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  • 1. MARIA REBECCA BALLESTRAchangingperspectivescambiandoprospettiveA CURA DI / EDITED BY Paola Valenticoordinamento editoriale: sabrina burlandorealizzazione editoriale© De Ferrari comunicazione s.r.l.via riboli, 20 - 16145 genovatel. 010 3621713 - Fax 010 3626830editorialetipografica@editorialetipografica.commaria rebecca ballestrachanging perspectives / cambianDOprOspettivea cura di / edited by paola valentitesti di / texts by alberto Diaspro, patrice garnier,Daniela legotta, adrien pasternak, alessandra piatti,anna viola sborgi, paola valentiintroduzione di/ Foreword by leo lecci, Franco sborgiapparati / references Daniela legotta, alessandra piattiprogetto grafico / graphic design elena menichinicrediti fotografici / photographic credits maria rebeccaballestral’editore è a disposizione per i compensi dovuti agli aventidiritto con i quali non è stato possibile comunicare. / thepublisher has made every effort to contact all copyrightholders. if proper acknowledgment has not been made, weask copyright holders to contact De Ferrari editore, genoatraduzioni / translationsper i testi di / essays by alberto Diaspro, Daniela legotta,alessandra piatti, anna viola sborgi, paola valenti(italiano/inglese; italian/english): christina cawthra,Università  ca’Foscari, veneziaper i testi di/essays by patrice garnier, adrien pasternak(Francese/inglese; French/english): Diana rabanserper i testi di/essays by patrice garnier, adrien pasternak(Francese/italiano; French/italian): alberta paneUn particolare ringraziamento a / a special thanks toandrea allavena, roberta allesina, rossana borroni,sabrina burlando, anna careggi, emma careggi, barbaracolasanto con massimo e viola nucci, rosetta consiglio,ivo Degl’innocenti, Dario Fortunato, leo lecci, martinamassarente, sergio massarente, silvia merlino, Johnmoore, maria camilla De palma, alberta pane,michelangelo penso, elsa proudhon, gianni renosi,marco ricca, barbara ruffoni, Franco sborgi, paoloscacchetti, Francesca serrati, beatrice (susi) traverso,roberto vidali.GalerieAlberta Pane ParisAdACArchivio d’Arte ContemporaneaUniversità degli Studi di Genova
  • 2. sommario / contentsintroduzioneintroductionFranco sborgi, leo lecciguardare il mondo cambiando prospettiveObserving the world, changing perspectivespaola valentiintervista con maria rebecca ballestra (preceduta da una breve introduzione)Interview with Maria Rebecca Ballestra (preceded by a short introduction)adrien pasternakbis repetita non placentpatrice garnierparadiso perduto e mutazioni genetiche: il post-human garden di maria rebeccaBallestra Paradise lost and genetic engineering. Maria Rebecca Ballestra’s Post-Human Gardenanna viola sborgi“il futuro è ora!”“The Future is now!”alberto DiaspropercOrsi tra le Opere / tOUrs thrOUgh the artWOrKstra anima e corpoBetween body and soulalessandra piattitra presente e futuroBetween present and futureDaniela legottaapparati / reFerencesbiografiaBiographyindice ragionato delle opereAnnotated index of the artworksbibliografiaBibliography
  • 3. 68A lungo durerà il mio viaggio e lunga è la via dapercorrere.Uscii sul mio carro ai primi albori del giorno, e pro-seguii il mio viaggio attraverso i deserti del mondolasciai la mia traccia su molte stelle e pianeti. Sonole vie più remote che portano più vicino a te stesso;è con lo studio più arduo che si ottiene la semplicitàd’una melodia. Il viandante deve bussare a molteporte straniere per arrivare alla sua, e bisogna viag-giare per tutti i mondi esteriori per giungere infineal sacrario più segreto all’interno del cuore.I miei occhi vagarono lontano prima che li chiudessidicendo: ‘Eccoti!’ Il grido e la domanda: ‘Dove?’ sisciolgono nelle lacrime di mille fiumi e inondano ilmondo con la certezza: ‘lo sono!’Rabindranath Tagore, A lungo durerà il mio viag-gio…, n. 12, in Gitanjali, 1910Tutto ha inizio in Lituania,a pochi chilometridi distanza daVilnius.Proprio lì,in un grandeparco che geograficamente corrisponde, se-condo i calcoli dell’ingegnere Jean-GeorgeAffholder1, all’esatto centro del ContinenteEuropeo, vi è un museo di sculture all’apertofondato nel 1988 dallo scultore lituano Gin-taras Karosas. Nel 2003 Maria Rebecca Bal-lestra viene selezionata per partecipare alprogramma di residenza d’artista presso l’Eu-ropos Parkas. Open Air Museum of the Centreof Europe e quel soggiorno diventa per lei unmomento d’ispirazione totale: nel cuoreThe Time That my journey takes is long and theway of it long.I came out on the chariot of the first gleam of light,and pursued my voyage through the wildernesses ofworlds leaving my track on many a star and planet.It is the most distant course that comes nearest tothyself, and that training is the most intricate whichleads to the utter simplicity of a tune. The travellerhas to knock at every alien door to come to his own,and one has to wander through all the outer worldsto reach the innermost shrine at the end. My eyesstrayed far and wide before I shut them and said‘Here art thou!’The question and the cry‘Oh,where?’Melt into tears of a thousand streams and deluge theworld with the blood of the assurance‘I am!’RabindranathTagore,TheTimeThat …, Gitanjali,n. 12, 1910Everything began in Lithuania, just a fewkilometres away fromVilnius. Right there, ina huge park that,according to the calculationsof the engineer Jean-George Affholder1, cor-responds to the exact centre of the EuropeanContinent,that we can see a museum of out-doorsculpture,foundedin1988bytheLithuan-ian sculptor Gintaras Karosas. In 2003 MariaRebecca Ballestra was chosen to take part inan artist residency programme in EuroposParkas. Open Air Museum of the Centre ofEurope and that stay proved to be one ofcomplete inspiration: in the heart of Europe,69tra anima e corpoBetween body and soulalessandra piatti1. The Breath of Nature, video, 2003
  • 4. violazione dei diritti umani e la restrizionedelle libertà individuali. Prisoner è un’instal-lazione site specific realizzata in occasionedella 11ª edizione di Agorà - Grandi Formati.Arte in Piazza, manifestazione d’arte con-temporanea promossa dalla città di Bordi-ghera3. Una grande tela di pvc forata, inmodo tale da far filtrare la luce e gli agentiatmosferici, posizionata a 8 metri d’altezzagrazie ad un’imponente struttura da con-certo in acciaio, copre interamente una piaz-zetta del centro storico della città (ill. 2).Vol-gendo lo sguardo al cielo il visitatore trovaun filtro a separarlo da esso, percependocosì un effetto di spaesamento e claustrofo-bia: l’immagine deformata di un uomo amezzo busto con le mani e la faccia rivolteverso il basso, ma bloccate da un’ideale bar-riera, evoca quella del detenuto, privato dellasua libertà e identità. La restrizione dei suoidiritti viene enfatizzata dalla presenza, alcentro della piazza, di un cumulo di vestiti,simbolo dell’espropriazione, dell’abuso e delsopruso. L’installazione, ispirata ai reportverse/The centre/The same centre/The centre ofthe conscience/The centre of the identity/The centreof the world/Your world/And//My world/Identicalidentity/Traces…2.They therefore no longer share the samepath and the ones followed by man andnature are irremediably separated, givingrise to a dichotomy that is destined to finda deep echo in the artist’s production: herstudies on humanity from a political, eco-nomic, ethical, social and cultural perspectiveoften result in a present that is dominatedby phenomena of capitalist, socio-economicglobalisation and scientific rationalization,the repercussions of which are paradoxicallyoften reflected on the environment. Thesearch for a possible reunion so that thisoriginal union may be restored thereforebecomes the incessant propellant for herartistic production.In her early works, in which the body wasoften the protagonist, Rebecca Ballestrastudied the violation of human rights andthe limitation of individual freedom. Prisoner71alessanDra piattidell’Europa,immersa nella più rigogliosa ve-getazione e in un paesaggio in cui arte e na-tura instaurano un dialogo serrato, RebeccaBallestra intraprende un viaggio al centro delproprio io, dell’umanità e della natura. Que-sta riflessione prende la forma di un video,nel quale una sequenza di immagini trattedal mondo vegetale sono accompagnate daun testo poetico: una conversazione dal ca-rattere sensuale che prefigura, come in moltiesempi della tradizione poetica, letteraria efilosofica, un incontro tra due amanti, chealtri non sono se non l’uomo e la natura (ill.1). La relazione, fin dal suo esordio, è postasu un piano paritario, dove gerarchie e an-tagonismi si stemperano per costituire un’in-tima unità. Tuttavia, una profonda fratturasta ormai allontanando i due interlocutori:Vieni/Vieni/I fiori sbocciano/Gli uccelli can-tano/Non c’è più tempo/Per camminare in-sieme/Per diventare universo/Lo stesso uni-verso/La stessa cosa/Il centro/Lo stesso centro/Ilcentro della coscienza/Il centro dell’identità/Ilcentro del mondo/Il tuo mondo/E/Il miomondo/Identità identiche/Tracce2.Il cammino, dunque, non è più comune ele strade percorse dall’uomo e dalla naturairrimediabilmente si separano dando ori-gine ad una dicotomia destinata a trovareprofonda eco nella produzione dell’artistadove l’indagine sull’umanità nei suoi aspettipolitici, economici, etici, sociali e culturalifa spesso emergere un presente dominatoda fenomeni di globalizzazione capitalisticasocio-economica, di mondializzazione e dirazionalizzazione scientifica, le cui conse-guenze, spesso paradossali, si ripercuotonosull’ambiente. La ricerca di un possibile ri-congiungimento per ricostituire questa pri-mitiva unità diventa, quindi, un incessantepropulsore concettuale della sua produzioneartistica.Nelle prime opere, in cui il corpo è spessoprotagonista, Rebecca Ballestra indaga lasurrounded by lush vegetation and in a land-scape in which art and nature are engaged inan intense dialogue, Rebecca Ballestra wenton a journey to the centre of her own self,humanity and nature. This reflection was inthe form of a video in which a series ofimages taken from the plant kingdom areaccompanied by a poetic text: a conversationof a sensual nature which,asin many examplesof poetic, literary and philosophic tradition,foreshadows a meeting between two lovers,who are none other than man and nature (ill.1). From its very beginnings, the relationshipis on equal footing, one in which hierarchyand antagonism blend into an intimate union.Nevertheless, a profound abyss is now dis-tancing the two speakers: Come/Come/Theflowers blossom/The birds sing/Time is finite/Towalk together/To become universe/The same uni-70tra anima e cOrpO2. Prisoner, installazione site specific / site specific in-stallation, bordighera 20043. Post Mortem Human Resources, videoinstallazione /videoinstallation, taipei (taiwan) 2005
  • 5. nunce di maltrattamenti e abusi ai danni deidetenuti”4.Una situazione che dal 2004 adoggi ha visto l’aumento di programmi di de-tenzione segreta e di severe misure anti-ter-roristiche comportando gravi violazioni deidiritti umani e ingiuste limitazione delle li-bertà5. I ‘prigionieri di coscienza’ - termineconiato da Amnesty International per defi-nire persone alle quali viene tolta la libertàsolamente a causa della loro razza, lingua,orientamento sessuale e appartenenza reli-giosa o politica – costituiscono così una po-polazione anonima, marginale, senza nome,diritti e identità6.Il corpo violato e annullato nella sua es-senza umana è al centro anche della vide-oinstallazione Post Mortem Human Resour-ces, presentata nel 2005 a Taiwan nellamostra Art’s diary Intervene7. Su una paretedi una piccola stanza buia Rebecca Ballestracentre of the square, the symbol of expro-priation, abuse and injustice. Inspired byAmnesty International’s annual reports, theinstallation is a reflection on the internationallaws and preventive detention methodsthat came into force after the attack on theTwin Towers on September 11, 2001: “tofight international terrorism many govern-ments introduced new measures that threat-en the human rights of their own citizens,immigrants and refugees. This increase ofgovernmental power authorises the au-thorities to deport and detain foreignersfor an indefinite period of time, withouthaving to present any proof against themor being challenged as regards the legalityof their detention. Hundreds of people arebeing kept in prison, violating all proceduralrights. The accusations are unknown, theirplace of detention is not revealed, and the73alessanDra piattiannuali redatti da Amnesty International,riflette sulle leggi e sui metodi internazionalidi detenzione preventiva attuati dopo ilcrollo delle Torri Gemelle, l’11 settembre2001:“per combattere il terrorismo interna-zionale molti governi hanno introdottonuove misure che minacciano i diritti umanidei loro stessi cittadini, immigrati e rifugiati.L’incremento di poteri governativi autorizzale autorità a deportare e trattenere, per unperiodo di tempo indefinito, cittadini stra-nieri senza presentare prove contro di loroo permettere una significativa ricusazionedella legalità della detenzione. Sarebberocentinaia le persone in carcere detenute inviolazione dei diritti processuali: non sononote le accuse, non si conosce il luogo didetenzione, non sono state informate le re-lative ambasciate. Sono, inoltre, molte le de-is a site-specific installation that was createdon the occasion of the 11th edition of Agorà– Grandi Formati. Arte in Piazza, a contem-porary art exhibition promoted by the townof Bordighera3.A large canvas of perforatedPVC that lets the light and atmosphericagents filter through, 8 metres above theground thanks to an impressive steel struc-ture that completely covers a small squarein the town’s historic city centre (ill. 2).When raising one’s eyes to the sky visitorssee a filter separating them from it, thusexperiencing the sensation of disorientationand claustrophobia: the deformed imageof a half-bust man with his face and handsfacing downwards, but blocked by an imag-inary barrier, evokes that of a prisoner, de-prived of both his freedom and identity.The restriction of his rights is highlightedby the presence of a pile of clothes in the72tra anima e cOrpO4. Cannibalism, installazione site specific /site specificinstallation, castello sforzesco, milano 20055. Capture What’s Inside, trittico digitale su forex / digitaltriptych on forex, 2005
