8a. Il web 2.0

223
-1

Published on

Sapienza Università di Roma
Anno Accademico 2012 – 2013
Informatica per gli Archivi e le Biblioteche
Prof.ssa Linda Giuva

Prof. Maurizio Caminito
Lezione 8a

Published in: Education
0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total Views
223
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
0
Actions
Shares
0
Downloads
10
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide
  • Creazione: si passa dalle pagine web create dai webmaster all'UCC (user-created content), dal sito web al blog e al wiki, dall'inserimento manuale di informazioni all'aggregazione di informazioni da altre fonti.
  • Il flusso delle informazioni: da un flusso che era (o almeno era percepito come) un flusso diretto dalla fonte all'utente finale, che visualizzava l'informazione in una schermata, ad un flusso incontrollato multi-direzionale in cui i produttori sono spesso anche consumer e i consumer sono spesso servizi avanzati che rielaborano, aggregano e disgregano i contenuti e li rendono disponibili ad altri servizi consumer, in un ciclo potenzialmente infinito.
  • 8a. Il web 2.0

    1. 1. Il WEB 2.0 Sapienza Università di Roma Anno Accademico 2012 – 2013Informatica per gli Archivi e le Biblioteche Prof.ssa Linda Giuva Prof. Maurizio Caminito LEZIONE 8a 1
    2. 2. La gestione dei contenuti: dal Web 1.0 al Web 2.0 creare e rendere fruibili i contenuti sul webAuthors WebmasterContent managersWebmaster Producers Platform (blog, wiki) Re-publishing Providers Re-packaging Platform (social network) Consumers Users “Prosumers” Users Web 1.0 Web 2.0
    3. 3. Gestione dei contenuti e Web 2.0 Dalle pagine web create dai webmaster allUGC (user-generated content) dal sito web al blog e al wiki, dallinserimento manuale di informazioniallaggregazione di informazioni da altre fonti.
    4. 4. Sistemi informativi e Web 2.0Da un flusso diretto dalla fonte allutente finale che visualizzalinformazione su una schermataad un flusso multi-direzionale in cui i produttori sono spessoanche consumer e i consumer sono spesso servizi avanzati cherielaborano, aggregano e disgregano i contenuti e li rendonodisponibili ad altri servizi consumer, in un ciclo potenzialmenteinfinito.
    5. 5. DATI GENERATI DAGLI UTENTI• Wikipedia, Flickr, YouTube, LinkedIn, Facebook (pubblicazione di testi, filmati, foto, …)• Social tagging• Tassonomie generate dagli utenti: FOLKSNOMIES (categorizzazione collaborativa)• Passaparola = marketing virale 5
    6. 6. Il Mash up Mash-up (letteralmente: "poltiglia"): applicazione che usa contenuti da più sorgenti per creare un servizio nuovo.Uso di applicazioni web di tipo ibrido, cioè tale daincludere dinamicamente informazioni o contenutiprovenienti da più fonti.N.B. Chiunque può combinare dati in modi innovativi da siti come : Amazon.com, eBay, Google, Windows Live e Yahoo! 6
    7. 7. Gli strumenti per il Mash UpIl contenuto dei mash-up è preso da terzi:• via API,• tramite feed (es. RSS e Atom)• o Javascript. 7
    8. 8. API (Application Programming Interface)Sistema che permette la comunicazione tra applicazioni,attraverso la possibilità di incorporare in un altro softwareun pezzo di codice che non si può manipolare direttamenteL’API è una particolare interfaccia che librerie, software o piattaforme possono usare per interagire con un altro programma o un’altra piattaforma. 8
    9. 9. A che servono le APIPer uno sviluppatore o un gestore di unapiattaforma o di un sito (di una biblioteca?)mettere a disposizione un set di API di un suosoftware significa dare la possibilità ad altri diinteragire con la sua piattaforma e, soprattutto,estendere le funzioni e le caratteristiche dellastruttura base della piattaforma.Le API sono un ottimo strumento per promuovereun programma offrendo ad altri un modo perinteragirci. 9
    10. 10. L’uso delle API• Le foto possono essere condivise tra siti come FLICKR e Social Network come Facebook e Myspace.• I contenuti che si trovano in siti diversi possono essere integrati tra di loro.• I contenuti possono essere dinamicamente postati. Un commento lasciato su Twitter può essere direttamente condiviso ed apparire su Facebook tramite le API di Twitter e Facebook.• I video possono essere scaricati da YOUTUBE e inseriti in un sito. ( in un blog per esempio)• Le informazioni degli utenti possono essere condivise tra comunità web e applicazioni esterne, dando così nuove funzionalità alla comunità del web. Un esempio tipico di questo processo è dato dalla piattaforma delle applicazioni di Facebook. 10
    11. 11. Un sito: molte API 11
    12. 12. Un altro esempio:il mio sistema di commercio elettronicopuò sfruttare le API messe a disposizioneda PayPal per consentire ai miei clientidi pagare con PayPal un ordine,nonostante io non sia PayPal e nonabbia un accesso diretto al loro sistema. 12
