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  • 1. N° 09 - Novembre 2011 (89°)Mensile gratuito
  • 2. Senatori della città La politica nazionale è certamente importante ma è nelle città che si assiste di prima mano alla traduzione delle sue sottili strategie. E’ nel territorio che si apprezza, in particolare, un partito o se ne prova indignazione. Ed è proprio per gli esempi elargiti a piene mani da tantissimi 3 I biopirati del nuovo millennio - F Patrizi politicanti di paese che la falla precipita e si fa voragine. Costoro, che prosperano in tutti i partiti, s’impegnano Governi razionali - P Fabbri alacremente in pratiche volte più al permanere che al 4 La creatività al potere - A Melasecche cambiare. Autodefinitisi politici, presumono anche di saper amministrare, senza aver mai gestito alcunché. I poveri mangiano, i ricchi digiunano - V Policreti Dotato di sagacia nel gestire uomini e idee, di solida esperienza lavorativa, di attitudini manageriali, di capacità 5 STUDIO MEDICO BRACONI di intendere progetti o di personale perizia progettuale, l’amministratore è chiamato ad esaltare tutte le risorse 6 Sardegna: arredamento tipico e non solo - C Mansueti esistenti e a crearne di nuove, favorendo soprattutto 24° mostra mercato nazionale del tartufo di FABBRO l’imprenditoria locale. Il politicante presume invece di saper amministrare... gli eventi, la cultura, il turismo, il 7 FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI TERNI E NARNI sociale... il futuro dei cittadini... ma quante ne sa? Taluni, nella loro opaca vita, non hanno mai dato prova di 8 Le anime sante e gli spiriti maligni - V Grechi alcunché, mai lavorato, mai qualcosa da dire, ma nessun ritegno nel dirla. 9 INTERPAN Il mondo attuale non è certo mundus, pulito ma è 10 Marco Mengoni, intervista con il “Re matto” - L Bellucci stato trasformato dalla politica in un im-mundus tossico, utilitaristico, affaristico, velinistico-zoccolante giacché è 11-12-13 LICEO CLASSICO - A Bregliozzi, M D’Ulizia, Gilda, V Novelli, E Giocondi, S Pacioselli, A Pieroni stato sparso a piena mano, attraverso esempi ributtanti offerti da molti politicanti, il seme del cavolsuismo ad 14 L’associazione NahArti e la sua missione - F Li Gobbi oltranza. Noi di Fiore di Pesco riteniamo invece dovere comune quello di impegnarsi disinteressatamente per la 15-16-17-18 Alla scoperta di... SCARZUOLA e BUZZINDA - L Santini propria terra, per la propria città, per il proprio paese. A tal fine abbiamo editato e distribuiamo gratuitamente il 19 COLLESCIPOLI Trovato animale mostruoso - L B volumetto Senatori della città. In esso si parla della politica 20 La casta sul tetto che... costa - P Seri dei valori condivisi, di promuovere un volontariato a tutto tondo, da parte, in particolare, di quegli amministratori 21 I sapori della tradizione, L’OLIO - L Santini e di quei politici che, dopo aver espletato due mandati, se si credono ancora così importanti come da sempre 22 La verità sul 2012 - conferenza di Walter Ferreri fanno apparire, e lo sono davvero, inibiti tutti per legge, soprattutto morale, a qualsiasi ulteriore mandato politico, Santa Croce - libro di Leonardo Sinibaldi inizino ad impegnarsi in maniera completamente gratuita 23 Il calcio alla rovescia - libro di Riccardo Zampagna ad esclusivo vantaggio dei giovani, qualunque sia l’orientamento partitico di quest’ultimi. Senatori della città - libro I Senatori della città parlano con i cittadini, consigliano i giovani, mettono non solo la loro esperienza ma anche 24 Problema della tolleranza nel cinque-seicento - M Ricci il loro sapere a disposizione degli altri. Istituiscono corsi per futuri amministratori, corsi nei quali scambiare idee, 25 TECNICHE DI PRECISIONE promuovere progetti, ma, soprattutto, preparare alcuni cittadini 26 ASILO NIDO MONTESSORI ai saperi necessari per un amministratore moderno. Gratuitamente, perché chi ha già dato ed è bravo e 27 STEVE JOBS - C Colasanti - L B saggio non prende soldi dagli altri, altrimenti si riduce a mercenario e un mercenario ha a cuore solo i suoi 28 La Restaurazione - F Ne r i interessi. Intanto, il 14 novembre, hanno di nuovo inizio i corsi gratuiti di matematica, presso la biblioteca Orrori e Splendori - a c u r a d i P Le o n e l l i comunale. Una esperienza giunta al terzo anno e che ora 29 ALFIO viene richiesta anche da altre città italiane. La nostra politica è assiologica, dei valori, e reca con 30-31 Astronomia - T S c a c c i a f r a t t e , E Co s t a n t i n i , P C a sa l i , F Va l en t i n i sé la presunzione che molti di questi siano condivisibili e che alcune nostre idee possano essere utili ai nostri 32 SUPERCONTI giovani, qualsiasi sia la loro bandiera. Siamo dunque degli illusi, ma... ...Vi deve pur essere gioco e innocenza e dovizia di fiori, altrimenti per noi sarebbe troppo piccolo il mondo e la vita non un piacere. Giampiero Raspetti LA PA G I N A Mensile di attualità e cultura Registrazione n. 9 del 12 novembre 2002, Tribunale di Terni Lab laboratori Redazione: Terni, Vico Catina 13 --- Tipolitografia: Federici - Terni DISTRIBUZIONE GRATUITA Direttore responsabile Michele Rito Liposi Direttore editoriale Giampiero Raspetti Editrice Projecta di Giampiero Raspetti 0744424827 - 3482401774 in f o @ l a p a g i n a . i n f o ww w. l a p a g i n a . i n f o P.zza del Mercato Nuovo, 61 - 05100 TERNI Le collaborazioni sono, salvo diversi accordi scritti, gratuite e non retribuite. E’ vietata la riproduzione anche parziale dei testi. www.salvatidiagnostica.it - Dir. Dr. Luciana Salvati Dove trovare L a P a g i n a Unità Operative ACQUASPARTA SUPERCONTI V.le Marconi; AMELIA SUPERCONTI V. Nocicchia; Settore Medicina di laboratorio ASSISI SUPERCONTI S. Maria degli Angeli; CIVITA CASTELLANA SUPERCONTI V. Terni; Tel. 0744.409341 MASSA MARTANA SUPERCONTI V. Roma; NARNI SUPERCONTI V. Flaminia Ternana; Patologia Clinica (Ematologia, Chimico-Clinica, ORTE SUPERCONTI V. De Dominicis; ORVIETO SUPERCONTI - Strada della Direttissima; Immunochimica, Coagulazione) PERUGIA SUPERCONTI Centro Bellocchio; RIETI SUPERCONTI La Galleria; ROMA Microbiologia e Parassitologia Clinica SUPERCONTI V. Sisenna; SUPERCONTI V. Casilina 1674 (Grotte Celoni); SPELLO SUPERCONTI Riproduzione (dosaggi ormonali, valutazione fertilità maschile) C. Comm. La Chiona; TERNI Banco Libri P.zza Tacito; CDS Terni - AZIENDA OSPEDALIERA - ASL Infettivologia - Allergologia - Biologia Molecolare - V. Tristano di Joannuccio; Cral Provincia di Terni; CRDC Comune di Terni; Edicola F.lli Galli - V. Narni Tossicologica umana e ambientale - Citologia - Zona Polymer; Edicola M&C - V. Battisti; Edicola Scoccione - V. Marzabotto; INPS - V.le della Stazione; Intolleranze alimentari - Malattie Autoimmuni Libreria ALTEROCCA - C.so Tacito; SUPERCONTI CENTRO; SUPERCONTI Centrocesure; Settore AcquAriAlimenti SUPERCONTI C. Comm. Le fontane; SUPERCONTI C.so del Popolo; SUPERCONTI P.zza Dalmazia; Tel. 0744.406722 SUPERCONTI Ferraris; SUPERCONTI Pronto - P.zza Buozzi; SUPERCONTI Pronto - V. XX Microbiologica e chimica degli alimenti e delle acque Settembre; SUPERCONTI RIVO; SUPERCONTI Turati; TUTTOCARTA - V. Maestri del Lavoro 1; Consulenza ed assistenza tecnico-legislativa in aziende alimentari TODI SUPERCONTI V. del Broglino; VITERBO SUPERCONTI V. Belluno; VITORCHIANO Valutazione, progettazione, implementazione piani HACCP SUPERCONTI Località Pallone. Corsi di formazione ed aggiornamento2
  • 3. I biopirati del nuovo millennio: Governi razionalidai Caraibi all’Africa passando per le vene Abbiamo la memoria corta. Questo dipende certo dal fatto che la vita stessa dell’uomo non è particolarmente lunga, almeno se commisurata sui tempi della storia; venti anni bastano a fare di un bambino un adulto consapevole, ma sono davvero pochi se comparati al milione di anni del genere Homo, o anche solo ai pochi millenni di Storia di cui abbiamo reale memoria diretta. Accade così che dall’alto dei pochi anni che ci è stato dato di vivere si è portati a pensare che tutto quanto conosciamo abbia durata e valori eterni, o quasi; ma se questo è certo vero per molte emozioni e caratteristiche che fanno dell’Uomo quello che è, altri aspetti sono invece molto più transitori, volatili, e ciò nonostante rischiano di essere considerati eterni e immutabili. Sono cambiati, e continuano a cambiare velocemente, molti criteri morali sui comportamenti sessuali, ad esempio: il giudizio che si dava solo una decina di lustri fa sull’omosessualità, sull’adulterio e sui comportamenti erotici in genere era molto diverso di quello a cui siamoNiente bende sull’occhio e mano uncinata, i pirati abituati oggi. La stessa cosa -ma in direzione inversa, verso una minore tolleranza- è accaduta nello stesso periodo in paesi che hanno introdotto nelle loro legislazioni i comandamenti didel nuovo millennio si presentano sotto la veste assai qualche fondamentalismo religioso. Del resto, per quanto noi ci dichiariamo orgogliosi dimeno romantica di biologi ricercatori e non si discendere dal punto di vista culturale e politico da quegli antichi Greci che inventarono laspostano sui velieri, ma a bordo di jeep con le filosofia, la matematica e la democrazia, è indubbio che non esiteremmo a giudicare comequali setacciano il continente africano in cerca di peggio che obbrobriosi alcuni dei loro comportamenti verso i fanciulli.microrganismi. Allo stesso modo può apparire del tutto inevitabile, agli occhi dell’italiano medio deiPrendiamo il caso della multinazionale Genencor: giorni nostri, che il governo sia materia per politici, e che i politici siano prevalentementei suoi biologi si sono recati in Kenya per studiare le personaggi che mirano soprattutto al mantenimento di potere e privilegi. Ma non è statobiodiversità dei laghi del paese e hanno scovato un sempre così.micobatterio adatto a scolorire i jeans; il ricavo di tale Ci sono stati tempi e luoghi (anche se abbastanza rari, a dire il vero) in cui si pensava cheimpiego si aggira sui 3,4 miliardi di dollari annui, ma fosse opportuno che a governare lo Stato ci dovessero essere uomini saggi; filosofi, insomma.il governo keniota non ha visto un centesimo. E per quanto possa accadere incredibile, persino nel giovane Regno d’Italia capitò che fuLa Procter&Gamble estrae un microrganismo dal lago nominato Presidente del Consiglio un personaggio che campeggia, sia pure come astro diNakuru per produrre un detersivo molto diffuso, moderata grandezza, nei volumi di storia della matematica: si tratta di Luigi Federicomentre la Sygenta si è appropriata dei bulbi di Menabrea, e fu una sorta di informatico ante-litteram. Collaborò con Charles Babbage, iluna pianta della Tanzania nota come impatiens costruttore di quell’Analytical Engine che fu il primo antenato dei moderni computer, e conusambarensis, la terza pianta ornamentale più venduta Augusta Ada Byron Lovelace, la figlia del poeta Geoge Byron che è oggi considerata lanegli USA. prima autrice di programmi per calcolatori della storia.Come mai questi signori sfruttano le risorse di paesi a Andando molto più indietro nel tempo, in quella Magna Grecia che è parte della storia dicui poi non versano un centesimo? molto territorio italiano, si può risalire fino al sesto secolo avanti Cristo, quando a CrotoneL’escamotage legale è offerto dalla legge imperava -e non solo culturalmente- la scuola di Pitagora.americana: basta depositare presso l’ufficio Né Menabrea né Pitagora possono essere considerati degli esempi di governanti particolarmente memorabili: Menabrea era essenzialmente un militare conservatore, contrastòbrevetti il microrganismo, il bulbo o il micobatterio Garibaldi che voleva liberare Roma, fece ricorso al balzello più impopolare della storia, laafricano e se ne acquista la proprietà intellettuale e famigerata Tassa sul Macinato. Pitagora dal canto suo aveva un approccio forse un po’ troppocommerciale. fondamentalista del concetto di disciplina, credeva nella metempsiscosi, aveva una fobiaLa Sail&Corp Improvements è arrivata addirittura a esasperata delle fave e imponeva ai suoi discepoli d’essere vegetariani.brevettare il tiff, il cereale che sfama da secoli la In ogni caso, la sua scarsa adattabilità alla politica moderna e contemporanea è forsepopolazione etiope e ora gli abitanti di Addis Abeba, dimostrata al meglio quando la sua scuola dimostrò l’incommensurabilità tra il lato e laper creare nuovi prodotti dalla loro farina, devono diagonale del quadrato. Il fatto che la relazione tra i due segmenti non fosse in nessun casopagare una multinazionale olandese. esprimibile come il rapporto tra due numeri interi, lo sconvolse fino quasi alla pazzia. NonIl fatto è che la legge è uguale per tutti, ma non tutti poteva accettare l’idea che esistesse qualcosa che -letteralmente- sfuggiva alla possibilitàhanno la stessa idea e la stessa conoscenza della legge; della ratio, della messa in relazione: non tollerava l’idea dell’irrazionale.il concetto di proprietà intellettuale appartiene al Ne fu così sconvolto che ordinò che la scoperta non venisse rivelata, e quando Ippaso didiritto delle società moderne occidentali ed è stato Metaponto disubbidì e rese la cosa di pubblico dominio, i suoi allievi della scuola crotoneseimposto a gente che non lo contempla nella propria misero a morte il disubbidiente. Per i politici di quel tempo, l’irrazionale era semplicementecultura giuridica. intollerabile.In altre parole, nessuno ha avvertito gli etiopi che Tutto il contrario, si direbbe, dei politici dei giorni nostri.dovevano sbrigarsi a brevettare il cereale che gli P i ero F ab b ricresce intorno alla casa per tutelarlo.Comunque questi nuovi pirati che depredano i benidella terra (da cui il nome biopirati) si spingono moltopiù in là dei laghi e dei campi dell’Africa: la nuovaisola del tesoro ambita dagli emuli di sir Francis Drakeè la mappa genetica dell’uomo; si calcola che già unquinto dei geni del nostro corpo sia di proprietà diprivati.Questo vuol dire che per fare ricerca sui geni patogenibisogna pagare, e lautamente, chi ne detiene i diritti,ecco perché le terapie e i medicinali per patologiemolto gravi hanno un costo elevatissimo.È il corpo umano il vero business del domani.L’ufficio brevetti americano comunque non sempreaccetta di registrare la paternità di una scoperta se nonne è convinto… ne sa qualcosa il governo etiope chesta cercando da anni di registrare la terza pianta dicaffè nazionale, ma si vede ogni volta rifiutata larichiesta; ed ha una certa fretta, dal momento che lacatena di coffe-bar Starbucks possiede già le altre suedue piante! Francesco Patrizi 3
