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Noctiflora project - Review

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Noctiflora project - Review Presentation Transcript

  • 1. Sapienza Università di Roma Studente: Eleonora Bompieri Facoltà di Architettura Matricola: 1466759 C. d. L. Disegno Industriale Esercitazione 3 Atelir di Design 1 Titolo: Noctiflora A.A. 2011 - 2012 Tavola 1/4 Prof. Carlo MARTINOLa termoformatura è una tecnica di stampaggio di materie plastiche a caldo, a partire da La forma dell’oggetto è stata protagonista di molti schizzi per la sua definizione. Viste lelastre o film. limitazioni date dalla termoformatura, ho deciso di orientarmi verso l’ideazione di un mo-È una valida alternativa alla tecnica ad iniezione soprattutto se: dulo ripetibile. Come si nota dagli schizzi, i petali si allungano, si comprimono, si piegano• il numero di pezzi da produrre è relativamente basso; fino a trovare la giusta combinazione. L’idea era quella di costruire un oggetto poco preten-• lo spessore delle pareti dei pezzi deve essere molto sottile; zioso, senza fronzoli, le cui forme denotassero l’estrema semplicità.• la precisione dimensionale richiesta è superiore al millimetro;• l’oggetto presenta zone in sottosquadra non eliminabili. L’oggetto si compone di due moduli differenti: uno più allungato e longilineo per i petali (Bloom), un altro più corto ed “arricciato” per i sepali (Crown). Diversi per trasparenza, iIn questo caso, la termoformatura considerata si ottiene sotto pressione. Il film plastico vie- due sono subito riconoscibili sulla struttura anche per le differenze cromatiche.ne spinto sullo stampo grazie ad una alta pressione esercitata dall’esterno dall’aria, che ne I moduli avvolgono uno spazio sferico, riservato al collocamento dell’impianto luminoso.facilita anche il raffreddamento. Questa tecnica ha un gran uso per il problema del packa- L’obiettivo era quello di creare una forma organica, associabile al mondo naturale : la sceltaging, anche di alimenti. di un fiore è dovuta alla sua immagine essenziale, evocativa, le cui svariate forme si dimo- strano adattabile a molteplici scelte progettuali. I diversi moduli trovano posizione sull’asse dell’impianto luminoso creando uan sorta di corolla. Interessante è il posizionamento dei petali sull’asse: disposti in diverse rotazioni per coprire tutto il modulo inferiore, questi creano un effetto quasi vorticoso alla base. Bloom CrownQuesta tecnica pone dei limiti progettuali da tenere in considerazione per il successo delprodotto finale: • uso esclusivo di materie plastiche, da considerarsi in tutte le loro caratteristiche (resistenza, reazione al calore, proprietà ottiche...); • spessori delle pareti limitati da non consentire l’utilizzo di un propabile oggetto sotto carichi relativamente leggeri; • scelta di forme per lo più pure, evitando rientranze e prestando particolare atten- zione a possibili sottosquadri.
