Social Media Week Milano - "Power to Social Media Lovers"
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Oggi viviamo in un mondo multitasking, sempre più confuso, in cui le abitudini di navigazione e il consumo di contenuti sono sempre più frammentati su diversi ambienti online e su diversi strumenti ...

Oggi viviamo in un mondo multitasking, sempre più confuso, in cui le abitudini di navigazione e il consumo di contenuti sono sempre più frammentati su diversi ambienti online e su diversi strumenti (pc desktop, smartphone, tablet).

In questa situazione, la parte Social sta assumendo sempre più importanza e sta portando a nuove abitudini sia tra le persone (passaparola per consigli d’acquisto) che tra le aziende (diverso modo di rapportarsi con il pubblico).

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    Social Media Week Milano - "Power to Social Media Lovers" Social Media Week Milano - "Power to Social Media Lovers" Document Transcript

    • Social Media Week Milano: “Power To SocialMedia Lovers”Lunedì 18 febbraio è iniziata a Milano la Social Media Week 2013, kermesseimportantissima per scoprire le ultime novità sul mondo del web marketing, enon solo.Ho avuto l’occasione di seguire in diretta l’evento “Power to Social MediaLovers: Monetizzare con l’e-commerce, tra Social e Blog” organizzato daAlberto d’Ottavi di Blomming.Ospiti in sala erano Francesco Tombolini di Jeckerson, Federica Ianirodi Social Bakers e Francesca Masoero di Stream Magazine.Tema principale era evidenziare come l’e-commerce possa rappresentareun’opportunità sia per le aziende che per i blogger.Leggendo l’altisonante titolo dell’incontro non mi aspettavo molto di più di una“marchetta” per Blomming e per le singole aziende presenti giustificata daqualche dato e da qualche informazione per soddisfare i meno avvezzi alsettore.
    • Effettivamente così è stato, ma alcune parti (l’intervento del rappresentante diJeckerson in primis e quello di Social Bakers in misura minore) hannoespressobuoni spunti di riflessione.L’INTRODUZIONE ALL’INCONTROD’Ottavi introduce l’incontro evidenziando il fatto che oggi “viviamo in un mondomultitasking, sempre più confuso”, in cui le abitudini di navigazione e il mediaconsumption sono sempre più frammentati su diversi ambienti online e sudiversi strumenti (pc desktop, smartphone, tablet, ecc.).In questa situazione, la parte social sta assumendo sempre più importanza esta portando a nuove abitudini sia tra le persone (passaparola per consiglid’acquisto) che tra le aziende (diverso modo di rapportarsi con il propriopubblico).SOCIAL BAKERS: L’IMPORTANZA DEI DATIF. Ianiro (Responsabile Attività Southern Europe) nel suo breve intervento vuolefar capire come sta cambiando l’utilizzo di Facebook in Italia e come stacambiando anche la percezione dei brand sui social media da parte delpubblico.Due veloci dati su Italia e Facebook: 11esimo posto al mondo (piena fase di crescita, mediamente più alta anche rispetto agli altri Paesi più sviluppati); I Top 10 Brands non sono tutti del settore food & beverage, al contrario di quello che si potrebbe pensare di primo acchito.Ianiro passa poi a descrivere i tool di analisi statistica dei dati social fornita daSocial Bakers. Non mi dilungo a riprendere ciò che ha detto perché non vogliofar pubblicità a nessuno e perché il messaggio fondamentale è molto
    • semplice: dopo una fase di “test” dei strumenti social da parte delle aziende,occorre oggi porre forte attenzione all’analisi dei dati.Ciò per poter valutare i risultati delle campagne di comunicazione, per fartesoro del feedback degli utenti, e per “aggiustare” eventualmente in corsa ilmessaggio aziendale che si vuole trasmettere agli stessi.L’emergente attenzione delle aziende ai dati quantitativi si evidenzia nel fattoche, nel periodo dicembre 2012-dicembre 2013, la quantità di pagine Facebooke profili Twitter monitorati dal loro servizio di analytics è aumentato del 193%.Un caso emblematico è rappresentato da un loro cliente. MSC Crociere haconfermato che “grazie anche ai social e alla possibilità di monitorare glistandard di qualità [dell’offerta], le vendite online sono triplicate”.A parte questo, la maggior parte delle aziende italiane non ha ancora laconsapevolezza di come creare delle strategie per misurare il ROIdell’attività sui social media e monitorare le metriche più importanti,comparandole anche con ciò che sta facendo la concorrenza.JECKERSON: COINVOLGERE I CONSUMATORIFrancesco Tombolini introduce poi l’esperienza di Jeckerson all’interno delmondo social, partendo da alcuni dati generali sul marchio: Jeckerson è un brand maturo, da riposizionare in un mondo in costante cambiamento; Hanno prodotto 10.000.000 di pezzi (dagli anni ’90); Sono un’azienda monoprodotto (jeans) di Bologna, di 37 persone, con un fatturato di 50.000.000 di euro; 35000 fan su Facebook; Prodotto venduto solo in Italia, con 42 negozi monomarca.
    • Tombolini afferma che il marchio ha avuto il coraggio di capire che “il mercatoè conversazione” (evidentemente ha letto il Cluetrain Manifesto) e che nonbasta solo presidiare l’esperienza dei consumatori all’interno dei negozi. Tuttal’esperienza di prodotto deve aprirsi ad una nuova mentalità.Il consumatore è posto al centro dell’esperienza, anche in ambito di sviluppoprodotto: utilizzano la fanpage di Facebook per proporre dei test di gusto sunuovi colori, finiture, ecc. Facebook per loro rappresenta un ottimo strumentoper ottenere feedback immediati dai clienti e “aggiustare” le caratteristichedei prodotti prima che vengano effettivamente messi in commercio.Facebook sarà utilizzato anche come canale di customer care, oltre che divendita diretta (mediante un’integrazione con la piattaforma di Blomming).Oltre a ciò, stanno spingendo molto anche sul loro e-commerceproprietario e presto creeranno “iJeckerson”: un prodotto su misura che potràessere comprato solo dai fan di Facebook.Oltre a ciò, Jeckerson ha colto l’importanza dei nuovi social che privilegianole immagini (Instagram e Pinterest) per rafforzare la loro immagine di brandanche in ambito mobile.Punteranno molto anche sui blogger di settore: alcuni verranno scelti comeambassador del loro marchio.Tombolini chiude il suo intervento ribadendo che per loro i social media sonofondamentali, sia per sviluppare l’engagement con i fan/follower, sia peradattarsi al modo di lavorare in azienda delle nuove generazioni (la media deiloro dipendenti è di 33 anni circa).Non servono più lunghe ed “inutili riunioni per decidere il nostroposizionamento”: il cliente è sempre più veloce di noi nelle sue decisioni ebisogna presidiare i luoghi nei quali si esprime, sia fisici che soprattutto virtuali.E tu cosa ne pensi? Stai già coinvolgendo i tuoi clienti per far diventare il tuomarchio identificabile non solo come prodotto, ma come esperienza a 360gradi? Parliamone…