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  • 1. MICETI  I miceti sono organismi eucarioti, eterotrofi, chemiosintetici.Possono essere unicellulari (lieviti) o pluricellulari (M. filamentosi o muffe)Posseggono una parete cellulare rigida costituita da chitina. Si riproducono mediante spore (sessuata) e conidi (asessuata)Si trovano nell’ambiente, in rapporto all’uomo possono stabilire dei rapporti di: commensalismo, simbiosi, parassitismo, saprofitismo.  ImportanzaEcologica: degradano e riciclano il materiale organicoIndustriale: produzione di cibi e alcoliciBiotecnologica: sistemi modello per i processi eucarioticiMedica: produzione di metaboliti secondari biologicamente attivi  come antibiotici e immunosoppressori (ciclosporina).
  • 2. METABOLISMO MICOTICOI miceti svolgono reazioni di fermentazione e di ossidazione per cui sono spesso aerobi o anaerobi facoltativi.Sono chemiotrofi eterotrofi, necessitano quindi di molecole organiche preformate essenziali come carboidrati e nitrati, e la loro nutrizione avviene per assorbimento di sostanze organiche e sali. Come fonte d’azoto minerale utilizzano composti del carbonio, amminoacidi e peptidi.
  • 3. OPPORTUNISMO FUNGINO Con questo termine si indica la patogenicità “condizionata” di quei microrganismi che, intrinsecamente  incapaci  di  causare  malattia,  possono  causare  l’infezione  in  un organismo nel quale sia loro offerta un’opportunità, che in genere è rappresentata da una riduzione delle capacità difensive dell’organismo stesso.I fattori predisponenti all’opportunismo fungino sono tutti legati ad una riduzione delle capacità di  reazione antimicrobica dell’organismo e possono essere: fattori intrinseci cioè  legati  a  situazioni  organiche  preesistenti  come  malattie  gravi  debilitanti  o estrinseci come interventi esogeni farmacologici o terapeutici. FATTORI DI VIRULENZA• Fattori che interferiscono con i meccanismi di difesa aspecifici• Produzione di enzimi (collagenasi, cheratinasi, proteasi, fosfolipasi, elastasi, lipasi,     fosfatasi)• Produzione di tossine• Transizione dimorfa
  • 4. MORFOLOGIA Cellula  fungina:  nucleo,  membrana  nucleare,  reticolo  endoplasmico,  mitocondri,  apparato secretore. Caratteristica è la presenza della parete cellulare rigida costituita da chitina.Tallo: soma cellulare (unicellulare, pluricellulare)   Lieviti (unicellulari)Cellule  isolate  ovali,  consistenza  cremosa.  Si  riproducono  spesso  per  gemmazione  (blastogonia) con  le  blastospore  o  per  via  sessuata  mediante  i  blastoconidi.  Se  le  cellule  dopo  la  gemmazione rimangono unite formano le pseudoife, ma ogni cellula mantiene la propria individualità.   Muffe filamentoseIl  tallo  è  costituito  da  filamenti  tubulari  detti  IFE  (diametro>1  µm)  che  tendono  ad  allungarsi  e ramificarsi. Il MICELIO è l’insieme delle ife. In ogni colonia fungina miceliale distinguiamo:Micelio vegetativo: funzione nutritiva e di assorbimento, nel terreno.Micelio aereo: funzione riproduttiva, si sviluppa al di sopra del substrato a contatto con l’aria.   Funghi dimorfiSpecie  fungine,  spesso  agenti  eziologici  di  micosi  sottocutanee  e  profonde,  che  mostrano  una espressione morfologica reversibile in rapporto a variazioni della temperatura: in forma  miceliale a T  ambiente  o  nel  loro  habitat  (in  vivo),  lievitiforme  se  coltivati  su  terreni  di  coltura  a  37-40°C  (in vitro).   Funghi dematiaceiMuffe  e  lieviti  che  hanno  una  parete  cellulare  contenente  melanina  e  che  gli  dà  una  colorazione bruna o nerastra.
