Sociologia della comunicazione
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×
 

Sociologia della comunicazione

on

  • 1,177 views

 

Statistics

Views

Total Views
1,177
Views on SlideShare
440
Embed Views
737

Actions

Likes
0
Downloads
3
Comments
0

1 Embed 737

http://marinolivolsi.com 737

Accessibility

Categories

Upload Details

Uploaded via as Microsoft PowerPoint

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment

Sociologia della comunicazione Sociologia della comunicazione Presentation Transcript

  • Sociologia dellacomunicazione
  • La comunicazione
  • • Perché studiare i media ?• Il Sé mediale (non più Soggetto e ambiguamente Sé ideale) in una Società mediale (e la sua cultura della contemporaneità)• Studiare i media è studiare la società contemporanea (la società post-moderna) (vedi figura)
  • • I media danno (la parte prevalente) il “materiale grezzo” per la costruzione del Sé: i “frammenti” come suggerimenti-suggestioni (continui e suggestivi) per la costruzione “in fieri” della personalità individuale.• Essere “attivi” o “passivi”: cosa scegliere, come interpretarla e che uso farne.• L”entropia” da troppa comunicazione• La personalità polimorfa e ambigua dell’attore (poco) sociale contemporaneo: “clone” vs. “esploratore del presente”
  • • I “frammenti” parlano al singolo, ma si riferiscono al “mondo; ne sono un riferimento importante (l’individuo se ne è fatto coinvolgere).• Per questa via ogni individuo si costruisce (molto o poco) come un “particolare” attore sociale
  • • I media “danno voce” ad alcuni fatti-personaggi (o tematiche), altri non li considerano.• Emerge “spontaneamente” una particolare rappresentazione del mondo, diversa nel tempo ne per ogni grupposociale/individuo; qualcosa si deposita nel tempo….cosa? Valori, credenze collettive…….• Unja rappresentazione parziale, sommaria, provvisoria, impressionistica, di parte…….
  • • I frammenti che si depositano nel tempo (a livello individuale o collettivo) vanno a depositarsi nella “memoria”.• I frammenti si “accumulano” senza ordine (rilevanza), sulla base di un soggettivo “universo simbolico” (le passioni sostituiscono la ragione o gli “schemi” appresi nella socializzazione “formale”)• La memoria (“mediale”) come “immaginario” collettivo (le foto e le storie) che conserva solo una minima parte di ciò che è accaduto (ed è stato importante) nel sociale “di riferimento”.• Esempio i “150” della storia d’Italia.• (esercitazione)• (cosa domina, cosa “manca”, la costellazione complessiva)
  • La comunicazione (2)• La comunicazione tra “testo” e “processo” (l’atto del comunicare• Il sociale (networking) come rete di comunicazioni tra individui “in relazione”• Il sociale si fonda sulla comunicazione• Ogni comunicazione è uno “scambio” di informazioni-significati, ad alto tasso emotivo- simbolico (si vive di comunicazione) (saluto, dialogo tra amici-parenti, discorso di un leader, pubblicità, reality, fiction…. )
  • • Le (principali) funzioni della comunicazione• collante sociale (diversi tipi di “relazioni)• problem solving• performativa-manipolativa(a livello individuale, persuasione-convincimento)
  • • Dai media si ricevono tutte le informazioni necessarie per vivere in un sociale “organizzato”, ma anche tutti i suggerimenti che “guidano” ai significati più profondi e al “non già detto” o all’ignoto (l’inconscio e il fantastico)
  • • La comunicazione è sempre razionale (un aspetto tipico della razionalità limitata dell’agire individuale-sociale) e intenzionale• esempi: convincere un amico (perché e come) un tentativo non sempre riuscito, studiare per un esame, “guardarsi dentro”
  • I due principali tipi di comunicazione• Consideriamo inizialmente la comunicazione interpersonale. Essa avviene quando: Q1 dice qualcosa a Q2 Q1 e Q2 sono “socialmente” caratterizzati (hanno uno status sociale), hanno particolari motivazioni e scopi, una maggiore o minore abilità-capacità comunicativa
  • • La CtM• Analisi dello skema relativo e di quelli attinenti all’incrocio tra CI e CtM.• In particolare• Analisi degli incroci tra CI e CtM (vedi skemi relativi)• CI e CtM si incontrano:• nella quotidianità• come (prima) verifica e “valutazione” della CtM
  • La comunicazione come processo cognitivo• Il lavoro del ricevente “attivo” è entrare nel testo (o in suo frammento)• Processare un testo (o un suo frammento) è indiduare-raccogliere-connettere informazioni (utili per un particolare scopo o circostanza)• (la comunicazione o, meglio, il suo “uso” è sempre finalizzata)
