Progetto corona verde governo del territorio e del paesa…

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Progetto corona verde governo del territorio e del paesa…

  1. 1. SEMINARIO DI SUPPORTO ALLA PROGETTAZIONE Torino, 3 maggio 2010 – Centro Incontri Regione Piemonte GOVERNO DEL TERRITORIO E DEL PAESAGGIO Strumenti per l’attuazione delle politiche di riequilibrio degli effetti ambientali e territoriali connesse alle trasformazioni programmate: - la perequazione territoriale - la compensazione ecologica e paesaggisticaMaria Quarta – Funzionario Regione Piemonte – Direzione Programmazione Strategica, PoliticheTerritoriali ed Edilizia
  2. 2. PREMESSAUn corretto governo del territorio necessita di politiche e strumenti orientati allosviluppo sostenibile e richiede la messa in campo di processi di governance atti adefinire strategie condivise tra soggetti istituzionali e attori locali portatori di interesse,capaci di garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile del territorio.Ogni scelta di trasformazione del territorio comporta impatti sullo stesso che siconcretizzano nella creazione di squilibri di tipo ambientale e/o sociale. Da qui lanecessità di individuare strumenti innovativi attraverso cui attuare forme e azioni diriequilibrio e compensazione. Gli strumenti della perequazione territoriale e dellacompensazione ecologica e paesaggistica rispondono a logiche di riequilibrio cheinteressano aspetti economico-sociali e aspetti ambiental-paesaggistici.Appare quanto mai opportuno cercare di costruire, all’interno dei processi decisionali,forme di integrazione tra i vari strumenti che attengono al governo del territorio e iprocessi di gestione delle trasformazioni programmate. Si tratta cioè di adottare unapproccio integrato sia orizzontalmente – ovvero tra i diversi strumenti checoncorrono alla definizione di politiche territoriali e settoriali (piani urbanistici,programmi territoriali, strumenti di perequazione e di compensazione, ecc.) – siaverticalmente, lungo l’intero processo (analisi – valutazione – pianificazione –progettazione – gestione degli interventi) che determina le trasformazioni territoriali epaesaggistiche.Occorre, dunque, sperimentare nuovi metodi per mettere a sistema e integrare lediverse fasi del processo che accompagnano le trasformazioni del territorio: dallafase di condivisione delle strategie con tutti i soggetti interessati a quella dellatraduzione delle scelte in piani, programmi e progetti, alla realizzazione degli stessi,alla gestione e manutenzione delle opere realizzate, nonché alla gestione sistemicadell’intero processo.Una sperimentazione in tal senso è stata effettuata realizzando un Sistema diGestione Ambiental-Paesaggistico (SGAP)1 che ha riguardato alcuni comuni delleLanghe. Tale progetto, propone una combinazione tra strumenti di governo chefinora sono stati lontani tra loro: la pianificazione urbanistica e paesaggistica e lacertificazione di qualità attraverso i percorsi EMAS. Il progetto SGAP rappresentauna proposta metodologica per l’integrazione del Sistema di Gestione Ambientale eAudit (EMAS) con la Convenzione Europea del Paesaggio (CEP), nonchél’integrazione sistemica delle attività di analisi e valutazione del paesaggio con leattività di pianificazione e di gestione del territorio, del paesaggio e dell’ambiente.Il progetto Corona Verde ben si presta ad una forma di sperimentazione del tipodelineato poiché nasce con l’idea di “fare sistema”, avendo come obiettivo prioritario1 Il progetto di ricerca per la realizzazione e certificazione di un Sistema di Gestione Ambiental-Pesaggistico per l’Unione deiComuni Colline di Langa e Barolo è stato realizzato dal Dipartimento di Scienze Merceologiche dell’Università di Torino con ilcoordinamento scientifico del prof. R. Beltramo. La ricerca ha preso avvio nel 2005 con un finanziamento della RegionePiemonte, Assessorato Ambiente (che lo ha assunto come progetto pilota, finalizzato a diffondere l’applicazione delRegolamento EMAS nella P.A.) ed ha concluso il suo iter progettuale nel giugno 2009 con la definizione delle Linee Guida perla realizzazione del Sistema di Gestione Ambiental-Pesaggistico. Attualmente in corso l’implementazione di SGAP da parte dialcuni Comuni dell’Unione collinare per giungere alla Registrazione EMAS.Si veda anche: R. Beltramo, M. Quarta, “SGAP - Sistema di Gestione Ambiental-Pesaggistico: aspetti introduttivi eimpostazione metodologica”, in: Rivista della Associazione Analisti Ambientali - Valutazione Ambientale n. 12 -Edicom Edizioni,Luglio-Dicembre 2007.
