Cristiano Poian - Big data e mobile - Kwd Webranking Italy 2013

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Big data e mobile: da hype a strumenti concreti per comunicare

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Cristiano Poian - Big data e mobile - Kwd Webranking Italy 2013

  1. 1. KWD Webranking AWARDS 2013 Cristiano poian senior digital strategist @lightman @Lundquist ”big data e mobile: da hype a strumenti concreti per comunicare”
  2. 2. Big data e mobile Da hype a strumenti concreti per comunicare CRISTIANO POIAN @lightman
  3. 3. 16/12/2013 3 CRISTIANO POIAN @lightman
  4. 4. 16/12/2013 4 CRISTIANO POIAN @lightman
  5. 5. 16/12/2013 5 CRISTIANO POIAN @lightman
  6. 6. 16/12/2013 6 CRISTIANO POIAN @lightman
  7. 7. 16/12/2013 7 CRISTIANO POIAN @lightman
  8. 8. 16/12/2013 8 CRISTIANO POIAN @lightman
  9. 9. 16/12/2013 9 CRISTIANO POIAN @lightman
  10. 10. 16/12/2013 10 CRISTIANO POIAN @lightman
  11. 11. 16/12/2013 11 CRISTIANO POIAN @lightman
  12. 12. 16/12/2013 12 CRISTIANO POIAN @lightman
  13. 13. 16/12/2013 13 CRISTIANO POIAN @lightman
  14. 14. 16/12/2013 14 CRISTIANO POIAN @lightman
  15. 15. 16/12/2013 15 CRISTIANO POIAN @lightman
  16. 16. 16/12/2013 16 CRISTIANO POIAN @lightman
  17. 17. “Every day, 3 times per second, we produce the equivalent amount of data that the Library of Congress has in its entire print collection. But most of it is like cat videos on YouTube or 13-year-olds exchanging text messages about the next Twilight movie.” Nate Silver, statistician and author of the book, The Signal and the Noise 16/12/2013 17 CRISTIANO POIAN @lightman
  18. 18. • Aumento della quantità di dati disponibili, immagazzinabili e utilizzabili per l’analisi e l’uso • Inclusione di dati «non strutturati» (non numerici, qualitativi, video, social content, pattern di navigazione), che richiedono capacità evolute di analitica per essere interpretati – big data analytics • Aumento nell’automazione di uso di dati per creare e consegnare messaggi in «real time» (marketing) 16/12/2013 18 CRISTIANO POIAN @lightman
  19. 19. • Aziende che hanno l’opportunità di monitorare il comportamento dei propri utenti sui social media/siti web per comprenderne le preferenze e la percezione rispetto a prodotti e servizi • Istituzioni finanziarie che possono ottenere sempre più dati da ogni interazione che il cliente fa con ogni touchpoint (fisico e virtuale) per creare segmentazioni di target e prodotti più profilati • Campagne pubblicitarie online sempre più profilate sul comportamento di navigazione dell’utente • In campo medico, possibilità di analizzare tutti i dati del paziente a scopo di prevenzione e addirittura di monitoraggio di una terapia in atto (farmaci che inviano dati) • Open data: dati resi pubblici per poter generare nuove forme di aggregazione e nuove applicazioni • Internet delle cose: ogni dispositivo invia dati sul proprio utilizzo che possono essere monitorati e utilizzati per migliorare la propria gestione (per es. energetica) .... 16/12/2013 NEXT: I MITI DA SFATARE 19 CRISTIANO POIAN @lightman
  20. 20. 16/12/2013 20 CRISTIANO POIAN @lightman
  21. 21. I big data hanno già trasformato completamente molti business No: attualmente molti stanno appena cercando di capire come reperire le giuste informazioni e dar loro valore, all’interno del volume generale di dati disponibili 16/12/2013 22 CRISTIANO POIAN @lightman
  22. 22. I big data sono un problema dell’IT No: va evitato il rischio di sperimentare lasciando che sia la tecnologia a guidare. Devono essere le esigenze di business a spingere a chiedersi quali siano i dati più corretti da analizzare per migliorare il proprio marketing e la propria comunicazione con un nuovo approccio più analitico. 16/12/2013 23 CRISTIANO POIAN @lightman
  23. 23. Più dati ci sono, meglio è No: i dati non hanno significato «di per sè», ma solo in risposta a domande corrette, soltanto se ci sono gli strumenti per selezionarli e separarli dal rumore di fondo e utilizzarli nel modo opportuno 16/12/2013 24 CRISTIANO POIAN @lightman
