Belle Epoque

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Marco Massaro
V°E
2006/2007

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Belle Epoque

  1. 1. Belle Epoque indica un periodo storico che va dalla fine dellOttocento econclusosi una trentina danni dopo con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.L’espressione “Belle Époque” (Lepoca bella, I bei tempi) nacque in Francia dopo la Prima Guerra Mondiale per definire il periodo immediatamente anteriore (1890- 1914). Essa nasce in parte da una realtà storica (fudavvero un periodo di sviluppo, spensieratezza, fede nel progresso) e in parte da un sentimento di nostalgia. Iltrauma della guerra aveva infatti portato a idealizzare la realtà.In questa descrizione cè un fondo di verità: lespansione economica e territoriale, lassenza di preoccupazioni (o comunque una certa forma di noncuranza), il periodo di pace tra la Francia stessa e i suoi vicini europei, la fede nel progresso sono fenomeni reali. La realtà in effetti era stata abbellita, anche per non risentire troppo dei traumi postbellici. Tuttavia, nonostante ciò, questo periodo è in Francia ricordato come un passato dorato che fu ridotto in frantumi dallo scoppio della guerra.
  2. 2. Durante gli anni della belle époque vi è l’impressione di vivere nel più solidoe ricco dei mondi possibili. Tale sentimento deriva dal consistente benessereeconomico proveniente dall’espansionismo sia economico (capitalismo) siaterritoriale (imperialismo), attraverso cui si ottengono enormi ricchezze ecapitali da investire a scapito dei paesi colonizzati. Crystal Palace
  3. 3. In questo ambiente di benessere si sviluppa un rinnovamento in generale:ovunque risplendono grandi iniziative artistiche e culturali, le città sicospargono di luci e di mondanità, inizia una “gara” al rinnovamentourbanistico e tra gli intellettuali permane un fermo ottimismo nel progressoeconomico e scientifico. Ingresso della metropolitana a Parigi
  4. 4. Dopo aver creato nuovi mercati nelle colonie, sisvilupparono anche in crescita esponenziale imercati interni, ponendo le basi per una vera epropria società di consumatori.Per realizzare compiutamente questoallargamento del mercato si provvide ancherapidamente alla crescita della distribuzione;beni di consumo come abiti, calzature, mobili,utensili domestici, che prima erano prodottiartigianalmente e venduti da piccolicommercianti al dettaglio cominciarono aessere offerti da una rete commerciale sempre Interno del Crystal Palacepiù ampia.Si moltiplicarono i grandi magazzini, furono incrementate la vendita a domicilio eper corrispondenza, furono trovate nuove forme per il pagamento rateale, cheindebitava le famiglie, ma nel contempo rendeva accessibili ai meno abbienti unaquantità prima impensabile di prodotti costosi. In appoggio a questa massicciastrategia di vendita nasceva la pubblicità, che cominciava ormai a riempire i muridelle città e le pagine dei giornali.
  5. 5. Il progresso tuttavia aveva un prezzo; ilbenessere di alcuni si basava sul disagiodi molti altri: innanzitutto dei popolicolonizzati, secondariamente delproletariato operaio e contadino.Proprio molti contadini, in seguito alleconseguenze della rivoluzioneindustriale, erano stati costretti aspostarsi verso le città in cerca di lavoro,in quanto il nuovo fulcro dell’economiarisiedeva proprio nei centri urbani e nonpiù nell’attività agricola. Le condizionierano però disastrose: il contadino sitrovava a lavorare anche per 16 ore algiorno con salari molto scarsi, donne ebambini erano ancora più sottopagati e ilmestiere non consisteva più nel crearequalcosa di personale ma nell’eseguire leoperazioni che le catene di montaggioimponevano. Ci si trovò così afronteggiare il fenomeno del lavoroalienante.
