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Martina rotini Martina rotini Presentation Transcript

    • FILOSOFIA: Arte e temporalità.
      ITALIANO: La sconfitta del superuomo
      LATINO: Intellettuali e potere
      INGLESE: The Supremacy of the art
      Arte come soluzione di vita
    • L’arte viene comunemente considerata un’attività umana tesa a creare, per mezzo di forme, colori, parole, suoni, ecc., prodotti culturali a cui si riconosce un valore estetico. Tuttavia letterati, filosofi,pittori hanno talvolta conferito al prodotto artistico un valore aggiuntivo. Non più una semplice attività che esaltava e appagava le personali doti di scrittura,pittura etc.,ma un vero e proprio mondo,dove poter costruire una vita parallela pura e soprattutto eterna. L’uomo ritrova,così, nell’arte una soluzione alle angosce di una vita terrena e alla sfida del tempo .
      Introduzione
    • Il Prodotto artistico sembrerebbe così,solo un mezzo. L’arte un modo di vivere. Il potenziale artistico,tuttavia, è ben più superiore di come l’uomo l’ha immaginato. Non si riduce al suo servizio ma lo supera. Sopravvive all’uomo, ancora una volta sconfitto. L’arte si aggiudica così una supremazia,che gli conferisce un valore eterno ed incorruttibile.
    • John Keats represents in his greatest achievment, Ode on a Grecian Urn, the relation between life,death and Art. He finds in the urn the perfect answer to man's longing to premanence in a ever changing world. Infact the figures on the Greek urn become eternal,they watch the course of human events,generation after generation.
      The young man will never kiss the maiden;The crows will never return to their little town.
      But the figures in the urn pay a price for this eternity: the loss of life itself .They come to unchanghing world, the world of pure beauty.
      The supremacy of the art
    • V “ O Attic shape! Fair attitude! with brede  Of marble men and maidens overwrought,  With forest branches and the trodden weed;  Thou, silent form, dost tease us out of thought  As doth eternity: Cold Pastoral!  When old age shall this generation waste,  Thou shalt remain, in midst of other woe  Than ours, a friend to man, to whom thou say’st,  «Beauty is truth, truth beauty,»- that is all  Ye know on earth, and all ye need to know. ” Ode on a Grecian urn; John keats
      Keats, with this ode,declares the supremacy of the art and its overcoming to human life .
    • L’approdo della produzione letteraria di Gabriele D’annunzio all’ideologia superomistica è inequivocabilmente ricollegabile con una soluzione artistica per la vita. Infatti il superomismo dannunziano non esclude, la via estetica precedentemente affrontata dallo scrittore italiano,semplicemente l’assorbe;in quanto una delle caratteristiche che rende l’uomo, superuomo: è il culto della bellezza,possibile attraverso l’arte. Il superuomo incarna,così la reazione dannunziana alla banalità, attraverso l’abolizione di ogni freno morale e la celebrazione della bellezza.
      La sconfitta del superuomo
  • Ciclo di romanzi Luogo di pubblicazione Editore Anno di pubblicazione Il Trionfo della Morte Romanzo Della rosa Milano Treves 1894 La Vergine delle rocce Romanzo Del giglio Milano Treves 1895
      Il superuomo che è per lo più artista,non sempre però incarna l’ideale di potenza, da lui stesso professato, risultando sconfitti . Passando da vincitori a perdenti.
      Esempio ne sono i due romanzi: Le vergini delle rocce e Il Trionfo della morte. In cui i protagonisti pur essendo detentori dell’energia dominatrice,vedono fallire i propri progetti e vite.
      Prova del fatto che anche l’uomo dannunziano,dotato di doti intellettuali straordinarie,viene superato nella prova della vita dal potenziale immenso dell’arte, che nonostante tutto rimane indifferente alle difficoltà che sono costate la vita dei suoi artefici.
      Le vergini delle rocce. G. D’annunzio
    • Nerone(56-68 d.C.)
      La letteratura latina del primo secolo dell’impero mette,particolarmente in evidenza il grande ruolo,che l’arte aveva assunto. Questo periodo per l’impero romano segnò l’inizio della decadenza, sia sul piano dei valori morali(mos maiorum),sia dal punto di vista della sopravvivenza dello stato stesso. L’età Imperiale si fa iniziare,con la morte di Ottaviano Augusto nel 14d.C. e la separazione netta con l’età Augustea è caratterizzata dall’ epigonismo , sensazione di vivere e agire dopo la conclusione di una grande epoca alla quale si attribuisce il raggiungimento di vertici ormai insuperabili. Il contesto in cui si trovarono ad operare gli intellettuali del periodo non era quindi dei più rosei,ma ad aggravare la situazione fu, l’esigenza di alcuni princeps d’imporre il proprio potere sulla scia di una monarchia di stampo ellenistico(esigenza nata dall’insicurezza dovuta al confronto con l’età “d’oro”dell’impero romano): la Tirranide.
      Intellettuali e potere
    • Questi grandi Intellettuali perirono dopo la scoperta di una serie di processi contro Nerone, ma le loro opere sono sopravvissute anche alle imposizioni di un Tiranno, testimoniando il disagio, la perdita di fiducia nel potere dello stato e la decadenza di valori morali.
      Conferma inoltre della grande potenzialità dell’arte,che a differenza dell’uomo non può essere sconfitta da una congiura
      Fu proprio questo l’elemento,che ci permette d’analizzare la vita degli autori latini alla luce del ruolo di primaria importanza dell’arte. In un momento così buio per l’espressione creativa personale,l’artista aveva due possibilità: -rinunciare alle proprie credenze oppure -sfruttare la propria produzione artistica per esprimere(anche se in maniera velata)il proprio pensiero.
      Autori quali Seneca , Petronio e Lucano non espressero mai apertamente la loro opinione,nei confronti della Tirannia ma sfruttarono le proprio opere per denunciare ciò che ritenevano sbagliato. Thyestes, Satyricon, Pharsalia sono esempi di una denuncia,di una ribellione operata,a bassa voce.
      Gli autori in questione nonostante la rinuncia ad una manifestazione pubblica dei loro valori,furono accusati d’aver partecipato alla Congiura di Pisone ai danni del despota Nerone.
    • Proprio per questo suo carattere contemplativo, e per questa sua capacità di dirigersi verso un mondo di forme non toccate dalla “ruota del tempo” , l’arte libera l’individuo dalla catena dei desideri e dei bisogni,elevandolo al di sopra del dolore e del tempo.
      L’arte,per Schopenhauer, è la contemplazione delle idee,ossia la conoscenza pura e disinteressata degli aspetti universali ed immutabili della realtà.
      Nella teoria schopenhaueriana delle vie di liberazione dal dolore(ovvero le tappe attraverso cui l’uomo cerca di liberarsi dalla volontà di vivere),l’arte costituisce la prima via.
      Arte e temporalità
      Tuttavia, la liberazione prodotta dalle varie arti, ha pur sempre un carattere parziale e temporaneo, che coincide con i momenti fugaci e preziosi in cui ha luogo.
      “ Non diviene ella adunque per lui.. un quietivo della volontà; non lo redime per sempre dalla vita, ma solo per brevi istanti, e non è ancor una via a uscir dalla vita, ma solo a volte un conforto nella vita stessa” A.Schopenhauer. Il mondo come volontà e rappresentazione(par. 52)