Your SlideShare is downloading. ×
Eugene Delacroix
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×

Thanks for flagging this SlideShare!

Oops! An error has occurred.

×

Saving this for later?

Get the SlideShare app to save on your phone or tablet. Read anywhere, anytime - even offline.

Text the download link to your phone

Standard text messaging rates apply

Eugene Delacroix

4,722
views

Published on

Gabriele Martini …

Gabriele Martini
V°F
2006


0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total Views
4,722
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
0
Actions
Shares
0
Downloads
34
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

Report content
Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
No notes for slide

Transcript

  • 1. Eugène Delacroix (1798-1863)
  • 2. SommarioLa Vita La formazione Gli anni giovanili La prima maturità e la gloria
  • 3. La vitaEugenio Delacroix nacque il 26 aprile del 1798 a Charenton-Saint-Maurice (Senna) da CarloDelacroix e da Vittoria Oeben. La paternità ufficiale dell’artista è stata contestata con fondatimotivi (impossibilità di procreare da parte del padre) e ne è stata attribuita la reale paternità alTalleyrand, che lo avrebbe poi protetto in segreto durante i primi anni della sua carriera artistica.Delacroix si trovò prestissimo a dover affrontare la vita con le proprie sole forze, perché il padremori nel 1805 a Bordeaux, e la madre, che si era trasferita a Parigi dall’anno successivo, morì nel1814. Il giovane Delacroix, che dal 1806 era entrato nel Liceo Imperiale di Parigi, fu affidato allasorella. Nel 1815 Delacroix, terminato il liceo, entrò nello studio di Guérin, dove conobbe per laprima volta Géricault. Intanto pubblicava i primi disegni caricaturali e frequentava assiduamenteil Louvre. Il primo pubblico gli loda l’apparente complessità delle sue opere.
  • 4. Dissapori con la sorella e gravi difficoltà finanziarie tormentano in questo momento Delacroix,che, per vivere, è costretto a eseguire disegni di macchine. Nello scorcio del 1822 comincia unanuova vita con il successo al Salon della Barca di Dante. Del 1826 è il primo incontro con VictorHugo. Molte opere nel Palazzo del Consiglio di Stato andarono distrutte a seguito di un incendio.Del 1829 è l’inizio dell’attività saggistica di Delacroix che comincia a scrivere anche articoli suRaffaello e Michelangelo. Delacroix non partecipò direttamente alla rivoluzione del luglio 1830:dopo il rovesciamento del vecchio regime partecipò ai concorsi banditi dal governo per decorarealcune sale; scrisse sul problema dei rapporti tra artisti e governo. L’1l gennaio 1832 Delacroixpartì per il Marocco quale membro di una commissione inviata da Luigi Filippo presso quelsultano. Giovane marocchino col fucile
  • 5. Con il regno di Luigi Filippo si apri unperiodo di commissioni ufficiali dovuteper gran parte a protezioni. Inizia quindil’amicizia con George Sand e poi conChopin nel ‘33. L’ultimo quindicenniodella vita di Delacroix si svolge in unacrescente solitudine, in parte desideratadall’artista stesso e in parte resanecessaria dalle condizioni di salute. Il13 agosto 1863 muore a Parigi, nel suoappartamento considerato grande maestrod’arte del suo tempo e ammirato daigiovani. Foto di Delacroix del 1855
  • 6. La formazione
  • 7. Dodici medaglie e monete antiche Litografia, Boston, Museum of Fine Arts Le prime opere di Delacroix sono semplici litografie, acquarelli, schizzi su quaderni personali o piccoli progetti, che costituiranno le bozze di grandi lavori. Iscrittosi attorno al 1817-1818 all’”Ecole des Beaux-Arts” passa intere giornate chiuso nella Bibliothèque Nationale, impegnato a copiare antichi manoscritti acquerellati, dipinti ed immagini di sculture classiche.Ornamenti per la carena di unafregata, Parigi
  • 8. Paolo e FrancescaAcquarello, 28 x 21 cm ZurigoLa tela raffigurante l’episodio dell’Infernodantesco di Paolo e Francesca. L’opera,che è una delle prime della giovinezza epresenterà Delacroix come pittore almenosul paino nazionale, è ispirata da uno deipiù commoventi episodi della DivinaCommedia, narrato dalle parole stesse diFrancesca (Canto V): « Quando leggemmoil disiato riso / esser baciato da cotantoamante, / questi, che mai da me non fiadiviso, / la bocca mi baciò tutto tremante. /Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: / quelgiorno più non vi leggemmo avante».Francesca, impacciata, lotta contro il loroamore colpevole nascente. La figura dellospione rappresenta la coscienza chedovrebbe mettera in guardia i personaggi,quando l’istinto passionale vince la forzaspirituale.
  • 9. La Vergine delle messi (1819) Olio su tela, 125x74 cm Chiesa parrocchiale Orcemoflt Raffaello, Madonna col Bambino e San Giovannino (1507) Parigi, LouvreE la prima opera commissionata a Delacroix. Il dipinto ispiratore fu certa mente la Madonnadetta La Belle Jardinière di Raffaello (Louvre). Tuttavia occorre osservare chel’atteggiamento delle due figure risente in modo attenuato, e forse non ben consapevole, machiarissimo, delle forme michelangiolesche per quanto riguarda il gesto del Bambino chericorda quello dei papi benedicenti della statuaria romana di ispirazione michelangiolesca.
  • 10. Idea per la Vergine del SacroCuore (1820)Matita e acquarello, 37x24 cmParigi, LouvreLa composizione contrasta, per laricerca di dinamismo, con quella piùferma e bilanciata del dipinto finale.Rivela inoltre la suggestione eser-citata su Delacroix dall’arte italianapre e proto-barocca, conosciuta certoattraverso stampe, e particolarmentedalla scultura (possibili riferimenti:la Veronica e l’Angelo annunziantedel Mochi per le braccia allargatedella Vergine e dell’afflitto; il SanPaolo, dell’Algardi, per la figurabarbuta a sinistra).
  • 11. La Vergine del Sacro Cuore (1820-1821) Olio su tela, 258x152 cm Aiaccio, CattedraleIl dipinto, destinato dapprima alle Dames duSacré-Coeur di Nantes, fu commissionato neldicembre del 1819 a Géricault, percompensarlo moralmente del mancatoacquisto, da parte dello Stato, della Zatteradella Medusa. Nell’autunno del ‘21 dovevaperò essere già terminato. A differenza deiprimi schizzi preparatori, l’opera definitiva siattiene a una maggiore staticità. Inoltre èriconoscibile l’ispirazione a temimichelangioleschi (il “pensieroso” si ispiraalle figure inferiori del Giudizio, gliangioletti che volano e si baciano ai volid’angeli e analoghi episodi della partesuperiore di quell’affresco, la positura dellaMadonna alla Madonna di Bruges).
  • 12. L’Inverno (1821) Tela, 44x84 cm Parigi, Collezione privata Jouet-PastrèDclacroix ricevette l’incarico di decorare la sala da pranzo del grande attore tragicoFrancesco Giuseppe Talma. Erano previsti nove pannelli che si ridussero a cinque.Delacroix, dopo molti appunti e studi, ne esegui in effetti quattro raffiguranti le Stagionirifacendosi al gusto della pittura classica e contemporaneamente della pittura decorativafrancese del secolo XVII.
