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contratto energia (presentazione completa)

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    contratto energia (presentazione completa) contratto energia (presentazione completa) Presentation Transcript

    • Energia Rinnovabilità Democrazia CONTRATTO MONDIALE ENERGIA Novembre 2006
    • Dal Don Chisciotte di Miguel Cervantes
      • “ O perpetuo scopritore degli antipodi, face del mondo, occhio del cielo. Tu che sempre ascendi e, a dispetto delle apparenze non ti corichi mai. Dico a te, sole, con il cui aiuto l’uomo genera l’uomo! Illumina le tenebre del mio ingegno, che senza te mi sento freddo, sfinito, incerto”
    • EMPEDOCLE: I 4 ELEMENTI Aria, acqua, terra e fuoco , i quattro elementi fondamentali impiegati da Empedocle per descrivere il mondo in cui viviamo, sono tra loro interconnessi. Il fuoco – l’energia – viene oggi utilizzato dall’uomo e consumato cos ì dissennatamente, in particolare nelle sue forme fossili, da compromettere i cicli della biosfera, dando luogo ad un inarrestabile degrado dell’aria, dell’acqua, della terra.
      • L’energia è una sostanza connaturata all’esistenza.
      • L’energia libera serve all’uomo per vivere e per alimentare le sue “protesi artificiali”.
      • L’energia è sviluppo, crescita, consumo e “motore” del mercato.
      • L’energia è inglobata nell’intero ciclo del prodotto.
      COS’E’ comunemente L’ENERGIA?
      • L’energia è una risorsa finita e degradabile.
      • L’energia è equilibrio per la biosfera.
      • L’energia è diritto alla vita e, quindi, un bene comune.
      Il FSM ha riconosciuto che il passaggio dalle fonti fossili alle rinnovabili e la riduzione dei consumi sono indispensabili per lottare per la pace, contro il cambiamento climatico e la povertà. COS’E’ davvero L’ENERGIA?
    • IL SERBATOIO FOSSILE…. Passato Presente Futuro... PRIMA COMBUSTIBILI FOSSILI DOPO SPELLO (PERUGIA) CITTÀ DEL MESSICO
    • 1) L’ANALISI DELLO SPRECO
      • IL SISTEMA DEI FOSSILI.
      • LA SITUAZIONE CLIMATICA.
      • GUERRA E INGIUSTIZIA SOCIALE.
    • Il pianeta di notte
    • LE MEGALOPOLI DI NOTTE
    • Infrastrutture energetiche 1
    • Infrastrutture energetiche 2 Rete europea dei metanodotti
    • Infrastrutture energetiche 3 30.120 km di metanodotti al 31/12/2003
    • Riserve di energia solare (annuali) > 2130 TWh entro il 2020 Africa > 450 TWh Asia – Oceania > 270 TWh Latin America > 270 TWh Middle East > 200 TWh India: > 180 TWh Australia – Japan - NZ > 130 TWh Europe > 90 TWh North America > 180 TWh China > 220 TWh East Europe – Ex URSS > 130 TWh Based on data from B. Dessus & UNESCO ’s Summer School of rural electrification Yearly kWh by m² 1200 1700 1950 2450 850 600
    • Riserve di energia eolica (annuali) > 660 TWh entro 2020 Africa > 20 TWh Asia – Oceania > 45 TWh Latin America > 50 TWh China > 45 TWh Middle East > 3 TWh North America > 150 TWh India > 35 TWh Australia – Japan - NZ > 90 TWh East Europe – Ex URSS > 65 TWh Europe > 130 TWh Based on data from B. Dessus & UNESCO ’s Summer School of rural electrification kWh by kW installed 100 1700 2700 4000
    • Potenziale di biomasse > 6700 TWh entro 2020 Africa > 1200 TWh Asia – Oceania > 1000 TWh Latin America > 1400 TWh China > 660 TWh North America > 680 TWh India > 680 TWh Australia – Japan - NZ > 120 TWh East Europe – Ex URSS > 430 TWh Europe > 550 TWh Calculations based on data from B. Dessus & UNESCO ’s Summer School on Solar Electricity Middle East > 70 TWh
    • Lo Scenario Energetico Globale
      • Consumo primario: 120.000 TWh/anno
    • Fossili: Gap fra la scoperta e l’uso
    • RISORSE ENERGETICHE TERRA EJ=Exa Joule=10 18 J 1 Tep= 4,8x10 10 J
    • Quante riserve abbiamo?
      • Le riserve accertate (sicure al 90%)
      • 1.280 miliardi di barili di Petrolio;
      • 180.000 miliardi di m 3 di Gas;
      • 1.000 miliardi di tonnellate di Carbone;
      • 4.588.700 tonnellate di Uranio.
    • Quanta Energia si può ricavare?
    • Per Quanto Tempo?
      • Petrolio e gas hanno una capacità accertata di 18 volte il fabbisogno mondiale corrente, il carbone di 50, l’uranio di 1.5 (poco meno di 5 includendo anche le risorse speculative).
    • Per Quanto Tempo?
      • Includendo anche tutte le risorse speculative di tutte le tipologie di fonti energetiche si arriva a 25 milioni di TWh, pari a 200 volte i consumi del 2003.
      • Ma con un tasso di crescita del 2% nella domanda (meno di quello dal 1990 ad oggi), e una quota di rinnovabili sotto il 20%, tutte le riserve convenzionali sarebbero esaurite prima del 2100 .
    • PRIMA COMBUSTIBILI FOSSILI DOPO ASPO
    • L'aumento di prezzi avrà quattro effetti
      • Dal più veloce al più lento, gli effetti saranno:
      • Diminuzione della qualità di vita – bisognerà fare di più per ottenere di meno ed essere infelici;
      • Rendimento energetico aumentato - “fate lo stesso, ma usando meno energia”;
      • Disponibilità di energia alternativa aumentata – “fate lo stesso, ma con i sostituti dell’olio”;
      • Aspirazioni culturali cambiate – “scegliete di fare qualche cosa di diverso ed essere felici”.
    • Second energy crisis 1979 to 1981 1965 1970 1975 1980 1985 1990 1995 2000 2005 2010 $80 $60 $40 $20 ? 1 2 3 4 5 6 prices of the day 2003 prices Picco Petrolio
    • La centralità dell’Energia
      • Gli attuali processi di globalizzazione rendono sempre più evidenti e esplosivi quattro nodi:
        • la limitatezza delle risorse naturali;
        • l’impatto ambientale e climatico dell’inquinamento;
        • la diffusione accelerata di modelli di vita orientati al consumo sempre più distruttivi;
        • la pervasività del ricorso alle armi per il controllo delle risorse energetiche.
