Commento al nuovo dlgs 2010 qualità aria
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Commento alla nuova disciplina sulla qualità dell'aria

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Commento al nuovo dlgs 2010 qualità aria Commento al nuovo dlgs 2010 qualità aria Document Transcript

  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/ COMMENTO AL DECRETO LEGISLATIVO SULLA QUALITA’ DELL’ARIADecreto Legislativo 13 agosto 2010, n. 155 Attuazione della direttiva 2008/50/CErelativa alla qualità dellaria ambiente e per unaria più pulita in Europa.(10G0177) (GU n. 216 del 15-9-2010 - Suppl. Ordinario n.217)TESTO DEL DLGS 13/8/2010 n.155http://gazzette.comune.jesi.an.it/2010/216/6.htmCOMMENTO ALLA DIRETTIVA 2008/50/CEhttp://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=1023&categoria=AriaOGGETTO DEL DLGS 155/2010 (articolo 1)Il presente decreto stabilisce:a) i valori limite per le concentrazioni nellaria ambiente di biossido di zolfo, biossido di azoto,benzene, monossido di carbonio, piombo e PM10 (allegato XI punto 2);b) i livelli critici per le concentrazioni nellaria ambiente di biossido di zolfo e ossidi di azoto(allegato XI punto 3);c) le soglie di allarme per le concentrazioni nellaria ambiente di biossido di zolfo e biossido diazoto (allegato XII parte 1);d) il valore limite, il valore obiettivo, lobbligo di concentrazione dellesposizione e lobiettivonazionale di riduzione dellesposizione per le concentrazioni nellaria ambiente di PM2,5 (allegatoXIV);e) i valori obiettivo per le concentrazioni nellaria ambiente di arsenico, cadmio, nichel ebenzo(a)pirene (allegato XIII).f) i valori obiettivo (allegato VII punto 2), gli obiettivi a lungo termine (allegato VII punto 3), lesoglie di allarme e le soglie di informazione per lozono (allegato XII parte 2).DEFINIZIONI (articolo 2)Vengono riprese le definizione della Direttiva 2008/50/CE. Per un commento delle definizioniinnovative rispetto alla normativa precedente si rinvia al commento della Direttiva. Per ledefinizioni relative all’elenco del paragrafo precedente di questo commento: 1. valore limite: livello fissato in base alle conoscenze scientifiche, incluse quelle relative alle migliori tecnologie disponibili, al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la salute umana o per lambiente nel suo complesso, che deve essere raggiunto entro un termine prestabilito e che non deve essere successivamente superato; 2. livello critico: livello fissato in base alle conoscenze scientifiche, oltre il quale possono sussistere effetti negativi diretti su recettori quali gli alberi, le altre piante o gli ecosistemi naturali, esclusi gli esseri umani; 3. soglia di allarme: livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per la popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di adottare provvedimenti immediati;1
  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/ 4. valore obiettivo: livello fissato al fine di evitare, prevenire o ridurre effetti nocivi per la salute umana o per lambiente nel suo complesso, da conseguire, ove possibile, entro una data prestabilita; 5. soglia di informazione: livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di assicurare informazioni adeguate e tempestive; 6. obiettivo a lungo termine: livello da raggiungere nel lungo periodo mediante misure proporzionate, al fine di assicurare unefficace protezione della salute umana e dellambiente;PRINCIPI DI RIFERIMENTO NELLA ATTUAZIONE DEL DLGS 155/2010 (articolo 1) a) il sistema di valutazione e gestione della qualità dellaria rispetta ovunque standard qualitativi elevati ed omogenei al fine di assicurare un approccio uniforme su tutto il territorio nazionale e di assicurare che le stesse situazioni di inquinamento siano valutate e gestite in modo analogo; b) il sistema di acquisizione, di trasmissione e di messa a disposizione dei dati e delle informazioni relativi alla valutazione della qualità dellaria ambiente é organizzato in modo da rispondere alle esigenze di tempestività della conoscenza da parte di tutte le amministrazioni interessate e del pubblico e si basa su misurazioni e su altre tecniche di valutazione e su procedure funzionali a tali finalità secondo i canoni di efficienza, efficacia ed economicità; c) la zonizzazione dellintero territorio nazionale é il presupposto su cui si organizza lattività di valutazione della qualità dellaria ambiente. A seguito della zonizzazione del territorio, ciascuna zona o agglomerato é classificata allo scopo di individuare le modalità di valutazione mediante misurazioni e mediante altre tecniche in conformità alle disposizioni del presente decreto; d) la zonizzazione del territorio richiede la previa individuazione degli agglomerati e la successiva individuazione delle altre zone. Gli agglomerati sono individuati sulla base dellassetto urbanistico, della popolazione residente e della densità abitativa. Le altre zone sono individuate, principalmente, sulla base di aspetti come il carico emissivo, le caratteristiche orografiche, le caratteristiche meteo-climatiche e il grado di urbanizzazione del territorio, al fine di individuare le aree in cui uno o più di tali aspetti sono predominanti nel determinare i livelli degli inquinanti e di accorpare tali aree in zone contraddistinte dallomogeneità degli aspetti predominanti; e) la valutazione della qualità dellaria ambiente é fondata su una rete di misura e su un programma di valutazione. Le misurazioni in siti fissi, le misurazioni indicative e le altre tecniche di valutazione permettono che la qualità dellaria ambiente sia valutata in conformità alle disposizioni del presente decreto; f) la valutazione della qualità dellaria ambiente condotta utilizzando determinati siti fissi di campionamento e determinate tecniche di valutazione si considera idonea a rappresentare la qualità dellaria allinterno dellintera zona o dellintero agglomerato di riferimento qualora la scelta dei siti e delle altre tecniche sia operata in conformità alle disposizioni del presente decreto; g) ai fini della valutazione della qualità dellaria ambiente è evitato luso di stazioni di misurazione non conformi e, nel rispetto dei canoni di efficienza, di efficacia e di economicità, linutile eccesso di stazioni di misurazione. Le stazioni di misurazione che non sono inserite nella rete di misura e nel programma di valutazione non sono utilizzate per le finalità del presente decreto;2
  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/ h) la rete di misura é soggetta alla gestione o al controllo pubblico. Il controllo pubblico é assicurato dalle regioni o dalle province autonome o, su delega, dalle agenzie regionali per la protezione dellambiente. Le stazioni di misurazione non soggette a tale gestione o controllo non sono utilizzate per le finalità del presente decreto; i) la valutazione della qualità dellaria ambiente é il presupposto per lindividuazione delle aree di superamento dei valori, dei livelli, delle soglie e degli obiettivi previsti dal presente decreto; j) i piani e le misure da adottare ed attuare in caso di individuazione di una o più aree di superamento allinterno di una zona o di un agglomerato devono agire, secondo criteri di efficienza ed efficacia, sullinsieme delle principali sorgenti di emissione, ovunque localizzate, che influenzano tali aree, senza lobbligo di estendersi allintero territorio della zona o dellagglomerato, né di limitarsi a tale territorio.COMPETENZE DEI DIVERSI SOGGETTI ISTITUZIONALI AI FINI DELLA APPLICAZIONEDEL DLGS 155/2010Le Regioni: 1. zoonizzano il territorio da classificazione ai fini della valutazione della qualità dell’aria 2. valutano la qualità dell’aria 3. organizzazione delle reti di rilevamento in collaborazione con le Arpa 4. pianificano e/o predispongono misure per il risanamento e/o il mantenimento della qualità dell’aria 5. comunicano le aree con superamenti delle sogli degli inquinanti da fonti naturali 6. comunicano le aree con superamenti soglie PM10 per sabbiatura e salatura strade nella stagione invernale 7. predispongono relazioni annuali per il pubblico sullo stato dell’inquinamento 8. svolgono funzioni di comunicazioni varie verso il Ministero dell’Ambiente su dati inquinamento, piani e misure predisposteIl Ministero dell’Ambiente con il supporto dell’ISPRA ha la competenze ad emanare tutte le normetecniche in materia di inquinamento dell’aria: soglie degli inquinanti, metodi di misurazione, metodidi valutazione della qualità dei sistemi di misurazione, rielaborazione dati su scala nazionale perl’Inventario delle emissioni.ZONIZZAZIONE DEL TERRITORIO. PRINCIPI GENERALI E FINALITÀ (articoli 1 e 3)Secondo i principi attuativi del presente dlgs: a) la zonizzazione dellintero territorio nazionale é il presupposto su cui si organizza lattività di valutazione della qualità dellaria ambiente. A seguito della zonizzazione del territorio, ciascuna zona o agglomerato é classificata allo scopo di individuare le modalità di valutazione mediante misurazioni e mediante altre tecniche in conformità alle disposizioni del presente decreto; k) la zonizzazione del territorio richiede la previa individuazione degli agglomerati e la successiva individuazione delle altre zone. Gli agglomerati sono individuati sulla base dellassetto urbanistico, della popolazione residente e della densità abitativa. Le altre zone sono individuate, principalmente, sulla base di aspetti come il carico emissivo, le caratteristiche orografiche, le caratteristiche meteo-climatiche e il grado di urbanizzazione del territorio, al fine di individuare le aree in cui uno o più di tali aspetti sono predominanti nel determinare i livelli degli inquinanti e di accorpare tali aree in zone contraddistinte dallomogeneità degli aspetti predominanti;3
