Manuale 7 pag [dai cap 2, 4, 6, 7]
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Manuale 7 pag [dai cap 2, 4, 6, 7] Manuale 7 pag [dai cap 2, 4, 6, 7] Document Transcript

  • Il ciclo vitale e i processi evolutivi della famiglia. Cap2IL TEMPO FAMILIAREOgni famiglia ha un suo passato un presente e una prospettiva di vita futura e questo è ciò che ladifferenzia da altri gruppi. Il passato di una coppia non è solo costituito dagli eventi vissuti insiemeprima del matrimonio, ma anche dall’intreccio delle due famiglie d’origine. E non solo sono presentile tracce di questo passato, ma sono segnate, seppur debolmente, quelle di un futuro.IL CICLO DI VITA: LA FAMIGLIA COME SISTEMA CHE SI MODIFICA NEL TEMPOIl ciclo vitale della famiglia è un modello teorico di riferimento che inquadra lo sviluppo spazio-tempoattraverso l’individuazione di determinate fasi evolutive prevedibili.Le fasi sono caratterizzate da eventi naturali che apportano necessariamente dei cambiamentinell’organizzazione del sistema familiare.La famiglia quindi si presenta come un sistema complesso caratterizzato da una stabilità dinamicanon sempre tesa alla conservazione dello stato attuale, ma in grado di perseguire una evoluzione checonsiste in un processo integrato di perdita di equilibrio e di riorganizzazione verso un nuovoequilibrio instabile.Le varie tappe del ciclo vitale sono segnate da eventi significativi, come le nascite, le morti,separazioni ecc.., quindi si riferiscono ai cambiamenti strutturali della famiglia.Si dividono in:Eventi normativi, gli eventi prevedibili, attesi, ad esempio matrimoni, nascite, entratanell’adolescenza ecc…)Eventi paranormativi, imprevedibili, inattesi, modificano la struttura relazionale del sistema famigliaad esempio divorzi, separazioni, malattie di un membro)Il superamento dei momenti critici non è solo legata alla loro qualità o intensità ma al grado diminaccia che questi rappresentano per la famiglia stessa e alle risorse che questa è in grado dimettere in campo. Ciò vuol dire che se la famiglia non è preparata anche un evento definitonormativo potrebbe risultare fortemente destabilizzante.L’utilità del modello del ciclo vitale per l’osservatore non sta nel poter identificare la fase evolutivadella famiglia nel “qui ed ora” ma nel poterne osservare il cambiamento e la riorganizzazione nelpassaggio da una fase ad un’altra.Tra una fase evolutiva e un’altra si scontrano due tendenze opposte: il desiderio di tornare indietroverso situazione note e familiare, che promettono stabilità e sicurezza, e l’aspettativa di nuovepossibilità che si prospettano ricche di potenziali positivi.La crisi , se colta nel suo intero significato, costituisce il primo atto di una nuova fase maturativi checontiene il massimo potenziale di cambiamento.Ogni fase del ciclo vitale riguarda almeno tre generazioni, ciò vuol dire che ogni evento avrà unimpatto diverso su ogni singolo membro della famiglia e le conseguenze non potranno che esseredifferenti.LA DIMENSIONE PLURIGENERAZIONALE DEL CICLO DI VITA FAMILIARE.Pur essendo ciascun individuo artefice della propria storia individuale, non potrà mai prescinderedalla storia intergenerazionale. Nasciamo in una posizione definita, e siamo chiamati a rispondere anorme e ruoli prestabiliti assumendo atteggiamenti e comportamenti e rispettando valoriintergenerazionalmente trasmessi.L’individuo, interiorizzando le regole inespresse presenti nel suo sistema ed obbedendo totalmentead esse, sviluppa una specie di lealtà verso il sistema, e trasmette le regole da una generazione ad OPsonline.it: la Web Community italiana per studenti, laureandi e laureati in PsicologiaAppunti d’esame, statino on line, forum di discussione, chat, simulazione d’esame, valutaprof, minisiti web di facoltà, servizi di orientamento e tutoring e molto altro ancora… http://www.opsonline.it