  • 4. La creatività al potere! I poveri mangiano, i ricchi digiunano Adattarsi, improvvisare e rag- Dietro il titolo pro- giungere lo scopo, non sarà forse tra le citazioni più scientifiche, vocatorio del pre- sente articolo, c’è un PSICHE ma la celeberrima frase di Clint fatto ben noto: Eastwood (alias Gunny, nel- Anoressia, Bulimia e l’omonimo film di fine anni ‘80) Vomiting, i disturbi rende bene l’idea. psicogeni dell’ali- Volendo invece ricorrere a qual- mentazione, sono un cosa di più alto si può scomo- privilegio dei popoli dare Erich Fromm: “Che cos’è ricchi: quelli poveri la creatività?…è la capacità di non li conoscono. vedere…e di rispondere”. In certi paesi del- Il risultato comunque non cambia. E’ ormai riconosciuto a livello l’Africa o dell’Asia globale e si sono scritti fiumi di molti affamati sareb- parole sul tema: la creatività bero sinceramente aggiunge valore alle persone, permette di affrontare il mondo contando pienamente sulle stupiti se sapessero proprie risorse e non solo su ciò su cui ci si sente più preparati e quindi più sicuri. che da noi le donne Ma la creatività non è innata, va “tirata fuori” ed educata, costa impegno ed energia da parte cercano, in generale, di mangiare poco e che alcune di tutti coloro che sono coinvolti nel processo. Ad oggi, in Italia, l’investimento nei confronti si spingono tanto avanti da morire di fame. dei giovani e della loro creatività risulta essere scarso e poco incisivo. I luoghi tipicamente Ci sarebbe quasi da fare dell’ironia, se non fosse che deputati a questo, come scuole, università, ecc., indirizzano i loro sforzi principalmente verso l’anoressia è davvero una malattia grave, nei casi attività ampiamente codificate, che mirano ad uniformarli verso un dato livello di conoscenza, estremi mortale. mentre poco tempo viene dedicato a stimolare e valutare le loro capacità creative, le loro doti Ma attenzione: l’ossessione per il mangiare poco non ed i loro talenti. è della sola anoressia: paradossalmente anche le E’ per questo che merita di essere conosciuta un’iniziativa decisamente fuori dai canoni, il bulimiche che si abboffano vorrebbero calare di peso, Creativity Camp, un percorso dove i giovani hanno la possibilità di esprimere le loro idee non aumentare; solo che, imponendosi diete assolutamente innovative condividendole, in un contesto di gioco, di lavoro di gruppo e insieme ad altri irrealistiche, finiscono col causare esse stesse proprio giovani, di verificarne la fattibilità e l’efficacia tramite l’incontro con le imprese del territorio. ciò che più temono: il mangiare compulsivamente, E non si tratta di qualcosa che funziona solo sulla carta, ma anche nella realtà e riscuote ampi smodatamente, sguaiatamente fino a scoppiare, col consensi. Basta leggere i feedback entusiasti dei giovani ternani creativi, Silvia Santarelli, risultato di sentirsi dei vermi non solo perché hanno Jessica Sini, Gabriella Quadro, Daniela Veneri, Stela Haxhiraj, Emiliano Leti, Annalisa mangiato a quel modo, ma perché pensano di non Micanti e Mattia Francescangeli, che si sono messi in gioco partecipando all’ultima edizione essere state capaci di non mangiare, lontanissime dal ternana che si è tenuta a metà ottobre. capire che la loro volontà non c’entra né tanto né poco Esperienza unica, speriamo ripetibile, con delle persone altamente qualificate capaci di interagire con noi tutti attraverso attività volte a far emergere la nostra personalità e sviluppare e che la natura ha le sue (provvidenziali) leggi. un approccio di risoluzione a problematiche di vario genere mettendo a dura prova la nostra Se rimediano a questo vomitando dopo l’abboffata intelligenza. Attività e persone di questo genere dovrebbero trovarsi più spesso! e poi mantengono il proprio peso, ma al posto di un disturbo L’esperienza al Creativity Camp è stata sicuramente interessante, formativa ma soprattutto ne hanno due, dati i gravi guasti che il vomitare STIMOLANTE! Tutte le attività fatte mi hanno aiutato a capire molto su quello che potrebbe frequente e prolungato nel tempo provoca all’organismo essere il mio futuro quindi GRAZIE di questa opportunità! e ancora E’ stata un’esperienza e a parte lo schifo. sicuramente originale, molto importante per cercare di manifestare o di esprimere la propria Caratteristica infatti tanto delle anoressiche quanto creatività che molto spesso mettiamo da parte. Un’iniziativa coinvolgente da ripetere poi delle bulimiche è di proporsi un moderato calo di peso E’ stata un’esperienza davvero bella, entusiasmante! L’idea di creare qualcosa per stimolare rispetto a quello attuale, qualunque esso sia; e di i ragazzi è geniale ed originale soprattutto perché non ci viene mai dato spazio. Le attività proporsene uno successivo non appena il peso sono state divertenti e coinvolgenti oltre che interessanti. Ho appreso molto in questi giorni, desiderato sia stato raggiunto; la differenza è che le soprattutto che devo lavorare molto sulla mia idea! Grazie. anoressiche ci riescono fino a ridursi in scheletri e le L’iniziativa www.creativitycamp.it rientra nelle Azioni ProvencEgiovani Anno 2010 del bulimiche no. Queste ultime tendono a evitare grossi Ministero della Gioventù in collaborazione con l’Unione Province d’Italia. problemi con la famiglia perché pubblicamente stanno I Creativity Camp sono dei momenti ludico/formativi durante i quali i giovani partecipanti, a dieta e si abboffano di nascosto; le vomitatrici tra i 17 e i 22 anni, sviluppano e perfezionano un’idea innovativa imprenditoriale con l’aiuto invece riservano il segreto non alla fase del mangiare, di esperti di settore. Hanno solitamente una durata di 3 giorni e si svolgono in residenze ma a quella del vomito. turistico-alberghiere che facilitano l’operatività e la collaborazione. Le anoressiche, forti e coriacee nella loro malattia, Insomma, oltre ad essere un investimento sul proprio futuro, non si può dire che ci si annoi! digiunano coram populo o quasi. a.melasecche@meta-group.com Ciò provoca tutta una serie di tentativi dei familiari e dell’ambiente in genere per indurle a mangiare almeno un po’. Occorre che chi ha a che fare con un’anoressica sappia che questi tentativi, lungi dal risolvere il problema lo aggravano. Più ci si affanna nel tentativo di farle mangiare, più esse si intignano a resistervi; inoltre si finisce con il fare il loro gioco, riconoscendo implicitamente che il mangiare è la cosa più problematica del mondo, che è proprio l’inammissibile presupposto filosofico alla base di questi disturbi. E allora i poveri genitori che vedono consumarsi la loro figliola e giustamente se ne struggono, che devono fare? Per prima, la cosa più difficile: non intervenire. Per seconda, la più opportuna: mettere la faccenda nelle mani di un buon terapeuta. Oggi vi sono approcci diversi a questo disturbo, purtroppo dei più resistenti alle terapie; d’altra parte non vi sono alternative, in casa e da soli difficilmente si risolverà qualcosa. A meno di non pensare che le vie del Signore sono infinite e contare su padre Pio. Locale climatizzato - Chiuso la domenica w w w. l a p i a z z e t t a r i s t o r a n t e . i t Hai visto mai? Dr. Vincenzo Policreti Terni Via Cavour 9 - tel. 0744 58188 lapiazzetta.terni@libero.it Psicologo, psicoterapeuta policreti@libero.it4
  • 5. Il carcinoma della mammella è il tumore più diffuso nelle donne dei paesi occidentali per le quali il rischio di ammalarsi nel corso della vita giunge fino al 10 %. La prognosi è relativamente buona se la diagnosi viene eseguita precocemente. Esistono situazioni in cui un importante fattore di rischio è rappresentato dalla familiarità: circa il 10-15 % delle donne che sviluppa un carcinoma della mammella ha una parente di 1° grado che è stata colpita dalla malattia. Obiettivo primario è trovare il tumore in fase pre-clinica, condizione che aumenta la curabilità della malattia riducendo la demolizione chirurgica. L’unica tecnica che permette di identificare la lesione in fase preclinica è la mammografia, metodica che offre una sensibilità elevata. Cos’è la mammografia? E’ una particolare radiografia delle mammelle che impegna una bassissima dose di raggi X, grazie alle moderne apparecchiature che utilizzano sistemi digitali. Proprio in virtù della bassissima dose di raggi X è possibille eseguire periodicamente mammografie senza rischi significativi. Questo permette, infatti, di ripetere l’esame anche una volta l’anno, cominciando dopo i 40/45 anni a seconda dei casi. Non procura dolore, al massimo solo un lieve e momentaneo disagio per il delicato sistema di compressione sulla mammella, necessario per ottenere immagini più nitide e precise. Essa consente di individuare le lesioni (v. le microcalcificazioni) che spesso rappresentano la fase iniziale della formazione di un tumore; infatti i segni mammografici per individuare un carcinoma iniziale sono spesso minimi. La sensibilità è strettamente correlata alla corretta metodologia: l’uso di apparecchiature non idonee e la non perfetta esecuzione tecnica inficiano la diagnosi. Dai tempi di Salomon, chirurgo tedesco che, nel lontano 1913, riprese le prime immagini radiografiche su campioni di tessuto mammario ad oggi di strada se ne è percorsa. Dai mammografi tradizionali che erogavano una dose media di 2 mGy per esposizione ai moderni mammografi digitali che riducono la dose del 40% si è avuta una grande evoluzione tecnologica. L’innovazione tecnologica più incisiva infatti è rappresentata dai sistemi digitali che, oltre a ridurre sensibilmente la dose, possiedono un miglior potenziale diagnostico e permettono l’elaborazione dell’immagine. Le domande più frequenti che le donne rivolgono al medico senologo sono: 1. Quando devo iniziare ad eseguire la mammografia? Risposta: generalmente dai 40 anni, salvo in casi dì familiarità nel qual caso si inizia almeno 5 anni prima l’età di insorgenza del familiare malato più giovane. 2. Ogni quanto tempo va eseguita? Risposta: ogni 12-18 mesi tranne nelle pazienti ad alto rischio o già operate per le quali la cadenza è annuale. 3. Quale rischio ho di cancro indotto dalle radiazioni? Risposta: il rischio cumulativo aumenta del 10% dopo 20 anni di screening biennale iniziato dai 40 anni, a fronte del vantaggio che, per ogni cancro radioindotto, 300 vengono identificati grazie alla mammografia in fase preclinica. 4. Perché non eseguire l’ecografia esente dal rischio di radiazioni? Risposta: perché non consente di visualizzare le microcalcificazioni o comunque i segni minimi di cancro, tuttavia tale indagine è molto utile come completamento diagnostico nei seni densi o nelle donne giovani. 5. Quali accorgimenti devo osservare? Risposta: la fase del ciclo mestruale non è condizionante ai fini della qualità delle immagini; tuttavia è preferibile eseguire l’esame mammografico evitando la fase periovulatoria (metà ciclo) e/o premestruale qualora la mammella risultasse particolarmente dolente per tali periodi. 6. Come si svolge? Risposta: l’esame mammografico viene generalmente eseguito in stazione eretta, a seno nudo, appoggiando una mammella alla volta su un apposito ripiano ad altezza regolabile. L’apparecchio determina una leggera compressione sulla ghiandola che migliora la qualità dell’immagine mammografica. Normalmente vengono eseguite 2 o 3 radiografie per ciascuna mammella con ripresa dall’alto verso il basso, obliquamente o lateralmente, per una completa visione di tutta la ghiandola. L’esame dura pochi minuti e può essere completato anche da una valutazione clinica della mammella.pagina pubblicitaria 5
  • 6. Sardegna: arredamento tipico e non solo Mi è capitato di andare nel cuore della Sardegna per lavoro; inizialmente ero un po’ contrariata, pensavo che la Sardegna fosse solo sinonimo di bel mare, belle spiagge e buon cibo, poi, costretta da cause di forza maggiore, sono andata a visitare i paesini dellentroterra e con mia grande sorpresa li ho trovati molto interessanti. Queste piccole realtà non abbandonano le loro radici e le loro tradizioni bensì cercano di tramandarsele da genitori in figli. Sapevo già quanto fosse particolare larredamento sardo, ma non sapevo che tutto quello con cui arredano le proprie case è fatto con le proprie mani! Tappeti, coperte, tende, cesti, utensili, mobili e preziosi tutto può essere fatto a mano da qualche artigiano locale che con pazienza e precisione certosina crea il proprio oggetto darte. L’artigianato sardo può essere definito vera e autentica arte popolare, in quanto tutto il popolo di questa bellissima isola esprime con lartigianato le proprie origini e la propria cultura. Girando per i paesini non è difficile imbattersi in qualche anziana signora che, seduta sugli scalini della propria casa, intreccia cestini, oppure, scovare in qualche cantina mani esperte che, con lausilio di telai, creano arazzi, coperte o tappeti. Questa cultura ha la propria particolarità in base al paese di appartenenza, in modo che un occhio allenato possa riconoscere un tappeto di Sassari piuttosto che di Cagliari, così come un cestino di Castelsardo piuttosto che uno di Oristano. Il tipo di intreccio o di nodo determina il luogo di appartenenza come se fosse una garanzia di autenticità del prodotto. Il bello del “fatto a mano” è anche lesclusività! Ogni cesto può essere fatto a richiesta ed anche su misura; cè quello che serve per abbellire il centrotavola oppure per mettere la biancheria sporca in bagno, quello per le riviste in salotto, basta dire a cosa ci serve, quanto grande lo vogliamo e aspettare che la fantasia e la bravura di queste donne lo realizzino. Discorso analogo per i tappeti e gli arazzi realizzati a mano con lausilio di telai (verticale, tipico della Barbagia o quello orizzontale in legno diffuso in tutta lisola). Queste non sono le uniche arti che vengono coltivate in Sardegna, larte orafa ha il suo fascino, molte donne al rientro da un viaggio in Sardegna le vediamo con al dito una fedina sarda fatta con la filigrana doro. Il bello di questo artigianato è che, nonostante le mode ed il consumismo, non ha perso il suo fascino e valore in questa isola. Claudia Mansueti info@claudiamansueti.it Il Padiglione Degustazioni delle eccellenze: la novità 2011 della Mostra del Tartufo di Fabro (TR). La novità dell’anno 2011 è il nuovissimo Padiglione delle Eccellenze alimentari del territorio a cura dell’Associazione CentroDentro di Fabro Scalo e allestito in Piazza IV Novembre a Fabro Scalo. Il padiglione consiste in un elegante gazebo in cui sarà possibile gustare in orario pranzo/cena i prodotti locali cucinati sul momento dallo chef Maurizio di Mario, noto per le sua partecipazioni alla trasmissione televisiva “Chef per un giorno” in onda su La7, su Discovery Real Time e su Lei di Sky, e lo chef Alessandro Lestini. Il menù prevederà tutti prodotti locali che andranno dal pane al vino, dall’olio alle carni suine e chianine, formaggi e prodotti dolciari. Allo stesso tempo, in un gazebo più piccolo adiacente sarà possibile degustare e acquistare durante tutta la giornata i prodotti locali, che saranno presentati direttamente dal produttore, in modo da creare contatti e interazione tra il visitatore e il territorio. Aprendo il Padiglione delle Degustazioni, si è voluto presentare il territorio direttamente nel “piatto” con le produzioni d’eccellenza di questa zona in modo da creare nel visitatore una “memoria del gusto”, memoria ricca di suggestioni e sensazioni che, essendo positive, lo indurranno a tornare e a far partecipi amici e parenti, trasformando il territorio fabrese e orvietano in un luogo speciale per tutti coloro che sono alla ricerca di cose buone e gustose.6
