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  • C. albicans è ospite costante di tutto il tratto digerente. In assenza di manifestazioni cliniche il suo riscontro nel cavo orale assume la connotazione di saprofitismo che esclude la necessità di trattamento farmacologico. Numerosi fattori possono rompere questo normale equilibrio: l’alimentazione e soprattutto diete carenti di apporto vitaminico e ricche di carboidrati, la cattiva igiene orale di denti e gengive, l’abitudine al tabagismo.
  • Le infezioni di interesse stomatologico sono in costante aumento e per il gran numero di portatori di protesi ortodontiche e per la localizzazione orale di mughetto in pz. affetti da HIV.
  • Il mughetto costituisce la forma più comune di stomatite da Candida albicans ; esso è caratterizzato dalla comparsa in qualsiasi punto della mucosa orale di un essudato biancastro (da cui il nome) cremoso disposto spesso in macule a spruzzo o a chiazze e simulante un’infezione difterica. Le “pseudomembrane” se rimosse lasciano intravedere la mucosa sottostante eritematosa e dolente. Il materiale del mughetto è costituito sia da componente miceliale che da cellule in desquamazione, leucociti e fibrina. Il quadro clinico può comparire a qualsiasi età ma è più comune nella prima settimana di vita per la contaminazione del neonato durante il parto.
  • Nel genere è incluso un gran numero di specie (185), raccolte in ben 18 gruppi, la cui chiave analitica di identificazione sfrutta caratteristiche colturali diverse. Gli Aspergilli sono delle muffe ubiquitarie presenti nell’ambiente. Vivono a spese della materia organica in decomposizione e si sviluppano dentro ai silos, al compost, alle balle di fieno ma anche nei cereali e su diverse piante. Alcune specie termotolleranti si riscontrano più frequentemente nelle regioni tropicali.
  • Gli Aspergilli non sono dimorfici, si sviluppano solo in forma miceliale. Può riprodursi fino a 50°C, ecco perché gli uccelli risultano fortemente suscettivili a contrarre infezioni mortali da parte di varie specie termofile di Aspergillus (in particolare A. fumigatus). Nei rifiuti organici la maggior parte dei microrganismi cessa la riproduzione quando la temperatura si innalza e, in queste condizioni, gli aspergilli possono quasi divenire una coltura pura. Nelle colture i miceli sono simili a polvere e presentano un colorito verde-bluastro intenso, da cui deriva il nome fumigatus (dal latino fumoso). I conidiofori raggiungono la lunghezza di 500 micrometri, i conidi formano catene parallele verdastri (Aspergillus in latino significa spazzola)
  • 7 specie di Aspergillus sono state associate a malattie dell’uomo (Aspergillosi). A. fumigatus è responsabile di oltre il 90% di tutte le infezioni. L’incidenza dell’aspergillosi invasiva è incrementata drammaticamente nell’ultimo ventennio: l’esame delle autopsie ha rivelato un aumento dallo 0,4% degli anni ‘70 al 4 % degli anni ’80. Un recente studio di laboratorio ha mostrato un’incidenza dell’aspergillosi invasiva di 12,4 casi per milione in un anno. E’ certo che anche l’aria, così come l’acqua, giochino un ruolo cruciale nell’incremento dell’incidenza: le spore rilasciate nell’ambiente possono rimanere in sospensione per lunghi periodi, contaminando tutto ciò che ne viene a contatto. Gli agricoltori e gli altri individui che maneggiano vegetazione in decomposizione sono esposti al contagio con le spore di Aspergillus. Queste spore possono inoltre essere diffuse da umidificatori, filtri e condotti di condizionatori d’aria che hanno accumulato umidità. La maggior parte delle infezioni si instaurano a carico dei polmoni in seguito alla inalazione delle spore. Queste germinano e le ife che ne derivano si sviluppano invadendo direttamente i tessuti circostsanti: Polmonite, asma rinite allergica
  • Fra i fattori di virulenza un ruolo importante è svolto in molti casi dalle stesse dimensioni del tallo fungino, che sono spesso maggiori di quelle delle cellule fagocitarie, dei leucociti neutrofili in particolare. In molti altri casi, le dimensioni della spora e del tubulo germinativo iniziale non sono così grandi da impedirne la fagocitosi, ma l’energia meccanica del conidio in germinazione risulta però tale da spingere l’ifa in accrescimento al di fuori del fagocita, perforandone la parete. L’abituale accumulo di cellule fagocitarie (granulociti neutrofili e macrofagi) attorno alle ife in accrescimento non riesce perciò a distruggerle o a circoscrivene durevolmente la diffusione. Inoltre, le spore hanno una morfologia (tonde, rugose da 2 a 3  m di diametro ) tali da favorire sia la loro disseminazione, poiché minore è l’attrito con i movimenti dell’aria, sia il loro passaggio attraverso il tratto respiratorio fino agli alveoli polmonari, dove possono provocare micosi primarie, particolarmente in individui immunodepressi o compromessi.