  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/Sulla base dei suddetti principi l’articolo 3 del presente dlgs prevede che lintero territorio nazionaleé suddiviso in zone e agglomerati da classificare ai fini della valutazione della qualità dellariaambiente.Secondo il presente dlgs per zona si intende una parte del territorio nazionale delimitata ai fini dellavalutazione e della gestione della qualità dellaria ambiente, mentre per agglomerato si intendeuna zona costituita da unarea urbana o da un insieme di aree urbane che distano tra loro non più diqualche chilometro oppure da unarea urbana principale e dallinsieme delle aree urbaneminori che dipendono da quella principale sul piano demografico, dei servizi e dei flussi di personee merci, avente: 1) una popolazione superiore a 250.000 abitanti oppure, 2) una popolazioneinferiore a 250.000 abitanti e una densità di popolazione per km2 superiore a 3.000 abitanti.ZOONIZZAZIONE REGIONALE (articolo 3)Alla zonizzazione provvedono le regioni e le province autonome sulla base dei criteri indicatinellappendice I al presente dlgs. La zonizzazione é riesaminata in caso di variazione deipresupposti su cui é basata ai sensi dellappendice I. Per il riesame di ciascuna zonizzazione in attoalla data di entrata in vigore del presente decreto il progetto di zonizzazione é presentato entro isuccessivi quattro mesi.MODALITÀ DI PREDISPOSIZIONE APPROVAZIONE DELLA ZOONIZZAZIONEREGIONALE (articolo 3) 1. Ciascun progetto di zonizzazione, corredato dalla classificazione in zone e agglomerati , é trasmesso dalle regioni o province autonome al Ministero dellambiente e allISPRA. Per il formato per la trasmissione, da parte delle Regioni, dei progetti di zoonizzazione e classificazione del territorio vedi DM 23/2/2011 al seguente link http://www.gazzettaufficiale.biz/atti/2011/20110074/11A03806.htm 2. Il Ministero dellambiente, avvalendosi dellISPRA valuta, entro i successivi quarantacinque giorni, anche attraverso un esame congiunto nel Coordinamento tra Ministero Regioni ed Autorità competenti in materia di aria ambiente, la conformità del progetto alle disposizioni del presente decreto ed agli indirizzi espressi dallo stesso Coordinamento e tenendo conto della coerenza dei progetti di zonizzazioni regionali relativamente alle zone di confine. 3. In caso di mancata conformità il Ministero dellambiente, con atto motivato diretto alla regione o alla provincia autonoma, indica le variazioni e le integrazioni da effettuare ai fini delladozione del provvedimento di zonizzazione e di classificazione. La trasmissione del progetto é effettuata su supporto informatico non riscrivibile, utilizzando, ove già individuato con apposito decreto del Ministro dellambiente, il formato a tal fine previsto.ZOONIZZAZIONE SOVRAREGIONALE (articolo 3)Le regioni e le province autonome possono individuare dintesa, sulla base dei criteri dellappendiceI, zone sovraregionali. In tal caso, le regioni e le province autonome interessate individuanoapposite modalità di coordinamento per assicurare una valutazione ed una gestione unitaria dellariaambiente nelle zone sovraregionali.CLASSIFICAZIONE IN ZONE E AGGLOMERATI: SOGLIE DI RIFERIMENTO DEGLIINQUINANTI (articolo 4)La classificazione è effettuata, a cura delle Regioni, sulla base delle soglie di valutazione superioridegli inquinanti oggetto del presente dlgs. Per soglia di valutazione superiore, ai sensi del presentedlgs, si intende il livello al di sotto del quale le misurazioni in siti fissi possono essere combinate4
  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/con misurazioni indicative o tecniche di modellizzazione e, per larsenico, il cadmio, il nicheled il benzo(a)pirene, livello al di sotto del quale le misurazioni in siti fissi o indicative possonoessere combinate con tecniche di modellizzazione. Le soglie di valutazione superiore sono quelleindicate dalla sezione I dell’allegato II al presente dlgs.CLASSIFICAZIONE IN ZONE E AGGLOMERATI: PROCEDURA (articolo 4)Secondo la sezione II dell’allegato II al presente dlgs il superamento delle soglie di valutazionesuperiore e delle soglie di valutazione inferiore deve essere determinato in base alle concentrazionidegli inquinanti nellaria ambiente nei cinque anni civili precedenti. Il superamento si realizza se lasoglia di valutazione è stata superata in almeno tre sui cinque anni civili precedenti. I dati relativi aiprecedenti anni civili derivano dalla valutazione della qualità dell’aria ambiente (vedi paragrafisuccessivi nel presente commento). Se tuttavia non si dispone di dati sufficienti per i cinqueanni civili precedenti, il superamento deve essere determinato mediante una combinazione dicampagne di misurazione di breve durata, da effettuare nel periodo dellanno e nei luoghi incui si potrebbero registrare i massimi livelli di inquinamento, e tecniche di modellizzazione,utilizzando a tal fine anche le informazioni ricavate dagli inventari delle emissioni.La classificazione delle zone e degli agglomerati é riesaminata almeno ogni cinque anni e,comunque, in caso di significative modifiche delle attività che incidono sulle concentrazioninellaria ambiente degli inquinanti oggetto del presente dlgsPRESUPPOSTO TECNICI PER LA VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELLARIAAMBIENTE (ARTICOLO 5)I parametri per effettuare i monitoraggi degli inquinanti, necessari a valutare la qualità dell’arianelle zone a agglomerati individuati dalla classificazione svolta dalla Regioni sono i seguenti: • lallegato III, relativo allubicazione delle stazioni di misurazione. L’allegato stabilisce le definizioni delle diverse tipologie di stazioni (di traffico, di fondo, industriali) e di siti fissi di campionamento (urbani e suburbani e rurali). Sempre secondo questo allegato la qualità dellaria ambiente é valutata in tutte le zone e gli agglomerati. Inoltre l’esposizione media della popolazione è valutata attraverso le stazioni di misurazione di fondo nei siti urbani. Il paragrafo 3 stabilisce le modalità di individuazione dei siti fissi di campionamento nonché l’area di rappresentazione sufficientemente ampia per fornire dati significativi da parte delle stazioni di misurazione. Relativamente alle fonti di emissione industriali al fine di valutarne linfluenza devono essere confrontati i dati rilevati da almeno una stazione installata nei siti urbani o suburbani interessati da tali fonti con le concentrazioni di fondo relative agli stessi siti. Ove non si conoscano tali concentrazioni di fondo, deve essere installata una stazione di fondo sopravento alla fonte industriale rispetto alla direzione predominante dei venti. In caso di valutazione dei livelli di arsenico, cadmio, mercurio, nichel e idrocarburi policiclici aromatici, la scelta dellubicazione di tali stazioni deve essere funzionale anche alla verifica degli effetti dellapplicazione delle migliori tecniche disponibili presso gli impianti industriali. Infine le procedure di selezione dei siti fissi di campionamento devono essere interamente documentate, ad esempio mediante fotografie dellambiente circostante in direzione nord, sud, est, ovest, e mappe dettagliate. La selezione deve essere riesaminata a intervalli regolari, aggiornando tale documentazione • lappendice II al presente dlgs, relativa alla scelta della rete di misura, cioè la rete finalizzata alla valutazione dell’esposizione della popolazione e dell’ambiente nel suo complesso sull’intero territorio nazionale ed alla valutazione dell’esposizione degli ecosistemi e della vegetazione in specifiche zone.5
