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la responsabilità di protezione civile a livello locale
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la responsabilità di protezione civile a livello locale

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La memoria breve e la dimensione politica: il Sindaco, la normativa e …

La memoria breve e la dimensione politica: il Sindaco, la normativa e
la città resiliente

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  • 1. PROTEC 2012 TORINO, 1° dicembre 2012Raccogliere i dati, costruire la memoria,sviluppare la resilienza La memoria breve e la dimensione politica: il Sindaco, la normativa e la città resilienteRelatore : Massimo Lanfranco Provincia di Savona NatRisk - Centro di Ricerca sui Rischi Naturali - UniTo Open Resilience
  • 2. In tempo di pace luomo saggio si prepara alla guerra Quinto Orazio Flacco
  • 3. PROTEZIONE CIVILE Fisica- metodo deduttivo - Geologia - metodo induttivo -
  • 4. SINDACOl. 267/2001 è ufficiale di governol. 225/92 art. 15 comma 3Il sindaco è autorità comunale di protezione civileAl verificarsi dell’emergenza nell’ambito del territoriocomunale, il sindaco assume la direzione e ilcoordinamento dei servizi di soccorso e di assistenzaalle popolazioni colpite e provvede agli interventinecessari dandone immediata comunicazione al prefettoe al presidente della giunta regionale.
  • 5. SINDACO
  • 6. SINDACO
  • 7. INFORMAZIONI DI RISCHIO Misure di prevenzioneAnalisi ingegneristiche
  • 8. INFORMAZIONI DI RISCHIORicerca storica Misure di prevenzione Analisi ingegneristiche
  • 9. INFORMAZIONI DI RISCHIORicerca storica Misure di prevenzione Analisi ingegneristiche
  • 10. INFORMAZIONI DI RISCHIORicerca storica Misure di prevenzione Analisi ingegneristiche
  • 11. INFORMAZIONI DI RISCHIORicerca storica Misure di prevenzione Analisi ingegneristiche
  • 12. Allerta
  • 13. Allerta
  • 14. Allerta
  • 15. Rispostacoordinamento professionalità
  • 16. IRLANDA
  • 17. IRLANDA
  • 18. C2CATENA DI COMANDOTRASPARENZAAUTOPROTEZIONE
  • 19. ITALIA L’Italia è uno stato ad alta pericolosità ed ad altissimo rischio a causa di 4 fattori:• Dinamica MOLTO attiva• Popolazione numerosa• Elevata inurbazione• Patrimonio storico• Localizzazione centri urbani
  • 20. … il mondo è cambiato
  • 21. … il mondo è cambiato
  • 22. WELCOME TO THE JUNGLE
  • 23. KISS
  • 24. THE KATRINA REPORT
  • 25. THE KATRINA REPORT
  • 26. ICS24.641 abitanti137 km22 miliardi € (PIL 2010)
  • 27. Un arduo compito
  • 28. Un lavoro professionale Komi Wimisberg, 2006 [
  • 29. L’AQUILA
  • 30. ISDRNel decennale delterremoto di Kobe (1995)le Nazioni Unite hannodato vita ad unacampagna mondiale perridurre il rischio dadisastri:Hyogo framework forAction 2005 - 2015
  • 31. United Nations
  • 32. ISDR certificate
  • 33. Making Cities Resilient: My City is Getting Ready1. Fare in modo che nell’ambito dell’amministrazione locale sia istituita una struttura di coordinamento per individuare e ridurre il rischio di disastri, basata sulla partecipazione dei gruppi di cittadini e su alleanze con la società civile. Assicurare che tutti i settori dell’amministrazione siano consapevoli del loro ruolo nella riduzione del rischio di disastri e preparati ad agire.2. Stanziare risorse specifiche per ridurre il rischio di disastri e incentivi ai proprietari di abitazioni, famiglie a basso reddito, imprese e alla comunità in generale perché investano nella riduzione del rischio.3. Mantenere un sistema aggiornato di dati sui rischi e le vulnerabilità locali, realizzare valutazioni di rischio e tenerne conto come base nei piani e nelle decisioni sullo sviluppo urbanistico delle città. Assicurare che queste informazioni e i piani per la resilienza della città siano facilmente accessibili al pubblico e siano stati discussi pubblicamente.4. Investire nelle infrastrutture che riducono i rischi, quali opere per la regimazione idrica, garantendone la manutenzione e i necessari adeguamenti al cambiamento climatico.5. Verificare la sicurezza di tutte le scuole e delle strutture sanitarie e adeguarle se necessario.
  • 34. la città resiliente6. Introdurre e applicare criteri adeguati ai rischi nei regolamenti edilizi e nella pianificazione dell’uso dei suoli. Identificare ove possibile terreni sicuri da destinare ai cittadini a basso reddito e sviluppare programmi di riqualificazione degli insediamenti non regolamentati. .7. Garantire che siano messi in atto programmi di formazione e educazione sulla riduzione dei rischi di disastri nelle scuole e nelle comunità locali.8. Proteggere gli ecosistemi e le zone che naturalmente fungono da prevenzione, per mitigare gli effetti delle esondazioni, degli eventi meteo-climatici intensi e altri eventi verso cui la città è vulnerabile. Adattarsi al cambiamento climatico tramite azioni efficaci di riduzione dei rischi.9. Implementare sistemi locali di monitoraggio per il sistema di allerta preventivo e piani di gestione delle emergenze e realizzare regolarmente esercitazioni che coinvolgano la cittadinanza.10. Dopo ogni disastro, garantire che i bisogni delle vittime siano posti al centro della ricostruzione e che essi e le organizzazioni civili siano coinvolti direttamente nella definizione delle soluzioni, tra cui la ricostruzione delle abitazioni e della vita precedente al disastro.
  • 35. Domande?