  • E’ stato ipotizzato che l’inalazione del pulviscolo atmosferico contenente spore di Aspergillus, sia direttamente che indirettamente attraverso la colonizzazione nasofarigea, è la causa principale delle infezioni polmonari nei pazienti immunocompromessi o neutropenici, che hanno un’alta probabilità di sviluppare l’aspergillosi invasiva. Le spore delle specie patogene più comuni di Aspergillus appartengono alle specie A fumigatus ,A. flavus ed A. terreus con un diametro che va dai 2 ai 5  m. L’inalazione di spore di Aspergillus può risultare molto comune, ma la malattia è relativamente rara. L’invasione del tessuto polmonare è limitata a soggetti immunodepressi.
  • Le micotossine sono delle molecole tossiche prodotte dal metabolismo di alcune specie di funghi, generalmente saprofiti, appartenenti ai generi Aspergillus, Penicillium e Fusarium. Alla fine degli anni ‘40, nell’allora Unione Sovietica, morirono degli operai che lavoravano nei silos di stoccaggio delle granaglie. Dei tecnici fecero accurati rilevamenti sui corpi e all’interno dei depositi, trovando abbondanti tracce di muffe altamente tossiche di formazione naturale, che avevano contaminato le vie aeree degli operatori. La scoperta degli effetti tossici di queste muffe spiegò per alcuni anche le morti improvvise in cui incorsero alcuni archeologi egizi, come Lord Carnavon, che nel 1922 fu stroncato da una misteriosa broncopolmonite fulminante, poche ore dopo avere scoperto la tomba del «faraone giovinetto»
  • Nonostante tutti gli sforzi diagnostici e terapeutici l’aspegillosi invasiva è di esito spesso fatale: l’intervallo di mortalità va dal 50 al 100 % nei casi studiati. Quindi le misure preventive rivestono un ruolo di importanza primaria nel controllo di questa patologia e richiedono una piena conoscenza dell’epidemiologia di questa malattia devastante.
  • Transcript

    • 1. Funghi opportunisti
    • 2. PATOGENI OPPORTUNISTI Absidia corymbifera Aspergillus fumigatus Candida albicans Crytococcus neoformans Pneumocystis carinii Rhizomucor pusillus Rhizopus oryzae (R.arrhizus)
    • 3. Candida albicans è un fungo dimorfico
    • 4. CANDIDOSI <ul><li>Provocate da Candida albicans e altre candida spp. che costituiscono la normale flora nella bocca , sulla pelle , nella vagina e nell’ intestino </li></ul><ul><li>Può manifestarsi in seguito a trattamenti con antibiotici che sopprimono la normale flora batterica e ne permettono una crescita maggiore </li></ul>
    • 5. Infezioni sistemiche da Candida si manifestano <ul><li>In pazienti fortemente debilitati (es. cancro) </li></ul><ul><li>In diabetici </li></ul><ul><li>In pazienti sottoposti a chemioterapia </li></ul><ul><li>Soggetti sottoposti a trapianto (immunosoppressi) </li></ul><ul><li>Nei leucemici </li></ul><ul><li>Nei malati di AIDS </li></ul>
    • 6. Terapia orale-fluconazolo etc
    • 7. La transizione lievito ife <ul><li>Aumento della temperatura (25°  37°C) </li></ul><ul><li>Aumento del pH del mezzo (acido  basico) </li></ul><ul><li>Limitazione dei nutrienti (es. glucosio) </li></ul><ul><li>Siero </li></ul>in vitro viene indotta da :
    • 8. IFE: pH 7.0 / 37°C
    • 9. GERM TUBES