  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/ • lappendice III al presente dlgs, relativa ai metodi di valutazione diversi dalla misurazione.Secondo il comma 5 articolo 7 del presente dlgs ai fini della misurazione della qualità dellariaambiente, si applicano i metodi di riferimento o i metodi equivalenti previsti allallegato VI.MODALITÀ DI MISURAZIONE DEGLI INQUINANTI IN CASO DI SUPERAMENTO DELLASOGLIA DI VALUTAZIONE SUPERIORE (articolo 5)Nelle zone e negli agglomerati in cui i livelli degli inquinanti (biossido di zolfo, ossido e biossido diazoto, benzene, monossido di carbonio, piombo, PM10 e PM2,5) superano la rispettiva soglia divalutazione superiore, le misurazioni in siti fissi sono obbligatorie e possono essere integrate datecniche di modellizzazione o da misurazioni indicative al fine di fornire un adeguato livello diinformazione circa la qualità dellaria ambiente.Se il superamento interessa gli inquinanti (arsenico, cadmio, nichel e benzo(a)pirene) lemisurazioni in siti fissi sono obbligatorie e possono essere integrate da tecniche dimodellizzazione al fine di fornire un adeguato livello di informazione circa la qualità dellariaambiente.MODALITÀ DI MISURAZIONE DEGLI INQUINANTI IN CASO DI LIVELLI DIINQUINAMENTO COMPRESO TRA LA SOGLIA DI VALUTAZIONE INFERIORE E LARISPETTIVA SOGLIA DI VALUTAZIONE SUPERIORE DEL SINGOLO INQUINANTE(articolo 5)In questi casi le misurazioni in siti fissi sono obbligatorie e possono essere combinate conmisurazioni indicative o tecniche di modellizzazione. Se il superamento interessa gli inquinantiquali: arsenico, cadmio, nichel e benzo(a)pirene, le misurazioni in siti fissi o indicative mediantestazioni di misurazione sono obbligatorie e possono essere combinate con tecniche dimodellizzazione al fine di fornire un adeguato livello di informazione circa la qualità dellariaambiente.MODALITÀ DI MISURAZIONE DEGLI INQUINANTI IN CASO DI LIVELLI DIINQUINAMENTO AL DISTTO DELLA SOGLIA DI VALUTAZIONE INFERIORE (articolo 5)In questi casi sono utilizzate, anche in via esclusiva, tecniche di modellizzazione o di stimaobiettiva.ADEGUAMENTO DELLE RETI DI CAMPIONAMENTO ESISTENTI AL PRESENTE DLGS(articolo 5)Le regioni e le province autonome trasmettono al Ministero dellambiente, allISPRA eallENEA, entro otto mesi dallentrata in vigore del presente decreto (30/9/2010), un progetto voltoad adeguare la propria rete di misura alle relative disposizioni, in conformità alla connessaclassificazione, il progetto comprende anche il programma di valutazione della qualità dell’aria. Laconformità è valutata dal Ministero dell’Ambiente con il supporto dell’ISPRA.GESTIONE STAZIONI DI MISURAZIONE (articolo 5)Le stazioni di misurazione previste nel programma di valutazione di qualità dell’aria devono esseregestite dalle regioni e dalle province autonome ovvero, su delega, dalle agenzie regionali per laprotezione dellambiente oppure da altri soggetti pubblici o privati. In questultimo caso, sonosottoposte al controllo delle regioni e delle province autonome ovvero, su delega, delle agenzieregionali. Il controllo si esercita sulla base di appositi protocolli approvati dalle regioni e dalleprovince autonome o, in caso di delega, dalle agenzie regionali e deve prevedere una continuasupervisione su tutte le modalità di gestione della stazione e di raccolta, trattamento e validazione6
  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/dei dati. Per le stazioni di misurazione esistenti, gestite da enti locali o soggetti privati, il Ministerodellambiente promuove la sottoscrizione di accordi tra il gestore, le regioni o le province autonomee le agenzie regionali al fine di assicurare la sottoposizione a tale controllo.NON CONFORMITÀ DI STAZIONI DELLE RETE DI RILEVAMENTO (articolo 5)Le stazioni previste nel programma di valutazione di qualità dell’aria sono esercite e manutenute incondizioni atte ad assicurare le funzioni previste dal presente decreto. Per i casi in cui i dati rilevatida una stazione della rete di misura, anche a causa di fattori esterni, non risultino conformi alledisposizioni del presente decreto, con particolare riferimento agli obiettivi di qualità dei dati di cuiallallegato I ed ai criteri di ubicazione di cui allallegato III e allallegato VIII, si utilizza, sulla basedel programma di valutazione, unaltra stazione avente le stesse caratteristiche in relazione allazona oppure, nello stesso sito fisso di campionamento, una stazione di misurazione mobile al fine diraggiungere la necessaria copertura dei dati. Il numero delle stazioni di misurazione previste dalprogramma di valutazione deve essere individuato nel rispetto dei canoni di efficienza, efficacia edeconomicità. Nel caso in cui risultino variati il contesto territoriale, le attività e le altre circostanzeda cui dipende la classificazione e lubicazione di una o più stazioni della rete di misura ai sensidegli allegati III, IV, VIII e X, le regioni e le province autonome provvedono comunque alconseguente adeguamento del programma di valutazione, nei limiti delle risorse finanziariedestinate a tali finalità, in base alla legislazione vigente.STAZIONI DI RILEVAMENTO PREVISTE DAI GIUDIZI DI VIA - AIA E DALLEAUTORIZZAZIONI ALLE EMISSIONI (articolo 5)Le decisioni di valutazione di impatto ambientale (VIA) statali e regionali, le autorizzazioniintegrate ambientali (AIA) statali e regionali e le autorizzazioni previste dal decreto legislativo 3aprile 2006, n.152 (TU ambiente Parte V articoli 267 e seguenti), per gli impianti che produconoemissioni in atmosfera possono disporre linstallazione o ladeguamento di una o più stazioni dimisurazione della qualità dellaria ambiente da parte del proponente solo nel caso in cui la regione ola provincia autonoma interessata o, su delega, lagenzia regionale per la protezione dellambientevaluti tali stazioni necessarie per la rete di misura o per il programma di valutazione. In tal caso, ladecisione di valutazione di impatto ambientale o lautorizzazione prescrivono che la stazione dimisurazione sia conforme alle disposizioni del presente decreto e sia sottoposta al controlloregionale o ente subdelegato.In sede di rinnovo o di aggiornamento delle autorizzazioni che sono state rilasciate primadellentrata in vigore del presente decreto per gli impianti che producono emissioni in atmosfera,anche ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203 (normativaprevigente alla Parte V del dlgs 152/2006 in materia di emissioni aeriformi da impianti industriali enon), e che prevedevano linstallazione o ladeguamento di una o più stazioni di misurazione dellaqualità dellaria ambiente, lautorità competente autorizza la permanenza di tali stazioni solo nelcaso in cui la regione o la provincia autonoma interessata o, su delega, lagenzia regionale per laprotezione dellambiente le valuti necessarie per la rete di misura o per il programma divalutazione, prescrivendo in questo caso che la stazione sia conforme alle disposizioni del presentedecreto e sia sottoposta al controllo regionale o ente subdelegato.BIOINDICATORI RINVIO A DECRETO MINISTERIALECon decreto del Ministro dellambiente, di concerto con il Ministro della salute, sentita laConferenza unificata Stato – Regioni – Città, sono disciplinate le modalità di utilizzo dei7
  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/bioindicatori per la valutazione degli effetti determinati sugli ecosistemi dai livelli di arsenico,cadmio, nichel, idrocarburi policiclici aromatici e mercurio.CAMPIONAMENTI SPECIALI (articolo 6)L’articolo 6 del presente dlgs stabilisce che con apposito decreto ministeriale sono scelte un certonumero di tipologie di stazione in aree diverse per effettuare campionamenti particolari pertipologie di inquinanti anche in termini di loro speciazioneNUMERO MINIMO STAZIONI DI MISURAZIONE IN SITI FISSI DI CAMPIONAMENTO(articolo 7)L’articolo 7 del presente dlgs prevede che nelle zone e negli agglomerati in cui le misurazioni insiti fissi costituiscono lunica fonte di informazioni sulla qualità dellaria ambiente e assicuratoun numero minimo di stazioni di misurazione di ciascun inquinante pari a quello previstoallallegato V, paragrafi 1, 2 e 3 al presente dlgs.I commi 2 e 3 dell’articolo 7 stabilisce le condizioni per cui nelle zone e negli agglomerati in cui lemisurazioni in siti fissi sono integrate(comma 2) o combinate (comma 3) da tecniche dimodellizzazione o da misurazioni indicative, il numero complessivo delle stazioni di misurazionedi cui allallegato V possa essere ridotto fino ad un massimo del 50 per cento.VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELLARIA AMBIENTE E STAZIONI DIMISURAZIONE IN SITI FISSI DI CAMPIONAMENTO IN RELAZIONE ALLOZONO(articolo 8)La valutazione della qualità dellaria ambiente é effettuata,per lozono, sulla base dei criteri previstidall’articolo 8 del presente dlgs e dagli allegati VII e VIII e dalle appendici II e IIIPIANI E MISURE PER IL RAGGIUNGIMENTO DEI VALORI LIMITE E DEI LIVELLICRITICI, PER IL PERSEGUIMENTO DEI VALORI OBIETTIVO E PER IL MANTENIMENTODEL RELATIVO RISPETTO (comma 1 articolo 9)I Piani regionali sono adottati in caso di superamento, nella aree zoonizzate o negli agglomerati, deivalori limite (indicati dall’allegato XI al presente dlgs) dei seguenti inquinanti: biossido di zolfo,biossido di azoto, benzene, monossido di carbonio, piombo e PM10, pm2,5.Se é superato il valore obiettivo previsto per il PM2,5 allallegato XIV, il piano contiene, oveindividuabili, le misure che non comportano costi sproporzionati necessarie a perseguirne ilraggiungimento.CONTENUTO PIANI (allegato XV) 1. Luogo in cui il superamento del valore limite è stato rilevato. 2. Informazioni generali sul: tipo di zona , estensione e quantità di popolazione interessata, clima, dati topografici utili, obiettivi da proteggere (salute umana, vegetazione ed ecosistemi) da proteggere nella zona interessata. 3. Nome e indirizzo delle persone responsabili dell’elaborazione e dell’attuazione dei piani. 4. Natura e valutazione dell’inquinamento: evoluzione concentrazioni inquinanti prima e con l’inizio dell’attuazione il piano 5. Origine dell’inquinamento: fonti e quantità emissioni per ognuna8