  • 6. sono distribuiti ad istituti e aziende private,è solo uno degli aspetti di un imponentefenomeno di mercificazione del corpo che irecenti sviluppi della biomedicina, dellabioetica, biotecnologia, della chirurgia pla-stica e dei trapianti hanno contribuito a sti-molare. Il corpo, che nelle culture tradizio-nali è sacro e inviolabile, diventa un oggettodal valore economico, scisso, alienato, unacavia sfruttata come una risorsa da mercifi-care sotto la sigla ‘PHMS - Post MortemHuman Subjects’8.Come nota Nancy Scheper Huger9, daquesto processo di mercificazione nasceuna nuova forma di cannibalismo:“nellasocietà e nell’economia globalizzata ‘ilcorpo’è generalmente percepito e trattatoinstallation Post Mortem Human Resources,which was presented in 2005 in Taiwan atthe exhibition Art’s diary Intervene7. On awall in a small dark room, Rebecca Ballestraprojects a repeated sequence of four fixedimages – accompanied by a sound track thatwas composed especially by the musicianBrian Guerra - representing the same numberof bodies of naked men portrayed half-length (ill. 3). The outstretched body withthe hands folded on the chest and the white,sterile surroundings all immediately evokethe spectral image of corpses in a morgue.Viewers take part in this work individually:before entering the room the visitor has tofill in a form with his own personal infor-mation; a photograph is taken and attached75alessanDra piattiproietta una sequenza ripetuta di quattroimmagini fisse - accompagnate da unacomposizione sonora appositamente creatadal musicista Brian Guerra - che rappre-sentano altrettanti corpi di uomini nudi ri-presi fino al busto (ill. 3). La posizione di-stesa con le mani giunte al petto el’ambiente bianco e sterile evoca immedia-tamente nello spettatore l’immagine dei ca-daveri all’interno di un obitorio. La fruizionedell’opera è individuale: per accedere allastanza il visitatore deve inserire i propri datiall’interno di un modulo – al quale vieneallegata una sua fotografia scattata al mo-mento – e firmare un documento in cui eglidà il consenso ad utilizzare il proprio corpoper il progresso medico e tecnologico dellasocietà. Il video, della durata di 3 minuti,termina con un breve messaggio di ringra-ziamento rivolto allo spettatore, che recita:“Grazie per il tuo corpo, lo useremo perscopi di ricerca, sperimentazione, trasfor-mazione, elaborazione, distruzione. Con-tribuirai a migliorare la società e a costruireun mondo migliore, più sicuro, più giusto”.L’opera tratta un argomento di viva attualitàlegato ad alcuni scandali risalenti ai primimesi del 2005 e relativi all’uso di cadaveriper i crash test automobilistici: la GeneralMotors, infatti, aveva dichiarato, all’internodel suo sito ufficiale, di aver utilizzato corpiumani - ceduti da alcuni istituti di medicinalegale - per i crash test e per il miglioramentodella sicurezza dei veicoli. Nello stesso pe-riodo si era scoperto che, dagli anni No-vanta, i ricercatori e gli scienziati del VSI -Vehicule Safety Institute, l’istituto per la si-curezza dei veicoli di Graz, utilizzavano ca-daveri per effettuare studi sul movimentodel collo e della testa negli incidenti auto-mobilistici. La circolazione e il programmadi riciclo dei cadaveri che, dai centri di ri-cerca universitari – che ricevono più di uncentinaio di corpi all’anno per i loro studi -relative embassies have not been informed.Furthermore, there have been countless re-ports of mistreatment and abuse by the in-mates themselves”4..Since 2004 there hasbeen an increase in secret detention pro-grammes and strict anti-terrorist measures,thus resulting in the gross violation ofhuman rights and unjust restrictions of lib-erty5. ‘Prisoners of conscience’ – a termcoined by Amnesty International to definepeople who have been imprisoned simplybecause of their race, language, sexual ori-entation, religious or political beliefs – com-prise a population that is anonymous, mar-ginal, without names, rights or identity6.The violated body annulled in its humanpresence is also at the centre of the video-74tra anima e cOrpO6. Oxygen, trittico digitale / digital triptych, 2005
  • 7. lazione mondiale in due classi distinte,quelle dei donatori - composta da poveree anonime persone appartenenti alle fascepiù deboli della società che mettono invendita i loro organi come merci - e quelledei recettori, uomini abbienti, ai qualiviene invece riconosciuta l’inviolabilitàdel corpo e il diritto a farsi curare, cheand companies, is just one of the manyaspects of the impressive phenomena of thecommercialization of corpses that recent de-velopments in biomedicine,bioethics,plasticsurgery and transplants have all helped en-courage. Sacred and inviolable in traditionalcultures, the body has become an object ofeconomic value, divided, alienated, a guinea77alessanDra piatticome un oggetto, seb-bene molto feticizzato,e come una ‘merce’che può essere barat-tata, venduta o rubata,in parti divisibili ealienabili”10. Del neo-cannibalismo RebeccaBallestra ci parla nellasua installazione Can-nibalism, apposita-mente concepita perla 10ª edizione di Arteda mangiare mangiareArte…11: nel giardinodel Castello Sforzescodi Milano, l’artista in-stalla 10 scatole – si-mili ai cubi di plasticacon cui giocano i neo-nati - sulle cui faccesuperiori sono stam-pate delle immaginidi bambini provenien-ti da diversi paesi delmondo, mentre neilati compaiono frasiconnesse al traffico il-legale di organi e i re-lativi prezzi trovati suInternet (ill. 4)12. Lapervasività e la velo-cità di distribuzionedella rete rivela qui ilsuo lato oscuro: dal 1999 in poi numerosisiti e motori di ricerca presentano prezzie annunci di vendite e di aste di organiumani, facendo così diventare il trafficoillegale on-line e il turismo medico piaghesempre più incontrollabili13. Quella cheLawrence Cohen definisce la nuova‘eticadelle parti’ spiega come la nostra conce-zione del corpo risponda ad una concretarichiesta del mercato che divide la popo-and he is then askedto sign a document inwhich he allows hisbody to be used for themedical and techno-logical progress of so-ciety.The three-minutelong video ends with ashort message thankingthe viewer and says:“Thank you for yourbody; it will be used forresearch, experiments,transformation, elabo-ration, destruction.Youwill be contributing toimproving society andcreating a better worldthat is safer and morejust”.The subject of theinstallation is highlytopical and is linked toseveral scandals goingback to the beginningof 2005, regarding theuse of corpses for carcrash tests. In fact, onits official website,Gen-eral Motors declared ithad used human bodies– given to them by sev-eral legal medicine in-stitutes – for crash testsand to improve thesafety of their vehicles. During the sameperiod it was discovered that in the 1990sthe researchers and scientists fromVSI –Ve-hicle Safety Institute in Graz, had startedusing corpses to carry out studies on themovements of the neck and head in car ac-cidents.This corpse circulation and recyclingprogramme that university research centres(who receive more than a hundred a yearfor their studies) give to private institutes76tra anima e cOrpO7. Discovering Taipei, stampa digitale su forex / digitalprint on forex, part., 20058a. Guanyin#7, stampa digitale su tela, smalto rosso / digital print on can-vas, red enamel, 20058c. Guanyin#4, stampa digitale su tela, smalto rosso / digital print on canvas, red enamel, 20058b. Guanyin#13, stampa digitale su tela, smaltorosso/ digital print on canvas, red enamel, 2005
  • 8. perdita della libertà individuale e sull’av-vento di quella che Gilles Deleuze ha defi-nito la‘società del controllo’14.Sotto le falsespoglie della difesa della libertà e della de-mocrazia e in nome della sicurezza dellathe relative prices found on the internet(ill. 4)12. This is where the pervasivenessand the rapidity of network distribution re-veals its dark side: starting in 1999 countlesssites and search engines present prices andsales advertisements and auctions of humanorgans, thus making on-line illegal traffickingand medical tourism scourges that are in-creasingly uncontrollable13.What LawrenceCohen defines as the new ‘ethic of parts’explains how our conception of the bodyresponds to the concrete demands of themarket that divides the world populationinto two distinct classes: the donators -made up of poor, anonymous people be-longing to the weakest classes of societywho sell their organs as goods and the re-ceivers: well-off men whose right to becured is recognized as is the inviolability oftheir body, and who support this trade toput an end to the often unbearable waithospitals are imposing on them. In countriessuch as Brazil, Afghanistan, South Africaand China this market is fuelled by thekidnapping of children, the theft of organsfrom poor patients who are unaware ofwhat is going on or the sale of tissue andparts of the body taken from corpses orthose who have been sentenced to death.If awareness and a sense of responsibilityare to be aroused in the individual – whichis part of a mechanism whose workings,violation and anomalies need to be known- on the occasion of this event, the artistinvited the guests to eat two cakes thatwere decorated with the images of a heartand brain, and thus take part in an imaginarycannibalistic banquet.Following the thematic line of thought ofPrisoner, Rebecca Ballestra continued toreflect on the loss of individual freedomand on the advent of what Gilles Deleuzecalled the ‘society of control’14. Under thefalse guise of defending freedom and democ-79alessanDra piattisostengono questa compravendita perporre fine all’attesa, spesso insopportabile,che gli ospedali impongono loro. Un mer-cato che, in paesi come il Brasile, l’Af-ghanistan, il Sudafrica e la Cina, si alimentacon il rapimento di bambini, il furto diorgani a pazienti poveri e inconsapevolio lo smercio di tessuti e di parti del corpoestratti da cadaveri o da condannati amorte. Per attivare una presa di coscienzae una responsabilizzazione nello spettatore/individuo – che fa parte di un meccanismodi cui deve conoscere gli ingranaggi, lemanomissioni e le anomalie – l’artista, inoccasione della stessa manifestazione, in-vita i presenti a mangiare due torte deco-rate in superficie con le immagini di uncuore e di un cervello e ad unirsi quindiidealmente al banchetto cannibalesco.Seguendo il filone tematico di Prisoner Re-becca Ballestra continua a riflettere sullapig exploited like a commercial resourceunder the acronym ‘PHMS - Post MortemHuman Subjects’8.As Nancy Scheper Huger9 observed, thiscommercialization process has resulted ina new form of cannibalism:“in the globalizedsociety and economy the‘body’is generallyviewed and treated as an object, albeit ahighly fetishized one, and as a‘commodity’that can be bartered, sold or stolen indivisible and alienable parts”10. RebeccaBallestra talks about neo-cannibalism inher installation Cannibalism, which she de-signed for the 10th edition of Arte da mangiaremangiare Arte11: in the garden of CastelloSforzesco in Milan, the artist installed 10boxes – like the plastic blocks little childrenplay with – on which the images of childrenfrom different countries were printed onthe upper sides while on the sides weresentences related to illegal organ trade and78tra anima e cOrpO9. Confucius Temple, installazione site specific / site spe-cific installation, genova / genoa 200510. Catini lustrali, performance e installazione / perfor-mance and installation, lago di bomba 2006
  • 9. in which everyone will be filed and traceablethanks to an invisible microchip that canbe worn like piercing or fashion accessories.From the first identity cards to microchips,society has headed towards a progressive,irreversible process of control in which theindividual is surrounded by technology,numbers of electronic recognition and geo-localisation system. The invention of elec-tronic gadgets that, using RFID (Radio Fre-quency Identification) make the long-distanceautomatic identification possible of objects,animals and people, has made it possibleto trace any of us anywhere, at any moment,using a password and ciphered codes (creditcard, badge, magnetic passes, passports,electronic tickets). The pervasive nature ofWi-Fi connections and satellite technologycomplete the mapping. In this mad systemof control, in which everything is memorized,archived and can be found in real time,man also becomes an object of geo-locali-sation for market studies or for economicand political reasons15.The use of subcuta-neous microchips has not only affected thepet population, but in the health field alsothat of man. In fact, in 2004 the Americanagency for the medical control of food and81alessanDra piattipopolazione, i governi e le grandi aziendeinternazionali stanno cancellando qualsiasiforma di privacy per giungere a un completocontrollo degli individui. Nel 2005 l’artistaconcepisce Capture What’s Inside, un tritticofotografico presentato nel 2005 in occasionedella mostra Secrets presso il CVB Space diNew York. Lo stesso soggetto femminileviene fotografato in tre posizioni differenticome in una foto segnaletica: per ogni scattola ragazza mostra un piccolo microchip chediventa sempre più invasivo fino a trovarela sua collocazione all’interno della bocca(ill. 5). Prendendo in prestito un noto sloganpubblicitario della Sony UK, Capture What’sInside, l’artista ci prospetta un non tropporacy and in the name of the people’s safety,governments and large international com-panies are cancelling any form of privacyso they acquire total control over individuals.In 2005 the artist conceived Capture What’sInside, a photographic triptych presentedin 2005 on the occasion of the exhibitionSecrets at CVB Space in NewYork.The samefemale subject was photographed in threedifferent positions like a photo identity: ineach shot the girl shows a small microchipthat becomes more and more invasive untilit is placed inside her mouth (ill. 5). Bor-rowing a famous advertising slogan fromSony UK, Capture What’s Inside, the artist isshowing us a not too distant futuristic future80tra anima e cOrpO11. L’albero sonoro, installazione site specific / site spe-cific installation, sanremo 200812b. Waiting, stampa lambda / lambda print, dallaserie / from the series Forging Time, 200712a. Magdalena, stampa lambda / lambda print, dallaserie / from the series Forging Time, 200712c. Untitled, stampa lambda / lambda print, dalla serie / from the series Forging Time, 2007
