LO
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  • 1.
    • Sperimentazione del ruolo 12/04-18/04
    • Tutor coordinatori : Iacono/ Cinganotto
    • Supervisori: Miria Luigina Carpaneto – Di Pascale Antonella
    • Corsista : Prof.ssa Marina Marino
  • 2. Learning Objects? Dire, fare…imparare attraverso i Learning Object
  • 3.
    • Per facilitare la diffusione dell'approccio ai LO, nel 1996 è sorto il Comitato sulle Norme Tecnologiche per la Didattica (LSTC: Learning Technology Standards Committee) dell'Istituto Ingegneri Elettrici ed Elettronici (IEEE: Institute of Electrical and Electronics Engineers), allo scopo di sviluppare e promuovere le norme sulla tecnologia didattica (LTSC, 2000).
    • Proprio dall' LTSC arriva il termine "Learning Object" e la sua definizione: "I Learning Objects sono qui definiti come qualsiasi entità, digitale o non digitale, che può essere utilizzata, riutilizzata o citata in fase di didattica supportata da tecnologia. Esempi di questo tipo di didattica includono sistemi computerizzati di formazione, ambienti di apprendimento interattivo, sistemi didattici intelligenti computerizzati, sistemi di apprendimento a distanza, ambienti di apprendimento in collaborazione”
  • 4. I Learning Objects (LO) sono elementi di un nuovo tipo di didattica on line basata su un paradigma dell'informatica orientato sugli oggetti.   Esso sostiene la realizzazione di corsi on-line mediante componenti che possono essere riutilizzati più volte in contesti differenti.   L'idea nasce da un suggerimento di Reigeluth e Nelson (1997) che prendono ad esempio gli insegnanti, i quali accedendo per la prima volta ai materiali didattici, sovente, si trovano costretti a scomporli in tanti pezzi che poi riassemblano adattandoli alle proprie esigenze d'insegnamento. Ciò suggerisce una prima delle ragioni per le quali i componenti didattici riciclabili, o Learning Object, potrebbero portare benefici: se gli istruttori ricevessero risorse didattiche sotto forma di componenti singoli, questa fase iniziale di "smantellamento" potrebbe essere evitata, aumentando potenzialmente la velocità e l'efficienza dello sviluppo didattico.   Un Learning Object non deve essere un semplice assemblaggio di contenuti, ma deve sottendere un'intenzione educativa e formativa.
  • 5. Dopo un primo momento in cui la definizione stessa di LO sembrava poter essere attribuita a qualsiasi risorsa di tipo digitale (una scheda, un’immagine, un documento, un file audio…), purchè corredata di metadati e in linea con le specifiche e gli standard internazionali , si sono aperte questioni, che potremmo definire emergenze , che mettono in discussione la concettualizzazione, le teorie paradigmatiche e i criteri di qualità di un LO
  • 6.   La valenza educativa e formativa del LO in relazione ai contesti, agli obiettivi, ai destinatari, alle strategie didattiche. Una tecnologia didattica incorpora sempre una filosofia educativa, e i LO non fanno certamente eccezione .
  • 7. Chi si occupa di tecnologie dell’educazione mette sempre al centro della sua visione un’attenta valutazione delle tipologie dell’apprendimento e delle dinamiche cognitive potenzialmente attivabili, e sa che informazione non vuol dire conoscenza, che ambiente comunicativo non vuol dire apprendimento (Calvani 2004).
  • 8. Quali caratterisitiche deve possedere un oggetto di apprendimento mutimediale , affinchè da semplice supporto (e quindi  facilmente sostituibile con prassi didattiche più “semplici”, già radicate nel tempo, che non presentano incognite e rischi) possa evolvere in un vero strumento, capace non solo di veicolare informazioni, ma anche e soprattutto di favorire l’acquisizione di conoscenza significativa e lo sviluppo di competenze?
  • 9. Quali sono le reali possibilità di utilizzo in riferimento alle aspettative di un insegnante, che intenda facilitare e favorire l’apprendimento attraverso questo strumento multimediale? Quali sono le condizioni che rendono effettivamente utilizzabile un LO all’interno di un percorso formativo? Si può pensare ad un LO come ad un oggetto pedagogicamente “neutro” (quindi utilizzabile e riutilizzabile, tout court, in qualsiasi contesto ) oppure è necessario conoscere e valutare il modello didattico che sottende e in base a questo operare le proprie scelte progettuali? A quali nuove frontiere potrà aprirsi la filosofia e la tecnica degli LO?