  3. 3. quello di creare condivisione intorno alle scelte strategiche che caratterizzeranno ilprogetto: dalla costruzione del disegno della Corona Verde alla sua realizzazione edalla sua gestione nel tempo. Un percorso di governance attivato per aggregaresoggetti istituzionali e popolazioni locali intorno a un disegno comune che interessaun ampio territorio e per sperimentare forme e strumenti innovativi, capaci di proporsicome “modello” per un corretto, equilibrato e lungimirante governo del territorio,dell’ambiente e del paesaggio.LA PEREQUAZIONE TERRITORIALE“La perequazione territoriale è uno strumento finalizzato ad ovviare alle disparitàderivanti dalla distribuzione territoriale dei vantaggi/svantaggi economici indotti dainterventi di rilevanza sovracomunale attraverso forme di compensazione eriequilibrio degli effetti ambientali e territoriali delle trasformazioni programmate”2.Così definisce la perequazione territoriale il nuovo Piano Territoriale Regionale (PTR)all’articolo 14 delle norme di attuazione.La Perequazione Territoriale rappresenta un principio di pianificazione finalizzato allacostruzione di equità e di efficacia nelle politiche territoriali di area vasta, che siesplica tramite un’equa distribuzione dei costi e dei benefici connessi al disegno diassetto territoriale tra gli enti pubblici coinvolti, e che tende ad eliminare gli effettidella concorrenza fra i Comuni in materia insediativa.L’azione perequativa, a livello territoriale, presuppone la definizione di strumentifinanziari e gestionali finalizzati all’equa ripartizione dei benefici e dei costi derivantidalle scelte di pianificazione sovra comunale, concordate con i comuni coinvoltinell’ambito di Accordi territoriali. Il principio di perequazione territoriale si concretizzanella costituzione di un fondo di compensazione intercomunale, finanziato dagli entilocali con risorse proprie o con quote dei proventi degli oneri di urbanizzazione edelle entrate fiscali conseguenti la realizzazione degli interventi concordati medianteAccordi Territoriali. Il fondo garantisce un’equa distribuzione di tali risorse tra isoggetti interessati, in considerazione delle diverse esternatilità positive e negativeche gli interventi potranno produrre3.Mediante lequa distribuzione, tra i soggetti locali coinvolti, dei costi e dei beneficilegati alla trasformazione del territorio, si possono attuare progetti ambiziosi estrategici in grado di ridurre la concorrenza tra sistemi locali, rafforzandone lacompetitività e riportando effetti positivi anche sul consumo di suolo e sullasalvaguardia dei territori di pregio ambientale-naturalistico. Perseguire elevati livelli dicompetitività dei sistemi territoriali appare, oggi, quanto mai necessario e ciò puòessere garantito solo dal superamento della frammentazione degli interventi,dallelevata e sinergica coerenza tra azioni ed obiettivi, dallintegrazione delle risorseambientali, finanziarie e umane disponibili.2 Piano Territoriale Regionale (art. 14 – La perequazione territoriale), adottato con DGR 16-10273 del 16 dicembre 2008; latrasmissione al Consiglio Regionale per l’approvazione è avvenuta con DGR 18-11634 del 22 giugno 2009.3 Piano Territoriale Regionale - art. 14, comma 9.