  • • Il “processamento” parte dall’attenzione- coinvolgimento del ricevente (“attivo”)• Nella sequenza:• attenzione-interesse• riconoscimento di rilevanza• coinvolgimento• comprensione-interpretazione• valutazione• accettazione-resistenza
  • • Il “processamento” è l’attività di decodifica, come attività organizzata razionale• Che si realizza come:• individuazione dei “tratti salienti” (o U.E.S.)• “inferenza” con esperienze precedenti (testali o extratestuali)• tradotte in skemi• (esercitazione “lago”)
  • • Uno skema va inteso come “una struttura (mentale) adeguata a descrivere una sequenza appropriata di azioni (o elementi) in un dato contesto”• E sono:• modelli interpretativi• “generalizzanti”• non neutrali• guida o orientamento per interpretazioni successive
  • • I principali skemi sono:• categorie-concetti• script o piani• processi
  • • Per interpretare il sociali sono necessari skemi più complessi come: le “rappresentazioni sociali” o le “storie- narrazioni”• Le R.S.• Sono costrutti che nascono e si modificano nel sociale (sono una componente fondamentale del “senso comune”• Si “leggono” attraverso:• “oggettivazione” (figurativizzazione)• “ancoraggio”• Si compongono come un “nucleo” e una “periferia”
  • Le cerimonie dei media• Le GCM hanno il potere di “trasformare” la natura del coinvolgimento degli spettatori con il mezzo• come coinvolgimento (e attese)• come lavoro sulla testualità del prodotto e dei suoi contenuti simbolici (alla ricerca dei messaggi simbolici latenti)
  • • Trasformano l’”audience” in una comunità virtuale ad alto tasso di comunicazione simbolica (come in una celebrazione religiosa partecipata).• “Arrestano la quotidianità” e trasportano l’audience in una particolare dimensione con un proprio spazio-tempo
  • • Sono particolarmente prossime ad una cultura “neo-romantica” (dove predominano i sentimenti e la “fuga dalla realtà”)• E’ la “realtà felice dei sentimenti”
  • • Appartengono ad un genere particolare di “infotainment”: la storia “popolare”.• La tradizione “riconsiderata” (specialmente se “legittimata” da una lunga storia e da un carisma narrativo consolidato)• (la famiglia reale inglese e la Religione- Chiesa cattolica, come personaggi- precedenti)
  • • La comunità si “costruisce” nella negoziazione dei significati attribuiti alla storia (vedere le stesse cose, i particolari come UES, e darvi uno stesso significato)• “Cenerentola” come schema narrativo condiviso (“ogni coppia di sposi è una coppia regale…..)• Isolare i particolari e “ricostruire” la storia (decontestualizzare e ricontestualizzare) (soggettivamente e collettivamente) con quali schemi ulteriori isolare alcuni particolari-significativi (e non altri)? (Pippa, i capellini, la folla composta e devota, i personaggi famosi, ….)
  • • La “mediazione” (televisiva) è un “guida-aiuto) per la “decodifica”, sia come particolari- angolature della ripresa, sia come intervento del conduttore ed esperti (significati aggiunti, contestualizzazione, ecc.)• La decodifica (cosa si è visto, ricostruzione della storia, partecipazione-commenti, “valutazione”) resta pur sempre personale e “deriva” da biografia-competenze del singolo soggetto.• “Resta” comunque una “lettura collettiva” e “mediaticamente” accettata e trasmessa nel tempo.
  • Ancora sugli effetti dei media• Abbiamo visto come gli effetti dei media possano essere considerati “forti e potenti” anche senza abbandonarsi ad un totale “neo-apocalittismo”• Per riprendere il nostro discorso, riprendiamo tre concetti o parole-chiave:• Mainstream• Frames interpretativi• egemonia
  • • Ricordiamo che la fruizione mediale è un aspetto (sempre più importante) della “razionalità limitata” dell’attore (sempre meno) sociale.• La fruizione mediale avviene, in tempo reale con il coinvolgimento dell’”interprete-performer” (si pensi ad altre sue attività come nel caso dello lo spettacolo, lo sport, il teatro, ecc.)• I personaggi e le situazioni che “attraggono” (il piacere) innescano processi di “identificazione”, “imitazione”, proiezione”• sulla base di “lavoro sul frammento” ad alto tasso emotivo-estetico• specialmente sui frammenti che attraggono, fanno spettacolo (piacciono)
  • • Cosa è il “piacere”?• “involvement” su “usi e gratificazioni”?