  • 10. Administration, l’agenzia americana per ilcontrollo medico dei farmaci e degli ali-menti, ha autorizzato l’uso del VeriChip, ilprimo dispositivo elettronico che, impian-tato nei pazienti, fornisce ai medici le in-formazioni necessarie per curarli in modoappropriato anche in caso di interventi d’ur-genza16. Facendo leva sulle paure dei citta-dini – il pericolo del terrorismo, la guerrasanta, la salvaguardia della democrazia e lasalute del singolo paziente - si abolisce ilfondamentale diritto dell’uomo alla libertàe alla riservatezza, per controllarne e in-fluenzarne gli spostamenti, i gusti, le sceltee le idee. All’epoca della realizzazione del-l’opera, però, non era pensabile che, di lì apoco, gli stessi cittadini si sarebbero auto-schedati rilasciando, in maniera volontaria,tutti i loro dati, gli interessi e le più profondeemozioni al pubblico utilizzo: l’11 settembre2006 Facebook, il social network più visitatoe controverso degli ultimi anni, si apre atutta la popolazione mondiale, contri-buendo a ridurre l’individuo ad una seriedi informazioni e dati che vanno ad arric-chire l’immenso sistema di comunicazioneglobale che caratterizza la società dell’in-formazione.Come il microchip, anche la mascherina an-tismog può diventare un accessorio: Oxygenè un trittico di stampe digitali realizzate nelsolution to defend oneself from the unsus-tainable pollution of metropoli and, as such,symbol of a serious environmental problemfor which man is responsible, these antismogmasks are, nevertheless, used by the Tai-wanese and many other nationalities,Asianin particular, as fashion accessories, anequivalent to handbags, glasses and belts.A superficial, pragmatic and ironic approachthat reflects that of a society that is still de-veloping and ignores the repercussions thatpollution and climatic change have on theearth and its inhabitants, once again con-firming the distance separating man fromthe environment. It wasTaiwan, the symbolof the modernization process that has takenplace in Asia over recent decades, that wasthe first leg of Rebecca Ballestra’s journeythat continued with her participation incountless artist residency programmes indifferent countries around the world, in-cluding Malta, Korea, Costa Rica, India,Greece and China. Observations of con-temporary man, understood as mankind,and of the profound economic, social andcultural transformations that globalisationhas started, are enriched by the cultures,traditions and unique characteristics of eachcountry. Changing perspective thereforebecomes a fundamental element of herpersonality. In each country she visits, the83alessanDra piattilontano e avveniristico futuro in cui tutti gliuomini saranno schedati e rintracciabili at-traverso invisibili microchip che potrannoessere indossati come piercing o accessorialla moda. Dalle prime carte d’identità aimicrochip, la società si è diretta verso unprogressivo e irreversibile processo di con-trollo all’interno del quale l’individuo si cir-conda di tecnologie, cifre di riconoscimentoelettronico e sistemi di geo-localizzazione.L’invenzione di dispositivi elettronici che,attraverso gli RFID (Radio Frequency IDenti-fication), permettono l’identificazione auto-matica a distanza di oggetti, animali e per-sone, ha reso possibile rintracciare ognunodi noi ovunque e in qualsiasi momento tra-mite password e codici cifrati (carte di cre-dito, badge, tesserini magnetici, telepass,passaporti, biglietti elettronici). A comple-tare questa mappatura contribuisce la per-vasività delle connessioni wi-fi e della tec-nologia satellitare. In questo folle sistemadi controllo, in cui tutto viene memorizzato,archiviato e reso rintracciabile in temporeale, anche l’uomo diviene un oggetto dageo-localizzare o per indagini di mercato oa scopi economici e politici15. L’uso di mi-crochip sottocutanei non ha coinvolto solola popolazione degli animali domestici ma,attraverso l’ambito sanitario, anche quellaumana. Nel 2004, infatti, la Food and Drugmedicine, the Food and Drug Administration,authorized the use of the VeriChip, the firstelectronic device which, when implantedin patients gives doctors the informationthey need to treat them properly, also inemergencies16. By playing on citizens’fears– the danger of terrorism, the holy war,protection of democracy and the health ofindividual patients – man’s fundamentalright to freedom and privacy is being abol-ished and instead, his movements, tastes,decisions and ideas are being controlledand influenced. When the work was com-pleted however, it was unthinkable that inthe near future the citizens themselveswould be placing themselves on files, re-leasing all their personal data, interests anddeepest emotions for public use of theirown free will. On 11 September 2006 Face-book, the most popular and controversialsocial network of the last few years openedto the world population, thus helping reducethe individual to a series of informationand data that enrich the already huge systemof global communication characterizing thesociety of information.Just like the microchip, the antismog maskcan also become an accessory: Oxygen is atriptych of digital prints made in 2005 whenthe artist was staying at the Taipei ArtistVillage (Taiwan) (ill. 6)17. An indispensable82tra anima e cOrpO13. Identity, performance, Delhi 2007
  • 11. ficità che ogni paese custodisce. Il cambiodi prospettive diventa, così, un elementofondamentale della sua personalità: in ognipaese in cui approda, l’artista osserva e sipone nuovi interrogativi che attingono, divolta in volta, a sfere tematiche e proble-matiche differenti – mitologia, religione,rapporto con la tradizione, globalizzazioneeconomica e culturale – e che vanno a defi-nire un personale cammino di autoconsa-pevolezza, ricerca e crescita, allo stessotempo interiore e artistico. La scopertadell’Asia è rappresentata da DiscoveringTai-pei, un progetto fotografico composto dadue sequenze di 20 flash fotografici cia-scuna, poste l’una sull’altra. Le fotografiesuperiori, scattate durante la prima visitaalla città, colgono scorci del paesaggio ur-bano globalizzato di Taipei – non distanteda quello di qualsiasi altra metropoli occi-dentale - fatto di grattacieli, automobili, mo-torini, smog e insegne pubblicitarie. Al disotto gli scatti, capovolti, raffigurano inveceluoghi religiosi, oggetti simbolici, momentidi preghiera e attività tradizionali (ill. 7).Dietro ad un’apparente somiglianza e rico-noscibilità, si cela, quindi, la dimensione re-ligiosa e filosofica della cultura taiwanese:un pullulare di religioni, di culti panteisti edi filosofie etiche e morali che, all’europeo,appaiono come un crogiuolo incomprensi-bile e misterioso. L’indecifrabilità della cul-tura è comunicata ed enfatizzata da unamassima di Confucio tradotta in inglesecome didascalia della serie superiore e tra-scritta in lingua originale, ma capovolta, adaccompagnare quella inferiore: The superiorman, in the world, does not set his mind eitherfor anything or against anything what is righthe will follow (Analects, bk. iv., c. x.). L’uomosuperiore, per Confucio, non si pone arbi-trariamente in favore o contro qualcosa masegue ciò che è giusto. Secondo Confucio,quindi, ogni essere umano ha come su-its original language but upside down inthe lower series: The superior man, in theworld, does not set his mind either for anythingor against anything what is right he will follow(Analects, bk. iv., c. x.). According to Con-fucius each man therefore has the supremeobjective of perfection, social harmony andelevation from a‘common man’to a‘superiorman’ through education and study. Thisconception is based on a pragmatic visionof life that is light years away from that ofthe West, which was born in the heart ofeighteenth century rationalism18.The rationalaspect of Confucianism is used here as anelement of union and communication be-tween the globalised and traditional culture.Man’s task is to understand what is right,to see beyond the surface, to abandon hisown point of view and face a clear changeof perspective. The same operation, but ata higher documentary level, can be seen inGuanyin, a series of black and white pho-tographs taken in Taipei and developeddigitally with the addition of some Chinesecharacters in red enamel as a comment tothe scenes of everyday life on the island(ill. 8a, 8b, 8c)19.The difficulty of grasping and understandinga different culture without prejudice, falseinformation and mental super structureshindering an impartial vision is also at thecentre of Confucius Temple20(ill. 9). The in-stallation consists in a large-sized photographon PVC of the Confucius temple of Taipei,printed in black and white and cut length-ways in 11 parts that are placed at differentheights so the subject is deformed21. Theimage of this ‘dissected’ temple thereforesymbolises the fragmentary nature withwhich our western eyes perceive the tradi-tional oriental culture where temples arenot places of prayer and communicationwith God but places of commemoration,meditation and ritual celebrations.85alessanDra piatti84tra anima e cOrpO14. Wen Chin is Catholic, video, 20072005 durante la residenza d’artista presso ilTaipei ArtistVillage (Taiwan) (ill. 6)17. Solu-zioni indispensabili per difendersi dall’in-sostenibile inquinamento delle metropolie, come tali, simboli di una gravissima pro-blematica ambientale di cui l’uomo è re-sponsabile, le mascherine antismog sono,nondimeno, indossate dai taiwanesi e damolte altre popolazioni, soprattutto asiati-che, come accessori alla moda, al pari diborse, occhiali e cinture. Un approccio su-perficiale, pragmatico e ironico che riflettequello di una società ancora in pieno svi-luppo che ignora le ricadute che l’inquina-mento e i cambiamenti climatici hanno sullaterra e sui suoi abitanti, confermando nuo-vamente la distanza che separa l’uomodall’ambiente. ProprioTaiwan, emblema delprocesso di modernizzazione avvenuto inquesti ultimi decenni in Asia, è la primatappa del viaggio che Rebecca Ballestra in-traprende – grazie alla partecipazione a nu-merosi programmi di residenza d’artista -in vari paesi del mondo tra cui Malta, Corea,Costarica, India, Grecia e Cina. Lo sguardosull’uomo contemporaneo, inteso comeumanità, e sulle profonde trasformazionieconomiche, sociali e culturali che la glo-balizzazione ha avviato, trae arricchimentodalle culture, dalle tradizioni e dalle speci-artist observes and asks new questions thattouch different thematic fields and problems– mythology, religion, the relationship withtradition, economic and cultural globalisation– and they all contribute to the definitionof her personal path towards self-awareness,research and growth, both interior andartistic.This discovery of Asia is representedby DiscoveringTaipei, a photography projectmade up of two sequences each with 20photography flashes, one on top of theother.Taken during her first visit to the city,the upper photographs show views of theglobalised urban landscape ofTaipei - similarto any other western metropoli - with sky-scrapers, cars, motor scooters, smog andbillboards. Below, upside down, the photosdepict religious sites, symbolic objects, mo-ments of prayer and traditional activities(ill. 7). The religious and philosophical di-mension of Taiwanese culture is thereforehidden behind an apparent similarity andidentifiability: a swarm of religions, pantheistcults and ethical and moral philosophiesthat, to a European, seem like an incom-prehensible, mysterious melting pot. Theincomprehensibility of the culture is com-municated and emphasized by a maxim byConfucius translated into English as acaption in the upper series and written in
  • 12. premo obiettivo la perfezione, l’armonia so-ciale e l’elevazione da ‘uomo comune’ a‘uomo superiore’ attraverso l’educazione elo studio. Questa concezione si basa su unavisione pragmatica della vita, ben lontanada quella occidentale nata in seno al razio-nalismo settecentesco18. L’aspetto razionaledel confucianesimo viene qui usato comeelemento di congiunzione e comunicazionetra la cultura globalizzata e quella tradizio-nale. L’uomo ha il compito di comprendereciò che è giusto, di vedere oltre la superficie,di abbandonare il proprio punto di vista eaffrontare un netto cambiamento di pro-spettiva. La stessa operazione, ma ad un li-vello più documentaristico, si ritrova in Gua-nyin, una serie fotografica in bianco e neroscattata a Taipei ed elaborata digitalmentecon alcuni inserimenti di caratteri cinesi insmalto rosso a commento delle scene di vitaquotidiana dell’isola (ill. 8a, 8b, 8c)19.La difficoltà di accedere e comprendere unacultura altra senza che pregiudizi, false in-formazioni e sovrastrutture mentali ne osta-colino una visione imparziale, è anche alcentro di ConfuciusTemple (ill. 9)20. L’installa-zione è composta da una fotografia di grandidimensioni su pvc del tempio di Confucio diTaipei, stampata in bianco e nero e tagliatalongitudinalmente in 11 parti collocate inposizione sfalsate le une rispetto alle altre,in modo da deformare il soggetto21. L’imma-gine del tempio così‘sezionata’simboleggiala frammentarietà con cui il nostro sguardooccidentale percepisce la cultura tradizionaleorientale, per la quale i templi non sono luo-ghi di preghiera e di comunicazione con ildivino, ma di commemorazione, di medita-zione e di feste rituali.DiscoveringTaipei, ConfuciusTemple e Guanyinrappresentano,quindi,i primi passi all’internodi un ambito di riflessione delicato e com-plesso come quello della definizione dell’iden-tità culturale di un popolo che va affrontatoDiscovering Taipei, Confucius Temple andGuanyin therefore represent the first stepsof a process of delicate and complex reflec-tion: the definition of the cultural identityof a people that should be tackled with theawareness of the dangers of a prejudicedapproach to ‘different’ cultures. If this is tobe done without resorting to clichés orsimple banalities dictated by over two cen-turies of eastern culture and a euro-centricperspective, the artist herself has to freeherself of them by undertaking an act ofcomplete purification. In the deliberatelyprivate performance entitled Catini LustraliRebecca Ballestra submitted her body to aseries of purifying ablutions as a sort ofphysical and spiritual preparation. The setof the performance consisted in 9 red bowls-87alessanDra piatti86tra anima e cOrpO15. I Want to be Western, 30 immagini su schermo digitale / 30 images on digital screen, 200816a. Skyscraper, stampa lambda su / lambda print onDibond+crystal, dalla serie / from the series Kisses fromChina!, 2008