  • 7. La Fondazione della Cassa di Risparmio di Terni e Narni ha promosso e organizzato nella sua sede di Corso Tacito 49 a Palazzo Montani Leoni, una mostra antologica sul pittore ternano Felice Fatati affidandone la cura al critico d’arte Mino Valeri. Si tratta della rassegna più organica realizzata sino ad oggi sulla figura dell’artista che viene giustamente considerato tra le personalità più importanti e rilevanti del novecento umbro. La mostra comprende 87 opere, molte delle quali inedite, tra dipinti, disegni ed acquarelli che abbracciano un arco di tempo che va dal 1937 al 1977, anno della morte dell’artista. Si tratta di una importante iniziativa culturale la quale, oltre a rendere omaggio ad una rilevante figura di artista che ha onorato la città di Terni e l’intera Umbria, vuol anche far ricordare la figura di Felice Fatati a tutti coloro che lo hanno conosciuto come medico pediatra e farlo conoscere alle giovani generazioni. La rassegna è accompagnata da un catalogo di circa 150 pagine. Contiene la presentazione del Presidente della Fondazione Carit, Mario Fornaci, un saggio critico del curatore e un ricordo del nipote del pittore, Giuseppe Fatati. Nel volume sono riprodotte tutte le opere esposte mentre i repertori comprendono la vita, le mostre personali effettuate, le presenze in collettive e una ampia bibliografia. Completa il catalogo una vasta documentazione fotografica.In realtà, guardando la produzione dell’artista,appare difficile scindere le diverse tecniche,essendo una produzione unitaria nelle proposte La mostra sarà aperta nei giorni di venerdì, sabato e domenicaestetiche, nelle pur diversificate tematiche,nelle soluzioni poetiche, nelle strutturazioni dalle ore 11 alle 13 e dalle 17 alle 19articolate ed a volte complesse. fino al 31 dicembre 2011In sostanza ci sembra che la produzione di Catalogo in sede Ingresso gratuitoFatati parta inevitabilmente dal segno grafico,che poi si trasfigura negli oli, negli acquarelli,le “acque colorate”, e rimane intatto, incisivo,vigoroso e limpido nei disegni, nella “pittura Felice Fatati, pittore, uomo di scienza, poeta, epigrammista, nasce ad Arrone (TR) nel 1908.in bianco e nero”. Mino Valeri Dopo gli studi a Terni, frequenta, prima a Perugia, poi a Roma, la facoltà di medicina. Nella capitale prende parte alla vita culturale frequentando i cenacoli che facevano capo a Marinetti, Bontempelli, Bragaglia. Nel 1929 pubblica un poemetto futurista dal titolo “Gioia degli aeroplani”, premiato dal Sindacato Scrittori. Nel 1931 si laurea in medicina e nel 1934 ottiene la specializzazione in pediatria. Nel 1936 sposa Maddalena Sigismondi e l’anno seguente nasce la figlia Viviana chiamata affettuosamente Kytta. Nel 1937 si registra la sua prima presenza in una mostra. Inizia così la sua intensa, qualificata attività artistica. Nel 1955 tiene a Roma la sua prima mostra personale ed un suo dipinto viene acquistato dalla Galleria Nazionale d’arte moderna. Nel 1959 muore la moglie Maddalena e per l’artista è un colpo durissimo. Si dedica con crescente impegno all’attività di pediatra eseguendo, in un isolamento spirituale, centinaia di opere grafiche, poesie, epigrammi. Sulla spinta di estimatori, sue opere sono presenti in collettive e nel 1961 consegue il primo premio alla rassegna internazionale per il centenario dell’Unità d’Italia. Realizza, nel 1972, 35 inchiostri per illustrare il Cantico delle Creature di San Francesco. Un nuovo lutto lo colpisce nel settembre del 1977 con la morte dell’adorata figlia Kytta. Tre mesi dopo, nel dicembre del 1977, Felice Fatati muore e viene sepolto nel cimitero di Arrone. 7
  • 8. Le anime sante e gli spiriti maligni Intorno agli anni trenta del ‘900 si raccontava che in ogni paese, anche se piccolo, c’erano almeno un paio di persone dedite allo spiritismo, ai riti esoterici e a fare e disfare fatture e malefici, dietro compenso. Questa attività veniva integrata dalla vendita di erbe curative per le malattie più frequenti e temute, erbe raccolte nelle notti particolari, con un preciso rituale, mescolando tradizioni tramandate da una generazione all’altra, con esorcismi e preghiere. Interrogare le anime dei defunti aveva lo scopo di tentare di conoscere il futuro o, meglio ancora, di tentare di scoprire monete d’oro e altri preziosi, nascosti da briganti o da chissà chi, nei secoli passati. Il problema era riuscire a decifrare i segnali che giungevano dall’aldilà e per questo bisognava essere addetti ai lavori. Un bel pezzo di terreno di mio nonno, seminato a granturco, era compreso in una zona dove si diceva ci fossero sepolti dei tesori. Il nonno era preoccupato perché negli anni precedenti qualcuno gli aveva devastato le colture in atto, facendolo imbestialire. Invece di arare e seminare i campi come faceva lui, quel ristretto gruppo di fannulloni e perdigiorno, vegliava la notte per fare quelle cretinate e in più danneggiava il lavoro degli altri. Bonariamente li detestava. Quel venerdì d’estate, con una luna piena che sembrava una frittata di mille uova, poteva essere la notte propizia per chi si dilettava a scavare, pensò il nonno. Detto, fatto, cenò presto quella sera, poi, caricato il fucile ad avancarica, si recò nel terreno mettendosi di guardia. Si sistemò a un centinaio di metri di distanza dal luogo dei probabili scavi, in una posizione sopraelevata, mettendosi seduto, con la schiena appoggiata al tronco di una quercia secolare che lo teneva nascosto con la sua ombra. Dopo appena un minuto, avvinto dal sonno, cercò di mettersi più comodo. Piegò l’inseparabile giacca di velluto con passatora (tasca passante dietro la schiena) a mo’ di cuscino, si sdraiò per terra, allungò le gambe e si addormentò. Poco dopo, quatti, quatti, silenziosi e con fare furtivo, arrivarono tre individui armati di zappe, pale e vanghe. Dopo una serie di scongiuri per tenere buoni gli Spiriti Maligni e la promessa di far dire Messe a suffragio delle Anime Sante, se avessero reso facile il ritrovamento della famosa pentola piena di monete d’oro, iniziarono a scavare. La terra era rossa e soffice, senza sassi e quindi facile da rimuovere senza far rumore. Un po’ di fruscio lo avevano prodotto solo per estirpare le piante di granturco per farsi uno spazio di manovra di circa cento metri quadrati. Lavoravano alacremente alla luce della luna piena ma ogni tanto si fermavano per captare un rumore o un segnale: poteva essere un avvertimento delle Anime Sante per dare loro indicazioni sul gradimento dello scavo. Erano quindi vigili e sospettosi come un asino con le formiche sul culo. Avere a che fare con le Anime impalpabili, che non vedevi ma le sentivi attorno, metteva loro addosso un sudore freddo che colava lungo la schiena. Avevano fatto tutto quello che le Anime Sante avevano loro chiesto, compreso l’ordine assurdo di cenare con una frittata cotta con le parole. Cotta con le parole? Ma che richiesta era mai questa? Ma l’esperto di esoterismo aveva spiegato con sussiego che si trattava di cuocerla non col fuoco di legna, bensì con quello prodotto bruciando libri e giornali. Erano perciò consapevoli di correre grossi rischi perché con il Mondo dei Morti non si poteva scherzare. Appena un refolo di brezza faceva vibrare le foglie secche della piantagione di granturco, sobbalzavano col cuore in gola immaginando il lamento delle Anime disturbate nel loro Sonno Eterno. In una parola sola, se la stavano facendo sotto per la paura! Ci mancava pure quella civetta, regina degli uccelli del malaugurio, che squittiva poco lontano dalla cima di un vecchio olmo, nel cui tronco cavo allevava la prole. All’improvviso, il nonno cambiò posizione e attaccò a russare. Chi non ha mai sentito mio nonno russare, difficilmente può rendersi conto della varietà di lugubri mugolii che era in grado di emettere. Sembrava, a volte, una segheria disastrata, con pochi rumori costantemente ripetuti e molti altri assolutamente variabili, sia come tono che come cadenza. All’inizio si partiva con sbuffi e sospiri di varia tonalità che gradatamente diventavano sempre più rauchi finché iniziavano lentamente a scemare, fino a spegnersi del tutto quando andava in apnea respiratoria. Dopo un lungo e pericoloso silenzio, per recuperare tutta l’aria che gli era mancata, si scatenava in un crescendo catastrofico di ahaa..., ahaaa..., ahaaaa…, ahaaaaa…. Poi, in rapida successione, si passava a rantoli, lamenti e grugniti luciferini, come di un essere straziato da sevizie indicibili e infine sgozzato come un capretto, con l’urlo che si spegneva come un eco lontano. I nostri scavatori, al primo rumore percepito, drizzarono subito le orecchie per decifrare se le Anime Sante manifestavano ancora compiacimento per lo sterro. In una notte estiva, in mezzo a un campo, non è facile analizzare un suono in mezzo a tanti altri. Si andava dal frinire delle cicale al cri-cri di una moltitudine di grilli, dallo squittire delle civette al cra-cra di rospi e ranocchie della vicina pozza d’acqua, col sottofondo del fruscio della brezza, intervallato dall’abbaiare secco di una volpe lontana. Dopo il silenzio dell’apnea, i successivi catastrofici rumori emessi dal nonno, rumori che sembravano provenire dalle viscere fetide della terra, furono immediatamente interpretati come una ribellione degli Spiriti Maligni a chi li stava disturbando nel loro Sonno Eterno. E con gli Spiriti Maligni è peggio che con le Anime Sante: si salvi chi può. Balzarono fuori dalla buca e via a gambe levate, biascicando ...Madonna mia aiutace…, col cuore in gola e l’aria che non riusciva a entrare nei polmoni. Quando venne giorno il nonno si svegliò, convinto che non fosse venuto nessuno e dispiaciuto per aver dormito scomodo sulla terra dura, invece che in un comodo e crepitante letto col materasso di camiciòle (le brattee del granturco usate per riempire lu pajacciu). Poi vide lo scempio del suo granturco (...m’ho’carpitu ‘na pasina de ranturcu e ho’ fattu ‘na pistareccia che ‘n te dico!), e la grande buca; fece un paio di santi e qualche madonna di buon mattino, poi prese pale, zappe e vanghe abbandonate, se le mise sulla spalla sinistra, sulla destra il fucile, e lentamente si avviò verso casa. Da quella volta, dopo che si era sparsa la voce, nessuno ha più avuto l’ardire di andare a scavare di notte nel nostro campo. Vittorio Grechi ilconvivio.terni@libero.it Chiusura Domenica8
  • 9. 9
  • 10. Marco Mengoni Intervista con il “Re Matto” adesso anche “Solo” È cambiato, sicuramente maturato, non solamente a livello professionale ma anche nell’aspetto e nel suo particolarissimo modo di interpretare le canzoni. Sicuro e audace con un qualcosa in più negli occhi. Occhi profondi, scuri come la notte avvolti in una brillantezza da angelo nero, elemento fondamentale del suo fascino. Marco Mengoni, poco più che ventenne ha già una carriera da fare invidia a chi vorrebbe diventare una pop star e magari vincere il premio più ambito nella musica: conquistare il cuore della gente e avere tanti fan, pronti a seguirti ovunque, anche in capo al mondo, per ascoltare la tua voce. Attrae e affascina il “fu Re Matto”; dopo il grandioso successo del passato che per mesi lo ha visto in vetta alle classifiche, Marco ha ricominciato il suo nuovo tour in tutta Italia scatenando l’urlo di gioia di centinaia di ammiratori. Proprio lo scorso 27 settembre è uscito il suo primo album di inediti dal titolo Solo 2.0, dove il primo singolo si chiama Solo, una delle canzoni più scaricate su iTunes. Tantissime le visite su YouTube, per vedere il videoclip musicale, tanti i fan che su facebook ogni giorno si iscrivono sulla sua pagina. Marco è tornato con una consapevolezza in più, svelata in questa intervista intima ed esclusiva. Allora Marco, ti imbarazzano le interviste… Diciamo di sì. Non mi piace parlare molto con la stampa, trovo i giornalisti dei ficcanasi, anche se poi svolgono un importante lavoro d’informazione e gliene sono grato. Il tuo nuovo singolo si intitola Solo, ti senti mai solo? Sì, mi capita spesso di sentirmi solo, anche quando mi trovo in compagnia di altre persone. Sono io che cerco la solitudine, mi piace, è un modo che ho per estraniarmi, per non pensare, per rilassarmi. È una cosa che fin da adolescente ho sempre cercato, ma non perché sono asociale, semplicemente perché mi serve per staccare la spina ogni tanto. Il filo conduttore che lega i dodici inediti dell’album Solo 2.0 è la solitudine, come mai questa scelta? Perché con il passare degli anni mi sto accorgendo che una peculiarità della nostra epoca è l’isolamento delle persone. Persone che vivono in completo isolamento dal mondo, senza amici, senza affetti, soli dietro i computer, i social network e le illusioni della rete web. Mi spaventa tutto questo. Con il mio nuovo album ho voluto raccontare questa tendenza, crediamo che face book ci riempia di amici ma non è così. Io credo nel contatto diretto con le persone, ho una visione forse troppo romantica dell’amicizia e del suo valore, mi piace la chimica quando due persone si conoscono, come si guardano, il profumo che ognuno di noi emana. Inoltre la solitudine a cui mi riferisco è la stessa che ho provato dopo la fine del mio primo tour: nessuno mi chiamava, la tristezza di sentirmi escluso, non sapevo che fare, sono stato malissimo, poi ho iniziato a lavorare al nuovo album. Su Facebook hai tantissimi amici e nella vita reale? Ho pochissimi amici, sono persone genuine che mi vogliono bene e di cui mi fido. Loro, insieme a mia madre, sono le persone che mi stanno vicino nei momenti difficili e in quelli belli, grazie alla loro presenza mi sento forte. Quando sono lontano da casa mi mancano, così prima di iniziare un concerto telefono a tutti e mi danno la giusta dose di coraggio per iniziare. Hai paura prima di salire sul palco? Sembra stupido ma all’inizio avevo molta paura, delle volte mi tremavano persino le gambe. Ora sono più tranquillo, ho imparato a giocarmela di più, a lasciarmi andare, spesso anche improvvisando delle cose senza senso, come un vero folle, poi sono o non sono il ‘Re Matto’? Cosa ti dice tua madre, quando la chiami al telefono prima di un concerto? Posso essere sincero? Assolutamente, devi… Merdaaaa!! (urla e sorride con leggerezza). È una sorta di rituale portafortuna e fino ad ora ha sempre funzionato. Inoltre mi dice che mi vuole bene, che mi pensa e prega per me tutte le sere. Io la sento sempre vicina, è una donna straordinaria, la donna della mia vita. E oltre a tua madre c’è un’altra donna nella tua vita sentimentale? Ho due amiche favolose, sono praticamente l’opposto, un po’ come l’acqua santa e il diavolo, con loro mi confido per ogni cosa, insieme sono il giusto equilibrio nella mia vita. Delle volte litighiamo, arriviamo anche a dirci cose molto pesanti, ma siamo legati da un affetto assoluto e