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Policleto

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Liceo Darwin Rivoli, TO
Language: Italian

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  • 1. LA VITA DI POLICLETOBURCO ADRIELEIL CANONEDE LUCA FRANCESCOFUSIONE DEL BRONZOMARZIANO FEDERICOLE OPEREDE LUCA FRANCESCOMARZIANO FEDERICOBURCO ADRIELEDI CIANNI NICOATTUALITA’ DI POLICLETODI CIANNI NICO
  • 2. POLICLETO nasce nel 490 a.C. in UNA FAMIGLIA DI SCULTORI. NATOAD ARGO, diventa ALLIEVO DEL FAMOSO BRONZISTA AGELADA EINIZIA LA SUA PRODUZIONE ARTISTICA INTORNO AL 465.GIUNTO AD ATENE INTORNO AL 440-430 a.C., ENTRA IN CONTATTO CONFIDIA E CON LE ELABORAZIONI ATENIESI CHE INFLUENZERANNOL’ULTIMA FASE DELLA SUA PRODUZIONE.LO SCULTORE PREDILIGE LA REALIZZAZIONE DI FIGURE ISOLATE DIATLETI , eroi o divinità. I SUOI NUDI VIRILI INCARNANO LA BELLEZZAIDEALE DELLO STILE CLASSICO. L’ELEMENTO CENTRALE DELLA RICERCADI POLICLETO E’ IL PROBLEMA DELLE PROPORZIONI NUMERICHE DELLAFIGURA UMANA, CHE E’ ANCHE L’ELEMENTO PRINCIPALE DEL SUOTRATTATO, IL CANONE.
  • 3. LA PAROLA KANON DESIGNAVA NEL MONDO GRECO ANTICO LA MISURA BASE CONCUI REALIZZARE UN’ OPERA. IN BASE AL CANONE SI STABILIVA UNA SCELTA DIPROPORZIONI COMBINATE, CHE PERMETTEVANO ALL’ARTISTA DI GIUNGERE ALLARAPPRESENTAZIONE DEL TIPO UMANO IDEALE.GLI ARCHITETTI GRECI FURONO I PRIMI A FISSARE FORME CANONICHE, CHEENUNCIARONO IN TRATTATI, COME QUELLO SCRITTO NEL V SECOLO a.C. DA ICTINO,UNO DEGLI ARCHITETTI DEL PARTENONE.NEL MONDO GRECO IL CANONE ORIGINARIO DELLA SCULTURA FU’ EMPIRICO, FORNITOCIOE’ DALLA NATURA STESSA. LA PAROLA CANONE TROVO’ LA SUA APPLICAZIONESOLO NEL V SECOLO A.C. NELL’ARTE DELLO SCULTORE POLICLETO. EGLI E’ L’AUTOREDI UN TRATTATO TEORICO INTITOLATO PROPRIO “CANONE”L’ESEMPIO CHE PIU’ CARATTERIZZA QUESTE REGOLE E’ LA STATUA DEL DORIFORO.LE FIGURE DI POLICLETO ERANO QUADRATE E SALDE, INFATTI EGLI NON AVEVACREATO IL CANONE SUL FONDAMENTO DI UNA MISURA ESTRANEA AL CORPO UMANO,BENSI’ SU UN RAPPORTO INTRINSECO E ARMONIOSO. L’IDEA DEL CANONE, PER LA SUANATURA RIGIDA E MATEMATICA, DECADDE NELL’ETA’ ELLENISTICA (323 A.C.). ILTRATTATO DI POLICLETO, ASSIEME ALLE SUE OPERE SCULTOREE, ANDO’ PERDUTO.ALTRI ARTISTI, COME MIRONE E CALAMIDE, CERCARONO DI CREARESTATUE CON PERFETTE PROPORZIONI E CON MOVIMENTO NATURALE,MA NON RIUSCIRONO MAI A UNIRE LE DUE CARATTERISTICHE.INFATTI, SE CALAMIDE MANTENEVA GIUSTE PROPORZIONI CONMOVIMENTI RIGIDI E INNATURALI, MIRONE AL CONTRARIO NONSAPEVA UNIRE AL MOVIMENTO NATURALE E REALISTICO CORRETTEMISURE CORPOREE.MIRONE :DISCOBOLO(455a.C.)POLICLETO :DORIFORO(450a.C.)CALAMIDE :APOLLODELL’OMPHALOS(460-450 a.C.)
