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contratto energia (presentazione completa)

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    1. 1. 1 Energia Rinnovabilità Democrazia CONTRATTO MONDIALE ENERGIA Novembre 2006
    2. 2. 2 Dal Don Chisciotte di Miguel Cervantes • “ O perpetuo scopritore degli antipodi, face del mondo, occhio del cielo. Tu che sempre ascendi e, a dispetto delle apparenze non ti corichi mai. Dico a te, sole, con il cui aiuto l’uomo genera l’uomo! Illumina le tenebre del mio ingegno, che senza te mi sento freddo, sfinito, incerto”
    3. 3. 3 EMPEDOCLE: I 4 ELEMENTI Aria, acqua, terra e fuoco, i quattro elementi fondamentali impiegati da Empedocle per descrivere il mondo in cui viviamo, sono tra loro interconnessi. Il fuoco – l’energia – viene oggi utilizzato dall’uomo e consumato così dissennatamente, in particolare nelle sue forme fossili, da compromettere i cicli della biosfera, dando luogo ad un inarrestabile degrado dell’aria, dell’acqua, della terra.
    4. 4. 4 L’energia è una sostanza connaturata all’esistenza. L’energia libera serve all’uomo per vivere e per alimentare le sue “protesi artificiali”. L’energia è sviluppo, crescita, consumo e “motore” del mercato. L’energia è inglobata nell’intero ciclo del prodotto. COS’E’ comunemente L’ENERGIA?
    5. 5. 5 L’energia è una risorsa finita e degradabile. L’energia è equilibrio per la biosfera. L’energia è diritto alla vita e, quindi, un bene comune. Il FSM ha riconosciuto che il passaggio dalle fonti fossili alle rinnovabili e la riduzione dei consumi sono indispensabili per lottare per la pace, contro il cambiamento climatico e la povertà. COS’E’ davvero L’ENERGIA?
    6. 6. 6 IL SERBATOIO FOSSILE…. Passato Presente Futuro... PRIMA COMBUSTIBILI FOSSILI DOPO
    7. 7. 7 1) L’ANALISI DELLO SPRECO • IL SISTEMA DEI FOSSILI. • LA SITUAZIONE CLIMATICA. • GUERRA E INGIUSTIZIA SOCIALE.
    8. 8. 8 Il pianeta di notte
    9. 9. 9 LE MEGALOPOLI DI NOTTELE MEGALOPOLI DI NOTTE
    10. 10. 10 Infrastrutture energetiche 1Infrastrutture energetiche 1
    11. 11. 11 Infrastrutture energetiche 2Infrastrutture energetiche 2 Rete europea dei
    12. 12. 12 Infrastrutture energetiche 3Infrastrutture energetiche 3 30.120 km di metanodotti al 31/12/2003
    13. 13. Riserve di energia solare (annuali) > 2130 TWh entro il 2020 Africa > 450 TWh Asia – Oceania > 270 TWh Latin America > 270 TWh Middle East > 200 TWh India: > 180 TWh Australia – Japan - NZ > 130 TWh Europe > 90 TWh North America > 180 TWh China > 220 TWh East Europe – Ex URSS > 130 TWh Based on data from B. Dessus & UNESCO ’s Summer School of rural electrification Yearly kWh by m² 1200 1700 1950 2450 850 600
    14. 14. Riserve di energia eolica (annuali)Riserve di energia eolica (annuali) > 660 TWh entro 2020 Africa > 20 TWh Asia – Oceania > 45 TWhLatin America > 50 TWh China > 45 TWh Middle East > 3 TWh North America > 150 TWh India > 35 TWh Australia – Japan - NZ > 90 TWh East Europe – Ex URSS > 65 TWh Europe > 130 TWh Based on data from B. Dessus & UNESCO ’s Summer School of rural electrification kWh by kW installed 100 1700 2700 4000
    15. 15. Potenziale di biomasse > 6700 TWh entro 2020 Calculations based on data from B. Dessus & UNESCO ’s Summer School on Solar Electricity Africa > 1200 TWh Asia – Oceania > 1000 TWh Latin America > 1400 TWh China > 660 TWh North America > 680 TWh India > 680 TWh Australia – Japan - NZ > 120 TWh East Europe – Ex URSS > 430 TWh Europe > 550 TWh Middle East > 70 TWh
    16. 16. 16 Lo Scenario Energetico Globale Consumo primario: 120.000 TWh/anno Ripartizione del Consumo di energia Primaria (2003) Petrolio 35% Carbone 23% Gas 21% Biomasse e Rifiuti 11% Idroelettrico 2%Nucleare (gen. termica) 7% Altre Rinnovabili (Geotermico, Eolico, Solare..) 1%
    17. 17. 17 Fossili: Gap fra la scoperta e l’uso
    18. 18. 18 RISORSE ENERGETICHE TERRARISORSE ENERGETICHE TERRA EJ=Exa Joule=10EJ=Exa Joule=101818 JJ 1 Tep= 4,8x101 Tep= 4,8x101010 JJ
    19. 19. 19 Quante riserve abbiamo? Le riserve accertate (sicure al 90%) • 1.280 miliardi di barili di Petrolio; • 180.000 miliardi di m3 di Gas; • 1.000 miliardi di tonnellate di Carbone; • 4.588.700 tonnellate di Uranio.
    20. 20. 20 Quanta Energia si può ricavare? 0 1000000 2000000 3000000 4000000 5000000 6000000 7000000 CapacitàdiGenerazione[TWh] Capacità di Generazione delle Fonti Convenzionali di Energia TWh 2170660 2059992 6087649 183965 392642 120000 Petrolio Gas Carbone Nucleare (risorse certe) Nucleare (speculative) Fabbisogno Primario 2003
    21. 21. 21 Per Quanto Tempo? • Petrolio e gas hanno una capacità accertata di 18 volte il fabbisogno mondiale corrente, il carbone di 50, l’uranio di 1.5 (poco meno di 5 includendo anche le risorse speculative).
    22. 22. 22 Per Quanto Tempo? • Includendo anche tutte le risorse speculative di tutte le tipologie di fonti energetiche si arriva a 25 milioni di TWh, pari a 200 volte i consumi del 2003. • Ma con un tasso di crescita del 2% nella domanda (meno di quello dal 1990 ad oggi), e una quota di rinnovabili sotto il 20%, tutte le riserve convenzionali sarebbero esaurite prima del 2100.
    23. 23. 23 PRIMA COMBUSTIBILI FOSSILI DOPO ASPO
    24. 24. 24 L'aumento di prezzi avrà quattro effetti Dal più veloce al più lento, gli effetti saranno: • Diminuzione della qualità di vita – bisognerà fare di più per ottenere di meno ed essere infelici; • Rendimento energetico aumentato - “fate lo stesso, ma usando meno energia”; • Disponibilità di energia alternativa aumentata – “fate lo stesso, ma con i sostituti dell’olio”; • Aspirazioni culturali cambiate – “scegliete di fare qualche cosa di diverso ed essere felici”.
    25. 25. 25 Second energy crisis 1979 to 1981 1965 1970 1975 1980 1985 1990 1995 2000 2005 2010 $80 $60 $40 $20 ? 1 2 3 4 5 6 prices of the day 2003 prices PiccoPetrolio
    26. 26. 26 La centralità dell’Energia Gli attuali processi di globalizzazione rendono sempre più evidenti e esplosivi quattro nodi: – la limitatezza delle risorse naturali; – l’impatto ambientale e climatico dell’inquinamento; – la diffusione accelerata di modelli di vita orientati al consumo sempre più distruttivi; – la pervasività del ricorso alle armi per il controllo delle risorse energetiche. Una “democrazia energetica” basata su risorse rinnovabili è la bussola per il futuro e la precondizione per evitare un disastro
    27. 27. 27 Cambiamenti climatici INQUINAMENTO 2) EXILLES- Alta Valle di Susa- Lago e ghiacciaio
    28. 28. 28 Il ciclo degli elementi = base della vita
    29. 29. 29 Fattori del sistema climatico
    30. 30. 30 L’effetto serra
    31. 31. 31 L’emergenza climatica • Negli ultimi 150 anni la concentrazione di CO2 in atmosfera: da 280 a 370 ppm. • Ogni anno vengono rilasciati 25 Gton di CO2 = 6,5 Gton di C. • La temperatura del globo si è innalzata di 0,6 °C nel ‘900. • La crescita di CO2 al 2020 è previsto del 50%.
