Social media, puoi non esserci?
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Una splendida giornata di sole ha accolto a Palazzo Giacomelli l’incontro finale del Business Lab 2.0, progetto formativo organizzato da Formazione Unindustria Treviso e Università Degli Studi di ...

Una splendida giornata di sole ha accolto a Palazzo Giacomelli l’incontro finale del Business Lab 2.0, progetto formativo organizzato da Formazione Unindustria Treviso e Università Degli Studi di Milano che ha accompagnato un gruppo di aziende del terrritorio nordestino in un laboratorio operativo per sperimentare le molteplici opportunità aperte dal business online.
Queste imprese hanno raccontato la loro esperienza per illustrare quando, come e cosa fare per realizzare una corretta strategia di presenza web e social...

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Social media, puoi non esserci? Social media, puoi non esserci? Document Transcript

  • Social Media, Puoi Non Esserci?Una splendida giornata di sole ha accolto a Palazzo Giacomellil’incontro finale del Business Lab 2.0, progetto formativo organizzatoda Formazione Unindustria Treviso e Università Degli Studi diMilano che ha accompagnato un gruppo di aziende del terrritorionordestino in un laboratorio operativo per sperimentare lemoltepliciopportunità aperte dal business online. Queste imprese hannoraccontato la loro esperienza per illustrare quando, come e cosa fareper realizzare una corretta strategia di presenza web e social.
  • IL PARERE DELL’ESPERTOll primo intervento è stato quello di Cristiano Nordio (Marketing Experte Ph.D. Researcher Università di Milano), il quale ha esorditoillustrando le motivazioni per cui oggi le imprese non possono piùaccontentarsi di un “semplice” sito web.Il mondo è in continua evoluzione negli ambiti di mercato, dicomportamenti d’acquisto dei consumatori e nella comunicazione (siaoffline che online). Questo può essere percepitocome opportunità o minaccia.Gli imprenditori hanno finalmente capito che è necessario ascoltare iclienti, la loro opinione, e che non si deve essere autoreferenziali.Cristiano continua illustrando alcuni dati:  l’80% dei CEO sostiene di fornire una customer experience di livello superiore, ma solo l’8% dei clienti conferma questa affermazione;  il 76% dei clienti non crede che le aziende dicano la verità all’interno delle loro campagne marketing (fonte: Mc Kinsey, 2005);  il passaparola è 7 volte più efficace dell’advertising e 5 volte più efficace di una vendita diretta;  1/3 degli acquisti in Europa e ben 2/3 di quelli negli USA sono condizionati dai consigli di amici e conoscenti!Per tutti questi motivi, le aziende devono cercare di superarel’overflowinformativo presente in Rete e trovare un modo per“imporre se stesse” sul mercato.Un ottimo modo per riuscirci è quello di affidarsi allo storytelling e a 5semplici suggerimenti.
  • 5 SUGGERIMENTI PER UNOSTORYTELLING EFFICACE1) Prenditi il tuo tempo per raccontare una storiaIl coinvolgimento del cliente non si ottiene dall’oggi al domani: bisognapensare a delle campagne che raccontino “in profondità” i motivi per iquali un’azienda è differente e migliore dei suoi competitor. Prendersiil giusto tempo per agire non è uno spreco, ma una necessità.Nemmeno il film “Titanic” sarebbe stato la stessa cosa se fossedurato 30 secondi invece di 3 oreClicca qui per vedere il video incorporato.2) Considera accuratamente il contestoSe vuoi avere un impatto sul tuo pubblico, devi prima capire:  da chi è composto;  perchè dovrebbe venire da te;  cos’ha in mente e quali sono i suoi bisogni.Una comunicazione efficace si realizza prestando attenzionealle necessità delle persone che si trovano in luoghi e contestidifferenti. Un persona in attesa alla fermata della metro va coinvoltain maniera differente rispetto ad un’altra che si trova davanti alla“classica” vetrina. Ecco un esempio di successo di ambient marketing. Clicca qui per vedere il video incorporato.
  • 3) Pianifica attentamente il tuo messaggioParla di cose che hanno un forte significato per il tuo pubblico diriferimento. E’ una cosa semplice, ma complessa allo stesso tempo.4) Invita il tuo pubblicoll vecchio “Carosello” è un esempio lampante. Quello era unappuntamento fisso per i telespettatori italiani: non era ancoral’azienda ad andare dal cliente ma erano i potenziali clienti adattendere con impazienza il messaggio delle aziende.Quei tempi sono ormai passati, ma condividere via Youtube messaggi“memorabili” può portare al passaparola virale. Ma, in che modo?  Fa qualcosa che interessi veramente al pubblico;  Fa qualcosa che sia divertente, credibile e memorabile;  Fa qualcosa di cui il pubblico possa facilmente parlare con altri;  Dì qualcosa che sia vero e che non faccia sentire un bugiardo la persona che lo condivide.Ecco due esempi di “messaggi memorabili”:Clicca qui per vedere il video incorporato.Clicca qui per vedere il video incorporato.5) Go “transmedia”!Ogni messaggio deve essere attentamente pianificato per adattarsiad ogni diverso canale sul quale viene presentato. Il messaggio nondeve essere “monocorde” né risultare identico sulla carta stampata,