  4. 4. Negli ultimi anni si è reso necessario introdurre forme di compensazione territorialenelle politiche di governo del territorio. La perequazione territoriale rappresenta unimportante strumento per la definizione di modelli di governance fra i diversi livelliistituzionali volti a mitigare e superare gli effetti negativi della concorrenza fra territori,in funzione di una serie di obiettivi: equità territoriale, efficienza allocativa,costruzione di maggior consenso sulle finalità e sulle scelte alla scala intercomunale.La perequazione rappresenta, dunque, uno strumento assai strategico per lagestione “sostenibile” delle trasformazioni territoriali alle diverse scale.Le strategie perequative e, quindi, i soggetti coinvolti per l’attuazione dellaperequazione urbanistica classica (ormai ampiamente sperimentata) e dellaperequazione territoriale sono differenti, sebbene il principio di equità di trattamento,insito nell’istituto della perequazione, rimanga invariato.Uno schema comparativo tra la perequazione urbanistica (a scala comunale) e laperequazione territoriale (a scala sovra comunale) viene di seguito riportato conl’obiettivo di mettere in evidenza i punti di contatto e le differenze tra i due tipi diperequazione ma la nostra attenzione sarà rivolta alla perequazione territoriale,essendo la più affine alla scala del progetto Corona Verde.Schema di sintesi e confronto Tipi di Urbanistica Territoriale perequazione Distribuire equamente i diritti edificatori fra Compensare le esternalità prodotte a livello Obiettivi le prprietà immobiliari comprese in ambiti di sovra-comunale come conseguenza di progetti perseguiti trasformazione urbanistica di sviluppo territoriale condivisi Soggetti Proprietari (privati) e Amministrazioni Amministrazioni locali (Comuni, Provincia e coinvolti comunali Regione) Ambiti territoriali Micro-territoriale (= singolo comune) Meso-territoriale (= insieme di comuni) Direzione Orizzontale (fra privati) Orizzontale (fra enti pariordinati)Fonte: estratto prospetto documento ERVET “La perequazione territoriale in Emilia Romagna. Esperienze, problemi eprospettive” (Ottobre 2005)Lo strumento della perequazione territoriale trova la sua efficacia nell’applicazionealla scala sovra locale poiché permette alle pubbliche amministrazioni che loutilizzano di coordinare le azioni di sviluppo territoriale in riferimento all’insieme delleattività, alle economie insediative, all’assetto infrastrutturale e paesaggistico-ambientale e alla tutela e riqualificazione ambientale. In sostanza, attraverso talestrumento è possibile:a) migliorare la qualità insediativa e ambientale delle aree interessate risolvendo lecriticità e le situazioni di compromissione del territorio;b) ampliare l’offerta di servizi alla produzione e alla persona attraverso formeconsortili di gestione nei diversi ambiti territoriali;
  5. 5. c) razionalizzare l’offerta delle aree produttive limitandone i processi di diffusione sulterritorio attraverso la promozione di appositi accordi tra i comuni per definire critericondivisi per la localizzazione dei nuovi insediamenti4.Sono molteplici, quindi, gli obiettivi perseguibili attraverso lintroduzione deglistrumenti di perequazione territoriale. L’ambito territoriale interessato dal progettostrategico Corona Verde, che raggruppa un elevato numero di comuni dell’areametropolitana torinese, rappresenta un insieme di sistemi locali su cui esistono realiopportunità per lattuazione di politiche perequative territoriali. Opportunità dettate dafattori di natura eterogenea, che vanno dalla capacità dei sistemi locali di produrreprogettualità condivise sul territorio, alla concentrazione del capitale fisso e capitaleumano e alla capacità degli attori locali di interloquire con il sistema delle imprese, alfine di creare condizioni di sviluppo territoriale attraverso strumenti di panificazione eprogrammazione integrata.Un aspetto su cui è importante concordare riguarda l’ambito di applicazione dellaperequazione territoriale, ovvero quali trasformazioni debbano essere “condivise”anche da un punto di vista economico-finanziario tra più Amministrazioni coinvoltenel medesimo processo pianificatorio. Gli oggetti che possono rientrare sotto laperequazione sono quelli che hanno