincia di Cuneo, diventata movimento interna- Madre”, che quest’anno nell’ambito del Salone del zionale nel 1989 a Parigi e oggi coinvolgente 86mila Gusto ha raggiunto la terza edizione: è il meeting iscritti in Italia, Germania, Svizzera, Stati Uniti, Fran- mondiale tra le Comunità del Cibo impegnate a la- cia, Giappone e Regno Unito. Attraverso i presìdi, le vorare per promuovere una produzione alimentare pubblicazioni, gli eventi e le manifestazioni (insieme locale, sostenibile e rispettosa dei metodi ereditati al Salone del Gusto ricordiamo “Slow Fish” e “Chee- e consolidati nel tempo. In Abruzzo ci sono 11 con- se”), Slow Food si pone come obiettivo l’educazione dotte, corrispondenti ai territori di Francavilla al Mare, alla diversità delle ricette e dei sapori, alla varietà dei Chieti, Vastese, L’Aquila, Lanciano, Pescara, Petru- luoghi di produzione e degli artefici, al rispetto dei ziana - Teramo, Sulmona, Torano Nuovo, Val Vibrata ritmi delle stagioni e al gusto come migliore difesa - Giulianova, Vestina. Info su www.slowfood.it. il brodetto alla vastese per mano del patron dell’Hostaria Di Giovacchino del ristorante “Font’Artana” di Picciano (Pe); del Pavone di Vasto Nicolino Di Renzo; l’olio Dop Colline Luca Panunzio ed Enzo D’Andreamatteo della Locanda Teatine; la tradizione della pasticceria teatina, dai bocconotti Manthonè di Pescara; Gregorio e Rosalba Pelini de “La frentani ai “cellucci ripieni” passando per le sfogliatelle di Conca alla vecchia posta” de L’Aquila, che hanno lavorato Lama e i tarallucci, grazie all’agronomo Bruno Scaglione; e ad un menu a quattro mani con Luigi Cresponi e Tania Cottu infine il pomodoro a pera, tipico dell’entroterra francavillese, del ristorante “Sante Rughe” di Gavoi, in provincia di Nuoro, spiegato dall’agronomo Rocco Marinucci e proposto in in nome del progetto-gemellaggio “Pastori & pastori” che abbinamento con un altro prodotto della zona: la ventricina è stato presentato durante il Salone e che ha l’obiettivo di vastese. Il Salone del Gusto si è concluso per lo stand Slow favorire lo scambio di esperienze tra i giovani pastori sardi e Food Abruzzo con un breve viaggio attraverso le varietà quelli abruzzesi e di promuoverne l’azione. del Trebbiano e un pranzo cucinato da tre cuochi teramani: Gli altri protagonisti ai fornelli: Niko Romito del “Reale” di Gabriele Marrangoni di “Borgo Spoltino” di Mosciano Rivisondoli (Aq), i fratelli Perpetuini dell’Enoteca Centrale di Sant’Angelo, Patrizia Corradetti di “Zenobi” di Colonnella e Teramo, Alfonso e Simone Stuardi del ristorante “Delfina” Roberta Nepa di “La Piazzetta” di Sant’Omero. di Tortoreto Lido (Te), Nicola Fossaceca del ristorante E a proposito di pranzi: ogni giorno il nostro stand era fitto “Al Metrò” di San Salvo Marina (Ch) e Gino Primavera del di prenotazioni per saggiare le nostre arti culinarie. Hanno ristorante “Santa Chiara” di Guardiagrele (Ch). lavorato sodo per far conoscere il nostro territorio: la famiglia 44 45 magazine magazine
  • come santo di Giovanni Rosato Francesco Caracciolo, patrono dei cuochi Una storia che parte dall’Abruzzo L’Italia è una terra ricca di storia e storie, di tradizioni e Santi primo voto: se guarirà, dedicherà la sua vita al servizio di Dio celebrati; le vicende sono spesso stratificate l’una sull’altra e del prossimo. nelle diverse epoche e nei luoghi d’origine, ricevendo spesso ...E guarisce. Rinuncia a tutti i suoi beni e ai titoli nobiliari, la forte impronta cattolica che permea il nostro Belpaese. si trasferisce a Napoli e prosegue gli studi teologici. Nel Le opere caritatevoli e l’amore verso il prossimo sono tra i 1587 viene ordinato sacerdote ed entra nella Compagnia capisaldi della Cristianità e quale forma di aiuto migliore può dei Bianchi, una confraternita