Migrart, la ricerca dello IULM

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La ricerca commissionata da Azienda Trasporti Milanesi alla Fondazione IULM per il progetto Migrart.
Visita www.migrart.it

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Migrart, la ricerca dello IULM

  1. 1. Incontrare l’”Altro” in movimento Atteggiamenti, comportamenti e vissuti generati dall'incontro con lo “Straniero” sui mezzi pubblici milanesi Conferenza stampa Guido Di Fraia Elisabetta Risi - Alessandra Micalizzi – Valentina Orsucci
  2. 2. Una metafora interpretativa <ul><li>Vetture di superficie e carrozze del metrò possono essere pensate come: </li></ul><ul><li>contenitori itineranti di Storie </li></ul><ul><ul><li>storie “di passaggio ” </li></ul></ul><ul><ul><li>storie “quotidiane ” </li></ul></ul><ul><ul><li>storie “ di vita ” </li></ul></ul><ul><li>palcoscenici di micro-rappresentazioni drammaturgiche </li></ul><ul><li>punti di intersezione e di incontro di “percorsi”, biografie individuali, destini etc </li></ul><ul><li>luoghi di contatto obbligati con ‘L’Altro da sé” nelle sue diverse declinazioni </li></ul>
  3. 3. Una metafora interpretativa <ul><li>L“altro da sé”, inteso come: </li></ul><ul><ul><ul><li>“lo straniero ” visto attraverso gli occhi del residente italiano </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>“ l’autoctono ” visto attraverso gli occhi del migrante </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>“ l’immagine di straniero ” che il Migrante percepisce di sé per come questa gli viene “ restituita ” dallo sguardo , dagli atteggiamenti (verbali e non verbali) e dai comportamenti dei residenti </li></ul></ul></ul>
  4. 4. <ul><li>Sulla base di tali metafore, obiettivo del lavoro era quello di esplorare: </li></ul><ul><ul><li>i contesti (scenari) all’interno dei quali si generano le storie di passaggio </li></ul></ul><ul><ul><li>i vissuti ad essi associati e il ruolo svolto da quest’ultimi sulle trame di tali storie e </li></ul></ul><ul><ul><li>i principali processi di categorizzazione e percezione dell’”Altro” incontrato sui mezzi pubblici utilizzati da Italiani e Stranieri </li></ul></ul><ul><ul><li>i risultati di tali processi di categorizzazione in termini di “ tipologie ” dello “ straniero ” riconosciuto come presente sui mezzi </li></ul></ul><ul><ul><li>il “ genere ” delle storie di passaggio che si producono sui mezzi dal contatto tra Italiani e Stranieri e gli effetti da esse prodotto sulla rappresentazione dell’”Altro” </li></ul></ul><ul><ul><li>le relazioni che si generano fra Italiani e Stranieri sui mezzi pubblici, intese come </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>“ cartine tornasole ” della più generale storia dell’incontro tra cittadini Milanesi/Italiani e Migranti stranieri </li></ul></ul></ul>Obiettivi conoscitivi
  5. 5. Metodologia <ul><li>La ricerca ha previsto la conduzione di: </li></ul><ul><li>15 osservazioni etnografiche sui mezzi di superficie </li></ul><ul><li>15 osservazioni etnografiche sulle linee metropolitane </li></ul><ul><ul><li>7.30 – 9.30: la mattina, il viaggio verso il lavoro </li></ul></ul><ul><ul><li>10.30 – 12.00: la tarda mattinata </li></ul></ul><ul><ul><li>13.00 -14.30: la pausa pranzo, il rientro da scuola </li></ul></ul><ul><ul><li>18.00 – 20.00: il rientro dal lavoro </li></ul></ul><ul><ul><li>21.30 – 23.30: la sera </li></ul></ul><ul><li>8 focus group così suddivisi: </li></ul><ul><ul><li>3 con italiani (suddivisi per fasce d’età : giovani, adulti e anziani) </li></ul></ul><ul><ul><li>3 con stranieri (suddivisi per fasce d’età : giovani, adulti e anziani) </li></ul></ul><ul><ul><li>1 con opinion leader (operatori ed esperti di mediazione culturale) </li></ul></ul><ul><ul><li>1 focus group “semi-sperimentale” con soggetti italiani e stranieri </li></ul></ul>60 ore di osservazione