  • un’altra. Ogni relazione all’interno di una famiglia è influenzata dalla lealtà e dal rispetto per la storiamultigenerazionale.Esistono lealtà verticali e lealtà orizzontali, verso la famiglia d’origine e verso il coniuge, la coppia èdunque il punto d’incontro tra ciò che è stato trasmesso e ciò che trasmette.I MITI FAMILIARI COME ESPRESSIONE E VEICOLO DELLA CULTURA FAMILIAREL’identità culturale di una famiglia è un sistema di valori ideo-affettivi modellato nel tempo da piùgenerazioni Il modello normale della famiglia può essere costruito sulla base della condivisione di una immagineidealizzata : il mito.L’adesione al mito garantisce l’integrazione familiare: attraverso di esso vengono trasmesse allenuove generazione modalità di comportamento relazionale, valori, norme, e ruoli. Così come lafamiglia può essere considerata una micro cultura, allo stesso modo non necessita per esprimersi deimezzi divulgativi caratteristici di una cultura vera e propria, poiché è una dimensione privata. Ogni individuo trova nell’universo di valori familiari e nei suoi miti una peculiarecollocazione,funzionale alla soddisfazione dei suoi bisogni primari e al suo equilibrio psico-affettivo.Per il mito il tempo acquista un valore fondamentale, poiché ciò che resiste nel tempo perde una suavalenza storica ma ne acquista una universale per chi ne è testimone.Il mito dona stabilità all’identità culturale del gruppo, stabilità che non è congelamento dell’interoprocesso evolutivo, anzi questa stabilità dona la sicurezza necessaria per avviare i cambiamenti. Caratteristiche del mito: • Ridondanza dell’oggetto mitico • Astoricità dei miti • L’uso del concreto. • La rappresentatività dei miti (dietro il racconto mitico in apparenza semplice vi è racchiusa una gran parte della cultura familiare)I miti rafforzano i legami di interdipendenza ideo-affettiva tra i membri del gruppo, fanno sentirel’individuo come “parte di” ma possono anche spingere l’individuo al distacco.La personalità di un individuo si forgia proprio sulla continua rinegoziazione del bisogno diappartenenza e quello di separazione .Se il mito viene assimilato, rielaborato e fatto proprio rappresenterà una gran risorsa per l’individuoper quanto sia stato il risultato di un sentiero difficile, segnato dall’ambivalenza tra lo “stare dentro”e lo “stare fuori”.Ma se invece ciò non accade e vi è uno squilibrio tra distanza e vicinanza che si accentua troppo afavore di un’adesione acritica ai valori familiari, assisteremo ad un inglobamento di questi come uncorpo estraneo che ostacola il processo di individuazione del Sé.Bisogna comunque considerare che pure l’assenza di questi elementi coesivi, minando dellesicurezze fondamentali, potrebbe ostacolare il processo di Individuazione.Questo “separarsi ed appartenere” questo “uscire ed entrare” è una ginnastica necessaria peraffermare la propria individualità, sentendosi sempre libero di poter tornare nel gruppo senza perquesto sentirsi un traditore o un diverso.La famiglia è il primo luogo dove l’individuo prova a costituire e a strutturare il proprio Sé e ilcontesto dove si differenzia attraverso il rapporto con i familiari, esattamente come una figurarispetto allo sfondo.DIFFERENZIAZIONE DEL SéIl risultato del lavoro continuo di autodefinizione ed individualizzazione viene definitoDifferenziazione.Questa è influenzata da: OPsonline.it: la Web Community italiana per studenti, laureandi e laureati in PsicologiaAppunti d’esame, statino on line, forum di discussione, chat, simulazione d’esame, valutaprof, minisiti web di facoltà, servizi di orientamento e tutoring e molto altro ancora… http://www.opsonline.it
  • • Sistema emotivo della famiglia nucleare • Clima della famiglia d’origine • Processo di triangolazione • Processo proiettivo familiare • Grado di separazione emotiva dalla propria famiglia d’ origine.Secondo la scala di Differenziazione di Bowen che si muove lungo un continuum che va dalla fusioneestrema alla massima differenziazione, solo chi si trova in quest’ ultima estremità rappresenta i livellipiù alti di funzionamento umano e potrà trarne beneficio la sua famiglia nucleare. Quindi da questaprospettiva l’obiettivo più importante per la famiglia è quello di aiutare i suoi membri nel processo diDifferenziazione del Sé, nel complesso raggiungimento di equilibrio tra Appartenenza e Separazione.TAGLIO