dedita particolarmente esistere se non quella di assolvere ai bisogni essenziali della all’assistenza dei carcerati e dei condannati a morte. Per un persona? caso di omonimia gli viene recapitata una lettera da parte Non bisogna andare tanto lontano per trovare qualcuno di di Fabrizio Caracciolo, Abate di Santa Maria Maggiore speciale: San Francesco Caracciolo, un uomo di quattrocento di Napoli, e del nobile genovese Agostino Adorno, in cui anni fa che oggi è, assieme a San Gennaro, il patrono della si domanda di collaborare alla fondazione di un Ordine città di Napoli, e dal 1925 patrono di tutto il movimento che cooperi al consolidamento e alla diffusione della fede eucaristico della regione Abruzzo. cattolica secondo i nuovi principi dettati dal Concilio di Trento Ci interessa parlarne perché questa è una storia che parte (1563). Nonostante l’equivoco, Ascanio Caracciolo aderisce dall’Abruzzo e in Abruzzo ritorna. Francesco Caracciolo all’iniziativa ed insieme ai due ispiratori si ritira nell’eremo nasce con il nome di Ascanio a Villa Santa Maria (Chieti) il 13 di Camaldoli, dove formula la sua “Regola” per una nuova ottobre del 1563 da una delle famiglie nobili più prestigiose “Famiglia Religiosa”: oltre ai normali tre voti di castità, del Regno di Napoli, terzo dei quattro figli di Ferrante povertà e obbedienza ne aggiunge un quarto, cioè quello di Caracciolo, principe di San Buono, e di Isabella Barattucci. non ambire ad alcuna dignità ecclesiastica. L’Ordine viene A ventidue anni viene colpito da una grave malattia, forse la approvato dal papa Sisto V l’1 luglio 1588 con il nome di lebbra, che lo costringe ad un isolamento forzato. Giudicato Chierici Regolari Minori, esistenti ancora oggi. È nel 1589, inguaribile, decide di passare questo periodo in una piccola emettendo i voti religiosi, che decide di cambiare il suo nome stanza ricavata nella cappella di famiglia di Villa Santa Maria, assumendo quello di Francesco, per devozione al Santo di dalla quale attraverso una finestra segue la Messa. Assisi. È proprio in questo periodo che il giovane Ascanio, La sua umiltà lo porta a essere infaticabile. Sceglie per sé per meditando a lungo sulla vanità delle cose terrene, compie il le stanze più disadorne e spoglie, spesso preferisce dormire 46 47 magazine magazine
  • sdraiato in terra o su una dura panca di legno. A motivo della sua resistenza e del suo spirito di sacrificio merita l’appellativo di uomo di bronzo. Villa Santa Maria, La sua spiritualità e l’amore per il prossimo lo portano ad assistere carcerati e condannati a morte, a curare lebbrosi, trent’anni di rassegna a visitare infermi e moribondi. Nell’adempimento dei suoi con un occhio al futuro doveri pastorali si preoccupa di istruire quanti ignorano la fede cattolica, cerca di ricondurre sulla retta via i peccatori, opera conversioni ed esorcismi. Da qui un altro appellativo: il cacciatore di anime. Francesco Caracciolo rende l’anima a Dio a soli 44 anni in Agnone il 4 giugno 1608, esattamente 400 anni fa, pronunciando le parole: «Andiamo, andiamo al cielo». Molti sono stati i prodigi operati per sua intercessione; fu beatificato da Clemente XIV nel 1769 e santificato da Pio VII nel 1807. Dal 3 al 5 Ottobre a Villa Santa Maria si è svolta la XXX grazie anche alla nuova sede, ne sono 530, provenienti an- La vicenda di San Francesco ritorna in Abruzzo perché edizione della Rassegna dei cuochi. Quest’edizione, coin- che da fuori regione». la storia vuole che i Caracciolo decisero di costruire una cidente con la celebrazione dei 400 anni della morte di Negli anni la rassegna si è distinta come fucina di novità residenza di caccia nel paese di Villa Santa Maria dove San Francesco Caracciolo, ha visto protagonista il cin- ed eccellenze, dai piatti di