    32. 32. 32 1 litro gasolio: 2,7 kg CO2 1 litro benzina: 2,4 kg CO2 1 kg carbone = 3,7 kg CO2 1 kWh elettrico da petrolio = 0,6 kg CO2
    33. 33. 33 L’EMERGENZA CLIMATICA: SEQUESTRO DI CO2? • Per immettere nel sottosuolo 1G ton di CO2 (4% emissione annua) occorre movimentare 5 milioni di m3 di gas al giorno; • Il sequestro di CO2 incide per 3-4 centesimi di euro per Kw/ora sul costo totale (7-10 centesimi di euro); • Generare elettricità da carbone e sequestrare la CO2 costa oggi il 14% rispetto all’elettricità da fotovoltaico.
    34. 34. 34 CO2: mai così alta da 700.000 anni ? DOME C – EPICA - Antartide
    35. 35. 35 Produzione di CO2 • CRESCITA DI CO2 NEL TEMPO
    36. 36. 36 Crescita di CO2 • Crescita di gas-serra nel secolo scorso (rispetto al 1750)
    37. 37. 37 Aumento della temperatura superficiale del mare 1910-1960 1961-2005 1961 - 2005
    38. 38. 38 AUMENTO TEMPERATURA
    39. 39. 39 PERDITE ECONOMICHE
    40. 40. 40 Aumento eventi estremi in Italia 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9Numeroeventi 1950-1960 1960-1970 1970-1980 1980-1990 1990-2000
    41. 41. 41 Le correnti marine
    42. 42. 42 Le coste minacciate
    43. 43. 43 RISCHI DI CATASTROFI Source: Schellnhuber 2003
    44. 44. 44 IMPATTI DI AUMENTO T Stern Review 2006Stern Review 2006
    45. 45. 45 Effetti positivi del riscaldamento globale
    46. 46. 46 IL PROTOCOLLO DI KYOTO 1 • Il Protocollo di Kyoto sottoscritto nel 1997 prevede di ridurre tra il 2008 e il 2012 le emissioni dei sei principali climalteranti del 5,2% rispetto al 1990. La politica ambientale vincolante è il punto di forza dell’accordo. Mentre il suo lato debole riguarda i meccanismi di flessibilità che consentono di aggirare i vincoli e monetizzano l’ineguaglianza.
    47. 47. 47 IL PROTOCOLLO DI KYOTO 2 • Per l’Italia KYOTO prevede una riduzione del 6.5% dal 1990 al 2012. • Per l’UE la riduzione è dell’8%. • L’IPCC ritiene necessaria una riduzione del 60-80% delle emissioni al 2050 per contenere in +2°C l’aumento T pianeta.
    48. 48. 48 OBIETTIVI DI KYOTO IlIl ProtocolloProtocollo didi KyotoKyoto Gas serra da ridurre CO2 CH4 N2O HFCs PFCs SF6 Emissioni Paesi industrializzati 1990 Emissioni medie annuali 2008-2012 - 5.2% L’Italia ha aderito il 29 aprile 1998 (CIPE 19/11/1998) e ratificato il 1 giugno 2002 con Legge n.120/2002 Il Protocollo di Kyoto è stato ratificato da 163 Paesi complessivamente responsabili del 61,6% delle emissioni di CO2 Il Protocollo di Kyoto è entrato in vigore il 16 febbraio 2005 Quote di riduzione (%) UE –8 (Italia -6.5) USA –7 Giappone –6 Russia 0 Australia +8
    49. 49. 49 EMISSIONI GAS SERRA Climate and Forests : the case for action now Tropical Deforestation = 16% of Global CO2 Emissions 90% of Land use change emissions in the tropics, primarily deforestation Sources: Stern Report - The Economics of Climate Change; Intergovernmental Panel on Climate Change: Land Use, Land-Use Change, and Forestry: 2000 Global GHG Emissions Land Use Change Emissions
    50. 50. 50 (1) Fonte : Stato del mondo 2002 (1) Nota - Dal conteggio sono escluse le rimozioni dovute ad attività legate all'uso del suolo e delle foreste (Protocollo di Kyoto, 1997) Emissioni di COEmissioni di CO22 deidei Paesi dellPaesi dell’’Annesso IAnnesso I
    51. 51. 51 Emissioni di CO2 in Italia e Protocollo di Kyoto. a) • Oggi ogni italiano emette 8 t/anno. • 500 milioni t/anno le emissioni Italia. • L’andamento dell’Italia è opposto a quello degli altri grandi paesi europei – Germania, Gran Bretagna, Francia – che riducono o stabilizzano le loro emissioni avvicinando o addirittura superando gli obiettivi di Kyoto.
    52. 52. 52 Emissioni di CO2 in Italia e Protocollo di Kyoto. b) • Confrontate con il 1990 – anno di riferimento per l’obiettivo di riduzione del 6,5% entro il 2010 assegnatoci dal Protocollo di Kyoto – la crescita (come emissioni nette) supera già oggi il 10%, (+13% in Lombardia) soprattutto a causa dell’aumento dei consumi per trasporti (+24% sul 1990) e della produzione di energia elettrica (+13%).
    53. 53. 53 GAS SERRA ITALIA 1990-2000
    54. 54. 54 TON GAS SERRA ITALIA
    55. 55. 55 Emissioni di CO2 in Lombardia e Protocollo di Kyoto • Le emissioni CO2 In Lombardia sono 100 milioni di Tonnellate: • I trasporti contribuiscono col 23%; • Il riscaldamento civile col 21%; • La produzione di energia col 17%; • L’industria col 16%; • L’agricoltura 9%; • I rifiuti 4%.