  • 4. IL DORIFORO (PORTATORE DI LANCIA) E’ LA SCULTURA DIPOLICLETO CHE PIU’ RAPPRESENTA IL CANONE.LA TESTA E’ 1/8 DELL’ALTEZZA, IL BUSTO 3/8, LE GAMBE 4/8.QUEST’OPERA RITRAE UN ATLETA CON UN GIAVELLOTTO IN MANO.NELLA COPIA ROMANA, CONSERVATA AL MUSEO ARCHEOLOGICO DINAPOLI, MANCA LA LANCIA, CHE ERA RETTA DALLA MANOSINISTRA E SI APPOGGIAVA SULLA SPALLA.QUESTA STATUA FU SCOLPITA INTORNO AL 450 a.C. OLTRE ASTABILIRE LE PROPORZIONI IN BASE ALLE QUALI DOVEVA ESSERECOSTRUITA LA FIGURA UMANA, POLICLETO INVENTO’ LAPONDERATIO (PONDERAZIONE)PER CUI, COME ACCADE NELDORIFORO, IL PERSONAGGIO POGGIA IL PESO DEL CORPO SU UNAGAMBA SOLA. QUESTO SPOSTAMENTO DEL PESO PROVOCA LA“TETRAGONIA” DELLA STATUA, UNA RELAZIONE CHE LEGA TRALORO QUATTRO PARTI DELLA SCULTURA IN UN RAPPORTO UGUALEE INVERSO :ALLA GAMBA DESTRA, CHE REGGE IL PESO DEL CORPO,CORRISPONDE LA SPALLA SINISTRA CHE REGGE IL PESO DELLALANCIA, MENTRE ALLA SPALLA DESTRA CHE SCENDE, SEGUENDOLA FLESSIONE DELL’ANCA, CORRISPONDE LA GAMBA SINISTRAPIEGATA CHE ACCENNA IL PASSO.MOLTO PROBABILMENTE RAPPRESENTA IL MITICO EROE ACHILLE. ILDORIFORO NON E’ ALTRO CHE L’INCARNAZIONE STESSA DELL’IDEALECLASSICISTICO.CIO’ A CUI TENDE POLICLETO E’ UN CORPO PERFETTO NEL SUO INSIEME : OGNISINGOLA PARTE E’ PROPORZIONATA AL TUTTO COME AVVERREBBE IN UNREALE CORPO UMANO.questa statua evidenzia anche la nuova postura che policleto inventa per lestatue, utilizzando il chiasmo. il termine "chiasmo" deriva dalla lettera greca x(in greco è pronunciata "chi") ed indica una disposizione in cui le parti creano unincrocio. nel caso delle statue di policleto la disposizione incrociata è tra gliarti inferiori e gli ati superiori. è proprio grazie alchiasmo, cioè a questa relazione inversa di gambe e braccia, che policletoraggiunge proprio la ponderatio, ovvero lequilibrio stabile e immutabile.
  • 5. IL DIADUMENO (COLUI CHE SI CINGE CON LA BENDA) ORIGINARE ERA UNA STATUA DELBRONZISTA GRECO POLICLETO CREATA APPROSSIMATAMENTE TRA IL 430 E IL 425 A.C, MA ÈANDATO PERDUTO NEGLI ANNI E TUTTORA CI RIMANGONO SOLO UNA TRENTINA DI COPIE.RAPPRESENTA UNA FIGURA MASCHILE (NON SI SA CON CERTEZZA SE UNA DIVINITÀ, UN EROE OUN ATLETA) IN ATTO DI STRINGERE INTORNO AL CAPO LA FASCIA DELLA VITTORIA. E’APPOGGIATO SULLA GAMBA DESTRA E HA LA SINISTRA LEGGERMENTE PIEGATAALLINDIETRO. LE BRACCIA SONO DISCOSTE DAL CORPO, IL BARICENTRO DELLA FIGURA NON ÈPIÙ SU UNA GAMBA, MA TRA LE DUE, AL CENTRO, IN CONSEGUENZA ALLA NUOVAIMPOSTAZIONE DEI PIEDI. I MUSCOLI DEL PETTO ACCENNANO AD UNA ELASTICITÀ BENLONTANA DA QUELLA DEL DORIFORO. L’OPERA APPARE CALMA E ANIMATA DA UN INTIMOMOVIMENTO. LA POSA È LA MEDESIMA DI QUELLA DEL DORIFORO MA LE MEMBRA SONO PIÙRILASSATE.