alta gastronomia alle sculture poter trascorrere momenti piacevoli, vista la ricca presenza quecentesco palazzo Caracciolo da poco restaurato, con di vegetali e ghiaccio per la gioia dei visitatori. La co- di selvaggina nei boschi di questa valle. Sembra che nasca un punto gourmet in cui si sono esibiti grandi chef come stante? La figura del cuoco professionista come interprete la cosi la fortuna di questo paese: dall’esigenza di dover Gino Marchetti del ristorante il “Boccaccio” di Toronto, dei saperi culinari, sempre più cosmopolita, che varca i cucinare la carne cacciata per le libagioni dei lunghi e in Canada. Il 13 ottobre, inoltre, è stato inaugurato un mo- confini territoriali conquistando le cucine e i palati di tutto prelibati banchetti della nobile famiglia, in un luogo dove numento alla figura del cuoco, realizzato dall’associazio- il mondo. l’agricoltura non offriva lavoro. L’abilità dei primi cucinieri ne Cuochi Val di Sangro dietro volontà del suo presidente Quando chiediamo a Candido Calabrese quali sono i tra- villesi, che proprio dentro le cinta murarie di questo castello Domenico Di Nucci per festeggiare i 30 anni di attività guardi per il prossimo trentennio, lui ci presenta il pro- deliziavano gli ospiti, indurrà i Caracciolo a portare con loro dell’associazione. getto “Chef Town”, attualmente allo studio dell’urbanista nelle residenze partenopee i cuochi più bravi. L’Associazione cuochi della Val di Sangro e l’Istituto al- Rosario Pavia, docente presso la Facoltà di architettura Il 13 ottobre del 1984, durante i festeggiamenti per berghiero di Villa Santa Maria hanno deliziato i palati dei di Pescara: «Il futuro del piccolo paese potrebbe risiedere l’anniversario della nascita di S. Francesco Caracciolo, visitatori negli stand di “primi piatti d’autore”, con ricette nella nascita della “città del cuoco” – afferma Rosario la suggestione evocata dal trasporto in processione del tradizionali reinterpretate in chiave moderna. Minicorsi di Pavia – Il palazzo Caracciolo acquistato di recente dal- santo da parte dei cuochi suggerì ad Angelo De Victoris degustazione di prodotti tipici e vini abruzzesi sono sta- la Comunità Montana medio-alto Sangro e poi donato al Medori, ad Antonio Di Lello, Candido Calabrese e allo chef ti curati dal Gal Maiella Verde nell’ambito del progetto Comune, nei prossimi anni subirebbe un restauro per ospi- Antonio Stanziani di proporre S. Francesco Caracciolo “Gallerie del Gusto”, con prelibatezze che vanno dagli tare una scuola di alta cucina a livello internazionale. La come protettore dei cuochi. Attraverso l’impegno dell’allora gnocchetti verdi con asparagi alle mousse di ricottine al scuola potrebbe organizzare corsi di cucina residenziali, presidente nazionale della Federazione italiana cuochi miele. «La manifestazione nacque nel 1977 – ci ricorda summer school, incontri e seminari tematici. Renato Ramponi, del vice presidente Salvatore Schifani e Candido Calabrese, docente di Letteratura e Storia pres- Ad essa dovrebbe affiancarsi un ristorante di qualità, in del gruppo dirigente della Federazione Italiana Cuochi , il so l’Istituto Alberghiero di Stato di Villa Santa Maria – grado di attrarre non solo corsisti, ma una clientela più 26 marzo del 1996 giunse finalmente l’approvazione della Quell’anno firmai una cambiale di 500 mila lire per far ampia». Per l’affermazione del progetto occorre prevedere Conferenza Episcopale Italiana: S. Francesco Caracciolo fu fronte alle prime spese dell’evento. L’idea dell’allora la parallela realizzazione di adeguate strutture di servizio proclamato patrono dei cuochi d’Italia. amministrazione comunale e della Pro loco era quella di per l’ospitalità (strutture alberghiere, albergo diffuso, bed Pensiamo alla parola “ristorare” come