  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/ 6. Informazioni particolari sui fattori di inquinamento ma soprattutto sui possibili provvedimenti per il miglioramento della qualità dell’aria. 7. Informazioni sui provvedimenti precedenti alla attuazione del piano e quelli previsti per la sua attuazione 8. Informazioni sui provvedimenti programmati o in fase di studio da attuare a lungo termine. 9. Elenco di pubblicazioni, documenti, lavori, ecc., utilizzati a complemento delle informazioni di cui ai punti precedenti.COERENZA DEI PIANI REGIONALI CON ALTRI STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE INMATERIA DI EMISSIONESecondo il comma 11 articolo 9 nella elaborazione dei piani previsti dal presente articolo éassicurata la coerenza con: • le prescrizioni contenute nella pianificazione nazionale per la riduzione delle emissioni di gas responsabili delleffetto serra • Programma nazionale di riduzione delle emissioni ex Dlgs 171/2004 (limiti nazionali emissioni inquinanti) : http://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=77&categoria=Aria • Piani di azione per gestire i problemi di inquinamento acustico ed i relativi, effetti compresa, se necessario, la sua riduzione ex Dlgs 194/2005: http://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=152&categoria=Rumore • Modalità di ripartizione tra le regioni della quota di incremento dell’elettricità da fonti rinnovabili ex comma 167 articolo 2 Legge 244/2007: http://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=1474&categoria= Energia • strumenti di pianificazione e di programmazione regionali e locali, come i piani energetici, i piani dei trasporti e i piani di sviluppoInoltre anche le autorità competenti allelaborazione e allaggiornamento dei piani, programmi eprovvedimenti sopra elencati, assicurano la coerenza degli stessi con le prescrizioni contenute neipiani di qualità dellaria previsti dal presente articolo.ULTERIORI CONTENUTI DEI PIANI (articolo 11)a) criteri per limitare la circolazione dei veicoli a motore;b) valori limite di emissione, prescrizioni per lesercizio, criteri di localizzazione ed altrecondizioni di autorizzazione per gli impianti di cui alla parte quinta, titolo I, del Dlgs152/2006: http://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=1582;c) valori limite di emissione, prescrizioni per lesercizio e criteri di localizzazione per gli impiantidi trattamento dei rifiuti che producono emissioni in atmosfera;d) valori limite di emissione, prescrizioni per lesercizio e criteri di localizzazione per gli impiantisoggetti ad autorizzazione integrata ambientale che producono emissioni in atmosfera;e) valori limite di emissione, prescrizioni per lesercizio, caratteristiche tecniche e costruttive pergli impianti di cui alla parte quinta, titolo II, dlgs 152/2006 ( emissioni da impianti termici civili);f) limiti e condizioni per lutilizzo dei combustibili negli impianti industriali e termici civili ;g) limiti e condizioni per lutilizzo di combustibili nei generatori di calore sotto il valore disoglia di 0,035 MW nei casi in cui lallegato X alla parte quinta del Dlgs 152/2006, prevede ilpotere dei piani regionali di limitare lutilizzo dei combustibili negli impianti termici civili;h) prescrizioni per prevenire o limitare le emissioni in atmosfera che si producono nel corsodelle attività svolte presso qualsiasi tipo di cantiere, incluso lobbligo che le macchine mobilinon stradali ed i veicoli per trasporto merci aventi massa fino 12 ton), utilizzati nei cantieri e per iltrasporto di materiali da e verso il cantiere rispondano alle più recenti direttive comunitarie in9
  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/materia di controllo delle emissioni inquinanti o siano dotati di sistemi di abbattimento delleemissioni di materiale particolato. Dette prescrizioni sono altresì inserite come prescrizioni nelledecisioni di valutazione di impatto ambientale adottate dalle autorità competenti ai fini dellarealizzazione delle opere sottoposte a tale procedura di valutazione;i) prescrizioni per prevenire o limitare le emissioni in atmosfera prodotte dalle naviallormeggio;l) misure specifiche per tutelare la popolazione infantile e gli altri gruppi sensibili dellapopolazione;m) prescrizioni per prevenire o limitare le emissioni in atmosfera che si producono nel corsodelle attività e delle pratiche agricole relative a coltivazioni, allevamenti, spandimento deifertilizzanti e degli effluenti di allevamento, ferma restando lapplicazione della normativa vigentein materia di rifiuti, combustibili, fertilizzanti, emissioni in atmosfera e tutela sanitaria e fito-sanitaria;n) prescrizioni di limitazione delle combustioni allaperto, in particolare in ambito agricolo,forestale e di cantiere, ferma restando lapplicazione della normativa vigente in materia dirifiuti, combustibili, emissioni in atmosfera e tutela sanitaria e fito-sanitaria.VAS E PIANI REGIONALI QUALITÀ DELL’ARIA (comma 12 articolo 9)Il presente dlgs prevede una norma incomprensibile. Si afferma al comma 12 dell’articolo 9 che ipiani regionali sulla qualità dell’aria descritti sopra sono soggetti a Valutazione AmbientaleStrategica (VAS) solo nel caso in cui si dimostri che abbiamo impatti significativi sull’ambientesecondo il comma 1 articolo 6 del dlgs 152/2006. Questa ultima è norma di principio ma sotto ilprofilo della cogenza conta quanto affermato al comma 2 sempre dell’articolo 6 del dlgs 152/2006secondo il quale i piani per la valutazione e gestione della qualità dellaria ambiente sonoautomaticamente soggetti a VAS. Non a caso con riferimento proprio ai piani elencati al dettocomma 2 articolo 6 dlgs 152/2006, nelle sue conclusioni nelle Cause riunite C-105/09 e C-110/09,49, l’Avvocato UE ha affermato che “……la direttiva VAS….. determina che venga effettuatauna valutazione ambientale per tutti i piani e i programmi. Sarebbe pertanto incompatibile ilrequisito aggiuntivo della possibile sussistenza di significativi effetti sull’ambiente.”. Quindi i pianidel comma 2 articolo 6 dlgs 152/2006, compresi i piani regionali sulla qualità dell’aria, sonosottoponibili a VAS a prescindere dal dovere preventivamente valutarne la significatività degliimpatti ambientali.MISURE IN CASO DI SUPERAMENTO DEI VALORI OBIETTIVO ( comma 2 articolo 9)Se vengono superati, sempre nella aree zoonizzate o agglomerati, i valori obiettivo di cuiallallegato XIII, le regioni , adottano le misure che non comportano costi sproporzionatinecessarie ad agire sulle principali sorgenti di emissione aventi influenza su tali aree disuperamento ed a perseguire il raggiungimento dei valori obiettivo entro il 31 dicembre2012. Il perseguimento del valore obiettivo non comporta, per gli impianti soggetti adAutorizzazione Integrata Ambientale (ex Titolo III-bis Parte Seconda del dlgs 152/2006),condizioni più rigorose di quelle connesse allapplicazione delle migliori tecniche disponibili.MISURE DI CONSERVAZIONE QUALITÀ ARIA ANCHE SENZA SUPERMANETO VALORILIMITE (comma 3 articolo 9)Le regioni e le province autonome adottano, le misure necessarie a preservare la migliorequalità dellaria ambiente compatibile con lo sviluppo sostenibile nelle aree in cui, sulla basedella valutazione sulla qualità dell’aria, i livelli degli inquinanti monitorati secondo il presente10