      Una “democrazia energetica” basata su risorse rinnovabili è la bussola per il futuro e la precondizione per evitare un disastro
    • Cambiamenti climatici INQUINAMENTO 2) EXILLES- Alta Valle di Susa- Lago e ghiacciaio
    • Il ciclo degli elementi = base della vita
    • Fattori del sistema climatico
    • L’effetto serra
    • L’emergenza climatica
      • Negli ultimi 150 anni la concentrazione di CO 2 in atmosfera: da 280 a 370 ppm.
      • Ogni anno vengono rilasciati 25 Gton di CO2 = 6,5 Gton di C.
      • La temperatura del globo si è innalzata di 0,6 °C nel ‘900.
      • La crescita di CO 2 al 2020 è previsto del 50%.
    • 1 litro gasolio: 2,7 kg CO 2 1 litro benzina: 2,4 kg CO 2 1 kg carbone = 3,7 kg CO 2 1 kWh elettrico da petrolio = 0,6 kg CO 2
    • L’EMERGENZA CLIMATICA: SEQUESTRO DI CO2?
      • Per immettere nel sottosuolo 1G ton di CO 2 (4% emissione annua) occorre movimentare 5 milioni di m 3 di gas al giorno;
      • Il sequestro di CO 2 incide per 3-4 centesimi di euro per Kw/ora sul costo totale (7-10 centesimi di euro);
      • Generare elettricità da carbone e sequestrare la CO 2 costa oggi il 14% rispetto all’elettricità da fotovoltaico.
    • CO 2 : mai così alta da 700.000 anni ? DOME C – EPICA - Antartide
    • Produzione di CO 2
      • CRESCITA DI CO2 NEL TEMPO
    • Crescita di CO 2
      • Crescita di gas-serra nel secolo scorso (rispetto al 1750)
    • Aumento della temperatura superficiale del mare 1910-1960 1961-2005 1961 - 2005
    • AUMENTO TEMPERATURA
    • PERDITE ECONOMICHE
    • Aumento eventi estremi in Italia
    • Le correnti marine
    • Le coste minacciate
    • RISCHI DI CATASTROFI
    • IMPATTI DI AUMENTO T
    • Effetti positivi del riscaldamento globale
    • IL PROTOCOLLO DI KYOTO 1
      • Il Protocollo di Kyoto sottoscritto nel 1997 prevede di ridurre tra il 2008 e il 2012 le emissioni dei sei principali climalteranti del 5,2% rispetto al 1990. La politica ambientale vincolante è il punto di forza dell’accordo. Mentre il suo lato debole riguarda i meccanismi di flessibilità che consentono di aggirare i vincoli e monetizzano l’ineguaglianza.
    • IL PROTOCOLLO DI KYOTO 2
      • Per l’Italia KYOTO prevede una riduzione del 6.5% dal 1990 al 2012.
      • Per l’UE la riduzione è dell’8%.
      • L’IPCC ritiene necessaria una riduzione del 60-80% delle emissioni al 2050 per contenere in +2°C l’aumento T pianeta.
    • OBIETTIVI DI KYOTO
    • EMISSIONI GAS SERRA
    •  
    • Emissioni di CO2 in Italia e Protocollo di Kyoto. a)
      • Oggi ogni italiano emette 8 t/anno.
      • 500 milioni t/anno le emissioni Italia.
      • L’andamento dell’Italia è opposto a quello degli altri grandi paesi europei – Germania, Gran Bretagna, Francia – che riducono o stabilizzano le loro emissioni avvicinando o addirittura superando gli obiettivi di Kyoto.
    • Emissioni di CO2 in Italia e Protocollo di Kyoto. b)
      • Confrontate con il 1990 – anno di riferimento per l’obiettivo di riduzione del 6,5% entro il 2010 assegnatoci dal Protocollo di Kyoto – la crescita (come emissioni nette) supera già oggi il 10%, (+13% in Lombardia) soprattutto a causa dell’aumento dei consumi per trasporti (+24% sul 1990) e della produzione di energia elettrica (+13%).
    • GAS SERRA ITALIA 1990-2000
    • TON GAS SERRA ITALIA
    • Emissioni di CO2 in Lombardia e Protocollo di Kyoto
      • Le emissioni CO2 In Lombardia sono 100 milioni di Tonnellate:
      • I trasporti contribuiscono col 23%;
      • Il riscaldamento civile col 21%;
      • La produzione di energia col 17%;
      • L’industria col 16%;
      • L’agricoltura 9%;
      • I rifiuti 4%.
    • PROVINCE LOMBARDE
    • EFFETTI FORESTALI
    • KYOTO ATTUAZIONE
    • MISURE “DOMESTICHE”
    • MECCANISMI FLESSIBILI
    •  
    • CUNEI RIDUZIONE CO2
    • ITALIA: OBIETTIVI CO2 e RISPARMIO
      • CO2 all’anno 2050 almeno 60% in meno rispetto al 1990.
      • Risparmio : traguardo a breve per fabbisogno energetico: 130Mtep
      • di cui 30 Mtep elettrico ( con copertura del 30% (9 Mtep) da rinnovabili).
    • L’INQUINAMENTO DELL’ARIA 1
      • Biossido di zolfo
      • Livello di attenzione 125 µg/mc media giornaliera.
      • Livello allarme 250 µg/mc media giornaliera.
    • L’INQUINAMENTO DELL’ARIA 2
      • Biossido di azoto
      • Livello di attenzione 200 µg/mc media oraria
      • Livello di allarme 400 µg/mc media oraria
    • L’INQUINAMENTO DELL’ARIA 3
      • Monossido di carbonio
      • Livello di attenzione 15 mg/mc media oraria
      • Livello di allarme 30 mg/mc media oraria
    • L’INQUINAMENTO DELL’ARIA 4
      • Piombo
      • Soglia di valutazione superiore: 70% del valore limite (0,35  g/m3) su media annuale.
      • Soglia di valutazione inferiore: 50% del valore limite (0,25  g/m3) su media annuale.
    • L’INQUINAMENTO DELL’ARIA 5
      • PM10
      • al 1/1/05 50 μ g/mc non >35 gg/anno
      • al 1/12010 50 μ g/mc non > 7 gg/anno.
      • PM2,5 35 μ g/mc non >35 gg/anno.