grandioso. Io intendevo se hai una ragazza, se frequenti una donna? Sì lo so, ho capito perfettamente, è questo che non sopporto dei giornalisti! No, non frequento nessuna donna (se la ride sotto i baffi). Come ti senti attualmente, spiritualmente parlando? Mi sento bene, sono felice e completo. È una cosa difficilissima da spiegare, ma per la prima volta da quando sono nato mi sento veramente bene, realizzato e con tutto ciò che mi serve per essere sereno. Sono un tipo molto nervoso, in passato ho sofferto di attacchi d’ansia, tremendi e difficili da curare, poi con lo yoga e l’aiuto di mia madre sono guarito. Attualmente vivo in un equilibrio perfetto, ho più sicurezza e mi sento realizzato, anche sapendo perfettamente che la strada è tutta in salita e non si finisce mai di imparare. Sbaglio o sei cambiato, hai qualcosa di diverso? Sì è vero, è una consapevolezza nei confronti della vita e del mio lavoro. Ho maggiore fiducia in me stesso e in chi mi circonda, pur parlando di solitudine nel mio album credo che le persone siano il vero potenziale di cui ogni uomo non dovrebbe mai fare a meno. In questi ultimi mesi ho imparato ad apprezzare maggiormente le piccole cose della vita. I complimenti e ogni altra forma di riconoscenza che i fan mi dimostrano, li assimilo come un dono bellissimo, come una forma di energia in grado di ampliare la mia. Sono felice perché mi sento amato, mi sento più accettato dal pubblico. Mi sembra che sei stato sempre accettato dal pubblico, fin dagli esordi! Sì, e ne sono felicissimo, ma prima vedevo il pubblico come delle persone che decidono se piaci oppure no, in grado di fare il successo o l’insuccesso di un artista con il loro giudizio e questo mi spaventava. Adesso, invece, vivo la vita con più serenità: so che mi vogliono veramente bene. Cosa fa Marco Mengoni quando non è impegnato con la musica? Sembra strano ma ascolto altra musica. I favolosi Beatles sono i miei preferiti, in questo periodo poi Amy Winehouse almeno una volta al giorno l’ascolto, ho pianto per la sua morte, una perdita terribile, era la mia cantante preferita, lei era veramente sola e soffriva. Per lei ho cantato al Festival Teatro Canzone dedicato a Gaber, lo scorso luglio, un momento indimenticabile che porterò sempre con me, ho pianto e tanto. Mi anticipi i tuoi progetti futuri? Ho un tour favoloso e ricco di sorprese, la mia attenzione è tutta concentrata lì. Inoltre sto pensando di organizzare un evento in collaborazione con l’Unicef ad anno nuovo, voglio dedicarmi ai bambini, quelli Terni - Via dello Stadio 63 bisognosi di amore e cure, i bambini sono una ricchezza per lo spirito e per la vita. Poi non so, penso di essere già molto impegnato così. Tel. 0744 401995 Lorenzo Bellucci lorenzobellucci.lb@gmail.com10
  • 11. Serve a qualcosa studiare? A volte capita. Capita che una provocazioneSalve professoressa, come sta? giornalistica susciti reazioni emotive e impegnateHo appena letto un post sul forum del Corriere riflessioni.“Avanti Pop” che parlava della polemica scuola- E’ successo di recente in terzapubblica contro scuola-privata. liceo dove un’alunna, MariaSeguo le notizie dall’estero. Caterina, ha proposto diLe scrivo dalla Francia, mi sono laureata in leggere l’articolo di Ivofretta e furia alla Luiss ed ho fatto i salti mortali Diamanti, pubblicatoper entrare in specialistica alla Sciences Po di recentemente suParigi. Repubblica.it, dal titolo CariDopo l’Erasmus a Bruxelles, ho preso la decisione ragazzi, non studiate!definitiva di andarmene dalla nostra povera patria. L’amara requisitoria delSulla scia di un’epifania di pirandelliana memoria, giornalista ripeteva -conmi è venuto il riflesso incondizionato di scriverle. dubbio gusto per i giochiHo conosciuto il mondo delle università private, antifrastici- l’invito a nonsia in Italia che qui a Parigi. studiare, e soprattutto nellaConiugano alte competenze didattiche e scuola pubblica, perché poco oaccademiche con una solida organizzazione nulla utile ai fini lavorativi e diamministrativa; la preparazione che offrono, e affermazione, in una societàil prestigio del nome, sono un biglietto da dove contano veline evisita eccelso per entrare nel mondo del lavoro. calciatori e dove sono clienteleE me ne sto rendendo conto proprio in questi e parentele ad avere la megliogiorni in cui sono alla ricerca di uno stage e di una prima esperienza lavorativa. sul merito.Ma non mi fa paura competere con studenti di Cambridge o di Harvard, perché la scuola pubblica Di qui reazioni diverse:italiana mi ha dato tanto. sconcerto, dolore, assenso,Quello che volevo dirle è che io non sarei qui senza quei cinque anni tanto amati e tanto odiati nel ripulsa …Tacito di Terni. Ne è nato un dibattito, che haMi ha insegnato il metodo, il rigore, l’analisi, la precisione e la capacità di sintesi. coinvolto anche la classeMi ha permesso di coltivare la mia passione per le lingue, senza le quali una laurea in relazioni seconda e che si è arricchitointernazionali è senza valore. del contributo della mailLo studio del greco e del latino, lingue morte tanto biasimate, mi hanno insegnato il senso della sfida: ricevuta nel marzo scorso dale lingue orientali sembrano meno impossibili se si pensa che c’è stato un tempo in cui si è compreso Gilda, un’ex alunna (maturitàl’ottativo e si è tradotto da un alfabeto totalmente estraneo. 2007), che reagiva a unaSenza quei ritmi serrati che mi hanno insegnato a coniugare quotidianamente esperienze curricolari analoga provocazione.ed extracurricolari non sopravvivrei in queste dure settimane a metà tra lavoro, studio e preparazione Ve la proponiamo condi concorsi. l’auspicio di suscitare unNon di meno, il livello degli insegnanti è elevato, tanto da essere paragonabile a quello universitario. dibattito sul valore dellaPoche volte, in ambito accademico, ho incontrato professori al suo livello, o a quello di alcuni suoi cultura e sul ruolo della scuolacolleghi, con tanta passione e un’infinita capacità di trasmettere l’amore per la materia, e per la pubblica, insieme alle lettere diconoscenza in generale, agli studenti. risposta al giornalista, due tra leSono uscita da quel liceo con tanto senso critico e un bagaglio culturale invidiabile. tante, spontaneamente prodotteE questo non dipende soltanto dal fatto che fossimo una buona classe, ma che fossimo seguiti da in classe II e III IF. Prof.sse Annarita Bregliozziprofessori eccelsi che ci hanno sempre saputo valorizzare.Me ne resto a Parigi ancora per un anno e mezzo, quasi sicuramente. Marisa D’UliziaSto in un master in affari europei e spero di passare il concorso per la Commissione europea aBruxelles.Ho rinunciato al concorso per la diplomazia italiana perché è semplicemente medievale.In più, non ci sto a rappresentare l’Italia all’estero.Se di diplomazia si tratta, che sia europea.La saluto dicendo che non ci sto quando i politici attaccano la scuola pubblica italiana, perché soquanto vale. Tenete duro!!!Parigi, 4 marzo 2011 Un abbraccio, G i l da 11
  • 12. Lo studio, carta vincente per i giovani italiani Le serie difficoltà dei giovani e le prospettive incerte stanno mettendo a rischio il loro futuro e quello del Paese. La crisi, che dal 2008 sta colpendo il Paese, ha aggravato ancora di più il problema e sono i giovani a subirne i contraccolpi più forti. È l’allarme lanciato da Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, secondo cui: la crescita economica non può fare a meno dei giovani né i giovani della crescita…le difficoltà da loro incontrate” -ha aggiunto- devono preoccuparci non solo per equità ma per un problema di inutilizzo del loro patrimonio di conoscenza e capacità di innovazione, quindi, uscire dalla stagnazione riavviando lo sviluppo con misure strutturali è oggi una priorità assoluta della politica economica del nostro Paese. La Provincia di Terni Un periodo drammatico per il Paese giunto sull’orlo del baratro in cui è difficile andare avanti. Stiamo assistendo pertanto ad per la cultura un vero e proprio esodo, un’ondata migratoria che coinvolge i giovani italiani costretti ad andare all’estero per aspirare ad un futuro migliore. Infatti, ciò che manca in Italia è uno spazio, uno spazio fisico e mentale che consenta di avere futuro e speranze. Come afferma Mario Calabresi, direttore della “Stampa” nel suo recente Cosa tiene accese le stelle, questa sensazione di apertura e lo stimolo a pensare in positivo sono stati il motore della nostra crescita nel dopoguerra. Oggi gli ostacoli sono tanti e non ci sono più quelle garanzie e quelle sicurezze che avevano le generazioni precedenti. È la società stessa che non offre più soluzioni valide per tutti e quindi ognuno è costretto ad intraprendere un percorso individuale. È proprio all’interno di questo clima di sconforto e di rassegnazione che il nichilismo e la sfiducia prendono il sopravvento. Viviamo in un presente dilaniato e paralizzato in cui manca ogni riferimento al passato e ogni idea di progettazione futura. Oggi, quindi, tutto è nelle nostre mani e soltanto la grinta e la determinazione ci consentiranno di affrontare le sfide raggiungendo un esito positivo. Lo studio, quindi, è la carta vincente in un periodo in cui i giovani italiani non investono più nel loro futuro perché sono attanagliati da un malessere e da uno sconforto che genera in loro soltanto delusione nel momento in cui si misurano con la realtà di un Paese che non crede più in loro. Pertanto, è necessario studiare poiché è la cultura che rende liberi, critici e consapevoli. Studiare, tuttavia, non ha come unico obiettivo il titolo di studio, perché nessun titolo di studio può garantire una riuscita automatica. L’importante è invece credere nelle proprie capacità e non smettere mai di aspirare ad un futuro migliore convinti che saremo noi giovani a decidere il nostro futuro, dando una svolta definitiva ad un Paese che sta collassando. Oggi, infatti, che cos’è l’Italia se non un Paese in cui regna l’indifferenza e il convincimento che per fare la velina, il tronista e il precario non sia necessario avere una cultura, perché l’importante non è essere ma apparire? Siamo noi giovani italiani che non dobbiamo mostrarci passivi ed indolenti nei confronti di questo cambiamento radicale che ci sta travolgendo affinché le nostre menti non siano soggiogate. Ragazzi, studiate: meglio critici che ingenui! Novelli Vanessa II IF12
  • 13. C a ro d i re t t o reCaro direttore, dire sentirsi realizzato, appagato, libero e felice delle leggendo quella che io definirei, almeno in parte, una sua provocazione, mi proprie scelte.sono trovata a provare diverse sensazioni. Lei ci suggerisce di non studiare perché Non si può abolire l’istruzione, la cultura e la scuola.della cultura non ce ne faremo niente, perché al giorno d’oggi sono avvantaggiati Non possiamo estirpare le nostre radici che si nutrono dii tronisti, le veline, i “figli di papà” che molto spesso non sanno neanche cosa cultura da sempre. Lei pensa davvero che assumere unvoglia dire passare gli anni più belli della vita sopra a dei libri che ogni singolo tale atteggiamento può portare a un miglioramento?pomeriggio ti osservano e ti incitano ad aprirli, seppur controvoglia. Se accogliessimo la sua tesi, da qui a qualche annoE’ vero, devo ammetterlo, sembra che frequentare un liceo, un’università, oggi saremo tutti degli ignoranti, dei deficienti, nel senso cheequivalga a studiare inutilmente, a sprecare del tempo prezioso. Effettivamente mancheremo di una parte della nostra formazione.non posso negarlo, perché ne faccio esperienza quotidianamente: mia sorella, 28 L’Italia sarà un paese di asini; è davvero questo cheanni, laureata in economia e commercio a pieni voti, specializzata in marketing e vuole? Desidera davvero una degradazione e un cosìgestione delle aziende è disoccupata da circa un anno. A poco servono i continui totale annientamento degli italiani?colloqui, dato che la maggior parte delle volte è superata da qualcuno che ha le Concludo dicendo che credo fermamente nellafamose conoscenze, oppure i progetti che l’azienda si era prefissata di attuare non formula umanistica homo faber fortunae suae e, dato chepartono neanche più, o le aziende non riescono ad assumere nuovo personale in non ho mai amato raggiungere facilmente lo scopo chequanto sono già in crisi con quello esistente. Intanto, lei non ha un lavoro, non mi ero prefissata, ma ho sempre avuto un certo interessepuò sposarsi, non può costruirsi una famiglia, perché farlo sarebbe un suicidio: per le sfide, accolgo anche questa. Continuerò a studiare,significherebbe far nascere un bambino, pur essendo consapevoli di dargli un proprio così come ho sempre fatto, in primis per la miafuturo incerto, in cui la precarietà regna sovrana. Che cosa dovrei pensare di questa formazione culturale, poi perché la speranza è l’ultima arealtà, allora? Dovrei davvero continuare a studiare, ad impegnarmi, a sacrificarmi, morire e, se devo sperare in un futuro che non siase poi so che non c’è spazio per me nel mondo del lavoro? Dovrei davvero continuare precario come è la realtà attuale, allora voglio forgiare ila sentirmi umiliata quando persone che hanno una cultura nettamente inferiore mio destino senza che nessuno mi tolga la voglia dialla mia riescono a raggiungere gli obiettivi prefissati? Non ci sto. Nella mia vita andare avanti per la mia strada.ho sempre mal sopportato le ingiustizie ed essere posti in un angolo dopo che per Sara Pacioselli III IFanni hai faticato è un’ingiustizia. Un’ ingiustizia bella e buona! Ma se da un canto studiare sembra essere una perdita di tempo, perchécomunque non riesci ad acquisire nella società il ruolo e l’incarico che vorrestiricoprire, dall’altra mi chiedo che cosa sarei io senza lo studio. Potrei godermi lamia adolescenza in completa tranquillità senza più l’ansia dei compiti e delleinterrogazioni quotidiane? Sì. Potrei uscire tutti i giorni con gli amici senza doversentirmi in colpa perché non ho finito di studiare il paragrafo di storia per il giornosuccessivo? Sì. Ma sarei davvero me stessa? Sarei davvero felice di avere questoillimitato tempo ozioso sine dignitate? Non sentirei la mancanza dei libri, dellostudio, delle parole che ti penetrano l’animo e ti fanno riflettere, hanno un effettocatartico, ti educano, ti fanno crescere? Non possiamo privarci della cultura.Lo studio deve essere pane per i denti, ti rende critico e consapevole della realtàin cui vivi, ti permette di scegliere il Bene ed è l’unica cosa che ti fa sentireveramente libero.Non possiamo smettere di andare a scuola, né tanto meno all’università perchéscegliere una facoltà significa essere consapevoli di quello che si vuole diventare,che non significa necessariamente ricoprire chissà quale alto incarico, ma vuol Alessandro Pieroni II IF Analisi della postura Ipertermia Onde d’urto focalizzate Rieducazione ortopedica Rieducazione posturale globale Tecarterapia Test di valutazione e rieducazione isocinetica Fisioterapia e Riabilitazione Dir. San. Dr. Michele A. Martella - Aut. Reg. n. 8385 del 19/09/01 Terni - Via Botticelli, 17 - Tel 0744.421523 - 401882 13