  • 13. Michelangelo, Il diluvio (1508-1509) particolare; Roma; Vaticano, volta della Cappella SistinaNon mancava tuttavia qualche esplicitoriferimento a Michelangelo: l’Estate, peresempio, riproduce quasi alla letteral’atteggiamento dell’Aurora delle TombeMedicee. Quanto all’Inverno, essoriecheggia manifestamente la figuraammantata di madre che stringe al seno ilbambino nel Diluvio della Sistina (ma,insieme, forse anche il Gioacchinoaddormentato di Giotto).
  • 14. Autoritratto come RavenswoodOlio su tela, 40 x 31 cm (1821)Parigi, Atelier DelacroixL’opera va talvolta erroneamentesotto la vecchia denominazione diAutoritratto come Amleto. Inrealtà una scritta sul telaio, dimano di Delacroix, suonava‘Raveswood’, certamente perRavenswood. Si possono notarevarie analogie con un famosoritratto di Carlo II: l’analogia delloschema compositivo è indubbia. Ilbellissimo autoritratto giovanile èdi gran lunga superiore mette inluce le doti del giovane pittore cheutilizza diverse gradazioni di neri.
  • 15. Dante e Virgilio all’Inferno Olio su tela, 189 x 246 cm (1822) Parigi, LouvreDelacroix esordì giovanissimo, a soli 24 anni, al Salon (1822) esponendo “Dante e Virgilioall’Inferno”. Il soggetto, tragico è tratto dall’VIII canto dell’Inferno, dove si narra del passaggio delloStige, la palude infernale, nel cui fango sono immersi gli iracondi che si percuotono e si mordono avicenda. La barca è pilotata da Flegiàs, il demone nocchiero. Durante la traversata - che conduce Dantee Virgilio verso la città di Dite - il Poeta incontra l’anima di Filippo Argenti, un iroso fiorentino cheintende anche rovesciare la barca. Delacroix ha immerso tutti i personaggi in un ambiente tenebroso dacui emergono fuoco e nuvole di fumo dai riflessi rossastri che si sprigionano oltre le mura possentidella città di Dite. I corpi (che ricordano quelli di Michelangelo) sono modellati da bagliori di luce.
  • 16. Ritratto di Alfred Bruyas Olio su telaI ritratti sono poco numerosinell’opera di Delacroix, questoè uno dei migliori. Quello diAlfred Bruyas è anche il piùcompleto (in un primomomento avrebbe volutoraffigurare solo il capo mentrele mani sarebbero state appenaaccennate), per il particolaredelle mani, ad esempio, che èdi un realismo affascinante eminuzioso. Delacroix dichiaradi ispirarsi a Paolo Veroneseè, secondo lui, il vero maestrodella rappresentazione.
  • 17. Il barone Luigi SchwiterOlio su tela, 218 x 143 cm(1823 circa) Londra, NationalGalleryNel ritratto del barone LuigiSchwiter il paesaggio di sfondonon fu dipinto da Delacroix, ma daPaul Huet, che era statocondiscepolo del pittore: di fatto èavvertibile, tra primi piani efondale, qualche leggeradiscrepanza di stile. In ogni caso lafigura del barone è estremamenteelegante ed è eseguito con libertàdi stile. Probabilmente qualcheanno dopo è stato aggiunto ilramoscello gettato romanticamenteai piedi dello Schwiter.
  • 18. Ritratto della figlia di JennyOlio su tela, 48 x 38 cmParigi, Museo del LouvreDelacroix avrebbe eseguito il ritrattodella figlia naturale della propriagovernante, morta in giovane età, ed ilsuo e per testamento li avrebbe donatientrambi a lei: Jenny Le Guillon. Ilpittore sembra qui quasi inibito dallafiguretta alquanto volgaruccia dellabambina, che ritrae del tuttofrontalmente (cosa insolita per lui), maè innegabile una certa freschezza divisione e una non comune profonditàatmosferica che il colore intenso evivace rende più evidente. Inoltre lafigura di contadinotta della bimba (chemostra un’età tra i cinque e gli ottoanni) rivela tratti fisionomici (zigomipronunciati, narici aperte, taglio dellabocca) che hanno sorprendenti affinitàcon quelli del Delacroix giovanile.
  • 19. Il Generale Charles Delacroixal LourouxTavola, 39 x 29 cm (1822)Parigi, Collezione privataDopo il successo conseguito con“Dante e Virgilio all’Inferno”,Delacroix fu ospite per qualchetempo nella tenuta di suofratello Charles (generale congrandi doti), denominata il“Louroux”, presso la nota cittàdi Tours. Il periodo di riposodurò circa un mese.
  • 20. La Mulatta Olio su tela, 80 x 65 cm (1822) Museo di MontpellierL‘influenza di Géricault,soprattutto per quanto riguardala generosità dell’impasto, èevidente in questo dipintoeseguito nello stesso periododel Dante e Virgilio agli Inferi.L’opera è stata eseguita con ilcontributo di una modellaprofessionista la cui bellezzacontribuisce a diffondere neiprimi ateliers romantici il gustoper l’esotismo, ovvero ildesiderio di sfuggire dallarealtà rifugiandosi nel lontanosia nel tempo che nello spazio.
  • 21. Nudo seduto (Mademoiselle Rose)Olio su tela, 81 x 65 cm (1822)Parigi, LouvreGià appartenente alla CollezioneDubaut e acquistata dal Louvre nel1942, è forse la più bella di unaserie di “accademie” di nudifemminili dipinte da Delacroix trail 1818 e il 1824. Stilisticamentequest’opera tradisce modi tipicidella sua scuola con la parete difondo dipinta a pennellatesommarie e sprezzanti.
  • 22. Gli anni giovanili
  • 23. Delacroix si documenta moltoseriamente sui costumi dei grecidi Scio, sulle uniformi degliufficiali turchi, e realizza studiassai compiuti delle principalifigure della composizione che hain mente. Alcuni di questi studi sitrasformano addirittura in teleautonome come l’Orfanella in uncimitero. Questa figura fuutilizzata per il Massacro di Scio eprecisamente per un personaggioin alto a sinistra. In alto sullasinistra è aggiunto un cimiterocome sfondo e l’opera è collegatacon un’altra in cui la giovane è inpiedi, tra le tombe, con un fiore inmano.Orfanella in un cimiteroOlio su tela, 65 x 54 cm (1823)Parigi, Museo del Louvre
  • 24. Il massacro di Scio Olio su tela, 417 x 354 cm (1824) Parigi, LouvreCome era avvenuto per la Zatteradella Medusa di Géricault,limpatto causato da un eventorealmente accaduto fornisce losfondo per la creazione diunopera in cui il contenutofortemente drammatico colpisceprofondamente il pubblico. Iresoconti dellepoca su questocruento massacro compiuto daiturchi, per cui nellisola di Chiosopravvissero solo novecentogreci, furono studiati conattenzione dallartista. Nell’Apriledel 1822, per vendicarsi di unoscacco subito a Tripoli, i Turchimassacrarono nell’isola di Chiocirca ventimila persone e
  • 25. condussero schiavi i superstiti.Ancora una volta è lamicoGéricault a ispirare il climaconcitato e il senso di dolore dellefigure, che dai morti ed esanimi inprimo piano sale fino ai gestidisperati dei corpi del registrosuperiore, fino al cavalloimbizzarrito del turco mattatore.Quest’opera segna l’inizio di unnuovo corso per la pitturadell’Ottocento sia per la nuovamaniera vibrante e intensa diintendere il colore nella luce eall’aria aperta, sia per leimplicazioni ideali-psicologiche acarattere liberale-patriottico e altempo stesso romantico.
