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ManagerZen Experience - Guatelli 15-5-2010
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‘La vita delle cose. Sguardi antropologici sul mondo degli oggetti della vita ...

‘La vita delle cose. Sguardi antropologici sul mondo degli oggetti della vita
quotidiana’.
Il sogno di Managerzen Experience incontra quello di Ettore Guatelli. Visita e
conversazioni: un pomeriggio riservato ai soci e agli amici di ManagerZen.
Sabato 15 maggio 2010

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ManagerZen Experience - Guatelli 15-5-2010 ManagerZen Experience - Guatelli 15-5-2010 Presentation Transcript

  • MANAGERZEN EXPERIENCE 2010 un viaggio-esperienza con i talenti del territorio a partire dall’Emilia Sabato 15 maggio 2010 . ore 14.30 Museo Guatelli a Ozzano Taro (Collecchio - PR) ‘ La vita delle cose. Sguardi antropologici sul mondo degli oggetti della vita quotidiana’. Il sogno di Managerzen Experience incontra quello di Ettore Guatelli. Visita e conversazioni: un pomeriggio riservato ai soci e agli amici di ManagerZen.
    • Foto Mauro Davoli
    "Ma è poi un museo? Nel senso tradizionale della parola, vorrei proprio potermi illudere che non lo sarà mai, e cosa e come vorrei che fosse credo proprio di averlo chiaro in testa. Per ora è la raccolta di un mucchio di cose che mi fan specialmente criticare e compatire da quella gran parte di gente che però non ne conosce il significato e che il museo lo intende fatto soltanto di cose belle: come se per rappresentare l'umanità si facesse una "galleria" di soli esseri scelti, belli”. Ettore Guatelli
  • Ma se non è un museo, allora cos’è? E perché l’abbiamo scelto per un incontro Managerzen? Certamente non è un museo nel senso tradizionale del termine, e, come ci ha raccontato Mario Turci, direttore ed antropologo, non è un museo etnografico anche se rientra in questa categoria. Non sono i 60.000 oggetti esposti e raccolti con determinazione dal maestro di scuola elementare Ettore Guatelli i veri protagonisti. Protagonisti sono le storie, le singole identità, l’attenzione e la cura per le piccole cose, sono il valore del tempo e della relazione, grandi personaggi in ombra del nostro tempo.. Protagonisti sono la creatività, che spesso noi stessi ‘spegniamo’, la fantasia e la capacità di guardare all’ovvio con sguardi diversi ogni giorno, cercando di interpretare, di narrare, di comunicare la nostra ‘complessa’ quotidianità. .. Sono il senso di responsabilità verso i nostri sogni e verso il futuro di chi ci circonda... E tanto altro ancora... Né le parole né le immagini possono trasferire l’esperienza vissuta sabato scorso, ma almeno potranno provarci, fermare qualche istante del nostro vissuto e, perché no?, preparare anche il ‘viaggio’ di chi desidererà poi viverlo di persona. Melita Montani - Ass. Culturale Managerzen [email_address]
  • . Il programma del pomeriggio . Il Museo ed gli amici volontari del Guatelli . ‘Il cibo nel piatto’, libro di cucina che racconta altre storie.. . I commenti dell’esperienza vissuta da soci ed amici, dal museo.. . ‘Il dono’, cosa possiamo fare per il Museo Guatelli nel decennale dalla scomparsa di Ettore . Grazie a..
  • Le previsioni di brutto tempo sono confermate.. Siamo nella campagna sulla quale si affaccia il Museo. Bisogna proprio essere ‘viandanti’ nello spirito per mettersi in viaggio in un sabato così!
  • Non mancano i primi ‘pellegrini’.. Marco M., che si presta ad accogliere gli amici Mz sotto l’immagine di Ettore. Con Sabrina, Nelson e Lia, amici di Ettore e volontari del museo. E…
  • ..’gli alberi di Ettore’.., vecchi scolabottiglie, soggetto e pretesto di una installazione promossa dal Museo insieme ad Enia ed al CiAL. E qui le cose cominciano a raccontare storie e a dare un senso..
  •  
  • .. Jessica Anelli, conservatrice, la voce ed il sorriso del Museo (ha pescato un messaggio in bottiglia Mzen dedicato all’etica!). Ha già organizzato tutto per noi: divisione in due gruppi, laboratorio di creatività, visita, conversazione con il direttore e poi.. Presentazione del libro di Donatella Canali ed aperitivo! Peccato per la cena annullata causa maltempo.. Siamo in pochi, solo in 15, ma l’attenzione che la Fondazione ed i volontari dell’Associazione Amici del Museo Guatelli è pari a quella che hanno dedicato al gruppo di 65 persone del mattino, o forse maggiore. Loro si che sono attenti alla persona, alle persone. Agli ‘incontri’. Quando si fa un viaggio, occorre conoscere bene il proprio compagno..
