Dott. Valentini: Attività di vigilanza - Convegno Lisaservizi "I nuovi requisiti del docente formatore"

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Atti del convegno Lisa Servizi di Zelarino del 12/11/2013: "I nuovi requisiti del docente formatore". …

Atti del convegno Lisa Servizi di Zelarino del 12/11/2013: "I nuovi requisiti del docente formatore".
Intervento del Dott. Flavio Valentini in merito all'attività di vigilanza sulla formazione.

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  • 1. Zelarino 12 novembre 2013 LA VIGILANZA E IL CONTROLLO IN AMBITO FORMAZIONE SUL LAVORO Dr.Flavio Valentini direttore SPSAL AULSS 13
  • 2. Chi deve essere formato ? il D Lgs 81/08 prevede come il precedente D Lgs D. Lgs. prevede, D. Lgs. 626/94, l’obbligo di formazione delle figure nominate per g p la gestione della sicurezza in azienda, in particolare:  il responsabile del servizio di prevenzione e protezione RSPP (anche datore di Lavoro),  gli addetti al servizio di prevenzione e protezione – ASPP li dd i l i i i i ASPP,  il rappresentante del lavoratori per la sicurezza- RLS  gli addetti alle emergenze ( im s li dd tti ll m (primo soccorso, evacuazione e s i antincendio)  tutti i lavoratori  i dirigenti e i preposti
  • 3. Chi ha l’obbligo di adempiere ? l obbligo  Tale obbligo ricade sul datore di lavoro: la mancata formazione e e, se previsto previsto, l’eventuale addestramento espone il datore di lavoro stesso a sanzioni amministrative d l e/o penali. p
  • 4. Come si fa ? La formazione è un “processo educativo attraverso il quale trasferire … conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in q p p g sicurezza dei rispettivi compiti …”. Da tale definizione originano due considerazioni: 1) qualità dell atto dell’atto educativo: indispensabile che i “formatori” siano qualificati e quindi il datore di lavoro che affida il compito di formare le figure aziendali deve provvedere a verificarne i requisiti minimi di competenza p d ifi n isiti mp t n e conoscenza 2) modalità di svolgimento: l’atto formativo non può essere ) g p ridotto ad un semplice “CD o DVD” da consultare o “poche fotocopie” da leggere. La lezione in aula, in piccoli g pp , mp m gruppi, arricchita di esempi o simulazioni è l’unico strumento in grado di garantire un vero e proprio atto “educativo”. Il docente verifica istante dopo istante il grado di apprendimento e rileva, attraverso il linguaggio non verbale del “allievo”, la necessità di ribadire, rafforzare i concetti espressi.
  • 5. ACCORDO STATO REGIONI GENNAIO 2006 (RSPP e ( ASPP) Agenzie/enti accreditati dalla Regione per formazione
  • 6. ACCORDO STATO REGIONI DICEMBRE 2011 CHI può f ò fare formazione per RSPP d t f i datore di lavoro ?  Regioni e provincie autonome attraverso le proprie strutture tecniche operanti nella prevenzione (AULSS) e formazione  Soggetti operanti nella formazione g p accreditati dalla regione operanti da almeno 2 anni nell’ambito della prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro o salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
  • 7. ACCORDO STATO REGIONI DICEMBRE 2011 Università Uni sità  INAIL  VVFF  Scuole superiori singole Amministrazioni super or s ngole Amm n straz on  Associazioni sindacali datori di lavoro e lavoratori  Ordini e collegi professionali  F ndi int p f ssi n li di s tt Fondi interprofessionali settore  Enti bilaterali 
  • 8. ACCORDO STATO REGIONI DICEMBRE 2011 Requisiti dei docenti  Organizzazione dei corsi  Metodologia di insegnamento e di apprendimento  Articolazione del percorso  Valutazione e certificazione 
  • 9. FORMAZIONE A DISTANZA E-LEARNING FAD non è esclusa per gli addetti al servizio antincendio e l li dd tti l i i ti di pronto soccorso che però devono obbligatoriamente, a completamento della formazione teorica fare una parte teorica, pratica di esercitazione. FAD non è esclusa per la formazione dell RSPP datore di formaz one dell’RSPP d lavoro che vuole ricoprire questo ruolo rientrando nelle tipologie previste dalla norma (art. 34 D. Lgs 81/08) e per gli RLS. l FAD non è ammessa nei corsi di formazione per ASPP e RSPP, di i li ti d ll’A RSPP disciplinati dall’Accordo sancito i sede di d it in d Conferenza Stato-Regioni il 26.01.06. E E’ del tutto esclusa la possibilità di corsi di formazione tramite CD o DVD.