  • sul web, via radio, ecc.Un buon esempio è costituito dalla serie TV “24“, la quale prevedevadiversi punti di entrata per narrare una storia unica e coesa allostesso tempo.Per un ulteriore approfondimento sulla questione dello storytelling,consiglio anche questo interessante articolo di Gianluca Fiscato.LA PAROLA ALLE AZIENDESubito dopo l’intervento di Cristiano Nordio è stato il turno delleaziendecoinvolte nell’attività di training annuale, svolto grazie alBusiness Lab 2.0. Ecco i 3 casi più interessanti.
  • Breton S.p.a.Quest’azienda opera da 50 anni con 534 dipendenti nel settore dellemacchine a controllo numerico per la lavorazione del marmo, delgranito e della pietra. La sede è a Castello di Godego (TV).Per la loro strategia di marketing e di visibilità online hanno puntatomolto su questi strumenti:  Content marketing per miglioramento posizionamento SEO organico;  Video su Youtube del funzionamento dei loro macchinari (10 canali dal 2008 per più di 2.000.000 di visualizzazioni!);  Invio di newsletter segmentate per divisione di riferimento (20.000 circa al mese);  Profilo aziendale su Linkedin;  Blog multilingua, divisi per mercati di riferimento;  App per smartphone e tablet.Il relatore ha spiegato che l’importante è fornire continuamentecontenuti “freschi”, che dimostrino cosa l’azienda puòconcretamente fare per i propri clienti e prospect.Questo impegno in attività di content marketing ha fruttato, nel2011, più di 1.200 richieste commerciali provenienti direttamentedai canali online dell’azienda (landing page, form sul sito istituzionale,richieste di preventivo direttamente all’interno dei loro video diYoutube!).De Nardi S.p.a.Questa ditta realizza principalmente porte basculanti in acciaio, legnoe PVC per case e condomini. E’ leader italiana di mercato e ha sede a
  • San Fior (TV).Il principale strumento utilizzato dall’azienda per ottenere maggiorevisibilità è stato l’acquisto di campagne Adwords.Inizialmente vi era poca consapevolezza dell’utilizzo dello strumento edelle migliori strategie da adottare ma poi, con l’aiuto del BusinessLab 2.0 i risultati non si sono fatti attendere in termini di un sensibileaumento del CTR (“click through rate“) degli annunci pubblicati da DeNardi.Il che ha significato maggiori visite al sito aziendale e maggiori tassidi conversione.Silca S.p.a.Si tratta di produttori di chiavi e di macchinari per la duplicazione,operanti in un ambito B2B. Parte di una multinazionale svizzera, laloro sede principale è a Vittorio Veneto (TV) ma hanno stabilimentiproduttivi anche in Cina ed India.Le loro principali necessità erano:  capire le esigenze della distribuzione commerciale (agenti);  rendere il profilo di Silca maggiormente visibile al pubblico di riferimento (brand awareness);  approfondire le competenze interne sul marketing online.Le attività concretamente realizzate sono:  Monitoraggio del traffico di 9 siti aziendali via Google Analytics;
  •  Monitoraggio costante della percezione del brand aziendale in tutto il mondo;  Attività di e-commerce e di e-mail marketing;  Recente ingresso nel mondo dei social media. Lo stimolo è partito direttamente dai loro distributori.LE PMI NON POSSONO PIU’ATTENDERE!Il messaggio principale da “portare a casa” è che il business di ogniPMI non è più quello del mercato interno. Oggi è sempre piùnecessario essere visibili in termini globali e transmediali.Le vecchie Pagine Gialle non servono più: chi vuole trovare unaqualsiasi azienda, oggi cerca direttamente su Google.Un altro intervento interessante è stato quello di Andrea Ganzaroli,professore di Economia e Gestione dell’Innovazione all’Universitàdegli Studi di Milano.La sua domanda principale, rivolta idealmente a tutte le aziende, èstata: “Come ci andiamo sui social media?“Purtroppo oggi manca ancora un vero approccio strategico alleimpreseche vogliono andare sul Web: occorre affrontare ilcambiamento ripensando il vecchio modello di business e i vecchiparametri di valutazione del ritorno degli investimenti. Quei parametrinon valgono più per capire le potenzialità delle nuove tecnologie: nonsi può più misurare il successo solo in termini di share of market maoccorre pensare anche ai ritorni forniti da un miglioramento del
  • proprio share of voice.Il miglioramento di questo rapporto si può ottenere anche grazie allaspinta fornita dal passaparola positivo ottenuto grazie a una strategiadi web marketing e sui social media.E tu, cosa ne pensi? Qual’è il tuo impegno per portare la tuaazienda ad una maggiore visibilità sul Web? Quali sono stati irisultati?p.s. per un altro punto di vista sull’incontro, consiglio di leggere anchel’articolodi Isabella Polo.Carlo Mazzocco - Il Web Marketing su misura