  • 13. con la consapevolezza della pericolosità di unapproccio pregiudiziale alle culture‘altre’. Peraffrontarlo e indagarlo senza cadere in luoghicomuni e in facili banalizzazioni dettate dapiù di due secoli di cultura orientalista e dauna prospettiva eurocentrica,è indispensabileche l’artista stessa se ne liberi intraprendendoun atto di completa purificazione: nella per-formance, volutamente non pubblica, dal ti-tolo Catini Lustrali, Rebecca Ballestra, comein una sorta di preparazione fisica e spirituale,sottopone il proprio corpo ad una serie diabluzioni purificatorie.Il set della performanceè composto da 9 catini rossi – il rosso ricorrein tutta la sua produzione, come simbolo delsangue,del cuore e della vita – colmi di acquadolce,sui quali l’artista traccia frasi manoscrittetratte dal suo testo poetico composto durantela residenza presso l’Europos Parkas.Vestitadi un lungo abito nero esegue dapprima,sullariva di un lago,una sequenza di abluzioni checoinvolgono il viso, le mani e i piedi, e, in se-guito,completa il rito immergendosi nelle ac-que (ill. 10). Le fotografie scattate durante laperformance sono state poi utilizzate,insiemeai secchi e al vestito, come parte della docu-mentazione di un’azione unica ed allestite inuna sala a lei dedicata all’interno della mani-festazione Mediterranean Art Meeting22. L’ar-the colour red is recurrent throughout herproduction as the symbol of blood, theheart and life – full of fresh water on whichthe artist traces handwritten phrases fromthe poetic text she wrote while staying atEuropos Parkas. First of all, along a lakeshore and dressed in a long black dress,she carried out a sequence of ablutions onthe face, hands, feet before completing therite by immerging herself in the water (ill.10).The photographs that were taken duringthe performance were then used togetherwith the buckets and dress as part of thedocumentation of a single act mounted ina room dedicated to her as part of the eventMediterranean Art Meeting22.The artist doesnot conceptualise water in its physical andnatural sense but as a primary ritual element:The act of purifying oneself with lustralwater is, in fact, a characteristic shared byall religions, ethical philosophies and paganrituals. Ablution is a symbolic act of purifi-cation, a rite of initiation and passage -from one stage of life to another, from aprofane to a sacred site, or from one socio-cultural condition to a higher one - or, inother cases, preparation for a sacrifice. Aritual that, already in Babylonian times andAncient Egypt was practised by nearly all89alessanDra piatti88tra anima e cOrpO16b. China is happy!, stampa lambda su / lambda print on Dibond+crystal, dalla serie / from the series Kisses from China!, 200816c. Bamboo, stampa lambda su / lambda print on Dibond+crystal, dalla serie / from the series Kisses from China!, 200816d. Kisses from China!, stampa lambda su / lambdaprint on Dibond+crystal, dalla serie / from the seriesKisses from China!, 200816e. Asian Value#1, stampa lambda su / lambda printon Dibond+crystal, dalla serie / from the series Kissesfrom China!, 2008
  • 14. dal Comune di Sanremo e dall’Archiviod’Arte Contemporanea dell’Università di Ge-nova, curata da Leo Lecci e PaolaValenti: perl’atrio di Palazzo Borea D’Olmo, sede delmuseo civico, Rebecca Ballestra concepisceL’albero sonoro, un’installazione site specificispirata al tema dell’albero parlante,cosmico,fondamento di una simbologia universalecomune (ill. 11). L’opera è composta da duestampe digitali su pvc che coprono sceno-graficamente i due archi laterali del loggiato:queste rappresentano la stessa immaginespeculare di un albero visto dal basso versol’alto. In posizione mediana rispetto alle duestampe, sotto lavolta centrale, undrappo verde e deirami argentati sim-boleggiano l’alberoprezioso, mentreun brano musicaledal titolo Say,com-posto apposita-mente dall’artistataiwanese WenChin Fu,si diffon-de a riempiere lospazio.L’albero haassunto, per mil-lenni di storia,dif-ferenti funzioni esimbologie: custode di poteri religiosi o spi-rituali (per il taoismo ha il compito di bilanciarele forze contrastanti dello yin e dello yang),portatore di guarigione e di protezione controle malattie e il male,simbolo di vita,di fertilità,di rigenerazione e di immortalità, creatore,antenato, divinità o mediatore tra questa el’uomo.Tra le sue numerose valenze simbo-liche,l’immagine più diffusa è quella dell’alberocosmico che regge l’universo attraversandoloe mettendo in comunicazione il cielo,la terrae il mondo sottostante,il fisico e il metafisico.Come scrive Jacques Brosse:“l’albero cosmicofrom the bottom upwards. In the middle ofthe two prints, below the central vault was apiece of green fabric and silver-colouredbranches symbolising a precious tree while apiece of music entitled Say,composed specif-ically for the installation by the Taiwaneseartist Wen Chin Fu, was played, filling thespace. Over thousands and thousands ofyears’history,the tree has had different func-tions and symbolic values: the guardian ofreligious or spiritual powers (inTaoism it hasthe task of balance the contrasting powers ofthe yin and yang), the ability to heal andprotect against illnesses and evil, symbol oflife,fertility,regen-eration and im-mortality, creator,forefather,divinityor mediator be-tween god andman. Amongst itsinfinite symbolicvalues, the mostcommon image isthat of the cosmictree that supportsthe universe,crossing it and al-lowing the sky,theearth and theworld below, thephysical and metaphysical, to communicate.As Jacques Brosse says: “The cosmic treemight be one of the most surprising, mostfertile and universal myths that mankind hasever conceived to explain the constitution ofthe universe and man’s place in it”24.In manyancient texts and different traditions this treeis shown upside down with its roots comingout of the sky, while its branches - a mani-festation of creation - going downwards. InRigveda and Upanisad we can read: “It isdownwards that its branches reach, with itsroots up high, it is from above that its rays91alessanDra piattitista concepisce l’acqua non nella sua acce-zione fisica e naturale, ma come elementoprimario rituale: l’atto di purificarsi attraversol’acqua lustrale è,infatti,una caratteristica co-mune a tutte le religioni, le filosofie etiche e irituali pagani.L’abluzione è un atto simbolicodi purificazione,un rito d’iniziazione e di pas-saggio - da una fase della vita ad un’altra, daun luogo profano ad uno sacro o da una con-dizione socio-culturale ad una superiore - o,in altri casi, di preparazione ad un sacrificio.Un rituale che,fin dai Babilonesi e dall’AnticoEgitto,viene praticato da quasi tuttele religioni, dalle abluzioniquotidiane della religioneislamica,alle immersionibattesimali del Cristia-nesimo fino a quellenel Gange dell’in-duismo.Il cambiamento diprospettive impli-ca un percorso aritroso fino alle ra-dici mitologiche ereligiose dell’uma-nità,origini comunidi cui la nostra so-cietà sta perdendo lamemoria.L’inarrestabileprocesso di allontanamentodalla natura e l’illecita distru-zione del mondo vegetale di cui gliuomini si rendono colpevoli per motivi eco-nomici, comporta, parallelamente, la scom-parsa di un immenso patrimonio di miti ecredenze che appartengono alla nostra col-lettività. Come l’acqua creatrice, vivificatrice,purificatrice, ma anche distruttrice e annun-ciatrice di catastrofi, così anche l’albero hauna vasta e antichissima simbologia comunea tutte le culture23. Ce lo riferisce l’artista nel2008,in occasione della 1ª edizione di Incontri.Arte giovane al Museo, rassegna promossareligions: the daily ablutions of the Islamicreligion, baptismal immersions of Christi-anity, and those in the Gange in Hinduism.A change in perspective means going backto the mythological and religious roots ofhumanity, common origins that are nowfading from our society’s memory. The re-lentless process of distancing oneself fromnature and the illicit destruction of the plantworld that men are guilty of because of eco-nomic reasons, goes hand in hand with thedisappearance of a vast patrimony of mythsand beliefs that belong to our so-ciety as a whole. In the sameway that water creates,gives life, and purifies,whilst also causingdestruction andheralding catastro-phes,the tree hasa vast,centuries-old symbologythat is shared byall cultures23.Thisis what the artistdescribed in 2008on the occasion ofthe first edition ofIncontri. Arte giovaneal Museo, an exhibitionpromoted by the Munici-pality of Sanremo and theArchive of Contemporary Art atGenoa University, curated by Leo Lecci andPaolaValenti.Rebecca Ballestra designed L’al-bero sonoro,a site-specific installation inspiredby the theme of a talking, cosmic tree, andthe foundation of a common,universal sym-bology (ill. 11). It was installed in the atriumof Palazzo Borea D’Olmo, home to the CivicMuseum. The work comprised two digitalprints on PVC that scenographically coveredthe two lateral arches of the portico,depictingthe same spectacular image of a tree seen90tra anima e cOrpO17.Achilles’ Combat, immagine digitale / digital image,200818. Parthenon, stampa lambda su /lambda print on Dibond+crystal, 2008
  • 15. alla stella polare28. L’installazione sonora di-venta quindi un momento per riscoprire lacosmologia arcaica comune alle grandi tra-dizioni filosofiche universali e, allo stessotempo, per ri-connettersi eriavvicinarsi allanatura sonorap r i m o r d i a l edell’universo.L’incontro tra leculture e la ri-cerca dell’ori-gine comunedelle simbologiepermettono,proprio come inun processomaieutico, di ri-pensare e riap-propriarsi dellapropria. Per nonperdere l’identità individuale e collettiva è,quindi, necessario‘forgiare’il tempo su di sée sulla propria storia. Da questa convinzionecreator sound of the universe that diffusesharmony between the sky and earth. Thetalking tree, on the other hand, is portrayedat the top (navel of the world) of the hugemountain that dominates the island (theearth). Surrounded by the rotating dragon(Great Bear) and the wagons (Little Bear) ofthe god of thunder at its peak, it touches thepolar star, its branches support the sun, themoon, the Milky Way; the trunk lies in a lakeinside the cave in the centre of the mountain,while its roots reach out inthe opposite directions, asfar as the polar star28. Thissound installation is thus amoment that allows theviewer to rediscover the ar-chaic cosmology that isshared by all great universalphilosophical traditionswhile,at the same time,reap-proaching and returning tothe primordial sound natureof the universe.Just like in a maieuticprocess, the meeting be-tween culture and the studyof the common origins ofsymbology make it possibleto rethink, and reappropri-ate one’s own. If one does not want tolose one’s individual and collective identity,one must therefore‘forge’time on oneselfand on one’s own history. It was this beliefthat led to the series ForgingTime, presentedin 2008 at the Galerie KernoArt (todayGalerie Alberta Pane) in Paris29. Taken inKorea (Meditation), India (Waiting, ill. 12b;Magdalena, ill. 12a) and Taiwan (Meeting;Untitled, ill. 12c), the photographs are areflection on the double fil rouge of theartist’s research - both in terms of the por-trayal of the‘other’in the orientalist senseand as a reflection of oneself. If one is to93alessanDra piattiapparirà forse come uno dei miti più sor-prendenti, più fecondi e anche più universaliche l’umanità abbia concepito per spiegarela costituzione dell’universo e il posto chel’uomo vi deve occupare”24.In molti testi an-tichi e in svariate tradizioni quest’albero com-pare rovesciato con le radici che nascono dalcielo e i rami,manifestazione della creazione,che si estendono verso il basso. Così si leggenelle Rigveda e nelle Upanisad: “È verso ilbasso che si dirigono i suoi rami, è in altoche si trovano le sue radici, èdall’alto che i suoi raggi scen-dono su di noi”(RgVeda, I, 24,7); “Questo eterno ásvatthacon le radici in alto e i rami inbasso è la luce, è il Brahman,invero è detto l’immortale.Sudi esso si fondono tutti i mondie nessuno può andare al di là.In verità Esso è il Tat”(KathaUpanisad,IIAdhyaya,VI Valli)25.L’immagine dell’albero rove-sciato si ritrova anche in Pla-tone26, in Dante27 e nella tra-dizione cabalistica ebraica or-ganizzata in base all’’Alberodella Vita’ che rappresenta laforza creatrice discendente eche ha la sua manifestazionenel mondo terrestre. All’albero cosmico èspesso legato l’albero-tamburo, simbolo ge-nerale della musica, del suono creatore del-l’universo che diffonde armonia tra il cielo ela terra.L’albero parlante invece è rappresentatosulla vetta (ombelico del mondo) dell’enormemontagna che domina l’isola (la terra). Lasua cima, attorno alla quale ruotano il drago(Orsa Maggiore) e i carri (Orsa Minore) deldio del tuono, tocca la stella polare, i suoirami reggono il sole, la luna e la via Lattea, iltronco giace in un lago all’interno dellacaverna al centro della montagna, mentre lesue radici raggiungono l’estremo oppostoshine down on us”(Rg Veda, I, 24, 7);“Thiseternal A vattha, whose roots rise on high,and whose branches grow low, is the pure[ukram], is the Brahman, is what we call theNon-Death.All theworlds rest in it!Allworlds are foundedon it and nobodymay go beyond. Intruth, it is Tat”(Katha Upanisad, IIAdhyaya,VIValli)25.The image of anoverturned tree isalso to be found inPlato26,Dante27 andin Cabbalistic He-brew tradition or-ganised on the ba-sis of the ‘Tree ofLife’that representsthe descendent cre-ative force and has its manifestation on earth.The cosmic tree is often linked to the drumtree, the general symbol of music, of the92tra anima e cOrpO19.I’maGoddess,tritticodigitale/digitaltriptych,2008