  • 10. e learning Modello formativo i t M d ll f ti interattivo realizzato tti li t p previa collaborazione interpersonale p all’interno di gruppi didattici strutturati ( o semistrutturati) nel quale operi una piattaforma informatica che consente ai discenti di i t di ti interagire con i t t e anche i tutor h tra loro
  • 11. e learning a condizione che vi siano ……. Sede S d e strumentazione t t i  Programma e materiale didattico  Tutor esperto (almeno 3 anni esperienza)  Valutazione durante tutto il percorso l d l  Durata certa e verificabile  materiali 
  • 12. Caratteristiche corsi (RSPP datore di lavoro)     Requisiti dei d centi (interni alle strutture o docenti formatori esterni accreditati dalla regione) Organizzazione dei corsi (responsabile progetto, max 35 partecipanti, registro presenza, presenza max 10% assenza) Metodologia di insegnamento (lezione frontale, esercitazione in aula, lavori di gruppo problem aula gruppo, solving, e-Learning) Articolazione (basso medio, alto rischio con 4 (basso, medio moduli: giuridico, gestionale, tecnico, relazionale)
  • 13. Caratteristiche corsi (lavoratori e preposti)      Docenti (interni od esterni) con esperienza almeno triennale di insegnamento o professionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro (anche datore di lavoro RSPP o RSPP aziendale) Organizzazione (come per RSPP + declinazione dei g contenuti tenendo conto della lingua) Metodologia (come per RSPP) Contenuti (due aspetti Formazione generale e Formazione Specifica) Durata (min. 8 a max 16 ore a seconda del basso, medio, altro rischio tipologia attività) i preposti devono fare altre 8 ore aggiuntive (i quanto d t t lt i ti (in t detentore di ulteriori lt i i responsabilità penalmente rilevanti)
  • 14. Caratteristiche corsi (dirigente) Non deve f N d fare l f la formazione prevista per i i ist lavoratori in quanto questa è sostitutiva  Articolazione in 4 moduli (normativog gestione e organizzazione sicurezzag individuazione e valutazione dei rischi, comunicazione, formazione e consultazione lavoratori  Durata 16 ore  Aggiornamenti periodici 
  • 15. CONTROLLI: PASSATO PRESENTE FUTURO PASSATO-PRESENTE-FUTURO comun caz on rt. comunicazioni Art. 8 e 10 0 D. Lgs 646/94 6 6/9 (RSPP)  D l s 195/2003 (p r RSPP e ASPP) D. lgs. (per  Intesa stato regioni gennaio 2006 g g  Intesa stato Regioni dicembre 2012 (RSPP, Dirigenti (RSPP Dirigenti, preposti preposti, lavoratori lavoratori, particolari incarichi aziendali)  ……………. 
  • 16. Pericoli Attenzione agli aspetti formali della “ l ” “regola” sp tt sp c f c affrontat  Aspetti specifici non affrontati  Applicazione standard della formazione e non personalizzata  ………  ……… 
  • 17. INFORMAZIONE Definizione art. 2 comma 1 lettera bb complesso delle attività dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione riduzione e g gestione dei rischi in ambiente di lavoro m (trasferimento di notizie allo scopo di incrementare le conoscenze) Quali informazioni p g generale, , riguardante g l’attività Di tipo produttiva aziendale nel suo insieme (art. 36 c. 1) g g Particolare, con riguardo al singolo contesto o realtà operativa (art. 36 c. 2) l à ).