  6. 6. “ Incontrare l’altro in movimento” I risultati ottenuti
  7. 7. 1. I contesti dell'incontro <ul><li>Le “storie di passaggio”: </li></ul><ul><li>dipendono dalla “disposizione” psicologica e personale del passeggero </li></ul><ul><ul><li>lo specifico motivo per cui ha avuto necessità di usare i mezzi pubblici </li></ul></ul><ul><ul><li>la particolare situazione in cui il viaggio si colloca nella sua “ storia quotidiana ” e “ di vita ” </li></ul></ul><ul><ul><li>il ricordo delle esperienze di trasporto passate </li></ul></ul><ul><ul><li>i suoi tratti personali più radicati e profondi (apertura vs chiusura, etc) </li></ul></ul>
  8. 8. 1. I contesti dell'incontro <ul><ul><li>E, come tutte le storie: </li></ul></ul><ul><li>avvengono in un contesto : </li></ul><ul><ul><li>“ dimensione fisico-ambientale”  le condizioni effettive in cui avviene il viaggio </li></ul></ul><ul><ul><li>“ dimensione prossemica”  la presenza, la numerosità e la disposizione nello spazio delle altre persone </li></ul></ul><ul><ul><li>“ dimensione socio culturale” :  il macro ambiente storico e socio-culturale di riferimento </li></ul></ul>
  9. 9. 1. I contesti dell'incontro <ul><li>La dimensione socio-culturale comprende: </li></ul><ul><ul><li>Le esperienze “ indirette ” ascoltate dagli altri ( rumors ) </li></ul></ul><ul><ul><li>Le esperienze e le conoscenze mediali (fatti di cronaca; posizioni politiche; informazioni di scenario più o meno accurate e corrette etc) </li></ul></ul><ul><ul><li>Le influenze esercitate dal “ clima d’opinione ” (politico, ideologico, ecc.) che circonda il tema della presenza degli stranieri in Italia e a Milano </li></ul></ul>
  10. 10. 1. I contesti dell'incontro <ul><li>Dalle verbalizzazioni raccolte emerge che, sui mezzi pubblici di trasporto, le dimensioni contestuali fisiche e prossemiche: </li></ul><ul><li>tendono a generare sensazioni emozioni e vissuti che gli intervistati, sia Italiani che Stranieri, giudicano: </li></ul><ul><ul><li>prevalentemente “negative” </li></ul></ul><ul><ul><li>talvolta neutre </li></ul></ul><ul><ul><li>solo minoritariamente positive </li></ul></ul><ul><li>Un risultato in parte prevedibile considerando i processi di memorizzazione selettiva[1] a cui vanno in genere incontro esperienze di questo tipo </li></ul><ul><li>[1] Si tende a non ricordare e quindi a sottostimare le esperienze neutre e a ricordare con maggiore probabilità quelle connotate sul piano emotivo sia in senso positivo che, come nel nostro caso, negativo </li></ul>
  11. 11. 2. Sensazioni, emozioni e vissuti <ul><li>presenza dell’altro: </li></ul><ul><li>immigrato in quanto tale </li></ul><ul><li>“ soggetto non gradito”: </li></ul><ul><ul><li>questuante </li></ul></ul><ul><ul><li>suonatore </li></ul></ul><ul><li>in prevalenza straniero, ma non solo straniero </li></ul>Tensione Fastidio Italiani <ul><li>da parte di: </li></ul><ul><li>altri passeggeri </li></ul><ul><li>controllori </li></ul><ul><li>vissuta con un misto di fastidio e di rassegnazione </li></ul><ul><li><<ti sentirai discriminato, non ti preoccupare, è normale>> </li></ul>Percezione di discriminazione Stranieri
  12. 12. 2. Sensazioni, emozioni e vissuti <ul><li>“ sindrome” da vettura vuota </li></ul><ul><li>ridotta presenza istituzionale” sui mezzi: </li></ul><ul><li>scarsa presenza personale Atm e/o delle forze dell’ordine </li></ul>Tutti <ul><li>in senso etnocentrico </li></ul><ul><li>la scarsa numerosità di Italiani sul totale dei passeggeri </li></ul><ul><li>la presenza di un numero elevato di stranieri </li></ul><ul><li>in senso assoluto </li></ul><ul><li>l’effettiva ridotta numerosità di passeggeri </li></ul>Apprensione, insicurezza, paura prevalente in certe ore e su certe tratte Stranieri Italiani
