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Silvestro Lega

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Ferro Valentina …

Ferro Valentina
5°F
2005/2006

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  • 1. Silvestro Lega nacque a Modigliana (FO) nel 1826 e svolse lasua formazione giovanile presso l’Accademia di Belle Arti diFirenze. Si accostò alla tecnica a macchia degli artisti che siriunivano al Caffè Michelangelo, compiendo un’evoluzione insenso realista ma con caratteristiche personali.Il contenuto dei suoi quadri tende ad esaltare la semplicitàdelicata e gli affetti puri che caratterizzano la piccolaborghesia italiana di quegli anni. Nei suoi quadri vi è sempreun po’ di commozione nostalgica per questo piccolo mondovissuto in piccoli centri urbani.Al 1872 risale linizio di una malattia agli occhi che in futuroprovocherà disturbi sempre maggiori alla sua attività dipittore.Agli inizi degli anni Ottanta, sulla scia delle propostefrancesi, Lega abbandona la lucida oggettività degli anniprecedenti, per una pittura più mossa e animata, dalle formesfatte nel colore e nella luce. Appartengono a questoperiodo i più intensi ritratti di Lega e alcuni dei suoi paesaggitra i più cromaticamente accesi.Morì di cancro a Firenze in condizioni di indigenza il 21settembre 1895.
  • 2. •La luce diventa il fulcro della composizione pittorica di Lega, insintonia con le ricerche dei macchiaioli e con quella che sarà lasensibilità dellImpressionismo.•Lega si accosta con passione alla tecnica a macchia degli artisti che siriunivano al Caffè Michelangelo e che svolgevano le loro ricercherimanendo sempre fedeli alle proprie ispirazioni di stampo realista.•La bellezza dei paesaggi e il nuovo clima affettivo che lo circonda sonofonte straordinaria di ispirazione.•La sua pittura assume espressioni più vivaci e intimiste, riscontrabilinei quadri che hanno per soggetto spesso le contadine dedite al lavoroo le signore ritratte nei loro giardini.•Nei suoi quadri che esaltano la semplicità e la delicatezza degli affettipuri della piccola borghesia italiana, vi è sempre un po di commozionenostalgica per il mondo vissuto nei piccoli centri urbani.
  • 3. A Firenze si forma il movimento artistico più importante dellOttocento, quello deiMacchiaioli: un gruppo di artisti, provenienti da ogni parte dItalia, che si riunivano alCaffè Michelangelo di Firenze fra il 1855 e il 1867 e propugnavano una pittura antiaccademica atta a riprodurre limpressione del vero, volta a cogliere il senso più che lapparenza delle cose, attraverso la tecnica abbreviata e diretta della macchia. I Macchiaioli, quindi, abolirono il chiaroscuro per dipingere ad accostamenti di colore-ombra e colore-luce, ottenendo effetti di grande luminosità di suggestiva resa atmosferica e semplificarono ilpaesaggio fino alle sue strutture essenziali. I principali rappresentanti di questo movimento furono: Giovanni Fattori, Telèmaco Signorini, Silvestro Lega.
  • 4. Silvestro Lega, Il pergolato, 1868 Brera, Milano• Questo quadro rappresenta un realismo quasi fotografico che coglie una realtà molto ordinaria e comune. Lospazio prospettico presenta una metà più profonda, quella a sinistra, in cui si colloca un pergolato che crea unangolo fresco ed accogliente, ed una metà meno profonda nella parte anteriore, ma che si apre in lontananzaverso la campagna. Dalla metà di destra proviene una donna con un vassoio in mano su cui porta un bricco dicaffè. Nell’altra metà sono collocate tre giovani donne sedute ed una bambina. Sono protette dall’ombra delpergolato e stanno conversando in maniera tranquilla e rilassata. Tutta la scena è pervasa da una calma e daun silenzio evidenti.• Il realismo di Lega è accentuato dalla sua capacità di rappresentare anche i particolari più banali dellascena. Ciò che però dà una nota stilistica del tutto originale è l’uso della tecnica della macchia. I colori hannouna luminosità e rappresentano il contrasto tra luce ed ombra. La luce è la vera protagonista e l’ombra delpergolato serve proprio ad enfatizzare la luce che circonda la scena. Questa luce così forte costringe il pittorea scegliere una tecnica che accentua ulteriormente il realismo: il controluce. Le figure, infatti, sono tutteviste nel loro lato in ombra. Questa tecnica serve ad enfatizzare il senso di piacere interiore che l’ombra creanello spazio rappresentato.• La rappresentazione di un momento di vita quotidiana semplice ed ordinaria serve a Lega per coglierequell’attimo fuggente di piaceri semplici della vita borghese.
