Gallorini Marta_2011-2012_Esercizio 4

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  • 1. Disturbi alimentari: l'obesità.
  • 2. Introduzione
      L'obesità è una condizione medica in cui si è accumulato del grasso corporeo in eccesso nella misura in cui esso può portare ad un effetto negativo sulla salute, con una conseguente riduzione dell'aspettativa di vita e un aumento dei problemi di salute. L'indice di massa corporea (IMC) è un valore che mette a confronto peso e altezza, definendo le persone in sovrappeso (se il loro IMC è compreso tra 25 e 30 kg/m2) e obese quando è maggiore di 30 kg/m2. L'obesità è una patologia tipica, anche se non esclusiva, delle società dette "del benessere". Essa è quasi sempre correlata ad altre malattie, tra queste le disfunzioni cardiocircolatorie, il diabete mellito di tipo 2, patologie a carico del sistema osteo-articolare, ictus, sindrome da apnea notturna e alcuni tipi di tumore. Oggi è comunque stata riconosciuta come una patologia multifattoriale. Prove a sostegno della tesi che alcune persone, nonostante mangino poco, risultino obese a causa di un metabolismo lento, sono limitate. Le persone obese hanno in genere un spesa energetica maggiore rispetto ai magri, a causa dell'energia necessaria per mantenere una massa maggiore del corpo. .
  • 3. Classificazione
      L'obesità è definita tramite l'indice di massa corporea (IMC) e grazie ad ulteriori valutazioni che descrivono la distribuzione del grasso e alla somma dei fattori di rischio cardiovascolare. L'IMC è strettamente correlato sia alla percentuale di grasso corporeo che al totale. L'IMC o BMI viene calcolato dividendo il peso del soggetto per il quadrato della sua altezza, di solito espressi in metri: IMC = kg / metri2
    IMC/BMI Classificazione < 18.5 sottopeso 18.5–24.9 peso normale 25.0–29.9 sovrappeso 30.0–34.9 obesità di classe I 35.0–39.9 obesità di classe II ≥ 40.0 obesità di classe III
  • 4. Cause
      A livello individuale, una combinazione di eccessivo apporto calorico e la mancanza di attività fisica è generalmente considerata come la causa della maggior parte dei casi di obesità. Un numero limitato di casi sono invece dovuti principalmente alla genetica, a motivi di salute o a malattie psichiatriche.[63] Al contrario, l'aumento dei tassi di obesità nella società, è ritenuto essere dovuto a una dieta facilmente accessibile e appetibile, alla maggior dipendenza dalle automobili e alla produzione meccanizzata. Uno studio del 2006, ha individuato dieci fattori possibile che hanno portato al recente aumento di obesità: 1. mancanza di sonno 2. interferenti endocrini (inquinanti ambientali che interferiscono sul metabolismo dei lipidi) 3. diminuzione della variabilità della temperatura ambientale 4. riduzione del fumo, poiché il fumo sopprime l'appetito 5. maggior uso di farmaci che possono causare aumento di peso (per esempio, antipsicotici atipici)
  • 5.
      6. un incremento proporzionale dei gruppi etnici che tendono ad essere più pesanti 7. gravidanza in una fase più tarda dell'età 8. fattori di rischio epigenetici delle passate generazioni 9. selezione naturale per il più alto indice di massa corporea 10. accoppiamento selettivo che porta a un maggiore concentrazione di fattori di rischio dell'obesità (il che non necessariamente aumenta il numero di persone obese, ma aumenterebbe il peso medio della popolazione). Anche se vi sono prove concrete a sostegno dell'influenza di questi fattori sulla crescente diffusione dell'obesità, le prove sono ancora inconcludenti e gli autori affermano che probabilmente questi hanno un peso inferiore rispetto a quelli relativi alla dieta e all'attività fisica.
  • 6. Prevenzione e cura
      Dieta, esercizio fisico e approccio psicologico sono le basi per la terapia preventiva e curativa contro l'obesità. Inoltre, è importante una corretta alimentazione, riducendo gli alimenti ricchi di calorie, come quelli ad alto contenuto di grassi e zuccheri, e aumentando l'apporto di fibre alimentari. Per favorire la terapia, possono essere prescritti farmaci anti-obesità che funzionano riducendo l'appetito o inibendo l'assorbimento del grasso.