  • 5. Morfologia delle cellule fungineFormazione di Formazione di blastoconidi scissione Pseudoife Ife cenocitiche Ife settate con Ife settate connessioni ad uncino
  • 6. I LIEVITI
  • 7. RIPRODUZIONELa  classificazione  dei  funghi  si  base  sulla  produzione  delle  spore  e  sul  tipo  di  riproduzione sessuata. La riproduzione può avvenire sia per via sessuata che asessuata o vegetativa, ma avviene sempre mediante delle cellule specializzate dette spore. Nei funghi è caratteristica l’alternanza delle due fasi di riproduzione. In coltura esprimono la fase sessuale solo in opportune condizioni sperimentali. R. sessuataLa fase sessuata è anche detta perfetta o telomorfica. Lo zigote (diploide ) origina dalla fusione di due corredi cromosomici aploidi; in alcuni miceti si ha la fusione di due gameti unicellulari in altri la fusione  avviene  tra  due  organuli  del  tallo  detti  gametangi.  Gameti  e  gametangi  possono  essere identici  (iso)  o  diversi  (etero);  possono  essere  prodotti  da  ceppi  parentali  distinti  (R.  sess. Eterotallica)  o  da  talli  (blastoconidi,  ife)  diversi  ma  appartenenti  alla  stessa  colonia  (r.  sess. Omotallica)  In  base  a  queste  diversità  si  possono  avere  spore  sessuali  diverse:  zigospore, ascospore, basidiospore, che identificano altrettanti Phylum Zigomiceti, Ascomiceti, Basidiomiceti.  R. asessuataE’  detta  anche  fase  imperfetta  o  anamorfica.  I  miceti  in  opportune  condizioni  ambientali  sono caratterizzati  da  intense  sintesi  macromolecolari  che  portano  ad  un  rapido  aumento  del protoplasma.  Mentre  nei  lieviti  il  raggiungimento  del  punto  critico  del  rapporto  massa  superficie porta  ad  una  rapida  replicazione,  nelle  muffe  l’accrescimento  vegetativo  può  proseguire  in  modo differenziato  prima  di  portare  alla  formazione  dei  propaguli  riproduttivi.  Questa  differenza  rende necessaria una classificazione dei diversi  tipi di riproduzione asessuata.
  • 8. Spore sessuate
  • 9. Classificazione Caratteristiche sessualiPhylum Zygomycota  La riproduzione sessuata avviene attraverso la fusione di due Phycomycetes)  gametangi compatibili per produrre lo zigote. La riproduzione  asessuata è caratterizzata dalla produzione di  sporangiospore. Subphylum Ascomycotina  La riproduzione sessuata avviene attraverso la fusione di due Ascomycetes)  nuclei compatibili per formare un nucleo diploide, seguita da  meiosi per produrre la progenie aploide; l’intero processo  avviene all’interno di un sacco chiamato asco e le spore che  ne derivano si chiamano ascospore.Subphylum  La riproduzione sessuata avviene in un sacco chiamato Basidiomycotina  basidio, dove due nuclei compatibili si fondono per formare un Basidiomycetes)  nucleo aploide, seguita da meiosi per produrre la progenie  aploide. Questi, quindi, maturano sulla superficie esterna del  basidio.  Le progenie aploidi sono chiamate basidiospore.Classe Deuteromycotina   Nei funghi classificati in questa categoria non è stato Deuteromycetes )  osservato lo stadio sessuato. 