  • E’ TEMPO DEL LABORATORIO DI CREATIVITA’ - .. E adesso cosa facciamo con tutti questi oggetti rotti, recuperati, foglie, ghiande, sughero, colori..? Noi adulti abbiamo perso la spontaneità di dare funzionalità alla nostra fantasia.. Meno male ci sono Luigi, Nelson (amici di Ettore) e la paziente Daniela! Ci mostrano attrezzi e cosa possiamo fare con..
  • E’ TEMPO DEL LABORATORIO DI CREATIVITA’ - .. Si, ci guardiamo attorno interrogativi e un po’ imbarazzati ad approcciare le tante materie.. Cosa scelgo e per ricavarci che..? Ed ecco che..
  • .. L’automobile, la motocicletta e la gallina parlante di Luigi diventano i nostri ispiratori.. :o) Nota: Non lasciatevi ingannare.. :o) Emanuele l’auto la mostra soltanto!
  • .. Ed ora tutti all’opera! Lo sapevate che le ghiande sono facciotte con capelli/cappelli grandiose?
  • … alcuni dei nostri lavori.. Puoi decidere se portarli a casa o se lasciarli al laboratorio. Luigi e Daniela cercano sempre di far andare a casa ognuno con un proprio oggetto.. Certo che si vede chi è creativo davvero ed è abituato ad utilizzare le mani.. Guarda la canoa dell’elfo sul mare di Stefano! .. Ma bellissimi anche la modella di Giampiero, la Ferrari 1000 miglia di Patrizia ed il pesce di Elena!
  • … divertente fermarsi, mettersi in gioco e.. lasciarci andare.. Certo che in squadra tutto viene meglio. A me non sarebbe mai venuto in mente di usare un riccio per parrucca! E poi Marco è capace di usare anche la colla a caldo.. E Daniela crea un uncinetto, così che io possa fare la collana alla modella con cappello, occhiali e stola di struzzo di G.! Giusto, non solo i bambini possono creare e dare nuova vita alle cose.. Ma poi dove le metto? .. Però posso stare più attenta nel buttare.. O nel consumare.. O nel guardare la stessa cosa da prospettive diverse…
  • .. Finalmente è giunto il momento della visita anche per noi! Ci accompagna Lia, che conosce ogni oggetto ed ogni storia. Conosceva il Maestro Guatelli. Partiamo dalla stanza delle ruote per salire ...
  • .. Nella stanza dei giocattoli. Sono stati realizzati da Ettore, da Nelson ed altri amici. Altri dai bambini delle colonie della montagna che seguiva il maestro e ai quali faceva mettere insieme le cose...
  • .. Un’intera parete di aeroplani. Lia ci mostra quello che più ama: lo definisce un aereo coraggioso. E’ un vecchio fuso per filare diventato aereo.. Sul soffitto poi ci sono gli sci, i calzari fatti con le latte.. Si, perché per lasciare spazio per il lavoro contadino della famiglia, Ettore ha allestito su pareti, porte, finestre e soffitti.. In paese lo prendevano per folle..
  • .. Il granaio.. Veri e propri mandala di oggetti. Ettore si arrabbiava se lo definivano artista..
  • Li disponeva sulle pareti dopo averli allestiti per terra. Non poteva non averli sognati di notte..
  • Raccoglieva oggetti e, metodicamente, con la sua Olivetti scriveva schede. Cos’è di quale anno dove lo aveva trovato o chi glielo aveva dato Che funzione aveva Però il tale diceva che poteva servire anche per altro.. Lo sapete che il tarlo del legno allevia gli arrossamenti della pelle? Veniva utilizzato sul sederino dei bimbi che tempo fa venivano cambiati due volte al giorno.. Se non ricordo male, il tarlo è anche cipria per le donne.. Ettore aveva il ‘museo in valigia’. Clemente lo chiamava a parlare di antropologia degli oggetti all’università. Diceva Ettore li conosceva meglio di chiunque altro..
  • Tutto per la cucina di una volta..
  • E la stanza delle scarpe?.. Forme, scarpe aggiustate ed allungate, altri mandala..