carattere sovracomunale e che generano alcontempo forti costi e rilevanti risorse in termini di esazioni territoriali.Un importante riferimento è, ancora una volta, costituito dall’articolo 14, comma 4, delPTR. La perequazione territoriale è applicabile:a) agli insediamenti produttivi (comprese le funzioni logistiche) caratterizzati daeffetti sociali, territoriali ed ambientali che interessano più comuni;b) agli interventi necessari per l’adeguamento del sistema delle urbanizzazioniprimarie (reti tecnologiche, impianti di erogazione e produzione di energia, diapprovvigionamento idrico, di raccolta e smaltimento dei rifiuti, ecc.);c) agli insediamenti terziari o commerciali con particolare riferimento alle strutturedi vendita generatrici di rilevanti impatti di natura sovracomunale;d) agli insediamenti turistici che esercitano una pressione che supera i confini delcomune ospitante.In particolare, quest’ultimo punto merita un riflessione rispetto all’applicazione dellestrategie perequative al territorio interessato dal progetto Corona Verde.L’assetto del territorio è legato in rapporto di causa/effetto con le attività riconducibilial turismo il quale può essere letto come “un’attività complessa che esprime pressionisul territorio e le sue risorse e che - al contempo - per svilupparsi, presuppone che siconservi nel tempo la disponibilità di quelle stesse risorse naturali, paesaggistiche,culturali e di quella qualità urbana e rurale che connotano i diversi territori e checostituiscono la loro “base di esportazione”. Una realtà che, per mantenere nel tempola necessaria attrattività, presuppone il perseguimento di uno sviluppo sostenibile” 5.4 PTR articolo 14 comma 3 delle Norme di attuazione5 F. Minucci, "Indirizzi per la regolamentazione della perequazione territoriale" - Quaderno dellAssessorato alle politicheterritoriali, beni ambientali, programmazione statistica, marzo 2007
  6. 6. I diversi territori, per mantenere adeguati livelli di attrattività, devono sviluppare lesingole peculiarità ma devono farlo attraverso una stretta cooperazione tra loro perdefinire un progetto turistico unitario che sappia far leva sui valori paesaggistici,culturali e storici, nonché sulle componenti strutturali dell’assetto territoriale.Il processo di valorizzazione dei beni più eccellenti di un territorio deve, da un lato,tendere ad utilizzare l’intera dotazione patrimoniale, materiale ed immateriale, adisposizione e, dall’altro, passare attraverso “una politica trasversale, che sappiaconnettere, in una rete a scala territoriale, i processi di valorizzazione delle istituzioniculturali, dei beni storico-ambientali, della cultura immateriale, con le infrastruttureterritoriali e con i processi produttivi delle imprese collegate”6.Ciò presuppone che le politiche territoriali debbano garantire, attraverso laperequazione territoriale, una distribuzione delle attività coerente con lecaratteristiche socio-economiche, ambientali e infrastrutturali del territorio, agendosui possibili squilibri economici e territoriali che si manifestano tra il comune cheospita gli interventi ed i comuni che costituiscono il sistema economico localeinteressato. In sintesi, la perequazione territoriale fa ricorso a strumenti di tipoeconomico per compensare i maggiori costi – o i maggiori vantaggi – derivanti dallescelte di pianificazione territoriale che fanno convergere determinate attività di rangosovra comunale in un comune predefinito.Il modello perequativo si costituisce come un processo volto a creare “visioni disviluppo” condivise che permettono ai decisori di intraprendere pratiche più efficaci ealle collettività interessate di conoscere compiutamente le attese di sviluppo. A talfine, i soggetti interessati dovrebbero essere messi in grado, attraverso modelli disimulazione e di calcolo, di valutare ex-ante i risultati producibili dall’attuazione deidiversi scenari di sviluppo e, al contempo, dovrebbe essere dimostrata la reciprocaconvenienza (costi e benefici) derivante dalla realizzazione di un determinatoprogetto di sviluppo.Schema di governance attivabile con un Accordo TerritorialeFonte: estratto da documento SiTI: ” Linee Guida per la perequazione urbanistica e territoriale in Piemonte” (Febbraio 2009)6 F. Minucci, op. cit.