  • 10. DIAGNOSI DI LABORATORIOLa  diagnosi  eziologia  si  basa  fondamentalmente  sull’indagine  microbiologica.  La  dimostrazione microscopica  e/o  colturale  dell’agente  eziologico  è  la  prova  diagnostica  principale  ma  le  ricerche sierologiche sono importanti soprattutto per le micosi profonde. La  raccolta  ed  il  trasporto  dei  campioni  devono  essere  eseguiti  in  modo  adeguato  per  l’invio  al laboratorio. I  campioni  biologici  per  la  ricerca  dei  miceti  sono:  liquor,  sangue,  urine,  secrezioni  respiratorie, espettorato, lavaggio broncoalveolare, biopsie tissutali, frammenti di cute, unghie e capelli.Esame microscopicoIn  alcuni  casi  l’esame  microscopico  diretto  del  materiale  clinico  ci  permette  una  diagnosi preventiva; in altri casi è necessario un pretrattamento con KOH o NaOH al 10% che idrolizzano i costituenti lipidici, proteici e polisaccaridici permettendo l’osservazione microscopica degli elementi fungini la cui parete è ricca di lucani alcali resistenti.Inoltre  possono  essere  usate  anche  altre  colorazioni  come  la  Gram,  la  Giemsa  soprattutto  nei campioni bioptici.Esame colturaleL’esame  colturale  è  fondamentale  in  quanto  l’osservazione  microscopica  non  consente l’identificazione specifica del micete.Il  terreno  di  coltura  più  utilizzato  è  l’agar  Sabouraud,  a  cui  vengono  aggiunti  antibiotici (cloramfenicolo  e  cicloesimide)  per  inibire  la  crescita  batterica.  L’incubazione  è  effettuata  a 25°(muffe) e/o 37°C (lieviti)  per circa 5 giorni.Studio micromorfologico: si realizza la coltura su un quadratino di terreno (1 cm di lato) posto su di un vetrino , per seguire la crescita del micete in tutte le sue fasi.L’identificazione  dei  lieviti  si  basa  su  prove  biochimiche  come:  test  dell’ureasi,  prove  di fermentazione e di assimilazione degli zuccheri, saggi di utilizzazione dei nitrati.
  • 11. PATOGENESILa malattia nell’uomo è un evento accidentale nel ciclo vitale di quasi tutti i miceti patogeni. Solonei dermatofiti antropofili l’adattamento alla vita parassitaria porta quasi sempre all’infezione.Nelle micosi esogene l’agente infettante proviene dall’esterno ed è rappresentato da spore econidi fungini.Nelle micosi superficiali spesso il solo contatto di questi con la cute, peli e unghie è sufficiente perl’infezione. Altre volte (tigne) è indispensabile la presenza di un trauma locale, come unosfregamento.Nelle micosi sottocutanee l’infezione è di solito mediata da ferite che permettono al fungo dipenetrare al di sotto dell’epidermide.Nelle micosi viscerali, la via d’ingresso più frequente è quella aerea.Nelle micosi endogene l’agente infettante è un micete commensale delle prime vie respiratorie,della cute o delle mucose e la colonizzazione di queste zone del corpo è mediata da fattori diadesione specifici ed aspecifici. Il passaggio dal commensalismo all’infezione è mediato da fattorifavorenti che caratterizzano il micete come patogeno opportunista.Dal punto di contatto che è la sede di colonizzazione dei funghi commensali essi penetrano perazione meccanica di spinta dell’allungamento ifale (le muffe) o grazie all’intervento della fagocitosi(i lieviti).
  • 12. Micosi SuperficialiSono le micosi limitate agli strati esterni della cute e dei capelli:Pitiriasi versicolor (Tinea versicolor): infezione superficiale e squamosa della pelle che producedepigmentazione; è causata da Malassezia furfur, un fungo dimorfico. La diagnosi si effettuamediante esame microscopico delle squame della pelle che mostrano le cellule di lievito.Tinea nigra: infezione cronica ed asintomatica dello strato corneo; causata dal fungo dematiaceoExophiala werneckii. Le lesioni sono spesso localizzate sul palmo delle mani e sono macchiebrunastre. L’esame microscopico mostra ife ramificate e cellule lievitiformi con melanina.Piedra: La Piedra nera è un’infezione del capello o dei peli causata da Piedraia hortae.La Piedra bianca è causata da Tricosporon beigelii, forma noduli giallastri sui peli.