  13. 13. <ul><li>Un duplice processo: </li></ul><ul><li>la presenza dell’Altro , soprattutto nelle sue manifestazioni più visibili e percepite come disturbanti tende a </li></ul><ul><ul><li>penalizzare la qualità percepita del trasporto pubblico , </li></ul></ul><ul><li>ma, d’altra parte </li></ul><ul><li>l’esperienza problematizzante del trasporto, </li></ul><ul><ul><li>finisce per generare stati psicologici (irritazione, rabbia, fastidio, ecc.) che certamente non favoriscono l’incontro con l’”Altro” ma che anzi </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>possono stimolare la necessità della ricerca di “capri espiatori” rispetto a cui i Migranti (in alcuni casi e per certi soggetti) rappresentano la soluzione più immediata e a portata di mano </li></ul></ul></ul>2. Sensazioni, emozioni e vissuti
  14. 14. 3. I criteri di categorizzazione <ul><li>I processi percettivi e cognitivi che ci permettono di “notare” qualcosa, distinguendola dallo sfondo, non sono neutri e oggettivi </li></ul><ul><li>all’interno di essi un ruolo decisivo è infatti giocato da: </li></ul><ul><ul><li>i meccanismi di “ categorizzazione sociale ” </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>indizi esteriori </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>esperienze pregresse </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>pregiudizi e stereotipi </li></ul></ul></ul><ul><li>I processi di categorizzazione sono dunque alla base </li></ul><ul><ul><li>della “distanza” o </li></ul></ul><ul><ul><li>“ visibilità” che gli altri assumono ai nostri occhi </li></ul></ul><ul><ul><li>delle qualità (caratteriali, culturali, religiose, ecc.) che “Noi” attribuiamo “Loro” </li></ul></ul>
  15. 15. <ul><li>Gli sguardi reciproci tra Italiani e Stranieri sono: </li></ul><ul><li>caratterizzati da processi di categorizzazione incentrati su tratti estetici e indicatori di status (tratti somatici e socio-anagrafici, marcatori socio-culturali, indicatori di status, oggetti/simboli religiosi, ecc.) </li></ul><ul><li>molto orientati dai comportamenti effettivamente messi in atto da certi “ personaggi devianti ” </li></ul><ul><li>tendenti nel complesso a generare rappresentazioni dell’” Altro ” piuttosto stereotipiche e riduttive: </li></ul><ul><ul><ul><li>“ Altri” come “ personaggi ” piuttosto che persone </li></ul></ul></ul>3. I criteri di categorizzazione
  16. 16. 4. Il gioco di sguardi «leggono di più di noi» «vestono bene e si sentono superiori» « menefreghisti e maleducati perché «se parlano di te se ne fregano se puoi sentirli» « indaffarati e sempre di corsa» «sono poco comunicativi e paiono sempre un po’ tristi» «non rispettano i tempi di salita e discesa dal mezzo» «parlano ad alta voce» «si dimostrano chiusi verso lo straniero» «i controllori controllano il biglietto solo agli stranieri» ANZIANI LAVORATORI RICCHI LAVORATORI POVERI STUDENTI CONTROLLORI Gli Italiani nella percezione degli Stranieri
  17. 17. 4. Il gioco di sguardi Gli stranieri nella percezione degli stranieri «fanno paura» «rubano» “ diversi” «sono violenti» «pericolosi» «devianti» «violenti» etnie diverse dalla propria alcune delle quali gli “Zingari” della natura parziale e pregiudiziale delle proprie convinzioni dell’importanza dei media e delle relative “agende” nella genesi e sedimentazione dei processi di categorizzazione Gli stranieri sono più consapevoli Percepiscono come “Altro da sé”
  18. 18. 4. Il gioco di sguardi Gli stranieri nella percezione degli italiani Totale non accettazione dello straniero a cui attribuiscono comportamenti devianti Totale accettazione dello straniero “integrato” Provenienza geografica presunta Appartenenza religiosa presunta Ricostruzione della figura dell’altro attraverso Ma anche notevolmente graduata per valenze di giudizio che vanno da: africani egiziani musulmani cinesi arabi studenti “erasmus” filippini marocchini slavi/rom modelle peruviani