  • 5. Silvestro Lega, Il pergolato, 1868, Brera, Milano
  • 6. Silvestro Lega, Le bambine che fanno le signore, 1865, olio su tela ; 57,5 x 94 Nel novembre del 1865 Lega presenta a Genova Due bambine che fanno le signore, la primadelle quattro redazioni di questo tema, dimostrando una particolare varietà di fantasia rispettoad altre opere contemporanee, con una sostanziale unità di intento. Anche qui siamo di frontead una scena di vita ingenua, semplice e quotidiana, come scrive Matteucci: "con tutte quelle implicazioni di carattere psicologico, prospettico, disegnativo, compositivo, luminoso e cromatico, che sono suggerite dalla realtà, ma che egli filtra secondo una formazione purista non mai rinnegata". Il dipinto, inoltre, venne così commentato da Signorini sulla “RivistaEuropea”: "È semplice come il suo titolo, vero come questa scena di cui è testimone chiunque ha figli". Per questo dipinto, insieme a La nonna, Il canto di uno stornello, Una visita e a La pittrice, Lega ricevette la medaglia d’argento all’Esposizione italiana d’Arti Belle a Parma nel 1870, dove aveva esposto insieme al gruppo macchiaiolo.
  • 7. «L’educazione al lavoro» è una tela di grande fascino non tanto per il momento di corrispondenza di affetti materni che rappresenta, ma per la capacità di rappresentare uno spazio dotato di autonoma personalità. La luce che entra dalla finestra aperta, soluzione che adotterà in seguito anche per il «Canto dello stornello», crea un’atmosfera di silenzio intimo che dà maggior sapore alla scena rappresentata. Per questa tela, in cui la scena è rappresenta in un interno con una finestra posta sulla sinistra, si ritrovano atmosfere di serietà lavorative quotidiane.Silvestro Lega, Leducazione al lavoro, 1863
  • 8. • Il quadro è una delle tele più belle realizzate intutto l’Ottocento italiano.• Prova di grande virtuosismo tecnico, la telarappresenta con fotografica analiticità unmomento quotidiano di grande semplicità. Le tredonne intente a cantare mentre una di loro suonail piano è un esempio dei più classici di quellirismo intimo comune a gran parte dellaproduzione artistica italiana del secolo.• Lega pone la scena in controluce di fronte ad unafinestra aperta. Da quella finestra entra non sololuce ma anche il respiro profondo di un’atmosferapulita che sa di campi coltivati e colline lontani,sensazione che mai prima un quadro avevatrasmesso con tanta intensità. Silvestro Lega, Il canto dello stornello, 1867 Galleria d’Arte Moderna, Firenze
  • 9. Silvestro Lega, La visita, 1868 «La visita» è un piccolo quadro che nella sua piccola dimensione riesce a sfruttare al meglio la sinteticastesura della "macchia". Immagine di semplice ed efficace comunicatività, rappresenta uno di quei momenti di socialità piccolo borghese comune a tanti piccoli centri dell’Italia post-unitaria. Anche qui Lega riesce a cogliere momenti di semplicità quotidiana che rimandano ad una dimensione malinconica della memoria.
  • 10. Silvestro Lega che dipinge sugli scogli, 1866, tavola, 12,5 x 28Nel solco dei dipinti orizzontali eseguiti a Livorno, lanno prima, Fattori esegue unaltra serie di opere che dimostrano il progressivo consolidarsi del suo linguaggio figurativo. In questa tavola si percepisce un processo di sintesi degli elementi descrittivi e un avvicinamento al punto di vista dellosservatore, cheviene a coincidere con quello del pittore. Luso della macchia è sempre più strutturato in una determinata partitura, e concorre alla definizione volumetrica delle forme. Il ritmo dei piani è serrato e invita a unosservazione per gradi, dagli scogli luminosi in primo piano, allorizzonte altrettanto luminoso che si staglia sul mare livido, mentre la figura di Lega appare come il termine di congiunzione.