  • 13. MICOSI SUPERFICIALI
  • 14. Micosi CutaneeSono causate da funghi che infettano solo il tessuto superficiale cheratinizzato (cute, peli,capelli e unghie). I maggiori responsabili sono i dermatofiti, appartenenti a tre generi: Microsporum,Trichophyton ed Epidermophyton.Essi colonizzano questa sede del corpo perché non crescono a 37°C o in presenza di siero.Le manifestazioni cliniche prendono il nome dal sito anatomico coinvolto:Tinea capitis: è la dermatofitosi del cuoio capelluto e dei capelli. L’infezione determina lacomparsa di chiazze circolari di desquamazione con prurito. L’agente eziologico è ilMicroscosporum. Tinea pedis: detta anche piede d’atleta, è un’infezione cronica delle pieghe interdigitali delpiede, caratterizzata da prurito, desquamazione e vescicole. Causata da Epidermophytonfloccosum e Trichophyton Tinea unguium: può fare seguito ad una Tinea pedis protratta ed è causata da T. rubrum. Tinea corporis, crucis e manus: sono dermatofitosi della cute glabra, si presentano comelesioni anulari. Il dermatofito cresce nei tessuti morti cheratinizzati mentre gli enzimi funginidiffondono attraverso gli strati vitali dell’epidermide provocando eritema, vescicole e prurito.Responsabili sono T. rubrum e T. menthagrophytes.
  • 15. DERMATOFITI
  • 16. Micosi SottocutaneeInteressano gli strati profondi del derma ed il tessuto sottocutaneo. I funghi responsabili si trovanonel terreno e nei vegetali ed entrano nei tessuti in seguito all’inoculazione traumatica di materialecontaminato, raramente disseminano.Sporotricosi: l’agente eziologico è Sporothrix schenckii, un fungo dimorfo che vive sullavegetazione, ed è ubiquitario. E’ un’infezione cronica che crea lesioni ulcerative nodulari. I conidivengono introdotti nella cute con i traumi.Cromoblastomicosi: è un’infezione micotica causata dall’inoculazione di uno degli agenti micoticiresidenti nel terreno e nella vegetazione. Sono tutti funghi dematiacei: Fonsecaea, Phialophora,Rinocladiella e Cladosporium. L’infezione è cronica ed è caratterizzata dal lento sviluppo di lesionigranulomatose progressive, che inducono iperplasia nel tessuto epidermico. Questi funghidematiacei formano colonie compatte, di colore scuro e vengono identificati in base alla modalità diconidiazione.Feoifomicosi: con questo nome identifichiamo le infezioni caratterizzate dalla presenza di ifesettate e pigmentate nei tessuti. Esistono sia forme cutanee che sistemiche. Le forme clinichevariano da cisti sottocutanee a sinusiti ad ascessi cerebrali. Le specie più frequentemente coinvoltesono Alternaria, Cladosporium, Phialophora.Micetoma: infezione cronica causata dall’inoculazione traumatica di funghi saprofiti delsuolo come Madurella, Allescheria, Phialophora.
  • 17. MICOSI SOTTOCUTANEE
  • 18. Micosi Sistemiche o ProfondeGli agenti eziologici delle micosi sono microrganismi intrinsecamente virulenti ecausano malattia anche in soggetti sani.Questo gruppo di funghi comprende 5 specie:Histoplasma capsulatumBlastomyces dermatitidis,Paracoccidioides brasiliensis,Coccidioides immitis (funghi dimorfi)Cryptococcus neoformans (monomorfico, con capsula mucopolisaccaridica).La sede primitiva dell’infezione è il polmone, spesso le infezioni sono asintomatichee si risolvono rapidamente ma a volte si diffondono ad un organo secondario.
