Seminario 2008 Stefano

Loading...

Flash Player 9 (or above) is needed to view presentations.
We have detected that you do not have it on your computer. To install it, go here.

0 comments

Post a comment

    Post a comment
    Embed Video
    Edit your comment Cancel

    Favorites, Groups & Events

    Seminario 2008 Stefano - Presentation Transcript

    1. 06/06/09 Stefano Fabiani
    2. 06/06/09 Stefano Fabiani
    3. Principio di funzionamento di un convertitore Flyback
      • I sistemi flyback vengono utilizzati quando la tensione d’ingresso è molto diversa dalla tensione d’uscita da ottenere, sia in salita che in discesa, inoltre prevedono un trasformatore che isoli galvanicamente la parte sotto alta tensione dall’uscita a bassa tensione.
      06/06/09 Stefano Fabiani
    4. Principio di funzionamento di un convertitore Flyback 06/06/09 Stefano Fabiani SCHEMATICO PWM sta per Pulse Width Modulator e fa parte del circuito di retroazione per il controllo della stabilità della tensione V o . Q 1 Controller PWM V 0 V DC C 1 R L D 1
    5. Principio di funzionamento di un convertitore Flyback Ip Ton Mosfet Q1 va ON Ip = ((V DC – V DS ) x Ton) / Lp Si immagazzina Energia nel Trasformatore e = 1/2 x Lp x Ip 2 Diodo interdetto Is = 0 06/06/09 Stefano Fabiani Q 1 Controller PWM V 0 V DC C 1 R L D 1
    6. Principio di funzionamento di un convertirore Flyback Forme D’onda 06/06/09 Stefano Fabiani Ton Ip Is t t
    7. Principio di funzionamento di un convertitore Flyback Ip = 0 Toff Mosfet Q1 va OFF Il trasformatore tenta per sua natura di mantenere il flusso di corrente e la tensione ai capi della bobina si inverte di segno Trasmissione di Energia Is = ((Vs+V D1 )xToff) / Ls Diodo in conduzione C 1 in carica 06/06/09 Stefano Fabiani Q 1 Controller PWM V 0 V DC C 1 R L D 1
    8. Principio di funzionamento di un convertitore Flyback Forme D’onda 06/06/09 Stefano Fabiani Ton Ip Is t t Toff
    9. Principio di funzionamento di un convertitore Flyback Poiché la potenza è l’energia trasferita per il tempo necessario a trasferirla avremo 06/06/09 Stefano Fabiani
    10. Principio di funzionamento di un convertitore Flyback In definitiva la Tensione di Uscita in rapporto alla Tensione di ingresso, per un rendimento dell’ 80%, sarà data da: IL LOOP DI FEEDBACK MANTIENE COSTANTE LA TENSIONE DI USCITA MANTENENDO COSTANTE IL PRODOTTO Vdc x Ton 06/06/09 Stefano Fabiani
    11. Principio di funzionamento di un convertitore Flyback SE LA CORRENTE AL SECONDARIO DECADE A 0 PRIMA CHE IL MOSFET RICOMINCI A CONDURRE, IL CIRCUITO LAVORA IN MODO DISCONTINUO 06/06/09 Stefano Fabiani T Ton Ip Is t t Toff Tdead
    12. Principio di funzionamento di un convertitore Flyback SE LA CORRENTE AL SECONDARIO NON DECADE A 0 PRIMA CHE IL MOSFET RICOMINCI A CONDURRE, IL CIRCUITO LAVORA IN MODO CONTINUO 06/06/09 Stefano Fabiani T Ton Ip Is t t Toff
    13. Differenze tra DCM e CCM Il Discontinous Mode risponde più rapidamente ai cambiamenti della tensione di ingresso e della corrente al carico. VANTAGGIO PER I DCM Il picchi di corrente nel Discontinous Mode sono più alti di quelli del Continous Mode. SVANTAGGIO PER I DCM Le correnti RMS del Discontinous Mode sono più grandi rispetto a quelle di un Continous Mode. SVANTAGGIO PER I DCM Il Modo Discontinuo ha meno problemi di Loop di Stabilizzazione di quello continuo VANTAGGIO PER I DCM 06/06/09 Stefano Fabiani