  • 26. Disegno da Rowlandson:Il Bacio RidicoloPunta di pennello e seppia, 27 x 17cm (1824) Orleans, Musèe desBeaux-ArtsFa forse parte di un gruppo di 42fogli messi in vendita nella venditapostuma del 1864. L’opera fa partedi una vasta collezione di vignettesatiriche e caricature: in cui spessovengono ridicolizzati gli usi e icostumi dell’antica aristocrazia. Trai più vicini ad essi sono i numerosidisegni del Rowlandson nellaHarvard University di Cambridge,Widener Memorial Collection.
  • 27. Un angolo dello studio (1824) Acquarello, 183x286 mm Parigi, LouvreLo studio rappresentato da Delacroix era allora probabilmente quello preso in fitto dalla finedel precedente anno per dipingere il Massacro, cioè in rue de Grenelle - Saint-Germain, 118.Solo all’inizio del 1824 si trasferisce in rue Jacob.
  • 28. FucsieMatita e acquerello, 300 x 190cm Parigi, Coll. privataIl pittore sin dalla giovinezzamanifesta un forte interesse neldipingere elementi naturali qualii fiori, le piante o scorci di boscoe sottobosco: si sono conservatipiù di cento acquerelli comequesto, in modo particolare tra isuoi quaderni di appunti. Egliper queste opere trae spuntospecialmente dai suoi viaggi inOriente.
  • 29. Turco con il mantello rosso Olio su tela, 240 x 298 mm (1824) Parigi, LouvreLa tela è caratterizzata da colori estremamente brillanti ed è stata dipinta in pochissimigiorni. Si ritiene che sia una copia di un quadro molto simile proveniente da Istanbul. Ilcolore rosso vivo del mantello del turco sembra pervadere in tutta la tela, in nettocontrasto con il nero e il blu circostanti. Il pittore presta grande attenzione ai particolari.
  • 30. Pastore romano Olio su tela, 32 x 40 cm (1824) Basilea, Museo d’ArteQuesta tela è praticamente contemporanea alla precedente. Le medesime caratteristiche sonopresenti nel “Pastore Romano”, per le scelte cromatiche e l’uso costante di contrasti vividi.
  • 31. Nozze di cana - Delacroix - Acquarello, Nozze di cana - Veronese - Olio su tela,24 x 35 cm (1824) Parigi, Coll. privata 669 x 990 cm (1562) Parigi, LouvreL’ammirazione profonda di Delacroix per Paolo Veronese comincia dalla primavera del1824, come si ricava dal suo “Diario” personale. L’opera è copiata dallo stesso dipinto del1562 del Veronese. L’acquarello è tuttavia di gran lunga superiore alla tela per freschezza epotere di sintesi (l’originale è enorme: misura 669x990 cm).
  • 32. La stufa Olio su tela, 50 x 43 cm (1825) Parigi, Museo del LouvreIl vero tema del quadro è il coloredel metallo incandescente. Per ilvivido naturalismo, l’opera fapensare ad alcuni dipinti di pezzianatomici dell’ultimo Gèricault.
  • 33. Cavallo selvaggio attaccato da una tigre Acquarello, 178 x 247 mm (1825) Parigi, Museo del LouvreNel « Diario », Delacroix si propone assai presto di eseguire disegni e dipinti di animali. Inquesto acquarello si manifesta con estrema energia l’irresistibile propensione dell’artista peri temi capaci di esprimere la violenza e la forza delle bestie. Lo schema compositivo delcavallo ripete invertito quello del Cavallo spaventato dalla tempesta del Museo di Budapest,che è forse del 1824.
  • 34. Macbeth e le stregheLitografia, 32 x 25 cm (1825) New York, MetropolitanMuseum of ArtNessuna arte viene trascurata daDelacroix, infatti si dedica anchealla litografia. La seguente non èimportante tanto per il soggettorappresentato, poiché è noto cheil pittore ama rappresentareparticolari delle tragedie diShakespeare (IV atto diMacbeth), ma perché punta tuttosui forti contrasti di luminosità,ottenuti quasi esclusivamentecon tratteggi sottilissimi ecurvilinei.
  • 35. Delacroix meditò sul Tasso,come simbolo della genialitàincompresa, almeno acominciare dal 1822.Comunque egli affrontò iltema a più ripreseindividuando sempre piùchiaramente in unatteggiamento di accettazionedi una invalicabile solitudineil momento più significativodella prigionia del Tasso.L’opera è stilisticamentefluida e disinvolta ecompositivamente semplice:qui l’atteggiamento del Tassocorrisponde esattamente aquello del Sardanapalo. Per ilsuo carattere relativamente“finito” il presente disegno Torquato Tasso tra i follisembra eseguito in vista di Matita su carta, 267 x 317 mmuna traduzione litografica. (1825) Zurigo, Coll. Peter Nathan
  • 36. Cristo nell’orto degli ulivi Olio su tela, 294 x 362 cm (1825) Parigi, chiesa di Saint-Paul-Saint- LouisL’artista vi meditò a più riprese mutando il concetto compositivo, come attestano numerosidisegni . La critica accolse variamente il dipinto: gli angeli furono ritenuti degni di Raffaello e ilCristo fu considerato volgare. In realtà è ancora una volta avvertibile l’influenza di schemimichelangioleschi sia nel movimento degli angeli sia nel gesto del Cristo, che sembra rifiutareogni esterna e vana consolazione, ma ricorda, nella positura, l’Adamo della Sistina.
  • 37. Faust e Wagner Matita su carta, 206 x 237 mm (1826) Parigi, LouvreNel 1824 Delacroix, osservando le incisioni del “Faust” del tedesco Retzsch manifestava ildesiderio di illustrare l’opera per suo conto. Il viaggio in Inghilterra, che consentì aDelacroix di assistere a una memorabile rappresentazione teatrale del “Faust” dovette agiresull’artista in modo decisivo. In quell’anno iniziò l’impresa di eseguire 17 litografie, più ilritratto di Goethe.
  • 38. Dal Faust: Bella signorina, possopermettermi l’ardire…?Litografia, 220 x 170 mm (1826)Monaco, Coll. GurlittGoethe riconobbe che Delacroixera un gran talento anche se ifrancesi gli rimproverano uneccesso di selvatica rozzezza. Idisegni preparatori (vedi anche ilseguente) sono in generestilisticamente e compositivamenteassai diversi e molto più sciolti evividi delle vere e proprielitografie. In questo è determinantela ricerca di profonditàatmosferica.
  • 39. Dal Faust: Bella signorina, posso permettermi l’ardire…?Litografia, 230 x 210 mm (1826) Monaco, Coll. Gurlitt
  • 40. Dal Faust:Giardino di MartaIncisione, 236 x217 mm (1826)Monaco, Coll.Gurlitt
  • 41. Natura morta Olio su tela, 80 x 106 cm (1827) Parigi, Museo del LouvreDelacroix dipinse pochissime nature morte e quasi nessuna con animali. Qui è evidente ildesiderio di rendere omaggio alla pittura fiamminga e olandese. In questa tela, in cui èraffigurata una natura morta (selvaggina, aragoste e fucile da caccia) in uno splendidopaesaggio estivo, l’artista inserisce un brivido di inquietudine con la presenza di unalucertola viva in primo piano e alcuni uomini che stanno cavalcando in lontananza.
  • 42. Faust eMefistofele lanotte delSabbaMatita e lavis,306 x 460 mm(1826)Rotterdam,MuseoBeuningenStudio per la litografia di uguale soggetto della serie pubblicata dall’editore Motte nel 1828.L’intento di accordare la rapidità e il ritmo dell’esecuzione dell’opera alla rapiditàtravolgente della cavalcata infernale, induce Delacroix a rompere ogni normaconvenzionale, e fa di questo uno dei disegni più belli e significativi di tutta la sua carriera