  • 14. L’associazione NahArti e la sua missione: valorizzare il patrimonio storico della città e del comprensorio preesistenze romane testimoniate dalla vasca termale, dai mosaici e dalle scuderie edificate sulle strutture del teatro romano. Il palazzo ha conseguito le forme attuali alla fine del Settecento ed è tornato agli antichi fasti solo dopo i recenti restauri che hanno restituito intatto il suo grande fascino di edificio “stratificato” nei secoli. Poi, sulla scia delle Giornate Europee del Patrimonio, c’è stata la possibilità di raddoppiare l’offerta e di aprire le porte di altre tre residenze storiche. Nella silenziosa mattina che ha seguito gli stravizi della Notte Bianca è stata la volta di palazzo Montani Leoni: attuale sede della Fondazione CARIT, era una magione aristocratica fondata dai Fazioli nel XVI secolo, ma venne notevolmente modificata in seguito all’apertura di Corso Tacito: presenta oggi al suo interno significative decorazioni liberty. Nel pomeriggio è stata la volta di palazzo Spada che ha saputo stupire i moltissimi che, pur abitando nella città di Terni, non avevano mai avuto occasione di osservare da vicino il vasto ed originale ciclo ad affresco opera di Karel Van Mander, artista fiammingo giunto da Roma per lo stretto legame che univa il conte Michelangelo Spada alla corte pontificia. L’ultima visita proposta è stata a palazzo Bianchini Riccardi: All’inizio del 2010, causa il contagioso entusiasmo di alcuni giovani anch’esso sorto su antiche vestigia di età romana, presenta ternani formatisi per operare professionalmente nel mondo della un’imponente quanto misurata facciata rinascimentale, composta cultura, nasceva l’associazione “NahArti”, che fin dalla scelta del da un lieve bugnato che offre tenui passaggi di luce e presenta nome dimostrava la volontà di riallacciarsi alle memorie storiche l’edificio come vero e proprio orgoglio d’arte per la nostra città. locali traendone linfa vitale per ideare e dar vita a nuove proposte Al suo interno le grottesche cinquecentesche e gli stucchi fanno da culturali, al fine di far conoscere ed apprezzare il territorio cornice a scene riprese dalla mitologia greco-romana, di cui è stato anticamente abitato dalla tribù dei Naharti. spiegato il loro carattere allusivo agli interessi del committente, Ne nacque in tempi rapidi, intuendo la potenziale attrattiva di uno Ludovico Rosci, amante dell’arte, erudito, raffinato collezionista dei molteplici aspetti affrontati dalla mostra dedicata a Piermatteo e proprietario di una ricca biblioteca, membro dell’Ordine dei d’Amelia al CAOS, un evento che, ruotando intorno alle opere Cavalieri di Malta e protetto da Paolo III Farnese. dell’eccelso pittore rinascimentale dislocate in contesti extra- Il bilancio, alla fine del week-end, è stato quello di un autentico museali, offriva il pretesto per invogliare turisti e conoscitori a successo in termini sia di critica che di affluenza. visitare alcuni centri minori, fornendo al contempo l’occasione di Alcuni giornali scrivono che per la prima volta Terni è apparsa ai entrare in luoghi altrimenti inaccessibili. visitatori che hanno partecipato agli itinerari urbani in programma L’appuntamento era inoltre abbinato ad un convegno che fu tenuto “come una città non solo industriale, ma polo artistico e nella meravigliosa cornice di Palazzo Petrignani: il tutto -visite monumentale in grado di competere con le altre città dell’Umbria”. guidate agli itinerari comprese- ebbe la durata di tre giorni e fu L’ottimo risultato riscosso presso il pubblico, inoltre, non può far incoraggiante il notevole afflusso di pubblico che vi partecipò. altro che regalare ulteriore slancio ai NahArti, che si sono già Anche se l’associazione sembrava nata per gioco, visto quel primo riversati sul lavoro di progettazione dei prossimi impegni per inaspettato successo i NahArti ci hanno preso gusto. offrire nuovi spunti e temi di interesse, agire in nome della Ad Aprile 2011 promuovono così l’evento “Amelia, la piccola valorizzazione di un territorio ricco di storia e di arte e non Roma”, dove si alternano una giornata di studi incentrata sui palazzi soltanto delle acque della Cascata e delle vestigia contemporanee amerini e sulle loro pregiate decorazioni di età manierista e barocca dell’industrializzazione. e visite guidate al centro storico che includono non solo le lussuose Pare proprio, in definitiva, che i tempi siano maturi per poter dimore d’epoca ma pure le Cisterne romane, il Teatro settecentesco, sfruttare turisticamente il patrimonio storico di Terni insieme a il Museo archeologico. quello naturalistico e alle peculiarità antropiche della zona, Il secondo giorno registra un boom di presenze, specialmente di unitamente alle eccellenze eno-gastronomiche, alla possibilità di persone provenienti da fuori regione, in prevalenza da Roma. dedicarsi al relax e al benessere e di praticare sport outdoor, senza Era inevitabile pertanto che anche a Terni, presto o tardi, ci si mai dimenticare le numerosissime attrattive del territorio accorgesse della loro preparazione e competenza: così, nell’ultimo circostante, colmo di opportunità in attesa di esser colte e fruite fine settimana di settembre, l’associazione NahArti ha organizzato da tutti. Federico Li Gobbi e realizzato per la prima volta in città un ambizioso progetto di apertura straordinaria di beni culturali solitamente chiusi al pubblico, offrendo visite guidate gratuite a residenze storiche, in alcuni casi di proprietà privata. L’Assessorato alla cultura ha patrocinato la loro idea, avendo così la possibilità di fare dono all’evento Terni On, la nostra Notte Bianca, di una sferzata di cultura in più, aprendo le porte dei palazzi nobiliari tra i più interessanti del centro storico. Un’occasione ghiotta sia per i cultori della storia dell’arte, sia per i più curiosi che non si trincerano dietro un “tanto a Terni non c’è niente da vedere”. I NahArti hanno dato vita a piacevoli visite guidate, supportati, per quanto riguarda il primo appuntamento del pomeriggio a palazzo Giocosi Mariani, dagli studenti del Liceo Artistico Metelli. All’interno dell’edificio, i visitatori sono stati accompagnati dai brani eseguiti dai musicisti dell’Istituto Briccialdi che qui ha sede; nel mentre hanno potuto ammirare gli splendidi affreschi fiamminghi del Cinquecento. A palazzo Morelli, distante pochi passi, è stato protagonista il grande salone ricco di allegorie di gusto barocco voluto dal cardinale Saverio Canale, protettore delle scienze e delle arti. L’ultima visita in programma è stata quella a palazzo Gazzoli, dimora della più potente e filoclericale famiglia ternana, sorto su14
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  • 19. Collescipoli Trovato in un campo agricolo un animale mostruoso Incredulo da qualche giorno e allo stesso tempo perplesso, Osvaldo, contadino settantenne di Collescipoli, da anni dedito alla cultura agricola e al lavoro nei campi, la sua vita, la sua passione. A inquietarlo il ritrovamento in uno dei suoi campi del corpo di un animale morto, che più che animale sembra essere un mostro, una sorta di incrocio tra un grande cinghiale, la testa di un maiale e la bocca di un lupo. Grande e pesante, ben 164 Kg, il pelo corto color ruggine e la testa incassata nel corpo senza collo, il muso senza peli, liscio e bianco come quello di un suino, gli occhi bianchi, i denti aguzzi e grandi più di un lupo, le zampe simili a quelle di una capra. Che roba è? -si domanda Osvaldo da giorni- Giaceva morto a terra con le zampe sporche di terriccio e fango, la bocca digrignata come se volesse ancora mordere. Mai visto un animale del genere! A vederlo bene sembra proprio una mutazione genetica, simile a quelle che si vedono in tanti film americani di fantascienza, ma qui non c’entra, qui il mostro è in carne e ossa.Non si sanno le cause della sua morte, non si sa neanche di che cosa possa nutrirsi una creatura del genere e neanche quanti anni abbia.Una cosa è certa, la sua fisicità è spaventosa.Quando l’ho trovato -continua il contadino- pensavo fosse un cinghiale, ma è strano trovarli da queste parti, così ho chiamato il mio veterinariodi fiducia, ma neanche lui a parte le ipotesi è stato in grado di identificarlo.Sembra strano perché l’animale, privo di coda, orecchie e organi di riproduzione, tipici di tutti gli animali, presenta invece, al suo interno un apparatoorganico identico a quello di un maiale. Le ipotesi fornite dal dott. Fulvio Rossini, veterinario spoletino, sono due. La prima è che potrebbe trattarsidi un animale nato dall’accoppiamento riproduttivo tra una scrofa e un cinghiale, difficile da credere se pensiamo che il maiale e il cinghiale pursimili nel genere non potrebbero mai accoppiarsi, per la loro diversità istintiva sita nella loro naturale predisposizione, ma pur sempre un’ipotesi.La seconda è che si tratterebbe di una malformazione avuta nel feto, magari di un animale simile al cinghiale.Come esistono le malformazioni umane lo stesso potrebbe essere accaduto per l’animale in questione. Supposizioni che non trovano una veritàscientifica ma che cercano di spiegare questo fenomeno anomalo quanto impressionante. Segnalazioni passate della sua presenza o di uno stranoavvistamento non sono mai giunte al Corpo Forestale dello Stato, tanto meno gli abitanti della zona non hanno mai notato qualcosa del genere.Non ci sono animali uccisi, tracce del passaggio di questa creatura. Non resta che fare delle supposizioni. Dalle analisi del sangue effettuatesull’animale e dalla successiva autopsia, non ci sono chiare tracce di sostanze nutritive assimilate, neanche nello stomaco, informazioni importantiche avrebbero permesso l’identificazione alimentare, ciò di cui si nutre la creatura.L’ipotesi allora più accreditata è che forse sia morto di fame e questo spiegherebbe anche la mancanza di ferite o perdite di sangue sul suo corpo.Sempre nel segno del dubbio l’idea che l’animale sia nato da un parto naturale tra due maiali o cinghiali e che l’allevatore fino a quando l’animaleera piccolo ha deciso di tenerlo, magari sorpreso dalla sua forma mostruosa, poi, cresciuto troppo, abbia deciso di liberarlo e questo, trovandosi senzanutrimento, sia morto perché non abituato a cacciare. Non risultano, inoltre, dichiarazioni da parte di allevatori che in passato abbiano denunciatola nascita di un animale particolare.La sua origine è sconosciuta, uno scherzo cromosomico? Chi sa? Forse veramente un mostro. E se il mostro avesse altri figli sparsi in giro?Se qualcuno allevasse di nascosto creature mostruose come questa o si divertisse a fare degli strani incroci genetici?Non perdiamo tempo in futili fantasie, sarà stato solamente un caso. Anche se, da quando Osvaldo ha fatto questo ritrovamento, sia lui sia i suoicoetanei della zona, controllano con più attenzione ciò che si muove nei campi e se prima pensavano a una volpe, a un istrice o un piccolo innocuoriccio, adesso si pensa a qualcosa di diverso. Lorenzo Bellucci CASA DELLA DIVINA PROVVIDENZA res idenz a protetta e residenza c omuni t a r i a La residenza è in un ex convento dei frati cappuccini situato su tre piani. La vita residenziale si svolge tutta al piano terra, ove sono anche tre ampi saloni per le varie attività. Scopo principale della casa è recuperare e mantenere, dove possibile, le capacità cognitive e motorie dei propri ospiti. Il personale, dai medici fino ad arrivare al personale assistenziale e religioso, è altamente specializzato. 05016 Ficulle (TR), zona Cappuccini n° 9 Tel. 0763 86021 - Fax 0763 86214 email info@casadivinaprovvidenza.org 19
  • 20. La casta sul tetto che… costa Anno 2007, mese maggio, i giornalisti Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella pubblicano la prima edizione del libro La Casta nel quale tracciano un quadro impietoso e crudamente realistico della classe politica italiana nel suo insieme senza risparmiare alcun schieramento sia del governo che dell’opposizione. Ne esce il quadro sconfortante di un paese in cui la brama di poltrone spinse ad inventare comunità montane al livello del mare, dove il Quirinale spende più di Buckingham Palace, dove un pasto a Montecitorio costa meno di una qualsiasi mensa aziendale! Ricordo il senso di frustrazione impotente misto ad indignazione provato nel leggere quelle pagine in cui si snocciolavano cifre, dati, tabulati, da far venire prima il capogiro poi un nauseabondo dolore allo stomaco, manco si viaggiasse con il mare forza 7. Allora, come tanti lettori mi sono chiesto: le cose stanno proprio così? E’ questo che fa la nostra classe politica che puntualmente viene a corteggiare noi elettori ad ogni tornata elettorale? Così finiscono i soldi di noi contribuenti ai quali vengono ormai cronicamente chiesti sacrifici per fronteggiare una crisi senza fine? Abbiamo a questo punto un barlume di speranza? Da quella data sono passati quattro anni lunghi come quattro secoli per tutte le vicissitudini storiche, politiche, economiche, interne ed esterne, nazionali ed internazionali avvenute nel frattempo. Sono anche usciti altri libri, altri giornalisti hanno fatto sentire la loro voce polemica contro una classe dirigente sempre più barricata dietro un’oligarchia fatta di privilegi assurdi, sprechi, abusi e soprusi. Basti pensare a La Deriva (2008) degli stessi autori, poi Sanguisughe (2011) di M.Giordano, L’Orda… è perfettamente inutile proseguire l’elenco altrimenti occuperemmo lo spazio dell’intero articolo. Si tratta di autori diversi sia per formazione culturale che per orientamento ideologico, ma nello sciorinare dati, fatti, cifre concordano tutti su di un punto: troppo spesso la politica costosa ed impotente… parla di altro dimenticando le reali esigenze del paese e dei suoi cittadini. Puntualmente all’uscita di ognuno dei libri citati scoppia la solita bomba editoriale, migliaia di copie vendute, dibattiti, forums, conferenze, special televisivi, gazzarre in diretta tra esponenti del governo e dell’opposizione che si rinfacciano errori ed omissioni… il solito teatrino a cui le reti pubbliche e private ci hanno ormai abituati! Insomma dopo tutto questo can-can mediatico, qual è il seguito? Cosa fa di concreto la nostra classe dirigente? Come reagisce ad accuse così gravi? Quali iniziative intende prendere? Risposta: ben poche per non dire nessuna, salvo una serie di promesse, buoni propositi, solenni rassicurazioni destinate a rimanere sulla carta o perdersi nelle onde elettromagnetiche della telecomunicazione. Ciò che si recepisce è uno sconfortante quanto frustrante senso di immobilismo in cui le regole del gioco sembrano già scritte e non possono essere cambiate per le complesse alchimie degli equilibri politici delle forze in campo. Da una parte abbiamo una compagine governativa sempre più ingessata nei palazzi di potere, attaccata alle proprie poltrone e preoccupata di assicurare i necessari equilibri interni per