    • Inquinamento da Centrali elettriche
      • CO2 gas = 495g/KWh
      • olio = 722g/KWh
      • carbone = 890 g/KWh
      • SO2 gas = 2 mg/KWh
      • olio = 1062 mg/KWh
      • carbone = 1292 mg/KWh
      • NOX gas = 366 mg/KWh
      • olio = 297 mg/KWh
      • carbone = 485 mg/KWh
    • L’autodistruzione della Cina
    • Inquinamento globale
    • Inquinamento in Europa
    • Inquinamento Pianura Padana
    • LOMBARDIA EMISSIONE INQUINANTI
    • CONTRIBUTI DA FONTI ALL’INQUINAMENTO
    • MILANO PM10 2005 Figura 2 Concentrazioni medie giornaliere di PM10 (µg/m3 ) misurate nella postazione di Milano, via Juvara, nel 2005. Elaborazione degli autori su dati ARPA Lombardia
    • MILANO POLVERI SOTTILI 2006
      • 91 i superamenti PM10 al 16/10/06.
      • 53% il contributo da traffico.
      • 18% il contributo da caldaie.
      • 140 microgrammi/mcubo PM10 il15/10.
      • 108 microgrammi/mcubo PM2,5 il 15/10.
    • 3) CRISI TRANSIZIONE CAMBIAMENTO
    • Consumi totali di energia in tep/anno.persona al 2002
      • Foss. Totale
      • Africa 0,4 0,4
      • Medio Oriente 2,6 2,1
      • Europa Orientale e Russia 3,3 2,9
      • Europa Occidentale 3,7 3,2
      • America centrale e meridionale 1,2 1,2
      • America settentrionale 7,0 5,8
      • Asia e Oceania 0,8 0,8
      • Media mondiale 1,65 1,4
      • C’è una forte correlazione tra HDI (Human Developement Index) e consumo pro-capite di energia (la tendenza attuale indica un raddoppio dei consumi entro il 2050).
      • Un europeo oggi consuma 4 tep e un americano oltrepassa 8 tep.
      • Il fabbisogno pro-capite minimo di energia per soddisfare i bisogni di base è 1 - 1,5 tep/anno e questo deve diventare l’obiettivo ideale.
      • Occorre migliorare l’efficienza energetica, passare a fonti rinnovabili e ridurre i consumi.
      Quanta energia consumiamo: tendenze
    • Produciamo circa 520 kg a testa di rifiuti all’anno! Energia e materie prime “nascoste” nel prodotto Italia: 200.000 tonnellate/anno di plastica per imbottigliare 11 miliardi di litri d'acqua, 193 litri/ persona all’anno 1 kg di plastica = 2 kg di petrolio e 10 kWh di energia (1 bottiglia da 1,5 l = 35 g di plastica) Il riciclo consente di utilizzare solo 3 kWh/kg bottiglie di plastica = – energia – emissioni – rifiuti – inceneritori! 1 t di carta = 10 alberi+ 15 m 3 d‘acqua + 6000 kWh
    • CONSUMI DI ACQUA (700 l/g)
    • IL BUCO ENERGETICO
      • L'uso globale di energia attuale è 13 TW, si prevede che per il 2050 arrivi a 30.
      • il deficit previsto sarebbe 17 - 20 TW.
      • Costruendo 1 centrale nucleare da 1000 Mw al giorno per 50 anni si otterrebbero 10 TW.
      • Il vento offre in prospettiva 2-4 TW.
      • L’energia solare 20 TW.
      • La biomassa dà un massimo teorico di 7-10 TW.
    • Come garantire la disponibilità di risorse?
      • Perseverare con l’attuale modello di crescita e di sviluppo asimmetrico, in cui l’accesso e la disponibilità delle risorse sarà di fatto negato all’India, alla Cina e agli altri paesi sottosviluppati, favorisce le disuguaglianze, i conflitti sociali, le guerre e le catastrofi economiche e ambientali.
      • E’ necessario promuovere una politica economica globale di riconversione ecologica della produzione, di ridistribuzione e di sostegno al mercato di prodotti socialmente ed ambientalmente desiderabili.
    • Decrescere e vivere bene
      • Intervenire sugli sprechi energetici ( isolamento termico muri e vetri, caldaie efficienti, elettrodomestici classe A, confort sobrio, no mode, no finestre aperte, per ogni °C in più, aumenta 7% consumo )
      • Calcolare i propri consumi e risparmi – Bollette e unità di misura
      • Ridurre acquisti non necessari (mi serve?)
      • Razionalizzare acquisti su base energetica e produzione rifiuti ( acqua minerale... imballaggi, scatola cioccolatini vs. sfuso, insalata prelavata e incartata...gadget inutili, sacchetto in tessuto riutilizzabile – fatevi sentire, contagiate gli altri non c’è nulla che il responsabile acquisti tema di più che molta gente insoddisfatta delle politiche di vendita...)
      • Privilegiare consumo locale e no verdure fuori stagione – GAS
      • Riciclare rifiuti (direttamente, indirettamente)
      • Riusare e Riparare (No moda e usa e getta) e Regalare (costituire un luogo di scambio usato a livello di quartiere o su sitoweb)
      • Divertimenti sobri : centrati sull’uomo e non sull’oggetto, lettura, convivialità
      • Autoprodurre cibo: orto domestico, anche urbano, conserve casalinghe
      • Autoprodurre energia: solare, eolico, biomassa
      • Ridurre le necessità di trasporto (dove vado? perché ci vado?)
      • Ottimizzare i trasporti : condividere l’auto, andare in bus o a piedi (500 m in 5 min, in auto non ci si mette meno tra semafori e parcheggi)
    • Un nuovo paradigma energetico
      • La sola via percorribile alternativa alla guerra è una riconversione ecologica dell’economia e della produzione
      • Attraverso il risparmio energetico per abbattere gli sprechi, accrescere l’efficienza dei sistemi, ridurre i consumi, contenere l’inquinamento e liberare risorse;
      • Attraverso il ricorso alle energie rinnovabili in quanto soluzione necessaria per evitare l’esaurimento delle risorse disponibili ;
      • Attraverso una equa distribuzione delle risorse per evitare i conflitti e combattere la povertà;
      • Attraverso il rallentamento progressivo e articolato della crescita economica .
    • SCENARI DI DECRESCITA RIDUZIONE EMISSIONI
    • Riflessione: quanto è costata la guerra in Iraq? 1
      • Solo l’energia bruciata dalla guerra, diretta e indiretta, è enormemente superiore al contenuto energetico del greggio estratto durante il conflitto.