finalità primaria: istituire una rassegna gastronomica sia per onorare l’arte and breakfast). essa vuol dire dare ristoro, rifocillare, dare sollievo, sfamare. culinaria e i maestri, sia per sensibilizzare l’opinione pub- «La scuola – concludono Pavia e Calabrese – dovrebbe L’etimologia della parola esprime la volontà di aiutare chi ha blica verso questo angolo d’Abruzzo. Si pensi che la scuo- aprirsi alla preparazione di Master per allievi stranieri bisogno, aprendo le porte della propria casa e dividendo la alberghiera, già allora rinomata, contava 170 alunni come circuito di promozione e valorizzazione dei prodotti il pane assieme: quel pane che torna con il messaggio di che affollavano le aule in una struttura fatiscente. Oggi, enogastronomici regionali». San Francesco Caracciolo, “dal pane accolto...al pane condiviso”. 48 49 magazine magazine
  • vip come 51 magazine
  • film come di Guernica - http://atuttavita.blogspot.com Regia: Lasse Hallstrom Interpreti: Juliette Binoche, Johnny Depp, Judi Dench, Alfred Molina, Carrie-Anne Moss, Lena Olin, Peter Stormare Durata: h 2.00 Nazionalità: USA 2000 Genere: commedia La vicenda è ambientata nella Francia del 1959. In una notte ventosa, avvolte nel mistero di una cappa ros- sa, Vianne (J. Binoche) e la sua figlioletta Anouk giungono nel paesino di Lansquenet-sous-Tannes, dove rilevano un negozio a pochi passi dalla chiesa ricavandone un raffinato negozio di cioccolata. Incontrano così la profonda ostilità del sindaco, conte di Reynaud, arbitro della morale pubblica che non è affatto entusiasta del cambiamento, contrariamente a molti membri della piccola comunità. La chocolaterie affascina da subito. Questo perché Vianne ha una sorta di talento naturale nell’intuire le debolezze e i desideri di ognuno, in base ai quali consiglia la prelibatez- za giusta. Ognuno sente di potervi trovare un rimedio alle proprie difficoltà, seppure fugace. Nel giro di pochissimo sioni profonde del loro inconscio senza porsi sensi di colpa, tempo il negozio diventa il più affollato del paese. Reynaud va alla psicologia freudiana, laica e positiva. non riesce a tollerarlo e convoca la popolazione perbenista, Quindi vediamo come nel film la figura di Vianne rappresen- che lo spalleggia, per boicottare il negozio. Il boicottaggio si ta metaforicamente la nuova morale laica della psicologia, protrae finché un giorno giunge in paese Roux (J. Depp), uno trionfante sull’oscurantismo del pensiero religioso tradizio- zingaro musicista che decide di stare dalla parte di Vianne nale. Una figura che richiama negli abitanti la consapevo- smuovendo le coscienze dei cittadini. Così anche le ostili- lezza del loro diritto al piacere, mentre il giovane nomade tà dell’autorità religiosa locale capitolano dopo avere per- incarna perfettamente il desiderio di libertà innato in tutti noi, sonalmente ceduto alle lusinghe del piacere. Hallstrom, con in conflitto con le preclusioni moralistiche. Chocolat, torna ad indagare sulle dinamiche dello scandalo. Protagonista indiscussa: la cioccolata. Cioccolata come po- Si avvale di un cast di alto livello e lo fa in chiave favolistica- tere liberatorio del piacere e dell’appagamento. Per me che simbolica, sfruttando i toni della commedia e marcando il sono golosa risultano indimenticabili le scene in cui le pro- sottile spessore psicologico della vicenda. tagoniste si cimentano nella preparazione dei dolci, scandite È noto, infatti, che l’uomo è costantemente combattuto a da una colonna sonora che calza a pennello. causa delle profonde dicotomie che lo caratterizzano: bontà Nel complesso, il film manca di un tocco di realismo finen- e cattiveria. Attratto allo stesso tempo dal sacro e dal profa- do con il risultare eccessivamente gnomico e semplicistico, no, dallo