garantirsi la sopravvivenza fino alla fine della legislatura, dall’altra un’opposizione variegata, eterogenea, spessissimo divisa e litigiosa che anch’essa occupa i palazzi di potere, magari non ai piani alti (sarebbe troppo!) più preoccupata di cercare la contrapposizione che elaborare un programma costruttivo, serio e soprattutto unitario di vera alternativa al governo attuale. Il premier invece si mostra indaffaratissimo a garantirsi a qualsiasi costo (todo modo!) la propria carica fino al 2013, incurante delle sollecitazioni che gli vengono da varie parti di fare il passo indietro che egli si guarda bene dal fare… il potere logora, ma è meglio non perderlo, secondo quanto ha affermato una vecchia volpe della politica italiana, l’on. G. Andreotti. All’esterno degli storici palazzi di potere dove governo e opposizione continuano ad accapigliarsi, si trova il paese reale con le sue urgenti problematiche, un paese invecchiato biologicamente con una marea di giovani in cerca di prima occupazione, di precari ormai over 40 che reclamano una sistemazione stabile, di pensionati che debbono tirare avanti con un misero assegno mensile, di padri e madri di famiglia che di punto in bianco si sono trovati senza lavoro e non sanno come campare. Un paese sostanzialmente immobile che non riesce a sfruttare le sue positive qualità universalmente riconosciute (inventiva, genialità, capacità di adattamento) gestito da una casta oligarchica volta soprattutto al mantenimento dei propri privilegi fatti di auto blu, pensioni d’oro, incarichi super pagati, favolosi assegni che si cumulano ecc. Sembra che la storia abbia fatto un brusco passo indietro all’epoca dell’Ancien régime quando oltre i cancelli della dorata reggia di Versailles c’era il terzo stato che viveva nella miseria o, per stare a casa nostra, ai tempi della Serenissima quando potenti famiglie come i Mocenigo, i Dandolo, i Vendramin… lottavano per la supremazia, mentre il resto della popolo doveva imbarcarsi sulle navi a far la guerra contro i Turchi, se voleva sopravvivere. Tangentopoli, Parentopoli, Sprecopoli… sono i neologismi divenuti ora di uso comune, tutti puntualmente con il suffisso poli, ma che, per ironia, con la polis (città-stato) e soprattutto con la gestione di essa hanno ben poco a che vedere. Si è creata una frattura sempre più profonda, una vera e propria forbice, tra il paese reale e la classe politica nel suo insieme che il cittadino comune giudica inadeguata e nella quale non si riconosce. Sintomatici sono gli appelli lanciati sempre più spesso del presidente G. Napolitano affinché la politica, non le lotte di potere o peggio quelle di parte, riprenda la sua centralità. I fatti di Roma (non entro nello specifico perché esula dal tema dell’articolo) dove la cieca e deplorevole follia distruttrice di una minoranza ben organizzata si è abbattuta sulla città deturpandola nel suo patrimonio e sui cittadini inermi che hanno visto andare i fumo in pochi attimi anni di sacrifici, suonano, al di là delle valutazioni tecnico-politiche di circostanza, come un drammatico campanello di allarme che la classe politica ha il dovere di non ignorare. A complicare un quadretto degno delle migliori statuette di via S. Gregorio Armeno a Napoli, ci si mette anche una folla di telepredicatori, comici, vignettisti che rispondono ai nomi di Da Vinci, Fazio, Santoro, Crozza, Gruber, Floris ecc. i quali da tutte le reti pubbliche e private irrompono prepotentemente e puntualmente quasi ogni sera nelle nostre case impartendoci, da perfetti tuttologi, lezioni di politica, di economia, di morale civica ecc. e girando, come recita un vecchio proverbio, il coltello nella piaga. Ma attenzione! Con questo non si vuole per nulla affatto mettere in discussione la libertà di parola che resta un pilastro fondamentale della democrazia e nemmeno mettere in dubbio la giustezza delle critiche che vengono in tali trasmissioni mosse, ma la cosa certa è che il cittadino in tale situazione si sente sempre più disorientato e sempre meno garantito da uno stato diventato nolente o volente espressione di una ristretta cerchia di persone i cui interessi appaiono lontani anni luce ai suoi. Insomma, se è vero che nel tal settore siamo ultimi, in quell’altro al 37° posto e via discorrendo, ci sarà pure qualche settore in cui la situazione è così catastrofica! In ogni caso, se veramente le cose stanno così, è arrivato il momento che i signori della casta che si coprono sotto varie sigle, si diano una mossa una volta per tutte e senza ritardi, prima che il paese sfugga loro di mano. La frustrazione e l’impotenza potrebbero tramutarsi in rabbia… Che si diano da fare anche loro a riparare il costoso tetto che occupano e che hanno reso pieno di falle, senza infilare le mani nelle tasche del cittadino, come è stata prassi fino a questo momento. Una via di uscita va trovata perché esiste, basta volerlo. Concludo con le parole del celebre giornalista G. Bocca: Dio benedica questo sgangherato, ma amato paese! Pierluigi Seri20
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  • 22. Un viaggio nella storia di Braccio, Bingo, Don e Cantante. E, soprattutto, la scoperta di un luogo immaginario capace di raccontare vizi e virtù dellItalia degli ultimi trentanni. Un romanzo certo complesso, Santa Croce, anche dal punto di vista della struttura narrativa, e popolato da tanti personaggi attraverso i quali si raccontano le esperienze che hanno portato i protagonisti a vivere la vicenda legata a Braccio, alla sua malattia e alla voglia, in un modo o nellaltro, di raggiungere un obiettivo, con laiuto dei suoi amici. Il libro può essere acquistato presso la libreria Alterocca. I l 2 0 1 2 , s e g n e r à d a v v e ro la n ost ra f in e? 1 2 3 4 5 6 7 8 Interpretazioni sul calendario Maya, inversione del campo magnetico terrestre, impatto con una cometa o un asteroide, variazione dell’inclinazione dell’asse A terrestre, allineamento dei pianeti, esplosione di una supernova vicina e formidabili tempeste solari, sono solo alcune delle ipotesi che si stanno sbandierando da molto B tempo, da tanti profeti e su tutti i canali dei mass-media. Tutti i cittadini interessati a questo argomento e desiderosi di approfondimenti, non potranno mancare all’appuntamento di sabato 26 novembre a Terni, Palazzo C Primavera, Via Giordano Bruno, 3 (inizio ore 17.00), dove il famoso astronomo torinese Walter Ferreri presenterà il suo libro: La verità sul 2012. Autore di una ventina di libri di carattere astronomico che spaziano dalla fotografia D astronomica, ai cannocchiali e telescopi, al Sole, alla Luna fino a spingersi ai confini dell’Universo alla ricerca di forme di vita, Walter Ferreri ha prontamente risposto E al nostro invito e ci regalerà un pomeriggio davvero interessante. F G A = E6, F8, G2, G4, G7 B = E7 C = B3, B4 D = B7, F4 E = A2, C2, C4, D2, D5, D8, F2, F5 F = A8 G = G6 I = B1, B8, C7, E8 L = F1, F6, F7, G3 N = A1, A6, C1, D3, E4, G5 O = B2, B5, E3 P = E2 R = D7 S = A3, A4, C6, D1, E1, E5 T = D4 U = A5 V = C3, G1 L’autore dell’aforisma è Stanisław Jerzy ...22
  • 23. Senatori della città Composto a più mani Lo scritto, composto a più mani e a più pensieri da semplici cittadini, non impegnati nella politica attiva che, liberatisi della dicotomia destra-sinistra, si accordano, non ideologicamente né a difesa di padroni, sul da farsi e sui comportamenti da tenere. Nessuno, tra noi, è interessato al vigente mercato politico o amministrativo; ci limitiamo ad indicare proposte, progetti, azioni per la città. Ci rivolgiamo a chi è nauseato dai vergognosi esempi messi in mostra, vuoi dall’omuncolo smanioso di potere, vuoi da quello che tenta di sbarcare il lunario con la politica. Penseremo ai giovani, per cercare di offrire loro un futuro migliore. Non indicheremo chi, a nostro parere, dovrebbe essere eletto. Segnaleremo invece la tipologia del candidato che, per il bene delle istituzioni, dovremmo evitare di eleggere. Ci impegneremo perché gente senza arte né parte non seguiti a fare del male al decoro pubblico. Ci siamo autoeletti Senatori della città. L’investitura è legittima perché riteniamo di avere carte culturali e morali in regola e perché siamo prontiLa pubblicazione curata dall’ex giocatore rossoverde e dal giornalista ternano, a dare senza chiedere, men che meno denaro pubblico.Ivano Mari, ripercorre, nella prima parte, la carriera del calciatore ternano ed è Pensiamo anche che dopo due mandati i politicanti,corredata da tantissime fotografie che raccontano i momenti più interessanti. se si sentono così importanti e sempre che lo sianoNella seconda, invece, Riccardo racconta degli aneddoti curiosi (gioie, liti furiose davvero, invece di brigare per continuare la lorocon allenatori, grandi gesti di generosità) che hanno caratterizzato la sua esperienza opera, spesso devastante, dovrebbero mettere il loromentre la terza parte raccoglie le testimonianze di allenatori, dirigenti ed ex sapere a disposizione dei giovani della città, giovanicompagni di squadra che hanno condiviso con Riccardo la splendida avventura intelligenti, colti, attivi, quelli che intendono viverecalcistica. Nella quarta ed ultima parte, invece, c’è l’album dei ricordi con Riccardo esclusivamente con il proprio ingegno e con il proprioalle prese con giocatori del calibro di Maldini, Totti, Zanetti, Veron, Materazzi, lavoro. La precisazione si impone poiché la politicaMihajlovic, Mexes, Buffon e tanti altri campioni ancora. va sempre più infoltendosi di personaggi che maiL’intero ricavato della vendita del libro verrà destinato all’acquisto di un hanno lavorato e che sono privi delle capacità dimammografo digitale da donare all’Ospedale di Terni. controllo necessarie alla gestione anche solo di unaDa segnalare che prima della partita di addio al calcio di Zampagna, che si è bancarella di semi salati.disputata al Liberati la sera del 2 luglio 2011, Riccardo ha consegnato a “Terni X Questi avventori, tuttavia, vogliono farci credere diTerni anch’io” un assegno di 20.000 euro, quale prima tranche della vendita del saper amministrare i nostri beni comuni!libro per l’acquisto del mammografo digitale. Il libro è gratuito per tutti coloro che ne faranno richiesta.Si spera che con l’arrivo del Natale si possano vendere altre copie per aumentare info@lapagina.infoil contributo e procedere con un ulteriore versamento. 3482401774 23
  • 24. Problema della tolleranza nel cinque-seicento tolleranza tra i loro princìpi fondamentali. Essa per i sociniani era il frutto del ricorso alla ragione critica per interpretare la Bibbia e della convinzione della preminenza dell’etica sulla dogmatica, cioè della idea che l’essenza del Storicamente il problema della tolleranza si cristianesimo si trovasse non in una serie di pose a partire dalla Riforma protestante, dogmi ma nel messaggio evangelico del- quando l’unità religiosa del mondo cristiano si l’amore e della carità, messaggio che, a loro spezzò e il potere politico si trovò a doversi avviso, concordava con le esigenze della confrontare con sudditi che aderivano ad una ragione. Anche la separazione dello Stato dalla pluralità di credi differenti. Chiesa era per loro condizione essenziale per La tolleranza dunque venne a porsi con grande l’affermazione della tolleranza. urgenza come problema non solo teologico- In Inghilterra il latitudinarismo insisteva sulla religioso ma anche politico e giuridico. esistenza nel cristianesimo di un nucleo di In questa situazione l’Europa visse tra il verità fondamentali comuni a tutte le chiese, Cinquecento e il Seicento un periodo di forte fondate sulla Scrittura e ammesse da tutti. instabilità e di guerre di religione e si assistette Per questa setta le divergenze dottrinali non al trionfo dell’intolleranza. potevano essere motivo di divisioni e intolle- Vi era infatti diffusa, sia tra i cattolici che tra i ranza in quanto riguardavano questioni oscure protestanti, la convinzione che la fede fosse la e incomprensibili. condizione necessaria per la salvezza del- In Olanda gli Arminiani (da Arminio prof. l’anima e che essa fosse incarnata in un com- all’Università di Leida) contestavano la rigida plesso di dottrine dogmatiche (ortodossia) e in dottrina calvinista della predestinazione, un’organizzazione ecclesiale esclusiva che secondo la quale Dio dall’eternità aveva già dovessero valere in modo assoluto come verità. stabilito chi si sarebbe dannato e chi si sarebbe Se questa era la premessa, risulta chiaro come salvato indipendentemente dai meriti indivi- l’errore dovesse essere perciò perseguitato con duali e sostenevano la responsabilità e la colla- spirito di tolleranza. tutti i mezzi, anche con la forza, se si volevano borazione dell’uomo alla propria salvezza, Sulla scia della rivoluzione umanistica e salvare le anime. attraverso le opere buone. rinascimentale, che poneva al centro l’uomo In tale situazione cominciarono a levarsi, Questo principio della libertà umana li portava come soggetto libero e razionale e la natura seppur isolatamente, voci e movimenti a favore a sostenere il pluralismo religioso e quindi la come oggetto di ricerca e di conoscenza, della tolleranza religiosa. tolleranza. cominciava ad affermarsi la rivoluzione scien- Le spinte provenivano da vari fattori: quello Dietro questa posizione tollerante c’era la tifica, ossia lo studio sperimentale della natura teologico-religioso, quello politico, quello spinta della ricca borghesia dei ceti mercantili alla ricerca delle leggi che la regolano. culturale, quello economico. aperti al pluralismo ideologico e al pacifismo. In tal modo l’uomo moderno sconfiggeva la È proprio nell’ambito teologico e religioso che Quanto al contributo al dibattito sulla tolle- vecchia cultura aristotelica e la sua coscienza nacquero idee a favore della tolleranza. ranza del fattore politico, esso era inevitabile diventava il centro della libera scelta anche in In campo cattolico cominciarono a diffondersi dal momento che gli scontri religiosi andavano campo religioso. le posizioni umanistiche di Erasmo da Rotter- ad incidere negativamente sulla pace sociale e Da ultimo il fattore economico: con l’emergere dam che ponevano il valore del Vangelo e della in qualche modo lo Stato doveva intervenire. della nuova classe borghese e soprattutto nella carità al di sopra della ortodossia dogmatica, Si cominciò a discutere sul rapporto Stato- seconda metà del Seicento con lo sviluppo del mettendo l’accento sulla libera scelta della Chiese e, accanto alla posizione che sosteneva capitalismo finanziario e commerciale nasceva coscienza in fatto di religione. la necessità da parte dello Stato di far propria l’esigenza di superare le divergenze religiose In campo protestante si svilupparono, sotto la una dottrina religiosa e di imporla a tutti, si per preservare relazioni sociali stabili e pacifi- spinta del principio luterano del libero esame andava sviluppando la concezione secondo cui che che favorissero i commerci. dei testi sacri, tutta una serie di sette che rinun- Stato e Chiese devono essere separati, avendo È il caso soprattutto dell’Olanda che, per la sua ciavano al fanatismo dottrinale per sostenere lo Stato come compito primario quello di politica di tolleranza, divenne rifugio di molti forme chiare di tolleranza. garantire a tutte le posizioni religiose la libertà perseguitati religiosi europei e sviluppò una Ad esempio i cosiddetti Sociniani (dai fratelli dottrinale e di culto. notevole floridezza economica, al contrario Fausto e Lelio Socini da Siena) che a livello In altre parole cominciò a nascere la dottrina della Spagna che, con la sua politica intolle- dottrinale si distaccavano sia dai cattolici che dello Stato laico e aconfessionale. Era la posi- rante e inquisitoria, che condusse alla espul- dai luterani, poiché negavano la Trinità, il zione di Johann Crell, convinto sociniano, o di sione degli ebrei e degli arabi, ostacolò la peccato originale, la predestinazione e la John Milton e molti altri fino a John Locke. formazione di un forte ceto borghese e si avviò mediazione della Chiesa tra uomo e Dio, e Anche il fattore culturale contribuì in modo così al declino economico e politico. sostenevano, nel loro catechismo del 1605, la determinante all’affermarsi dell’esigenza di uno Marcello Ricci 1 2 3 4 5 6 7 8 A = A1, A4, B7, C4, C7, E5, F6 D = B3 A E = A7, B4, D1, D8, G2 G = E4 B I = C2, D5, E7 L = A2, A3, B5, B6, F4 C M = D2, F7 N = D6 D O = D3, F8 R = A8, C8, E1, E2, G1 S = A6, C6, F1 E T = C3, D7, E6 U = F2 V = C1 F G ’ X = B1 Y = E3 P X Y Z Y Z = F324