  • 19. IstoplasmosiE’ causata dall’inalazione di conidi o frammenti di ife di H. capsulatum.Si verifica in tutto il mondo ma è particolarmente diffusa negli Stati Uniti centro-occidentali. Nellamaggior parte dei casi è asintomatica, in circa il 5% dei casi mostra i sintomi di una polmoniteacuta.Morfologia: La fase miceliale è caratterizzata da ife settate sottili e ramificate che producono macroe microconidi tubercolari. La fase parassitaria è contraddistinta da una piccola cellula di lievitogemmante all’interno dei macrofagi.Epidemiologia: H. capsulatum cresce sui terreni con elevato contenuto di azoto, come areecontaminate da escrementi di pipistrelli e uccelli (soffitte, grotte, parchi, cortili).L’istoplasmosi è ampiamente distribuita in tutte e zone del mondo temperate, subtropicali etropicali.Sindromi cliniche: Il polmone è la zona di accesso per l’infezione; conidi o frammenti di ife vengonoinalati, fagocitati dai macrofagi polmonari e poi si convertono in lieviti che si replicano all’interno deimacrofagi.Nell’ospite immunocompetente i macrofagi hanno attività fungicida, limitando così l’infezione.Microrganismi vitali possono persistere nell’ospite dopo la risoluzione dell’istoplasmosi noncomplicate e dare origine alla malattia disseminata nei pazienti immunocompromessi. In questipazienti H. capsulatum può anche provocare una malattia degenerativa e potenzialmente letale.Diagnosi: Si basa su indagini sierologiche (fissazione del complemento; immunodiffusione), sullaricerca microscopica diretta nelle sezioni istologiche dei tessuti infettati (colorazione delle sez.istologiche di midollo osseo, polmone e sangue) e sull’esame colturale dell’agente eziologico(esame dell’espettorato; coltura di 1-2 settimane). Test con esoantigeni, sonda a DNA.Terapia: amfotericina B.
  • 20. Ciclo di Histoplasma capsulatum
  • 21. CoccidioidomicosiE’ una infezione polmonare acuta, acuta ma autolimitante; è causata dall’inalazione diartroconidi di Coccidioides immitis.Morfologia: è un fungo dimorfico che cresce nell’ambiente come muffa filamentosa. Imiceli si frammentano per produrre artroconidi cilindrici. La fase tissutale è la sferula,struttura multinucleata che per frammentazione interna produce endosporemononucleate che danno origine a nuove sferule.Epidemiologia: America settentrionale, centrale e meridionale. L’infezione naturaleavviene in animali domestici e selvatici.Sindromi cliniche: La malattia va da una forma febbrile lieve ad una forma respiratoria digravità moderata; piccola percentuale di polmonite evolutiva o malattia disseminata(meningi, cute).Diagnosi: Si basa su indagini sierologiche (fissazione del complemento; agglutinazione),sulla ricerca microscopica diretta nelle sezioni istologiche dei tessuti infettati (colorazionecon ematossilina ed eosina).Test con esoantigeni, conversione a sferule.Terapia: amfotericina B.
  • 22. Ciclo di Coccidioides immitis
  • 23. BlastomicosiE’ causata dall’inalazione di conidi di Blastomyces dermatitidis. Le infezioni polmonari sonospesso asintomatiche, le forme cliniche più frequentemente osservate sono lesioni ulcerative dellacute e lesioni osteolitiche, che rappresentano la malattia sistemica o disseminata.Morfologia: è un ascomicete.Epidemiologia:La distribuzione geografica è limitata al continente Nord-Americano e a partedell’Africa.Sindromi cliniche: Sono molto frequenti la infezioni asintomatiche.Le manifestazioni della blastomicosi sintomatica indicano spesso una diffusione sistemica.L’inalazione dei conidi di B. dermatitidis provoca l’infezione primaria polmonare nell’ospite. I conidisi convertono in lieviti e fagocitati dai macrofagi giungono ad altri organi. La malattia primitivapolmonare può avere tre esiti diversi: risoluzione, malattia polmonare ingravescente, risoluzioneinfezione polmonare seguita da malattia sistemica.Diagnosi: Si basa su indagini sierologiche (immunodiffusione), sulla ricerca microscopica direttanelle sezioni istologiche dei tessuti infettati (cellule lievitiformi nel liquido di un ascesso purulentotrattato con idrossido di potassio o in biopsie di lesioni cutanee colorate)e sull’esame colturaledell’agente eziologico (esame dell’espettorato; coltura di 1-2 settimane).Terapia: amfotericina B.