spirito e dalla carne. Ed ogni scelta tra gli opposti, come accade per le fiabe. Al tempo stesso, però, non è ca- rappresenta comunque una perdita che provocherà soffe- rente di momenti di toccante poeticità, sia nel descrivere i renze. In particolare in Occidente siamo stati educati sulla personaggi, sia nell’espressività con la quale vengono ritratti base del pensiero cristiano, fondato sulla mortificazione del- il negozio ed i suoi squisiti dolci. la carne e sul senso di colpa, con possibilità di redenzione Decisamente da rispolverare nel prossimo periodo natali- attraverso la confessione. zio, durante il quale potrà certamente essere accompagna- Da qui l’insorgere di un’acuta inquietudine che insegue tutti to dalle svariate leccornie locali, evitando così di avvertire noi per la durata dell’intera vita. Il grande merito di aver ten- quel fastidioso languorino che immancabilmente la pellicola tato di riportare gli individui a ritrovare e ad accettare le pul- risveglia. 53 magazine
  • news come Niko e Luca tra le stelle. In Molise con Keste Terre. Per Natale una bella notizia. Il ristorante Reale di Rivisondoli (Aq) Il 27 e il 28 dicembre l’associazione cul- Sono stati pubblicati sul B.u.r.a. (il bol- arriva a due stelle nella guida Miche- turale agrituristica Keste Terre e la Pro lettino ufficiale della Regione Abruzzo) lin 2009: è stato ufficializzato a Milano Loco Frentana organizzano nel centro i bandi del Programma di Sviluppo il 20 novembre scorso. Insieme a lui 8 storico di Montenero di Bisaccia (CB) la Rurale 2007-2013 predisposti dall’as- ristoranti italiani ricevono la seconda IV edizione del “Borgo del gusto”. Pro- sessorato regionale all’agricoltura ed stella: “La Peca” dei fratelli Portinari di tagonisti di questa fiera enogastrono- approvati dalla Giunta. I finanziamenti Lonigo (Vi); il “Combal.Zero” di Davide mica saranno le arti culinarie e dei me- previsti ammontano a circa 104 milio- Scabin a Rivoli (To); il “Trussardi” dello stieri antichi e tradizionali di Abruzzo e ni di euro in totale. Cinque le tipologie chef Andrea Berton alla Scala di Mila- Molise, con l’obiettivo di trasmetterne di intervento previste che interessano no; il “Pagliaccio” di Roma, di Anthony l’azione di custodia in tutta la zona li- tutto il territorio regionale: insediamen- Genovese; “Uliassi” di Mauro Uliassi mitrofa. Saranno rappresentate le varie to dei giovani agricoltori; prepensiona- a Senigallia; la “Torre del Saracino” di specialità enogastronomiche, si degu- mento degli imprenditori agricoli che Gennaro Esposito a Vico Equense; e steranno leccornie e vini provenienti decidono di cedere la propria azienda “L’Olivo” del Capri Palace Hotel, gui- dal Molise e dalle regioni circostanti e ad agricoltori giovani; ammodernamen- dato da Oliver Glowig. Niko Romito i prodotti di molti produttori abruzzesi to delle aziende agricole; trasformazio- resta per ora l’unico bistellato in tutto della valle del Trigno e della Val di San- ne e commercializzazione dei prodotti l’Abruzzo, ma un suo corregionale è in gro. L’obiettivo di Keste Terre è infatti agricoli; e ricostituzione del potenziale lista d’attesa: parliamo di Luca Mastro- far conoscere il patrimonio etnico-cul- produttivo forestale o interventi pre- mattei, il figlio del compianto Eriberto, turale dei popoli dei Sanniti, degli Osci, ventivi a difesa dei boschi dai rischi di storico balneatore pescarese. Messo dei Frentani e dei Pentri all’interno dei incendi. alla guida della cucina di “Caffé Vivo”, territori dove vissero, cioè Abruzzo, L’assessore all’Agricoltura Marco Verti- locale aperto da Terry Laybourne a Molise, Lazio e Campania. Nelle va- celli ha dichiarato che le quote di co- Newcastle e stellato nel 1994, Luca ha rie “botteghe” allestite per l’occasione