  7. 7. L’accordo di compensazione contenente gli impegni assunti dalle Amministrazioni richiede per la sua attuazione strumenti formalizzati di gestione e di aggiornamento nel tempo. Questo rappresenta, secondo alcuni esperti7, un punto debole a causa dei tempi necessari per l’attuazione dell’accordo che, non collimando con il tempo breve del mandato amministrativo dei Sindaci, porta a creare tensioni nella gestione dell’accordo. LA COMPENSAZIONE ECOLOGICA E PAESAGGISTICA Il suolo, in quanto risorsa strategica non riproducibile, richiede politiche di tutela e salvaguardia volte al contenimento del suo consumo. È ormai evidente come gli elevati livelli di consumo, registrati pressocché ovunque nel nostro paese negli ultimi decenni, non siano più sostenibili. Tra le principali cause del consumo di suolo spiccano l’espansione delle aree urbanizzate e la realizzazione di infrastrutture ma anche la distribuzione sul territorio di altri usi che non necessariamente generano impermeabilizzazione (ad esempio, le attività estrattive, le aree sportivo-ricreative, i cantieri ecc.) producono superficie artificializzata e comportano, comunque, perdita dei caratteri naturali e alterazioni del paesaggio. Alcuni obiettivi strategici che i diversi strumenti di governo del territorio è auspicabile che assumano, riguardano da un lato, il miglioramento qualitativo dell’occupazione di suolo in ragione delle esigenze ecologiche, sociali ed economiche dei diversi territori e, dall’altro, la garanzia di un uso parsimonioso del territorio attraverso lo sviluppo interno agli insediamenti, attribuendo priorità assoluta alle aree urbanizzate dismesse e da recuperare, riducendo all’indispensabile gli interventi di nuova edificazione e contrastando il fenomeno della dispersione insediativa (sprawl). Una modalità presa in considerazione dal Piano Territoriale Regionale (PTR)8, utile a contrastare un eccessivo consumo di suolo, riguarda la “compensazione ecologica” ovvero la destinazione a finalità di carattere ecologico, ambientale e paesaggistico di alcune porzioni di territorio, quale contropartita al nuovo suolo consumato. Lo strumento della compensazione ecologica sottende, dunque, un principio di responsabilità: ogni trasformazione territoriale che determini alterazione o copertura permanente di suolo, deve farsi carico dell’impatto determinato sull’ambiente in cui viene consumata una quota di risorsa suolo. Le trasformazioni territoriali vengono così ad essere accompagnate da un processo di valutazione della sostenibilità dell’intervento che evidenzierà la reale necessità di trasformare in maniera irreversibile un determinato suolo o piuttosto la possibilità di localizzare la funzione prevista in aree dismesse o sottoutilizzate. Il PTR fornisce alla pianificazione locale alcune direttive per il contenimento del consumo di suolo tra cui l’onere di dimostrare che, a fronte della necessità impiegare7 Minucci, pag. 26 8 Piano Territoriale Regionale - Norme di Attuazione - Articolo 31 - Contenimento del consumo di suolo.
  8. 8. nuovo suolo a fini insediativi e infrastrutturali, non esistono alternative di riuso e diriorganizzazione degli insediamenti esistenti. Ciò implica che, alla fine del processodi valutazione, qualora si giunga alla conclusione che l’occupazione di suolo liberosia inevitabile, intervenga l’obbligo a carico del trasformatore di controbilanciare taleimpatto con un “credito ecologico” che ha la funzione di “compensare” quellasottrazione di valori ambientali e paesaggistici connessi alla trasformazione.Le modalità attraverso cui impegnare i crediti ecologici ricavati col meccanismo dellacompensazione ecologica sono diverse: dalla realizzazione di progetti diriqualificazione ambientale nell’ambito dei comuni interessati dall’opera oggetto dicompensazione (grandi infrastrutture viarie, impianti a rischio, ecc.) alla costituzionedi “fondi compensativi” messi a disposizione dal soggetto proponente ai comuniinteressati per la realizzazione di ulteriori interventi di riqualificazione.Si tratta, prevalentemente, di modalità applicative definite nell’ambito di Accordi diProgramma dai soggetti interessati (Regioni, Province, Comuni, Parchi, ecc.),non strutturate in ambito legislativo, nazionale o regionale come avviene invece inaltri paesi. La Svizzera, ad esempio, con la legge federale sulla protezione dellanatura e del paesaggio obbliga i Cantoni a provvedere a una compensazioneecologica nelle regioni sfruttate intensivamente all’interno