  • 10. Il valore di un percorso formativo non risiede solo nel contenuto, ma anche e soprattutto nella cornice pedagogica , nelle metodologie e strategie adottate per ottenere una comprensione profonda e raggiungere un apprendimento significativo, è necessario porre attenzione  alla struttura didattica che comunque un LO prevede.
  • 11. Di fondamentale importanza è quindi la scelta delle linee progettuali che guidano la costruzione di un LO, che dovrebbero rifuggire da una concezione ingegneristica della conoscenza, per orientarsi invece verso paradigmi di stampo costruttivista, che pongono al centro di un processo formativo il soggetto che apprende e lo rendono protagonista attivo del suo percorso di apprendimento
  • 12. Il valore aggiunto di un LO risiede infatti nel fatto di essere mezzo per il raggiungimento di un chiaro e ben definito obiettivo di formazione.
  • 13.
    • I  LO offrono indubbiamente vantaggi:
      •   punto di vista pratico ( riusabilità, flessibilità, risparmio di tempo;
      •   punto di vista formativo;
    •  
    •  
    • il docente rimane l’insostituibile regista del processo formativo.
    •  
  • 14. E’ modellato sulle esigenze di chi apprende ( Just for you ) è facile da raggiungere ( Just in time ) e prende solo quello che serve ( Just enough )
  • 15. cliccare qui.. Alcuni esempi di utilizzo di LO nella didattica del FLE
  • 16. un altro esempio...
  • 17. ancora..un esempio per la comprensione orale...
  • 18. L' esempio che segue è stato realizzato dal collega Christian Perrier  del Lycée Marguerite de Navarre, di Bourges, in Francia,con cui  ho condiviso il percorso didattico delle mie classi per lungo tempo,e il cui LO ho utilizzato per la mia classe seconda inserendolo nel nostro blog ...     DICTEE'...AUTOCORRECTIVE
  • 19.
      • Benvenuto in DIALANG, dove puoi conoscere i tuoi punti di forza e di debolezza in lingua straniera e sapere a quale livello ti trovi.
      • DIALANG fornisce un supporto flessibile a chiunque stia imparando una lingua:
      • permettendo di esaminarsi in lettura , scrittura , ascolto , grammatica e lessico ;
      • le 14 lingue di DIALANG sono: danese, finlandese, francese, greco, inglese, irlandese, islandese, italiano, norvegese, olandese, portoghese, spagnolo, svedese e tedesco.
      • dando la possibilità di scegliere istruzioni e risultati in ciascuna delle 14 lingue;
      • presentando un'ampia varietà di risultati e consigli .
    un altro LO che si inserisce in modo efficace in un percorso di FLE : DIALANG
  • 20. DIDAPAGES Questo LO è stato preparato da me per la mia classe di principianti… il suo obiettivo è di lavorare sull’espressione di sé a livello principianti…
  • 21. Questo LO è stato preparato dai miei alunni ….
    • ME VOILA’
  • 22. PRESENTARSI ..con una canzone.. Questo LO è stato preparato da me all’interno del progetto Comenius “Images des sociétés européennes à travers les chansons” di cui sono responsabile. ( una volta aperto il file cliccare su INDEX)
    • SE PRESENTER EN CHANSON
  • 23. Learning Object e disabilità Learning Object come esperienza progettuale di gruppo
    • in una scuola che cerca di diventare “su misura” per ciascuno, costituisce la migliore garanzia di qualità in qualunque percorso di apprendimento.
  • 24. L.O. ? Sì per…
    • la necessità di una certa “economia” di lavoro, che consentisse di riadattare/ riutilizzare/trasferire (in parte, globalmente o solo nella struttura) materiale già elaborato per l’apprendimento
    • la volontà di costruire, condividere e migliorare la conoscenza con altri, anche in contesti diversi dalla situazione originaria
    • l’urgenza di migliorare le competenze tecnologiche di docenti ed alunni
    • la consapevolezza dell’efficacia didattica e formativa delle nuove tecnologie
    • il bisogno di potenziare un uso ecologico delle nuove tecnologie, che sostenesse lo sviluppo cognitivo e continuo dell’individuo
    • il desiderio di stimolare la creatività di alunni e docenti
    • la necessità di formare una progettualità consapevole e ben strutturata
    • l’esigenza di costruire degli strumenti di apprendimento flessibili per l’(auto)apprendimento, validi sia per i docenti che per gli alunni
    • l’intenzione di facilitare il passaggio tra la scuola e il mondo dell’istruzione superiore e quello del lavoro, favorendo l’acquisizione di conoscenze, competenze e capacità da poter utilizzare in ambito sociale/ professionale.