finanziamento regionale sono del tutto permesso al suo locale di venire se- verranno promossi il turismo nel Moli- assicurate e quindi dotate di copertura gnalato nella top ten dei ristoranti con se, i prodotti regionali e il valore dell’ali- finanziaria. In questi giorni sarà discus- cucina regionale a prezzi contenuti dal- mentazione tipica molisana. so anche il provvedimento per il primo la guida Michelin Bib Gourmand. Il tito- L’evento è patrocinato dall’assessorato bando della nuova OCM vino riguar- lo di promessa lascia intravedere una alla cultura del Comune di Montenero dante la riconversione e ristrutturazione seconda stella per il 2010. di Bisaccia. dei vigneti 2008/2009. (G.R.) 56 55 magazine magazine
  • news come Tanti auguri al “De Cecco”. Tipicità: un convegno. Un po’ di Abruzzo in Olanda. Il 28 novembre l’Istituto professionale Uno spiraglio sullo sviluppo locale: il 15 È stata la cantina Mazzarosa di Rose- di Stato per i servizi alberghieri e del- novembre a Rocca San Giovanni (Ch) to (Te) ad ospitare il gruppo di studenti la ristorazione “Filippo De Cecco” ha si è svolta una tavola rotonda organiz- olandesi venuti in Abruzzo ospiti del compiuto 40 anni. «Era il 1968, infatti, zata dall’azienda Paolucci Mobili sulla liceo scientifico Marie Curie di Giulia- quando un “manipolo” di giovani volen- valorizzazione delle risorse del territo- nova. Parte integrante del progetto di terosi iniziarono questo cammino gui- rio frentano. «L’esempio positivo della scambio classi, la visita degli Olan- dati dal professore Giuseppe D’Incec- neo costituita riserva naturale regionale desi all’inizio di novembre ha portato co – ricorda la vicepreside Esmeralda “Grotta delle Farfalle” – ha sottolineato una ventata di internazionalità a que- Mascolo – Il Comune concesse come Fabio Vallarola, consigliere nazionale sta cantina antica 140 anni. «Abbiamo sede il vecchio Grand Hotel di Porta- dell’Aidap (associazione aree protette) raccontato la nostra storia agli studenti nuova che aveva ospitato il Re Vittorio – può rappresentare per due comuni italiani - ci spiega il direttore della canti- Emanuele III in fuga verso Brindisi: con piccoli come quello di Rocca San Gio- na, Raffaele D’Eugenio - che poi hanno le loro stesse mani i primi professori, la vanni e San Vito Chietino una vera oc- provveduto a tradurla in Inglese e a ri- prima bidella e lo stesso preside risiste- casione di sprovincializzazione. Attra- ferirla agli ospiti. Non è stata tanto l’an- marono l’edificio e adibirono le stanze verso l’esempio di comuni come quello tica struttura a colpire la fantasia dei in aule, sale ristoranti, convitto». di Pineto si può seguire la possibile giovani olandesi, quanto i nostri metodi Quella di Portanuova rimase la sede strada del progetto europeo AdriaPAN: di produzione: si sono sentiti più a loro della scuola fino al 1989, quando si un network di aree protette che si af- agio grazie alle analogie con le fasi del- trasferì in via Tirino sviluppandosi in se- facciano sull’Adriatico ma coinvolgono la produzione della birra. Molti di loro guito con una succursale in via Italica. anche i Paesi dei Balcani». «È neces- hanno voluto riportare una bottiglia di «Il loro coraggio e la loro forza di vo- sario – ha affermato Marco Gaito, col- Cerasuolo, Montepulciano o Trebbiano lontà sono ancora vivi in noi – conclude laboratore del Dipartimento di scienze d’Abruzzo in Olanda per farla assag- Esmeralda Mascolo – da quelle prime degli alimenti dell’Università di Teramo, giare ai parenti e raccontare quello che tre classi con settanta studenti in tutto esponendo la relazione di Emilio Chio- hanno visto». La cantina è ora gesti- siamo arrivati a 44 classi, e continuia- do, Facoltà di agraria – che la politica ta da Antonio Mazzarosa Devincenzi, mo a credere fermamente nella valenza rurale si apra a nuove prospettive, sia erede del Senatore che la realizzò con professionale e sociale che il nostro isti- proteggendo il territorio attraverso col- tecniche avveniristiche per l’epoca, fa- tuto dà e sicuramente darà alle future ture biologiche sia promuovendolo con cendone tuttora probabilmente l’unica generazioni». agriturismi e sentieri del vino». con un impianto del genere. 57 magazine