    56. 56. 56 PROVINCE LOMBARDE Emissioni totali di Gas Serra in LombardiaEmissioni totali di Gas Serra in Lombardia INEMARINEMAR -- 20032003 www.ambiente.regione.lombardia.it/inemar
    57. 57. 57 EFFETTI FORESTALI Assorbimento netto di carbonio da parte di un ecosistema forestale (Parco del Ticino) Fondazione Lombardia per l’Ambiente
    58. 58. 58 KYOTO ATTUAZIONE KyotoKyoto -- ModalitModalitàà attuativeattuative Misure “domestiche” di riduzione delle emissioni Meccanismi flessibili (supplementari alle azioni domestiche) • Emission Trading: il commercio delle quote di emissione • Joint Implementation: attuazione congiunta degli obiettivi di riduzione • Clean Development Mechanisms: meccanismi di sviluppo pulito (cooperazione tra Paesi) ”EmissionsEmissions reductionreduction ProtocolProtocol” ”SinksSinks ProtocolProtocol” Sinks stoccaggio di carbonio da parte di • Foreste e vegetazione • Agricoltura e suolo
    59. 59. 59 MISURE “DOMESTICHE” MisureMisure ““domestichedomestiche”” di riduzione emissionidi riduzione emissioni  Miglioramento efficienza energetica  Risparmio energetico  Maggiore utilizzo fonti di energia rinnovabili  Accelerazione iniziative di ricerca innovativa  Sperimentazione (“idrogeno, biomasse, solare termico, eolico, fotovoltaico, combustibile da rifiuto e biogas”)
    60. 60. 60 MECCANISMI FLESSIBILI KPKP -- MeccanismiMeccanismi flessibiliflessibili Scambio dei diritti di emissione • I Paesi ottengono una quota-obiettivo in funzione dei singoli target nazionali di riduzione • Il surplus di emissioni “risparmiate” viene venduto alle imprese che non riescono a raggiungere l’obiettivo • La totalità dei diritti di emissione rimane prefissata Messa in opera congiunta • I Paesi industrializzati investono in progetti di riduzione delle emissioni nette in altri Paesi industrializzati • Gli investitori possono conteggiare la riduzione delle emissioni ottenuta deducendola dal loro proprio obiettivo Meccanismi legati ad uno sviluppo pulito • I Paesi industrializzati investono nei Paesi in via di sviluppo per l’ottenimento dei crediti di emissione • Obiettivo complementare di aiutare i Paesi in via di sviluppo a realizzare l’obiettivo della Convenzione (sviluppo sostenibile)
    61. 61. 61 2005 14 Emissioni stabilizzate 7 Gigatons Carbon Emitted per Year 1950 1.6 Emissioni raddoppiate Emissioni attuali The Stabilization Wedge 0 175 Gt di Carbonio Business-as-usual trajectory Stabilization trajectory A livello mondiale sono necessari 7 cunei di stabilizzazione per evitare il raddoppio delle emissioni nei prossimi 50 anni (Pacala e Socolow, 2004) 2054 25 Gt/cuneo in 50 anni
    62. 62. 62 CUNEI RIDUZIONE CO2 15 sono le azioni identificate da Pacala e Socolow. Si basano tutte su tecnologie già esistenti
    63. 63. 63 ITALIA: OBIETTIVI CO2 e RISPARMIO • CO2 all’anno 2050 almeno 60% in meno rispetto al 1990. • Risparmio: traguardo a breve per fabbisogno energetico: 130Mtep di cui 30 Mtep elettrico ( con copertura del 30% (9 Mtep) da rinnovabili).
    64. 64. 64 L’INQUINAMENTO DELL’ARIA 1 • Biossido di zolfo Livello di attenzione 125 µg/mc media giornaliera. Livello allarme 250 µg/mc media giornaliera.
    65. 65. 65 L’INQUINAMENTO DELL’ARIA 2 • Biossido di azoto Livello di attenzione 200 µg/mc media oraria Livello di allarme 400 µg/mc media oraria
    66. 66. 66 L’INQUINAMENTO DELL’ARIA 3 • Monossido di carbonio Livello di attenzione 15 mg/mc media oraria Livello di allarme 30 mg/mc media oraria
    67. 67. 67 L’INQUINAMENTO DELL’ARIA 4 • Piombo Soglia di valutazione superiore: 70% del valore limite (0,35 µg/m3) su media annuale. Soglia di valutazione inferiore: 50% del valore limite (0,25 µg/m3) su media annuale.
    68. 68. 68 L’INQUINAMENTO DELL’ARIA 5 • PM10 al 1/1/05 50 μg/mc non >35 gg/anno al 1/12010 50 μg/mc non > 7 gg/anno. • PM2,5 35 μg/mc non >35 gg/anno.
    69. 69. 69 Inquinamento da Centrali elettriche • CO2 gas = 495g/KWh olio = 722g/KWh carbone = 890 g/KWh • SO2 gas = 2 mg/KWh olio = 1062 mg/KWh carbone = 1292 mg/KWh • NOX gas = 366 mg/KWh olio = 297 mg/KWh carbone = 485 mg/KWh
    70. 70. 70 L’autodistruzione della Cina
    71. 71. 71 Inquinamento globale
    72. 72. 72 Inquinamento in Europa
    73. 73. 73 Inquinamento Pianura Padana
    74. 74. 74 LOMBARDIA EMISSIONE INQUINANTI SO2 NOx COV NH3 PM10 Precursori O3 Macrosettore t/anno t/anno t/anno t/anno t/anno t/anno 1-Produzione energia e trasform. combustibili 30.618 19.611 1.488 2,5 1.005 25.881 2-Combustione non industriale 3.974 17.888 16.830 256 5.134 60.718 3-Combustione nell'industria 10.981 39.653 5.988 114 1.566 57.460 4-Processi produttivi 3.663 3.140 28.358 110 1.598 37.260 5-Estrazione e distribuzione combustibili 10.700 12.143 6-Uso di solventi 0,5 20 153.335 11 341 153.360 7-Trasporto su strada 3.313 80.592 51.637 2.940 9.029 185.758 8-Altre sorgenti mobili e macchinari 2.187 18.324 3.806 0,1 2.062 27.196 9-Trattamento e smaltimento rifiuti 153 2.073 118 0,6 52 4.279 10-Agricoltura 1.685 1.372 96.550 1.975 9.182 11-Altre sorgenti e assorbimenti 63 276 27.555 63 895 28.918 Totale 54.953 183.262 301.187 100.047 23.658 602.157
    75. 75. 75 CONTRIBUTI DA FONTI ALL’INQUINAMENTO
    76. 76. 76 MILANO PM10 2005 MI-Juvara 0 50 100 150 200 250 01/01/2005 01/02/2005 01/03/2005 01/04/2005 01/05/2005 01/06/2005 01/07/2005 01/08/2005 01/09/2005 01/10/2005 01/11/2005 01/12/2005 01/01/2006 Figura 2 Concentrazioni medie giornaliere di PM10 (µg/m3 ) misurate nella postazione di Milano, via Juvara, nel 2005. Elaborazione degli autori su dati ARPA Lombardia
    77. 77. 77 MILANO POLVERI SOTTILI 2006 • 91 i superamenti PM10 al 16/10/06. • 53% il contributo da traffico. • 18% il contributo da caldaie. • 140 microgrammi/mcubo PM10 il15/10. • 108 microgrammi/mcubo PM2,5 il 15/10.
    78. 78. 78 3) CRISI TRANSIZIONE CAMBIAMENTO
    79. 79. 79 Consumi totali di energia in tep/anno.persona al 2002 Foss. Totale • Africa 0,4 0,4 • Medio Oriente 2,6 2,1 • Europa Orientale e Russia 3,3 2,9 • Europa Occidentale 3,7 3,2 • America centrale e meridionale 1,2 1,2 • America settentrionale 7,0 5,8 • Asia e Oceania 0,8 0,8 • Media mondiale 1,65 1,4
    80. 80. 80 • C’è una forte correlazione tra HDI (Human Developement Index) e consumo pro-capite di energia (la tendenza attuale indica un raddoppio dei consumi entro il 2050). • Un europeo oggi consuma 4 tep e un americano oltrepassa 8 tep. • Il fabbisogno pro-capite minimo di energia per soddisfare i bisogni di base è 1 - 1,5 tep/anno e questo deve diventare l’obiettivo ideale. • Occorre migliorare l’efficienza energetica, passare a fonti rinnovabili e ridurre i consumi. Quanta energia consumiamo: tendenze
    81. 81. 81 Produciamo circa 520 kg a testa di rifiuti all’anno! Energia e materie prime “nascoste” nel prodotto Italia: 200.000 tonnellate/anno di plastica per imbottigliare 11 miliardi di litri d'acqua, 193 litri/ persona all’anno 1 kg di plastica = 2 kg di petrolio e 10 kWh di energia (1 bottiglia da 1,5 l = 35 g di plastica) Il riciclo consente di utilizzare solo 3 kWh/kg bottiglie di plastica = – energia – emissioni – rifiuti – inceneritori! 1 t di carta = 10 alberi+ 15 m3 d‘acqua + 6000 kWh
    82. 82. 82 CONSUMI DI ACQUA (700 l/g)
    83. 83. 83 IL BUCO ENERGETICO • L'uso globale di energia attuale è 13 TW, si prevede che per il 2050 arrivi a 30. • il deficit previsto sarebbe 17 - 20 TW. • Costruendo 1 centrale nucleare da 1000 Mw al giorno per 50 anni si otterrebbero 10 TW. • Il vento offre in prospettiva 2-4 TW. • L’energia solare 20 TW. • La biomassa dà un massimo teorico di 7- 10 TW.