EMOTIVONon sempre il processo di Differenziazione ha esiti positivi, spesso anzi restiamo intrappolati inmodelli ripetitivi di relazioni, in particolare quando si presentano nuovi compiti di sviluppo.A volte “Appartenenza” e “Separazione” sono vissute solo in termini di esclusione reciproca, quandoun taglio netto dà l’illusione di autonomia.Il taglio emotivo indica quella separazione, fisica o emotiva, prematura e traumatica, di una personadai vincoli e dagli affetti familiari. E’ un estraneamento tra i membri di una famiglia che li preservadal confronto o dalla risoluzione dei conflitti.Tale modalità relazionale può provocare arresti evolutivi e sentimenti di incompletezza affettiva inetà adulta che non si ripercuotono solo sull’individuo ma possono provocare forti disagi nei rapportidi coppia e tra genitori e figli.La distanza emotiva può essere raggiunta tramite meccanismi interni, con la distanza fisica oattraverso la combinazione di entrambi.Chi per esempio va via di casa pensando così di ottenere l’autonomia, si ritroverà in futuro a cercaredei legami di tipo compensatorio che gli permettano di riempire i “vuoti” che si portano dentro.La principale espressione del taglio emotivo è la negazione dell’intensità dell’ attaccamento emotivonon risolto ai proprio genitori. E’ questo il caso della pseudo-separazione degli adolescenti.L’unica soluzione per uno sviluppo che consenta di raggiungere la “Posizione Io” è quella diriconnettersi al momento in cui il taglio è avvenuto, intraprendendo una ricostruzione attiva deilegami intergenerazionali e una elaborazione attiva delle perdite che non vanno negate ma compresee fatte proprie.IL FIGLIO CRONICOLa condizione di “ Figlio Cronico” si manifesta quando un figlio non riesce a fare il salto e restabloccato in una fase evolutiva inferiore rispetto a quella che ci si aspetterebbe. Si ritiene che questoavvenga a causa di una “intimidazione intergenerazionale” che ha bloccato il processo di acquisizionedi “autorevolezza personale” che consente ad ogni individuo di raggiungere la maturità psicologica.A volte è la lealtà sentita nei confronti della propria famiglia di origine che provoca disfunzioni sociali,individuali e familiari.Modalità di osservazione della famiglia Cap 4IL TRIANGOLO COME UNITA’ MINIMA DI OSSERVAZIONE OPsonline.it: la Web Community italiana per studenti, laureandi e laureati in PsicologiaAppunti d’esame, statino on line, forum di discussione, chat, simulazione d’esame, valutaprof, minisiti web di facoltà, servizi di orientamento e tutoring e molto altro ancora… http://www.opsonline.it
  • Il sistema è fatto da elementi interdipendenti che interagiscono e non dalla sola somma delle parti,per conoscere l’individuo dobbiamo conoscere la sua storia familiare ed inquadrarne gli eventualiproblemi all’interno del suo mondo affettivo e sociale.L’osservazione diadica delle relazioni venne considerata limitante, Bowen negli anni ’60 introdusse ilconcetto teorico dei triangoli, unità minima di analisi di tutte le relazioni , anche quelle cheapparentemente riguardano solo due persone.Autori come Bowen, Withaker, Ackerman considerano la famiglia un sistema emozionalecaratterizzato da forze opposte, le une che spingono verso la differenziazione, le altre che vorrebberomantenere la coesione. Sono importanti la storia, il rapporto con le figure significative del passato, lafamiglia di origine. La famiglia è inserita in un contesto storico, questo ci porta a vedere l’individuonella sua dimensione trigenerazionale. Ovviamente osservare le relazione triangolari in unadimensione trigenerazionale permette una rilettura più complessa delle relazioni attuali.IL GENOGRAMMA E LA SCULTURA FAMILIARELo psicologo relazionale ha il compito di promuovere la capacità della famiglia di osservare, rivisitaree rinarrare la loro storia evolutiva, potendo sempre separarsi e riavvicinarsi ad essa ma ponendosisempre come parte attiva di questa costruzione della realtà. Esistono modalità osservative diverse, quali il role playing, la scultura familiare che aiutano nelprocesso di ricostruzione familiare