  • news come La guida Slow Food per Chieti... ... e per i Vini d’Italia. La guida dell’Enoteca. Durante il Salone Internazionale del gu- A fronte di una selezione di 58 aziende Lunedì 24 novembre ad Ortona è stato sto di Torino, nello stand della provincia abruzzesi e molisane, sono 12 le abruz- presentato il nuovo catalogo dell’Eno- di Chieti è stata presentata la guida Slow zesi ad aver ricevuto i “tre bicchieri” teca Regionale d’Abruzzo. La pubblica- Food “Itinerari nei gusti della Provincia sulle 13 insignite del punteggio più alto zione consta di 144 pagine e descrive di Chieti”. La pubblicazione è dedicata dalla guida “Vini d’Italia” 2009 edita da il territorio abruzzese osservandolo dal al piacere della scoperta di luoghi e cibi Slow Food e Gambero Rosso. Parliamo punto di vista vitivinicolo. Il catalogo, ed è destinata a lettori-viaggiatori che del Pecorino 2006 e del Montepulciano infatti, rappresenta una vera e propria si riconoscono in una filosofia “slow”, d’Abruzzo Malandrino 2006 di Luigi Ca- guida della viticoltura abruzzese ed ini- con il gusto per una vacanza tranquil- taldi Madonna; del Trebbiano d’Abruzzo zia narrando la sua storia e proponen- la, lontana dai luoghi e dalle forme del 2005 e del Montepulciano d’Abruzzo Ce- do cifre e dati allo stato attuale, per poi turismo di massa, con un’attenzione rasuolo 2006 di Valentini; del Montepul- mettere l’accento sui vitigni coltivati speciale all’enogastronomia e alle oc- ciano d’Abruzzo 1998 di Emidio Pepe; il nella regione: dai più noti Montepulcia- casioni di scoperta dell’identità locale. Montepulciano d’Abruzzo Solàrea 2003 no e Trebbiano ai più ricercati Sangio- L’opera è realizzata con un occhio par- di Agriverde; il Montepulciano d’Abruzzo vese, Chardonnay, Merlot. ticolare alla fruibilità delle informazioni: 2006 di Villa Medoro; il Montepulciano Una particolare attenzione è poi riser- le mete di visita più interessanti, i con- d’Abruzzo Bellovedere 2005 di La Va- vata alle Doc regionali, che rappresen- sigli per “vivere” nel territorio (da dove lentina; il Montepulciano d’Abruzzo Ma- tano il fiore all’occhiello dell’Abruzzo. camminare in montagna a dove trovare rina Cvetic 2005 e il Villa Gemma 2005 Per finire, il catalogo elenca tutte le i mercatini dei pescatori), i prodotti ti- dell’azienda Masciarelli; il Montepulciano aziende agricole produttrici dividendo- pici, i ristoranti segnalati nelle guide, i d’Abruzzo Valle Reale 2006 di Valle Re- le per provincia ed elencando tutte le ristori agrituristici e le osterie segnalate ale; il Montepulciano d’Abruzzo Colline etichette prodotte. dalla vox populi, terminando con i brevi Teramane Docg Zanna, Riserva 2005, di Si tratta sicuramente di un lavoro cer- profili di più di un centinaio di piccole Dino Illuminati; e il Don Luigi Riserva 2006 tosino: l’enoteca regionale lo ha rea- aziende artigianali e fattorie consigliate della molisana Di Majo Norante. La guida lizzato in collaborazione con Arssa e per lo shopping enogastronomico. La è giunta alla sua 22esima edizione ed in Regione Abruzzo e contribuirà a diffon- guida sarà allegata al prossimo nume- oltre mille pagine recensisce quest’anno dere le informazioni della nostra regio- ro della rivista Slowfood che raggiunge ben 2250 aziende e circa 18mila vini, di ne in tutti gli eventi che coinvolgeranno tutti gli associati. cui 339 “Tre Bicchieri”. l’Enoteca. 59 magazine