  24. 24. E’ un tema molto complicato, non mi serve per la comunicazione No: (o meglio: SI è un tema complicato, ma è sicuramente utile). La comunicazione, anche quella corporate, può imparare a essere più attenta al tema del (big) data analytics e social analytics per strutturare i propri messaggi in modo più puntuale e ottimizzato per i propri audience NEXT: LE 4 «V» 16/12/2013 25 CRISTIANO POIAN @lightman
  25. 25. 16/12/2013 26 CRISTIANO POIAN @lightman
  26. 26. Imparare a scegliere i dati giusti nel campo dei social data • E’ finito il tempo delle «vanity metrics» (eyeball metrics): clicks, numero di tweet, numero di like, numero di fan, ecc. • Le aziende stanno cominciando a capire l’importanza di misurare l’impatto quantitativo delle loro azioni social (reach, influenza, engagement, sentiment, share of voice) • E’importante farsi le domande giuste per poter interrogare correttamente i dati a nostra disposizione 16/12/2013 27 CRISTIANO POIAN @lightman
  27. 27. 16/12/2013 28 CRISTIANO POIAN @lightman
  28. 28. Smart Data is actionable data that automatically generates informed, personalized communication with consumers across all channels. It allows a company to understand, predict and engage each consumer at an individual level Neil Capel, Wired NEXT: IL MOBILE 16/12/2013 29 CRISTIANO POIAN @lightman
  29. 29. 16/12/2013 30 CRISTIANO POIAN @lightman
  30. 30. Alcuni analisti prevedevano che entro la fine del 2013 metà del traffico globale di Internet sarebbe stato generato da dispositivi mobile. 16/12/2013 31 CRISTIANO POIAN @lightman
  31. 31. 16/12/2013 32 CRISTIANO POIAN @lightman
  32. 32. 16/12/2013 33 CRISTIANO POIAN @lightman
  33. 33. Tutti hanno uno smartphone, il mercato è completamente maturo No: certo la diffusione è in crescita, ma bisogna anche tenere in considerazione che: - Non tutti quelli che possiedono un dispositivo lo usano per navigare - Alti livelli di adozione ma la penetrazione del mobile internet sulle fasce di età più alta non è ancora elevata 16/12/2013 34 CRISTIANO POIAN @lightman
  34. 34. Fonte: Google Our Mobile Planet 2013, Italia 16/12/2013 35 CRISTIANO POIAN @lightman
  35. 35. Mobile significa mobilità, quindi servono meno contenuti No: le persone utilizzano i dispositivi mobile nelle situazioni più disparate (per es. «second screen»), anche in sostituzione dei device tradizionali (laptop e desktop). Occorre studiare le modalità in cui i propri audience usano smartphone e tablet per interagire con i contenuti che mettiamo a disposizione per poter progettare le migliori esperienze d’uso 16/12/2013 37 CRISTIANO POIAN @lightman
  36. 36. Mobile vuol dire app native per i miei stakeholder No: creare app native per i diversi sistemi operativi è solo una delle modalità per servire del contenuto ai propri audience, ma è anche una delle più dispendiose in termini di effort, budget e cicli di manutenzione richiesti (basso ROI) Nel mondo della comunicazione corporate, native apps con: - Alti costi di acquisizione degli audience - Basso numero di download - Alto Total Cost of Ownership NEXT: I «SI» DEL 2013 16/12/2013 38 CRISTIANO POIAN @lightman
  37. 37. SI 16/12/2013 39 CRISTIANO POIAN @lightman
  38. 38. Total African mobile connections and penetration rate (millions, % penetration). Source: African Mobile Observatory 2011 16/12/2013 40 CRISTIANO POIAN @lightman
  39. 39. SI 16/12/2013 41 CRISTIANO POIAN @lightman
  40. 40. SI 16/12/2013 42 CRISTIANO POIAN @lightman
  41. 41. Grazie Cristiano Poian Senior Strategist Cristiano.Poian@lundquist.it @lightman Segui Lundquist su: Lundquist company page @Lundquist 43 Lundquist page Slideshare account Lundquist channel Lundquist page
  42. 42. 13 december 2013 #writaly KWD Webranking 2013 italy Awards In collaborazione con

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