  • 25. Bibliografia ADL. (2000). Advanced distributed learning network website [On-line]. Available: http://www.adlnet.org/ ARIADNE (2000). Alliance of remote instructional authoring and distribution networks for Europe website [On-line]. Available: http://ariadne.unil.ch/ Bransford, J. D., Brown, A.L. & Cocking, R. (1999). How people learn:Brain, mind, experience and school. Washington, D.C.: National Academy Press. IMS. (2000). Instructional management systems project website [On-line]. Available: http://imsproject.org/ LOM (2000). LOM working draft v4.1 [On-line]. Available: http://ltsc.ieee.org/doc/wg12/LOMv4.1.htm LTSC (2000). Learning technology standards committee website [On-line]. Available: http://ltsc.ieee.org/ Reigeluth, C. M. & Nelson, L. M. (1997). A new paradigm of ISD? In R. C. Branch & B.B. Minor (Eds.), Educational media and technology yearbook (Vol. 22, pp. 24-35). Englewood, CO: Libraries Unlimited. Singh, H. (2000). Achieving Interoperability in e-Learning. Available: http://www.learningcircuits.org/mar2000/singh.html [2000, March]. Wiley, D.A (1998). Effective and efficient education. Available: http://wiley.byu.edu/dle/wiley/e3/ Wiley, D.A., (2001) (ed). The Instructional Use of Learning Objects: Online Version. Retrieved May 18, 2001, from the World Wide Web: http://www.reusability.org/read
  • 26.
    • Oggi in tutta la didattica, sia quella tradizionale che quella supportata da tecnologie telematiche, sta crescendo l'interesse verso la tecnologia del RLO (Reusable Learning Object) o semplicemente LO (Learning Object). Le radici del LO "sono nel paradigma della programmazione object oriented usata nel settore informatico, dove vengono creati componenti ("objects") indipendenti l'uno dall'altro, che possono essere riutilizzati in contesti diversi grazie al loro riassemblaggio di volta in volta nuovo a seconda delle esigenze e dell'obiettivo da perseguire. (Dahl & Nyagaard, 1966) Tale tendenza nasce dalla necessità di standardizzare e rendere riutilizzabile il materiale formativo al fine di progettare percorsi formativi curriculari e individuali flessibili in base alle esigenze di un utente, suddivisibile in unità formative autosufficienti, autonome e aggregabili sulla base di nuove e diverse esigenze, consentendo così di ammortizzare i costi elevati della progettazione didattica dei materiali per la formazione basata sulle nuove tecnologie." 1
    • Come potremmo definire un Learning Object? Negli anni si sono avute numerose definizioni, non condivise da tutti. Vi presento solo alcune delle più accreditate ed autorevoli in letteratura:
    • L’LTSC ( Learning Technology Standard Commette ) definisce i learning object come "ogni entità digitale o non digitale che può essere utilizzata, riutilizzata o indicata come riferimento durante l’apprendimento supportato dalle nuove tecnologie " (any entity, digital or non-digital, which can be used, re-used or referenced during technology supported learning).
    • David Wiley considera la precedente definizione troppo ampia e definisce i LO come " ogni risorsa digitale che può essere riutilizzata per supportare l'apprendimento " 2 . Dunque nel Learning Object è inclusa qualsiasi risorsa che può essere erogata attraverso la rete: immagini digitali, video o audio in streaming o live, testi non troppo lunghi, animazioni, piccole applicazioni erogate dal Web, come può essere un java-calculator, pagine web che combinano testo, immagini e altri media al fine di erogare contenuti formativi.