    • 10. 4-6 MICRONS
    • 11. Pseudoifa Clamidospore
    • 12. DIAGNOSI di Candida albicans
    • 13. 1. Osservazione macroscopica <ul><li>Candida : piastra dopo 24 ore </li></ul>Colonie : inizialmente bianche, cremose, brillanti poi diventano rugose
    • 14. 2. Osservazione microscopica <ul><li>Forma: </li></ul><ul><li>rotondeggiante - ovale </li></ul><ul><li>Blastospore </li></ul><ul><li>Presenza di Pseudoife </li></ul>
    • 15. 3. Tests specifici <ul><li>Test di blastèse : </li></ul><ul><li>Mette in evidenza i tubi germinativi: filamenti che si formano a partire dalle blastospore ( nessun restringimento alla base) </li></ul><ul><li>Ricerca di clamidospore: </li></ul><ul><li>Spore (endosporulazione) sferiche o ovali prodotte in condizioni avverse. </li></ul>
    • 16. 3.1. Test di blastèse : Coltura liquida 1 ml siero Agitare Incubare 3h a 37°C
    • 17. &nbsp;
    • 18. 3.2. Ricerca di clamidospore Una goccia di coltura Terreno a base di mais Mettere un vetrino Incubare 24 - 48h a 28°C Guardare al microscopio
    • 19. &nbsp;
    • 20. Una sostanza antifungina ottimale dovrebbe avere... <ul><li>Un ampio spettro di attività </li></ul><ul><li>Proprietà farmacocinetiche ottimali </li></ul><ul><li>Adeguata efficacia in vivo </li></ul><ul><li>Bassa tossicità </li></ul><ul><li>Basso costo </li></ul> HOST  DRUG FUNGUS
    • 21. <ul><li>Amphotericin B </li></ul><ul><li>Nystatin </li></ul><ul><li>Ketoconazole </li></ul><ul><li>Fluconazole </li></ul><ul><li>Itraconazole </li></ul><ul><ul><li>Al momento esistono solo </li></ul></ul><ul><ul><li>Fungistatici Tossici </li></ul></ul><ul><ul><li>se somministrati </li></ul></ul><ul><ul><li>per lunghi periodi </li></ul></ul>
    • 22. Candida è in grado di sopravvivere adattandosi agli ambienti più ostili, come quello all’interno dei macrofagi <ul><li>Regolazione dell’espressione genica </li></ul><ul><li>Secrezione di proteinasi (SAP) </li></ul><ul><li>Produzione di ife </li></ul>
    • 23.  Isolamento di geni differenzialmente espressi durante l’infezione dei macrofagi  Studio della funzione dei geni isolati, per poter individuare potenziali antifungini sui prodotti proteici
    • 24. &nbsp;
    • 25. Isolamento in Candida albicans di geni differenzialmente espressi mediante DDRT-PCR
    • 26. Isolamento di geni differenzialmente espressi mediante DDRT-PCR
    • 27. Omologia di CaGS con trasportatori e sensori di glucosio Identità Similarità Tipo di proteina Organismo 47% 67% Snf3p S.cerevisiae 46% 67% Rgt2p “ 47% 65% Rag4 K.lactis 44% 61% Rco3 N.crassa 35% 59% Hxt2 S.cerevisiae 33% 60% CaHgt1 C.albicans E’ presente la sequenza consensus tipica dei trasportatori e sensori per il glucosio: 334 -[-G-I-i-l-V-E-t-W-G-R-R-p-l-l-m-a-g-S-]- 351
    • 28. Distruzione del gene mediante la tecnica della cassetta
    • 29. Reinserimento del gene CaGS nel locus di origine
    • 30. Analisi per Northern Analisi per Southern 
    • 31. Analisi del fenotipo su piastra CAI12 T1 etero T3 null T5 revert YNB/2% gl. + 10% siero YNB/0.1%gl. + 10% siero H 2 O + 10% siero M0199 pH 7.5
    • 32. Infezione dei macrofagi CAI12 T1 T3
    • 33. &nbsp;
    • 34. Aspergillus fumigatus