e all’esterno degliinsediamenti. Relativamente alle superfici agricole, tale obbligo è consolidato dalfatto che la nuova politica agricola esige il rispetto delle prestazioni ecologicherichieste per ottenere i pagamenti diretti. Al fine di conservare e promuovere labiodiversità viene chiesto di destinare alla compensazione ecologica almeno il 7%della superficie agricola utile.Tornando in Italia, i riferimenti normativi che riguardano la compensazione ecologicasono costituiti, in Piemonte, dal PTR che ne introduce il concetto e rinvia allapianificazione locale l’approfondimento delle modalità applicative, mentre, inLombardia, la “compensazione ecologica preventiva” è oggetto di un disegno dilegge9 che disciplina con un certo dettaglio sia la natura degli interventi compensativisia le quantità delle contropartite agli interventi consentiti.Il disegno di legge lombardo stabilisce che gli interventi di compensazione ecologicapreventiva “consistono nella realizzazione di nuovi sistemi naturali permanenti qualisiepi, filari, prati permanenti, boschi, aree umide. A completamento di tali opereecologiche sono ammesse le opere per la fruizione ecologico-ambientale dellareaquali percorsi pedonali, percorsi ciclabili, piccole opere di consolidamento del suolo,ridisegno e ripristino di canali e rogge, in misura non superiore al 50 per cento delcosto complessivo della riqualificazione a verde ecologico”. Inoltre, per quantoriguarda gli interventi di nuova costruzione, siano essi di tipo edilizio o infrastrutturale,questi sono soggetti alla stipula tra Comune e soggetto proponente di una“convenzione per la costituzione di una servitù di uso pubblico della durata noninferiore a novantanove anni, avente ad oggetto una superficie pari al doppio diquella oggetto dell’intervento di nuova costruzione (...) da destinare a interventi dicompensazione ecologica preventiva”.9 Progetto di legge n. 409 - “Norme per il contenimento del consumo di suolo e la disciplina della compensazione ecologicapreventiva”, presentato il 15/09/2009.
  9. 9. In assenza di applicazione della “compensazione ecologica preventiva” non è datoconoscere gli effetti reali sul territorio determinati dalle quantità di superfici ipotizzabilicome oggetto di compensazione. Ma al di là di tali dettagli, che non potranno cheessere perfezionati solo in seguito ad effettive sperimentazioni, appare opportunoriflettere sui criteri con cui destinare i “crediti ecologici” alla riqualificazione disignificativi ambiti territoriali. Ad esempio, la pianificazione locale dovrebbe definiregli ambiti di paesaggio ordinari o degradati cui destinare gli interventi dicompensazione ecologica e, comunque, avere come riferimento prioritario la reteecologica regionale, come dettagliata dalla pianificazione provinciale.La funzione della compensazione ecologica sarà quella di disincentivare, da un lato,il consumo di suolo e, dall’altro, quella di promuovere la diversità biologica attraversomisure adeguate quali l’interconnessione di biotopi isolati per mezzo di siepi, filarialberati, prati permanenti, aree boscate, zone umide, vegetazione ripariale lungo icorsi d’acqua. Possono, altresì, riguardare la fruizione ambientale e paesaggisticadelle aree, favorendo la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili, piccole opere diconsolidamento del suolo, ridisegno e/o recupero di parti degradate del paesaggio.Il progetto strategico Corona Verde: un’ottima occasione per sperimentare lacompensazione ecologica e paesaggistica.Se si riconosce la validità dei principi che sottendono allo strumento dellacompensazione ecologica e se ne condividono gli obiettivi, il progetto Corona Verdepuò utilmente rappresentare il banco di prova per sperimentarne l’efficacia.La rete ecologica delineata dal Piano Paesaggistico Regionale - opportunamenteintegrata sia dalla rete ecologica provinciale sia dagli approfondimenti che lo stessoprogetto Corona Verde potrà attivare per rendere la rete operativa alla scala locale -potrà rappresentare la struttura di riferimento su cui localizzare i “crediti ecologici”derivanti dalle trasformazioni che comportano nuovo consumo di suolo.Questo meccanismo permetterà, dunque, di creare importanti sinergie tra le attività ditrasformazione del territorio (comprese quelle attivabili con il Progetto Corona Verde)che, unitamente alle opere di compensazione, potranno concorrere all’attuazione deldisegno strategico della Corona Verde e della rete ecologica dell’area metropolitana.