    84. 84. 84 Come garantire la disponibilità di risorse? • Perseverare con l’attuale modello di crescita e di sviluppo asimmetrico, in cui l’accesso e la disponibilità delle risorse sarà di fatto negato all’India, alla Cina e agli altri paesi sottosviluppati, favorisce le disuguaglianze, i conflitti sociali, le guerre e le catastrofi economiche e ambientali. • E’ necessario promuovere una politica economica globale di riconversione ecologica della produzione, di ridistribuzione e di sostegno al mercato di prodotti socialmente ed ambientalmente desiderabili.
    85. 85. 85 Decrescere e vivere bene • Intervenire sugli sprechi energetici (isolamento termico muri e vetri, caldaie efficienti, elettrodomestici classe A, confort sobrio, no mode, no finestre aperte, per ogni °C in più, aumenta 7% consumo) • Calcolare i propri consumi e risparmi – Bollette e unità di misura • Ridurre acquisti non necessari (mi serve?) • Razionalizzare acquisti su base energetica e produzione rifiuti (acqua minerale... imballaggi, scatola cioccolatini vs. sfuso, insalata prelavata e incartata...gadget inutili, sacchetto in tessuto riutilizzabile – fatevi sentire, contagiate gli altri non c’è nulla che il responsabile acquisti tema di più che molta gente insoddisfatta delle politiche di vendita...) • Privilegiare consumo locale e no verdure fuori stagione – GAS • Riciclare rifiuti (direttamente, indirettamente) • Riusare e Riparare (No moda e usa e getta) e Regalare (costituire un luogo di scambio usato a livello di quartiere o su sitoweb) • Divertimenti sobri: centrati sull’uomo e non sull’oggetto, lettura, convivialità • Autoprodurre cibo: orto domestico, anche urbano, conserve casalinghe • Autoprodurre energia: solare, eolico, biomassa • Ridurre le necessità di trasporto (dove vado? perché ci vado?) • Ottimizzare i trasporti: condividere l’auto, andare in bus o a piedi (500 m in 5 min, in auto non ci si mette meno tra semafori e parcheggi)
    86. 86. 86 Un nuovo paradigma energetico La sola via percorribile alternativa alla guerra è una riconversione ecologica dell’economia e della produzione • Attraverso il risparmio energetico per abbattere gli sprechi, accrescere l’efficienza dei sistemi, ridurre i consumi, contenere l’inquinamento e liberare risorse; • Attraverso il ricorso alle energie rinnovabili in quanto soluzione necessaria per evitare l’esaurimento delle risorse disponibili ; • Attraverso una equa distribuzione delle risorse per evitare i conflitti e combattere la povertà; • Attraverso il rallentamento progressivo e articolato della crescita economica.
    87. 87. 87 SCENARI DI DECRESCITA RIDUZIONE EMISSIONI
    88. 88. 88 Riflessione: quanto è costata la guerra in Iraq? 1 • Solo l’energia bruciata dalla guerra, diretta e indiretta, è enormemente superiore al contenuto energetico del greggio estratto durante il conflitto. • La quantità di CO2 immessa per le azioni di guerra è superiore a quella dovuta all’attività USA di 2 mesi e a quella di 2 anni dell’intera Africa.
    89. 89. 89 Riflessione: quanto è costata la guerra in Iraq? 2 • I 200 miliardi di dollari spesi al 2005 nella guerra sarebbero stati sufficienti a rendere competitiva l’energia fotovoltaica (passando dagli attuali 20 agli 8 cents per kilowatt-ora). • Gli stessi 200 miliardi sarebbero stati sufficienti a coprire il 5% del fabbisogno energetico italiano per 50 anni, se impiegati per la costruzione di centrali eoliche off-shore. • Le basi USA in Europa costano 1000 mlrd $/y.
    90. 90. 90 IL PUNTO •Stiamo vivendo l’apogeo dell’era dell’energia fossile. •L’energia di alta qualità sta diventando una risorsa scarsa – la disponibilità diminuisce. • L’energia potenzia il lavoro e la creatività, e attiva i capitali. • L’economosfera funziona ormai in modo simile alla bio-geosfera e vi è contenuta. • Accadranno grossi cambiamenti economici- sociali. • È ugente e necessario un nuovo pensiero economico.
    91. 91. 91 • Sertori 7
    92. 92. 92 • Sertori 8
    93. 93. 93 Un nuovo paradigma energetico 1 La sola via percorribile alternativa alla guerra è la riconversione ecologica di produzione e consumi • Attraverso il risparmio energetico per abbattere gli sprechi, accrescere l’efficienza dei sistemi, ridurre i consumi, contenere l’inquinamento e liberare risorse;
    94. 94. 94 Un nuovo paradigma energetico 2 • Attraverso il ricorso alle energie rinnovabili in quanto soluzione necessaria per evitare l’esaurimento delle risorse disponibili ; • Attraverso una giusta distribuzione delle risorse per evitare i conflitti e combattere la povertà; • Attraverso il rallentamento progressivo della crescita economica e una decrescita delle economie più dissipative. In armonia con i tempi biologici e con le risorse energetiche presenti nel territorio, occorre superare le grandi centrali e passare alla produzione localizzata di energia da fonti rinnovabili.
    95. 95. 95 UN NUOVO SISTEMA DI RELAZIONI RETI CORTE RETI CORTE RETI CORTE RETI CORTE = RINNOVABILI RETI LUNGHE = RISPARMIO E COLLETTIVO
    96. 96. 96 Una proposta: l’impronta ecologica 1 • “L’ecological footprint” è un indicatore – ideato da William Rees e Mathis Wackernagel – che mette a confronto lo stile di vita ed i consumi di una popolazione con la “quantità di natura” - espressa in ettari pro-capite di territorio – necessaria a sostenerli a tempo indeterminato.
    97. 97. 97 Una proposta: l’impronta ecologica 2 • L’impronta ecologica rappresenta quindi il peso (espresso in ettari di natura bio-produttiva) con cui ogni popolazione grava sul pianeta. • Considerando che la biocapacità della terra è 1,8 ha/cap e l’impronta attuale è 2,2 ha/cap, stiamo già consumando più di quanto la terra è in grado di rigenerare.
    98. 98. 98 Popolazione in milioni (2002) I = Impronta pro capite in ettari B = Disponibilità di biocapacit à in ettari D = B-I Deficit ecologic o pro capite USA 288,0 9,5 4,9 4,7 Australia 19,4 7,7 19,2 -11,5 Brasile 174 2,2 10,2 -8 Olanda 16,0 4,7 0,8 4 Francia 59,6 5,8 3,1 2,8 Germania 82,3 4,8 1,9 2,9 Italia 57,5 3,8 1,1 2,7 Cina 1292,6 1,5 0,8 0,8 India 1033,4 0,8 0,4 0,4 Mondo 6148,1 2,2 1,8 0,4 “Impronta ecologica” nel mondo
    99. 99. 99 Metodo dell’impronta per l’elettricità’ • Se applichiamo il metodo dell’impronta al comparto della produzione di energia scopriamo che: – Centrali a vapore (carbone) 161 ha/GWh – Elettricità da petrolio 150 ha/GWh – Elettricità da gas naturali 94 ha/GWh – Elettricità da eolico 6 ha/GWh – Elettricità da fotovoltaico 24 ha/GWh – Elettricità da biomassa 27-46 ha/GWh Con il fotovoltaico (con le tecnologie attuali) sarebbe sufficiente lo 0,07% delle terre emerse per soddisfare il fabbisogno globale. (in Italia basterebbe lo 0,6%)
    100. 100. 100 OVERSHOOT DAY (OVDAY) • Dal 1 Gen 2006 al 9 Ott l’umanità ha consumato le risorse rinnovabili del pianeta. • Nel 1987 OvDay era 19 Dic; nel 1995 era il 21 Nov; nel 2004 era il 21 Ott. • Il nostro stile di vita esaurisce il capitale naturale terrestre, con consumi> 30% biocapacità del pianeta.