  • 16. anni, viene spesso raffigurata, nel nostro im-maginario caricato di luoghi comuni e di facilistandardizzazioni visive, come il paese dellospiritualismo, della tolleranza, della felicità edel repentino sviluppo informatico e tecno-logico. La svalutazione dell’esperienza tra-scendente e della sensibilità religiosa,conse-guente ad un processo di progressivademitizzazione della chiesa e di tutti i prin-cipali sistemi di valori predominanti, spingel’occidentale con altrettanta superficialità atentare di recuperarli in Oriente, come unamerce in un supermercato. Una convinzioneche impedisce di vedere le enormi contrad-dizioni che caratterizzano questo paese: lapovertà,il sistema rigido delle caste,il mercatodei corpi, la corruzione, la strumentalizza-zione della religione e della non violenza afini politici. Com’è possibile non accorgersidi tutto questo e cercare di trovare se stessiin un luogo di per sé irrisolto, in cui la bel-lezza, la non violenza e la tolleranza stannoaccanto all’infimo, all’immorale, alle ingiu-stizie e alle crudeltà? È ciò che si chiede Re-becca Ballestra, disorientata e confusa, al ri-torno dal soggiorno in India svolto nel 2007in occasione della partecipazione alla resi-denza d’artista presso il Global Arts Villagedi Delhi. La superficialità dell’approccio oc-cidentale all’India, vista come un mercato dacui attingere l’oggetto del desiderio - nonimporta che questo sia un rene o la spiritualitàvaluation of transcendent experience andreligious sensitivity has pushed the westwith equal superficiality to try and rediscoverthem in the East, as if it were somethingto be bought at the supermarket. A beliefthat makes it impossible to see the hugecontradictions that characterise this country:poverty, the rigid caste system, the bodymarket, corruption, instrumentalisation ofreligion and non violence for political pur-poses. How is it possible that all this goesunnoticed and one tries to find oneself ina place that is, in itself, unresolved; a placein which beauty, non violence and tolerancestand side by side the lowest, the immoral,injustice and cruelty? Bewildered and con-fused, this is what Rebecca Ballestra askedherself when she came back from her stayin India in 2007 after participating in theartists’residency in the Global ArtsVillagein Delhi. The superficiality of this westernapproach to India, seen as a market to beused to satisfy one’s desires – whether akidney or spirituality - therefore raisesquestions about the integrity of Europeanidentity. As the artist suggests with herperformance Identity, the search for one’sdouble is symptomatic of an individual’scrisis: orange fabric hanging between twotree trunks covering a person up to thechest, making it difficult to recognise eithertheir sex or position (ill. 13). The artist is95alessanDra piattiha origine la serie Forging Time, presentatanel 2008 presso la Galerie KernotArt (oggiGalerieAlberta Pane) di Parigi29.Le fotografie,scattate in Korea (Meditation),India (Waiting,ill.12b; Magdalena, ill.12a) eTaiwan (Meeting;Untitled, ill. 12c), riflettono sul tema del dop-pio - fil rouge della ricerca dell’artista - sia intermini di rappresentazione dell’’altro’, inchiave orientalista,sia come riflesso di sé.Perriscoprire la propria identità l’uno necessitadell’altro, il bene del male, la luce della tene-bra,il principio femminile di quello maschile,lo yin dello yang. Su questo rapporto di op-posizione si basa,altresì,la definizione di Oc-cidente e di Oriente, termini che, in realtà,non si riferiscono a entità date ma a due idealicontenitori di rappresentazioni che gli unihanno degli altri. L’orientalismo è un feno-meno culturale che ha una lunga storia e cheoltre a definire le discipline che studiano icostumi dei popoli orientali, riflette una con-cezione, prettamente occidentale, di rappre-sentazione dell’Oriente che neppure il pro-cesso di globalizzazione non è ancora riuscitoa sradicare del tutto30. Nell’Oriente si cerca ilproprio nemico - come nel caso del MedioOriente islamico - o il proprio doppio, in cuiproiettare desideri, bisogni e fantasie: è, apiacere, irrazionale, fanatico, esotico, miste-rioso, sensuale, spirituale. L’India, per esem-pio, anche grazie alle produzioni cinemato-grafiche europee e americane di questi ultimirediscover one’s own identity, one needsthe other, good needs evil, the light dark-ness, the female principle the male, andthe ying the yang. Likewise, this contrastingrelationship is based on the definition ofEast and West, terms that, in reality, donot refer to a given entity but to two imag-inary containers with depictions that onehas of the other. Orientalism is a culturalphenomenon with a long history that notonly defines the subjects that study thetraditions of eastern peoples but also reflectsa clearly western conception, of how theEast is portrayed, one that not even theglobalisation process has been able toeradicate completely30. In the East oneseeks one’s own enemy – as in the case ofthe Islamic Middle East – or one’s owndouble, onto whom one can project one’sown desires, needs and fantasies: At will,it is either irrational, fanatic, exotic, mys-terious, sensual or spiritual. India, for ex-ample, also thanks to the European andAmerican film productions over the lastfew years, is often depicted (in our imagi-nation of common places and simple visualstandardisation) as a country of spiritualism,tolerance, happiness and rapid computerand technological development.As a resultof the progress of progressive demytholo-gisation of the church and all principlesystems of predominant values, the de-94tra anima e cOrpO20. I’m not alone, stampa digitale / digital print, 2007
  • 17. un processo di arricchimento reciproco dellapropria identità e non di rifiuto. Wen è unataiwanese di religione cattolica che ha trovatonel cattolicesimo un aspetto di cui la sua tra-dizione culturale è priva, l’importanza del-l’individuo. In questo percorso d’indagineculturale‘a quattro mani’, Rebecca decide diportare Wen Chin in un piccolo paese delSud d’Italia in cui la religione cattolica è an-cora molto radicata e ha mantenuto visibilicaratteri rituali e mistici.Il cattolicesimo aTai-wan, seguito da circa l’1,2 % della popola-zione,si è innestato in una tradizione che af-fonda le sue radici in concezioni religiose esistemi filosofici - come il buddhismo, taoi-smo, confucianesimo e alcune religioni ar-caiche panteiste – che non conosconol’aspetto trascendente del Dio come veritàassoluta proprio dell’individualismo cattolicoe dell’umanesimo, ma che sono basate sul-l’etica,sulla ricerca del giusto mezzo,sul prag-matismo, sul senso della collettività e sul-l’identificazione natura/dio.L’incontro diWenChin con il cattolicesimo del nostro Meri-dione diventa un interessante spunto di ri-flessione per le due artiste: ne scaturisce WenChin is Catholic, un’opera video presentataper la prima volta a Parigi in occasione delDigital &Video Art Fair 2007,nella qualeWenChin segue un rito di iniziazione alla religio-sità cattolica attraverso i suoi luoghi - il cimi-tero e la chiesa - e i suoi riti emblematici (ill.14).Riprendendo il mito della caverna di Pla-tone e una simbologia e gestualità tipica delcattolicesimo,l’opera rappresenta il camminocheWen Chin e Rebecca intraprendono versoil riconoscimento della loro identità collettivae individuale31. Mentre la prima scopre unareligione distante dalla sua cultura,la secondaritrova un senso di appartenenza e dà avvioa un processo di riacquisizione identitaria.Sulla scia di quest’opera le due artiste con-cepiscono l’azione I Want to be Western, do-cumentata con otto scatti fotografici: Wencultural study‘partnership’, Rebecca decidedto take Wen Chin to a small village inSouth Italy where Catholicism is still deeplyrooted and has preserved all its visibleritual and mystic characteristics. Followedby around 1.2% of the population, inTaiwan Catholicism has become part of atradition that bases its roots on religiousconceptions and philosophical systems –such as Buddhism, Taoism, Confucianismand other archaic pantheist religions –that do not recognise the transcendentaspect of God as the absolute truth ofone’s own Catholic individualism and hu-manism, but are based on ethics, on thesearch for the right means, pragmatism,on the meaning of collectivity and theidentification of nature/god. Wen Chin’smeeting with Catholicism in South Italywas an interesting starting point for re-flection for the two artists: The result wasWen Chin is Catholic, a video that was firstshown in Paris at the Digital & Video ArtFari 2007, and in which Wen Chin under-goes an initiation rite in Catholicismthrough its sites – the cemetery and church– and its symbolic rites (ill. 14). Goingback to Plato’s myth of the cave and thesymbology and gestures that are typical ofCatholicism, the work represents the paththat Wen Chin and Rebecca followed intheir search to recognise their collectiveand individual identity31. While the formerdiscovered a religion that was very distantfrom her own culture, the latter found asense of belonging and thus began theprocess to require her identity.This work was then followed by the work Iwant to be Western, documented with eightphotographic shots: Wen Chin is made upin stages so she gradually looks like a west-erner (ill. 15). The result is, however, a dis-guise: instead of bringing Wen Chin closerto European aesthetics and fashion, she97alessanDra piatti-,mette in dubbio anche l’integrità dell’iden-tità europea. Come ci suggerisce l’artista conl’azione performativa Identity,la ricerca di undoppio è sintomo della crisi del soggetto: undrappo arancione teso tra due tronchi d’al-bero copre fino al busto un individuo, di cuidiventa difficile riconoscere il sesso e la posi-zione (ill. 13). L’artista riflette sulla tendenzacontemporanea a rifiutare la propria cultura,a non riconoscerla come parte dell’inconsciocollettivo e a cercare rifugio e comprensionenelle altre. Una considerazione che nasce etrova conferma nel suo percorso personaleche, nel 2007, si apre alla collaborazione conl’artista e compositrice taiwanese Wen ChinFu, sperimentando l’incontro tra due cultureche si confrontano per lavorare ad un finecomune: come lo yin e lo yang le due artistesi completano, diventano l’una il doppiodell’altra, incarnando, la prima, l’intellettua-lismo, lo spirito speculativo, razionale e con-cettuale del mondo occidentale, la secondaquello pragmatico ed etico dell’Oriente. Ladiversità culturale deve entrare a far parte direflecting on the contemporary tendencyto refuse one’s own culture, not wantingto recognise it as part of the collective un-conscious and trying to seek refuge andunderstanding in others. A considerationthat arose and was confirmed during herpersonal development and which, in 2007,led to a partnership with the Taiwaneseartist-composer Wen Chin Fu, in whichthey experimented with the meeting oftwo cultures that face one another andwork towards a common objective: Likeyin and yang, the two artists complete oneanother, becoming the double of one an-other; the former embodies intellectualism,a speculative, rational and conceptual spiritof the western world, the latter the prag-matic and ethical spirit of the East. Culturaldiversity has to become a part of a reciprocalenrichment process of one’s own identity- not a refusal. Wen is a CatholicTaiwanesewho found in this religion an aspect thatis lacking in her cultural tradition – theimportance of the individual. During this96tra anima e cOrpO21. Memory of Rain, progetto site specific / site specificproject, rajasthan (india), 2009