      • La quantità di CO2 immessa per le azioni di guerra è superiore a quella dovuta all’attività USA di 2 mesi e a quella di 2 anni dell’intera Africa.
    • Riflessione: quanto è costata la guerra in Iraq? 2
      • I 200 miliardi di dollari spesi al 2005 nella guerra sarebbero stati sufficienti a rendere competitiva l’energia fotovoltaica (passando dagli attuali 20 agli 8 cents per kilowatt-ora).
      • Gli stessi 200 miliardi sarebbero stati sufficienti a coprire il 5% del fabbisogno energetico italiano per 50 anni, se impiegati per la costruzione di centrali eoliche off-shore.
      • Le basi USA in Europa costano 1000 mlrd $/y.
    • IL PUNTO
      • Stiamo vivendo l’apogeo dell’era dell’energia fossile.
      • L’energia di alta qualità sta diventando una risorsa scarsa – la disponibilità diminuisce.
      • L’energia potenzia il lavoro e la creatività, e attiva i capitali.
      • L’economosfera funziona ormai in modo simile alla bio-geosfera e vi è contenuta.
      • Accadranno grossi cambiamenti economici-sociali.
      • È ugente e necessario un nuovo pensiero economico.
      • Sertori 7
      • Sertori 8
    • Un nuovo paradigma energetico 1
      • La sola via percorribile alternativa alla guerra è la riconversione ecologica di produzione e consumi
      • Attraverso il risparmio energetico per abbattere gli sprechi, accrescere l’efficienza dei sistemi, ridurre i consumi, contenere l’inquinamento e liberare risorse;
    • Un nuovo paradigma energetico 2
      • Attraverso il ricorso alle energie rinnovabili in quanto soluzione necessaria per evitare l’esaurimento delle risorse disponibili ;
      • Attraverso una giusta distribuzione delle risorse per evitare i conflitti e combattere la povertà;
      • Attraverso il rallentamento progressivo della crescita economica e una decrescita delle economie più dissipative.
      In armonia con i tempi biologici e con le risorse energetiche presenti nel territorio, occorre superare le grandi centrali e passare alla produzione localizzata di energia da fonti rinnovabili.
    • UN NUOVO SISTEMA DI RELAZIONI RETI CORTE RETI CORTE RETI CORTE RETI CORTE = RINNOVABILI RETI LUNGHE = RISPARMIO E COLLETTIVO
    • Una proposta: l’impronta ecologica 1
      • “ L’ecological footprint” è un indicatore – ideato da William Rees e Mathis Wackernagel – che mette a confronto lo stile di vita ed i consumi di una popolazione con la “quantità di natura” - espressa in ettari pro-capite di territorio – necessaria a sostenerli a tempo indeterminato.
    • Una proposta: l’impronta ecologica 2
      • L’impronta ecologica rappresenta quindi il peso ( espresso in ettari di natura bio-produttiva ) con cui ogni popolazione grava sul pianeta.
      • Considerando che la biocapacità della terra è 1,8 ha/cap e l’impronta attuale è 2,2 ha/cap, stiamo già consumando più di quanto la terra è in grado di rigenerare.
    • “ Impronta ecologica” nel mondo 0,4 1,8 2,2 6148,1 Mondo 0,4 0,4 0,8 1033,4 India 0,8 0,8 1,5 1292,6 Cina 2,7 1,1 3,8 57,5 Italia 2,9 1,9 4,8 82,3 Germania 2,8 3,1 5,8 59,6 Francia 4 0,8 4,7 16,0 Olanda -8 10,2 2,2 174 Brasile -11,5 19,2 7,7 19,4 Australia 4,7 4,9 9,5 288,0 USA D = B-I Deficit ecologico pro capite B = Disponibilità di biocapacità in ettari I = Impronta pro capite in ettari Popolazione in milioni (2002)
    • Metodo dell’impronta per l’elettricità’
      • Se applichiamo il metodo dell’impronta al comparto della produzione di energia scopriamo che:
        • Centrali a vapore (carbone) 161 ha/GWh
        • Elettricità da petrolio 150 ha/GWh
        • Elettricità da gas naturali 94 ha/GWh
        • Elettricità da eolico 6 ha/GWh
        • Elettricità da fotovoltaico 24 ha/GWh
        • Elettricità da biomassa 27-46 ha/GWh
      Con il fotovoltaico (con le tecnologie attuali) sarebbe sufficiente lo 0,07% delle terre emerse per soddisfare il fabbisogno globale. (in Italia basterebbe lo 0,6%)
    • OVERSHOOT DAY (OVDAY)
      • Dal 1 Gen 2006 al 9 Ott l’umanità ha consumato le risorse rinnovabili del pianeta.
      • Nel 1987 OvDay era 19 Dic; nel 1995 era il 21 Nov; nel 2004 era il 21 Ott.
      • Il nostro stile di vita esaurisce il capitale naturale terrestre, con consumi> 30% biocapacità del pianeta.
    • Il Potenziale Rinnovabile
      • Ogni anno sulla Terra sarebbe possibile produrre, senza un significativo impatto ambientale:
      • 14 mila TWh da idroelettrico;
      • 70-120 mila TWh da biomassa;
      • 180 mila TWh da eolico;
      • 1400000 TWh da geotermico;
      • > 440 mila TWh da solare.
      • Quanto di questo enorme potenziale può essere utilizzato prima che i cambiamenti climatici diventino irreversibili e prima che la crisi energetica porti al collasso del sistema ?
    • Crescita Rinnovabili vs Fossili nel mondo
      • Coiante 6
              • Alexander stadium, Birmingham
              • The Eden Centre, Cornwall
              • Environment Agency HQ London Buses, Vauxhall Cross
    • A solarcentury installation on a Gazeley shed roof today Gazeley’s “ecotemplate” roof of the future Architect: William McDonough
    • Come si passa alle rinnovabili e, soprattutto, basta? 1
      • Un mercato lasciato a se stesso si limiterebbe a bruciare le risorse fossili nella maniera più veloce possibile ed impedirebbe alle nuove tecnologie di emergere fino all’insorgere di una situazione di crisi, quando però sarebbe troppo tardi.
      • Quindi la transizione alle rinnovabili deve essere guidata dalla politica.
    • Come si passa alle rinnovabili e, soprattutto, basta? 2
      • Mantenendo lo scenario tendenziale attuale dei consumi, anche nell’ipotesi più ottimistica di penetrazione delle fonti rinnovabili, si avrebbe nel 2100 il raggiungimento del limite catastrofico di +2 o C di incremento della temperatura.