  6. 6. In questo scenario si affaccia la figura diWilliam Morris.William Morris (1834 - 1896) fu unartista tra i principali fondatori delmovimento britannico Arts and Crafts;è considerato come un precursore deimoderni designer ed ebbe una notevoleinfluenza sullarchitettura e sugliarchitetti del suo tempo. Da molti vieneconsiderato il padre del MovimentoModerno, sebbene non fosse architettoegli stesso.Morris riteneva che fosse necessario restituire al lavoro operaio quellaspiritualità e quel sentimento che erano stati eliminati dalle macchine e dalleproduzioni in serie. In altre parole, egli pensava che l’operaio dovesseessere un creatore di opere d’arte. Con queste idee Morris fonda nel 1861 la“Morris, Marshall, Faulckner & Co.”, una ditta di produzione che si occupavadi arredamenti e decorazioni per le abitazioni, nella quale però gli artisti cheprogettavano i prodotti si definivano “operai d’arte”. Tra questi spicca lafigura di Edward Burne-Jones, che produsse svariate opere sul poeta GeoffryChaucer
  7. 7. Geoffry Chaucer addormentato Notte stellata
  8. 8. Nel 1888 Morris fonda la “Arts and Crafts Exhibition society”, una nuovasocietà che si proponeva di conciliare la produzione industriale con l’arte, inmaniera tale che ogni prodotto fosse di bel disegno, che avesse valoreartistico, pur restando un oggetto prodotto in serie e di basso costo, in modotale che anche i più abbienti potessero permetterselo.Tra le imprese di Morris c’è anche una ditta di tipografia, dal lavoro dellaquale uscì la pregevole Opera Omnia, raccolta degli scritti di Chaucer. Prime due pagine dell’Opera Omnia
  9. 9. Tutte le opere di Morris e di Burne-Jones hanno in comune un elemento: ildecorativismo. Infatti la linea sinuosa, la ripetizione di motivi, l’utilizzo dielementi naturali (come foglie e animali, specialmente volatili) sono tuttecaratteristiche che accomunano l’arte di Morris con l’arte medievale, cui inparte si rifaceva. Per questo motivo l’arte della “Arts and Crafts” puòconsiderarsi presupposto dell’arte tipica della belle epoque: l’Art Nouveau. Esempio di decorativismo di Morris: Modello di Chintz
  10. 10. Il Liberty italiano, come lArt Nouveau in Europa, deriva dalla diffusione di unnuovo gusto, collegato alla produzione industriale, nato in Inghilterra con lArts & Crafts. In Italia ebbe inizialmente il nome di «Floreale», per assumere poi il più noto nome di «Liberty» dal negozio di un commerciante di oggetti orientali a Londra, Arthur Lasenby Liberty. Il Liberty nacque dal rifiuto degli stili storici del passato che nell’architettura di quegli anni fornivano gli elementi di morfologia progettuale. Il nuovo stile cercò invece ispirazione nella natura e nelle forme vegetali, creando uno stile nuovo, totalmente originale rispetto a quelli allora in voga. Caratteri distintivi del Liberty divennero l’accentuato linearismo e l’eleganza decorativa Casa Fenoglio, Torino
  11. 11. Il Liberty si fondò sul concetto di coerenza stilistica e progettuale tra forma e funzione. Adottando le nuove tecniche di produzione industriale, ed i nuovi materiali quali il ferro, il vetro e il cemento, di fatto il Liberty giunse per la prima volta alla definizione di una nuova progettualità: quella progettualità che definiamo industrial design. I centri più importanti dello “Stile del 900” furono Torino, Palermo, Firenze, Lucca, Viareggio, Milano, Roma, e l’Emilia Romagna.Chiosco Ribaudo, di Basile
  12. 12. LArt Nouveau ebbe il suo inizio nel 1890. Il nome deriva da quello di un negozioparigino, «lArt Nouveau Bing», aperto nel 1895 da Sigfried Bing, che sfoggiavaalcuni oggetti dal design innovativo, tra cui mobili, tinture, tappeti e vari oggettidarte.Il movimento trae le sue origini dal socialismo utopistico di John Ruskin e si ispiròallideologia propugnata dallArts and Crafts di William Morris, il quale aveva postolaccento sulla libera creazione dellartigiano, come unica alternativa allameccanizzazione e alla produzione in serie di oggetti di dubbio valore estetico,successivamente aveva cercato nellindustria un alleato piuttosto che un nemico.LArt Noveau rielaborando questi assunti, precorse il moderno design e buona partedellarchiettura moderna, dando alla progettazione, il ruolo di premessaindipensabile ad ogni intervento creativo. Petit Palais, Parigi
  13. 13. Un punto importante per la diffusione di questarte fu lEsposizione Universale del1900, svoltasi a Parigi, nella quale il nuovo stile trionfò in ogni campo. Ma ilmovimento si diffuse anche attraversi altri canali: la pubblicazione di nuoveriviste, come “Larts pour tous”, e listituzione di scuole e laboratori artigianali.Nella decade a seguire, il nuovo stile venne presto messo in commercio conprodotti dozzinali, diretti ad un pubblico di massa, allincirca dal 1907, e a questotermine venne attribuito un significato negativo. Grand Palais, Parigi
  14. 14. Jugendstil: lespressione deriva da Jugend (giovinezza), nome di una rivistafondata a Monaco nel 1896 che destò scalpore per la vivace e colorata vestegraficaNon era proposito dello Jugendstil di scoprire e far vedere a tutti una realtà“brutta”, ma di rendere la realtà bella per ognuno e tutto ciò con laconservazione dello stato patrimoniale e sociale esistente.La pretesa degli artisti dello Jugendstil, soprattutto degli artigiani e degliarchitetti, era di produrre prodotti alla portata di tutti, sebbene infine i lorooggetti rimasero per lo più decorazioni per i pochi benestanti.