  • 43. La prima maturità e la gloria
  • 44. Odalisca conpappagalloOlio su tela,240 x 320 mm(1827) Lione,Museo d’ArteIl dipinto può essere considerato preparatorio alla Grecia sulle rovine di Missolungi. Sonoidentici, infatti, tocco e sensibilità cromatica e identica è la modella (Laura). Ispiratrici ideali diDelacroix, anche per lo schema compositivo, sono qui la pittura veneta e in particolare di PaoloVeronese (non Bonington, come è stato detto). Di questo dipinto si conserva un bel disegnopreliminare a matita (Lione, Museo d’Arte).
  • 45. La Grecia sulle rovine di Missolungi Olio su tela, 209 x 147 cm (1826) Bordeaux, Museo d’ArteQuesta allegoria fu ispirata all’autore da unaltro terribile episodio della guerrad’indipendenza greca, verificatosi il 22 aprile1826, quando i difensori di Missolungianziché arrendersi ai Turchi preferironosaltare in aria con le donne e i bambini.Delacroix tuttavia attribui alla fanciulla chepersonifica la Grecia non un atteggiamentoeroico, ma il gesto di offerta di talune figuresacre del Quattrocento, per esempio il S.Francesco Frick di G. Bellini a New York, laMadonna di D. Morone a Berlino.Stilisticamente e per qualche particolareiconografico si collega alla Odalisca conpappagallo, di cui è identica la modella(Laura). Fu acquistata dalla città di Bordeauxnel 1852 per 2500 franchi.
  • 46. La morte di Sardanapalo Olio su tela, 395 x 495 cm (1827) Parigi, LouvreLo spunto per questa tela provenne a Delacroix dal finale di un dramma di Byron pubblicatonel 1821. L’artista fu attratto potentemente dalle innumerevoli possibilità pittoriche che glioffrivano le carni delle donne e degli uomini, le stoffe, gli oggetti preziosi. In tal modomescolò una folla di interessi pittorici all’interesse per il tema
  • 47. esotico e barbaramente tragico,ottenendo un effetto di fasto, maanche, al tempo stesso, dimancanza di unità.L’apparizione del Sardanapalosuscitò una tempesta diriprovazioni. Sostanzialmente ilpubblico e la critica si ribellaronoperché il quadro ostentava il piùsovrano disprezzo per le regoleclassiche di unità di azione, ditempo e di luogo, cattivo gusto estravaganza.Sta di fatto che dal punto di vistatradizionale Delacroix concepìl’opera frammentariamente, comedimostrano i numerosi disegni, incui chiaramente l’artista appareinteressato ora da questo ora daquel particolare, piuttosto chedall’insieme.
  • 48. Il bozzetto più vicino all’operadefinitiva (Museo del Louvre) èabbastanza unitario, ma insisteeccessivamente su aspetti truculenti esubì molte variazioni. L’unitàstilistica dell’opera finale va cercataaltrove: nel movimento sinuoso,quasi vermicolare, delle masse; nellasensualità estremamente raffinatadella pittura e delle allusionipsicologiche, ottenuta proprio mercéil rifiuto della correttezza prospetticanella resa delle tre dimensioni. Irivoltosi lo assediano nel suo palazzo,Sardanapalo adagiato sul suo letto,ordina agli uenuchi e ai funzionaridella reggia di sgozzargli le donne, ipaggi, perfino i cavalli e i cani: nulladi quanto aveva servito ai suoi piaceridoveva sopravvivergli.La tela entrò al Louvre solo nel 1921,ceduta dal barone Vitta.
  • 49. Marino FalieroOlio su tela 148 x 119 cm (1827)Londra, Collezione WallaceNel 1824 Delacroix compiangeprofondamente la morte di LordByron, poeta stimatissimo. Il 4 marzodi quell’anno concepisce la prima ideaper il Marino Faliero, il Dogecondannato per aver cospirato controla Serenissima Repubblica. Delacroixlo presenta nella sua tela, quale eglistesso lo ha visto grazie a Byron,mentre giace decapitato in fondo aigradini del sontuoso palazzo ducale. Ilcapolavoro, la cui grandezzadecorativa porta ad evocare ilVeronese, apparve, come ilSardanapalo e la Natura morta, alSalon del 1827, Delacroix lo conservòper sé e lo vendette molto più tardi,solamente nel 1856.
  • 50. Assassinio del vescovo di Liegi Olio su tela, 58 x 72 cm (1829) Museo di LioneDipinto per il Duca D’Orléans nel 1829, l’Assassinio del vescovo di Liegi ha per soggetto unepisodio di Walter Scott. Un uomo s’impadronisce del castello di Liegi, aiutato dai sudditi inrivolta, si fa condurre il vescovo in abiti sacri e lo lascia sgozzare in sua presenza. La scena sisvolge nel palazzo di giustizia di Rouen, di cui Delacroix aveva apprezzato le bellezze inoccasione dei suoi numerosi soggiorni in Normandia. Il forte effetto di luce, sul biancosplendente dell’immensa tovaglia, è particolarmente affascinante.
  • 51. La battaglia di Poitiers, particolareOlio su tela, 114 x 146 cm (1830)Parigi, Museo del LouvreL’opera fu commissionata a Delacroixdalla duchessa di Berry al principio del1829, ma per motivi finanziari mairitirata. Egli rinunciò ad esporla alSalon del 1831 e la vendetteprivatamente. Un bozzetto, eseguitocon molta libertà è nella Walters ArtGailery di Baltimora. In quel disegno lalinea d’orizzonte è molto alta rispettoalla testa del re Giovanni, mentre nelquadro definitivo è abbassata fino agliocchi del re, che perciò appare piùelevato ed eroico, mentre lo spettatore,portato più in basso, viene idealmentecoinvolto nella mischia.
  • 52. La libertà che guida il popolo Olio su tela, 260 x 325 cm (1830) Parigi, Louvre Lopera più apertamente romantica di Delacroix, e forse anche quella che maggiormente influì sullarte dei decenni successivi, è La libertà che guida il popolo (1830, Louvre), celebrazione allegorica dellidea di libertà. La tela riprende un momento della storia recente, le "tre gloriose giornate di Parigi" (27, 28 e 29 luglio 1830), durante le qualiuninsurrezione popolare destituì il re Carlo X. In una Parigi evocata solo attraverso pochiparticolari simbolici, la figura eroica della libertà avanza reggendo una bandiera tra i cadaveri deisoldati e le macerie dello scontro, seguita da una schiera scomposta di uomini di ogni estrazionesociale confusi nella polvere. Nonostante il tono solenne della rappresentazione, enfatizzato dallacomposizione piramidale, e la presenza di particolari derivati dal repertorio accademico (la figuraseminuda delluomo ucciso sulla sinistra), mai prima dora Delacroix aveva spinto a tanto la
  • 53. tendenza realistica nella sua pittura, sortendo risultati giudicati scandalosi dalla critica del tempo.Un abisso separa questopera dallo stile neoclassico e dallequilibrio formale del contemporaneoJean-Auguste-Dominique Ingres, dalla linea precisa e dai colori calibrati. Egli tenta dicondensare tutta l’iconografia repubblicana in questa rappresentazione che esalta lo spirito dirivolta dei parigini; per realizzarla, decide di utilizzare essenzialmente tre colori: blu, bianco erosso, ma senza che questo programma cromatico risalti troppo. Delacroix infatti aderiscepienamente alle ragioni della Rivoluzione, infatti l’intellettuale con il cilindro e il fucile è un suo