  19. 19. Lo Straniero secondo l’Italiano «delinquenti» - + «li manderei tutti a casa loro» «sono come noi» «gran lavoratori» «gentili» «disturbano» - + «pericolosi» «lavoratori» «onesti» «tristi» - + «indaffarati» «si vestono bene» «leggono molto» Lo Straniero secondo lo Straniero L’italiano secondo lo Straniero «maleducati» «diffidenti» «onesti» «percezione neutra» 4. Percezioni a confronto
  20. 20. 4. L’”Altro” visto dagli Italiani “ Lontano” “ Vicino” “ Visibile” “ Invisibile” Lo Script-urato L’estraneo L’occidentalizzato Il diverso sonatori adulto mendicanti stranieri mendicanti italiani delinquenti Ubriachi mamma bambino stranieri studenti di seconda generazione stranieri ben vestiti stranieri che indossano abiti tipici donne con il velo lavoratori/ muratori studenti erasmus onesti armati bastardi furbi violenti borseggiatori i meno peggio turisti gentili puzzano tossici bambini stranieri che fanno la questua coppia donna-bambino stranieri mendicanti come noi mendicante straniero disabile I IV III II
  21. 21. 4. L’”Altro” visto dagli Stranieri “ Lontano” “ Vicino” “ Visibile” “ Invisibile” Lo Script-urato L’estraneo Noi Il diverso suonatori mendicanti delinquenti ubriachi mamma bambino straniero colletti bianchi anziani lavoratori studenti turisti stranieri integrati rumorosi indaffarati tristi pericolosi disturbano maleducati diffidenti I IV III II
  22. 22. 5. Una mappa sintetica <ul><li>gli “ Altri ” più simili (integrati) risultano praticamente “ invisibili ” e accettati </li></ul><ul><li>i “ Diversi ” (ad esempio persone palesemente di altre etnie che magari indossano i propri vestiti tradizionali, non religiosamente connotati ), sono osservati con curiosità e una certa “tolleranza” </li></ul><ul><li>mentre quelli che mettono in atto comportamenti percepiti come “ disturbanti ” o “ devianti ” sono vissuti, sia dagli Italiani che dagli Stranieri come “ Estranei ” (indipendentemente dalla loro provenienza geografica o appartenenza) </li></ul><ul><li>rispetto a tali “ Estranei ” (che possono in realtà essere anche Italiani): </li></ul><ul><ul><li>entrambi i gruppi </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>mostrano atteggiamenti fortemente intolleranti </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>auspicano interventi preventivi e sanzionatori finalizzati a ridurre la loro presenza sui mezzi </li></ul></ul></ul><ul><ul><li>gli intervistati Stranieri </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>tendono a sottolineare con molta energia la propria “distanza” da tali soggetti e </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>a rivendicare e marcare legittimamente la propria appartenenza al gruppo delle “persone per bene” indipendentemente dalla propria provenienza geografica , in quanto opposto a quello di chi si ritiene non possa essere definito tale (Italiano o straniero che sia) </li></ul></ul></ul>
  23. 23. <ul><li>Le storie di passaggio </li></ul><ul><li>tre macro-generi: </li></ul><ul><ul><li>“ storie di non incontro ”  storie di evitamento o chiusura verso l’altro – storie non agite </li></ul></ul><ul><ul><li>“ storie di incontro ”  storie che attivano comportamenti accuditivi o di accoglienza primaria verso persone o situazioni di debolezza tenerezza </li></ul></ul><ul><ul><li>“ storie di scontro ”  situazioni ben visibili e di manifesta devianza; </li></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li> presenza del controllore </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>soprattutto legate ai rumors più che a evidenze osservate </li></ul></ul></ul>5. Le Storie prototipiche