  15. 15. Gli artisti delloJugendstil sonospesso stati gliinsegnanti di artistimoderni che hannotrovato una altrolinguaggio artisticoche era rivolto versoil futuro.In questo senso lostile può essere vistocome un germe perle soluzionimoderne.Giudicato da unpunto di vistadell’epoca significasenz’altro unamanifestazione ditrasparenza, di lucee di disciplinadecorativa.
  16. 16. Lart nouveau si affermò in Spagna precocemente e con caratteri originali, sotto il nome di juventud (o art joven), sviluppandosi con grande densità in Catalogna, dove invece si inquadrò nel modernismo, con centro vitale a Barcellona ed espansione capillare a Gerona, a Valencia, a Maiorca e in altri centri minori, favorita dalla volontà di creare un nuovo stile nazionale autonomo. Casa Vicens, Barcellona
  17. 17. Gli inizi del movimento si possono collocare tra il 1880 e il 1885, conun gruppo di opere architettoniche tra cui spiccano la casa Vicensdi Antoni Gaudí e ledificio della casa editrice Montaner y Simón di LuisDoménech y Montaner, entrambe a Barcellona. Lapparizione ufficialedel nuovo stile avvenne però in coincidenza con lesposizioneuniversale di Barcellona del 1888, con il caffè-ristorante di Doménech(ora Museo di zoologia) e il palazzo Güell di Gaudí (ora Museo delteatro). Palazzo Guell, Barcellona
  18. 18. In Austria, l’Art Nouveau prende il nome disezessionstil.Infatti, la Secessione viennese è un movimentoartistico riconducibile allArt Nouveau. Fu cosìchiamato perché Gustav Klimt, assieme al altri 17artisti, dichiarò prima (1896) la scissione dallaKünsterhaus (lassociazione ufficiale degli artistiviennesi) e come passo successivo la secessione(1897).La secessione viennese fa parte di un vastofenomeno di rottura nei confronti delleorganizzazioni artistiche ufficiali che distinselEuropa ed in particolare i Paesi Tedeschi alla finedel 1800 (ci furono anche la Secessione diMonaco, e la Secessione di Berlino). La secessioneviennese (la Secessione per antonomasia) scosseprofondamente il mondo artistico ed accademicoviennese ed acquistò ben presto notevolepopolarità nelle classi borghesi che ne saranno icommittenti principali. La Secessione viennese si Klimt, Giuditta Iesaurirà rapidamente nel giro di pochi anni, peròcon un bilancio estremamente positivo e con ilmerito di aver dato un duro colpo al rigido, chiuso,corporativo e nazionalistico mondo accademico.
  19. 19. Credits:_________________________________________________________________ Executive Producer: Davide Massaro Producer: Davide Massaro Director: Davide Massaro Associate Producer: Davide Massaro Editors: Davide Massaro Production Manager: Davide Massaro Post-Production Supervisor: Davide Massaro Production Sound Mixer: Davide Massaro Music Mixer: Davide Massaro

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