  • 54. La Libertà viene presentata al Salon del 1831. Fanno scandalo l’audacia con cui il tema è trattato e la violenza dei sentimenti che vi sono espressi. I critici s’indignano dichiarando che «la tela è grigia» e che «i cadaveri verdastri dovevano essere stati ammazzati cinque giorni prima». Acquistata dal governo, viene presto relegata in un corridoio. Vent’anni dopo, tuttavia, Victor Hugo si ricorderà del ragazzino con le pistole per creare il personaggio di Gavroche. Venere di Milo, fine del II secolo a.C., Louvre Studio della figura della Libertà Matita, 32 x 22 cm LouvreE’ molto probabile che la fonte iconografica per la fanciulla aseno scoperto fosse la statua ellenistica della Venere di Milo.Questo magnifico disegno, forse il più immediato e felice tra itanti eseguiti per la figura della Libertà, appartiene a una fasein cui l’artista era interessato piuttosto alla sensuale bellezzadella figura che non al suo significato. L’atteggiamentosinuoso del corpo della donna si conclude infattinell’inclinazione verso il basso della testa, che nel quadrodefinitivo è invece rivolta indietro per incitare e spronare,innalzando la bandiera tricolore e con un fucile nell’altramano.
  • 55. La battaglia diNancy,particolareOlio su tela,239 x 359 cm(1831) Nancy,Museo d’ArteIl dipinto fu ordinato a Delacroix alla fine del 1828 dal ministro degli Interni di Carlo X per lacittà di Nancy. Un primo bozzetto fu sottoposto da Delacroix alla approvazione delSoprintendente alle Belle Arti, La Rochefoucauld, nei primi mesi del ‘29. Eliminando la chiesa el’altura, eliminò di conseguenza ogni superfluo effetto scenografico concentrando l’attenzionedello spettatore sulla squallida distesa di neve e ghiaccio su cui si affrontano le due schiere. E’provata la correttezza della rispondenza del quadro agli eventi storici.
  • 56. Interno Moresco Matita e acquarello, 158 x 213 mm (1832) Parigi, LouvreDurante il suo viaggio nell’Africa del Nord (gennaio-luglio 1832) Delacroix riempi ben 8album di disegni a matita, pastelli, acquarelli, appunti vari, dai quali attinse poi motivi pertutta la vita. Un album di 18 acquarelli eseguiti per il conte di Mornay è andato perso nel1877 e se ne conoscono pochi fogli. Degli altri sono rimasti tre soli (due ora al Louvre e unoa Chantilly). L’interno qui riprodotto è un ambiente del palazzo imperiale di Meknes, che ilsultano permise alla delegazione francese di visitare.
  • 57. La moglie di Abraham Benchimole una delle sue figlieAcquarello e matita su carta,22 x 16 cm (1832) New York,Metropolitan Museum of ArtDelacroix può essere considerato unprecursore dell’impressionismo. Inquesto disegno viene dedicatamaggiore attenzione all’uso delletonalità, in particolare qui utilizzacolori caldi, sovrapposti alle lineetracciate con la matita sulla carta;inoltre il disegno è estremamenteimmediato e molto espressivo.L’acquarello La moglie di AbrahamBenchimol e una delle sue figlie èstato eseguito nel 1832 durante ilsoggiorno del pittore in Marocco.
  • 58. Appunti per una “Fantasia” Sanguigna, 199 x 311 mm (1832) Parigi, LouvreQuesto appunto è una notazione velocissima ed estremamente armoniosa, che sarà pocotempo dopo utilizzata per il quadro “Esercizi militari di marocchini” del 1832. Il movimentoè qui tuttavia invertito rispetto all’opera definitiva.
  • 59. Esercizi militari di Marocchini, particolare Olio su tela, 59 x 73 cm (1832) Montpellier, Museo FabreÈ la prima e la più bella di tutte le“fantasie” o “corse alla polvere” dipinte daDelacroix ancora fresco dell’esperienzafatta in Africa. L’impeto veemente deglianimali e degli uomini è reso in questaversione con sicurezza e armoniositàimpareggiabili. Delacroix accenna spessonel suo diario di viaggio alle “fantasie”eseguite in onore della delegazionefrancese. Assieme al Combattimento delGiaurro e del Pascià, questo è uno dei duedipinti cui egli accenna nel suo « Diario »come eseguiti mescolando vernice alcoppale con i colori, raggiungendo risultatiottimi di conservazione.
  • 60. Meknes Penna, inchiostro e acquarello, 193 x 127 mm (1832) Parigi, LouvreSi tratta di appunti eseguiti il 1° aprile a Meknes. Le pagine fanno parte di un album di 97fogli che costituisce il diario di viaggio di Delacroix. È perciò preziosissimo per lafreschezza delle impressioni e la continua integrazione della notazione letteraria con quellavisiva.
  • 61. Marocchini accovacciati In viaggioverso TangeriMoltissimi fogli di questo album contengono vedute che sono veri e propri capolavori perfelice acutezza e prontezza di osservazione. Il testo delle presenti pagine è:”Uomo seduto,Veduta della moschea, Campagna, Quali colori sono adatti a far risaltare le figure, Piccolamoschea dipinta di giallo”.
  • 62. Messa aSivigliaAcquarello,260 x 360 mm(1832) Parigi,Coll. privataDelacroix interruppe il soggiorno in Marocco tra il 9 maggio e il 2 giugno per recarsi inSpagna. Poté cosi visitare Cadice (tra il 16 e il 22 maggio), dove lo colpì il quadro con lesante Giusta e Rufina dipinto da Goya nel 1817 (sagrestia della Cattedrale), e Siviglia (tra il22 e il 28). L’eliminazione quasi completa dei contorni in questo splendido acquarello(come in altri dello stesso momento) è indubbiamente dovuta alla influenza palese di Goya.
  • 63. Meknez: Bab El-mansour Penna, inchiostro e acquarello (1832) Parigi, LouvreDelacroix s’innamora dei vestiti e delle stoffe e ne descrive accuratamente le tinte: «azzurrotenero, verde, giallo oro, lilla sulle maniche, viola e così via. Cournault, che lo accompagna,riferisce la sua emozione: «Quando, dopo aver attraversato alcuni corridoi bui, si penetranella parte della casa che è loro riservata, l’occhio viene abbagliato dalla viva luce, daifreschi visi delle donne e dei bambini, che appaiono d’improvviso in mezzo a un ammassodi seta e d’oro.
  • 64. Il re degli Ontani Penna e lavis su carta, 198 x 301 mm (1833) Parigi, LouvreIl Goethe scrisse la ballata omonima nel 1782 circa e Schubert scrisse invece la musica nel1815. L’opera è connessa per gli ideali agli ultimi disegni per il “Faust”. Il pittore riesce atrasmettere un grande senso di dinamicità per la posizione delle gambe del cavallo e per imantelli sventolanti dei personaggi.
  • 65. Il danzatore Simon vestito alla turcaSeppia, 165 x 130 cm (1834)Parigi, Museo dell’OperaDella medesima serie de “Il Re degliOntani” è “Il danzatore Simon vestitoalla turca”. La datazione precisa delfoglio non è conosciuta ma si ritiene del1834 e rappresenta probabilmente ilmaestro di ballo dell’Opera, Simon, nellaparte di Bracaccio, il capo dei pirati inuna famosa opera teatrale.