che consiste nel ripercorrere la propria storia familiare attraversotre generazioni. . Caratteristica comune di queste tecniche è la loro valenza dinamica. Permettono aimembri della famiglia di giocare con la realtà “come se” e questo permette di guardare la stessa conocchi nuovi. Di avere più consapevolezza del proprio modo di vivere le relazioni, o di aver vissutosituazioni passate, avendone una nuova comprensione.La continuazione della stirpe nel tempo trova il suo simbolo nella figura dell’albero: radici-passatogermogli-avvenire. L’unità del ceppo originario e la molteplicità dei rami che ne derivano.Il genogramma è la rappresentazione grafica dell’albero genealogico, un diagramma delle relazionidella famiglia estesa di almeno tre generazioni. Lo dobbiamo a Bowen.Esso si discosta quindi da un’anamnesi medica e si concentra di più sulla storia affettiva degliindividui.Stendere il genogramma consente all’individuo di vedersi nel quadro più vasto della sua famiglia, epermette di tirare fuori elementi rimossi, ricordi, rancori, affetti, di svelare miti, blocchi o alleanzeche consentono la ridefinizione di eventi significativi oltre alla possibilità di elaborare un migliorprogetto di vita. La scultura familiare fu introdotta da virginia Satir negli anni ’70 . Se il genogramma predilige unamodalità narrativa più incentrata sul canale verbale-digitale, la scultura invece predilige il livelloanalogico e l’uso del corpo e dello spazio. A ciascun membro della famiglia verrà chiesto di modellaregli altri componenti della famiglia in una posizione che simboleggi le loro reciproche relazioniemotive.La scultura ha l’effetto di far venire alla luce le immagini mitiche, i fantasmi che la famiglia si portadietro, i disagi interattivi dovuti agli stereotipi di genere, ossia una rigide imposizione di ruoli del“maschile” e del “femminile” tramandati per generazioni e divenuti insostenibili per alcuni. Lascultura ha lo scopo di far emergere i “vuoti” cioè ciò che è mancato per realizzarsi completamentecome persona.Sculture trigenerazionali.Sculture del tempo: della memoria, del presente e del futuro.A volte è nel confronto tra queste che emerge il blocco delle potenzialità evolutive della famiglia.Nella terza scultura c’è una forte tendenza a mantenere inalterati tutti i rapporti, legami, ruoli poichéil cambiamento è visto come fonte di disgregazione e di rottura e non come miglioramento ematurazione dei legami affettivi. OPsonline.it: la Web Community italiana per studenti, laureandi e laureati in PsicologiaAppunti d’esame, statino on line, forum di discussione, chat, simulazione d’esame, valutaprof, minisiti web di facoltà, servizi di orientamento e tutoring e molto altro ancora… http://www.opsonline.it
  • Nel colloquio relazionale il primo passo è -osservare la relazione- il secondo è –muovere larelazione- sia ad un livello concreto (postura) che ad uno più astratto (linguaggio simbolico).L’alternanza tra concreto e astratto, introduce una forte dose di incertezza nel sistema famiglia-psicologo. Il dubbio, la logica del forse è il primo passo per mettere in discussione comportamentiripetitivi e motivazioni scontate, ricercando significati alternativi.IL ROLE PLAYINGConsiste nel coinvolgimento della famiglia nella recita di una situazione reale vissuta dai membri. Ilsuo scopo è quello di promuovere una miglior comprensione delle proprie modalità relazionali, diindividuare i propri modelli interattivi e il modo di ricoprire dei ruoli. Quindi lo psicologo relazionale,dopo aver capito qual è il problema essenziale , l’avvenimento che ha motivato il comportamentosintomatico di uno dei membri della famiglia, invita la famiglia stessa a recitare una determinataazione collettiva.Lo psicologo relazionale: la costruzione del terzo pianetaCap 6L’OSSERVATORE RELAZIONALE COME PARTE DEL CAMPO DI OSSERVAZIONEIntersoggettività come strumento di conoscenza. Lo scopo dell’intervento psicologico è quello diricreare nuove basi relazionali con le quali le famiglie possano generare le loro risorse. L’individuo ela famiglia sono infatti sistemi aperti capaci di