  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/dlgs, rispettano i valori limite e i valori obiettivo. Le misure interessano, anche in via preventiva, leprincipali sorgenti di emissione che possono influenzare i livelli degli inquinanti in tali aree e sonoinserite, laddove adottati, nei piani regionali di cui ai precedenti paragrafi del presente commento.MISURE IN CASO DI SUPERAMENTO DEI LIVELLI CRITICI (comma 4 articolo 9)Se, in una o più aree allinterno di zone o di agglomerati, i livelli degli inquinanti monitoratisecondo il presente dlgs, superano, sulla base della valutazione di qualità dell’aria, i livelli critici dicui allallegato XI, le regioni e le province autonome adottano le misure necessarie ad agire sulleprincipali sorgenti di emissione aventi influenza su tali aree di superamento ed a raggiungere ilivelli critici nei termini prescritti.CRITERI PARTICOLARI PER LA ELABORAZIONE DEI PIANI REGIONALI (articolo 9) 1. I piani e le misure regionali sopra descritti, relativi ad unarea di superamento allinterno di una zona o di un agglomerato, devono agire sullinsieme delle principali sorgenti di emissione, puntuali o diffuse, aventi influenza su tale area anche se localizzate in altre aree o in altre zone e agglomerati della regione o della provincia autonoma (comma 5 articolo 9). 2. Se lo stesso insieme di sorgenti di emissione determina il superamento dei valori limite o dei valori obiettivo per più inquinanti, le regioni e le province autonome predispongono un piano integrato per tali inquinanti (comma 6 articolo 9) 3. coordinamenti con gli enti locali nella elaborazione dei piani e definizione a livello regionale di procedura che garantiscano l’integrazione dei piani regionali sulla qualità dell’aria con strumenti di pianificazione settoriale e con gli strumenti di pianificazione degli enti locali (comma 7 articolo 9)MISURE DI CARATTERE NAZIONALE IN CASO DI INEFFICACIA DEI PIANI/MISUREREGIONALI (comma 9 articolo 9)Nel caso in cui, sulla base di una specifica istruttoria svolta, su richiesta di una o più regioni, risultiche, tutte le possibili misure individuabili dalle regioni e dalle province autonome nei propri pianidi qualità dellaria non sono in grado di assicurare il raggiungimento dei valori limite in aree disuperamento influenzate, in modo determinante, da sorgenti di emissione su cui le regioni e leprovince autonome non hanno competenza amministrativa e legislativa, si procede alladozione dimisure di carattere nazionale. In tali casi é convocato, presso la Presidenza del Consiglio deiMinistri, su richiesta del Ministero dellambiente, un comitato tecnico con il compito di presentareun programma di misure di carattere nazionale alla cui elaborazione partecipano anche i Ministeriaventi competenza su specifici settori emissivi, quali trasporti, energia, inclusi gli usi civili, attivitàproduttive e agricoltura. Il programma é approvato con decreto del Presidente del Consiglio deiMinistri. Il comitato é istituito senza oneri a carico dello Stato ed opera per il tempo strettamentenecessario ad elaborare il programma. Ai soggetti che partecipano, a qualsiasi titolo, al comitati noné dovuto alcun compenso o rimborso spese o altro tipo di emolumento per tale partecipazione. Perlo svolgimento di tale attività il Ministero dellambiente si avvale del supporto dellISPRA edellENEA.PIANI REGIONALI DI PREVENZIONE DEL RISCHIO DI SUPERAMENTO DELLE SOGLIEDI ALLARME PER L’OZONO E PER INTERVENTI A BREVE TERMINE (articolo 10)11
  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/Le regioni adottano piani dazione nei quali si prevedono gli interventi da attuare nel breve termineper i casi in cui insorga, presso una zona o un agglomerato, il rischio che i livelli degli inquinantimonitorati secondo il presente dlgs, superino le soglie di allarme previste allallegato XIIrelativamente all’ozono. In caso di rischio di superamento delle soglie di allarme di cuiallallegato XII, paragrafo 2, i piani dazione sono adottati se, alla luce delle condizioni geografiche,meteorologiche ed economiche, la durata o la gravità del rischio o la possibilità di ridurlo risultano,sulla base di unapposita istruttoria, significative.Anche per questi piani occorrerà coinvolgere gli enti locali come previsto per i piani ordinari exarticolo 9 presente dlgsGli interventi previsti nei piani dazione sono diretti a ridurre il rischio o a limitare la durata delsuperamento. I piani dazione possono prevedere, se necessario per le finalità di legge, interventifinalizzati a limitare oppure a sospendere le attività che contribuiscono allinsorgenza del rischio disuperamento dei valori limite, dei valori obiettivo e delle soglie di allarme.PIANI REGIONALI PER INTERVENTI A BREVE TERMINE IN CASO DI SUPERAMENTODEI VALORI OBIETTIVO PER L’OZONO E DEI VALORI LIMITE PER GLI ALTRIINQUINANTI (commi 2 e 3 dell’articolo 10)Le regioni e le province autonome possono adottare piani dazione nei quali si prevedono gliinterventi da attuare nel breve termine per i casi in cui insorga, presso una zona o un agglomerato, ilrischio che i livelli degli inquinanti monitorati secondo il presente dlgs, superino i valori limite o ivalori obiettivo previsti dagli allegati VII (ozono) e XI (altri inquinanti). Alladozione si procedenel caso in cui sia possibile individuare specifiche circostanze contingenti, non aventi caratterestrutturale o ricorrente, che possono causare un superamento o che possono pregiudicare ilprocesso di raggiungimento dei valori limite o di perseguimento dei valori obiettivo e che, pereffetto di tale natura, non sono prevedibili e contrastabili attraverso i piani e le misure ordinari (exarticoli 9 e 13 del presente dlgs, questo ultimo riferito solo all’ozono).Anche per questi piani occorrerà coinvolgere gli enti locali come previsto per i piani ordinari exarticolo 9 presente dlgs.Gli interventi previsti nei piani dazione sono diretti a ridurre il rischio o a limitare la durata delsuperamento. I piani dazione possono prevedere, se necessario per le finalità di legge, interventifinalizzati a limitare oppure a sospendere le attività che contribuiscono allinsorgenza del rischio disuperamento dei valori limite, dei valori obiettivo e delle soglie di allarme.INFORMAZIONI SU PIANI PER INTERVENTI A BREVE TERMINE (comma 5 articolo10)Le regioni e le province autonome che adottano un piano dazione mettono a disposizione delpubblico, nei modi previsti allarticolo 18 (norma generale su informazione e partecipazione delpresente dlgs: vedi successivamente in questo commento), le informazioni relative ai risultatidellistruttoria svolta circa la fattibilità del piano e le informazioni relative ai contenuti edallattuazione del piano.Nel pubblico sono inclusi anche le associazioni ambientaliste, le associazioni dei consumatori, leassociazioni che rappresentano gli interessi di gruppi sensibili della popolazione, nonché gli altriorganismi sanitari e le associazioni di categoria interessati.ATTUAZIONE MISURE CONTENUTE NEI PIANI REGIONALI CONTROL’INQUINAMENTO DA TRAFFICO STRADALE (comma 3 articolo11)Allattuazione delle previsioni contenute nei piani in merito alla limitazione della circolazione deiveicoli a motore, provvedono i sindaci o la diversa autorità individuata dalle regioni. In caso di12
  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/inerzia, provvedono in via sostitutiva le regioni o la diversa autorità individuata dalle regioni aisensi della vigente normativa regionale. La normativa regionale stabilisce idonee forme di raccordoe coordinamento tra regioni o province autonome ed autorità competente ad adottare iprovvedimenti di limitazione della circolazione. Lemodalità e la durata delle limitazioni devono essere funzionali alle finalità dei diversi piani sopraesaminati. Le ordinanze di limitazione del traffico stradale a fini ambientali e sanitari (ex articolo 7,comma 1, lettere a) e b), del Dlgs 285/1992: Codice della Strada), possono essere adottate daisindaci per motivi connessi allinquinamento atmosferico nei casi e con i criteri previsti dal pianoregionale. Resta fermo, in assenza dei piani regionali o qualora i piani non individuino i casi ed icriteri di limitazione della circolazione dei veicoli a motore, il potere del sindaco di imporre talilimitazioni per motivi connessi allinquinamento atmosferico attraverso le ordinanze previste dalTU enti locali (dlgs 267/2000). I sindaci possono comunque vietare la circolazione nei centri abitatiper tutti gli autoveicoli che non hanno effettuato il controllo almeno annuale delle emissionisecondo la procedure fissate dal DM 5/2/1996 (Prescrizioni per la verifica delle emissioni dei gas discarico degli autoveicoli in circolazione) :http://www.provincia.torino.it/trasporti/auto/bollino/dwd/pdf/DM_5_2_96.pdfOBBLIGO DI CONCENTRAZIONE DELLESPOSIZIONE E OBIETTIVO NAZIONALE DIRIDUZIONE DELLESPOSIZIONE PER IL PM2,5 (articolo 12)In relazione ai livelli di PM2,5 nellaria ambiente, le regioni adottano 1. le misure necessarie ad assicurare il rispetto dellobbligo di concentrazione dellesposizione di cui allallegato XIV: 20 µg/m3. 2. le misure che non comportano costi sproporzionati necessarie a perseguire il raggiungimento dellobiettivo nazionale di riduzione dellesposizione disciplinato dal medesimo allegato.L’obbligo di concentrazione è calcolato sulla base dellindicatore di esposizione media di cuiallallegato XIV, a sua volta tale indicatore é fissato sulla base di misurazioni effettuate da stazionidi fondo ubicate in siti fissi di campionamento urbani, il cui numero, non inferiore a quello previstoallallegato V, paragrafo 2, e la cui distribuzione in zone e agglomerati dellintero territorio devonoessere tali da riflettere in modo adeguato lesposizione della popolazione. Tali stazioni sono sceltecon decreto ministeriale, nellambito delle reti di misura regionali, in modo da individuare levariazioni geografiche e landamento a lungo termine delle concentrazioni.PIANO REGIONALE DI GESTIONE DELLA QUALITÀ DELLARIA AMBIENTE INRELAZIONE AL SUPERAMENTO DEI VALORI OBIETTIVO DELLOZONO (articolo 13)Si prevedono misure da adottarsi da parte delle Regioni nel caso di superamento dei valori obiettivoche emergano dalla Valutazione della Qualità dell’aria.Le misure non devono comportare costi sproporzionati e devono essere necessarie ad agire sulleprincipali sorgenti di emissione aventi influenza sulle aree interessate dal fenomeno ed a perseguireil raggiungimento dei valori obiettivo nei termini prescritti.Le misure devono essere previste in un piano, adottato nel rispetto dei criteri previsti per i Pianiregionali di qualità dell’aria sopra esaminati di cui allappendice IV, che contenga almeno glielementi di cui allallegato XV e che tenga anche conto delle misure contenute nel programmanazionale di riduzione delle emissioni di cui al Dlgs 171/2004:http://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=77&categoria=AriaIl piano deve essere integrato con i piani di qualità dellaria di cui allarticolo 9.13