  • 18. INFORMAZIONE Efficacia dell’attività informativa Il contenuto della informazione deve essere facilmente comprensibile* per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le relative conoscenze. q Ove la informazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione della lingua utilizzata ** nel percorso informativo (art. 36 c. 4) * Illustrazioni nel caso di libretto informativo ** di difficile attuazione
  • 19. ADDESTRAMENTO Definizione art. 2 comma 1 lett. cc complesso d ll l delle attività di i i à dirette a f fare apprendere ai lavoratori l’uso corretto di attrezzature, macchine attrezzature macchine, impianti impianti, sostanze sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le p procedure di lavoro (istruzione pratica diretta all’apprendimento delle modalità di esplicazione della mansione) SPECIFICO ed ADEGUATO
  • 20. ADDESTRAMENTO L’addestramento è riportato in almeno 16 articoli o punti degli allegati Deve essere “specifico” e “adeguato” specifico il contesto di apprendimento e il contesto lavorativo devono essere il più possibile simili * p p adeguato l’addestramento non consiste solo nell’eseguire una serie di operazioni con modalità preordinate ma anche preordinate, nell’esaminare la situazione e nel decidere, nell’ambito delle sue competenze, la strategia da adottare (saper fare e saper decidere cosa fare). dec dere * nell’all. XXI al punto 4.3 dedicato alla metodologia didattica si dice: gli addestramenti devono essere effettuati in siti ove g possano essere ricreate condizioni operative simili a quelle che si d l ll h trovano sui luoghi di lavoro
  • 21. ADDESTRAMENTO (ART. (ART 37 C 4 E 5) C. Quando va effettuato In occasione a) della costituzione del rapporto di lavoro o dell’inizio dell’utilizzazione qualora si tratti di q somministrazione di lavoro; b) del trasferimento o cambiamento di mansioni; c) della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi. ti i l i
  • 22. ADDESTRAMENTO da persona esperta • ha appreso la modalità di comportamento corretta in condizioni standard • è i grado di adottare strategie di comportamento in d d i diverse al variare delle condizioni operative • ha capacità comunicative • esperienza riconoscibile all’interno dell’azienda o p possesso di qualifiche documentate in caso di persona q p esterna sul luogo di lavoro Contraddizione con allegato XXI In alcuni casi infatti, per ragioni di sicurezza, è necessario far precedere le prove in ambiente reale dalle simulazioni in ambiente protetto
  • 23. ADDESTRAMENTO Incluso nella VR (art. 28 c. 2 lett f) Nel DVR è prevista la individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, h i hi d i i t ità f i l specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento (addestramento come fattore di gestione e riduzione del rischio)
  • 24. ADDESTRAMENTO SPECIFICO Titolo IV – cantieri temporanei o mobili Art 116 - Obblighi dei datori di lavoro concernenti l'impiego di sistemi di accesso e di posizionamento m ant funi mediante fun Titolo III – uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale Titolo VI – movimentazione manuale dei carichi Titolo IX – sostanze pericolose
  • 25. FORMAZIONE 1. . 2. 3. Fasi: F i Analisi dei bisogni formativi e progettazione interventi Programmazione e realizzazione d li P mm i n li i n degli interventi Verifica dell’efficacia degli interventi in termini di incremento delle conoscenze e di cambiamento del comportamento
  • 26. FORMAZIONE Definizione art. 2 comma 1 lettera aa processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi;
  • 27. FORMAZIONE DEI LAVORATORI Le competenze acquisite a seguito dello svolgimento delle attività di formazione di cui al presente decreto sono registrate nel libretto formativo del cittadino di cui all’articolo 2, comma 1, lettera i, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni. Il contenuto del libretto formativo è considerato dal datore di lavoro ai fini della programmazione della formazione e di esso gli organi di vigilanza tengono conto ai fini della verifica degli obblighi di cui al presente decreto
  • 28. FORMAZIONE DEL RLS ART. ART 37 C 10 C. Il RLS ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza concernente i rischi specifici esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, tale da assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e p prevenzione dei rischi stessi (art. 37 c. 10) Non più acquisizione di nozioni ma acquisizione delle p q q competenze inerenti le tecniche di controllo e prevenzione dei rischi. Minore enfasi sulla formazione inerente la normativa che pure resta importante p p
  • 29. FORMAZIONE DEL RLS ART. ART 37 C 11 C. Durata La durata minima dei corsi è di 32 ore iniziali, di , cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione e g p protezione adottate, con verifica di apprend mento apprendimento La contrattazione collettiva nazionale stabilisce modalità, d d lità durata, contenuti specifici e t t ti ifi i modalità di aggiornamento periodico (non inferiore a 4 h/ f h/anno da 15 a 50 dipendenti e a d d d 8 h/anno per più di 50 addetti)
  • 30. FORMAZIONE LAVORATORI, PREPOSTO Criticità • • • • lavoratori autonomi (deve autoformarsi?) l erogazione l’erogazione di un corso di formazione comune per tutti i lavoratori non può considerarsi adeguata (problema per le g (p p piccole imprese) l libretto formativo del cittadino La formazione d L f deve avvenire in azienda. L d Le piccole ditte che hanno un numero limitato di preposti ?