  • 24. Ciclo di Blastomyces dermatitidis
  • 25. ParacoccidioidomicosiE’ una malattia polmonare causata dall’inalazione di conidi infettivi di Paracoccidioidesbrasiliensis.Morfologia: è un fungo dimorfico (muffa nell’ambiente, lievito nei tessuti). La fase di lievito ècaratterizzata da cellule multigemmanti.Epidemiologia: Brasile, Venezuela, Colombia. Risiede in terreni con un alto tasso di umidità etemperature medie intorno ai 23°C. La transizione da muffa a lievito è inibita dal beta-estradiolo,per questo si ha una minore incidenza dell’infezione nelle donne.Sindromi cliniche: l’infezione primaria si verifica nei polmoni in seguito all’inalazione dei conidi.L’infezione polmonare è di solito asintomatica ma può evolvere anche verso una malattiadisseminata.Diagnosi: si basa sul riscontro di anticorpi specifici, sulla dimostrazione del microrganismo nelmateriale istopatologico e sull’isolamento del microrganismo in colturaIl microrganismo può essere osservato in preparati di materiale infetto trattato con idrossido dipotassio o sezioni istologiche colorate con sali d’argento. La diagnosi viene confermata conl’osservazione della presenza di molteplici cellule gemmanti di piccole dimensioni intorno ad unacellula matura (timone).Il microrganismo in coltura cresce lentamente e a 25°C forma delle muffe bianche mentre a 37°C siha una crescita lievitiforme con cellule gemmanti multipolari.Terapia: L’amfotericina B è efficace ma vista la terapia prolungata e dati i suoi effetti tossici èpreferibile usare sulfamidici e ketoconazolo.
  • 26. Ciclo di Paracoccidioides brasiliensis
  • 27. CriptococcosiE’ causata da Criptococcus neoformans e l’infezione ha manifestazioni variabili da acute acroniche. Il polmone è la sede principale dell’infezione, anche se il microrganismo diffonde inmaniera sistemica al cervello e alle meningi.Morfologia: cresce come lievito sia nei tessuti infettati che in coltura. La sua caratteristica peculiareè la capsula mucopolisaccaridica, che è un fattore di patogenicità ed è importante per la diagnosi.Un altro fattore di virulenza è la fenolo-ossidasi, un enzima che converte i composti fenolici inmelanina.Epidemiologia: I sierotipi A e D si trovano negli escrementi dei piccioni, il microrganismo sopravvivebene in un ambiente secco, alcalino e ricco di azoto e ipertonico. E’ diffuso in tutto il mondo.Sindromi cliniche: L’infezione polmonare è frequentemente asintomatica; spesso alla radiografia siosserva un nodulo polmonare solitario. Può dare anche una polmonite sintomatica caratterizzata dainfiltrati polmonari diffusi.La forma clinica più frequentemente diagnosticata è la meningite criptococcica, causata dalladiffusione ematica del fungo dal polmone alle meningi.Diagnosi: La sierodiagnosi si basa sulla determinazione degli antigeni, si eseguono il test diagglutinazione per la determinazione degli antigeni poisaccaridici nel liquido cerebro-spinale e nelsiero. Si può effettuare una diagnosi rapida di meningite criptococcica con l’esame di un preparatodi liquido cerebro-spinale colorato con inchiostro di china in cui C. neoformans appare come unasingola cellula o un lievito gemmante circondato da un alone chiaro.L’esame colturale è però il metodo diagnostico definitivo.Terapia: amfotericina B e 5-fluorocitosina per 6 settimane in caso di meningite.