  • 7. Determinanti sociali
      Mentre le influenze genetiche sono importanti per la comprensione dell'obesità, esse non possono spiegare l'attuale drammatico aumento sperimentato in specifici paesi o a livello globale. Per la spiegazione di queste cause, ci sono diverse teorie in proposito. La correlazione tra classe sociale e indice di massa corporea varia a livello globale. Uno studio del 1989 ha rilevato che nei paesi sviluppati le donne di una classe sociale elevata avevano meno probabilità di risultare obese. Nessuna differenza significativa è stata osservata tra gli uomini appartenenti a diverse classi sociali. Nel mondo in via di sviluppo, donne, uomini e bambini di alte classi sociali presentavano un maggior tasso di obesità. Un aggiornamento di questo studio, effettuato nel 2007, ha trovato le stesse relazioni ma esse erano più deboli. La diminuzione della forza di correlazione è stata ritenuta causata dagli effetti della globalizzazione. Tra i paesi sviluppati, i livelli di obesità in età adulta e la percentuale di figli adolescenti che sono sovrappeso, sono correlati con le disparità di reddito.
  • 8.
      Molte spiegazioni sono state elaborate per la correlazione tra IMC e classe sociale. Si pensa che nei paesi sviluppati, i ricchi possano permettersi cibi più sani e sono sottoposti ad una maggiore pressione sociale a rimanere snelli. Inoltre, si ritiene, che abbiano più opportunità di mantenere la forma fisica. Lo stress e la percezione del basso status sociale sembrano aumentare il rischio di obesità. Il fumo ha un effetto significativo sul peso di un individuo. Quelli che smettono di fumare guadagnano una media di 4,4 kg per gli uomini e 5,0 kg per le donne in oltre dieci anni. Tuttavia, questa tipologia di causa ha avuto poco effetto sui tassi globali di obesità. Il ​​numero di bambini che una persona ha, può essere anch'esso un fattore di rischio di obesità. Il rischio per una donna con figli aumenta di circa il 7%, mentre per gli uomini del 4%. Ciò potrebbe essere in parte spiegato dal fatto che avere figli a carico comporta una riduzione dell'attività fisica per dei genitori occidentali. Nel mondo in via di sviluppo l'urbanizzazione sta svolgendo un ruolo determinante nella crescita del tasso di obesità. In Cina i tassi complessivi di obesità sono al di sotto del 5%, ma in alcune città essi arrivano a superare il 20%. La malnutrizione nella prima infanzia è ritenuta una causa dei tassi di obesità nel mondo in via di sviluppo. Cambiamenti endocrini che si verificano durante i periodi di malnutrizione possono favorire i depositi di grasso.
  • 9. Mortalità
      L'obesità è una delle principali cause di morte prevenibile nel mondo.Studi statunitensi e europei su larga scala hanno scoperto che il rischio di mortalità è più basso negli individui con IMC di 20–25 kg/m2 e non fumatori e nei 24–27 kg/m2 fumatori attuali, con aumento del rischio con i cambiamenti in entrambe le direzioni. Ad un IMC superiore a 32 è stato associato un tasso di mortalità tra le donne raddoppiato nel corso di un periodo di 16 anni. Negli Stati Uniti l'obesità è stimata come causa di un eccesso di morti tra gli 111.909 a 365.000 all'anno,mentre 1 milione (7,7%) dei decessi nell'Unione europea vengono attribuite al peso in eccesso. In media, l'obesità riduce l'aspettativa di vita da sei a sette anni: un IMC di 30-35 riduce l'aspettativa di vita da due a quattro anni, mentre l'obesità grave (IMC> 40) riduce l'aspettativa di vita di 10 anni.
  • 10. Rischio relativo di morte a 10 anni per uomini bianchi (a sinistra) e donne (a destra) statunitensi che non hanno mai fumato per indice di massa corporea.