  • 11. L’assiduità di Silvestro Lega nella villa dei Batelli a Piagentina assumerà sempre più le forme di una convivenza, mentre la morte, il 9 febbraio del 1863, di Paolina Cerreti, madre dell’adorata amica Virginia Batelli, turberà quell’atmosfera serena e toccherà Lega anche nella sua amicizia con il padre, Spirito Batelli. Questo delicato dipinto nasce, appunto, nell’atmosfera degli inizi del 1863, e riflette un sentimentalismo accattivante. Ad un’impressione immediata la scena si presenta come il tipico prodotto della cultura figurativa ottocentesca convenzionale, intorno a questi anni. É una favola tenera e delicata di una bimba addolorata per la morte di un passero. Un incontro con la morte che non sconvolge ma misuratamente intristisce il giovane e candido animo. Con quest’opera Lega partecipò alla Promotrice di Genova (cittàSilvestro Lega, Il primo dolore, 1863, olio su tela; 39,5 x 50 dove ancora si trova il quadro), inauguratasiGenova, Palazzo della Provincia il 28 marzo 1863, dove erano presenti anche i macchiaioli De Tivoli e Cabianca.
  • 12. Silvestro Lega, L’elemosina, 1864, olio su tela; 71,8 x 124, Collezione Privata La scena si svolge su una terrazza all’aperto, dove le tre signore, vestite con modestia e semplicità e intente a leggere una lettera, sono interrotte dal discreto arrivo di un’anziana donna che chiedel’elemosina. La signora in piedi con sguardo un po’ altezzoso le porge, tenendosi a distanza, delle monetee tutta l’atmosfera è immersa in un clima di calma, di pace pomeridiana e di normale scorrere del giorno. La luce cristallina e limpida crea poche ombre, mentre gli alberi del giardino e quelli verso l’orizzonte formano delle macchie cromatiche delicate in contrasto con i colori più accesi dei vestiti delle donne in primo piano. Si tratta di una poetica romantica intima, fatta di piccoli momenti quotidiani di una borghesia modesta, campagnola, che non ostenta opulenza e neppure forzato sentimentalismo. Come scrive Matteucci, l’opera è "una delle grandi realizzazioni dell’arte leghiana, nella quale si dichiaranotutto un momento di vita e una situazione personale che riescono a trovare, con accenti di vero e proprio lirismo, i loro equivalenti pittorici".
  • 13. Lega espose quest’opera, nel 1865, nelle sale dell’Accademia di Belle Arti di via Ricasoli a Firenze, in una mostra di quadri a soggetto storico-medievale, promossa appunto dall’ambiente accademico cittadino in concomitanza alle celebrazioni del sesto centenario della nascita di Dante. Era un momento importante per la cultura della città anche perchè si era diffusa, già dal settembre del 1864, la notizia che Firenze sarebbe stata la futura capitale del Regno e nuovo centro politico e amministrativo della nazione. Lega non scelse, pertanto, una scena storica o politica ma una rievocazione delicata e sensibile di un sentimentalismo familiare. Il soggetto dell’opera è, infatti, intimo e domestico. La realizzazione semplice, immediata e realistica. Come scrive Matteucci: "Nella sua energia inventiva del 1864 si potrebbe quasi parlare di una specie di disponibilità femmineamente passiva nel recepire le impressioni del mondo circostante, appunto costituito in gran parte da presenze di donne e bambini, con cui il colloquio è percettibile nelleSilvestro Lega, La nonna, 1865, olio su tela ; 59 x 70, Collezione privata sue cadenze più dolci. Più che di passività, si tratta però di un momento particolarmente introspettivo a cui inducono le stesse evenienze private".
  • 14. Silvestro Lega, I promessi sposi, 1869, olio su tela; 33,5 x 77, Milano, Museo della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci Realizzato a Piagentina nel 1869, è un dipinto solenne, venato da una sottile malinconia e avvolto da una misteriosa e sensuale luce rosata. I due fidanzati, visti di spalle ma protagonisti della scena, sono i ritratti di una delle figlie della famiglia Cecchini e del suo promesso sposo. La famiglia in questione, costituita dalla madre Elena Settimelli e dalle tre figlie Maria, Isolina e la piccola Anna, risiedeva a Firenze in piazzaSant’Ambrogio e in poco tempo raggiungeva casa Batelli, nel nuovo domicilio fiorentino di via di San Salvi. Per Lega divenne un punto di riferimento affettivo che, gradatamente, si sostituì a quello della famiglia Bartelli, soprattutto dopo la morte prematura di Virginia il 6 giugno del 1870. Il quadro –uno dei più ammirati nella mostra parigina dedicata ai macchiaioli risalente al 1978– ha un fascino ingenuo, discreto, raffinato, per la semplicità compositiva, la delicatezza del paesaggio, l’intensità sentimentale trattenuta, modesta ed equilibrata dei personaggi.