  • 18. 99alessanDra piattiChin viene progressivamente truccata perassomigliare idealmente ad un occidentale(ill. 15). Il risultato è però un travestimentoche, invece di avvicinare la taiwanese al-l’estetica e alla moda europea, la fa apparireeccessiva e ridicola, costruendo così unametafora dell’impossibilità di indossare - equindi di comprendere appieno - un co-stume che non ci appartiene.Con questa nuova consapevolezza RebeccaBallestra continua a viaggiare toccando lecoste della Grecia, del Costarica, della Cinae, nuovamente, dell’India. La riflessione sulleculture - intese come sistemi complessicomprendenti la storia politica, sociale edeconomica di un paese, la sua religione e lesue caratteristiche ambientali - va necessa-riamente a confrontarsi con i recenti cam-biamenti conseguenti l’avvento della globa-lizzazione in zone prima periferiche. Nel2008, pochi mesi prima delle Olimpiadi diBeijing, che daranno un notevole impulsoalla trasformazione urbanistica ed econo-mica del paese, Rebecca Ballestra partecipaalla residenza d’artista presso il CEAC (Chi-nese European Art Center) di Xiamen. Il con-fronto con un paese dalla cultura e dalla sto-ria millenaria e, contemporaneamente, dallacrescita economica inarrestabile che, in po-chi decenni, è diventato uno dei colossimondiali32, si traduce nella serie fotograficaKisses from China!, che PaolaValenti ha pre-sentato in un efficace testo critico33: “[…]Maria Rebecca Ballestra si serve del potereicastico dei frammenti di realtà che sapien-temente cattura con l’obiettivo e della va-lenza metaforica delle immagini che realizzaintervenendo digitalmente sul materiale fo-tografico di partenza per raccontare un paeseche volge lo sguardo all’Occidente senza es-sere disposto a rinunciare alla propria iden-tità nazionale: è la Cina ritratta in Skyscraper(ill. 16a), con il possente grattacielo, simbolodella crescita economica, che lancia nel cieloappears excessive, ridiculous, thus creatingthe metaphor of the impossibility to wear –and therefore also fully understand- a cos-tume that is not ours.It was in this new awareness that RebeccaBallestra continued her travels, going tothe Greek coast, Costa Rica, China, andonce again to India.The reflection on cul-tures - understood as complex systemsthat comprise the political, social and eco-nomic history of a country, its religionand environmental characteristics - hasto be compared with the recent changesresulting from the effects of globalisationin areas that were once peripheral. In2008, just a few months before the BeijingOlympics, which proved to be a consider-able impulse for the country’s urban andeconomic transformation, Rebecca Ballestratook part in the artist residency programmeat CEAC (Chinese European Art Center) inXiamen.The comparison with this country,one whose history and culture goes backthousands of years while characterised byinexorable economic growth making it, injust a few decades, one of the world co-lusses32, is expressed in the photographicseries Kisses from China!, which PaolaValenti presented with a bright criticalle sue moderne torri‘all’occidentale’ma chepoggia su elementi architettonici tradizio-nali; è la Cina neoconsumista ed orgoglio-samente autarchica che si scopre felice dipotere acquistare nel moderno centro com-merciale dedicato esclusivamente all’arre-damento copie dei prodotti del migliore de-sign internazionale realizzate dalle fabbrichestatali e che affida agli ideogrammi posti suitetti degli stands al pianterreno l’ottimisticomessaggio China is happy! (ill. 16b); è la Cinadel boom immobiliare che sfrutta al mas-simo le aree edificabili costruendo moderniedifici che si sviluppano in altezza ma cheanacronisticamente si serve di sistemi di im-palcature realizzate con canne di bamboolegate tra loro con nastri di plastica (Bamboo,ill. 16c; Kisses from China, ill. 16d). Alle tra-sformazioni che riguardano la società cinesefanno da contrappunto quelle che interes-sano in modo più diretto l’individuo: MariaRebecca Ballestra registra i nuovi fermenti ele forti spinte individualiste che animano lapopolazione, soprattutto quella metropoli-tana e giovanile, e che pongono uomini edonne di fronte alla possibilità di realizzarsinon solo come membri di una comunità,come vuole la tradizione, ma anche comesingoli individui (AsianValues, ill. 16e)”.34text33:“[…] Maria Rebecca Ballestra makesuse of the vivid power of the fragments ofreality that she has skilfully captured withher camera lens, and of the metaphoricvalence of the images that she creates bydigitally manipulating the original photosin order to tell the story of a countrywhich is looking towards the West withoutbeing inclined to give up its own nationalidentity. This is the China portrayed inSkyscraper (ill. 16a), with its massive sky-scraper symbolic of economic growth,which thrusts modern western-style towersresting on traditional architectural elementsinto the sky. It is the new consumer-society and proudly self-sufficient Chinathat happily discovers the possibility ofbuying in modern shopping centres ded-icated exclusively to furniture and fur-nishings which are copies of the best in-ternational designs, produced in the state-owned factories, while on the ground floorof these shopping centres Chineseideograms announce the optimistic mes-sage China is happy! (ill. 16b). It is theChina of a real estate boom which exploitsbuilding sites to the maximum, constructingtall modern buildings but at the sametime anachronistically using scaffolding98tra anima e cOrpO22a. Suspended Time#4, light box, 2007 22b. Suspended Time#3, light box, 2007 22c. Suspended Time#5, light box, 2007
  • 19. realizzata in India durante il primo soggiorno(2007) e oggi trasformata in immagine digitale(ill. 20). Alludendo all’arte della disposizionedei fiori tipica del buddismo e del taoismo,l’artista compone sul terreno la scritta‘Io nonsono sola’ con fiori bianchi e rossi, simbolodella manifestazione della vita, della sua ci-clicità e fertilità, che vengono usati nelle ceri-monie e nei riti induisti e offerti durante lepratiche quotidiane di adorazione degli dei(Pushpanjali)37. L’opera celebra l’ideale di co-munione e il sentimento di condivisione tragli uomini che l’artista ha colto in India e dicui trova ulteriore conferma due anni dopodurante il soggiorno in un piccolo villaggiodel Rajasthan.Dal 12 al 22 dicembre 2009 Re-becca Ballestra viene selezionata per parteci-pare alla prima edizione dell’International artistvillage camp Sowing Seeds nel Villaggio delSar38. Il workshop, ispirato al tema Rural +Contemporary…, nasce dall’intento di creareun ponte e un confronto tra la tradizione ar-tigianale locale e la ricerca artistica contem-poranea, per dar vita ad un’opera collettivafrutto del dialogo e dell’incontro tra le duerealtà.In questa occasione l’artista viene chia-mata a confrontarsi e ad interagire con unacomunità che non è stata ancora influenzatadalla globalizzazione, dal capitalismo econo-mico o dall’abusivismo edile, con un paeseancora totalmente rurale che si apre alla spe-rimentazione e allo scambio. Il progetto rela-zionale Memory of Rain ci presenta,infatti,unvillaggio ancora profondamente legato allatradizione nel quale, tuttavia, la contempora-neità ha già fatto irruzione, non attraversoeventi socio-economici globali ma tramite icambiamenti climatici da essi provocati. Unadelle problematiche più urgenti che il villaggiosi trova a dover affrontare è,infatti,la deserti-ficazione.La scarsità delle piogge aumenta dianno in anno,ostacolando e mettendo in seriopericolo l’agricoltura del villaggio e, quindi,l’esistenza stessa dei suoi abitanti. Il veniralso a huge, priceless cultural patrimony.A patrimony of which traces can still beseen but one that has now been emptied,made trivial and taken out of context andis therefore incomprehensible. RebeccaBallestra tries to retrieve it by going on ajourney, the second time in person36, insearch of the cultural roots of this civilisa-tion. In the photographic triptych I’m aGoddess the artist presents herself withher face covered with three playing cardsdepictingVenus/Aphrodite, Diana/Artemisand Juno/Hera respectively (ill. 19). Eachgoddess corresponds to one specific aspectof female essence: the sensual and fertilelover, the combative pure virgin, and thewise mother and wife.The retrieval of these traditions and ritescan also be seen in I’m not alone, a per-formance made in India during her firststay (2007) but now transformed intodigital images (ill. 20). In an allusion tothe art of the arrangement of flowers thatare typical of Buddhism and Taoism, onthe ground the artist wrote‘I am not alone’with red and white flowers, a symbol ofthe manifestation of life, its cyclic natureand fertility used in Hindu ceremoniesand rites and offered during the dailypractice of adoration of the gods (Push-panjali)37. The work celebrates the idealof communion and the feeling of sharingamongst the people the artist met in India;this feeling was confirmed two years laterwhen she went back and stayed in a smallvillage in Rajasthan. From 12 to 22 De-cember 2009 Rebecca Ballestra was selectedto take part in the first edition of Interna-tional artist village camp Sowing Seeds inthe village of Sar38. Inspired by the themeRural + Contemporary ..., the workshopwas part of a project to create a link andcomparison between local artisan traditionsand contemporary artistic research, to101alessanDra piattiIl confronto/scontro tra passato e presente etra individuo e collettività è anche il tema cen-trale indagato durante la residenza d’artistaad Eretria, nella Grecia Centrale35. Culla dellacultura e della mitologia greca e della filosofiapost-socratica,Eretria era già nel VIII sec.a.C.una delle città più conosciute della penisola -grazie al ruolo avuto nella fondazione dellecolonie della Magna Grecia e nella lotta controi Persiani - e un importante centro di produ-zione e commercializzazione della ceramica.Sebbene della città vecchia restino solo le murae il porto, da più di un secolo gli scavi archeo-logici portano alla luce le testimonianze di unpassato glorioso, al quale si contrappone unpresente dominato dal turismo di massa chedell’antica cultura fa un souvenir di viaggio.In Achilles’Combat,l’eroe è ridotto ad una sta-tuetta bronzea che affoga nel mare della ba-nalizzazione turistica (ill. 17), mentre il Parte-none diventa un monumento decadenteall’interno di una palla di vetro, un souvenirabbandonato e irraggiungibile come un’isolain mezzo al mare (Parthenon,ill.18), evocandoun senso di malinconia e di tristezza per laperdita della memoria e, con questa, di unenorme e prezioso patrimonio culturale. Unpatrimonio di cui ancora rimangono visibili letracce che, oramai svuotate, banalizzate e de-contestualizzate, risultano indecifrabili. Re-becca Ballestra tenta di recuperarle ripercor-rendo,per la seconda volta in prima persona36,un viaggio alla ricerca delle radici culturali dellaciviltà. Nel trittico fotografico I’m a Goddess,l’artista presenta se stessa con il viso copertoda tre carte da gioco rappresentanti rispetti-vamente Venere/Afrodite, Diana/Artemide eGiunone/Era (ill. 19). Ogni dea corrispondead un aspetto della stessa essenza femminile:quello sensuale e fertile dell’amante, quellocombattivoepurodellavergineequellosaggiodella moglie e della madre.Il recupero delle tradizioni e dei riti è presenteanche in I’m not alone,un’azione performativamade of bamboo canes tied together withplastic tape (Bamboo, ill. 16c; Kisses fromChina, ill. 16d). The transformations thatregard Chinese society are contrasted withthose that concern the individual moredirectly. Maria Rebecca Ballestra recordsthe new ferment and the strong individu-alist movement which animates the pop-ulation, especially in the cities and amongyoung people, and which offers men andwomen the chance to make something ofthemselves, not only as members of acommunity, as tradition wants, but alsoas single individuals (Asian Values, ill.16e)”.34The comparison between past and presentand between the individual and communitywas also the focus of her studies duringher artist residency in Eretria, CentralGreece35. The cradle of Greek culture andmythology and post-Socrates philosophy,as early as the eighth century BC Eretriawas already one of the most famous citiesin the peninsula - thanks to the role itplayed in the foundation of the coloniesof Magna Graecia and the fight againstthe Persians – as well as being an importantcentre of ceramic production and trade.Although only the city walls and gate re-main of the ancient city, for more than acentury now archaeological excavationshave resulted in finds that are testimonyto its glorious past - now in marked con-trast to the mass tourism that has appro-priated this ancient culture in the form ofsouvenirs. In Achilles’ Combat, the hero isreduced to a small bronze statue drowningin a sea of tourist triviality (ill. 17), whilethe Parthenon has become a decadentmonument inside a glass ball, an aban-doned souvenir that is as hard to reach asa desert island (Parthenon; ill. 18), thusevoking a sense of melancholy and sadnessowing to the loss of memory and hence100tra anima e cOrpO
  • 20. zio e che si traduce,nell’opera di Rebecca Bal-lestra, in un progressivo rarefarsi della pre-senza umana, come mostrano le serie foto-grafiche SuspendedTime e Outsider41.SupendedTime è una serie di cinque fotografierealizzata durante un viaggio in Costaricanel 2007. La sensazione che il tempo si siafermato di fronte ad uno spazio naturaleesteso che si dilata e giganteggia rendendol’essere umano piccolo e insignificante, è alcentro di queste opere, concepite attraversol’inserimento digitale di elementi umani nelcontesto naturale (SuspendedTime#3, ill. 22b;SuspendedTime#4, ill. 22a; SuspendedTime#5).Ma è Filters che segna in modo netto questopassaggio: l’uomo viaggiatore, emblema deldesiderio di conoscenza e dell’unione tral’identità individuale e quella collettiva, di-venta un potenziale mezzo di trasmissionedi epidemie: realizzata nel 2010, quando giàpantheon and, after being replaced byShiva, Vishnu and Krishna, became theprotector of rain against droughts39. Anarchaic divinity who reflects on the exis-tence of religious practice and beliefs in arural India that is still bound to an agri-cultural culture based on nature’s cyclesand the changes of the earth40. This col-lective work was therefore turned into asacred ceremony that was an invocationand offering to the gods. Just a few monthsafter this stay the village inhabitants sawtheir dreams come true when their prayerswere answered; they interpreted the rainfallas a reply to their work with the artistand sent her countless thanks.However, beneath the sand of a desert thatadvances relentlessly the memories of manare destined to disappear – a concrete con-sequence or a metaphorical image of that‘betrayal’ of nature described earlier, andwhich, in Rebecca Ballestra’s work, is trans-formed into the gradual disappearance ofhuman presence, as shown in the photo-graphic series SuspendedTime and Outsider41.Suspended Time is a five-photograph seriestaken during a trip to Costa Rica in 2007.The sensation that time has stopped inthe face of an expanded natural area thatexpands and grows bigger and bigger,making man small and insignificant, is atthe heart of this work; it was created withthe digital addition of human elements inthe natural context (Suspended Time#4, ill.22a, Suspended Time#3, ill. 22b; SuspendedTime#5, ill. 22c). However, it is Filters thatmarks this transition most clearly: Manthe traveller, the symbol of a thirst forknowledge, and the union between indi-vidual and collective identity, thereforebecomes a potential means to transmitan epidemic. Created in 2010 when a yearhad already passed since Rebecca Ballestrabegan to exclude elements connected to103alessanDra piattimeno di questa fonte di vita essenziale por-terebbe ad un totale annullamento della bio-diversità e alla riduzione della produttività lo-cale. L’artista ha così raccolto numerosiframmenti di terracotta, che costituivano icontenitori usati dalle donne per trasportaree conservare l’acqua, e li ha distribuiti inun’ampia area desertica vicina al villaggio.Sopra ogni pezzo, gli abitanti hanno