  24. 24. 5. Le Storie prototipiche di incontro <ul><li>1. L’interazione con l’anziano </li></ul><ul><ul><li>personaggi : anziano Italiano, giovane/adulto Straniero </li></ul></ul><ul><ul><li>azione : lo straniero lascia il posto all’anziano </li></ul></ul><ul><ul><li>reazione: gratitudine più o meno evidente da parte dell’anziano (non sempre) </li></ul></ul><ul><li>2. Il viaggio in gruppo </li></ul><ul><ul><li>personaggi : giovani italiani e stranieri (studenti) </li></ul></ul><ul><ul><li>azione : intrattenersi reciprocamente, mettersi in cerchio </li></ul></ul><ul><li>3. Il viaggio in coppia (I tipo) </li></ul><ul><ul><li>personaggi : coppie “miste” </li></ul></ul><ul><ul><li>azione : intrattenersi reciprocamente, parlare a voce alta </li></ul></ul><ul><ul><li>reazione: attirare l’attenzione (fugace) di italiani </li></ul></ul><ul><li>Solidarietà femminile </li></ul><ul><ul><li>personaggi : gruppi o diadi di donne sconosciute tra loro </li></ul></ul><ul><ul><li>azione : scambiarsi uno sguardo di condivisione empatica </li></ul></ul><ul><li>5. Viaggio in coppia (II tipo) </li></ul><ul><ul><li>personaggi : mamma e figlio/i stranieri </li></ul></ul><ul><ul><li>azione : interazione verbale tra mamma e figlio </li></ul></ul><ul><ul><li>reazione: attirare l’attenzione (fugace) di italiani </li></ul></ul>
  25. 25. 5. Le Storie prototipiche di non incontro <ul><li>“ Metro Music” </li></ul><ul><ul><li>personaggi : suonatori-mendicanti (musicisti, la maggior parte stranieri) </li></ul></ul><ul><ul><li>azione : richiesta di ricompensa per esibizione canora/sonora </li></ul></ul><ul><ul><li>reazione: diversificate : da indifferenza ostentata ad ascolto e concessione della questua (con accettazione e apprezzamenti diffusi) </li></ul></ul><ul><li>La questua </li></ul><ul><ul><li>personaggi : mendicanti o mendicanti-suonatori (non musicisti, in prevalenza stranieri) </li></ul></ul><ul><ul><li>azione : richiesta di ricompensa per esibizione canora/sonora </li></ul></ul><ul><ul><li>reazione: diversificate : da indifferenza ostentata ad ascolto e concessione della questua (accettazione e apprezzamenti molto scarsi) </li></ul></ul><ul><li>Lettura, sonno, musica </li></ul><ul><ul><li>personaggi : adulti e giovani italiani e stranieri </li></ul></ul><ul><ul><li>azione : leggere libri (Italiani) o free-press (Italiani e stranieri), ascoltare musica, dormire </li></ul></ul><ul><li>L’arrivo dei controllori (I tipo) </li></ul><ul><ul><li>personaggi : controllori dell’ATM, utenti stranieri </li></ul></ul><ul><ul><li>azione : controllare il possesso del biglietto solo ai passeggeri italiani </li></ul></ul><ul><ul><li>reazione: continuare il viaggio indipendentemente dal possesso del biglietto </li></ul></ul><ul><ul><li>tempo: tarda serata </li></ul></ul>
  26. 26. 5. Le Storie prototipiche di scontro <ul><li>Fastidio/disagio </li></ul><ul><ul><li>personaggi : individuo o intera vettura verso un soggetto con disagio sociale </li></ul></ul><ul><ul><li>azione : esprimere giudizi (verbali e non) di intolleranza </li></ul></ul><ul><li>L’arrivo dei controllori (II tipo) </li></ul><ul><ul><li>personaggi : controllori dell’ATM, utenti stranieri </li></ul></ul><ul><ul><li>azione : verificare il possesso del biglietto e scontro verbale </li></ul></ul><ul><ul><li>reazione: replicare allo scontro verbale dei controllori </li></ul></ul><ul><li>Minaccia </li></ul><ul><ul><li>personaggi : passeggero italiano da solo (in senso etnocentrico) </li></ul></ul><ul><ul><li>azione : adottare posture di chiusura, sedersi vicino all’autista </li></ul></ul><ul><ul><li>reazione: (eventuale) se donna attirare l’attenzione degli stranieri </li></ul></ul><ul><li>Salita del “pazzo”/ “ubriaco” </li></ul><ul><ul><li>personaggi : soprattutto italiani con evidente stato di disordine mentale </li></ul></ul><ul><ul><li>azione : comportarsi “fuori dal comune” (azioni devianti) </li></ul></ul><ul><ul><li>reazione: evitare di guardalo, adottare posture di chiusura </li></ul></ul>