      • Quindi è necessario ridurre i consumi.
    • Sostituire le fonti convenzionali con le rinnovabili non basta!
      • E’ necessario attuare politiche di risparmio energetico, rallentare la crescita e modificare le attuali tendenze di produzione e consumo adottati dalla società capitalistica di mercato.
      Non è solo una questione ambientale, ma si tratta anche di realizzare maggiore equità nella distribuzione e maggiore sicurezza nell’accesso .
      • Riferimento a indicatori economici diversi dal PIL che contemperino la qualità e non solo la quantità.
      • Incentivi di mercato per ridurre i consumi privati e favorire le rinnovabili.
      • Miglioramento dell ’accesso alle tecnologie pulite.
      Come gestire la transizione? 1
      • Spostamento della pressione fiscale dal lavoro alle fonti fossili.
      • Contrasto alla logica di mercato che sfavorisce i prodotti ambientalmente e socialmente più desiderabili.
      • Affermazione della priorità
      • della politica sul mercato.
      Come gestire la transizione? 2
    • NO AL NUCLEARE
      • Il nucleare costa, non è sostenibile e presenta altissimi rischi ambientali.
      • Le fonti di uranio sono limitate, i costi di produzione dell’energia nucleare sono alti e non sono in grado di beneficiare di un’economia di scala.
      • L’uscita dal petrolio attraverso il rilancio del nucleare è assolutamente impraticabile.
    • Anni necessari per ottenere energia dal nucleare.
      • 4 anni per la costruzione di una centrale.
      • 40 anni di durata di funzionamento.
      • 10 anni per il pareggio di energia.
      • Un impianto fornisce energia netta dal 9° anno.
      • Sistema che sviluppa 1 impianto/anno dà energia netta positiva al 13°anno.
      • Un sistema che costruisce ogni anno 10% nuovi impianti dà energia netta positiva durante il 15° anno.
      • Non va più in perdita un sistema che costruisce ogni anno + 20% nuovi impianti.
    • L’arcipelago nucleare russo
    • Fonti tradizionali: che fare?
      • Petrolio : probabilmente il prezzo oscillerà intorno ad un prezzo medio costantemente in crescita.
      • Carbone : il più disponibile, richiede l’impiego di processi di sequestro della CO 2 poco convenienti, che fagocitano grossi investimenti in America ed Europa.
      • Gas : preferibile al petrolio per effetti di inquinamento, ma comunque limitato.
    • Fonti convenzionali: proposta 1
      • Proponiamo come linea di riferimento la diversificazione sul gas , per quanto possibile e con le dovute cautele.
      • Un sistema ad alto rendimento energetico è costituito da centrali termoelettriche a ciclo combinato alimentate a gas naturale.
    • Fonti convenzionali: proposta 2
      • L’internalizzazione dei costi, con una attenta analisi dell’intero ciclo di vita dei combustibili fossili e dei costi diretti e indiretti, porterebbe beneficamente la base dei prezzi dai 6-7 €c/kWh attuali a circa 9-10 €c/kWh per il gas e 12-16 €c/kWh per oli e carbone, favorendo le fonti rinnovabili.
    • 4) LA PROPOSTA DEL CONTRATTO
      • UN CONTRATTO MONDIALE PER L’ENERGIA E IL CLIMA E CONTRO LA POVERTA’
    • L’energia è un bene necessario al soddisfacimento di bisogni essenziali da cui nessuna e nessuno può essere escluso.
      • Quindi l’energia è un bene comune .
      • Tuttavia, a differenza dell’acqua e dell’aria, l’energia è disponibile sotto diverse forme e estraibile attraverso diverse tecnologie, per cui diventa difficile darne una definizione altrettanto univoca.
      • Quali possono essere le linee guida per un contratto mondiale in tema energetico?
    • Contratto mondiale sull’energia L’energia è un bene comune Conservare le risorse energetiche e Ridurre i consumi Tecnologie per lo sfruttamento locale Autoproduzione da fonti rinnovabili Controllo pubblico della produzione e distribuzione Nuovi vettori energetici a basso impatto e trasporto collettivo
    • L’energia è un bene comune
      • La riceviamo in prestito dalla natura.
      • È indispensabile alla vita.
      • L’accesso, non la proprietà è un diritto.
      • È anche un patrimonio sociale.
      • È un bene territoriale e comunitario.
      • È qualitativamente determinante per gli ecosistemi e per il potere rigenerativo della natura (il genere femminile!).
      • E’ intrinseca all’abitare e alla mobilità.
    • Scenari Futuri 1
      • Spostare le risorse dalle fonti convenzionali a quelle rinnovabili e sviluppare la ricerca e l’applicazione, permette di abbatterne i costi e accelerarne la penetrazione.
    • Scenari Futuri 2
      • Con incentivi a scomparire , la quota di rinnovabili sulla domanda totale di energia può raggiungere il 30% nel 2030, il 50% nel 2050, l’80% nel 2100.
      • Ma il vero nodo è che ciò comporta un modello distribuito della generazione di energia , governato democraticamente osteggiato dalle corporations.
    • Privatizzazione: un bene o un male? 1
      • I propositi del libero mercato e il conseguente processo di privatizzazione sono stati propagandati come necessari ma i risultati sono negativi :
        • nessuna accelerazione nello sviluppo delle energie rinnovabili (non sono competitive ai costi attuali delle fonti fossili);
        • scarsi investimenti nella ricerca e sviluppo e nella manutenzione degli impianti;
        • oligarchia produttiva e distributiva.
    • Privatizzazione: un bene o un male? 2
      • In conclusione bisogna arrestare il processo di liberalizzazione del mercato dell’energia già in atto e che andrà rinforzandosi in Europa e proporre un sistema pubblico partecipato di gestione dell’energia, come unica possibilità di dare spazio alle comunità di intervenire sulle scelte energetiche.
    • Gestore ATO comuni erogatore Utenti tariffa Manutenzione tariffazione (affidamento temporale) Investimenti Piano investimenti (proprietario) Finanziamento Finlombarda con suo capitale sociale e possibilità di credito Ciclo dell’acqua
    • Proprietà reti capitale capitale Verso la privatizzazione….. Capitale sociale Grandi compiti estesi CDA di ampi poteri Enti Locali 100% AEM ecc. gestione scopo SOT Holding Linea Group SOB
    • OGGI Enti locali AEM ecc. AEM gestione Gestione erogazione FUTURO Enti locali Aziende consortili in house Gestione erogazione
    • Proposta: internalizzazione dei costi
      • Un sistema efficiente dal punto di vista economico non è necessariamente il sistema migliore.