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  • 27. S T E V E J O B SUn maestro di vita nell’era dell’hi-techQ uasi un mese fa è morto uno degli uomini che ha collaborato a rendere il mondo “di allora” il nostro mondo contemporaneo, quello stesso mondocontroverso e complicato che tanto ci debilita ma che tanto amiamo, in fondo, anche se non lo ammettiamo poi così spesso.Un uomo che non verrà dimenticato facilmente: un uomo che, con i suoi difetti e con i suoi pregi, ha saputo emozionare e dare un esempiodecisamente importante e valido da seguire.Un egoista, un cinico e un egocentrico, chiaramente, che è riuscito a cambiare le vite di milioni di persone, portando un’azienda nata da un sognodi libertà a diventare l’azienda leader nel suo campo, paragonata a un tiranno, che però tanto ha dato alla nostra società.Una persona senza paura di andare controcorrente, un grande uomo che ha saputo giocare le sue carte nel modo migliore e nel momento piùappropriato, pur facendo i suoi errori e pagandone le conseguenze. Un uomo che ha fatto scelte assolutamente opinabili e ostacolate da molti, mache è riuscito a farsi valere, fino alla fine, anche sul male che lo ha afflitto negli ultimi sette anni e che, normalmente, porta a morire entro un annodalla contrazione della malattia.Steve Jobs non potrà essere semplicemente un uomo che verrà ricordato negli annali, nei libri di storia e negli articoli specializzati: il suo nome rimarràben impresso nel cuore e nella mente di coloro che devono ringraziare Steve per il lavoro che ha fatto e per il gigante che ha messo in piedi e chesta guidando le imprese del settore verso un mercato completamente nuovo.Ma Steve Jobs non era solo un genio del marketing (oltre che di informatica, chiaramente): era un uomo in grado di incantare intere masse dipersone, non solo con le sue creazioni, ma anche con le sue parole, che hanno saputo commuovere e stimolare alcune delle ultime generazioni acontinuare sulla propria strada.In un momento come questo di crisi e incertezza una personalità del genere ha svolto un compito importante, dando fiducia a chi, di fiducia, ne vedeben poca e dando l’esempio a chi, di esempi validi, ne ha avuti davvero pochi.Penso non ci sia conclusione migliore di uno stralcio del discorso che ha tenuto a Stanford qualche anno fa e che penso dovrebbe essere fatto vederenelle scuole medie e superiori, ovviamente unite ad un’opera di risveglio delle coscienze per cercare di scuotere dall’apatia che sta divagando lemasse di coloro che sono il futuro dell’oggi e del domani.Bisogna trovare quel che amiamo. E questo vale sia per il nostro lavoro che per i nostri affetti. Il nostro lavoro riempirà una buona parte della nostra vita, e l’unico modo per essere realmente soddisfatti è di fare quello che riteniamo essere un buon lavoro. E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che facciamo. Chi ancora non l’ha trovato, deve continuare a cercare. Non accontentarsi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie d’amore, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò, bisogna continuare a cercare sino a che non lo si è trovato. Senza accontentarsi. Chiara Colasanti N on ci sono dubbi sul fatto che la sua eredità, sia morale sia tecnologica, continuerà a vivere anche dopo la sua morte, influenzando il modo di vivere di tantissime persone. Una perdita di valore mondiale Steve Jobs, scomparso poco più di un mese fa, dopo aver combattuto per anni contro una grave forma di tumore al pancreas.Un grande uomo che ha saputo nell’arco della sua intensa vita, rivoluzionare il modo di comunicare tra le persone e vedere il mondo, regalando lameravigliosa possibilità di interagire attraverso la tecnologia in modo nuovo, cambiando il rapporto tra mondo digitale e vita reale.Steve Jobs con il suo ingegno, la sua tenacia è morto all’età di 56 anni, troppo presto per un genio del suo calibro, gettando le basi della modernaindustria hi-tech, è stato il leader buono del grande dono: la Apple. Grazie a lui si sono aperte le porte di una nuova era, dove il digitale di altadefinizione ha raggiunto livelli mai visti prima e le capacità interattive dei computer, iPod, iPhone e ultimo iPad sono diventati straordinari, ingrado di cambiare anche i nostri gesti e la nostra idea di realtà. La Apple sotto la sua guida è stata la fautrice di una sorta di rivoluzione industriale,non solamente per i numerosi posti di lavoro impiegati nella realizzazione dei prodotti, ma soprattutto per la creazione di una linea basata tutta sulprincipio del touch screen, dell’interattività dei contenuti e lo scambio degli stessi tra diverse forme di dispositivi. Nella vita conta solamente unacosa: quello che lasci dopo la tua esistenza, il senso del tuo vivere, il cambiamento o miglioramento che porti con le tue idee. Steve Jobs, è statouno dei rari uomini a cambiare il mondo, regalando all’umanità intera, qualcosa di prezioso e utile.Figlio di una ragazza-madre che lo diede in adozione, Jobs ha avuto un’adolescenza difficile, tra povertà e speranza, e quando nel 2004 gli fudiagnosticato un tumore al pancreas dal quale poi guarì, nel 2009 fu sottoposto a un trapianto di fegato. Una salute difficile e piena di ostacoli, maciò nonostante una grandissima forza di volontà, tanto da portarlo ad andare avanti e credendo nei suoi progetti.Memorabile il suo discorso nel giugno 2005 agli studenti della Stanford University in California, un discorso diventato un vero testamento moraleai giovani e che da anni spopola sul Web. Stay hungry, stay foolish, Restate affamati, restate folli -disse commosso ai giovani- Il vostro tempo èlimitato, allora non buttatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciate che il rumore delle opinioni degli altri affoghi la vostra voce interiore.Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno già cosa voi volete davvero diventare. Tutto il restoè secondario. In quell’occasione Steve Jobs ha descritto ai ragazzi in procinto di concludere il loro percorso di studio non un futuro roseo e digloria, non ha parlato dei suoi successi o delle sue idee geniali, ma ha parlato dei suoi fallimenti, di quando lasciò l’università, delle continueindecisioni che lo tormentavano, del suo licenziamento alla Apple. Perchè? Perchè la lezione più importante da imparare nella vita è che i fallimentinon sono altro che opportunità, nel senso che fallire in qualcosa ci costringe a fare qualcos’altro, e chissà? Forse è proprio lì che troveremo la grandezza.Per Jobs è stato così, sia quando ha deciso di abbandonare il college prima della laurea, sia quando è stato licenziato dalla sua stessa Apple. Se questidue fallimenti non fossero avvenuti, probabilmente oggi non avremmo l’iPad e i film della Pixar. Dovete credere in qualcosa, il vostro intuito, ildestino, la vita, il Karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza nella miavita -disse sempre in quell’occasione Jobs- e parlando del suo rapporto con la morte dichiarò: Ricordarmi che morirò presto è il più importantestrumento che io abbia mai incontrato per aiutarmi a fare le grandi scelte della vita. Nelle sue parole nel suo modo di fare c’è un chiaro riflessodel professore di lettere interpretato da Robin Williams nel film L’attimo fuggente, una volontà a dire: Cogliete l’attimo, Carpe diem, non lasciatevivivere ma vivete. È stato questo il senso della sua missione, il segno lasciato per le future generazioni. Lorenzo Bellucci 27
  • 28. La Restaurazione persone nel passato, non è dirigenti come quella bor- quindi possibile nemmeno ghese, la quale modernizzò far ritornare la nostra si- l’apparato burocratico, tuazione sociale e politica venendo inoltre a cono- indietro di un determinato scenza di nuovi valori periodo. come quello della libertà, dovuto regnare per sempre, presuntuosa degli errori le E’ proprio a causa di que- dell’uguaglianza fra le per- in modo da applicare il cui conseguenze non sta condizione umana che persone e della democrazia. dovere di mantenere l’op- erano allora minima- fallì uno dei tentativi più Quest’ esperienza innova- pressivo sistema politico mente immaginate, ma, in famosi di invertire il nor- tiva si interruppe nel 1815, ricreato. realtà, non è così. Il tempo: un qualcosa di male corso delle lancette anno in cui, dopo la Codesta alleanza avrebbe Lo stesso Principe di estremamente misterioso della storia, conosciuto da disfatta dell’esercito fran- avuto ancora un senso, Metternich, pur defi- per tutti, poiché diamo tutti con il nome di cese causata dalla campa- almeno secondo il mio nendo ufficialmente la ormai per scontato il suo Restaurazione. gna di Russia e dalla parere, nel periodo delle nostra una semplice scorrere regolare, ininter- Il contesto in cui quest’ul- battaglia di Waterloo, le guerre di successione per “espressione geografica”, rotto. Nel momento in cui tima si inserì è uno dei Monarchie ultra-conser- i vari troni europei, ma aveva segretamente ca- però si deve fornire una più importanti dell’epoca vatrici convocarono il non ormai nel quarto pito che, nella nostra na- sua definizione, la mag- moderna, poiché l’ozioso Congresso di Vienna, il lustro del 1800. zione, durante gli anni si gior parte di noi si trova e piuttosto monotono quale, guidato da perso- Erano infatti mutati molti sarebbero sviluppati troppi allora a riflettere sulla sua XVIII secolo venne bru- nalità come il Principe di dei princìpi che avevano movimenti di opposi- natura: nel corso dei mil- scamente interrotto dalla Metternich ed il Duca di caratterizzato i decenni zione al controllo au- lenni, ad esempio, molti Rivoluzione Francese, la Wellingtone, stabilì un precedenti: era finita striaco, al quale presto filosofi ne hanno negato quale fece capire all’élite quasi totale ritorno ai l’epoca dei despoti illu- non sarebbe più stato suf- l’esistenza, considerando- dell’ancien régime che il confini politici precedenti minati mentre era iniziata ficiente la repressione lo una mera convenzione, popolo, non più disposto al 1789, rafforzando inoltre quella dei moderni sovra eseguita dall’esercito, per mentre, una buona parte a sottostare al dominio la Dinastia degli Asburgo, ni costituzionali, antichi il semplice fatto che il dei culti religiosi lo crede dell’odiata nobiltà e degli Hohenzollern e dei privilegi medievali appar- secolo che iniziò dopo il un limite umano, poiché dell’alto clero, era ormai Romanov, le quali crea- tenenti a determinate Congresso di Vienna e la nostra vita si articola pronto a prendere in rono la Santa Alleanza, classi sociali apparivano terminò con la fine della durante lo svolgere degli mano autonomamente le basata, almeno formal- obsoleti ed infine era Grande Guerra avrebbe anni rendendoci mortali, redini della propria mente, sulla comune fede chiaro che il corso degli inevitabilmente portato a differenza delle divinità, nazione, difendendola da cristiana, ideata però, in eventi stava vigorosa- alla dissoluzione dell’Isti- eterne grazie alla caratte- ogni ingerenza straniera, realtà, per poter reprimere mente virando verso per- tuzione dell’Impero, can- ristica di non essere subor- anche ricorrendo all’uso con la sola forza militare corsi diversi. cellando per sempre dinate a qualsiasi tipo di delle armi. ogni tentativo di cambiare Coloro che si oppone- l’Europa politica fino ad legge naturale. Perfino la Ciò, in effetti, fu quasi l’ordine costituito. vano a tutto ciò non allora conosciuta. scienza, nonostante abbia esattamente quello che Quest’ultima avrebbe quindi adeguandosi ai diversi Il pensiero politico del ottenuto dei risultati, accadde, poiché la clamo- dovuto garantire a tempo cambiamenti, volendo famoso ministro è rac- spesso ha fornito risposte rosa sconfitta di varie indeterminato i princìpi di quindi mantenere inalte- chiuso infatti nella sua fa- incerte e contraddittorie. coalizioni create dalle non supremazia di uno rato il proprio potere as- mosa frase: Gli abusi del E’ comunque certo che la grandi potenze reaziona- stato su degli altri ed inol- soluto, stavano in realtà potere generano le rivo- successione di più eventi rie, aprì la strada al- tre quello della legittimità firmando con il sangue la luzioni: le rivoluzioni simultanei chiamata Storia l’ascesa di Napoleone del potere dei sovrani, i condanna a morte delle sono peggio di qualsiasi è dagli albori della civiltà Bonaparte, il quale, dopo quali, tornati ad esercitare proprie casate. abuso. La prima frase va individuata all’interno di aver dato vita ad un il proprio presunto man- Ovviamente adesso si detta ai sovrani, la se- una cronologia temporale, immenso impero conti- dato divino dopo essere potrebbe pensare che, es- conda ai popoli. dunque si può affermare nentale, coinvolse nel- stati deposti dalle forze sendo io un contempora- F ran cesco Neri che, come fino ad ora non l’amministrazione locale rivoluzionarie, almeno neo, stia giudicando in Classe IIA si è riusciti a traslare delle degli stati nuove classi teoricamente avrebbero maniera eccessivamente ScM L. Da Vinci Orrori & Splendori DECORTICARE (secondo il dizionario di Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli): se riferito ad una pianta, asportarne la corteccia; se riferito a salumi, privare della cotenna; Decorticare (secondo me): se riferito ad un palazzo cinquecentesco, operazione da incolti e analfabeti. Quanto ancora dovremo aspettare perché Palazzo Spada sia deterso da uno sporco secolare, intonacato e tinteggiato come ad esempio lo splendido Palazzo Bianchini? Orrori e splendori, a cura di Paolo Leonelli28