  • 66. Le donne di Algeri Olio su tela, 180 x 229 cm (1834) Parigi, Museo del LouvreE’ uno dei quadri più celebri di Delacroix che lo eseguì al suo ritorno dall’Algeria e dal Marocco,su annotazioni prese dal vero e in condizioni pericolose, egli si servì sempre di suoi bozzetti oacquarelli per le composizioni su temi antichi o orientali. Le donne molto belle sembrano godereuna felicità delicata e inattaccabile. Claude Monet ne ammirava la ricchezza, la divisione deicolore e il tocco di realismo che dà la luce proveniente da una finestra sulla sinistra.
  • 67. Amleto, la madre e il re Matita, 254 x 373 mm (1834) Parigi, LouvreIl foglio appartiene ai disegni preparatori per la serie di litografie eseguite tra il 1834 e il1845. Qui il soggetto è tratto dall’atto I, scena II: “la regina tenta di consolare Amleto”. Ildisegno è singolare per la insolita delicatezza e morbidezza del tratto e la maestosità dellafigura di Amleto.
  • 68. Ritratto di George SandOlio su tela, 32 x 29 cm (1834) Parigi, Collezione LandouzyGeorge Sand appare in abitimaschili e porta i capelli corti, ilche non corrisponde certamente algusto di Delacroix, femministamolto tradizionale. Essi eranoamici, sebbene egli nonapprezzasse molto lo stile letterariodi George Sand e non necondividesse le idee sulla piccolagente di città e di campagna.
  • 69. Ritratto di George SandOlio su tela (1838) Copenaghen,OrdrupgaardsamlingenQuesta tela è la metà sinistra di unduplice ritratto di Chopin e GeorgeSand che è poi stato diviso in dueparti. Chopin era al pianoforte,seduto, mentre la Sand ascoltavaalle sue spalle a mezza figura. Ildipinto fu diviso in due solo dopola morte di Delacroix e del ritrattodi Chopin è rimasta solo la testa(Louvre), il resto è andato perduto.
  • 70. Ritratto di Federico ChopinOlio su tela, 46 x 38 cm (1838) Parigi, Museo del LouvreRicavato da un bozzettoconservato presso il Gabinettodei Disegni del Louvre, questoritratto, eseguito nei 1838, fuunito, su una stessa tela, a quellodi George Sand. Si trattava diuna composizione in cui sivedeva la scrittrice sorpresa adascoltare con espressionesognante il « povero Chopin »,come Delacroix definiva questoamico che ammirava molto ecompiangeva, improvvisare alpiano alcune variazioni sul temadei suoi tristi amori.
  • 71. MedeaOlio su tela, 260 x 165 cm (1838)Museo di LillaEsposto al Salon del 1838 con il titolo di“Medea infuriata e inseguita mentre staper sgozzare i figli”, questo quadro è unodei più grandiosi che la mitologia tragicaabbia ispirato a Eugène Delacroix. Egli vipensava fin dal 1824, ne eseguì parecchischizzi e molto più tardi anche unavariante, che si trova al Louvre. Moltipassaggi del Journal di Delacroix rivelanocon quanta cura perseverante il maestro siapplicasse per risolvere molti problemi ditecnica terribilmente ardui dal punto divista del disegno, della luce e del colore.
  • 72. I crociati conquistano Costantinopoli Olio su tela, 410 x 498 cm (1840) Parigi, LouvreIn questa tela Baldovino, conte di Fiandra, e i suoi comandanti percorrono i vari quartieri dellacittà di Costantinopoli mentre le famiglie in lacrime si fanno loro incontro per invocareclemenza (fatto realmente accaduto il 12 aprile 1204). La magnificenza dell’ampio paesaggiorisponde a quella dell’architettura, degli elmi, delle armature, dei finimenti dei cavalli, chesembrano partecipare alla scena a cui fanno da contrasto, in primo piano, la miseria, il terrore, lamorte. Un mondo crolla mentre un altro nasce.
  • 73. La giustizia di TraianoOlio su tela, 495 x 396 cm (1840)Museo di Rouen Un’altra tela dipinta nel 1840, molto simile a “I crociati conquistano Costantinopoli”. In quest’opera davanti all’imperatore Traiano si trova una vedova piena di dolore, che tenta invano di arrestare la sua marcia. Attorno alla figura imponente dell’imperatore si agitano varie bandiere e vi è un forte senso di movimento. Tintoretto, che ne valorizza la drammaticità, disse a proposito di questa tela che la terra sembra tremare sotto gli zoccoli del possente cavallo.
  • 74. La tela fu dipinto nel 1839.La sposa è ancora chiusanegli appartamenti interni,mentre gli invitati siriuniscono nel resto dellacasa. Alcuni distinti moriregalano denaro aimusicanti che pregano ecantano senza interruzione.Le donne soltantopartecipano alla danza, unaalla volta. Al di là delpiacevole ricordo di viaggioe dell’omaggio del pittore acostumi puri e pittoreschi,in questo quadro si trovauna grande lezione dicangiante luminosità e difremente leggerezza anchenelle ombre. Nozze ebraiche in Marocco Olio su tela, 103 x 142 cm (1839) Parigi, Museo del Louvre
  • 75. La Senna e il Reno (1833 - 1838) Pilastri della sala del re nel Palazzo BorboneSi tratta di un particolare dellaprima grande ordinazione ufficialericevuta da Delacroix e con laquale egli poté dimostrare ilproprio genio di decoratore. Laottenne grazie alla fedeltà diAdolfo Thiers e vi lavoròintensamente dal 1833 al 1838. Unsoffitto troppo basso e cattivecondizioni di luce, nonché unacornice ornamentale pesantementesolenne impediscono di apprezzaregiustamente l’insieme.
  • 76. Il sultano del MaroccoOlio su tela, 377 x 342 cm(1845) Museo di TolosaDeclacroix ripete qui un ricordo diviaggio, attingendo ai suoi bozzetti,disegni ed acquerelli. « Il sultano,circondato dalla guardia e dai suoiufficiali superiori, esce dal palazzo diMeknès per dare udienza. Eglicavalca un cavallo berbero e unservitore regge, sopra il suo capo, unparasole verde-azzurro». Baudelairene ha ben definito il carattere pre-impressiomsta: « Questa tela è cosìarmoniosa, nonostante lo splendoredei toni, che diventa grigia comel’atmosfera dell’estate quando il solediffonde una nuvola di polveretremolante su ogni cosa ». Sullosfondo imponente delle mura, èmessa in scena la cerimonia, che perla sua solennità appare bloccata esilenziosa. Prevalgono i toni ocra erossi, della calda luce africana, cosìcome il cielo si presenta ampio e
  • 77. La battaglia diTaillebourgOlio su tela, 465x 543 cmMuseo di VersaillesL’ordinazione fu ricevutanel 1837 per la Galleriadelle Battaglie, di cui ilquadro di Delacroix è unodegli ornamenti principali.Il soggetto si addiceva alsuo gusto eroico. Gliinglesi tengono il ponte. S.Luigi si lancia, seguitosolo da pochi cavalierianziché dall’intera armata.Il suo cavallo biancorisplende nella mischiaferoce. Si vedono alcunidei soldati attraversare ilfiume a nuoto per portaresoccorso al re in pericolo.
  • 78. PietàCera e olio sumuro, 355 x 475cm (1844) Parigi,San-DenisNel 1840 il Prefetto della Senna assegnò a Delacroix l’incarico di decorare la cappella dellaVergine in Saint-Denis du Saint-Sacrement. Nuovamente affascinato dai temi religiosi, accettòed elaborò numerosi disegni e bozzetti. Inizialmente pensava a un ciclo a riquadri. Il lavoro nonpoté essere iniziato subito perché fu difficile trovare l’accordo sulla scelta della parete: iniziò allafine del ‘43. Egli aveva deciso di restringere alla sola Pietà la decorazione e di eliminare lecortine sorrette da angeli alla maniera barocca. In diciassette giorni di lavoro intenso, portò atermine l’opera. Questa suscitò elogi e critiche. Critica violente furono pubblicate sul “Journaldes Artistes”: in essa lo si accusava di aver saccheggiato Michelangelo. E’ importantesottolineare il carattere “colto” che assume il dipinto di Delacroix per queste “citazioni” più o