  • 28. Ciclo di Criptococcus neoformans
  • 29. Micosi OpportunisticheSono patologie che coinvolgono soggetti immunodepressi. I miceti checausano queste micosi sono:•Candida albicans•Aspergillus fumigatus•Pneumocystis carinii•Famiglia Mucorales
  • 30. CandidiasiDiverse specie di Candida sono implicate in questa patologia: C. albicans, C. parapsilosis, C.glabrata…Fanno parte della normale flora microbica dell’uomo, possono essere isolate da superfici mucosesane della cavità orale, della vagina, del tratto gastrointestinale e dell’area rettale. Ma raramentesono isolati dalla cute umana normale. In certe condizioni raggiungono la via ematogenadall’orofaringe o dal tratto gastrointestinale se la barriera mucosa è danneggiata. Gli organi piùspesso coinvolti sono polmoni, milza, reni, fegato, cuore e cervello.Morfologia: Si moltiplica formando blastospore, pseudoife ed ife settate.Sindromi cliniche: Infezioni della cute (intertrigine), dele unghie (paronichia), mucose della bocca(mughetto), e mucose vaginali (vulvovaginite). Candidiasi mucocutanea cronica (CMC): gruppoeterogeneo di infezioni di Candida superficiali, croniche e resistenti alla terapia che colpisconocute, unghie e orofaringe. Si manifesta in soggetti con deficienze delle cellule T.Candidasi disseminata: si diffonde per via ematica coinvolgendo diversi organi. Si verifica inpazienti neutropenici, immunodepressi trapiantati e con AIDS (infezioni gravi dell’orofaringe e deltratto gastrointestinale).Diagnosi: Le cellule di Candida su terreno di coltura produce colonie opache, pastose e colorcrema. E’ necessario identificare le specie di tutti i lieviti coltivati dai campioni (sangue, liquor,biopsie). Per identificare C. albicans si impiega il test di filamentazione, in quanto le blastospore diC. albicans producono ife se sospese in siero ed incubate a 37°C.Si effettuano inoltre altri test biochimici e di fermentazione degli zuccheri.Terapia: Infezioni sistemiche: amfotericina B e 5-fluorocitosina; ketoconazolo e fluconazolosomministrati per via orale. La nistatina è applicata come crema, docce vaginali o somministrataper via orale.
  • 31. AspergillosiLe varie specie di Aspergillus causano un ampio spettro di manifestazioni cliniche e l’aspergillosiviene contratta da sorgenti esogeneMorfologia: Sono identificati in coltura in base alle loro caratteristiche morfologiche, alle modalità disviluppo dei conidiofori ed al colore dei conidi. Sono comuni nell’ambiente, le specie A. fumigatus eA. flavus sono quelle più frequentemente associate a malattia invasiva.Sindromi cliniche: Il soggetto sano non è soggetto ad aspergillosi sistemica, è un infezionepuramente opportunistica ed il tipo di malattia dipende dallo stato immunitario e fisiologico, locale egenerale dell’ospite.L’Aspergillosi allergica si presenta inizialmente come un processo benigno che può diventare gravecon l’avanzare dell’età del paziente.Nella Colonizzazione secondaria può essere presente una situazione cronica con sintomatologialieve, ma si possono verificare modificazioni patologiche del polmone che portano alla formazionedell’aspergilloma. Questo è una massa sferica di elementi ifali settati e ramificati, visibili ancheradiologicamente.L’Aspergillosi sistemica è una malattia grave, rapidamente fatale se non diagnosticataprecocemente e trattata aggressivamente. Nell’immunocompromesso il microrganismo diffondedalla sede primitiva ai tessuti circostanti, ed all’interno dei vasi ematici le ife causano emorragie.Diagnosi: La diagnosi di aspergillosi invasiva è valida quando si osservano nei campioni clinici ifesettate che si diramano ad intervalli regolari.
  • 32. Polmonite da Pneumocystis carinii Questa malattia è associata ad una serie di condizioni debilitanti come l’età avanzata,immunosoppressione e AIDS, inoltre si osserva nei prematuri e nei bambini malnutriti.E’ un opportunista ubiquitario. La trasmissione avviene attraverso l’inalazione digoccioline ed un contatto stretto. E’ presente in molti soggetti asintomatici e la malattiasintomatica si sviluppa quando è presente uno squilibrio o una malattia debilitante,probabilmente perché si riattiva un’infezione latente o uno stato di portatore cronico.Morfologia: Nei campioni clinici è possibile osservare la forma trofica di questomicrorganismo, come una sporocisti mononucleata, o come una cisti matura con 8 sporesferiche o ovali. Dopo la rottura dell’involucro della cisti le spore vengono rilasciate erimane la parete della cisti come struttura collassata.Sindromi cliniche: L’infezione si verifica in età precoce ed il fungo è molto comunenell’ambiente. Nei soggetti sani sono frequenti le infezioni subcliniche ed ilmicrorganismo può rimanere latente a lungo.Il segno tipico dell’infezione è la polmoniteinterstiziale con infiltrati plasmacellulari. La radiografia del torace mostra infiltrati chedanno al polmone l’aspetto di vetro smerigliato. Il decesso del paziente avviene perasfissia.