lasciatomessaggi relativi a questa problematica,dando così forma, come preannunciato daltitolo dell’opera – Memory of Rain - ad un sitoarcheologico delle memorie del villaggio le-gate alla pioggia e all’acqua (ill.21). Preghiere,invocazioni, ricordi, osservazioni, imperativi,ognuno ha dato il suo contributo per la co-struzione dell’opera: alcuni ricordano e ane-lano gli effetti positivi della pioggia, come lapossibilità di lavarsi e di purificarsi sotto diessa o di continuare a mantenere le attivitàagricole; altri propongono soluzioni per arre-stare o diminuire questo fenomeno; altri an-cora rivolgono preghiere agli dei, ad esempioa Indra,l’antica divinità tutelare del pantheonvedico che, poi sostituita da Shiva, Vishnu,Krishna, è diventata protettrice della pioggiadalla siccità39. Una divinità arcaica che riflettel’esistenza di pratiche e credenze religiosedell’India rurale ancora legate ad una culturaagricola basata sulla ciclicità della natura e suicambiamenti della terra40. L’opera collettivadiventa una cerimonia sacra d’invocazione edi offerta agli dei. Pochi mesi dopo questosoggiorno,gli abitanti del villaggio hanno vistoavverarsi i loro desideri e le loro preghiere in-terpretando così la manifestazione della piog-gia come una risposta all’azione propiziatoriarealizzata con l’artista, alla quale hanno indi-rizzato numerosi ringraziamenti.Le memorie dell’uomo sono però destinate ascomparire sotto la sabbia di un deserto cheavanza inesorabile, conseguenza reale o im-magine metaforica di quel ‘tradimento’ neiconfronti della natura di cui si scriveva all’ini-create a group work that was the productof dialogue and encounters between thetwo situations. On this occasion the artisthad the chance to meet and interact witha community that had not yet been influ-enced by globalisation, economic capitalismor unauthorised building, a village thatwas still completely rural, open to experi-mentation and exchange. Indeed, the re-lational project Memory of Rain portrays avillage that still has very close ties to itstraditions but is one in which contempo-raneity has already started to make itselffelt, not through socio-economic eventsbut through the climatic changes it hascaused. One of the most urgent problemsthat village has to deal with is desertifica-tion. The lack of rain is increasing year byyear, hindering and endangering the villageagriculture and, as a result, the very exis-tence of its inhabitants. The decrease ofthis essential source of life would resultin the total annihilation of biodiversityand a reduction in local productivity. Theartist thus collected numerous pieces ofterracotta, from the containers the womenused to transport and conserve water, andshe distributed them in a large desert areanear the village. The villagers wrote amessage about this problem on everypiece, thus creating, as the title itself sug-gests - Memory of Rain - an archaeologicalsite in memory of a village that was de-pendent on rain and water (ill. 21). Prayers,invocations, memories, observations, im-peratives – everyone made their own con-tribution: Some remembered and yearnedafter the positive effects of the rain, forexample the possibility to wash and purifyoneself in it or continue growing theircrops; others put forward solutions to stopor reduce the phenomenon; others prayedto the gods, for example to Indra, the an-cient divinity who protected the Vedic102tra anima e cOrpO23. Filters, performance in collaborazione con Wen chinFu / performance in collaboration with Wen chin Fu,mosca / moscow 2010
  • 21. nora (ill. 23).Ai suoi lati due videoproiezionirealizzate da Rebecca Ballestra ne traduconole catastrofiche previsioni: città inondate eassalite da uccelli ci annunciano che il futuroè vicino. Il grado di ‘insicurezza’ dei paesinon sarà più determinato dalle minacce ter-roristiche, dall’immigrazione, dalla diversitàculturale o dall’appartenenza religiosa e po-litica, ma dal pericolo della diffusione di pa-tologie contagiose e di pandemie che ab-battono ogni possibile confine geografico eculturale e di cui l’uomo è il principale po-tenziale trasmettitore. Il percorso dell’artistainiziato con la rappresentazione dell’uomo‘prigioniero di coscienza’, incriminato e de-tenuto per le sue idee (Prisoner), approdacosì ad una concezione in cui l’essere umanoè ridotto a corpo senza anima, identità e cul-tura, e ad una premonizione della rivincitasu di esso della natura che ne determineràla catastrofica sparizione.alessandra piattiDottoranda in arti, spettacolo e tecnologie mul-timediali presso l’Università degli studi di genova.collabora con l’archivio d’arte contemporaneadello stesso ateneo ed è anche attiva come cu-ratrice indipendente e critica d’arte.video projections by Rebecca Ballestra,transmitting catastrophic forecasts: floodedcities attacked by birds announcing thefuture is near. The degree of a country’s‘insecurity’ will no longer be determinedby terrorist threats, immigration, culturaldiversity or religious or political beliefs,but by the danger of the diffusion of con-tagious pathologies and pandemics thatrespect no geographical or cultural borders;and it is man himself who is the main,potential transmitter. The artist’s devel-opment, which began with the portrayalof man as a ‘prisoner of conscience’, in-criminated and detained because of hisideas (Prisoner), thus reaches a conceptionin which man is reduced to being a bodywithout soul, identity and culture, and apremonition of the revenge nature willhave on him, resulting in his apocalypticaldisappearance.alessandra piattiphD student in the performing arts and multi-media technology at genoa University. she col-laborates with the archive of contemporary artat the same University and she is also active asindipendent curator and art critic.105alessanDra piattida un anno Rebecca Ballestra aveva iniziatoad escludere dai suoi lavori elementi legatial corpo e all’individualità, questa perfor-mance, presentata all’interno del progettoGlobe(E)Scape, in occasione della SecondaBiennale Internazionale di Arte Giovane diMosca “Qui Vive?”, porta di nuovo con pre-potenza il corpo al centro dell’opera42. Filtersunisce il tema del‘corpo oggetto’e del con-trollo dell’individuo, presentato in operecome Prisoner, Cannibalism, Post Mortem Hu-man Resources, Capture What’s Inside, conquello delle problematiche globali, su cui siè basata la sua ricerca dal 2009 in poi. Il la-voro, infatti, trae ispirazione dall’esperienzavissuta dall’artista nel 2006 in Cina dove, inseguito all’epidemia di SARS che aveva col-pito il paese dal 2003, erano stati introdottistretti controlli e nuove misure di sicurezzasanitarie alla frontiera e nei transiti aeropor-tuali. Per ricreare e condividere il senso d’in-quietudine e d’isolamento che aveva alloraprovato, l’artista struttura un’azione in modotale da coinvolgere direttamente gli spetta-tori: secondo sue precise istruzioni, questi,divisi in gruppi di circa 25 persone, vengonosottoposti ad una serie successiva di controlli.Vestiti di tute di carta e muniti di maschereantismog, i ‘viaggiatori’ accedono ad unastanza nella quale sono costretti a disinfet-tare le suole su un tappetino antisettico e ilcorpo attraverso uno spray. Lasciate poi leimpronte digitali e misurata la temperaturacorporea tramite raggi infrarossi, possonoentrare in un secondo ambiente sterile illu-minato da una luce al neon blu. L’unica pre-senza umana ad aspettarli è l’artista taiwa-nese Wen Chin Fu, qui nel ruolo di unasacerdotessa che, attraverso un rituale mu-sicale, legge agli uomini il futuro. Wen Chinè sdraiata con la schiena a terra e le gambesollevate contro il muro per poter meglio te-nere lo strumento a corde di sua invenzionecon il quale esegue una composizione so-the body and individuality from her work,this performance, which was presentedas part of the Globe(E)Scape project at theSecond International Biennial of YoungArt in Moscow “Qui Vive?”, once againgave the body a powerful place in thecentre of the work42. Filters combines thetheme of the ‘object body’ and individualcontrol, presented in works such as Prisoner,Cannibalism, Post Mortem Human Resources,Capture What’s Inside, with that of globalproblems, and it was on this that shebased her studies from 2009 on. Indeed,this work was inspired by the artist’s ex-perience in China in 2006 where, followingthe SARS epidemic that struck the countryin 2003, strict controls and health safetymeasures were introduced at the bordersand in airport transport. With the aim ofrecreating and sharing the sensation ofunease and isolation she had experiencedthen, the artist structures a performanceso that the spectators are directly involved:following her precise instructions, dividedinto groups of around 25 people, the spec-tators are subjected to a successive seriesof tests. Wearing paper overalls and withantismog masks, all the‘travellers’enter aroom in which they are forced to disinfectthe soles of their shoes on an antisepticrug and their bodies with a spray. Oncethey have had their fingerprints takendigitally and their body temperature takenwith infra-red rays, they are allowed toenter a second sterile room, lit by a blueneon light. The only human presenceawaiting them is the Taiwanese artist WenChin Fu, in the role of a priestess who,following a musical rite, reads the men’sfuture. Wen Chin is lying on her back onthe ground with her legs up against thewall so it is easier for her to hold thestring instrument she herself invented andis playing (ill. 23). At her sides are two104tra anima e cOrpO
  • 22. 16 Usa,sì al microchip sotto pelle per uso medico,14 ottobre2004, in http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2004/10_Ottobre/14/microchip.shtml17 Oxygen è stata presentata per la prima volta in occa-sione della mostra curata da Aberto Fiz e Walter Ga-speroni, Arrivi e Partenze. Italia (15 febbraio-30 marzo2008) presso la Mole Vanvitelliana di Ancona. La col-lettiva riuniva 60 artisti provenienti da tutta Italia attra-verso una selezione regionale che segnalasse le nuoverealtà artistiche della penisola italiana.18 Il Confucianesimo è, infatti, una dottrina morale esociale ai limiti di un’etica religiosa: privo di un qualsiasiaspetto metafisico e trascendente e basato su una con-dotta retta la cui unica libertà individuale risiede nelraggiungimento della perfezione morale, è il sistemafilosofico esistenziale che ha avuto maggiore influenzasulla vita quotidiana dei cinesi.19 Guanyin è il nome cinese del bodhisattva Avalokite-vara, la divinità buddhista della compassione e dellapietà nata in India ma molto venerata anche in Cina ein tutto l’Estremo Oriente Asiatico. Rappresentata ori-ginariamente come una figura maschile,in Cina ha as-sunto caratteri femminili, diventando Gunshìyn,‘coleiche ascolta i lamenti del mondo’, una delle poche deedel culto orientale. Per un ulteriore approfondimentopuò essere utile il volume di P. Eichenbaum Karetzky,Guanyin, Oxford University Press, Oxford 2004.20 L’opera è stata realizzata in occasione della mostraFlashes,il secondo appuntamento alla BAG - BorsaArteGiovane (5-17 settembre 2006) curato da Emilia Ma-rasco e Francesca Serrati e allestito presso la Loggiadella Mercanzia di Genova.21 La fotografia in origine doveva essere stampata sucarta di riso per evocare l’arte tradizionale della scritturae della pittura cinese.22 L’azione Catini Lustrali è stata performata nel 2006in occasione della manifestazione Mediterranean ArtMeeting (MAM) sul Lago di Bomba, in Abruzzo. L’ar-tista era stata selezionata, attraverso un bando di con-corso internazionale, a partecipare al workshop Workin Progress al Lago di Bomba all’interno della sezionededicata alle arti visive, Bombart. Il workshop eraaperto ad artisti provenienti dalle due sponde delMar Adriatico - dall’Italia, dalla Bosnia Erzegovina,dalla Croazia, dalla Serbia, etc. – allo scopo di rifletteresul tema dell’acqua come elemento di comunione trale differenti nazionalità e culture. www.bombart.com23 D.M.Cosi,L.Saibene,R.Scagno (a cura di),Il Pensiero.Concezioni e Simboli, in Enciclopedia delle Religioni, vo-lume 4 Marzorati - Jaca Book, Milano 1997, pp. 15-22.24 J. Brosse, Mitologia degli alberi. Dal giardino dell’edenal legno della croce, Rizzoli, Milano 1998, p. 8.25 Ásvattha è“il Ficus religiosa, simbolo del mondo che sidirama dall’unica radice che il Brahman”, in Carlo DellaCasa (a cura di), Upanisad, UTET,Torino 1976.16 Usa, sì al microchip sotto pelle per uso medico, 14 Oc-tober 2004, in http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2004/10_Ottobre/14/microchip.shtml17 Oxygen was first presented at the exhibition curatedby Aberto Fiz and Walter Gasperoni, Arrivi e Partenze.Italia (15 February-30 March 2008) at MoleVanvitellianain Ancona. The group exhibition included 60 artistsfrom all over Italy following a regional selection rec-ommending new artistic worlds in Italy.18 Confucianism is, in fact, a moral and social doctrineverging on religious ethics: it is without any kind ofmetaphysical and transcendent aspect and is basedon correct behaviour, the only individual freedom ofwhich is achieving moral perfection; it is the philo-sophic-existential system that has had the most in-fluence on everyday life for the Chinese.19 Guanyin is the Chinese name of the BodhisattvaAvalokitevara, the Buddhist divinity of compassionand pity, which originated in India but is also wor-shipped in China and the entire Far East. Originallydepicted as a male figure, in China it is now female,and is called Gunshìyn, she who listens to the lamentsof the world, one of the few gods of eastern religion.For further details see P. Eichenbaum Karetzky,Guanyin, Oxford University Press, Oxford 2004.20 The work was created for the exhibition Flashes,the second edition of BAG - Borsa Arte Giovane (5-17 September 2006) curated by Emilia Marasco andFrancesca Serrati and installed in the Loggia dellaMercanzia in Genoa.21 The photograph was originally meant to be printedon rice paper to evoke the traditional art of Chinesewriting and painting.22 The performance Catini Lustrali had its debut in2006 at the Mediterranean Art Meeting (MAM) onLake Bomba, in Abruzzo. Following an internationalcompetition, the artist was chosen to take part in theworkshop Work in Progress al Lago di Bomba in thesection dedicated to visual arts, Bombart.The workshopwas open to artists from the two shores of the AdriaticSea – Italy and Bosnia Herzegovina, Croatia, Serbia,etc. – with the aim of reflecting on the theme ofwater as an element of union between differentnations and cultures. www.bombart.com23 D. M. Cosi, L. Saibene, R. Scagno (edited by), IlPensiero.Concezioni e Simboli,in Enciclopedia delle Religioni,volume 4 Marzorati - Jaca Book, Milan 1997, pp. 15-22.24 J. Brosse, Mitologia degli alberi. Dal giardino dell’edenal legno della croce, Rizzoli, Milan 1998, p. 8.25 Ásvattha is“the religious Ficus, symbol of the world thatturns around a single root that is Brahman”, in Carlo DellaCasa (edited by), Upanisad, UTET,Turin 1976.26 René Guenon wrote: “an overturned tree is notjust a‘macro-cosmic’like the one we have just seen;at times it is also, and for the same reasons, a‘micro-107alessanDra piattiNote1 Jean-GeorgeAffholder era ingegnere dell’Istituto Geo-grafico Nazionale (IGN) francese.2 Il testo poetico scritto da Maria Rebecca Ballestra siintitola The Breath of Nature.3 L. Lecci, P. Valenti (a cura di), Agorà. Arte in Piazza.Grandi Formati, catalogo della mostra,Bordighera 2004.4 Dal report annuale diAmnesty International riportatoin L. Lecci, P.Valenti, op. cit. 2004, sp.5 Su tale argomento si veda anche: N. Chang, Dissent:How Post-September 11 Anti-Terrorism MeasuresThreatensOur Civil Liberties, Seven Stories Press, NewYork 2002;T. Levin, U. Frohne, P.Weibel, CNTRL [Space]: Rhetoricsof Surveillance from Bentham to Big Brother, MIT Press,Cambridge 2002.6 Il Report 2010 di Amnesty International riporta chenel 2009 in almeno 48 paesi europei ed extraeuropeisono stati incarcerati numerosi prigionieri di coscienza.