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Il clima dell’impero persiano
 

Il clima dell’impero persiano

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Il Clima negli stati dell'ex impero persiano e ipotesi della sua evoluzione nel tempo basata sull'attività solare e le temperature terrestri (dati in proxy)

Il Clima negli stati dell'ex impero persiano e ipotesi della sua evoluzione nel tempo basata sull'attività solare e le temperature terrestri (dati in proxy)

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    Il clima dell’impero persiano Il clima dell’impero persiano Presentation Transcript

    • IL CLIMA DELL’IMPERO PERSIANO
      • La circolazione atmosferica e la vicinanza agli oceani;
      • La collocazione geografica e la morfologia del territorio;
      • Analisi dei microclimi;
      • Storia del clima: il cambiamento climatico negli ultimi 3 millenni.
    • La circolazione atmosferica e gli oceani.
      LE CORRENI ZONALI
      A governare il clima del pianeta sono le correnti che a tutte le quote della troposfera e della stratosfera soffiano mediamente da ovest verso est, con una forza maggiore nelle zone polari. Queste correnti, dette zonali sono causate dalla rotazione della Terra.
      A causa di esse, anche in zone molto continentali, il clima può essere mitigato da un oceano, per esempio si ha questo fenomeno in Europa, dove, anche nelle zone più interne, riesce ad arrivare l’aria più mite dell’Atlantico.
    • Collocazione dell’impero Persiano
      L’impero persiano era collocato nel sud ovest dell’Asia e quindi in quella che viene definita la fascia temperata dell’emisfero boreale.
      Possiamo dire che approssimativamente si trovava ad una latitudine compresa tra 30°N e 45°N, quindi non era soggetto a forti correnti occidentali, inoltre ad ovest non si affacciava su nessun oceano, ma solo sul Mar Mediterraneo il quale non è in grado di influenzare il clima oltre un centinaio di chilometri dalla costa.
      A nord e a est si trova sempre un’area continentale, mentre solo a sud si ha una più vasta superficie affacciata sull’oceano Indiano, il quale non ha grosse ripercussioni sul clima perché le correnti non hanno direzione ed intensità necessaria.
      Si può quindi definire CONTINENTALE il clima che caratterizza queste zone.
    • I microclimi
      A modificare il clima, articolandolo in più modi, vi sono le caratteristiche fisiche del territorio. Raggruppati per la loro vicinanza e per alcune caratteristiche, vedremo i dettagli fisici e climatici dei seguenti gruppi di stati che oggi occupano le zone dell’ex impero persiano:
      Siria, Giordania e Turchia;
      Iraq e Kuwait;
      Iran e Pakistan;
      Afghanistan, Turkmenistan, Uzbekistan e Tagikistan;
      Armenia e Azerbaigian.
      SIRIA, GIORDANIA E TURCHIA
      La caratteristica che accomuna questi 3 stati è quella di trovarsi affacciati sul Mediterraneo. In queste zone il mare è molto caldo, con minimi di +17/+19°C in inverno e massimi di +29°C/+31°C in estate e questo permette il mantenimento di un clima Mediterraneo con estati calde ed inverni miti sulle coste. In Turchia però le zone più interne assumono un clima a carattere semi desertico con poche precipitazioni (400-500mm all’anno) e temperature più basse a causa della presenza di monti e altopiani, mentre le coste che si affacciano sul mar Nero hanno precipitazioni molto elevate (fino a 2500mm all’anno).
      Anche in Siria e Giordania procedendo verso l’interno il clima va inaridendosi e le temperature diventano più alte in estate e più basse in inverno.
    • I microclimi
      IRAQ E KUWAIT
      In queste zone il territorio è prevalentemente pianeggiante e quindi con pochi microclimi, ma il territorio è vasto, ed è quindi necessario suddividerlo in due fasce: la parte nord e la parte sud.
      La parte nord è soggetta all’arrivo di perturbazioni e aria fredda dall’artico nel periodo invernale. La temperatura media dell’inverno è +7°C, quella dell’estate +32°C. Le piogge variano tra i 300mm e i 500mm all’anno.
      La parte sud (compreso il Kuwait) è più calda con la temperatura media invernale di +12°C ed estiva di +35°C. Le piogge variano tra i 100mm e i 400mm all’anno.