  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/MISURE INTEGRATIVE DEI PIANI REGIONALI NEL CASO DI SUPERAMENTO DEGLIOBIETTIVI A LUNGO TERMINI DELL’OZONO (comma 2 articolo 13)Se sulla base della valutazione della qualità dell’aria sono superati gli obiettivi a lungo termine esono inferiori o uguali ai valori obiettivo di cui allallegato VII le Regioni adottano, le misure chenon comportano costi sproporzionati necessarie ad agire sulle principali sorgenti di emissione aventiinfluenza su tali aree ed a perseguire il raggiungimento degli obiettivi a lungo termine nei terminiprescritti. Tali misure devono essere coerenti con quelle previste nel piano regionale di cui alparagrafo precedente del presente commento, nei piani regionali di qualità dellaria di cui allarticolo9 e nel programma nazionale di riduzione delle emissioni di cui al Dlgs 171/2004:http://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=77&categoria=AriaPIANI REGIONALI PREVENTIVI E/O CONSERVATIVI DEI LIVELI DI EMISSIONEDELL’OZONO AL DI SOTTO DEGLI OBIETTIVI A LUNGO TERMINE (comma 3 articolo 13)Le Regioni adottano, e nella misura in cui ciò sia consentito da fattori come la naturatransfrontaliera dellinquinamento da ozono e le condizioni meteorologiche, le misure necessarie apreservare la migliore qualità dellaria ambiente compatibile con lo sviluppo sostenibile ed agarantire un elevato livello di protezione dellambiente e della salute umana nelle aree in cui, sullabase della valutazione qualità dell’aria, i livelli dellozono sono inferiori o uguali agli obiettivi alungo termine. Le misure interessano, anche in via preventiva, le principali sorgenti di emissioneche possono influenzare i livelli dellozono in tali aree.COMUNICAZIONI SUL SUPERAMENTO DELLE SOGLIE DI INFORMAZIONE E DIALLARME (articolo 14)Se, in una zona o in un agglomerato, i livelli degli inquinanti superano, sulla base delle valutazionidi qualità dell’aria, la soglia di informazione o una soglia di allarme prevista allallegato XII(biossido di zolfo, biossido di azoto, ozono), le regioni adottano tutti i provvedimenti necessari perinformare il pubblico in modo adeguato e tempestivo attraverso radio, televisione, stampa, interneto qualsiasi altro opportuno mezzo di comunicazione.In caso di superamento della soglia di informazione o delle soglie di allarme, le regioni trasmettonoal Ministero dellambiente informazioni circa i livelli misurati e la durata del superamento. IlMinistero dellambiente comunica tali informazioni alla Commissione europea e al Ministero dellasalute.COMUNICAZIONI ALLA UE DEI SUPERAMENTI DEI VALORI LIMITE O LIVELLICRITICI DEGLI INQUINANTI (comma 1 articolo 15)Si tratta degli inquinanti oggetto di monitoraggio del presente dlgs. La comunicazione (a cura delleRegioni al Ministero Ambiente che le gira alla Commissione UE) é accompagnata da informazionisui livelli degli inquinanti e le relative fonti e contiene gli elementi atti a dimostrare il contributodato dalle fonti naturali ai superamenti. I superamenti oggetto di tale comunicazione non rilevanoai sensi del presente decreto.COMUNICAZIONE ALLA UE DEI SUPERAMENTI DEI VALORI LIMITE DEI PM10 PEREFFETTO DELLA RISOSPENSIONE DEL PARTICOLATO A SEGUITO DELLASABBIATURA O DELLA SALATURA DELLE STRADE (comma 3 articolo 15)La comunicazione (a cura delle Regioni al Ministero Ambiente che le gira alla Commissione UE)é accompagnata da informazioni sui livelli del PM10 e le relative fonti e contiene gli elementi atti adimostrare che il superamento é dovuto a tale risospensione e che sono state comunque adottate14
  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/misure ragionevoli per ridurre i livelli. I superamenti dovuti a tale risospensione non impongonoladozione di piani regionali, ferma restando ladozione di ragionevoli misure di riduzione.DEFINIZIONE DI PUBBLICO DESTINATARIO DELLE INFORMAZIONI RELATIVE ALPRESENTE DLGS (comma 4 articolo 18)Oltre ai singoli cittadini si fa riferimento anche e soprattutto anche alle associazioni ambientaliste,le associazioni dei consumatori, le associazioni che rappresentano gli interessi di gruppi sensibilidella popolazione, nonché gli altri organismi sanitari e le associazioni di categoria interessati.MODALITÀ DI ELABORAZIONE DEI DATI SULL’INQUINAMENTO AI FINI DELLAPRESENTAZIONE DELLE INFORMAZIONI AL PUBBLICO SUI LIVELLI DIINQUINAMENTO PER SINGOLA TIPOLOGIA DI INQUINANTE (articolo 18 e allegato XVI) 1. Le concentrazioni nell’aria ambiente devono essere presentate come valori medi secondo i periodi di mediazione applicabili indicati all’allegato VII (Valori obiettivo e obiettivi a lungo termine per l’ozono) ed agli allegati da XI a XIV: valori limite e livelli critici dei diversi inquinanti (allegato XI); soglie di allarme per i vari inquinanti (allegato XII); soglie di allarme e di informazione per l’ozono (allegato XII); valori obiettivo per arsenico - cadmio - nichel e benzo(a)pirene (allegato XIII); obiettivo nazionale di riduzione dellesposizione, obbligo di concentrazione dellesposizione e valore obiettivo per il PM2,5 (allegato XIV). 2. Le informazioni devono includere almeno i livelli superiori ai valori limite, ai valori- obiettivo, alle soglie di allarme, alle soglie di informazione o agli obiettivi a lungo termine fissati per l’inquinante interessato. 3. Deve essere presentata una breve valutazione riguardo agli obiettivi di qualità dell’aria e informazioni adeguate sugli effetti di tali livelli per la salute o, se del caso, per la vegetazione. 4. Le informazioni sulle concentrazioni nell’aria ambiente di biossido di zolfo, biossido di azoto, particolato (almeno con riferimento al PM10), ozono e monossido di carbonio devono essere aggiornate almeno ogni giorno e, se fattibile, anche su base oraria. 5. Le informazioni sulle concentrazioni nell’aria ambiente di piombo e benzene, presentate come valore medio degli ultimi 12 mesi, devono essere aggiornate almeno su base trimestrale e, se fattibile, su base mensile. 6. Le informazioni devono includere le concentrazioni nellaria ambiente e i tassi di deposizione di arsenico, cadmio, mercurio, nichel, benzo(a)pirene, benzo(a)antracene, benzo(b)fluorantene, benzo(j)fluorantene, benzo(k)fluorantene, indeno(1,2,3-cd)pirene e dibenzo(a,h)antracene). Devono essere indicati anche i superamenti annuali dei relativi valori obiettivo, segnalando i motivi del superamento e larea interessata. In tale ultimo caso le informazioni devono essere corredate da una breve relazione circa lo stato della qualità dellaria rispetto al valore obiettivo e circa gli eventuali effetti del superamento sulla salute e sullambiente.I soggetti pubblici e privati che procedono, anche al di fuori dei casi previsti dal presente articolo,alla pubblicazione o ad altre forme di diffusione al pubblico di dati inerenti i livelli rilevati dastazioni di misurazione della qualità dellaria ambiente devono contestualmente indicare, in formachiara, comprensibile e documentata, se tali livelli sono stati misurati in conformità ai criteri edalle modalità previsti dal presente decreto oppure in modo difforme.15