  • E la poltrona costruita su una pietra appositamente per chi aveva la gamba destra rigida? Un’altra storia..
  • E poi tazze, tazzine, una dentro l’altra.. Ed altre stanze, scale e corridoi che narrano..
  • La magica stanza delle latte…
  • Dove anche i soffitti e le finestre parlano. Ettore utilizzava le cassette della frutta per insegnare ai ragazzi la geografia. Palermo, Val di Non, Argentina..
  • E poi la conversazione con Mario Turci. Direttore ed antropologo. Ci interessa capire come l’antropologia, in questo mondo complesso, ci può aiutare ad interpretare la contemporaneità, la nostra realtà. Ed eccoci nuovamente all’interesse sulla persona, sulle singole storie, agli sguardi diversi che ognuno di noi ha su queste per poi narrare e comunicare. Troppo complesso il nostro mondo per interpretarlo diversamente dalla narrazione.. Questo è anche il luogo della sperimentazione, come ci racconta sull’installazione di lattine con gli ‘alberi di Ettore’. Per questo si può anche sbagliare..
  • Ed ancora storie raccolte in un libro di cucina. Come dice Donatella Canali, più che le ricette sono interessanti i profumi, i sapori che evocano esperienze e memorie.. La torta secca della nonna, il brodo, la salsa verde di prezzemolo della domenica..
  • Il nostro pomeriggio termina qui. E’ durato oltre quattro ore volate in un lampo.. Abbiamo solo assaggiato le storie ed il sogno di Ettore.. Torneremo.
  • ‘’ Un’autentica eruzione di emozioni che mi ha portato agli oggetti, agli uomini e alle donne della mia infanzia, alla loro creatività e soprattutto ai loro valori. Grazie’’. Marco Sezzi GRAZIE...davvero sensoriale ed emozionante il percorso al Museo Guatelli di sabato... Trovo bella l'idea di condividere le foto scattate sabato anche con coloro che non hanno avuto il piacere e l'opportunità di esserci.. Patrizia Zanichelli "Il mondo è un libro, e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina". Questo diceva Sant’Agostino. Credo che l’esperienza di sabato, dal laboratorio alla visita al museo, alla bellissima conferenza antropologica, all’aperitivo e infine alla presentazione del libro, sia stato un viaggio che ha riempito molte pagine del nostro libro. Grazie a tutti. Marco Menozzi ED ORA I COMMENTI DEGLI AMICI E SOCI MZEN
  • ‘ Riscoperta’ – di Sabrina Becchi Visita al museo. Ci si può ancora innamorare dell'ovvio? Oggetti. Orme, in realtà. Di bimbi sognatori che bevono da tazze sbeccate, le solite da anni. Di donne ipnotizzate dal ripetersi di gesti sempre uguali, chissà se li consideravano tesori da tramandare o prigione di retaggi... Di uomini inventori che rincorrono i bisogni e anticipano le idee. Di nonni abitudinari che hanno rattoppato, legato, forgiato fino all’inverosimile il mondo reale che gli apparteneva. Credete siano solo oggetti? No, io ho sentito spirito. Che profumava di una cultura, forse un po' lontana a noi ma così vivida ancora... Ho sentito il peso della polvere. No, non ha senso spolverarla via, si riattacca subito, è piena di ricordi... ED ORA I COMMENTI DEGLI AMICI E SOCI MZEN
  • Quanti oggetti. Erano vivi. Cosi vicini tra loro, era come se si fossero rianimati. Come i bambini, una volta insieme si davano la mano, trasudavano allegria, erano Giostre che si incuneavano nel nostro immaginario, ed ora il Girotondo! Mi ammiccavano (sapessi da dove vengo! sapessi che storia aveva da raccontare l'ultima persona che mi ha toccato!), da un angolo facevano capolino. Dai! Mica posso giocare con voi, sono in mezzo ad altri Adulti! Volevo toccarli, rubarli per portarmi a casa un po' di Altro, un po' di Immenso che mi manca, volevo stare in silenzio per ascoltare la loro musica. Ecco, sarete contenti, vi è stata data la possibilità di esprimervi. Di tornare Tesori. Vestigia Reali di un mondo in cui credevate di essere inutili e da cui siete stati espulsi. Ora è il vostro momento, buttate la vergogna e correte con noi, venite a nutrire il Ricordo delle nostre origini. ED ORA I COMMENTI DEGLI AMICI E SOCI MZEN