  • 15. L’opera appartiene a quello che fu definito il “periodo di Bellariva” (1881-1885 circa), vissuto da Lega, e da altri artisti della nuova generazione, intorno alla villa sull’Arno della famiglia Tommasi, colta, di idee avanzate e dedita all’arte e alla musica. Lega, quasi sessantenne, ritrovò una pienezza espressiva e una nuova ispirazione vitale che lo portarono a trasformarsi da pittore “di genere” ad artista moderno, attraverso la ricerca di una verità pittorica di autentica vocazione. Nel dipinto Una madre Lega sembra abbia avuto l’ambizione di andare oltre al suo mondo, dalla vena poetica e idilliaca, immergendo le due figure e l’ambiente domestico in una visione ricca ed elaborata attraverso il colore. Le grandi dimensioni del quadro dovettero tenere il pittore impegnato per parecchi mesi della primavera e dell’estate dell’84. A Settembre lo inviò alla mostra della Reale Accademia a Milano, alla Promotrice fiorentina, dove attirò l’interesse dell’amico Signorini e poi, nel 1886, alla Prima Esposizione di Belle Arti di Livorno dove trovò un acquirente.Silvestro Lega, Una madre, 1884, olio su tela; 191 x 124Collezione privata
  • 16. La zona collinare del Gabbro, distante circa dieci chilometri dalla costa livornese, era, come scrive Matteucci "un mondo complesso e articolato, dai caratteri specifici e autonomi, ricco di tradizioni proprie, vitale nei suoi costumi popolari e nei principi che alimentavano i rapporti sociali". Lega vi arrivò nell’estate del 1886, ospite, insieme agli amici Angiolo Tommasi e Angelo Torchi, presso la villa di Poggio Piano della famiglia Bandini (costituita dalla madre Clementina Fiorini, personaggio in vista della borghesia livornese, e dalle sue cinque figlie). Per tutta l’estate del 1887, avendo come modelle le cinque ragazze Bandini, il pittore fu nuovamente preso da quella forza inventiva che già con le Cecchini e i Tommasi lo aveva sorretto. È nel ritratto, in particolare, che il nuovo stile “del Gabbro” si rivela nella vigoria espressiva del Lega, anche nelle figure di "contadine fiere e vigorose, nobilitate nella loro femminilità rustica", come scrive Matteucci che continua: "Il grande ritratto che egli fa di una Gabbrigiana in piedi, riprendendola nel suo regno, è un monumento in omaggio alla sua condizione di protagonista plebea così nettamente precisata nel suo piglio intemperante, da proporsi come anticipazione di un qualche personaggio di prima fila del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo".Silvestro Lega, Gabbrigiana in piedi, 1888, olio su tela;140 x 86, Collezione privata
  • 17. Silvestro Lega, Episodio della guerra del 1859-Ritorno di bersaglieri italiani da una ricognizione, 1861 olio su tela ; 57,5 x 95, Firenze, Galleria d Arte Moderna di Palazzo PittiIl dipinto risulta eseguito nel 1861, nello stesso anno della presentazione alla società fiorentina Promotrice di Belle Arti di un’altra opera, probabilmente in pendant con questa, ossia Imboscata di bersaglieri italiani in Lombardia. Anche un’altra opera dello stesso anno Ricognizione di cacciatori delle Alpi fa parte dello stesso ciclo di tele di soggetto militare, intrapreso da Lega (e da altri artisti toscani) su stimolo di un concorso indetto da Bettino Ricasoli, salito al potere in Toscana dopo il crollo del governo granducale. In tutte queste opere più “ufficiali” Lega riuscì, come scrive il Matteucci, "ad evitare la pesantezza e la retorica in cuisfociava spesso il “sentimentalismo epico” di quel momento". Egli riesce, pertanto, come dimostra la chiara e luminosa scena in questione, ad amplificare lo spazio attarverso la vitalità dei personaggi descritti che si muovono con naturalezza e disinvoltura nella semplicità del paesaggio.