  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/INFORMAZIONI SU SUPERAMENTI DELLE SOGLIE DI ALLARME E DI INFORMAZIONE(articolo 18 – allegato XVI)Secondo l’articolo 2 del presente dlgs per: • soglia di allarme si intende il livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per la popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di adottare provvedimenti immediati; • soglia di informazione si intende il livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di assicurare informazioni adeguate e tempestive.Ora secondo l’allegato XVI al presente dlgs il pubblico deve essere informato in modo tempestivosui superamenti, effettivi o previsti, delle soglie di allarme e delle soglie informazione.Devono essere fornite almeno le seguenti informazioni: 1. informazioni sui superamenti registrati: località o area in cui si é verificato il fenomeno, tipo di soglia superata (di informazione o di allarme), ora d’inizio e durata del fenomeno, - concentrazione oraria più elevata corredata, per l’ozono, dalla concentrazione media più elevata su 8 ore; 2. nella sola misura in cui ciò sia possibile, previsioni per il pomeriggio/giorno o per i pomeriggi/giorni seguenti: area geografica prevedibilmente interessata dai superamenti della soglia di informazione e/o di allarme, evoluzione prevista per l’inquinamento (miglioramento, stabilizzazione o peggioramento) e motivo di tale evoluzione. 3. informazioni sui settori colpiti della popolazione e sui possibili effetti sulla salute e condotta raccomandata: informazione sui gruppi di popolazione a rischio, descrizione dei sintomi riscontrabili, precauzioni che i gruppi di popolazione interessati devono prendere, riferimenti per ottenere ulteriori informazioni; 4. informazioni sulle azioni preventive per la riduzione dell’inquinamento e/o per la riduzione dell’esposizione all’inquinamento, con l’indicazione dei principali settori cui si riferiscono le fonti e delle azioni raccomandate per la riduzione delle emissioni.16
  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/DOCUMENTI MESSI A DISPOSIZIONE DEL PUBBLICO ( comma 1 articolo 18)La formulazione del comma è tale da essere interpretate nel senso che i documenti e le informazionisotto elencate devono essere resi pubblici a cura delle autorità competenti a prescindere da unaesplicita richiesta di accesso del pubblico. In particolare devono essere resi pubblici: 1. le decisioni con le quali sono concesse o negate le deroghe concesse alle zone da parte della Commissione UE per posticipare l’applicazione dei limiti per biossido di azoto, benzene e PM10 previsti dal presente dlgs (come previsto dal comma 10 articolo 9 del presente dlgs) 2. i piani regionali di qualità dell’aria e le misure nelle loro diverse formulazioni previste dal presente dlgs e commentate in precedenza 3. i piani regionali di prevenzioni e interventi a breve termine in precedenza commentati 4. le autorità e gli organismi titolari dei compiti tecnici di valutazione della qualità dell’aria ex articolo 17 del presente dlgsMODALITÀ DI DIFFUSIONE DELLE INFORMAZIONI (COMMA 3 ARTICOLO 18)Per la diffusione al pubblico si utilizzano la radiotelevisione, la stampa, le pubblicazioni, ipannelli informativi, le reti informatiche o altri strumenti di adeguata potenzialità e di facileaccesso, senza oneri aggiuntivi per il pubblico. Le informazioni diffuse al pubblico devono essereaggiornate e precise e devono essere rese in forma chiara e comprensibile. I piani regionali diqualità dell’aria e le relative misure, devono essere, in tutti i casi, pubblicati su pagina web. Eassicurato, nei modi previsti dallarticolo 9 del Dlgs 32/2010 (istituzione di una infrastruttura perlinformazione territoriale nella Comunità europea - Inspire), laccesso del pubblico ai servizi di reteper le informazioni di cui al presente articolo che ricadano tra i dati territoriali disciplinati dalpredetto decreto e che siano prodotti e gestiti in conformità allo stesso. Per il testo del Dlgs 32/2010vedi http://www.reteambiente.it/normativa/13122/RELAZIONE ANNUALI PER IL PUBBLICO SULLO STATO DELL’INQUINAMENTO(comma 4 articolo 18)Le regioni e le province autonome elaborano e mettono a disposizione del pubblico relazioniannuali aventi ad oggetto tutti gli inquinanti disciplinati dal presente decreto e contenenti unasintetica illustrazione circa i superamenti dei valori limite, dei valori obiettivo, degli obiettivi alungo termine, delle soglie di informazione e delle soglie di allarme con riferimento ai periodi dimediazione previsti, con una sintetica valutazione degli effetti di tali superamenti. Le relazionipossono includere ulteriori informazioni e valutazioni in merito alla tutela delle foreste einformazioni su altri inquinanti per cui il presente decreto prevede la misurazione, tra cui iprecursori dellozono di cui allallegato X, parte 2 (ossidi di azoto e i composti organici volatili –COV).RELAZIONI E COMUNICAZIONI DELLE REGIONI AL MINISTERO DELL’AMBIENTE EALL’ISPRA (comma 1 articolo 19) 1. Per le zone nelle quali sulla base della Valutazione della qualità dell’aria i limiti degli inquinanti superano i valori limite dell’allegato XI o il valore obiettivo previsto per il PM2,5 allallegato XIV, le Regioni devono comunicare al Ministero dell’Ambiente • entro sei mesi dalla fine di ciascun anno, i livelli che superano i valori limite oltre il margine di tolleranza o che superano i valore limite degli inquinanti per i quali non è17
  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/ stabilito un margine di tolleranza, le date o i periodi in cui il superamento si é verificato, nonché i valori misurati, utilizzando a tal fine il formato dellappendice VI; • entro sei mesi dalla fine di ciascun anno, i motivi di ciascun superamento, utilizzando a tal fine il formato dellappendice VI; • entro diciotto mesi dalla fine dellanno durante il quale sono stati misurati o valutati i livelli di cui al precedente punto 1), i piani regionali di qualità dell’aria, nonché le informazioni di cui allappendice VII nel formato ivi previsto (questionario sui piani della qualità dell’aria); • entro due mesi dalla relativa adozione, le modifiche, le integrazioni e gli aggiornamenti dei piani trasmessi ai sensi del punto 3). 2. entro sei mesi dalla fine di ciascun anno, gli aggiornamenti intervenuti nellelenco delle zone e degli agglomerati sia quelle dove sono stati riscontrati i superamenti dei valori limite che quelli dove sono state predisposte misure di conservazione della qualità dell’aria per mantenere i livelli entro i limiti di legge, utilizzando a tal fine il formato dellappendice VI; 3. ricorrendone i presupposti, la relazione prevista dallallegato I, paragrafo 2, per le zone e gli agglomerati in cui, in relazione alle sostanze inquinanti di cui alle tabelle 1 e 2, le misurazioni in siti fissi sono integrate o combinate con tecniche di modellizzazione o misurazioni indicative e per le zone e gli agglomerati in cui in relazione alle sostanze inquinanti di cui alle tabelle 1 e 2 (di detto allegato I), le tecniche di modellizzazione o di stima obiettiva o le misurazioni indicative sono l’unica fonte di informazioni. 4. entro sei mesi dalla fine di ciascun anno, i dati sui livelli di concentrazione relativi alle tre stazioni di misurazione di fondo in siti fissi di campionamento rurali, scelte nellambito delle reti di misura regionali, in cui si effettuano misurazioni finalizzate ad acquisire informazioni circa la concentrazione di massa totale e le concentrazioni per speciazione chimica del PM2,5 su base annuale 5. entro sei mesi dalla fine di ciascun anno, i dati sui livelli di concentrazione relativi alle sette stazioni di misurazione in sito fisso urbano, scelte preferibilmente tra quelle di cui alla lettera b), in cui si effettuano misurazioni finalizzate ad acquisire informazioni circa la concentrazione di massa totale e le concentrazioni per speciazione chimica del PM10 e del PM2,5 su base annuale 6. per tutte le zone e gli agglomerati, entro sei mesi dalla fine di ciascun anno, la determinazione del superamento delle soglie di valutazione superiore o inferiore utilizzando a tal fine il formato dellappendice VI. 7. Utilizzando il formato dellappendice VI, trasmettono ( con cadenza annuale entro il 30/6 dell’anno successivo a quello a cui si riferiscono) i dati sui livelli di concentrazione e sulle deposizioni , relativi a: • le sette stazioni di misurazione del benzo(a)pirene, scelte nellambito delle reti di misura regionali, in cui si effettua la misurazione delle concentrazioni nellaria ambiente di benzo(a)antracene, benzo(b)fluorantene, benzo(j)fluorantene, benzo(k)fluorantene, indeno(1,2,3-cd)pirene e dibenzo(a,h)antracene, al fine di verificare la costanza dei rapporti nel tempo e nello spazio tra il benzo(a)pirene e gli altri idrocarburi policiclici aromatici di rilevanza tossicologica. • alle tre stazioni di misurazione di fondo, scelte nellambito delle reti di misura regionali e di quelle appartenenti alla rete realizzata in sede di attuazione del programma denominato «European monitoring and evaluation of pollutants (EMEP)», in cui si effettua la misurazione indicativa delle concentrazioni nellaria ambiente dellarsenico, del cadmio, del nichel, del benzo(a)pirene e degli altri idrocarburi policiclici aromatici di cui alla lettera b) e la misurazione indicativa della18