  • • La “cultura del tempo” è “costruire egemonia” sull’efficacia (subdola ma potente) del Mostro Mite (evasione e consumi)• accettarla senza “resistere”, altrimente le alternative sono:• tentare di costruirsi un percorso “virtuoso” multimediale ( il palinsesto soggettivo)• la fuga nel webb• vivere le proposte dello spettacolo continuo (lasciarsi andare all’attimo fuggente e “catturante”)• Il senso di vuoto e di inautenticità nascono anche così.
  • • (ecco perché si deve passare, almeno a livello teorico, dall’”exposure” all’”involvement” lavorando sul “lavoro di interpretazione-decodifica di un particolare testo da parte di un particolare lettore in una determinata situazione)
  • Il Se mediale/mediato• Viviamo in una società dove il ruolo e l’impatto mediale diventano sempre più importanti (la politica, i consumi, il tempo libero…..) fino al punto che gli stili di consumo m/m tendono a diventare la nuova e più significativa forma di stratificazione sociale.• Tradizionalmente i media riflettevano i “valori” della società: oggi non avviene il contrario?
  • • Il mutato contesto: la società degli individui dove i singoli sono “obbligati” ad un forte impegno autoriflessivo (a maggiore-minore responsabilità) in una “società liquida” dove valori e modelli di comportamento collettivi sono in profonda crisi.• Il “mondo del privato” può essere la tentazione di una moderna forma di alienazione o essere il laboratorio di una grande trasformazione culturale.• (per Touraine è nel “privato” che si “sta facendo” la “rivoluzione” in una società senza classi e “sfruttati”)
  • • Tra i due estremi (rinuncia o rivoluzione) si gioca lo spazio (i contenuti e gli attori….) dell’”egemonia”.• E. come capacità di imporre le cose di cui si parla e si presentano come importanti, “lasciandone in ombra” o svilendone altre più rilevanti e che potrebbero contribuire ad una “riflessione comune”• I media “danno voce” e legittimano, non creano ma impongono nuovi valori e modelli in mancanza di alternative (eppure a volte…….)
  • • Le mille e mille “piccole storie”, alcuni frammenti, “suggeriscono” significati utilizzati, soggettivamente, per la costruzione del Sé individuale……• E’ un “gioco” (prendi e lascia, accetta o trasforma….) o un “processo autoriflessivo” che procede per prove ed errori?• Come vengono isolati i frammenti e come vengono ricomposti? (l’”immaginario”)
  • • Ipotesi:• La voglia (oscura) di essere liberi e consapevoli vs. il disimpegno e/o il “sogno ad occhi aperti”• Il Sé multiplo e flessibile è una conquista (personale) o una “debolezza”?• I frammenti (a forte tasso emotivo e prevalentemente “iconici”) sono la nuova forma della “memoria”• (esercitazione)
  • • Nella “società dello spettacolo” tutti “recitano una parte”• Scelgono un “character” e/o indossano una “maschera” (il Carnevalòe mediatico di Fiske)• Anche per questa “scelta comune” si dice che, nella società contemporanea, l’”estetica” vince sull’”etica” (conta ciò che è bello, che piace “soggettivamente” non ciò che è importante o utile collettivamente.
  • • L’esasperato gusto estetico trasforma gli attori (sempre meno) sociali) in Narcisi che si “specchiano negli altri”, che li spiano per rubare loro qualche “tratto vincente”.• Conta cosa “sembra essere di moda” o “vincente”: non cosa si “sente dentro”.• E’ la nuova e più attuale forma di “eterodirezione”
  • • I fruitori mediali si trasformano in “performer”: vivono la loro vita come se assistessero ad uno spettacolo (i tifosi, le mode e gli eventi….).• L’”art of acting” (dare una immagine di se. Fornire impressioni, cercare di sedurre più che convincere……• Lo stesso avviene nella fruizione mediale, dove si catturano emotivamente frammenti “suggestivi” che vengono tradotti in significati “passionali”
  • • E’ la “quasi realtà” che sostituisce la “realtà” e i “rapporti quasi reali” suggeriscono (come comportarsi) quelli “reali” (il “character”).• Dove si vive “come se…” (il sogno ad occhi aperti), in “temporeale” senza spazio per l’autoriflessione (la valutazione, l’accettazione o il rifiuto)• Si “naviga a vista”, forse senza una meta o dei traguardi (il porto è più un rifugio che il luogo dove si traccia la nuova rotta…..)
  • • Il “disincanto del mondo” (reale) si traduce nell’incanto del mondo quasi reale………. …..scelto o subito? Perché si accetta questa realtà senza cercare di crearne un’altra (la “rivoluzione nel privato”)?