      Questo clima è quindi definibile CONTINENTALE ARIDO.
      IRAN E PAKISTAN
      Il clima dell’Iran è piuttosto arido perché le catene montuose bloccano i flussi umidi dal Golfo Persico e dal Mar Caspio.
      Il clima è quindi continentale arido con medie invernali poco oltre gli 0°C e medie estive tra i +30°C e i +35°C. Le piogge variano tra i 200mm e i 300mm annui all’interno. Fanno eccezione le coste del Mar Caspio con medie pluviometriche fino a 1300mm annui.
      Anche le coste del golfo Persico presentano un’eccezione, infatti il clima di queste zone è Tropicale (inverni ed estati calde con pioggia costante e abbondante).
      In Pakistan il clima è piuttosto piovoso nella parte nord, più secco in quella meridionale, dove si hanno anche dei deserti (precisamente nella parte sud orientale). Il momento più caldo dell’anno è a fine primavera, quando si possono superare i +50°C all’ombra.
    • I microclimi
      AFGHANISTAN, TURKMENISTAN, UZBEKISTAN E TAGIKISTAN.
      L’Afghanistan è caratterizzato da un clima decisamente continentale, con scarse precipitazioni concentrate in inverno, il quale fa registrare temperature abbondantemente sotto lo zero, mentre l’estate è secca e calda, ma con forte escursione termica diurna e quindi serate fresche.
      Anche in Turkmenistan ed in Uzbekistan si hanno medie invernali molto basse (gennaio -6°C) ed estive molto alte (giugno +32°C) con picchi fino a +50°C all’ombra.
      Il Tagikistan presenta molti rilievi che rendono il clima più freddo in tutte le stagioni, ma che rimane sempre arido e continentale.
      ARMENIA ED AZERBAIGIAN
      In Armenia i rilievi bloccano gli influssi mitigatori dei mari circostanti e rendono il clima continentale con estati calde ed inverni freddi. Le precipitazioni variano con un minimo nelle pianure e nelle valli (circa 300mm all’anno) ed un massimo sui monti (circa 800mm all’anno).
      In Azerbaigian il clima è mite per merito della catena montuosa del Caucaso la quale blocca l’aria polare continentale. La parte occidentale soffre però di estati calde a causa della distanza elevata dal Mar Caspio, il quale rende mite e piovosa la zona sud orientale.
    • Il clima nel passato
      Come si può conoscere il clima che è avvenuto nel passato?
      Fino a pochi anni fa rispondere a questa domanda era praticamente impossibile, ma negli ultimi anni si è trovata una correlazione fra l’andamento dell’attività solare e la disposizione delle anomalie positive e negative di temperatura.
      Per conoscere l’attività solare del passato ci si affida agli isotopi del Berillio che viene prodotto in maggior quantità nell’atmosfera quando l’attività solare è bassa ed in minori quantità quando l’attività è alta. Osservando quello rimasto intrappolato nelle bollicine d’aria nei ghiacciai, tramite dei carotaggi si è giunti ad avere questo grafico:
    • Tramite la scoperta di una serie di correlazioni avvenuta grazie alla scarsissima attività solare che ha interessato il periodo dal 2008 al 2011 si può affermare che in un periodo di forte attività solare le temperature variano nel seguente modo (blu=+freddo rosso=+caldo):
    • Nei periodi di bassa attività solare la disposizione delle anomalie è esattamente l’opposta.
      Grazie al grafico dell’attività solare e all’andamento delle temperature globali scoperto tramite i carotaggi si può quindi affermare che nella storia dal 1000 a.C. ad oggi le temperature siano variate nel seguente modo nella zona dell’impero persiano:
      • Temperature normali dal 1000 a.C. al 900 a.C.
      • Temperature elevate dal 900 a.C. al 700 a.C.
      • Temperature basse dal 700 a.C. al 500 a.C.
      • Temperature elevate dal 500 a.C. al 1300 d.C. (periodo caldo Romano + periodo caldo Medioevale)
      • Temperature normali o leggermente più basse dal 1300 d.C. al 1950 d.C. (Piccola Era Glaciale)
      • Temperature normali o leggermente più alte dal 1950 d.C. ad oggi. (Periodo Caldo Moderno).
      La variabilità delle temperature non dovrebbe aver avuto però grandi influenze, perché trattandosi di zone ad alta escursione termica risentono in modo minore delle variazioni medie del clima.