(http://www.amnesty.it/Rapporto-Annuale-2010/dati-percentuali).7 L’esposizione raccoglieva i lavori realizzati dagli artistiche nel 2005 avevano partecipato al programma di re-sidenza artistica presso ilTaipeiArtistVillage diTaiwan.8 Il termine‘Post Mortem Human Subject’viene utiliz-zato in ambito medico e scientifico per definire i cada-veri impiegati a scopi di ricerca.9 Nancy Scheper-Huges, professore di Antropologiapresso la Berkeley University e responsabile di“OrganWatch”,è la più autorevole esperta delle problematicherelative all’uso dei corpi in campo medico.10 N. Scheper-Huges, L. Wacquant, Corpi in vendita.Interi e a pezzi, Ombre corte,Verona 2004, p.7.11 Arte da mangiare mangiare Arte… è una rassegna ar-tistica organizzata a Milano dall’Associazione CulturaleArte da Mangiare con lo scopo di rendere accessibilel’arte a tutti. La 10ª edizione (5-8 maggio 2005), intito-lata Nutrizione ad Arte era incentrata sul connubio fraarte e cibo e, in particolar modo, sul cannibalismo.12 Sono queste alcune delle scritte che compaiono sullescatole create dall’artista per l’installazione:“Commerciolegalizzato; Cuore: 30.000 $; Fegato: 30.000 euro; Canni-balismo: la morte in lista d’attesa; Pezzi di ricambio di viteumane; Pancreas: 100.000 $: Neonato maschio: 50.000euro…”.13 Cfr. A. Giglioli, Ho comprato un rene in Nepal, in“L’Espresso”, 24 maggio 2007, http://espresso.repub-blica.it/dettaglio/Ho-comprato-un-rene-in-Nepal/1613087&ref=hpstr1.14 G. Deleuze, Post-scriptum sur les sociétés de contrôle, in“L’autre journal”n. 1, maggio 1990.15“Il marketing è ora lo strumento del controllo sociale eforma la razza impudente dei nostri maestri” come hascritto Gilles Deleuze in La società del controllo,op.cit.,1991.Note1 Jean-George Affholder was an engineer at theFrench Institute of National Geography (IGN).2 The poetic text written by Maria Rebecca Ballestrais called The Breath of Nature.3 L. Lecci, P.Valenti (edited by), Agorà. Arte in Piazza.Grandi Formati, exhibition catalogue, Bordighera 2004.4 From the annual report by Amnesty Internationalin L. Lecci, P.Valenti, op. cit. 2004, sp.5 For more about the subject see: N. Chang, Dissent:How Post-September 11 Anti-Terrorism MeasuresThreat-ens Our Civil Liberties, Seven Stories Press, NewYork2002; T. Levin, U. Frohne, P. Weibel, CNTRL [Space]:Rhetorics of Surveillance from Bentham to Big Brother,MIT Press, Cambridge 2002.6 The 2010 Report by Amnesty International statesthat in 2009 in at least 48 European and non-European countries numerous prisoners of consciencewere imprisoned. (http://www.amnesty.it/Rapporto-Annuale-2010/dati-percentuali).7 The exhibition included works by the artists whohad participated in 2005 in the artist residency pro-gramme in the Taipei ArtistVillage in Taiwan.8 The expression ‘Post Mortem Human Subject’ isused in the medical and scientific field to definecorpses used for research.9 Nancy Scheper-Huges, professor of Anthropologyat Berkeley University and head of“Organ Watch”, isthe most acclaimed expert on the problems regardingthe use of corpses in the medical field.10 N. Scheper-Huges, Body for Sale – Whole or in Parts,in N. Scheper-Huges and L. Wacquant, CommodifyingBodies, Sage Publications Ltd, London 2002, p. 3.11 Arte da mangiare mangiare Arte… is an artistic ex-hibition organised in Milan by Associazione CulturaleArte da Mangiare with the aim of making art accessibileto everyone.The tenth edition (5-8 May 2005), calledNutrizione ad Arte focussed on the union between artand food, and on cannibalism in particular.12 These are some of the things written on the boxesthe artist created for the installation:“Legalised trade;Heart: 30.000 $; Liver: 30.000 euro; Cannibalism: deathon a waiting list; Replacement pieces of human life; Pan-creas: 100.000 $: Male infant: 50.000 euro…”.13 See A. Giglioli, Ho comprato un rene in Nepal, in“L’Espresso”, 24 maggio 2007, http://espresso.repub-blica.it/dettaglio/Ho-comprato-un-rene-in-Nepal/1613087&ref=hpstr1.14 G. Deleuze, Post-scriptum sur les sociétés de contrôle,in“L’autre journal”n. 1, May 1990.15 “Marketing is now a tool of social control andfashions the impudent race of our teachers” wroteGilles Deleuze in La società del controllo, op. cit., 1991.106tra anima e cOrpO
  • 23. indiani e 8 provenienti da altri paesi europei e non,come il Giappone, l’Egitto e la Cina selezionati in basea criteri di eterogeneità della provenienza e dei mediaartistici utilizzati (pittura,scultura,fotografia,fotografiadi moda, installazione, video). http://sowingseeds.cul-ture360.org/artist-residency/39 Si riportano di seguito alcune frasi scritte sulle terre-cotte dagli abitanti del villaggio:“Quando piove nel vil-laggio del Sar il nostro bambino può farsi il bagno e ladoccia sotto la pioggia”; “Per avere più acqua dobbiamopiantare più alberi”; “La pioggia dà così tanti buoni ef-fetti agli abitanti del villaggio”; “Vorrei che piovesseogni anno”; “Indra bhagvan dacci la pioggia”; “Nonsprecare l’acqua della pioggia,noi siamo contadini,gra-zie per questo”.40 M.e J.Stutley,Dizionario dell’Induismo,Ulbani Editore,Roma 1995, pp.170-172; A. L. Dalla piccola, Induismo.Dizionario di storia, cultura, religione, Mondadori 2005,pp.118-120.41 Per la descrizione della serie Outsider si rimanda alcontributo di Daniela Legotta.42 Globe(E)Scape è un progetto curatoriale di Darya Pyr-kina concepito appositamente per“QuiVive?” MoscowInternational Biennale forYoungArt,1 – 30 luglio 2010.L’opera,in realtà,era stata pensata originariamente nel2008 ma poi presentata, nella sua forma compiuta, ar-ricchita di nuovi stimoli e riflessioni, solo nel 2010.5 Indian artists and 8 from other countries from inand outside Europe such as Japan, Egypt, China;they were selected on the basis of their diverseorigins and the artistic medium used (painting, sculp-ture, photography, fashion photography, installations,videos). http://sowingseeds.culture360.org/artist-res-idency/39 Examples of some of the phrases written on thepieces of terracotta by the village inhabitants:“Whenit rains in Sar village our child can have a bath andshower in the rain”; “If we want more water, wehave to plant more trees”; “The rain does the villageinhabitants so much good”; “I wish it would rainevery year”; “Indra bhagvan give us rain”; “Don’twaste rainwater, we are farmers, thank you for this”.40 M. e J. Stutley, Dizionario dell’Induismo, UlbaniEditore, Rome 1995, pp.170-172; A. L. Dallapiccola,Induismo. Dizionario di storia, cultura, religione, Mon-dadori 2005, pp.118-120.41 For a description of the series Outsider see theessay by Daniela Legotta.42 Globe(E)Scape is a curatorial project by Darya Pyrkinathat was especially conceived for “Qui Vive?” MoscowInternational Biennale forYoung Art, 1 – 30 July 2010.The work had actually already been conceived in 2008but it was not until 2010 that it was presented in itsfinished form, with additional stimuli and reflections.109alessanDra piatti26 Ha scritto René Guenon:“l’albero rovesciato non èsolo un simbolo «macrocosmico» come quello che ab-biamo appena visto; è talvolta anche,e per le stesse ra-gioni, un simbolo «microcosmico», cioè un simbolodell’uomo; così Platone dice che «l’uomo è una piantaceleste,il che significa che è come un albero rovesciato,le cui radici tendono verso il cielo e i rami in bassoverso la terra”; in René Guénon, Simboli della scienzasacra,Adelphi Edizioni, Milano 1975, pp. 83-84.27“El cominciò: «In questa quinta soglia/de l’albero chevive de la cima/e frutta sempre e mai non perdefoglia,/spiriti son beati, che giù, prima/che venissero alciel, fuor di gran voce/sì ch’ogne musa ne sarebbeopima»” (Dante Alighieri, La Divina Commedia, Par.XVIII, 28-30).28 M. Schneider, La Musica primitiva, Adelphi, Milano1992, pp. 41-42.29 Forging Time, mostra a cura di Adrien Pasternak, Ga-lerie KernotArt (ora Galerie Alberta Pane), Parigi 2008.30L’invenzione dell’Oriente da parte degli Europei risalealla fine del Settecento quando,dopo la campagna na-poleonica in Egitto,governatori,uomini politici,scrittori,fotografi,poeti e artisti,scoprono la civiltà orientale.Suquesto tema si vedano E. W. Said, Orientalismo. L’im-magine europea dell’Oriente, Feltrinelli Editore, Milano2006; R.Inden,Imagining India,Blackwell,Oxford 1992.31 Il momento della caverna come nascita,rigenerazionee iniziazione si ritrova in numerose simbologie religiosearcaiche.Per approfondire la simbologia della caverna sivedano le seguenti pubblicazioni: M.Neri,Il simbolo dellacaverna, pubblicazione on-line, ritosimbolico.net/studi1/studi1_27.html; R. Guénon, Simboli della Scienza sacra,Adelphi, Milano 1994.32 Nel 2010, infatti, la Cina ha ufficialmente superato ilGiappone come seconda potenza economica mondiale.33 La serie Kisses from China! è stata presentata per laprima volta in occasione della mostra Kisses from China!,curata da PaolaValenti e tenutasi alla Galerie KernotArt(ora Galerie Alberta Pane) di Parigi nel 2008.34P.Valenti,Kisses from China!,catalogo della mostra,Ga-lerie KernotArt (ora Galerie Alberta Pane), Parigi 2008.35 La prima edizione dell’Open Art Residency è stata curatada Charalambos Dermatis e organizzata dalla galleriaChepart diAtene sull’Isola dei Sogni (15-30 luglio 2008),una piccola isola di 160 acri di verde collegata da unponte di 30 km alla città di Eretria, sull’Isola di Eubea.36 Ad oggi l’unica altra opera in cui l’artista compare inprima persona è la performance Catini lustrali, dellaquale si è precedentemente trattato.37 D. M. Cosi, L. Saibene, R. Scagno (a cura di), op. cit.,1997, pp. 263-266.38 Sowing Seeds,curato da Nilesh Shidhpura su progettodiVagaram Choudhary e organizzato dalla Kaman ArtGallery di Jodhpur, ha previsto la partecipazione ad unworkshop di 10 giorni (12-22 dicembre 2009) di 5 artisticosmic’ symbol, i.e. a symbol of man; Plato wrote:‘man is a celestial plant, which means as though hewere held upright from his head above as from aroot”; in René Guénon, Simboli della scienza sacra,Adelphi Edizioni, Milan 1975, pp. 83-84.27 “And it began: «In this fifth resting place/upon thetree that liveth by its summit/and aye bears fruit andnever loses leaf,/are blessed the spirits that below, ereyet/they came to Heaven, were of such great renown,/that every Muse therewith would affluent be»” (DanteAlighieri, Divine Comedy, Par. XVIII, 28-30).28 M. Schneider, La Musica primitiva, Adelphi, Milan1992, pp. 41-42.29 ForgingTime, exhibition curated by Adrien Pasternak,Galerie KernotArt (today Galerie Alberta Pane),Paris 2008.30 The invention of the East by Europeans goes backto the end of the eighteenth century when, after theNapoleonic campaign in Egypt, governors, politicians,writers, photographers, poets and artists discoveredthe Eastern civilisation. For more details see: E. W.Said, Orientalismo. L’immagine europea dell’Oriente,Feltrinelli Editore, Milan 2006; R. Inden, ImaginingIndia, Blackwell, Oxford 1992.31 The moment of the cave as birth, regeneration andinitiation is to be found in numerous archaic religioussymbologies. For more about the symbology of thecave see: M. Neri, Il simbolo della caverna, on-linepublication, ritosimbolico.net/studi1/studi1_27.html;R. Guénon, Simboli della Scienza sacra,Adelphi, Milan1994.32 In fact, in 2010, China officially overtook Japan asthe world’s second largest economy.33 The series Kisses from China! was first presented atthe exhibition Kisses from China!, curated by PaolaValenti and held at the Galerie KernotArt (todayGalerie Alberta Pane) in Paris in 2008.34 P. Valenti, Kisses from China!, exhibition catalogue,Galerie KernotArt (today Galerie Alberta Pane), Paris2008.35 The first edition of Open Art Residency was curatedby Charalambos Dermatis and organised by theChepart Gallery in Athens on the Island of Dreams(15-30 July 2008), a small Island with 160 acres ofvegetation linked via a 30 km bridge to the town ofEretria, on the island of Euboea.36 So far, the only other work in which the artistappears in person is the performance Catini lustrali,mentioned earlier.37 D. M. Cosi, L. Saibene, R. Scagno (edited by), op.cit., 1997, pp. 263-266.38 Sowing Seeds, curated by Nilesh Shidhpura on aproject byVagaram Choudhary and organised by theKaman Art Gallery in Jodhpur, included participationin a ten-day workshop (12-22 December 2009) with108tra anima e cOrpO