autogenerarsi , attivi e reattivi, in costantetrasformazione con propri confini interni ed esterni. La soggettività dello psicologo, il suocoinvolgimento personale trova ora uno spazio elettivo nei contesti interattivi in cui ha luogol’intervento. La realtà viene costruita in base alla descrizione che gli individui danno di avvenimenti,persone, idee e sentimenti, in ragione di ciò lo psicologo deve assumere una visione binoculare, ingrado di cogliere allo stesso tempo l’osservazione sul cliente e quella sulla relazione tra i due sistemi,mantenendo però una posizione di neutralità, una posizione meta, definita “terzo pianeta”. Quindi lopsicologo relazionale dovrà essere in grado di osservare se stesso, allontanarsi quanto basta perosservare la relazione con il cliente e quindi la loro interazione costruendo una relazione di tipotriangolare.La modalità di accesso privilegiata al sistema avviene tramite le “risonanze” , ovvero un interessesincero e spontaneo che lo psicologo sente attraverso la relazione che si crea con il cliente. Lopsicologo non deve mai perdere di vista sé stesso e chiedersi come la propria azione abbiainfluenzato la relazione.COMPETENZE E RISONANZE EMOTIVE DELLO PSICOLOGO RELAZIONALEUn colloquio psicologico presuppone una capacità empatica dello psicologo relazionale, una presenzaemotiva prima ancora che fisica, un ascolto attento e sincero, poiché le persone danno informazioniin base a come sono ascoltate. L’empatia nasce dalla curiosità, che è qualcosa che nasce dentro dinoi, è una capacità innata ma per lo psicologo deve diventare una vera e propria disciplina, significapartecipare davvero all’esperienza dell’altro, è la porta che ci permette di scavare dentro noi stessi,di conoscere l’altro per conoscere sé.Lo psicologo deve sentire ben radicata in sé la consapevolezza dell’enorme potenziale di chi gli sta difronte, deve tener sempre presente che l’individuo è qualcosa di molto più complesso dei problemiche porta nel colloquio. Sospendere ogni forma di giudizio e pregiudizio è indispensabile. OPsonline.it: la Web Community italiana per studenti, laureandi e laureati in PsicologiaAppunti d’esame, statino on line, forum di discussione, chat, simulazione d’esame, valutaprof, minisiti web di facoltà, servizi di orientamento e tutoring e molto altro ancora… http://www.opsonline.it
  • Le difficoltà di un individuo sono parte integrante del su processo di crescita e lo psicologo relazionalesa che ogni difficoltà non è da vedere come handicap, ma come potenzialità, come risorsa.Non è tanto la difficoltà ad essere intrinsecamente problematica quanto il modo di affrontarla.L’ autoreferenza è quanto lo psicologo porta di se nel rapporto con il cliente, le risonanze sono delleaggregazioni che sono costituite da elementi comuni in individui diversi, lo psicologo può scegliere senascondere i propri sentimenti o esplicitarli, l’importante è essere sempre come si è e non come sidovrebbe essere. Il cliente decide di mettersi davvero in gioco quando sente che anche lo psicologo ècoinvolto e partecipa alle sue stesse difficoltà.La complessità umana ci impone di rifiutare la certezza e le verità assolute, ci porta considerare varipunti di vista, il dubbio è all’origine di ogni ricerca e condizione di ogni conquista. Lo psicologo deveassumere un modo di pensare che non sia per prove ed errori ma un continuo emergere di ipotesi,rivisitare continuamente gli eventi e darne una lettura sempre diversa. Ciò spesso comporta unaconfusione passiva che va accettata, senza subirne la pressione o l’ansia.I linguaggi dell’incontro con la famiglia Cap 7PRESUPPOSTI DELL’INTERVISTA RELAZIONALE: L’IPOTIZZAZIONEL’oggetto di indagine del colloquio con la famiglia è il sistema trigenerazionale, lo psicologo non è unascoltatore passivo ma avrà la capacità di pensare, di fare domande e di collegare le informazioniche riceve sempre con nuovi nessi secondo un orientamento preciso, dando a queste un ordine,grazie alla sua creatività che comprende l’ascolto di sé, dell’altro e la capacità di scelta.Già dal primo contatto con il cliente, che può essere la telefonata