    13. 13. I feed RSSGli RSS Feed (Rich Site Summary ed ancheReally Simple Syndication) sono un formato perla distribuzione automatica di contenuti Web.Si riconoscono dalle icone (verso una standardizzazione)Si leggono attraverso un lettore specifico locale o web based(es.: Bloglines, Google Reader, ecc..)• Un elenco completo dei lettori di Feed RSS disponibili: 13 http://www.rss-world.info/aggregatori/
    14. 14. FEED: il flussoUn feed è usato per fornire agli utilizzatori una serie di contenutiaggiornati di frequente. I distributori del contenuto rendonodisponibile il feed e consentono agli utenti di iscriversi.Laggregazione consiste in un insieme di feeds accessibilisimultaneamente, ed è eseguita da un aggregatore Internet.Luso principale dei feed RSS (detti anche flussi RSS) è legato allapossibilità di creare informazioni che un utente potrà vederemolto comodamente, con laiuto di un lettore apposito, nellastessa pagina, nella stessa finestra, senza dover andare ognivolta nel sito principale. 14
    15. 15. I Feed RSS in biblioteca A cosa servono? (per i bibliotecari e per gli utenti)• Alerting sull’aggiornamento delle banche dati• Aggiornamento dei contenuti di un sito Web (i blog hanno• feed RSS)• TOC (Table of Contents) delle riviste Utilità per chi li usa:Non diffondo la mia mailMi difendo dallo spamScelgo io come e quando voglio ricevere informazione 15
    16. 16. RSS: gli aggregatori RSS reader / RSS aggregatorUn aggregatore è un software in grado di accedere aifile delle feed RSS (è sufficiente che lutente indichi al programma le URL delle feed), effettuarne il parsing (ovvero lestrazione delle informazioni dai vari elementi XML), aggregarne i vari item e visualizzarli in base alle preferenze dellutente.
    17. 17. Gli aggregatori RSS nei motori di ricerca • Aggregatori RSS online – Google Reader (http://www.google.com/reader/) – Yahoo Pipes (http://pipes.yahoo.com/pipes/)Google Reader:notizie aggregateda diverse fonti su“Informatica”
    18. 18. Feed RSS. Per approfondire Istruzioni per l’istallazione di un FeedRsshttp://www.uniciber.it/fileadmin/doc_imm/documenti/RSS_02.pdf Per saperne di più sugli RSS http://it.wikipedia.org/wiki/Really_simple_syndication 18
    19. 19. JAVASCRIPT 19
    20. 20. JAVASCRIPT• Javascript è il principale linguaggio utilizzato per lo scripting lato-client, cioè per scrivere istruzioni che verranno eseguite a livello del client del visitatore di una pagina web. Il codice Javascript, pertanto, è sempre visibile allinterno del sorgente della pagina web scaricata dal browser in quanto questultimo potrà eseguire le istruzioni Javascript solo dopo averne effettuato il download. Grazie a Javascript è possibile ridefinire in maniera dinamica le proprietà degli oggetti che formano la pagina Web. 20
    21. 21. JavaScript: un linguaggio lato clientIl web funziona a due livelli:le pagine web vengono inviate all’utente da un web server, cioè da unprogramma che si trova su un computer remoto, e che invia le pagine a chi nefa richiestal’utente da casa visualizza sul proprio browser le pagine che gli sono stateinviate. Un “browser” è un programma che permette di leggere le paginescritte in linguaggio HTML: si tratta di “Internet Explorer”, “NetscapeNavigator”, “Opera” e altri.Quando visualizziamo le nostre pagine web da casa ci sono dunque duecomputer che si parlano: il server e il client.Alcuni linguaggi di scripting (asp, php, perl) vengono eseguiti dal web server(si chiamano appunto linguaggi server side o lato server). JavaScript, invece,viene eseguito sul nostro computer di casa dal browser (è un linguaggio clientside o lato client). 21
    22. 22. N.B.In realtà il web è fatto a tre livelli, e non a due:•il client (il pc su cui visualizzate le pagine)•il “web server” (il programma che vi spedisce lepagine dal pc remoto)•il “database server” (un altro programma cheimmagazzina i dati e li restituisce, quandovengono richiesti) 22
    23. 23. JavaScript: Visualizzare gli oggettiQuando programmate con JavaScript dovete immaginare che la pagina HTML siaformata da vari elementi (o oggetti) in varia relazione fra loro. Il browser infatti (conall’interno il documento HTML) può essere infatti “sezionato” in vari elementi:•la finestra che contiene tutto quanto (l’oggetto window)•eventuali frames (l’oggetto window.frames)•il documento HTML vero e proprio (document)•i moduli per raccogliere l’input dell’utente•le immagini•i cookie•i livelli•le applet•la barra degli indirizzi (location)•la barra di stato, nella parte bassa del browser (status)Tutti gli oggetti che vediamo nel browser sono in relazione gerarchica fra di loro etramite JavaScript – utilizzando la corretta sintassi – è possibile interrogare questielementi, leggerne le proprietà e in taluni casi anche cambiare il valore di questeproprietà. 23