  • 2. Sapienza Università di Roma Studente: Eleonora Bompieri Facoltà di Architettura Matricola: 1466759 C. d. L. Disegno Industriale Esercitazione 3 Atelir di Design 1 Titolo: Noctiflora A.A. 2011 - 2012 Tavola 1/4 Prof. Carlo MARTINO La termoformatura ha vincolato molto nel decidere la funzionalità dell’oggetto e il suo Il concept di questa lampada si basa su una contraddizione: il fiore, elemento poisitivo luogo di utilizzo. La scelta è stato il risultato delle considerazioni partite sul materiale e la quasi sempre associato alla luce e al giorno, si rivela come una presenza notturna che dà Mirabilis Japala tecnica usata: un nuovo aspetto all’ambiente. Ne è seguita una ricerca: esistono, infatti, anche in natura • lo spessore delle pareti dei pezzi deve essere molto sottile; fiori notturi (letteralemente, “noctiflora”), presenze misteriose, quasi invisibili di giorno. • la plastica è un materiale non troppo resistente; Documentandomi sul loro comportamento e osservandone attentamente i colori, ho de- • la termoformatura si basa proprio sulla malleabilità di alcuni materiali con l’aumento dotto importanti dettagli per lo sviluppo della mia lampada. termico. Bisogna quindi evitare l’esposizione a fuoco o grandi fonti di calore; • l’oggetto, poichè in plastica sottile, sarà molto leggero. Ho catturato le dominanti cromatiche per riproporle nella lampada in un nuovo accosta- mento: tinte pastello come il lilla colorano i “petali” di questa lampada-fiore. Visti questi accorgimenti, ho deciso di dedicarmi alla progettazione di una lampada. Noctiflora ha l’apparenza di un fiore a campanula che, se guardato all’interno, nasconde Avendo inizialmente pensato a una lampada da tavolo, ho infine deciso di dedicarmi a una una spirale di petali minori, in geometrie dal ripetersi quasi frattali. lampada a sospensione. Alcuni prodotti di design mi hanno aiutato nella definizione della mia idea: in particola- Quando illuminata, la lampada sembra trasformarsi: grazie alla sottigliezza della plastica, re, le lampade Slamp sono state ispiratrici dati i loro giochi di luce e moduli. al gioco di moduli e spessori, la luce traspare dalla struttura in modi differenti mostrando diverse sfumature cromatiche. I rilievi di superficie valorizzano tale aspetto ed evidenzia- no l’attenzione su un divertente contrasto: l’esterno in vernice opaca è opposto all’interno nella naturale lucidezza dei materiali plastici usati. Nigel Coates, MorganaStefano Papi, Goccia Iochroma Adriano Rachele, CactusAdriano Rachele,Veli
  • 3. Sapienza Università di Roma Studente: Eleonora Bompieri Facoltà di Architettura Matricola: 1466759 C. d. L. Disegno Industriale Esercitazione 3 Atelir di Design 1 Titolo: Noctiflora A.A. 2011 - 2012 Tavola 1/4 Prof. Carlo MARTINO I due moduli sono molto differenti tra loro, non solo nella dimensione. La diversa forma Una forma allungata, le cui curve si sporgono verso l’esterno, costituisce il petalo della lampada-fiore Blo- non è dovuta solo a una scelta estetica, ma si basa su una specifica funzione e posizione sul- om . Le linee sono tali da proteggere la fonte luminosa senza però sofforcarla o disperderne la luce. Que- la lampada. sto modulo è in polietilene tereftalato,in uno spessore di 0.7mm. Se ci si sofferma sulla superficie, si note- ranno dei rilievi a fare da dettaglio: come per una foglia, questa forma è percorsa da vene e striature. 10.000 8.3892 2.5669 Ø1.7183 118° Ø11.5076 Ø0.8536 55 110 32° 13° 35° Ø2.8638 32 20 3 5.6157 3.000 21° Ø1.4227 17° Ø2.7000 45° 158° 2.9213 6,08 41° Ø6.0000 4,96 7 8.1220 Ø4 109,4 Ø3 47 47 30 0 Ø6,2 7.1619 Ø20 5° ° 12 9021.500 6.1473 51° 88° Ø2.5000 Ø12.0000 80° 50° Ø3.5000 60° Ø7.9640 Molto differente è l’altro modulo, il Crown. Esso si presenta con una forma quasi a coppa, con un movi- Ø3.5000 mento ondulato sulla base. Questa forma ha un duplice utilizzo nella lampada: da una parte mantenere i petali in apertura sorreggendo la plastica più duttile, dall’altra far da coprilampada. Per adempire a queste funzioni, questo modulo è in un materiale plastico più resistente e rigido in spesso- 31° 39° re superiore, polistirene in 1mm. Ø5.4000 Ø13.6681 Ø8.0000 240° 5.4000 1.4290
  • 4. Sapienza Università di Roma Studente: Eleonora Bompieri Facoltà di Architettura Matricola: 1466759 C. d. L. Disegno Industriale Esercitazione 3 Atelir di Design 1 Titolo: Noctiflora A.A. 2011 - 2012 Tavola 1/4 Prof. Carlo MARTINO Disegni tecnici della lampada, con vista della posizione degli elementi, e sezione Scala 1:1 275.000 110.000 40.000 1.000 1.000 0.700 38.250 55.000210.500