      • La società paga oggi i costi “esterni”.
      • E’ necessario che la società possa controllare e decidere democraticamente le politiche tariffarie.
    • Il ruolo dell’Europa
      • L’Europa è particolarmente sensibile ai bisogni sociali e alla tutela dell’ambiente.
      • Ma i provvedimenti in materia ambientale sono visti dalla nuova Commissione come un costo nelle strategie generali del trattato di Lisbona.
      Il movimento deve rientrare nel dibattito e deve riprendersi l’Europa!
      • Programmazione pubblica degli interventi in campo ambientale.
      • Blocco della privatizzazione e della liberalizzazione del mercato dell’energia.
      • Politica tariffaria e internalizzazione dei costi.
      • Raggiungimento per tutti i Paesi degli obiettivi previsti nel Protocollo di Kyoto.
      • Uscire dal nucleare sia civile che militare: ridiscutere il trattato Euratom.
    • Il sole del Mediterraneo
      • L’energia solare va sostenuta come opzione prioritaria per ricreare il legame storico fra i popoli del Mediterraneo, ponendo fine agli attuali conflitti bellici che avvengono per motivi religiosi e, soprattutto, per obiettivi di approvvigionamento energetico.
      Sostituire il petrolio con il sole!!
    • 5) LO SCENARIO NAZIONALE
      • IL “CONTRATTO” PER
      • L’ ITALIA.
    • Lo scenario energetico italiano
      • Caratterizzato da forte dipendenza energetica (85% dell’energia consumata è importata) e continua crescita dei consumi, a cui non corrisponde un miglioramento delle condizioni di vita.
      • Prospettiva come base di stoccaggio europeo del gas.
    • Lo scenario energetico italiano
      • Rinnovabili in contrazione con l’uso prevalente di petrolio (46,8%), gas (33%) e combustibili solidi (9,5%).
      • In Italia si stanno letteralmente bruciando i risparmi di generazioni per importare l’energia primaria necessaria a sostenere un sistema altamente dissipativo.
    • Obiettivi di svolta
      • Risparmio, uso razionale e maggiore efficienza (energy saving): cogenerazione, case passive, limite massimo di consumo, automobili che percorrono 100-120 km con un litro. Tutte cose già disponibili e immediatamente realizzabili. In Italia il solo uso più razionale della energia potrebbe ridurre i consumi del 47% senza alterare i comfort e i servizi.
      • Creazione di ESCO (Energy Service Company). Società che realizzano a proprio rischio e spese le ristrutturazioni energetiche per i loro clienti trattenendo in denaro una parte dei risparmi forniti. Il loro guadagno è proporzionale alla loro capacità di accrescere l’efficienza .
      • Accoglienza delle nuove direttive comunitarie sul risparmio. Un nuovo Piano nazionale per l’energia (l’ultimo risale al 1988)
      • Internalizzazione dei costi : i costi sociali e ambientali devono essere sostenuti da chi li genera. Così le fonti di energia rinnovabili più sostenibili avrebbero oggi una penetrazione ben maggiore.
      Diversi fattori concorrono alla crescita della domanda di energia con la sola conseguenza di generare un costo per la collettività.
    • Libro Verde UE
    • Libro Verde UE
    • Libro Verde UE
    • Libro Verde UE
    • Libro Verde UE
    • Istituto Fraunhofer CONSUMI ENERGETICI NEGLI EDIFICI
    • CONSUMI NEGLI EDIFICI IN ITALIA Consumo medio negli edifici circa 200 kWh/ (m 2 anno)
    • Media Italia: 200 kWh/m2 anno Max Germania: 70 kWh/m2 anno Casa passiva: 15 kWh/m2/anno
    • Proposta: internalizzazione dei costi
      • Attenzione! Un sistema efficiente dal punto di vista economico non è necessariamente il sistema migliore.
      • E’ necessario che la società possa controllare e decidere democraticamente le politiche tariffarie.
      • La fonte energetica più economica è il risparmio. L’investimento per risparmiare 1kWh ci costerebbe 1-3 €c per i primi 40.000 TWh/a.
      • A differenza delle fonti convenzionali anche le rinnovabili più care, come il FV, hanno un forte potenziale di riduzione dei costi.
      • Nella generazione distribuita il termine di paragone diventa il prezzo dell’energia per l’utente finale (10-20 €c per i privati).
    • Il ruolo delle fonti rinnovabili
      • A dispetto dei bassi investimenti , il settore delle rinnovabili è ormai riuscito a raggiungere un livello competitivo rispetto a quello delle fonti tradizionali (in linea con la politica europea).
      • Le tecnologie eolica e solare esibiscono a livelli europei tassi annuali di crescita superiori al 30% e curve di apprendimento nell’ordine del 20%.
      • Laddove sono stati attuati finanziamenti pubblici (Germania, Danimarca e Giappone) vi è stato un vero e proprio boom della generazione da fonti rinnovabili.
      • Così come ragioni politiche (militari) hanno portato per 50 anni ad investire sul nucleare, la necessità di garantire un futuro energetico sicuro e sostenibile, di salvaguardare l’ambiente e di prevenire i cambiamenti climatici dovrebbe portare ad uno spostamento delle risorse a favore delle nuove fonti rinnovabili.
    • Fonti rinnovabili: Eolica Ottima curva di apprendimento nel breve periodo
      • Per Wind Force 12 si può arrivare a coprire il 12% del fabbisogno energetico mondiale nel 2020 generando 2 milioni di posti di lavoro.
      • L’Italia è ferma a 900 MW contro i 15 GW della Germania.
      • Il costo dell’energia eolica si aggira intorno ai 4-8 €c /kWh e scenderà a 3 entro il 2010.
    • LE TECNOLOGIE SOLARI
    • Fonti rinnovabili: fotovoltaico 1 Curva di apprendimento come eolico in ritardo di 10 anni
      • Nel lungo termine potrebbe essere in grado di sostituire interamente le fonti fossili. Ma è necessario un grande impegno nel consolidare e incentivare meccanismi di incentivazione (tariffe in conto energia, o feed-in) già presenti in Germania, Austria e Spagna che hanno dato ottimi risultati. In Italia i certificati verdi pare che abbiano piuttosto rallentato lo sviluppo di tecnologie fotovoltaiche perché ancora più costose rispetto all’eolico.