  • 79. La morte di Lara Olio su tela, 51 x 65 cm part.(1847) Obersdorf, Coll. ScharfIl motivo della tela è desunto da un episodio narrato da Byron che colpì particolarmenteDelacroix: rappresenta il momento in cui il misterioso paggio di Lara solleva il capo delsignore, ormai in punto di morte, e si rivela, per la prima volta una donna: anche qui sitrovano quei toni cupi e quei colori scuri che rendono l’idea della morte.
  • 80. Odalisca Olio su tela,24 x 32 cm (1847) Parigi, Museo del LouvreCapace di esprimersi, senza difficoltà, su superfici uguali a quelle di cui disponevano i maestridel Rinascimento nei palazzi e monumenti religiosi di Firenze, Siena, Venezia e Roma,Delacroix seppe eseguire con la stessa abilità grandi tele ed opere di piccolo formato, cometestimonia questa Odalisca che si suppone eseguita nel 1847 da un dagherròtipo. Per l’atmosferacalda, l’abbandono voluttuoso della posizione, la sontuosità della materia e dei colori, questoprezioso quadretto è annoverato tra i più belli che corpo di donna abbia ispirato.
  • 81. Amleto ed Orazio al cimitero 30 x 36 cm (1859) Museo del LouvreLa famosa scena del dramma di Shakespeare: Becchino: — Questo cranio, signore, era il craniodi Yorick, il buffone del re. Amleto: — Povero Yorick. Questo quadro è del 1859: nella notteprofonda, alcuni monaci portano delle torce mentre Orazio, e non il becchino, presenta adAmleto il cranio del buffone. Non tutto è immaginario: il cimitero è quello del lazzaretto diTolone, dove Delacroix era stato trattenuto al ritorno dall’Africa; si sa inoltre che egli ricordavaun becchino di Avignone che si era divertito a gettargli il cranio di un bambino come si getta unsasso. Le rappresentazioni di Delacroix sono sempre legate alla realtà della sua vita interiore.
  • 82. Amleto ed Orazio al cimiteroOlio su tela, 81 x 65 cm(1859) Museo del LouvreQuesta tela è in ogni caso la piùbella e matura tra quelle chehanno come tema Amleto: lefigure campeggiano sole, grandie solenni su uno sfondosemplicissimo, in modo chel’attenzione dell’osservatore puòconcentrarsi interamente su diloro; l’esecuzione è sicura;infine il dipinto svolge nel modopiù alto nei due personaggiprincipali un motivo caro alpittore: il protagonista èaccompagnato, nei momentimoralmente più critici, da unintimo amico o maestro, quasipersonificazione della coscienza.
  • 83. Attila riporta la barbarie nell’Italia devastata 10,98 x 7,35 m Affresco Parigi, Palazzo BorboneLa decorazione della biblioteca della camera dei deputati francese a Palazzo Borbone è stataparagonata alla decorazione della Cappella Sistinia. Questo immenso lavoro, commissionato nel1838, venne terminato solo intorno al 1850. I dipinti dei due emicicli — Orfeo porta la civiltà inGrecia e, dall’altra parte, Attila riporta la barbarie nell’Italia devastata — non sono statiincollati ma eseguiti come affreschi, sul muro, con la differenza che esso era stato precedentepreparato con della cera. Lo stato di conservazione nel complesso è di una freschezzastupefacente. Esso riassume in modo prestigioso, nei due emicicli e cinque cupole, l’essenzialedella storia dell’umanità. L’affresco è di dimensioni notevoli: quasi 11 metri per 7.
  • 84. La morte di SenecaAffresco da uno dei pennacchidella cupola della biblioteca diPalazzo Borbone, ParigiIl precettore di Nerone èrappresentato nel momento in cui,condannato dall’imperatore stessoa darsi la morte, si fa tagliare levene dai suoi discepoli. La sceltadi questo soggetto rivelal’ammirazione di Delacroix perSeneca in particolare e per ladottrina stoica in generale. Perfocalizzare l’attenzione sulpersonaggio principale, Seneca, ilvolto del personaggio che losorregge da dietro è statasolamente abbozzata.
  • 85. La morte di Marc’Aurelio258 x 330 cm (1850) Museo di LioneUn catalogo del Salon la descrive così: « Le perverse inclinazioni di Commodo si eranomanifestate. Con voce flebile l’imperatore raccomanda la giovinezza del figlio ad alcuni amici,filosofi stoici come lui. Il loro triste atteggiamento indica bene l’inutilità di quelleraccomandazioni e i loro funesti presentimenti per l’avvenire dell’impero romano ». E’ netto ilcontrasto tra il gruppo austero dei filosofi e la grazia effeminata del giovane (il cui regno saràuna sequenza di scandali e crudeltà). L’idea che le più belle cose siano fragili perseguitaDelacroix, che vuole dimostrare come una civiltà possa perire per le cause più strane.
  • 86. Il ratto di RebeccaOlio su tela, 100 x 81 cm (1850)Parigi, Museo del LouvreDelacroix si è ispirato due volte aquest’episodio di Ivanhoe, il romanzoultra-romantico di Walter Scott. Deidue quadri, identici per soggetto, ilprimo, dipinto nel 1846, è conservatoal Metropolitan Museum di New Yorke il secondo, eseguito nel 1850 circa, èquello qui riprodotto, diverso in alcunipunti da quello che l’aveva preceduto.Bois-Guilbert, con Rebecca tra lebraccia, sta uscendo dal castelloincendiato di Front-de-Boeuf; unsoldato, in primo piano, trattiene astento l’impazienza d’un magnificocavallo bianco sellato. Molto efficacel’utilizzo di colori chiari.
  • 87. Desdemona maledetta dal padreMatita e olio su tela, 59 x 49 cm(1852) Reims, Museo d’ArtePer aver sposato segretamente Otello,il padre maledice Desdemona(“Otello” di Shakespeare, atto I,scena II). La figura del padre si ergevigorosa respingendo la figlia, laquale a sua volta cerca diabbracciarlo con forza. Il forte vigoredrammatico si deve alla mancanza diparticolari sullo sfondo, ai drappeggidei sontuosi vestiti dei duepersonaggi ed ai capelli lunghi efiammeggianti della donna.
  • 88. Discepoli e pie donneraccolgono il corpo di SantoStefanoOlio su tela, 148 x 115 cm(1853) Museo di ArrasDipinto nel 1853 ed esposto alSalon dello stesso anno, questatela rappresenta, lungo i bastionidi Gerusalemme, il primo martirecristiano che è appena statolapidato. Il suo corpo vieneraccolto da due discepoli ed unagiovane donna. Un’altra donnainginocchiata asciuga il sanguesparso sul terreno. La tela è diforte intensità drammatica.
  • 89. Cristo sul lago di Génézareth Olio su tela, 56 x 61 cm (1853) Zurigo, Collezione MelfonA varie riprese, Delacroix ha affrontato il motivo della barca, dell’uomo in preda a fortipassioni di fronte alla terribile minaccia della morte, rappresentata dallo scatenarsi delleforze della natura: in questo dipinto, il Cristo dormiente nella burrasca, mentre tutti gli altripersonaggi sono in preda al panico, sta a significare la fede che vince l’angoscia della morte.