    101. 101. 101 Il Potenziale Rinnovabile Ogni anno sulla Terra sarebbe possibile produrre, senza un significativo impatto ambientale: • 14 mila TWh da idroelettrico; • 70-120 mila TWh da biomassa; • 180 mila TWh da eolico; • 1400000 TWh da geotermico; • > 440 mila TWh da solare. Quanto di questo enorme potenziale può essere utilizzato prima che i cambiamenti climatici diventino irreversibili e prima che la crisi energetica porti al collasso del sistema?
    102. 102. 102 Crescita Rinnovabili vs Fossili nel mondo Tassi di crescita nella produzione di energia elettrica mondiale 1993-2003 5.1 0.6 1.3 19.7 44.2 3.5 1.9 1.0 5.3 27.9 1.8 16.2 -2.5 -2.3 -10.0 0.0 10.0 20.0 30.0 40.0 50.0 Fossili Nucleare Idroelettrico Biomasse Eolico Geotermico Fotovoltaico Crescita annuale media [%] 1993-2003 2002-2003
    103. 103. 103 • Coiante 6
    104. 104. 104Alexander stadium, Birmingham The Eden Centre, Cornwall Environment Agency HQ London Buses, Vauxhall Cross
    105. 105. 105 A solarcentury installation on a Gazeley shed roof today Gazeley’s “ecotemplate” roof of the future Architect: William McDonough
    106. 106. 106 Come si passa alle rinnovabili e, soprattutto, basta? 1 • Un mercato lasciato a se stesso si limiterebbe a bruciare le risorse fossili nella maniera più veloce possibile ed impedirebbe alle nuove tecnologie di emergere fino all’insorgere di una situazione di crisi, quando però sarebbe troppo tardi. • Quindi la transizione alle rinnovabili deve essere guidata dalla politica.
    107. 107. 107 Come si passa alle rinnovabili e, soprattutto, basta? 2 • Mantenendo lo scenario tendenziale attuale dei consumi, anche nell’ipotesi più ottimistica di penetrazione delle fonti rinnovabili, si avrebbe nel 2100 il raggiungimento del limite catastrofico di +2o C di incremento della temperatura. • Quindi è necessario ridurre i consumi.
    108. 108. 108 Sostituire le fonti convenzionali con le rinnovabili non basta! E’ necessario attuare politiche di risparmio energetico, rallentare la crescita e modificare le attuali tendenze di produzione e consumo adottati dalla società capitalistica di mercato. Non è solo una questione ambientale, ma si tratta anche di realizzare maggiore equità nella distribuzione e maggiore sicurezza nell’accesso.
    109. 109. 109 • Riferimento a indicatori economici diversi dal PIL che contemperino la qualità e non solo la quantità. • Incentivi di mercato per ridurre i consumi privati e favorire le rinnovabili. • Miglioramento dell’accesso alle tecnologie pulite. Come gestire la transizione? 1
    110. 110. 110 • Spostamento della pressione fiscale dal lavoro alle fonti fossili. • Contrasto alla logica di mercato che sfavorisce i prodotti ambientalmente e socialmente più desiderabili. Affermazione della priorità della politica sul mercato. Come gestire la transizione? 2
    111. 111. 111 NO AL NUCLEARE • Il nucleare costa, non è sostenibile e presenta altissimi rischi ambientali. • Le fonti di uranio sono limitate, i costi di produzione dell’energia nucleare sono alti e non sono in grado di beneficiare di un’economia di scala. • L’uscita dal petrolio attraverso il rilancio del nucleare è assolutamente impraticabile.
    112. 112. 112 Anni necessari per ottenere energia dal nucleare. • 4 anni per la costruzione di una centrale. • 40 anni di durata di funzionamento. • 10 anni per il pareggio di energia. • Un impianto fornisce energia netta dal 9° anno. • Sistema che sviluppa 1 impianto/anno dà energia netta positiva al 13°anno. • Un sistema che costruisce ogni anno 10% nuovi impianti dà energia netta positiva durante il 15° anno. • Non va più in perdita un sistema che costruisce ogni anno + 20% nuovi impianti.
    113. 113. 113 L’arcipelago nucleare russo
    114. 114. 114 Fonti tradizionali: che fare? • Petrolio: probabilmente il prezzo oscillerà intorno ad un prezzo medio costantemente in crescita. • Carbone: il più disponibile, richiede l’impiego di processi di sequestro della CO2 poco convenienti, che fagocitano grossi investimenti in America ed Europa. • Gas: preferibile al petrolio per effetti di inquinamento, ma comunque limitato.
    115. 115. 115 Fonti convenzionali: proposta 1 • Proponiamo come linea di riferimento la diversificazione sul gas, per quanto possibile e con le dovute cautele. • Un sistema ad alto rendimento energetico è costituito da centrali termoelettriche a ciclo combinato alimentate a gas naturale.
    116. 116. 116 Fonti convenzionali: proposta 2 • L’internalizzazione dei costi, con una attenta analisi dell’intero ciclo di vita dei combustibili fossili e dei costi diretti e indiretti, porterebbe beneficamente la base dei prezzi dai 6-7 €c/kWh attuali a circa 9-10 €c/kWh per il gas e 12-16 €c/kWh per oli e carbone, favorendo le fonti rinnovabili.
    117. 117. 117 4) LA PROPOSTA DEL CONTRATTO UN CONTRATTO MONDIALE PER L’ENERGIA E IL CLIMA E CONTRO LA POVERTA’
    118. 118. 118 L’energia è un bene necessario al soddisfacimento di bisogni essenziali da cui nessuna e nessuno può essere escluso. • Quindi l’energia è un bene comune. • Tuttavia, a differenza dell’acqua e dell’aria, l’energia è disponibile sotto diverse forme e estraibile attraverso diverse tecnologie, per cui diventa difficile darne una definizione altrettanto univoca. • Quali possono essere le linee guida per un contratto mondiale in tema energetico?
    119. 119. 119 Contratto mondiale sull’energia L’energia è un bene comune Conservare le risorse energetiche e Ridurre i consumi Tecnologie per lo sfruttamento locale Autoproduzione da fonti rinnovabili Controllo pubblico della produzione e distribuzione Nuovi vettori energetici a basso impatto e trasporto collettivo
    120. 120. 120 L’energia è un bene comune • La riceviamo in prestito dalla natura. • È indispensabile alla vita. • L’accesso, non la proprietà è un diritto. • È anche un patrimonio sociale. • È un bene territoriale e comunitario. • È qualitativamente determinante per gli ecosistemi e per il potere rigenerativo della natura (il genere femminile!). • E’ intrinseca all’abitare e alla mobilità.
    121. 121. 121 Scenari Futuri 1 • Spostare le risorse dalle fonti convenzionali a quelle rinnovabili e sviluppare la ricerca e l’applicazione, permette di abbatterne i costi e accelerarne la penetrazione.
    122. 122. 122 Scenari Futuri 2 • Con incentivi a scomparire, la quota di rinnovabili sulla domanda totale di energia può raggiungere il 30% nel 2030, il 50% nel 2050, l’80% nel 2100. • Ma il vero nodo è che ciò comporta un modello distribuito della generazione di energia, governato democraticamente osteggiato dalle corporations.
