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Nativi digitali vs Immigrati digitali: mito o realtà?
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Nativi digitali vs Immigrati digitali: mito o realtà?

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Breve comunicazione (15 minuti) al Convegno SIPED, 3-5 maggio 2012, Università di Firenze. Data la brevità, le slides non dicono molto, ma il messaggio è chiaro: basta formule mantriche sui nativi …

Breve comunicazione (15 minuti) al Convegno SIPED, 3-5 maggio 2012, Università di Firenze. Data la brevità, le slides non dicono molto, ma il messaggio è chiaro: basta formule mantriche sui nativi digitali! Occorrono più dati, più evienze, più conoscenze, specie sulle effettive competenze digitali degli allievi. Segnalo in proposito: Calvani A., Fini A., Ranieri M., Picci P. (2012). Are young generations in secondary school digitally competent? A study on Italian teenagers, COMPUTERS & EDUCATION, vol. 58, pp. 797-807.

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  • 1. Convegno Nazionale Progetto GenerazioniBambini e Anziani: due stagioni della vita Maria Ranieri a confronto Università di FirenzeFirenze, 3-5 maggio ‘12
  • 2.  Tesi n. 1= sta nascendo una generazione dotata di nuove capacità cognitive legate all’uso intensivo delle tecnologie Tesi n. 2 = questa trasformazione radicale sta producendo un sostanziale scollamento tra i giovani e le istituzioni educative; queste ultime dovrebbero riconfigurarsi per rispondere ai nuovi stili cognitivi e soddisfare le nuove esigenze emergenti.
  • 3. Nativi digitali Immigrati digitaliStudente InsegnanteVeloce LentoGiovane VecchioFuturo PassatoPensiero multi-tasking Pensiero sequenzialeImmagini TestiDivertente SerioSguardo in avanti Sguardo indietroDigitale AnalogicoAzione ConoscenzaConnessione costante Isolamento
  • 4. Siamo davvero sicuri che tutti i membri delle nuovehttp://www.flickr.com/photos/seandreilinger/3069425637/lightbox generazioni vivano immersi nelle nuove tecnologie?/
  • 5. Siamo davverosicuri chel’immersionetecnologicaproducacompetenzatecnologica?
  • 6. Siamo davvero sicuri che gli studenti sihttp://www.flickr.com/photos/mythoto/1193636560/sizes/z/in/photostream/ aspettino una trasformazione della scuola sub specie tecnologica?
  • 7. Bayne e Ross, 2007; Bennett et al., 2008;Bennett et al., 2010; Bullen et al., 2008; Bullenet al., 2011; Calvani, Fini, Ranieri, 2011;Calvani et al., 2012; Hargittai, 2010; Kennedyet al., 2009; Jones, 2010; Oliver e Goerke,2007; Selwyn, 2009 etc.
  • 8.  Nei paesi industrializzati, «i giovani crescono con storie di accesso tecnologico diverse e quindi con differenti opportunità» (Bennett e Maton, 2010, p. 323). Nei paesi meno industrializzati, l’accesso tecnologico costituisce ancora una barriera che ostacola la piena fruizione dei contenuti e servizi di Internet (ITU, 2009)
  • 9.  Dai dati emerge che la maggior parte degli studenti utilizza in modo regolare solo tecnologie ormai comuni come l’e-mail o i motori di ricerca, mentre solo un esiguo numero di studenti si avvale di strumenti più sofisticati (Thinyane, 2010; Margaryan & Littlejohn, 2009; Vaidhyanathan, 2008; Kennedy et al., 2007; Kvavik, 2005; Kvavik et al., 2004).
  • 10.  La gran parte degli studenti possiede abilità tecnologiche di base, mentre mostra scarsa familiarità con applicazioni più sofisticate... La questione della validità dei contenuti non rappresenta un aspetto su cui i giovani internauti si interrogano spontaneamente… Emerge anche scarsa consapevolezza sugli aspetti etico-sociali legati all’impiego delle tecnologie[si veda: Calvani A., Fini A., Ranieri M., Picci P. (2012). Are young generations in secondary school digitally competent? A study on Italian teenagers, COMPUTERS & EDUCATION, vol. 58, pp. 797-807]
  • 11.  Dalle ricerche emerge un quadro molto più articolato rispetto a quello prospettato dai sostenitori delle tesi sui nativi digitali:- atteggiamento pragmatico di accettazione consapevole legata al ruolo della scuola (Selwyn, 2006);- l’uso del computer portatile in classe come una pratica «antisociale» (Lohnes e Kinzer, 2007);- visioni influenzate più dalle precedenti esperienze di apprendimento in situazioni formali che dall’uso delle tecnologie al di fuori della scuola(Margaryan e Littlejohn, 2009; Caron e Caronia, 2009).
  • 12. Forse è giuntoil tempo diabbandonarecerte formulefuorvianti ericonsiderareil tema dellamediazionepedagogicaall’uso delletecnologie edei media intermini piùcomplessi earticolati….
  • 13. Grazie maria.ranieri@unifi.ithttp://www.edizioniets.it