  • 90. Cristo sul lago diGénézarethOlio su tela, 59 x 73 cm(1854) BaltimoraAnche l’anno seguente,nel 1854, viene ripreso iltema del sonno tranquillodel Cristo, mentre attornosi scatena la burrasca esarà ancora ripreso piùvolte. A differenza dellaprecedente tela, si notaimmediatamente laadozione del punto di vistadall’alto, che conferisceun tono più distaccato allaintera rappresentazione.Anche in questo caso ilCristo dorme serenamente,mentre gli altri uominitentano di ammainare levele della barca.
  • 91. Caccia ai leoni, particolare Olio su tela, 260 x 360 cm (1855) Museo di BordeauxQuesta è soltanto una parte della Caccia ai leoni distrutto da un incendio nel 1870. L’opera era statacommissionata dallo Stato per la somma di 12.000 franchi. Gautier, che l’aveva visto nella sua totalità,ne riconosce la forza compositiva e “l’esplosione di colore”. Nella tela si intrecciano leoni, uomini ecavalli nel caos di artigli, zanne e sciabole. Niente, tuttavia, è lasciato al caso: Delacroix ne ottiene unacombinazione di arabeschi, forme e colori, rafforzando la drammaticità. Vi è il chiaro intento di evitareil nero per sottolineare lo splendore dei colori che mettono in risalto la ferocia esotica e fantastica.
  • 92. Caccia al leone Olio su tela, 72 x 98 cm (1861) Chicago, Art InstituteDopo il dipinto di Bordeaux,questo è il più bel quadro diDelacroix ispirato al tema dellacaccia al leone. La scioltezzadell’esecuzione, i toni chiari, cherendono il dipinto estremamenteluminoso, il disegno dalle lineenette, fanno di questa versioneun capolavoro. Anche in questocaso il pittore evita il nero, fa itoni cupi con colori il piùpossibile trasparenti: utilizzandola lacca, il cobalto o terra diSiena naturale o bruciata.
  • 93. Il buon Samaritano35 x 28 cm (1855) Parigi,Collezione Esnault-PelterieEsposto al Salon del 1855, questoquadretto è di piccole dimensioni,ma immenso per il profondostudio delle proporzioni e leprospettive che offre ad unaattenta meditazione. Portando trale braccia l’uomo ferito, il buonSamaritano si sforza di sistemarlosul cavallo per condurlo allasalvezza.
  • 94. Cavalli arabi che lottano nella scuderia 64 x 81 cm (1860) Parigi, Museo del LouvreEseguito nel 1860, questo quadro rappresenta due superbi cavalli che si sono slegati e che lottanorabbiosamente. I loro custodi arabi, svegliati di soprassalto — due sono ancora stesi sul giaciglio,un altro è in piedi — stanno per intervenire. Alcuni pittori contemporanei a Delacroix dissero chesembra quasi di poter udire le grida degli uomini e il rumore degli zoccoli. Nell’atmosferarealistica di una scuderia troviamo un’epica esaltazione d’un improvviso furore di vivere.
  • 95. La lettura o L’educazione della Vergine 92 x 122 cm (1860) Parigi, Collezione Maurice GenevoixUn giorno Delacroix vede la fattoressa di George Sand con sua figlia, ambedue sedute su untronco d’albero. La vecchia aveva una mano appoggiata sulla spalla della fanciulla che seguivaattentamente una lezione di lettura. Nasce così La lettura, detta anche l’Educazione dellaVergine, quadro di cui è importante conoscere l’origine perché dimostra come, partendo da unfatto direttamente osservato nella vita quotidiana, il genio fantasioso di Delacroix sapessetrasporre, in modo da renderle sensibili, le realtà superiori del pensiero e del sentimento.
  • 96. Eliodorocacciato daltempio, part.Affresco,751 x 485 cm(1860)Parigi,Chiesa di SanSulpizioEliodoro si recò a Gerusalemme per rapire i tesori del tempio. Lo Spirito di Dio Onnipotente simanifestò con evidenza: appare un cavallo montato da un terribile cavaliere. Il cavallo che erariccamente bardato, coi piedi anteriori da calci furiosi ad Eliodoro. Il cavaliere che monta ilcavallo ha armi d’oro. Di più comparvero due giovani forti, maestosi e magnificamente vestiti.Questi, postisi un di qua e un di là da Eliodoro, lo flagellano con nerbate. Delacroix credeva allavittoria finale del giusto sull’ingiusto e questo può essere considerato come il suo testamento.
  • 97. Cavalli che escono dal mareOlio su tela, 50 x 61 cm (1860)Washington, Phillips GalleryI motivi legati al viaggio inMarocco continuano ad alimentarela fantasia dell’artista lungo tutta lasua attività: l’eterno conflittodell’uomo e dell’animale, che ispiratanti dei suoi dipinti, qui si risolvein abbondanza di luce e colori.Infatti i colori chiari, non studiatisul vero, e il disegno quasi identicoad uno precedente (il cavallo grigioripete nello schema quello dellaCacciata di Eliodoro dal tempio)testimoniano il cedimento diDelacroix a un “fare di maniera”.L’opera ha tuttavia esercitato unanotevole influenza sugli artistisuccessivi, per esempio su DeChirico.
  • 98. Seppellimento di CristoOlio su tela, 56 x 46 cm (1860)Buenos Aires, Collezione A.SantamarinaIn questa tela si contemplanopochi uomini che calanocautamente il cadavere di Cristonel Santo Sepolcro. Lo scenario ela fossa stessa sono l’emblemadella vita sotterranea, che la nuovareligione dovrà condurre per tantotempo. Da fuori l’aria e la luces’insinuano attraversando la scalaa spirale. Maria sta per svenire, sisostiene appena. Notiamo cheDelacroix invece di far dellaMadre santissima una donnaimmacolata da album, le dàsempre un gesto e un’ampiezzatragici che le si addiconoperfettamente.
  • 99. Lotta di Giacobbe con l’AngeloOlio e cera su muro,751 x 485 cm (1861)Parigi, Chiesa di San SulpizioIn questa tela il pittore ha rinunciatoall’espressione della violenza pura eselvaggia: la lotta vana dell’uomo èqui bloccata da una forzasoprannaturale. L’uomo che stacombattendo con tutta la propriaenergia è contrastato dall’azionedell’angelo che non compie alcunosforzo nel fermarlo. L’angelo è coltonel momento in cui va a toccare ilnervo della coscia sinistra diGiacobbe per immobilizzarlo.Delacroix vi ha visto il simbolo delcoraggio ostinato dell’uomo che osasfidare forze sovraumane: ilmedesimo coraggio era statonecessario a lui stesso per trionfare,giacché il suo capolavoro venneimmediatamente riconosciuto tale.
  • 100. Fotografia eseguita nel 1858 daDelacroixIl pittore rimane affascinato sindall’inizio dall’invenzione dellamacchina fotografica. A partiredal 1855 in poi, negli ultimi annidella sua vita Delacroix si dedicaad una delle sue passionimaggiori oltre alla pittura, ovverola fotografia. L’artista si spegne aParigi il 13 agosto 1863.
  • 101. Bibliografia• I capolavori del romanticismo francese, J. Cassou• Teoria dell’arte di Delacroix, Princeton 1966; S. Spector• Il Genio francese e la critica, Roma 1986; C. Dumur• Itinerario nell’arte, Volume C, Cricco, Di Teodoro• Art e Dossier, Delacroix, G. Lemaire• I maestri del colore, Eugene Delacroix. Siti Internet www.artonline.com www.nationalgallery.org http://gallery.euroweb.hu www.storiadellarte.com
  • 102. Presentazione diGabriele Martini