  • 18. La grande tela, che fa parte del gruppo diopere più storiche e “politiche” del Lega degli anni Sessanta, è un ritratto abbastanza aulicodel generale Giuseppe Garibaldi, protagonista assoluto, in quell’anno, delle lotte d’indipendenza dell’Italia dagli austriaci e della riunificazione del paese. In quest’immagine di una “laica sacralità”, Lega non riesce a nascondere le proprie simpatie repubblicane e i propri sentimenti mazziniani e garibaldini. Attraverso una fattura pittoricamolto ricercata e raffinata, lo sguardo intenso e profondo di Garibaldi conquista l’osservatore, come pure la sua posa ufficiale e la descrizione puntigliosa dei dettagli dell’abbigliamento. La camicia rossa, infatti,contrasta fortemente con il cielo azzurro dello sfondo, su cui la figura statuaria dell’eroicogenerale acquista grandezza morale, spirituale e, naturalmente, militare. Silvestro Lega, Ritratto di Garibaldi, 1861 olio su tela; 111 x 78,4 Collezione Privata
  • 19. L’opera, la terza in ordine di esecuzione dopo le altre due simili: Rose della primavera e Motivo di grano, testimonia la serenità d’animo di Lega e l’assimilazione di nuovi e diversi stimoli pittorici del periodo cosiddetto “di Piagentina”, in cui la personalità dell’artista si arricchisce della poetica dei macchiaioli in direzione di una ricerca originale e non più isolata. Nella villa dei Batelli, nella campagna detta, appunto, di “Piagentina”, alle porte di Firenze (vicino al torrente Affrico), Lega aveva trovato una propria vena romantica e popolare, grazie anche all’affetto della giovane amica Virginia Batelli e dell’atmosfera semplice, autentica e serena della sua famiglia. La vicinanza, inoltre, a Piagentina di Telemaco Signorini (che era stato a Parigi) contribuì a rendere più stretti i contatti tra i due artisti. Una cultura più raffinata e “parigina” si intravede, appunto, in quest’opera intitolata Tra i fiori del giardino, in cui una giovane donna che legge (probabilmente Virginia) passeggia con unSilvestro Lega, Ritratto di Garibaldi, 1862, olio su tela ; 49 x 59, ombrellino parasole, immersa nell’ambienteCollezione Privata rigoglioso, caldo e quasi etereo di uno splendido giardino. L’effetto luministico della scena appare molto ricercato ed espressivo.
  • 20.  In questa opera Lega rappresentaLuigi Tommasi a mezzo busto facendolo ruotare leggermente sul busto e rendendolo luminoso sul fondo verdeggiante delle foglie, in unagiustapposizione di colori chiari e scuri che determina, per contrasto, lesaltazione dei primi e da un tono squillante al bianco della camicia. Silvestro Lega, Ritratto di Luigi Tommasi
  • 21. Silvestro Lega, Alla villa di Poggio Piano, olio su tavola, cm. 34 x 60,5
  • 22. Silvestro Lega, La ragazza di Crespina, olio su tavola, cm. 37,5 x 28,5
  • 23. Silvestro Lega, Il pittore Tommasi che dipinge in giardino olio su tavola, cm. 37,3 x 27,5
  • 24. Silvestro Lega, Paesaggio del Gabbro con contadini, olio su tavola, cm. 26 x 29
  • 25. Silvestro Lega, Presso il Gabbro, olio su tavola, cm. 33,5 x 60
  • 26. Silvestro Lega, L’Arno presso Firenze,1887, olio su catone, cm 20 x 35
  • 27. Silvestro Lega, Ritratto di contadina,1889-1890, olio su tavola, cm 38 x 28
  • 28. Silvestro Lega, Pagliai al sole, 1890 ca., Olio su tavola, cm 28 x 38
  • 29. Silvestro Lega, Ritratto di Eleonora Tommasi
  • 30. •www.artonline.it•utenti.romanscuola.net/bramarte/macchiuaioli/lega.htm•it.wikipedia.org/wiki/Silvestro_Lega•www.arsmedia.net•www.antiquars.com•www.exibart.com

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