    123. 123. 123 Privatizzazione: un bene o un male? 1 I propositi del libero mercato e il conseguente processo di privatizzazione sono stati propagandati come necessari ma i risultati sono negativi: – nessuna accelerazione nello sviluppo delle energie rinnovabili (non sono competitive ai costi attuali delle fonti fossili); – scarsi investimenti nella ricerca e sviluppo e nella manutenzione degli impianti; – oligarchia produttiva e distributiva.
    124. 124. 124 Privatizzazione: un bene o un male? 2 In conclusione bisogna arrestare il processo di liberalizzazione del mercato dell’energia già in atto e che andrà rinforzandosi in Europa e proporre un sistema pubblico partecipato di gestione dell’energia, come unica possibilità di dare spazio alle comunità di intervenire sulle scelte energetiche.
    125. 125. 125 Gestore ATO comuni erogatore Utenti tariffa Manutenzione tariffazione (affidamento temporale) Investimenti Piano investimenti (proprietario) Finanziamento Finlombarda con suo capitale sociale e possibilità di credito Ciclo dell’acqua
    126. 126. 126 Proprietà reti capitale capitale Verso la privatizzazione….. Capitale sociale Grandi compiti estesi CDA di ampi poteri Enti Locali 100% AEM ecc. gestione scopo SOT Holding Linea GroupSOB
    127. 127. 127 OGGI Enti locali AEM ecc. AEM gestione Gestione erogazione FUTURO Enti locali Aziende consortili in house Gestione erogazione
    128. 128. 128 Proposta: internalizzazione dei costi • Un sistema efficiente dal punto di vista economico non è necessariamente il sistema migliore. • La società paga oggi i costi “esterni”. • E’ necessario che la società possa controllare e decidere democraticamente le politiche tariffarie. Costo di Generazione [€c/Kwh] Costi Esterni [€c/Kwh] Petrolio 6-7 5-11 Gas 4-6 2-4 Carbone 6-9 4-15 Idroelettrico (conv./mini) 2-15 0-1 Nucleare 10-15 3-? Biomasse 2-15 0.2-3 Geotermico 6-9 n.d. Eolico 4-8 0.1-0.2 Solare Termico Conc. 10-25 n.d. Solare Fotovoltaico 15-40 0.6
    129. 129. 129 Il ruolo dell’Europa • L’Europa è particolarmente sensibile ai bisogni sociali e alla tutela dell’ambiente. • Ma i provvedimenti in materia ambientale sono visti dalla nuova Commissione come un costo nelle strategie generali del trattato di Lisbona. Il movimento deve rientrare nel dibattito e deve riprendersi l’Europa! 1. Programmazione pubblica degli interventi in campo ambientale. 2. Blocco della privatizzazione e della liberalizzazione del mercato dell’energia. 3. Politica tariffaria e internalizzazione dei costi. 4. Raggiungimento per tutti i Paesi degli obiettivi previsti nel Protocollo di Kyoto. 5. Uscire dal nucleare sia civile che militare: ridiscutere il trattato Euratom.
    130. 130. 130 Il sole del Mediterraneo L’energia solare va sostenuta come opzione prioritaria per ricreare il legame storico fra i popoli del Mediterraneo, ponendo fine agli attuali conflitti bellici che avvengono per motivi religiosi e, soprattutto, per obiettivi di approvvigionamento energetico. Sostituire il petrolio con il sole!!
    131. 131. 131 5) LO SCENARIO NAZIONALE IL “CONTRATTO” PER L’ ITALIA.
    132. 132. 132 Lo scenario energetico italiano • Caratterizzato da forte dipendenza energetica (85% dell’energia consumata è importata) e continua crescita dei consumi, a cui non corrisponde un miglioramento delle condizioni di vita. • Prospettiva come base di stoccaggio europeo del gas.
    133. 133. 133 Lo scenario energetico italiano • Rinnovabili in contrazione con l’uso prevalente di petrolio (46,8%), gas (33%) e combustibili solidi (9,5%). • In Italia si stanno letteralmente bruciando i risparmi di generazioni per importare l’energia primaria necessaria a sostenere un sistema altamente dissipativo.
    134. 134. 134 Obiettivi di svolta • Risparmio, uso razionale e maggiore efficienza (energy saving): cogenerazione, case passive, limite massimo di consumo, automobili che percorrono 100-120 km con un litro. Tutte cose già disponibili e immediatamente realizzabili. In Italia il solo uso più razionale della energia potrebbe ridurre i consumi del 47% senza alterare i comfort e i servizi. • Creazione di ESCO (Energy Service Company). Società che realizzano a proprio rischio e spese le ristrutturazioni energetiche per i loro clienti trattenendo in denaro una parte dei risparmi forniti. Il loro guadagno è proporzionale alla loro capacità di accrescere l’efficienza. • Accoglienza delle nuove direttive comunitarie sul risparmio. Un nuovo Piano nazionale per l’energia (l’ultimo risale al 1988) • Internalizzazione dei costi: i costi sociali e ambientali devono essere sostenuti da chi li genera. Così le fonti di energia rinnovabili più sostenibili avrebbero oggi una penetrazione ben maggiore. Diversi fattori concorrono alla crescita della domanda di energia con la sola conseguenza di generare un costo per la collettività.
    135. 135. 135 Libro Verde UE
    136. 136. 136 Libro Verde UE
    137. 137. 137 Libro Verde UE
    138. 138. 138 Libro Verde UE
    139. 139. 139 Libro Verde UE
    140. 140. 140Istituto FraunhoferIstituto Fraunhofer CONSUMI ENERGETICI NEGLICONSUMI ENERGETICI NEGLI EDIFICIEDIFICI
    141. 141. 141 CONSUMI NEGLI EDIFICI IN ITALIACONSUMI NEGLI EDIFICI IN ITALIA Consumo di energia in Italia nel settore residenziale (Elaborazione dati ENEA, L. Sirtori - 1998) 134,85 17,35 10,89 11,07 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180 200 1 Consumo energetico per metro quadro per uso kWh/(m2anno) Usi elettrici Usi cucina Acqua calda sanitaria Riscaldamento Consumo medio negli edifici circa 200 kWh/(m2 anno)
    142. 142. 142 Media Italia: 200 kWh/m2 anno Max Germania: 70 kWh/m2 anno Casa passiva: 15 kWh/m2/anno
    143. 143. 143 Proposta: internalizzazione dei costi • Attenzione! Un sistema efficiente dal punto di vista economico non è necessariamente il sistema migliore. • E’ necessario che la società possa controllare e decidere democraticamente le politiche tariffarie. Costo di Generazione [€c/Kwh] Costi Esterni [€c/Kwh] Petrolio 6­7 5­11 Gas 4­6 2­4 Carbone 6­9 4­15 Idroelettrico (conv./mini) 2­15 0­1 Nucleare 10­15 3­? Biomasse 2­15 0.2­3 Geotermico 6­9 n.d. Eolico 4­8 0.1­0.2 Solare Termico Conc. 10­25 n.d. Solare Fotovoltaico 15­40 0.6 • La fonte energetica più economica è il risparmio. L’investimento per risparmiare 1kWh ci costerebbe 1-3 €c per i primi 40.000 TWh/a. • A differenza delle fonti convenzionali anche le rinnovabili più care, come il FV, hanno un forte potenziale di riduzione dei costi. • Nella generazione distribuita il termine di paragone diventa il prezzo dell’energia per l’utente finale (10-20 €c per i privati).
    144. 144. 144 Il ruolo delle fonti rinnovabili • A dispetto dei bassi investimenti, il settore delle rinnovabili è ormai riuscito a raggiungere un livello competitivo rispetto a quello delle fonti tradizionali (in linea con la politica europea). • Le tecnologie eolica e solare esibiscono a livelli europei tassi annuali di crescita superiori al 30% e curve di apprendimento nell’ordine del 20%. • Laddove sono stati attuati finanziamenti pubblici (Germania, Danimarca e Giappone) vi è stato un vero e proprio boom della generazione da fonti rinnovabili. • Così come ragioni politiche (militari) hanno portato per 50 anni ad investire sul nucleare, la necessità di garantire un futuro energetico sicuro e sostenibile, di salvaguardare l’ambiente e di prevenire i cambiamenti climatici dovrebbe portare ad uno spostamento delle risorse a favore delle nuove fonti rinnovabili.