    14. PROGETTAZIONE di UN FLYBACK
      • Bisogna stabilire il rapporto tra le spire del primario e quelle del secondario t ali che
      Tensione massima al Mosfet Tensione Riflessa 06/06/09 Stefano Fabiani
    15. PROGETTAZIONE di UN FLYBACK
      • Bisogna assicurarsi che il nucleo non saturi
      06/06/09 Stefano Fabiani
      • I Flyback sono costruiti con nuclei tra ferrati tali da modificare la curva di isteresi in modo tale che
      ENERGIA IMMAGAZZINATA = ENERGIA SPESA 
      • Se il trasformatore è un Discontinous Mode bisogna che ci sia un tempo morto Tdead tale per cui:
      •  
      Ton + Toff + Tdead = T Vp x Ton = Vs x Toff
    16. INDUTTANZA DISPERSA in un FLYBACK Definizione di induttanza dispersa Quantità del flusso generato dal primario che non è raccolto dal secondario (flusso disperso). L'entità di questa parte dipende principalmente dalla bontà di costruzione del trasformatore. 06/06/09 Stefano Fabiani PRIMARY SECONDARY Flusso mutuo Flusso disperso
    17. INDUTTANZA DISPERSA in un FLYBACK Quando un flusso o parte di esso non viene utilizzato, il flusso disperso fa nascere negli avvolgimenti delle induttanze che non partecipano all' accoppiamento e che perciò risultano in serie a ciascun avvolgimento. Induttanza dispersa relativa al primario 06/06/09 Stefano Fabiani L d L P L S R S R P R L
    18. INDUTTANZA DISPERSA in un FLYBACK Vdc + Vr Vdc 06/06/09 Stefano Fabiani IN UN FLYBACK L’INDUTTANZA DISPERSA VA AD INCREMENTARE LA TENSIONE SUL MOSFET IN T OFF
      • Fase 2:
      • L’integrato si spegne
      • Trasferimento dell’energia
      • immagazzinata al primario verso
      • il secondario
      • All’apertura del Mosfet si
      • manifesta un picco di tensione Vp
      • La Ip decade con
      • una certa pendenza ( slope )
      Fase 1: Non essendovi energia immagazzinata nel trasformatore l’induttanza dispersa non dà grossi problemi. Proviamo a dividere il funzionamento del Flyback in 3 fasi:
    19. INDUTTANZA DISPERSA in un FLYBACK 06/06/09 Stefano Fabiani
    20. INDUTTANZA DISPERSA in un FLYBACK Ns Np Ns Np b 1 b 2 c Supponiamo di avere la seguente costruzione di un trasformatore 06/06/09 Stefano Fabiani a
    21. INDUTTANZA DISPERSA in un FLYBACK Sperimentalmente l’Induttanza dispersa dipende dalla seguente formula:       06/06/09 Stefano Fabiani
    22. INDUTTANZA DISPERSA in un FLYBACK Dividendo l’avvolgimento primario si avrà la seguente costruzione del trasformatore   b 3 a b 2 Np/2 Ns Np/2 Np/2 Ns Np/2 06/06/09 Stefano Fabiani
    23. INDUTTANZA DISPERSA in un FLYBACK Sperimentalmente, in questo caso, l’Induttanza dispersa dipende invece dalla seguente formula: 06/06/09 Stefano Fabiani
    24. INDUTTANZA DISPERSA in un FLYBACK
      • Quindi:
      • Sezionando l’avvolgimento abbiamo a moltiplicare un coefficiente più piccolo
      • Più basso è il numero delle spire al primario più bassa è l’induttanza dispersa
      • (nuclei magnetici più abbondanti riducono il numero delle spire)
      • Disponendo il primario su tutta la bancata si abbassa l’induttanza dispersa
      • Diminuendo la distanza tra gli avvolgimenti si abbassa l’induttanza dispersa
      • Diminuendo lo spessore degli avvolgimenti si abbassa l’induttanza dispersa