    24. 24. DOM: Document Object ModelUna pagina web è un documento. Questo documento è visibile allutente comesemplice testo (visualizzazione del codice) o attraverso uninterfaccia grafica, lapagina internet che tutti conosciamo.Il DOM è un terzo modo di guardare il documento, esso è una rappresentazionecompletamente orientata agli oggetti della pagina web. Attraverso di esso, oltrea guardare il documento, possiamo anche modificarlo con un linguaggio discripting, ad esempio Javascript.DEFINIZIONE: Il Document Object Model (spesso abbreviato come DOM),letteralmente modello a oggetti del documento, è una forma di rappresentazionedei documenti strutturati come modello orientato agli oggetti. 24
    25. 25. Gli «oggetti» del JavascriptJavascript è un linguaggio di programmazione che di per sé nonha nulla a che vedere con i documenti xml o html.Esso però "entra in contatto" con il documento per mezzo delDOM, che è quindi una interfaccia per programmarelapplicazione javascript che vuole agire sul documento.Tutto ciò che è contenuto nel documento ha il suo corrispettivonel DOM, e una modifica programmata tramite DOM si riflettein una modifica al documento.Javascript può quindi modificare il documento attraverso imetodi del DOM 25
    26. 26. I «metodi» del JavaScript Ognuno degli oggetti del browser ha i propri metodi = ognuno degli oggetti del browser ha a disposizione determinate azioni e non altre.Es.: Esiste l’oggetto history che contiene la storia della navigazionedell’utente per quel che riguarda una finestra.Tramite il metodo back() dell’oggetto history è possibile mandare indietrol’utente alla pagina da cui è arrivato.Il metodo back() è proprio dell’oggetto history, e non (per esempio) delcampo di un form in cui è previsto solo il riempimento di alcuni campi condati inseriti dall’utente. 26
    27. 27. Gli «eventi» nel JavaScript - 1 Oltre essere organizzato a oggetti e metodi, con JavaScript si programmano degli eventi. Un evento è qualcosa che accade nel documento.Il documento è l’ambiente entro cui vengono realizzate delle “azioni”, inparte dovute alla volontà dell’utente (passaggio del mouse su un link, click suqualcosa…), altre volte dovute alla situazione contingente (la pagina è statacaricata).Grazie agli eventi possiamo “impacchettare” il codice scritto attraversoJavaScript e farlo eseguire non appena l’utente esegue una data azione:quando si clicca su un bottone di un form possiamo controllare che i datisiano nel formato giusto; quando passa su un determinato link possiamoscambiare due immagini, eccetera.Gli eventi (le possibili cose che possono capitare all’interno della pagina) Es.: “alert” è una finestra di dialogo che avverte di qualcosa. 27
    28. 28. Gli «eventi» nel JavaScript - 2 Allo stesso elemento possono essere collegati eventi diversi, ciascuno con il proprio codice da eseguire. Ogni elemento dell’HTML ha a disposizione determinati eventi e non altri.Possiamo inserire il codice JavaScript in qualsiasi parte del documento aseconda delle nostre esigenze.Per scrivere la sintassi è sufficiente aprire il tag <SCRIPT>. Il codice JavaScriptva inserito tra l’apertura e la chiusura del tag. Così: <script> alert(“ciao”); 28 </script>
    29. 29. IL DHTML  Dynamic HTML = linguaggio che,congiungendo HTML, CSS e JavaScript, permette ai livelli di muoversi all’interno della finestra del browser 29
    30. 30. AJAX: la comunicazione asincronaAjax elimina la natura del Web contraddistinta da momentialternati di dialogo-risposta che fanno attendere l’utente,introducendo un intermediario - un motore Ajax - tral’utente e il server.Può sembrare di aggiungere un livello all’applicazione chela rende meno veloce a rispondere, però è vero il contrario.Invece di caricare una classica pagina web, ad iniziosessione, il browser carica il motore Ajax. Questo motore èresponsabile della comunicazione tra l’interfaccia utente e ilserver, mettendoli in comunicazione tra di loro. Il motoreAjax permette all’interazione dell’utente con l’applicazionedi essere asincrona. Così l’utente non rimane in attesadella finestra del browser bianca e dell’icona indicante ilcaricamento, aspettando che il server esegua le 30operazioni.
    31. 31. Cosa cambia con AJAX Le applicazioni web 31
    32. 32. In biblioteca una nuova pagina web Topeka & Swanee County Public Library 32
    33. 33. 33
    1. A particular slide catching your eye?

      Clipping is a handy way to collect important slides you want to go back to later.

    ×