  • 33. AGENTI ANTIFUNGINI Nella terapia delle infezioni fungine si deve tenere conto di:• Agente eziologico• Tessuti colpiti• Stato immunitario del pazientePer le infezioni superficiali che sono causate da funghi che crescono sugli strati piùesterni della cute e peli:agenti antifungini per uso topico e buona igiene personale.Per le infezioni cutanee causate da tinee e dermatofiti che infettano i tessuticheratinizzati dell’epidermide, peli e unghie:farmaci per uso topico e terapia sistemica in caso di diffuso coinvolgimento della cute.Per le infezioni sottocutanee è necessario tenere conto dell’agente eziologico:per la sporotricosi il trattamento è una soluzione satura di ioduro di potassio;per la cromoblastomicosi alte dosi di 5-fluorocitosina per via orale.I farmaci usati per la terapia delle infezioni fungine sistemiche appartengono a 3classi:• polieni, agiscono sulle membrane citoplasmatiche• derivati azoici, inibiscono la sintesi dell’ergosterolo• 5-fluorocitosina che interferisce con la sintesi di DNA e RNA.
  • 34. POLIENISono metabolici secondari prodotti da varie specie di Streptomyces. Sono macrolidi lattonici ciclici.Il meccanismo d’azione si basa sulla loro capacità di legarsi agli steroli delle membranecitoplasmatiche delle cellule sensibili (funghi-ergosterolo; mammiferi-colesterolo; piante-sitosterolo;protozoi-ergosterolo). Questo è però la causa della loro tossicità.Amfotericina B: è l’unico poliene clinicamente utile, è selettivo perché si lega in modo preferenzialealle membrane contenenti ergosterolo. Le molecole di farmaco si orientano parallelamente allecatene laterali dei fosfolipidi di membrana dando origine ad un canale di forma cilindrica. I poricosìformati aumentano la permeabilità di membrana facendo penetrare ioni nella cellula portandola allamorte. Inoltre questo farmaco è dotato di attività immunomodulanti.Nistatina: è un analogo strutturale dell’amfotericina B, ha lo stesso meccanismo di azione e vieneutilizzato per trattamento topico. DERIVATI AZOLICIHanno ampio spettro di attività verso funghi ed alcuni batteri Gram-positivi. Sono fungistatici edagiscono inibendo la sintesi dell’ergosterolo. Si dividono in due gruppi caratterizzati da anelli azoicia 5 atomi con un gruppo metile.Gli IMIDAZOLI hanno due atomi di azoto nell’anello (clotrimazolo, miconazolo, chetoconazolo), iTRIAZOLI hanno tre atomi di azoto nell’anello (fluconazolo). Analoghi nucleosidiciLa 5-fluorocitosina è una pirimidina fluorurata con ristretto spettro d’azione; è impiegata per viaorale nelle infezioni sistemiche causate da Candida, Aspergillus, Cryptococcus. Essa vienedeamminata a 5-fluorouracile che è poi convertito o ad acido 5-fluorourodilico monofosfato cheinibisce la sintesi di RNA o a 5-fluorodeossiuridinamonofosfato che inibisce la sintesi di DNA.
  • 35. Antifungini per le micosi da dermatofiti• Griseofulvina: somministrato per via orale, è un derivato del Penicillumgriseofulvum. Interagisce con la tubulina durante la mitosi. E’ attiva verso idermatofiti, ma non nei confronti della Candida albicans.• Allilamine:-naftifine, uso topico, -terbinafina, via orale. Inibiscono la sintesi diergosterolo.Sono attivi verso i funghi filamentosi e dimorfici ed inattivi verso i lieviti.•Tiocarbamati (tolnaftato e tolciclato): inibiscono la sintesi di ergosterolo neidermatofiti, meno attivi verso i lieviti. Uso topico.• Amorolfina: attiva contro i dermatofiti e modesta attività verso i lieviti, attivitàvariabile nei confronti dei funghi filamentosi. Interferisce nella via biosinteticadell’ergosterolo.