    • Fonti rinnovabili: fotovoltaico 2 Curva di apprendimento come eolico in ritardo di 10 anni
      • Noi paghiamo già 0,92 €c/kWh sulla bolletta ENEL come sovrapprezzo per sostegno alle fonti rinnovabili e assimilate, dicitura che destina l’80% di questa somma a fonti inquinanti quali rifiuti, carbone miscelato, gasolio bianco.
    • FOTOVOLTAICO 3
    • RIDUZIONE COSTI RINNOVABILI
    • Esempio di convenienza: il Fotovoltaico Agostinelli, G.; Acciarri M.; Ferrazza, F. Le scienze, maggio 2005
    • Fonti rinnovabili: solare termico 1 Oggi si usa calore per produrre energia elettrica che serve a generare nuovamente calore. Si può fare di meglio!
      • Solare termico per generazione di potenza sarebbe concorrenziale, nello stesso segmento, con le fonti fossili solo se vengono internalizzati i costi esterni di queste ultime.
    • Fonti rinnovabili: solare termico 2 Oggi si usa calore per produrre energia elettrica che serve a generare nuovamente calore. Si può fare di meglio!
      • Solare termico per produzione di calore destinato a usi civili e commerciali molto promettente, anche se il ritorno dell’investimento su 7-10 anni rimane sfavorevole per le applicazioni residenziali.
      • Manca un’adeguata normativa di incentivo per il passaggio al solare termico nella generazione termica (calore/freddo).
    • Fonti rinnovabili: idroelettrico
      • Ideale per gli impianti di piccole dimensioni nel pieno rispetto degli equilibri ambientali dei corpi idrici. In Italia copre già il 20% dell’energia elettrica messa in rete con 20 GW di impianti installati. Una forte spinta può essere data dal mini e micro-idroelettrico e da un riammodernamento degli impianti esistenti.
    • Fonti rinnovabili e alternative: biomasse, geotermia e cogenerazione 1
      • Geotermia : l’Italia conta da sola per oltre il 90% della produzione geotermica in Europa con costi contenuti.
      • Biomasse : ambientalmente valide solo per impianti di piccola taglia, contribuiranno in maniera complementare al soddisfacimento della crescita della nuova domanda di energia.
    • Fonti rinnovabili e alternative: biomasse, geotermia e cogenerazione 2
      • La cogenerazione (elettricità più calore) è un processo che permette di aumentare sensibilmente l’efficienza (si passerebbe dal 30-35% di un impianto convenzionale all’80% di un impianto di cogenerazione) nello sfruttamento delle fonti energetiche (si sfrutta il calore disperso nella produzione di energia elettrica).
      • Utile nel passaggio verso le rinnovabili.
    • Una mobilità sostenibile
      • Il concetto di mobilità come fabbisogno costituisce il punto di riferimento sia per l’innovazione di prodotto sia per la riorganizzazione della circolazione di persone e merci.
      • Gli interventi riguardano : riorganizzazione e limitazione del traffico, veicoli innovativi, combustibili alternativi, riprogettazione dell’ambiente relazionale e comunicativo sotto il profilo della raggiungibilità (muscoli e mente, non solo macchine).
      • Per il traffico indispensabile è necessaria una politica di transizione per raggiungere il traguardo rappresentato da veicoli dotati di propulsori elettrici con celle a combustibile alimentate a idrogeno ottenuto da fonti energetiche rinnovabili. ( Adozione di soluzioni intermedie industrialmente fattibili ; creazione di nicchie di mercato incentivato dall’ intervento pubblico , per attivare una rete di produzione e distribuzione di combustibili alternativi; sviluppo, prototipizzazione e sperimentazione di nuove soluzioni attraverso la ricerca avanzata) .
    • Perchè l’idrogeno? Source: World Fuel Cell Council, Nuvera
      • Riduzione delle emissioni di gas serra – inquinamento globale
      • Riduzione delle emissioni di inquinanti locali
      • Diversificazione delle fonti primarie, riduzione della dipendenza dalle importazioni
      • Aumento della competitività dell’industria nazionale con la creazione di nuove opportunità ad alto valore aggiunto
      Security energia Competitività internazionale Riduzione gas serra Inquinamento locale Stati Uniti Giappone Europa Bassa Importanza Alta
    • Idrogeno: una soluzione?
      • Si continuerà a bruciare fossili per lungo tempo.
      • La CO 2 rimane in atmosfera e cresce in concentrazione.
      • Cresce la temperatura del pianeta.
      • Idrogeno da rinnovabili non prima di 20 anni.
        • Occorre “medicare l’infezione” e ridurre subito le emissioni con cambiamenti socio-economici (le proposte del contratto).
        • Intanto sviluppare una medicina, come “l’economia dell’idrogeno” da fonti rinnovabili.
    • Le fonti rinnovabili discontinue L’idrogeno come sistema di accumulo Elettrolisi Accumulo H 2 Fuel cell EE da RES EE  = 70%  = 50%  = 35% Elevati costi di investimento ~ 25.000 €/kW eq (Eolico) ~ 60.000 €/kW eq (PV) Elevate quantità di idrogeno da accumulare ~ 24.000 Nm 3 @ 100 kW eq (15 giorni)
    • Idrogeno
      • Costituisce il 90% degli atomi dell’universo (atomi legati da forti energie di legame).
      • E’ un vettore energetico e l’energia necessaria a produrlo entra a far parte dei bilanci energetici e ambientali.
      • Non è conveniente in termini sia economici che ambientali la produzione da fossili.
      • la generazione diffusa di piccola taglia da fonti rinnovabili è di estremo interesse (facile trasportare, alto rendimento energetico nelle celle a combustibile).
    • Idrogeno: Quanto e da dove?
      • Le quantità in gioco
      • Per riconvertire l’economia USA 150 milioni ton/anno di H 2
      • 1350 milioni ton/anno di H 2 O
      • Nota:
      • acque per uso domestico in USA: 1340 milioni ton/anno
      • acque per veicoli tutto idrogeno USA: 28 milioni ton/anno
      • acque per consumo termonucleare USA : 19600 milioni ton/anno
      • acque per veicoli tutto idrogeno Lombardia: 1,5 milioni ton/anno
    • Le tecnologie
      • Energia
      H 2 O biomassa calore H 2 Nota: si può liberare H 2 per elettrolisi o biochimicamente, o termochimicamente da H 2 SO 4 (850°C) e da HI (450°C).