  • Ora ho un nuovo concetto di oggetti imperfetti. Si, lo sono forse. Ma è un mondo che incanta. Forse perchè ci leggi anche sogni da ricostruire, partendo da lì. E non sei più nessuno. Nessuna identità. E quando tornerò a casa? Come tratterò i miei oggetti, soprattutto quelli "Vecchi"? E' giusto buttare ciò che ha fatto un pezzetto di strada con noi nella vita? Oh, vorrei ci fosse Ettore a raccoglierli... Esco. Una voce mi ronza intorno. Paul Eluard. "Per molto tempo ho avuto un volto inutile. Ma ora ho un volto per essere amato un volto per essere felice." Forse l'ha scritta pensando anche a Loro. ED ORA I COMMENTI DEGLI AMICI E SOCI MZEN
  • Gentile Melita, grazie a lei e ai suoi amici per la lettera e per la giornata di ieri. La qualità della vita (intesa anche nei suoi aspetti di lavoro, di politica, di divertimento) passa attraverso la qualità della relazione; non ci piove. E’ questo che fa la differenza, in molte cose. Per me, come guida, è difficile condurre visite se non trovo corrispondenza nel visitatore, ma diventa, per contro, molto gratificante se invece accade come è accaduto ieri, con voi. Allora c'è la gioia di scoprire/far scoprire delle cose, di consegnare/ricevere piccoli saperi, piccole chiavi di lettura. Il piacere di raccontare storie, di parlare di Ettore. E' il rinnovarsi di questo scambio, nel quale siamo ogni volta diversi, che impedisce di diventare mestieranti (qualunque mestiere si faccia). E’ vero: noi dell’Associazione degli Amici di Ettore e del Museo non siamo mestieranti. Siamo innamorati. E si vede. Ma non accade spesso che qualcuno senta il bisogno di concludere l'esperienza al museo con una lettera bella come quella che ci avete inviato e allora ben venga e grazie !!! La gratitudine è reciproca. ------------------------------------- La sola cosa che ci ha limitato, ieri, è stata il tempo a disposizione. Mi è dispiaciuto, anche se so che sono io, per prima, a faticare nell'adeguarmi ai tempi di visita. LA LETTERA DI LIA, LA NOSTRA GUIDA
  • Perchè il tempo è proprio uno dei grandi protagonisti nascosti del museo. Dietro quegli oggetti c'è un mondo in cui il tempo aveva un valore, e non un prezzo. Il valore di un oggetto era quello della perizia e della competenza e della pazienza spesi per produrlo, non il calcolo delle ore di lavoro. La fretta era rara, perché il più delle volte era…inutile. Il giorno si misurava con le campane, per imbottigliare si aspettava la luna, un cibo si cuoceva “per il tempo di un’avemaria”. Per noi il tempo è spesso un limite da rincorrere oppure un lusso da concedersi. In nessuno dei due casi è naturale. E’ persino banale dirlo. Pazienza. ----------------------------------- I mucchi di oggetti ammassati fuori dal museo, sotto i portici, nel prato, Ettore li chiamava "I giacimenti". Ecco: noi tutti ci auguriamo, con piccola presunzione, di avervi fatto scoprire un grande giacimento. Nel quale tornare a scavare, con tutto il tempo a disposizione, magari solo, semplicemente, per il piacere di regalare a qualche amico che verrà con voi lo stupore e l’allegria della stanza delle latte! Come è successo a me. Ma tornate davvero! Saremo felicissimi di ritrovarvi. Lia Simonetti LA LETTERA DI LIA, LA NOSTRA GUIDA
  • Il prossimo settembre cade il decennale dalla scomparsa del maestro Ettore Guatelli. Il ‘dono’ ne sarà il protagonista. . Come prima cosa, andate a visitarlo e a conoscere gli amici del Museo. Poi date diffusione al valore che esprimono e trasmettono. Così come alle loro iniziative. . Il Museo è interessato ad incontrare compagni di viaggio con i quali fare un pezzetto di strada. Per info: [email_address] COSA POSSIAMO FARE PER IL MUSEO GUATELLI?
  • Fondazione Museo Guatelli Dott. Mario Turci, direttore Jessica Anelli, conservatrice Ass. Amici del Museo Guatelli Vittorio Delsante, presidente Lia Simonetti, Luigi, Nelson, Daniela, Francesca Donatella Canali Per conoscere meglio il museo ed i suoi ‘giacimenti’: www.museoguatelli.it .. E agli amici e soci ManagerZen che con pazienza ed entusiasmo ci accompagnano nei nostri ‘viaggi’! ANCORA GRAZIE A..