  27. 27. <ul><li>Storie di “incontro”: </li></ul><ul><li>sono associate a situazioni che hanno al centro persone o situazioni di “ debolezza ” o “ tenerezza ” (la mamma col bambino, l’anziano, lo sguardo di donne) che attivano comportamenti accuditivi e di accoglienza “primaria” </li></ul><ul><li>appaiono in altri termini più probabili quando è chiamata in causa la parte meno legata alle “sovrastrutture” culturali delle persone: </li></ul><ul><ul><li>la maternità , la complicità di genere , la cura dell’anziano sono situazioni che </li></ul></ul><ul><ul><li>mettono le persone di fronte alla vulnerabilità “ biologica ” ed esistenziale dell ’”Altro” </li></ul></ul><ul><ul><li>nella cui umanità l’osservatore (Italiano) finisce per riflettersi e per riconoscersi </li></ul></ul>5. Le Storie prototipiche Una sintesi
  28. 28. <ul><li>In termini più generali, sembra quindi che nei mezzi pubblici prevalga una situazione di </li></ul><ul><li>pluralismo : la presenza dell’”Altro” e la sua “diversità” </li></ul><ul><ul><li>vengono “ tollerate ” (e dunque, letteralmente, “sopportate”) se questo non richiede </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>alcuna modifica dei propri comportamenti (“sono loro che devono adeguarsi”) e, soprattutto, </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>alcuna revisione significativa dei propri modi di pensare </li></ul></ul></ul><ul><li>ma non di interculturalismo o multiculturalismo intesi come </li></ul><ul><ul><li>riconoscimento della differenza </li></ul></ul><ul><ul><li>percezione del suo valore </li></ul></ul><ul><ul><li>disponibilità ad una apertura verso l’altro che ne è portatore </li></ul></ul>5. Le Storie prototipiche Una sintesi
  29. 29. 6. Conclusioni <ul><li>I mezzi di trasporto ATM rappresentano un importante spazio pubblico della relazione tra culture, tradizioni ed etnie diverse </li></ul><ul><li>Le storie di passaggio e le figure dell’” Altro ” sono generatori di significati da cui dipendono le rappresentazioni e le valutazioni degli Stranieri presso i cittadini e viceversa </li></ul><ul><li>A livello relazionale la situazione appare ancora come </li></ul><ul><ul><li>un composto complesso </li></ul></ul><ul><ul><li>ancora “ fluido ” </li></ul></ul><ul><ul><li>ma prossimo a solidificarsi “in un modo o in un altro” </li></ul></ul><ul><li>un fluido altamente sensibile ai “ catalizzatori ” socio-culturali che incontra nell’ambiente </li></ul>
  30. 30. 6. Conclusioni <ul><li>al mondo della politica , dei media, delle istituzioni , e della cultura -da cui dipendono in larga maggioranza tali catalizzatori - ognuno per le proprie competenze e possibilità, il compito di: </li></ul><ul><ul><li>far sì che essi orientino il processo nella giusta direzione </li></ul></ul><ul><ul><li>ridurre le sit u azioni e i toni “ dello scontro ” </li></ul></ul><ul><ul><li>facilitare le occasioni di incontro e di relazione tra cittadini di diversa provenienza </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>rinnovando in questo modo la capa c ità di accoglienza e di che in passato ha caratterizzato la nostra città </li></ul></ul></ul><ul><ul><li>al fine di fare di Milano </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>una vera città multiculturale </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>aperta all’” Altro ” </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>in grado di percepire la diversità come valore e fonte di ricchezza </li></ul></ul></ul>

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