  • inserzione come budget UNDER 30 Cheesewine & Bar TAVERNA DEL CONSOLE Ristorante LA MUGNAIA Ristorante LA ROTONDA Pescara I° Maggio 36 Tel./Fax 085 2056881 Città S.Angelo (PE) C.da Piano di Sacco, 95 Villanova di Cepagatti(PE ) www.tavernadelconsole.it Tel. 085.9690371 Via Amerigo Vespucci,6 - Tel. 085.9771601 Cucina: Degustazioni prodotti tipic i Cucina: Tipica, specialità pasta alla mugnaia Specialità Ostriche Fascia prezzo: 20/25 vini esclusi Cucina: Specialità carne e pesce Fascia prezzo: 20/30 Fascia prezzo: 25/35 bevande esclus e Pizzeria NOTINO L’osteria ANTICA Ristorante IL FUNGAROLO Spoltore - Via G.Di Mar zio, 34 Moscufo - Viale della Repubblica 3 Villa Celiera - C.da S.Maria Tel. 085.4961284 Tel. 085.9152197 Tel. 085.846645 Cucina: Pizza Cucina: Casereccia - Venerdi pesce Cucina: Tipica abruzzese Fascia prezzo: 15/20 Fascia prezzo: 20/25 Fascia prezzo: 18/28 Giorno chiusura: mercoledi Giorno chiusura: Lunedi Giorno chiusura: Mercoledi Hosteria CAVOUR Città S.Angelo (PE) via Largo Cavour Tel 085.969280 Cucina: Tipica abruzzese Fascia prezzo: 25 bevande escluse Giorno chiusura: Mercoledi www.hosteriacavour.it budget UNDER 50 Ristorante PIRATES Osteria LA LUMACA Ristorante LA BANDIERA Civitella Casanova (PE) C.da P astini, 4 Montesilvano (PE) - 21, Lungomare A.Moro Via delle Caser me, 51 Pescara Tel. 085 845219 F ax 085 845789 (c/o Tortuga) - Tel: 085 4451476 Tel: 085 4451476 www.labandiera.it Cucina: Specialità pesce Cucina: Specialità pesce Cucina: Fascia prezzo: 35/50 vini esclusi Fascia prezzo: 35/50 vini esclusi Fascia prezzo: menù degustaz- 35/38 vini escl. Giorno chiusura: Lunedi Giorno chiusura: Lunedi Giorno chiusura: Mercoledi/domenica sera Ristorante APOLLO Agriturismo LE MACINE Ristorante NINì Pescara - Lungomare Matteotti, 2 8 C.da Cerrano,36 Silvi Paese(TE) Montesilvano Colle (PE) Piazza Giardino,1 Tel. 085.385176 Tel.085.9354033 - 320-2504905 Tel 085.4689174 www.agriturismolemacine.it Cucina: Cucina: Specialità pesce Fascia prezzo: 35/50 Cucina: Tipica Teramana Fascia prezzo: 35 vini esclusi Giorno chiusura: lunedi Fascia prezzo: 30/40 vini esclusi Giorno chiusura: Domenica e Lunedi a pranzo 63 magazine
  • budget UNDER 50 Ristorante Pizzeria LE HAWAII Ristorante VILLA MAJELLA Ristorante Pizzeria LE CARAVELLE Pescara V.le Riviera Nord,154 Guardiagrele - Via dei sette dolori, 3 0 Silvi Marina (TE) via Garibaldi, 274 Tel. 085.4713094 Fax 085.4711416 Tel. 0871.809319 Tel 085 935218 2 Cucina: Pizzeria e S pecialità pesce Cucina: Tradizionale ed inno vativa Cucina: Pesce / Pizz a Fascia prezzo: 20/45 Fascia prezzo: menu degustazione da 35/45 Fascia prezzo: 25/60 Giorno chiusura: Martedi Giorno chiusura: Lunedi/domenica sera Ristorante THE ISLAND Ristorante FERRARA c/o Hotel Abruzzo Marina Via Garibaldi, 196 - 64029 Silvi Marina (Te) Bucchianico - Via orientale, 3 9 Tel. 085.930397 - 338.607798 3 Tel.0871.382157 Cucina: Specialità pesce Cucina: Tradizionale Abruzzese Fascia prezzo: 35/50 Fascia prezzo: 25/45 Giorno chiusura: Martedi budget OVER 50 Ristorante LA POLENA Ristorante CARLO FERRAIOLI Ristorante MARECHIARO da Brun o Pescara P.zza della Marina,2 Pescara Lungomare Matteotti,70 Tel. 085 66007 - 339 7105188 Tel 085 4210295 - 338 631610 5 Tel 085.4213849 www.lapolena.it www.ristorantemarechiaro.eu www.carloferraioli.it Cucina: Specialità pesce Cucina: specialità Pesce Fascia prezzo: 40/60 vini esclusi Cucina: specialità Pesce Fascia prezzo: menu degustaz. € 50 bev. escl Giorno chiusura: Lunedi Fascia prezzo: menu degustaz. € 50 bev. escl Giorno chiusura: Mercoledi Per essere presenti in questi spazi, inviare una mail di richiesta informazioni a: marketing@c-magazine.it oppure chiamare: 085.386184 388.7960830 64 magazine