    • 35. Aspergillus fumigatus Ife settate di A. fumigatus che si diramano in un campione di tessuto
    • 36. Aspergillosi
    • 37. Aspergillus fumigatus <ul><li>dimensioni del tallo fungino </li></ul><ul><li>dimensioni della spora e del tubulo germinativo </li></ul><ul><li>Micotossine </li></ul>Fattori di Virulenza
    • 38. Aspergillosi
    • 39. Micotossine Le micotossine ( un gruppo di circa 100 sostanze) metaboliti secondari di alcuni funghi filamentosi Aspergillus sp Penicillium sp Fusarium sp
    • 40. <ul><li>TERAPIA </li></ul><ul><li>Il trattamento con Amfotericina B </li></ul><ul><li>In aspergillosi invasiva la mortalità raggiunge il 50 – 100% </li></ul>Aspergillosi
    • 41. Azoli <ul><li>Azoli </li></ul><ul><li>Causano l` inibizione della C-14 α dimetilasi, (un enzima della sintesi dell` ergosterolo ) legandosi al citocromo P450 </li></ul>Imidazoli Triazoli
    • 42. Imidazolo
    • 43. Alliamina <ul><li>Inibisce lo squalene epssidasi, un enzima essenziale per la sintesi dell` ergosterolo </li></ul><ul><li>La molecola si accumula nelle unghie, epidermide e grasso </li></ul><ul><li>Utilizzata per le infezioni alle unghie </li></ul>
    • 44. Polieni <ul><li>Amphotericin B , nystatin </li></ul><ul><li>L` attività antifungina è dovuta al legame con gli steroli delle membrane (ergosterolo) aumentando la permeabilità di membrana e causano la morte della cellula </li></ul>
    • 45. Amphotericin B è in uso clinico dal 1960 <ul><li>Un poliene macrolide </li></ul><ul><li>Isolato dallo Streptomyces nodosus </li></ul><ul><li>Insolubile in acqua </li></ul><ul><li>Solubilizzato in sodio deossicolato </li></ul>
    • 46. Amphotericin B Meccanismo di Azione
    • 47. Amphotericin B é attiva in vitro contro <ul><li>Candida spp. </li></ul><ul><li>(incluse le specie azolo-resistenti) </li></ul><ul><li>Aspergillus spp. </li></ul><ul><li>Cryptococcus neoformans </li></ul><ul><li>Mucor spp. </li></ul><ul><li>Blastomyces dermatitidis </li></ul><ul><li>Coccidioides immitis </li></ul><ul><li>Histoplasma capsulatum </li></ul><ul><li>Paracoccidioides brasiliensis </li></ul>
    • 48. Ridotta suscettibilità (resistenza) all’ amphotericin B <ul><li>C. lusitaniae </li></ul><ul><li>C. krusei </li></ul><ul><li>C. neoformans </li></ul><ul><li>Trichosporon spp. </li></ul><ul><li>A. terreus </li></ul><ul><li>Walsh et al. JCM 1990; 28: 1616 </li></ul><ul><li>Sutton et al. JCM 1999; 37: 2343 </li></ul><ul><li>Arikan et al. JCM 1999; 37: 3946 Arikan et al. JCM 2002; 40: 1406 </li></ul><ul><li>S. apiospermum </li></ul><ul><li>Fusarium spp. </li></ul><ul><li>C. carrionii </li></ul><ul><li>F. pedrosoi </li></ul><ul><li>... </li></ul>
    • 49. Resistenza all’ Amphotericin B <ul><li>Resistenza all’ amphotericin B è frequentemente osservata in vivo </li></ul><ul><li>Generalmente è dovuta ad una riduzione dell’attività del sistema immunitario </li></ul>
    • 50. Amphotericin B <ul><li> Amphotericin B è tossica </li></ul><ul><li>Effetti collaterali dell’ AmB </li></ul><ul><li>Nefrotossicità </li></ul><ul><li>Disfunzioni epatiche </li></ul><ul><li>Anemia,.. </li></ul>

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