  • 6. COPIA ROMANA DI ETÀ CLAUDIA DELLINIZIO DEL PRIMO SECOLO D.C. DALL’ ORIGINALE DEL VSECOLO A.C. FÙ SCOLPITA IN MARMO, CON UN’ALTEZZA DI175 CM, ATTUALMENTE UNA DELLE COPIEÈ CONSERVATA A ROMA NEI MUSEI VATICANI.IL BRACCIO DESTRO È’ PIEGATO A NOVANTA GRADI E LA SUA MANO SEMBRA STRINGERE UNQUALCHE OGGETTO, FORSE UN GIAVELLOTTO, MENTRE IL BRACCIO SINISTRO È DISTESO LUNGO ILFIANCO E LEGGERMENTE FLESSO, E LA SUA MANO TIENE IL DISCO.LE SPALLE NON SONO POSTE ALLA STESSA ALTEZZA, IL SOLCO INGUINALEACCENTUATO DISEGNA UNA LINEA CURVA AD “ESSE”. LA TESTA, CINTA DAUNA CAPIGLIATURA MOSSA, È’ CARATTERIZZATA DA UN VISO OVALECARNOSO E TOTALMENTE INESPRESSIVO, COME VOLEVANO I CANONI DELPERIODO (V SEC. a.C), SECONDO LA RICERCA DI UNA BELLEZZA SPIRITUALE EIDEALIZZANTE.
  • 7. LO STORICO LATINO PLINIO CI RACCONTA DI UNA GARASVOLTASI FRA FIDIA, POLICLETO E CRÉSILA PER LA MIGLIORSTATUA DI AMAZZONE DA COLLOCARE NELLARTEMISION DIEFESO. QUESTE TRE STATUE CI SONO PERVENUTE ININNUMEREVOLI COPIE ROMANE. SONO MOLTI GLI ELEMENTICOMUNI FRA QUESTE TRE OPERE, INIZIANDO DALLACOLLOCAZIONE CRONOLOGICA, CHE POSSIAMO PORRE NELDECENNIO COMPRESO FRA IL 440 E IL 430 A.C.LAMAZZONE CAPITOLINA, OPERA DI POLICLETO, SI APPOGGIASU DUE LATI: A SINISTRA SULLA GAMBA PORTANTE E ADESTRA SULLA LANCIA. NEL MEZZO È MESSA IN RISALTO LAPARTE DESTRA, FERITA, DEL CORPO, E LA FERITA, BENEVIDENTE, È SOTTOLINEATA DAL CENNO DELLA MANO E DALLOSGUARDO. QUESTA GUERRIERA VIENE RAPPRESENTATAGRAVITANTE SULLA GAMBA SINISTRA, MENTRE LA GAMBANON PORTANTE È FLESSA E TIRATA INDIETRO; QUINDI ILBRACCIO DESTRO SI SOLLEVA E LA MANO SINISTRA REGGEUNA PARTE DELLA VESTE. LA FIGURA DELLAMAZZONE PUÒESSER CONSIDERATA IL CORRISPETTIVO FEMMINILE DELDORIFORO, ESEGUITO NEL 445 A.C.
  • 8. LA FUSIONE DEL BRONZO A CERA PERSA È UNA TECNICA PORTATA IN GRECIADALLEGITTO NELLA PRIMA METÀ DEL VI SECOLO A.C. DERIVA IL SUO NOME DALFATTO CHE IL BRONZO FUSO (UNA LEGA DI RAME E STAGNO) VA A SOSTITUIRSIALLA CERA CHE, SCIOGLIENDOSI, FUORIESCE DALLO STAMPO.SI DIFFONDE NEL PERIODO CLASSICO PERCHÉ CONSENTE DI DARE AL METALLOQUEL NATURALISMO RICHIESTO DALLA CULTURA GRECA E CHE SI POTEVAOTTENERE MODELLANDO LARGILLA. SI POSSONO REALIZZARE ANCHE FIGURE ATUTTOTONDO CON LE BRACCIA STACCATE DAL CORPO (NELLE STATUE IN MARMOERA NECESSARIO UN ELEMENTO DI SOSTEGNO).