di richiesta d’intervento lo psicologoformulerà la prima ipotesi, che non è né vera né falsa, ma più o meno utile, in quanto da questaricaveremo nuove informazioni.L’ipotesi verrà vantaggiosamente accettata dal sistema famiglia più sarà in grado do fornire unanuova visione del problema, sarà condivisa o criticata qualora il cliente sarà in grado di confutarla.Ovviamente non avrà nessuna funzione ristrutturante se non accettata dal sistema.ANALISI DELLA DOMANDA E DEL SISTEMA DI INVIOIl colloquio relazionale prevede dei passaggi importanti, l’accoglienza e l’analisi della domanda.Analizzare la richiesta d’aiuto consiste nell’indagare le motivazioni e le aspettative del clientesull’intervento psicologico. Spesso capita che non sia l’utente stesso a formulare la domanda d’aiutoma che sia inviato da terzi, come i genitori con i figli e che quindi la motivazione dei committenti siapiù forte di quella dell’ utente stesso.L’inviante motivato va quindi distinto da quello generico.SELEZIONE,RACCOLTA, TRASFORMAZIONE DELLE INFORMAZIONIDopo aver analizzato la domanda, e aver formulato una prima ipotesi, si passa alla raccolta diinformazioni, che non consiste in una semplice descrizione degli eventi ma dei significati che questihanno assunto per le persone coinvolte. Ciò avverrà nella posizione meta, o terzo pianeta, dellopsicologo, dove potrà osservarsi e osservare la relazione da una certa distanza ma con tutta lapartecipazione del caso. Spesso il cliente si crea delle “certezze protettive” su ciò che riguarda il suo problema, lo psicologodovrà trovare gli elementi che mettono in crisi queste certezze per permettere al cliente di trovarenuove interpretazioni e nuovi assetti affettivi.Per questo utilizziamo la metafora dell’imbuto rovesciato.Nella sua posizione normale, con il collo rivolto verso il basso, poniamo il cliente e le sue informazioniin alto e lo psicologo dalla parte del collo. OPsonline.it: la Web Community italiana per studenti, laureandi e laureati in PsicologiaAppunti d’esame, statino on line, forum di discussione, chat, simulazione d’esame, valutaprof, minisiti web di facoltà, servizi di orientamento e tutoring e molto altro ancora… http://www.opsonline.it
  • Come sappiamo il primo espone la propria lettura degli eventi in modo rigido e stereotipato, lefamose certezze, in cui non c’è spazio per il dubbio, quindi nessuna via d’uscita. Lo psicologo,rimanendo nella parte stretta dell’imbuto, sarà sopraffatto da queste informazioni, schiacciato senzala possibilità di fornire nuove interpretazioni.Per raggiungere tale scopo è necessario effettuare un capovolgimento dell’imbuto, ovvero dirigere leinformazioni in più direzioni, dando allo psicologo la possibilità di collegare persone ed avvenimenti inmodo diverso e ricevere risposte più ricche che restituiscono all’ individuo la sua complessità. Ciòavviene grazie a domande mirate che danno al cliente una visione circolare in cui non si distinguonole cause dagli effetti.RIDEFINIZIONELo psicologo relazionale ascolta attivamente quello che il cliente racconta e vi si sintonizzaemotivamente per poi ridefinire il significato affettivo degli eventi. Tale ridefinizione fornisce alsoggetto una nuova visione della situazione che acquista una nuova struttura.DOMANDE RELAZIONALIQualsiasi domanda che ponga in relazione il nostro interlocutore con altre persone è una domandarelazionale. All’interno di un colloquio queste danno la possibilità di esplorare le modalità di relazione proprie di un sistema e di comprenderne il funzionamento.Domande intergenerazionaliDomande “come se”Domande metaforicheDomande “più e meno” e “prima e dopo”Domande dirette e indiretteDomande che assumono rischi: le domande intrusiveTra le caratteristiche delle domande relazionali, le più importanti sono:Circolarità e significatività. OPsonline.it: la Web Community italiana per studenti, laureandi e laureati in PsicologiaAppunti d’esame, statino on line, forum di discussione, chat, simulazione d’esame, valutaprof, minisiti web di facoltà, servizi di orientamento e tutoring e molto altro ancora… http://www.opsonline.it