  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/ deposizione totale di tali inquinanti. Tale misurazione indicativa ha altresi ad oggetto le concentrazioni nellaria ambiente del mercurio gassoso totale e la deposizione totale del mercurio. 8. per tutte le zone e gli agglomerati ( con cadenza annuale entro il 30/6 dell’anno successivo a quello a cui si riferiscono) la determinazione del superamento delle soglie di valutazione superiore o inferiore di cui allallegato II, paragrafo 1, tabella 7 (arsenico, cadmio, nichel e benzo(a)pirene). 9. in relazione alle zone ed agli agglomerati in cui si superano i valori obiettivo di cui allallegato XIII (per arsenico, cadmio, nichel e benzo(a)pirene) i seguenti dati e informazioni ( con cadenza annuale entro il 30/6 dell’anno successivo a quello a cui si riferiscono): a) lelenco di tali zone e agglomerati, con individuazione delle aree di superamento; b) i livelli di concentrazione degli inquinanti oggetto di valutazione; c) le informazioni sui motivi dei superamenti, con particolare riferimento alle fonti; d) le informazioni sulla popolazione esposta ai superamenti. 10. la documentazione relativa allistruttoria effettuata al fine di individuare le misure necessarie a perseguire il raggiungimento dei valori obiettivo di cui allallegato XIII e di individuare, tra le stesse, quelle che non comportano costi sproporzionati e nei casi in cui listruttoria svolta dalla regione o provincia autonoma ha esito positivo, le misure adottate.Infine un elenco di informazioni simili a quello sopra riportato ma riferito all’ozono: vedi commi 7e 8 dell’articolo 19 del presente dlgsRELAZIONI DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE ALLA COMMISSIONE UE (comma 2articolo 19)Le informazioni da comunicare sono indicate nel comma 2 dell’articolo 19 elaborate sulla base deidati regionali.Vedi anche comma 6 articolo 19 per le informazioni su IPA e metalli, e comma 9 articolo 19 per idati sull’ozono.COMPITI ISPRA SUI DATI RICEVUTI (comma 12 articolo 19)L’ISPRA: 1. verifica la completezza e la correttezza dei dati ricevuti nonché la conformità del formato 2. aggrega, con esclusione dei piani regionali di qualità dell’aria, su base nazionale tutti i dati e le informazioni delle appendici da VI a IX, mantenendone il formato. A tale aggregazione si procede per la prima volta nel 2013 con riferimento ai dati ed alle informazioni relativi al 2012 3. in caso di dati ed informazioni incompleti o difformi rispetto ai requisiti previsti, il Ministero dellambiente informa le regioni e le province autonome interessate che provvedono tempestivamente ad un nuovo invio allISPRA ed al Ministero stesso 4. carica tempestivamente, sulla banca dati appositamente individuata dallAgenzia europea per lambiente, i dati e le informazioni trasmessi dal Ministero dellambienteCOORDINAMENTO TRA MINISTERO, REGIONI ED AUTORITÀ COMPETENTI INMATERIA DI ARIA AMBIENTE (articolo 20)È istituito, presso il Ministero dellambiente, un Coordinamento tra i rappresentanti di taleMinistero, del Ministero della salute, di ogni regione e provincia autonoma, dellUnione delleprovince italiane (UPI) e dellAssociazione nazionale comuni italiani (ANCI). Partecipano al19
  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/Coordinamento rappresentanti dellISPRA, dellENEA e del Consiglio nazionale delle ricerche(CNR) e di altre autorità competenti allapplicazione del presente decreto, e, su indicazione delMinistero della salute, rappresentanti dellIstituto superiore di sanità, nonché, su indicazionedella regione o provincia autonoma di appartenenza, rappresentanti delle agenzie regionali eprovinciali per la protezione dellambiente. Il Coordinamento opera attraverso lindizione diriunioni periodiche e la creazione di una rete di referenti per lo scambio di dati e diinformazioni.Il Coordinamento previsto dal comma 1 assicura, anche mediante gruppi di lavoro, lelaborazionedi indirizzi e di linee guida in relazione ad aspetti di comune interesse e permette un esamecongiunto di temi connessi allapplicazione del presente decreto, anche al fine di garantireunattuazione coordinata e omogenea delle nuove norme e di prevenire le situazioni diinadempimento e le relative conseguenze.Ai soggetti che partecipano, a qualsiasi titolo, al Coordinamento previsto al comma 1 non edovuto alcun compenso o rimborso spese o altro tipo di emolumento per tale partecipazione.ABROGAZIONI (articolo 21) a) il decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 (attuazione Direttiva in materia di valutazione della qualità dell’aria; b) il decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 183 (Attuazione della direttiva 2002/3/CE relativa allozono nellaria). Ex comma 6 articolo 22 del presente dlgs restano in vigore per l’invio dei dati/informazioni sul 2008 i termini previsti dal dlgs abrogato. Per un commento a questo dlgs abrogato vedi: http://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=78&categoria=Aria c) il decreto legislativo 3 agosto 2007, n.152 (Attuazione della direttiva 2004/107/CE concernente larsenico, il cadmio, il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici aromatici nellaria ambiente. Ex comma 6 articolo 22 del presente dlgs restano in vigore per l’invio dei dati/informazioni sul 2008 i termini previsti dal dlgs abrogato. Per un commento al dlgs: http://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=815&categoria=Aria d) il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n.203, fatte salve le disposizioni di cui il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, preveda lulteriore vigenza. Si veda in particolare l’articolo 281 del dlgs 152/2006 sulle regime transitorio di adeguamento degli impianti autorizzati ai sensi del dpr 203/1988 al nuovo dlgs 152/2006 e) larticolo 3 della legge 4 novembre 1997, n.413. Si tratta di una norma che prevede il potere dei Sindaci di limitare la circolazione stradale per inquinamento dell’aria, potere ridisciplinato dal nuovo dlgs f) il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 28 marzo 1983 (Limiti massimi di accettabilità delle concentrazioni e di esposizione relativi ad inquinanti dellaria nellambiente esterno) g) il decreto del Ministro dellambiente 20 maggio 1991, recante criteri per la raccolta dei dati inerenti la qualità dellaria h) il decreto del Ministro dellambiente 20 maggio 1991, recante i criteri per lelaborazione dei piani regionali per il risanamento e la tutela della qualità dellaria i) il decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1992,recante atto di indirizzo e coordinamento in materia di sistema di rilevazione dellinquinamento urbano j) il decreto del Ministro dellambiente 6 maggio 1992, recante la definizione del sistema nazionale finalizzato a controllo ed assicurazione di qualità dei dati di inquinamento atmosferico ottenuti dalle reti di monitoraggio;20
  • Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale FONDAZIONE TOSCANA SOSTENIBILE – ONLUS Via San Bartolomeo 17 San Miniato (PISA) http://www.ftsnet.it/Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/ k) il decreto del Ministro dellambiente 15 aprile 1994, concernente le norme tecniche in materia di livelli e di stati di attenzione e di allarme per gli inquinanti atmosferici nelle aree urbane l) il decreto del Ministro dellambiente 25 novembre 1994, recante laggiornamento delle norme tecniche in materia di limite di concentrazione e di livelli di attenzione e di allarme per gli inquinanti atmosferici nelle aree urbane e disposizioni per la misura di alcuni inquinanti di cui al decreto del Ministro dellambiente 15 aprile 1994 m) il decreto del Ministro dellambiente 16 maggio 1996, recante attivazione di un sistema di sorveglianza di inquinamento da ozono n) il decreto del Ministro dellambiente 21 aprile 1999, n.163, recante norme per lindividuazione dei criteri ambientali e sanitari in base ai quali i sindaci adottano le misure di limitazione della circolazione o) il decreto del Ministro dellambiente 2 aprile 2002, n. 60, recante recepimento della direttiva 1999/30/CE del 22 aprile 1999 del Consiglio concernente i valori limite di qualità dellaria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle e il piombo e della direttiva 2000/69/CE relativa ai valori limite di qualità dellaria ambiente per il benzene ed il monossido di carbonio. Per un commento a questo Decreto abrogato vedi: http://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=1358&categoria=Aria p) il decreto del Ministro dellambiente 20 settembre 2002, recante le modalita per la garanzia della qualita del sistema delle misure di inquinamento atmosferico. Per un commento del decreto abrogato vedi: http://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=1359&categoria=Aria q) il decreto del Ministro dellambiente 1° ottobre 2002, n. 261, recante le direttive tecniche per la valutazione preliminare della qualità dellaria ambiente, i criteri per lelaborazione del piano o dei programmi di cui agli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351. Per un commento a questo decreto abrogato vedi: http://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=1355&categoria=AriaINVENTARI EMISSIONI NAZIONALE E PROVINCIALE (articolo 22)Vedi commi 3 e 4 dell’articolo 22 sulle modalità di costruzione ed il ruolo dell’ISPRA.21