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  • 30. A n d i a m o i n o r b i t a - L’ e s p l o r a z i o n e d i P L U T O N E Partiti da Mercurio, ci siamo, di puntata in puntata (come dire di pianeta in pianeta), allontanati dal Sole e ora con Plutone siamo arrivati ai confini del Sistema Solare. Proprio alla fine non direi, dal momento che dopo Plutone si trova quella Fascia di Kuiper che si estende fino ad una distanza approssimativa di 50 U.A. (7,5 miliardi di Km.) dove sono stati già scoperti centinaia di grossi asteroidi e se ci allontaniamo ancora entriamo nella Nube di Oort, enorme serbatoio di miliardi di comete a lungo periodo. Plutone non è più considerato un pianeta vero e proprio, poichè il 24 agosto 2006, a Praga, 2000 astronomi di tutto il mondo decisero di declassarlo a Pianeta Nano dal momento che non possedeva le caratteristiche principali di tutti gli altri pianeti. A tenere compagnia a Plutone, sono stati inseriti Cerere (il più grande degli asteroidi che orbita tra Marte e Giove) e tre grossi asteroidi della Fascia di Kuiper: Haumea, Makemake ed Eris (Vedi foto 1). Così distante dalla Terra, Plutone non è stato mai avvicinato da sonde artificiali e dobbiamo aspettare ancora quattro anni circa quando la navicella americana New Horizons arriverà a destinazione per studiare Plutone e le sue Lune. La New Horizzons, lanciata da Cape Canaveral il 19 gennaio 2006, con una velocità di 58.536 km/h (circa 16,26 km al secondo!), è l’oggetto artificiale più veloce che abbia mai abbandonato la Terra ed al suo interno, oltre alla ricca strumentazione scientifica, viaggiano parte delle ceneri di Clyde Tombaugh, scopritore di Plutone nel 1930 dall’osservatorio astronomico di Lowell in Arizona. Nel frattempo, ci dobbiamo basare sulle osservazioni effettuate dai maggiori telescopi terrestri e su quelle del telescopio spaziale Hubble. La Foto n° 2 effettuata da quest’ultimo solo quattro mesi fa, mostra Plutone con il suo maggiore satellite Caronte (scoperto nel 1978) , gli altri due Nix e Hydra (scoperti nel 2005) e una nuova piacevole sorpresa, ovvero una quarta Luna, denominata provvisoriamente P4 (diametro stimato fra 13 e 34 Km.), che impiega 31 giorni per fare un giro completo intorno a Plutone. Continuate a seguirci, cari lettori, fra quattro anni vi daremo informazioni più dettagliate!! Tonino Scacciafratte Presidente A.T.A.M.B. - tonisca@gmail.com Anassagora, Democrito e Cleante dicono che tutte le stelle si muovono da oriente a occidente. Aëtius, II 16, 1 [Doxographi graeci 345] Parliamo delLA LUNA I moti della Luna - Se l’astronomia è la scienza più antica, certamente essa è iniziata con l’osservazione della Luna, delle sue fasi, del suo moto rispetto alla Terra e al firmamento. La scoperta delle leggi che regolano la gravità ci ha fatto capire come i moti della Luna non siano soltanto la conseguenza del rapporto che la lega alla Terra e al Sole, ma essi subiscono, anche se in modo blando, l’influenza gravitazionale del sistema solare, della galassia e dell’universo nel suo insieme. Guardando la volta celeste, abbiamo la sensazione che si muova da est verso ovest in modo continuo ed inarrestabile. Per la Luna, osservandola attentamente nell’arco di un mese, notiamo che le cose avvengono in modo diverso poiché essa, rispetto alle stelle fisse, ritarda il suo sorgere di circa tre quarti d’ora ogni sera. Se una sera la vediamo spuntare dall’orizzonte vicina ad una stella di riferimento, vedremo che nella serata successiva la Luna si è allontanata dalla stella medesima di circa 13 °, la sera ancora successiva di 26°, la terza sera di 39° e così via, sorgendo nuovamente in prossimità di quella stella, circa 27 giorni dopo (Fig. 1). Cosa è avvenuto? Cerchiamo di seguire i movimenti del nostro satellite. Il movimento di rotazione la Luna lo effettua intorno al proprio asse in senso Ovest-Est (così come avviene per la Terra). La velocità angolare media è di circa 13 gradi al giorno, per cui una rotazione completa su se stessa avviene in 27 giorni, 7 ore, 43 minuti e 12 secondi, precisamente lo stesso tempo che la Luna impiega per percorrere una rivoluzione completa intorno alla Terra. E’ a causa di questo sincronismo che il nostro satellite volge a noi sempre la stessa faccia. Il movimento di rivoluzione intorno al nostro pianeta avviene anch’esso in senso antiorario, alla velocità di circa un chilometro al secondo, lungo un’orbita ellittica di cui la Terra occupa uno dei due fuochi. Non vorrei complicare la vita al lettore, ma la durata di una rivoluzione lunare è diversa se essa viene riferita a una stella fissa della sfera celeste (mese sidereo, che dura poco più di 27 giorni), o se viene riferita nuovamente al raggiungimento dell’allineamento Terra-Sole (mese sinodico). Esso dura circa 29 giorni e mezzo perché nel frattempo la terra è progredita nel proprio moto di rivoluzione e la Luna è costretta ad allungare la rotazione di oltre due giorni per ritrovarsi di nuovo allineata con il Sole. Questo concetto, di per sé semplice, risulta complicato renderlo comprensibile in poche parole, per questo, invito il lettore interessato a frequentarci nelle nostre sedi ogni Martedì o l’ultimo Venerdì di ogni mese, dove potrà incontrare personale disposto a fornire chiarimenti. I moti finora descritti riguardano più direttamente il rapporto Terra-Luna, che ruotando insieme intorno al Sole, generano il movimento di traslazione lunare. Esso non è altro che la traiettoria descritta dalla Luna mentre ruota intorno alla Terra e con essa intorno al Sole nel periodo di un anno (Fig 2). Anche questo movimento si presenta abbastanza complesso. La Luna, nel compierlo rispetto al Sole, descrive un andamento sinusoidale,trovandosi ora al di qua, ora al di là della linea dell’orbita terrestre. Così, cambiando continuamente posizione rispetto alla sorgente di luce, vista dalla Terra, la Luna ci mostra le sue fasi, di cui avrò modo di parlare in seguito. Le librazioni lunari ci danno la possibilità di vedere, da Terra, porzioni di superficie lunare maggiori della metà precisa, che in teoria ci dovrebbe essere mostrata se la Luna fosse dotata di moto coassiale e con traiettoria circolare intorno alla Terra. Queste condizioni in realtà non avvengono perché la Luna percorre un’orbita ellissoidale, a velocità variabile (leggi di Keplero), posta su un piano diverso (5,09°) dall’eclittica. Inoltre, la Luna, avendo la forma non perfettamente sferica con densità non omogenea, è sottoposta a oscillazioni continue sia nel senso della longitudine che della latitudine di cui nell’insieme le librazioni sono il risultato visibile da Terra. Enrico Costantini30
  • 31. La Via Lattea Nel 150° dell’unità d’Italia‘N bo’ de tembu fa… co’ Celebrato in tutte le grandi e piccole città d’ItaliaZzichicchiu e ‘n andru con spettacoli, rievocazioni storiche di eventi,amicu erimo annati su battaglie e personaggi risorgimentali, sta perppe’ l’osservatoriu de concludersi l’anno del centocinquantesimoSantu Rasimu e stavamo dell’Unità della nostra nazione.a ggustacce la vorda Ma il 1861 fu un anno particolarmente prolificoceleste. Se vedevono ‘n anche in campo astronomico: innanzitutto, vistosaccu de stelle ma tirava ‘na strina che tte la sintivi pe’ che parliamo dell’Italia, vanno ricordati i duell’ossa... nonostante tuttu Zzichicchiu ‘nsistiva ‘mperter- asteroidi Ausonia ed Esperia, scoperti da dueritu a ‘mparacce ‘n saccu de cose ‘stronommiche... Tutti grandi astronomi italiani rispettivamente a Napoli e Milano (e l’ubicazione delle due città sembra La cometa Tebbutt in una illustrazione diquill’astri che stete a vvede’... Sirio... Procione... Ca- Edmund Weiß (1837-1917), studioso di cometepella... Aldebaranne... Arturo... fanno parte de la ga- quasi voler sottolineare l’unità). Il 10 febbraio 1861, e direttore dell’osservatorio di Viennalassia nostra ch’è la Via Lattea... se chiama ccucì perché all’Osservatorio astronomico di Capodimonte (Napoli),‘n tembu a l’antichi je paréa ‘na svordicata de latte. Se- Annibale De Gasparis scoprì l’asteroide (o pianetino) Ausonia non senza difficoltà, come egli stesso asserisce nelle memorie con cui comunica la scoperta: … concludo col dichiararecondo lu mitu se dice che Ercole quann’era picculu... che devo attribuire la scoperta di questo nuovo ospite celeste … all’affettuosa gentilezzamentre steva a ppoppa’... ha strizzatu’n bo’ troppu forte del Ch.mo Barone Plana, che ha messo a mia disposizione l’Osservatorio e fornitomi tuttie j’è schizzatu lo latte de Era fino su lu celu... a ppropo- i mezzi necessari … averlo, direi quasi, riscoperto dopo la lunga interruzione di quindicisitu... vedete quella striscia biancastra su la vorda cele- giorni a cagione del continuo cattivo tempo. L’apparenza è quella di una stellina diste... quella è la Via Lattea... e anche noi famo parte de decima grandezza. Ausonia, nel latino arcaico, era l’antico nome dell’Italia centrale eessa! L’amicu nostru lu vedevo ‘n bo’ titubbante... meridionale, esteso in seguito a identificare tutta l’Italia.‘nfatti è ‘ntervinutu e... Finché mme dici che Ercole, pe’ Il 26 aprile di quello stesso anno, a Milano, presso l’Osservatorio Astronomico di Brera,cciuccia’, pòle ave’ strizzatu le zzucche de Era e j’ha un altro grande astronomo, Giovanni Schiaparelli, scopriva il pianetino Esperia (il nomefattu schizza’ lo latte fino a llassù... ce posso anche col quale gli antichi greci identificavano l’Italia). Così scriveva un giornale dell’epocacréde... ma che nnoi che stemo qqui... me dici che stemo circa la scoperta: … mentre si prestava ad osservare il pianeta Ausonia, scoprì un altroanche dentro a la Via Lattea che sta llassù... me scom- pianeta finora incognito, e che appartiene alla classe numerosa di quei piccoli astri chebussula tuttu lu comprendoniu!? descrivono intorno al sole le loro orbite comprese fra quelle di Marte e di Giove. Esso èZichicchiu… carmu carmu… proseguenno j’ha spicificatu... situato nella costellazione del Leone non molto lontano da Saturno, ed è molto difficile aCaru amicu miu... cerca de capimme... quanno guardamo vedersi, non essendo la sua apparenza per nulla diversa da quella di una stella dellaquella specie de chiarore biancastru... noi stemo a undicesima grandezza. Il nome Esperia fu dato in omaggio all’unità d’Italia, avvenutagguarda’ a lu centru de la Via Lattea... devi sape’ che è poco più di un mese prima, il 17 marzo.ccome ‘n discu appiattitu co’ ‘n rigonviamentu llà ppe’ L’11 novembre 1861 avvenne un altro rilevante evento astronomico: il transito di Mercuriommezzu... tipu ‘n discu volante ma fattu de stelle. Noi ce sul Sole, che fu osservato da tutti i più importanti Osservatori d’Italia.trovamo da ‘na parte... se po’ di’ sull’ale e... è ccome se Ma in quell’anno la scoperta che ebbe più risonanza a livello mondiale fu la scoperta distassimo a gguarda’ verso l’abbitaculu ‘n do’ de stelle ce una grande cometa, conosciuta come C/1861 J1, o cometa di Tebbutt, o anche semplicementene stanno tante de più!... Stemo sembre sussopra ma je la grande cometa del 1861, scoperta il 13 maggio da John Tebbutt, un giovane agricoltorestemo da ‘na parte... e issu… Me pare chiccosa d’ave’ australiano, il quale pochi giorni dopo scrisse al giornale the Sydney Morning Herald unaccapitu... cumunque... ammazzi se cche ffriddu... ciò li lettera che venne pubblicata il 25 maggio: … mentre ero intento ad osservare il cielo confettoni de jiacciu... mo’ me vojo mette a ffa’ ddu’ sardi pe’ un piccolo telescopio la sera di lunedì 13 ultimo scorso, una stella nebulosa di quintascallammeli. Io lu guardavo mentre zzombava e j’ho magnitudine circa posta nella costellazione Eridano ha attratto la mia attenzione …dittu... Ammappete se cche ssardazzipperu che ssì!?... No’ constatando che nel catalogo di Lacaille non c’erano stelle nebulose in quella stessal’éssi mai dittu... t’ha datu ‘na capocciata su ‘n ramu de posizione, ho immediatamente ipotizzato che doveva essere una cometa … ho comunicato‘n pinu che steva bbassu bbassu... e simurdaneamente t’ha la scoperta a Mr. Scott, dell’Osservatorio di Sidney, il quale, non ho dubbi, è riuscito ad‘ttaccatu ‘na sòrfa che pressappocu facéa ccucì... effettuare alcune osservazioni dell’oggetto. In Europa fu visibile solo alla fine del meseAhiaiai... ammazzi se qquante stelle... ahiaiai... ammazzi di giugno, ma destò lo stesso scalpore. In Gran Bretagna venne così descritta: Pochese qquante stelle... A ‘llu puntu ho ccercatu de consolallu comete hanno suscitato una maggiore sensazione della Grande Cometa del 1861. È stata‘n bo’ dicennoje... Amicu miu... nn’hai sintitu che scoperta dal Sig. J. Tebbutt, un osservatore dilettante nel New South Wales, il 13 maggio,Zzichicchiu cià dittu che vvedemo più stelle quanno prima del suo passaggio al perielio, che ha avuto luogo l’11 giugno. Passando dal sud delguardamo versu lu rigonviamentu!?... Allora ringrazzia mondo nel nord divenne visibile in questo paese (Inghilterra) il 29 giugno, anche se fu vista solo la sera successiva.lu celu che non te poli vede’ ‘llu bbernocculu che tt’è La cometa ha un lungo periodo di 408 anni, il che significa che riapparirà nei nostri cielispuntatu su ppe’ la capoccia. paolo.casali48@alice.it solo nel 2269, ovvero qualche anno dopo che si saranno svolti i festeggiamenti per i quattrocento anni dell’Unità d’Italia!. . . f o r s e . . . Fiorella Isoardi Valentini Osservatorio Astronomico di S. Erasmo Osse r vaz ioni pe r il gior no ve ne r dì 2 5 N o v e m bre 2 0 11 Con la Luna sotto l’orizzonte abbiamo l’occasione di osservare oggetti deboli ed estesi, come galassie e nebulose. Punteremo quindi la famosa Galassia del Triangolo (M33) diASTROrime... Vega pochi gradi sotto la Galassia di Andromeda e la nebulosa planetaria NGC 1514 nella costellazione di Perseo. Non mancheremo di osservare Giove che in questo mese è nelleStella alfa della Lira… (costellazione) migliori condizioni di osservabilità. A seguire ci spingeremo ancora più lontani nel sistemabianco azzurro il suo colore… solare (2.85 miliardi di Km di distanza): ingrandendo un piccolo puntino luminoso appariràe nel cielo la si ammira un dischettino verde/celeste: Urano! Come al solito, osservazioni ad occhio nudo della volta celeste e dimostrazioni al computer. TSanche per il suo splendore.Questa “aquila in picchiata” (al-Nasr al-Waki)neo polare… lei sarà (fra 11.500 a) Assoc iaz ione Te r nana Ast rof ili Mas s imilia no Be ltr a mema si dice… lo sia stata (per la precessione) V i a M a e s t r i d e l L a v o r o , 1 - Te r n icerto pure… in vetustà. (14.300 anni fa) tonisca@gmail.com 329-9041110 www.mpc589.com PC L’o s s erv at o ri o as t ro n o m i co d i S . E r a s m o è a p e r t o gratuitamente p er i ci t t ad i n i l ’u l t i m o v en erd ì d i o g n i m e s e d a l l e o r e 2 1 , 3 0 .LA SICUREZZA DEI TUOI INVESTIMENTI L I B E R A T I Impianti Condizionamento - Idraulici - Vapore Via Romagna, 61 - Terni 0744.404287 31