    • Produzione da fonti rinnovabili – medio e lungo termine La produzione idrogeno attraverso dissociazione termica dell’acqua è un processo termodinamicamente possibile solo ad altissime temperature (2500-5000°C), che presenta difficoltà nella separazione idrogeno/ossigeno, una volta che questi si sono formati ENERGIA SOLARE CONCENTRATA H 2 O Dissociazione termica diretta H 2 O 2 L’impiego di processi termochimici consente di abbassare notevolmente le temperature di reazione (800-1500°C) e di effettuare la separazione idrogeno/ ossigeno in fasi diverse del ciclo, aumentando la resa globale del sistema (fino a rendimenti del 50%) H 2 O H 2 O 2 Cicli termochimici PROCESSO ZOLFO-IODIO PROCESSO FERRITI MISTE PROCESSO UT-3 PROCESSO ZnO-Zn
    • L’idrogeno come combustibile (problemi 1)
      • Anche se per unità di peso rilascia più energia di ogni altro carburante,
      • Per ottenerlo in qualsiasi processo si perde molta dell’energia primaria.
      • Quando è convertito da metano si perde il 15% di energia primaria.
      • A temperatura ambiente occupa uno spazio 3.000 volte maggiore della benzina a parità di contenuto di energia.
      • Liquefa a -256°C, è difficile da immagazzinare ed è infiammabile.
    • L’idrogeno come combustibile (problemi 2)
      • Anche a 700 atmosfere occorrono serbatoi quattro volte più grandi di quelli tradizionali.
      • Per liquefarlo occorre spendere il 30% della sua energia.
      • I costi di un motore tradizionale sono di circa 370 euro. Quelli di un motore H 2 FC sono circa 3.500 euro.
      • Una stazione di rifornimento (da 100 a 2.000 auto) richiede da 5 a 81 MW.
    • L’idrogeno come combustibile (trasporto)
      • Per trasportare la stessa energia di una autobotte di benzina occorrono 21 autobotti di idrogeno.
      • Per 500 Km percorsi da una autobotte di idrogeno bisogna usare il 40% del suo carico.
      • L’1,4% dell’idrogeno in un gasdotto va perso per pomparlo ogni 150 Km.
    • Efficienza dell’intero ciclo WTW
      • Modello Efficienza
      • Idrogeno ICE 11,3%
      • Ibrido ICE 23,9%
      • Idrogeno ibrido FC 25,5%
    • Un’agricoltura a bassa intensità energetica
      • I sistemi più tradizionali di coltivazione sono oggi anche quelli più efficienti dal punto di vista energetico (Vietnam 1:10). In seguito alla rivoluzione verde iniziata negli anni ’60, con l’impiego di fertilizzanti, sistemi d’irrigazione, imballaggio dei prodotti, oggi l’energia impiegata è maggiore di quella che se ne ricava dal raccolto ( Stati Uniti 10:1). Questo sistema produce più CO2 di quanta ne possa assorbire.
      • Maggiore efficienza energetica e uso di fertilizzanti organici (agricoltura biologica)
      • Fonti energetiche rinnovabili e filiera corta (riduzione della distanza dalla produzione al consumo).
      • Produzione di biomasse ad uso energetico.
      • Ovviamente i consumi alimentari delle popolazioni più ricche devono diventare compatibili con il mantenimento dei processi naturali (es. dieta mediterranea con riduzione dei consumi di carne).
      Evoluzione del sistema agricolo
    • I biocombustibili
      • In forma liquida (etanolo, biodiesel) e in forma gassosa (idrogeno e biogas) possono rappresentare una valida soluzione per contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2, anche se usati in miscele con i combustibili fossili.
      • L’ipotesi di una sostituzione totale dei combustibili fossili da parte dei biocombustibili presenta diverse riserve , prima fra tutte la priorità alimentare dei raccolti per combattere la fame nel mondo . L’eccessivo sfruttamento delle terre potrebbe rompere gli equilibri dell’ecosistema e infine degradare l’ambiente perfino più di quanto non facciano le fonti fossili.
    • 6) CONCLUSIONI
    • Da dove partiamo
      • L’Italia detiene un numero elevato di primati negativi nel campo ambientale in Europa (auto, metropolitane, Kyoto, pesticidi, edificazione, regole, etc.).
      • Il nuovo governo si ritrova un’eredità drammatica : devastazioni e guasti profondi inferti non solo al territorio, ma anche al sistema delle regole e agli strumenti pubblici di controllo e di gestione .
    • Riprendiamoci l’Energia
      • La questione energetica è una questione di democrazia.
      • Il superamento dei fossili passa dal rilancio del governo dei beni comuni e dalla responsabilizzazione politica dei cittadini.
      • L’energia rinnovabile può essere prodotta su scala locale in impianti di piccola e media taglia e distribuita alla rete locale, con un governo diretto delle comunità, pubblico e partecipato.
    • Fondi Comunitari?
      • Bisogna fare fronte all’ investimento , ma al netto della produzione nell’arco di vita dell’impianto si arriva comunque ad un ricavo .
      • In presenza di incentivi il rendimento dell’investimento è superiore al 10% annuo.
      • E allora perché non creare dei fondi gestiti direttamente dalle comunità , retribuiti a tassi sicuri, per fare fronte all’investimento con tante piccole quote e creare energia rinnovabile per tutti?
    • Quale cammino ci aspetta
      • Solo un vasto e maturo movimento ancorato al territorio e coerente nello sviluppo non solo di parole d’ordine, ma anche di campagne e lotte esemplari, può dare garanzia di un’inversione duratura rispetto a scelte reiterate, drammaticamente irresponsabili.
    • GLI OBIETTIVI E LA BELLEZZA DEI NUMERI
      • 1 Tep /pro capite consumo energia.
      • 1,5 Ton/anno pro capite emissione CO2.
      • Inversione overshoot day a 31/12 al 2030.
      • impronta ecologica a 1,8 ha/cap al 2030
      • 100 g CO2/Km max da auto al 2010.
    • PROPOSTA GESTIONE DOCUMENTO
      • Creazione di un movimento per la proposizione su rete europea e internazionale della presente piattaforma, finalizzata ad estendere, consolidare, collegare e articolare sul territorio la proposta di un nuovo paradigma energetico.
    • AZIONI E CAMPAGNE
        • Collegamento alle campagne dell’intero movimento (es. contro precariato per lavoro).
        • Unificazione con le lotte per i beni comuni
        • (es. contratto mondiale per l’acqua).
        • Radicamento nelle autonomie locali per la costruzione di un modello energetico distribuito (es. Rete Nuovi Municipi).
        • Coinvolgimento della comunità scientifica.
        • Impegno educativo per consegnare alle nuove generazioni una cultura dell’energia come fonte di vita riproducibile.