  • 31. SGS PER FORMAZIONE Gruppo di lavoro SPISAL Regione veneto (anno 2006)  Linee SGS UNI-INAIL del 2001  Standard OHSAS 180012007  sgslinee guida SPSAL per SGS.pdf sgsOHSAS 18001 2007 ITA pdf sgsOHSAS_18001_2007_ITA.pdf
  • 32. Formazione secondo gli SPSAL (SGS) Soggetti incaricati ( hi spiega ?) d t S tti i i ti (chi i ?): datore di l lavoro, RSPP, medico competente, RLS, preposto, consulenti/docenti esterni (valutando la l ti/d ti t i( l t d l preparazione rispetto alla tematica da trattare) Metodologie didattiche: incontri, esercitazioni pratiche (in aula, reparto), addestramento sul lavoro con affiancamento g g , p , Strumenti: lavagna a fogli mobili, diapositive, dispense
  • 33. Formazione secondo gli SPSAL (SGS) Programmazione (quando):di base periodicamente Pr rammazi ne (quand ):di base, peri dicamente (come da norma o linea guida o intesa) e comunque sempre in caso di assunzioni, cambio assunzioni mansione, cambiamento organizzativo (attrezzature, tecnologie, macchinari, sostanze e preparati pericolosi, protocolli operativi) Valutazione (è stato efficace?): quest onar o, eff cace?) questionario, osservazione del comportamento dopo intervento, addestramento a seguito di lezione g teorica, controllo indici aziendali (incidenti, infortuni, comportamenti pericolosi)
  • 34. Carenze/violazioni riscontrate in vigilanza g (indagini infortuni, malattie professionali, ispezioni di iniziativa)      Assenza di formazione Formazione sulla carta Formazione pagata Formazione “dopo” F “d ” Formazione effettuata da persone non idonee p comunicato sui corsi di formazione.doc    Formazione carente ………….. …………. . sicurezza lavoro VEN defenitiva 7_3_13.pdf
  • 35. INFORMAZIONE E VIGILANZA Sanzione Datore di lavoro e d r gente d dirigente (non il preposto come nella 626/94) art 36 commi 1, 2 e 3 800 – 3.000 € Criticità Difficile verifica dell’avvenuta informazione e ancor m meno se questa risulta adeguata q g  Il c. 4 non è sanzionato
  • 36. ADDESTRAMENTO E VIGILANZA Sanzioni Datore di lavoro e Diri enti Dirigenti 2.000-15.000 2 000 15 000 € Preposti Lavoratori 300-900 300 900 € 200-600 200 600 € Il mancato addestramento rientra nell’elenco d ll gravi t dd t t i t ll’ l delle i violazioni previste dall’allegato 1 (collegato all’art. 14) che costituiscono il presupposto per l’adozione del l adozione provvedimento di sospensione dell’attività p imprenditoriale
  • 37. FORMAZIONE E VIGILANZA Sanzioni S i i Datore di lavoro e Dirigenti 2.000-15.000 € Preposti Lavoratori 300-900 € 200-600 € La mancata formazione* rientra nell’elenco delle gravi formazione nell elenco violazioni previste dall’allegato 1 (collegato all’art. 14) che costituiscono il presupposto per l’adozione del provvedimento di t di sospensione i dell’attività d ll’ tti ità imprenditoriale *assenza di qualsiasi attività formativa o anche formazione inadeguata?
  • 38. Grazie per l attenzione l’attenzione