  • 9. 1 SUL MODELLO IN ARGILLA A DIMENSIONE REALE VENGONO PLASMATI BLOCCHI DI GESSO SEPARATITRA LORO DA LAMINE METALLICHE PER POTERLI POI STACCARE.2 ALLINTERNO DEL CALCO IN GESSO, SMONTATO E RIMONTATO A PEZZI, VIENE STESO UNO STRATODI CERA.3 VIENE INSERITA UNARMATURA IN FERRO E IL CALCO VIENE RIEMPITO CON UN IMPASTO DITERRA REFRATTARIA RESISTENTE AL CALORE.4 QUANDO LA TERRA REFRATTARIA È SECCATA, I BLOCCHI IN GESSO VENGONO STACCATI. RESTA LASTATUA RIVESTITA DA UNO STRATO DI CERA.5 ATTORNO AL NUOVO MODELLO VENGONO FISSATI ROTOLINI DI CERA CHE DIVENTERANNO CANALIPER IL BRONZO FUSO.6 IL MODELLO E I ROTOLINI DI CERA VENGONO RICOPERTI ANCORA CON UNO STRATO DI MATERIALEREFRATTARIO LEGATO CON ROBUSTE STAFFE METALLICHE.7 A 200 - 300 LA CERA SCIOLTA ESCE DAL CALCO LASCIANDO TRA MODELLO E RIVESTIMENTO UNASOTTILE INTERCAPEDINE, MANTENUTA DA DISTANZIATORI, CHE SARÀ RIEMPITA DAL BRONZO8 IL BRONZO FUSO A 1100 VIENE COLATO NEL CALCO E VA A OCCUPARE GLI SPAZI LASCIATI VUOTIDALLA CERA SCIOLTA.9 QUANDO IL BRONZO SI È RAFFREDDATO, IL CALCO VIENE ROTTO E VENGONO STACCATI IDISTANZIATORI E LE ECCEDENZE DI BRONZO SOLIDIFICATE NEI CANALI.10 LA STATUA IN BRONZO VIENE RIPULITA PER ELIMINARE I DIFETTI DI FUSIONE; DAL BASSO VIENESVUOTATA DEL MATERIALE REFRATTARIO E VIENE RIFINITA NEI PARTICOLARI. GLI OCCHI A VOLTEERANO REALIZZATI CON GUSCI DI CONCHIGLIE, AVORIO E PIETRE DURE.
  • 10. “UNA STATUA DI POLICLETO é EMOZIONANTE OGGI TANTO QUANTO LO ERAtremila anni fa. La capiamo perfettamente pur non conoscendo nientedella quotidianità della vita dellartista e della società in cui fucreata, eppure ci è estremamente vicina. Prova ne è che sia pervenutaFINO A NOI E CHE LE GENERAZIONI PRECEDENTI L’ABBIANO ACCUDITAconsiderandola parte della loro realtà e del loro patrimonioculturale. La statua di Policleto è un modello a cui ispirarsi, checontinua ad influenzare i valori estetici contemporanei, tanto daaffermarsi nel linguaggio corrente parlando di un uomo "bello comeuna statua greca". Quindi non é più lartista che é contemporaneo, BENSì L’OPERA CHE ATTRAVERSA IL TEMPO, RESTANDO SEMPREATTUALE. QUESTO PER ME È IL MIGLIOR ESEMPIO DI ARTE CONTEMPORANEA”.DALL’INTERVISTA ALL’ARTISTA GIULIO DURINI, RITRATTISTA UFFICIALE DEL SENATO.
  • 11. SITOGRAFIA : WWW.WIKIPEDIA.IT,WWW.ITALICON.ITWWW.IDEAGEA.ITWWW.ARSLIFE.COMBIBLIOGRAFIA :LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICAITINERARIO NELL’ARTE
  • 12. Lithos Pro Regular