    145. 145. 145 Fonti rinnovabili: Eolica Ottima curva di apprendimento nel breve periodo • Per Wind Force 12 si può arrivare a coprire il 12% del fabbisogno energetico mondiale nel 2020 generando 2 milioni di posti di lavoro. • L’Italia è ferma a 900 MW contro i 15 GW della Germania. • Il costo dell’energia eolica si aggira intorno ai 4-8 €c/kWh e scenderà a 3 entro il 2010.
    146. 146. 146 LE TECNOLOGIE SOLARILE TECNOLOGIE SOLARI
    147. 147. 147 Fonti rinnovabili: fotovoltaico 1 Curva di apprendimento come eolico in ritardo di 10 anni • Nel lungo termine potrebbe essere in grado di sostituire interamente le fonti fossili. Ma è necessario un grande impegno nel consolidare e incentivare meccanismi di incentivazione (tariffe in conto energia, o feed-in) già presenti in Germania, Austria e Spagna che hanno dato ottimi risultati. In Italia i certificati verdi pare che abbiano piuttosto rallentato lo sviluppo di tecnologie fotovoltaiche perché ancora più costose rispetto all’eolico.
    148. 148. 148 Fonti rinnovabili: fotovoltaico 2 Curva di apprendimento come eolico in ritardo di 10 anni • Noi paghiamo già 0,92 €c/kWh sulla bolletta ENEL come sovrapprezzo per sostegno alle fonti rinnovabili e assimilate, dicitura che destina l’80% di questa somma a fonti inquinanti quali rifiuti, carbone miscelato, gasolio bianco.
    149. 149. 149 FOTOVOLTAICO 3
    150. 150. 150 RIDUZIONE COSTI RINNOVABILI
    151. 151. 151 Esempio di convenienza: il FotovoltaicoEvoluzione del Mercato FV 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 Costo[€¢/kWh] 0 100 200 300 400 500 600 700 800 900 Capacitàdigenerazionetotaleinstallata[GWp] Bruxelles Milano Tripoli Palermo Costo Generazione di Potenza Costo Elettricità per l'Utenza finale Roma Agostinelli, G.; Acciarri M.; Ferrazza, F. Le scienze, maggio 2005
    152. 152. 152 Fonti rinnovabili: solare termico 1 Oggi si usa calore per produrre energia elettrica che serve a generare nuovamente calore. Si può fare di meglio! • Solare termico per generazione di potenza sarebbe concorrenziale, nello stesso segmento, con le fonti fossili solo se vengono internalizzati i costi esterni di queste ultime.
    153. 153. 153 Fonti rinnovabili: solare termico 2 Oggi si usa calore per produrre energia elettrica che serve a generare nuovamente calore. Si può fare di meglio! • Solare termico per produzione di calore destinato a usi civili e commerciali molto promettente, anche se il ritorno dell’investimento su 7-10 anni rimane sfavorevole per le applicazioni residenziali. • Manca un’adeguata normativa di incentivo per il passaggio al solare termico nella generazione termica (calore/freddo).
    154. 154. 154 Fonti rinnovabili: idroelettrico • Ideale per gli impianti di piccole dimensioni nel pieno rispetto degli equilibri ambientali dei corpi idrici. In Italia copre già il 20% dell’energia elettrica messa in rete con 20 GW di impianti installati. Una forte spinta può essere data dal mini e micro-idroelettrico e da un riammodernamento degli impianti esistenti.
    155. 155. 155 Fonti rinnovabili e alternative: biomasse, geotermia e cogenerazione 1 • Geotermia: l’Italia conta da sola per oltre il 90% della produzione geotermica in Europa con costi contenuti. • Biomasse: ambientalmente valide solo per impianti di piccola taglia, contribuiranno in maniera complementare al soddisfacimento della crescita della nuova domanda di energia.
    156. 156. 156 Fonti rinnovabili e alternative: biomasse, geotermia e cogenerazione 2 • La cogenerazione (elettricità più calore) è un processo che permette di aumentare sensibilmente l’efficienza (si passerebbe dal 30-35% di un impianto convenzionale all’80% di un impianto di cogenerazione) nello sfruttamento delle fonti energetiche (si sfrutta il calore disperso nella produzione di energia elettrica). • Utile nel passaggio verso le rinnovabili.
    157. 157. 157 Una mobilità sostenibile • Il concetto di mobilità come fabbisogno costituisce il punto di riferimento sia per l’innovazione di prodotto sia per la riorganizzazione della circolazione di persone e merci. • Gli interventi riguardano: riorganizzazione e limitazione del traffico, veicoli innovativi, combustibili alternativi, riprogettazione dell’ambiente relazionale e comunicativo sotto il profilo della raggiungibilità (muscoli e mente, non solo macchine). • Per il traffico indispensabile è necessaria una politica di transizione per raggiungere il traguardo rappresentato da veicoli dotati di propulsori elettrici con celle a combustibile alimentate a idrogeno ottenuto da fonti energetiche rinnovabili. (Adozione di soluzioni intermedie industrialmente fattibili; creazione di nicchie di mercato incentivato dall’intervento pubblico, per attivare una rete di produzione e distribuzione di combustibili alternativi; sviluppo, prototipizzazione e sperimentazione di nuove soluzioni attraverso la ricerca avanzata).
    158. 158. 158 Source: World Fuel Cell Council, Nuvera Security energia Competitività internazionale Riduzione gas serra Inquinamento locale Stati UnitiStati Uniti GiapponeGiappone EuropaEuropa Bassa Importanza Alta  Riduzione delle emissioni di gas serra – inquinamento globale  Riduzione delle emissioni di inquinanti locali  Diversificazione delle fonti primarie, riduzione della dipendenza dalle importazioni  Aumento della competitività dell’industria nazionale con la creazione di nuove opportunità ad alto valore aggiunto  Riduzione delle emissioni di gas serra – inquinamento globale  Riduzione delle emissioni di inquinanti locali  Diversificazione delle fonti primarie, riduzione della dipendenza dalle importazioni  Aumento della competitività dell’industria nazionale con la creazione di nuove opportunità ad alto valore aggiunto Perchè l’idrogeno?
    159. 159. 159 Idrogeno: una soluzione?  Si continuerà a bruciare fossili per lungo tempo.  La CO2 rimane in atmosfera e cresce in concentrazione.  Cresce la temperatura del pianeta.  Idrogeno da rinnovabili non prima di 20 anni. • Occorre “medicare l’infezione” e ridurre subito le emissioni con cambiamenti socio-economici (le proposte del contratto). • Intanto sviluppare una medicina, come “l’economia dell’idrogeno” da fonti rinnovabili.
    160. 160. 160 Le fonti rinnovabili discontinue L’idrogeno come sistema di accumulo Elettrolisi Accumulo H2 Fuel cell EE da RES EE η = 70% η = 50% η = 35% Elevati costi di investimento ~ 25.000 €/kWeq (Eolico) ~ 60.000 €/kWeq (PV) Elevati costi di investimento ~ 25.000 €/kWeq (Eolico) ~ 60.000 €/kWeq (PV) Elevate quantità di idrogeno da accumulare ~ 24.000 Nm3 @ 100 kWeq (15 giorni) Elevate quantità di idrogeno da accumulare ~ 24.000 Nm3 @ 100 kWeq (15 giorni)
    161. 161. 161 Idrogeno • Costituisce il 90% degli atomi dell’universo (atomi legati da forti energie di legame). • E’ un vettore energetico e l’energia necessaria a produrlo entra a far parte dei bilanci energetici e ambientali. • Non è conveniente in termini sia economici che ambientali la produzione da fossili. • la generazione diffusa di piccola taglia da fonti rinnovabili è di estremo interesse (facile trasportare, alto rendimento energetico nelle celle a combustibile).