    • Wisconsin Online Resource Centre I Learning objects rappresentano un nuovo modo di concepire l’apprendimento. Tradizionalmente I contenuti sono proposti utilizzando numerose unità orarie. I LO sono unità d’apprendimento più piccole che vanno dai 2 ai 15 minuti. Sono totalmente indipendenti l’uno dall’altro, sono riutilizzabili (ogni LO può essere utilizzato in contesti diversi per scopi diversi), possono essere raggruppati in insiemi di contenuti più ampi fino ad arrivare alle strutture dei corsi tradizionali. In più ogni LO contiene informazioni descrittive che lo rendono facilmente rintracciabile tramite ricerca. "Learning objects are a new way of thinking about learning content. Traditionally, content comes in a several hour chunk. Learning objects are much smaller units of learning, typically ranging from 2 minutes to 15 minutes. Are self-contained - each learning object can be taken independently. Are reusable - a single learning object may be used in multiple context for multiple purposes. Can be aggregated - learning objects can be grouped into larger collections of content, including traditional course structures. Are tagged with metadata - every learning object has descriptive information allowing it to be easily found by a search" Il LO è quindi una risorsa, sia digitale che non digitale, che può essere usata, ri-usata e consultata nell’ambito delle diverse fasi del percorso formativo .
    • Ma intuitivamente possiamo dire che un learning object é una risorsa didattica "modulare" erogabile a distanza, utilizzabile su più piattaforme ed in diversi formati con la possibilità, una volta archiviato l’oggetto di apprendimento, di riusarlo all’infinito, con enorme risparmio di tempo e di denaro. Organizzando opportunamente sequenze di vari LO si giunge ad un percorso formativo "personalizzato". Il LO deve essere costruito per aiutare chi apprende a raggiungere specifici obiettivi didattici.
    • Caratteristiche di un Learning Object
    • Le caratteristiche essenziali che un LO deve necessariamente avere sono la combinazione e la granularità. Per combinazione si intende la possibilità dei computer agents 3 di comporre in modo semplice, efficace, automatico e dinamico lezioni, anche personalizzate a seconda delle esigenze del singolo utente. Per granularità si intende la durata e quindi le dimensioni che deve avere un LO. Su questo tema si dibatte ancora: c’è chi sostiene che i LO debbano durare dai cinque ai quindici minuti, chi invece sostiene che la durata media di un LO debba essere di un’ora. Dalla combinazione e dalla granularità conseguono altre caratteristiche, ovvero un Learning Object deve essere Condivisibile, Riutilizzabile, Digitale, Modulare, Portabile, Facilmente rintracciabile.
    • Quali i vantaggi dei learning objects per chi apprende ? E’ modellato sulle esigenze di chi apprende ( Just for you ) è facile da raggiungere ( Just in time ) e prende solo quello che serve ( Just enough )
    • Esempi di LO:
    • una procedura (http:// ali.apple.com /ali/ resources.shtml )
    • un gioco didattico (www.bbc.co.uk/ schools / spellits /home_y5.flash.shtml)
    • un insieme di esercizi (http:// users.pandora.be /freddy.van.overmeire1/pep1.htm)
    • un video (www.millenniumwave.com/de/ ohmmeter.htm )
    • Per reperire facilmente i LO in Internet vi sono I REPOSITORIES
    • Un esempio particolarmente interessante: MERLOT: http://www.merlot.org/ Home.po
    • Un elenco di repositories: Università del Texas (S.Antonio): http:// elearning.utsa.edu / guides / LO-repositories.htm
    • Sitografia per chi volesse approfondire:
    • Fini, A.: Learning Objects: Standard e confronto di piattaforme e metodologie educative , Tesi di laurea in "Formatore Multimediale", Facoltà di Scienze della Formazione, Università degli studi di Firenze, 2003, reperibile on line all’indirizzo: http://www.sinap.it/ anto /tesi_fini.pdf
    • Sito IEEE per i LOM: http:// ltsc.ieee.org /wg12/ index.html Polsani, P. "Use and Abuse of Reusable Learning Objects", in Jurnal of Digital Information , Volume 3 Issue 4, Artiche No.164, 19/02/2003- reperibile on line all’indirizzo: http:// jodi.ecs.soton.ac.uk / Articles /v03/i04/ Polsani /
    • Wiley, D. (2000), Connecting learning objects to instructional design theory: A definition, a metaphor, and a taxonomy in D.A. Wiley (Ed.), The Instructional Use of Learning Objects: Online Version (Online), sul Web all’URL: http:// reusability.org / read / chapters / wiley.doc
    • ... ignari di essere al centro del dibattito: se andassimo a vedere cosa si muove nelle scuole intorno al tema dell'uso dei Learning Object nella didattica, http://www.educa.ch/ dyn /140533.htm