  10. 10. BIBLIOGRAFIAPerequazione Territoriale1. SITI, Linee guida per la perequazione urbanistica e territoriale in Piemonte, Regione Piemonte, Direzione Programmazione Strategica, Politiche Territoriali ed Edilizia, febbraio 20092. Minucci, F. "Indirizzi per la regolamentazione della perequazione territoriale" Quaderno dellAssessorato alle politiche territoriali, beni ambientali, programmazione statistica, marzo 20073. Minucci, F. "La governance territoriale" Quaderno dellAssessorato alle politiche territoriali, beni ambientali, programmazione statistica, novembre 20064. Mijno, Cristina La perequazione territoriale in Piemonte: analisi e indirizzi per la pianificazione territoriale. Rel. Minucci, Fabio. Politecnico di Torino, 2. Facoltà di Architettura, Corso di Laurea in Pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale, 20095. Seardo, Bianca Maria Strumenti operativi per la continuità ambientale : esperienze di pianificazione "intorno" alle aree protette. Rel. Cassatella, Claudia. Politecnico di Torino, 2. Facoltà di Architettura, Corso di Laurea in Pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale, 20086. ERVET, "La perequazione territoriale in Emilia Romagna, esperienze, problemi e prospettive" Bologna, ottobre 20057. INU Emilia Romagna – Provincia di Bologna, Perequazione territoriale in Provincia di Bologna, dispensa per il seminario “La perequazione territoriale nella disciplina urbanistica”, Bologna 10 aprile 20088. Aurelio Bruzzo, Rudi Fallaci, Graziella Guaragno, Strumenti economico-finaziari per l’implementazione della perequazione territoriale a livello sovra-locale. Breve analisi comparata di alcune recenti esperienze italiane, in: Rivista della Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze n.5/maggio 20049. Gibelli, Maria Cristina, La dimensione sovra comunale nella pianificazione: uno sguardo alle esperienze europee, in: http://www.eddyburg.it/article/articleview/13197/0/357/10. Fulvio ADOBATI, Vittorio FERRI, Infrastrutture e compensazioni:considerazioni a partire dalle evidenze lombarde, XXX Conferenza italiana di Scienze Regionali, www.inter-net.it/aisre/minisito/CD2009/cd_rom/.../Adobati-Ferri.pdf11. M.C. Treu, LA MISURA GIUSTA, Fiera delle Utopie Concrete, Città di Castello, 8- 11 ottobre 2009, http://www.utopieconcrete.it/allegati_content/Treu.pdfCompensazione ecologica e paesaggistica 1. Regione Piemonte - Piano Territoriale Regionale, adottato con DGR n. 16- 10273 del 16 dicembre 2008 e trasmesso in Consiglio Regionale per l’approvazione con DGR n. 18-11634 del 22 giugno 2009. Norme di Attuazione - Articolo 31 - Contenimento del consumo di suolo
  11. 11. 2. Regione Lombardia - Progetto di legge n. 409 - “Norme per il contenimento del consumo di suolo e la disciplina della compensazione ecologica preventiva”, presentato il 15/09/20093. Paolo Pileri, Compensazione ecologica preventiva, Carocci editore, Roma 20074. Il principio di compensazione ecologica, in: http://www.esserevento.it/?p=38465. DIAP-Legambiente, Statuto dei suoli - la proposta emersa nel Convegno “Limitare il consumo di suolo e costruire ambiente”, Novembre 2007, in: http://www.inu.it/attivita_inu/download/Spreco_territorio/Proposta_Convegno_Limitare_il_consumo_di_suolo.pdf6. Osservatorio nazionale sui consumi di suolo, http://www.inu.it/attivita_inu/ONCS.html7. Damiano Di Simine, Per uno statuto dei suoli, Archivio Piacentini, Settembre 2008, in: http://www.archiviopiacentini.it/notiziario-2008/allinsegna-della-sostenibilita/le-risorse-primarie-e-il-consumo- del-suolo/per-uno-statuto-dei-suoli/comment-page-1/

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