      06/06/09 Stefano Fabiani
    25. VANTAGGI
      • Si evita l’ utilizzo dei circuiti di clamp o snubber che hanno appunto lo scopo di
      • limitare la sovratensione che si ha ai capi del mosfet allo spegnimento dello
      • stesso per effetto dell’ induttanza dispersa .
      • Si limitano i rumori dovuti alle emissioni EMI
      • Minore perdita di tensione al secondario
      06/06/09 Stefano Fabiani INDUTTANZA DISPERSA in un FLYBACK
    26. SIMULAZIONE IN PSPICE CON UNA Ld = 5% di Lp=1.2mH 06/06/09 Stefano Fabiani INDUTTANZA DISPERSA IN UN FLYBACK
    27. SIMULAZIONE IN PSPICE CON UNA Ld = 1% di Lp=1.2mH 06/06/09 Stefano Fabiani INDUTTANZA DISPERSA IN UN FLYBACK
    28. 06/06/09 Stefano Fabiani CAPACITA’ PARASSITA in un FLYBACK Definizione di capacità parassita Una capacità parassita è quella capacità (condensatore a costante distribuita) che si genera nella costruzione di qualsiasi tipo di apparato e di componente elettronico. Accade che tra le spire affiancate di un avvolgimento o di un semplice link di poche spire si crei, per ragioni costruttive, una capacità.
    29. Visualizzazione della Capacità parassita in un trasformatore L d L P L S R S R P R L 06/06/09 Stefano Fabiani CAPACITA’ PARASSITA in un FLYBACK C p
    30. 06/06/09 Stefano Fabiani CAPACITA’ PARASSITA in un FLYBACK Vdc + Vr Vdc
      • Fase 3:
      • Is=0 => Vr=0
      • e=0 => Vdrain=Vdc
      • Transizione di Tensione che
      • eccita la cella risonante Lp e Coss
      • Si crea quindi un’oscillazione
      • persistente fino al successivo Ton
      CAPACITA’ PARASSITA in un FLYBACK Oscillazione dovuta a Ld e Cp
    31. 06/06/09 Stefano Fabiani CAPACITA’ PARASSITA in un FLYBACK
    32. 06/06/09 Stefano Fabiani CAPACITA’ PARASSITA in un FLYBACK
      • LA CAPACITÀ VIENE DIMINUITA SE:
      • SI AUMENTA LO SPESSORE DEL DIELETTRICO TRA IL 1° AVVOLGIMENTO ED IL NUCLEO
      • SI AUMENTA IL NUMERO DI LAYERS DI UN AVVOLGIMENTO
      • SI RIDUCE LA LARGHEZZA DELL’AVVOLGIMENTO
      • SI EVITA DI UTILIZZARE IL FILO BIFILARE, IN ALTERNATIVA SI FA SPAZIARE IL PIÙ POSSIBILE
      • UTILIZZO DI UNO SCHERMO CON POTENZIALE 0 TRA PRIMARIO E SECONADARIO
    33. 06/06/09 Stefano Fabiani CAPACITA’ PARASSITA in un FLYBACK Strato 1 Strato N SOLUZIONE COSTRUTTIVA A NIDO D’APE
    34. 06/06/09 Stefano Fabiani CAPACITA’ PARASSITA in un FLYBACK VANTAGGI Si evitano fenomeni di interferenza sulle correnti e sulla Vdrain Oscillazione sulla Ip
    35. 06/06/09 Stefano Fabiani CAPACITA’ PARASSITA in un FLYBACK Oscillazione sulla Ip quasi assente Anche Ld è OK

    + Andrea VolpiniAndrea Volpini, 2 years ago

    custom

    889 views, 0 favs, 0 embeds more stats

    Presentazione di Stefano Fabiani al seminario Magne more

    More info about this document

    © All Rights Reserved

    Go to text version

    • Total Views 889
      • 889 on SlideShare
      • 0 from embeds
    • Comments 0
    • Favorites 0
    • Downloads 6
    Most viewed embeds

    more

    All embeds

    less

    Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
    Flag as inappropriate

    Select your reason for flagging this presentation as inappropriate. If needed, use the feedback form to let us know more details.

    Cancel
    File a copyright complaint
    Having problems? Go to our helpdesk?

    Categories