    162. 162. 162 Idrogeno: Quanto e da dove? Le quantità in gioco Per riconvertire l’economia USA 150 milioni ton/anno di H2 1350 milioni ton/anno di H2O Nota: • acque per uso domestico in USA: 1340 milioni ton/anno • acque per veicoli tutto idrogeno USA: 28 milioni ton/anno • acque per consumo termonucleare USA: 19600 milioni ton/anno • acque per veicoli tutto idrogeno Lombardia: 1,5 milioni ton/anno
    163. 163. 163 Le tecnologie Energia H2O biomassa calore H2 Nota: si può liberare H2 per elettrolisi o biochimicamente, o termochimicamente da H2SO4 (850°C) e da HI (450°C).
    164. 164. 164 Produzione da fonti rinnovabili – medio e lungo termine La produzione idrogeno attraverso dissociazione termica dell’acqua è un processo termodinamicamente possibile solo ad altissime temperature (2500-5000°C), che presenta difficoltà nella separazione idrogeno/ossigeno, una volta che questi si sono formati ENERGIA SOLARE CONCENTRATA H2O Dissociazione termica diretta H2 O2 L’impiego di processi termochimici consente di abbassare notevolmente le temperature di reazione (800-1500°C) e di effettuare la separazione idrogeno/ ossigeno in fasi diverse del ciclo, aumentando la resa globale del sistema (fino a rendimenti del 50%) H2O H2 O2 Cicli termochimici PROCESSO ZOLFO-IODIO PROCESSO FERRITI MISTE PROCESSO UT-3 PROCESSO ZnO-Zn
    165. 165. 165 L’idrogeno come combustibile (problemi 1) Anche se per unità di peso rilascia più energia di ogni altro carburante, • Per ottenerlo in qualsiasi processo si perde molta dell’energia primaria. • Quando è convertito da metano si perde il 15% di energia primaria. • A temperatura ambiente occupa uno spazio 3.000 volte maggiore della benzina a parità di contenuto di energia. • Liquefa a -256°C, è difficile da immagazzinare ed è infiammabile.
    166. 166. 166 L’idrogeno come combustibile (problemi 2) • Anche a 700 atmosfere occorrono serbatoi quattro volte più grandi di quelli tradizionali. • Per liquefarlo occorre spendere il 30% della sua energia. • I costi di un motore tradizionale sono di circa 370 euro. Quelli di un motore H2FC sono circa 3.500 euro. • Una stazione di rifornimento (da 100 a 2.000 auto) richiede da 5 a 81 MW.
    167. 167. 167 L’idrogeno come combustibile (trasporto) • Per trasportare la stessa energia di una autobotte di benzina occorrono 21 autobotti di idrogeno. • Per 500 Km percorsi da una autobotte di idrogeno bisogna usare il 40% del suo carico. • L’1,4% dell’idrogeno in un gasdotto va perso per pomparlo ogni 150 Km.
    168. 168. 168 Efficienza dell’intero ciclo WTW Modello Efficienza Idrogeno ICE 11,3% Ibrido ICE 23,9% Idrogeno ibrido FC 25,5%
    169. 169. 169 Un’agricoltura a bassa intensità energetica • I sistemi più tradizionali di coltivazione sono oggi anche quelli più efficienti dal punto di vista energetico (Vietnam 1:10). In seguito alla rivoluzione verde iniziata negli anni ’60, con l’impiego di fertilizzanti, sistemi d’irrigazione, imballaggio dei prodotti, oggi l’energia impiegata è maggiore di quella che se ne ricava dal raccolto ( Stati Uniti 10:1). Questo sistema produce più CO2 di quanta ne possa assorbire.
    170. 170. 170 • Maggiore efficienza energetica e uso di fertilizzanti organici (agricoltura biologica) • Fonti energetiche rinnovabili e filiera corta (riduzione della distanza dalla produzione al consumo). • Produzione di biomasse ad uso energetico. • Ovviamente i consumi alimentari delle popolazioni più ricche devono diventare compatibili con il mantenimento dei processi naturali (es. dieta mediterranea con riduzione dei consumi di carne). Evoluzione del sistema agricolo
    171. 171. 171 I biocombustibili • In forma liquida (etanolo, biodiesel) e in forma gassosa (idrogeno e biogas) possono rappresentare una valida soluzione per contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2, anche se usati in miscele con i combustibili fossili. • L’ipotesi di una sostituzione totale dei combustibili fossili da parte dei biocombustibili presenta diverse riserve, prima fra tutte la priorità alimentare dei raccolti per combattere la fame nel mondo. L’eccessivo sfruttamento delle terre potrebbe rompere gli equilibri dell’ecosistema e infine degradare l’ambiente perfino più di quanto non facciano le fonti fossili.
    172. 172. 172 6) CONCLUSIONI
    173. 173. 173 Da dove partiamo • L’Italia detiene un numero elevato di primati negativi nel campo ambientale in Europa (auto, metropolitane, Kyoto, pesticidi, edificazione, regole, etc.). • Il nuovo governo si ritrova un’eredità drammatica: devastazioni e guasti profondi inferti non solo al territorio, ma anche al sistema delle regole e agli strumenti pubblici di controllo e di gestione.
    174. 174. 174 Riprendiamoci l’Energia • La questione energetica è una questione di democrazia. • Il superamento dei fossili passa dal rilancio del governo dei beni comuni e dalla responsabilizzazione politica dei cittadini. • L’energia rinnovabile può essere prodotta su scala locale in impianti di piccola e media taglia e distribuita alla rete locale, con un governo diretto delle comunità, pubblico e partecipato.
    175. 175. 175 Fondi Comunitari? • Bisogna fare fronte all’investimento, ma al netto della produzione nell’arco di vita dell’impianto si arriva comunque ad un ricavo. • In presenza di incentivi il rendimento dell’investimento è superiore al 10% annuo. • E allora perché non creare dei fondi gestiti direttamente dalle comunità, retribuiti a tassi sicuri, per fare fronte all’investimento con tante piccole quote e creare energia rinnovabile per tutti?
    176. 176. 176 Quale cammino ci aspetta • Solo un vasto e maturo movimento ancorato al territorio e coerente nello sviluppo non solo di parole d’ordine, ma anche di campagne e lotte esemplari, può dare garanzia di un’inversione duratura rispetto a scelte reiterate, drammaticamente irresponsabili.
    177. 177. 177 GLI OBIETTIVI E LA BELLEZZA DEI NUMERI • 1 Tep /pro capite consumo energia. • 1,5 Ton/anno pro capite emissione CO2. • Inversione overshoot day a 31/12 al 2030. • impronta ecologica a 1,8 ha/cap al 2030 • 100 g CO2/Km max da auto al 2010.
    178. 178. 178 PROPOSTA GESTIONE DOCUMENTO Creazione di un movimento per la proposizione su rete europea e internazionale della presente piattaforma, finalizzata ad estendere, consolidare, collegare e articolare sul territorio la proposta di un nuovo paradigma energetico.
    179. 179. 179 AZIONI E CAMPAGNE – Collegamento alle campagne dell’intero movimento (es. contro precariato per lavoro). – Unificazione con le lotte per i beni comuni (es. contratto mondiale per l’acqua). – Radicamento nelle autonomie locali per la costruzione di un modello energetico distribuito (es. Rete Nuovi Municipi). – Coinvolgimento della comunità scientifica. – Impegno educativo per consegnare alle nuove generazioni una cultura dell’energia come fonte di vita riproducibile.
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