Basilica diSant’Ambrogio  Un lavoro di:    Un lavoro di:Alex Vanni Grifalconi Andrea Provenzano    Luca Gentile
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spartito da lesene e cornici diarchetti pensili (fu completato nel1889 con la costruzione della loggiatrifora)..Alla fine ...
Fu modificato nelle forme attuali nella prima metàdel XII secolo. I capitelli dei pilastri del robustoporticato sono adorn...
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Il rinvenimento nel secolo scorso delle fondazioni,     distribuite sui due lati, di quattordici colonne   complessivament...
Il presbiterio        Grande interesse è stato rivolto durante gli           scavi ottocenteschi allarea presbiteriale,   ...
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Portico del Bramante        L’elegante porticato in cotto che si apre            all’esterno della Basilica, lungo il lato...
Questi risiedevano nel Monastero    costruito alla destra della Chiesa    Ambrosiana e i cui chiostri    rinascimentali, o...
Affreschi medioevali           La parte absidale, unica zona              superstite della fase alto              medioeva...
Cappella della natività        Di fondazione tardo quattrocentesca,            anticamente dedicata al Salvatore e più tar...
Seguendo litinerario, dallaltare doro al sarcofago di Stilicone, ai vari affreschi e    tavole pensavo che è pur vero che,...
Dal resto sappiamo che le icone dipinte, dai   monaci orientali erano iniziate e portate a   compimento dopo lungo tempo p...
Mosaico absidale   Al centro, su un fondo di tessere d’oro, è il Cristo       pantokrator assiso su un grande trono gemmat...
I diversi rimaneggiamenti rendono molto difficile una precisa collocazione    cronologica e stilistica dell’opera che si p...
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Basilica di Sant'Ambrogio

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Basilica di Sant'Ambrogio

  1. 1. Basilica diSant’Ambrogio Un lavoro di: Un lavoro di:Alex Vanni Grifalconi Andrea Provenzano Luca Gentile
  2. 2. MenùPrima pagina Virtual TourLa storia Prima paginaLa struttura originariaIl presbiterioPortico del BramanteAffreschi medioevaliCappella della natività
  3. 3. La storia È una delle chiese più antiche di Milano e storicamente uno fra gli edifici medioevali più notevoli della Lombardia. Iniziata nel 379, fu costruita in piccole proporzioni a tre navate senza transetto. Nel 386 fu consacrata da SantAmbrogio il quale, alla sua morte avvenuta nel 397, vi fu sepolto vicino ai corpi di San Gervasio e San Protasio. Nel 789 accanto alla chiesa fu costruito il monastero dei Monaci Benedettini e nel IX secolo fu eretto il campanile di destra, molto semplice, detto dei monaci. Le absidi e il presbiterio furono costruiti nel X secolo mentre nel XII secolo furono costruite le navate, il tiburio, latrio e il campanile di sinistra detto dei Canonici, di stile Romanico- Lombardo,
  4. 4. spartito da lesene e cornici diarchetti pensili (fu completato nel1889 con la costruzione della loggiatrifora)..Alla fine del XV secolo il cardinaleAscanio Sforza incaricò il Bramantedi costruire i chiostri e il porticodella Canonica. Nei secoli seguentiavvennero altri mutamenti, ma nel1857 larciduca MassimilianodAustria ordinò di riportare labasilica alla primitiva semplicità,dopo le deturpazioni avvenutenellepoca barocca, facendoleassumere laspetto attuale.Danneggiata dai bombardamenti del1943, venne ripristinatadallarchitetto Ferdinando Reggiori.Latrio a portico rettangolare cheprecede la chiesa sostituisce quellooriginario ispirato dallarcivescovoAnsperto il quale resse la chiesamilanese dall868 all881.
  5. 5. Fu modificato nelle forme attuali nella prima metàdel XII secolo. I capitelli dei pilastri del robustoporticato sono adorni di decorazioni vegetali, animalisimbolici e figure mostruose. Ai muri, sotto il porticoche cinge su tre lati e si chiude nel fondo allafacciata della chiesa, sono allineate lapidi tombali,bassorilievi e il sarcofago dellarcivescovo Ansperto.La facciata, fiancheggiata dai due campanili, ècomposta di due logge sovrapposte delle quali quellasuperiore ha cinque arcate degradanti e in basso è ilnartece ove si aprono i tre portali. I due portalilaterali, con possenti architravi, recanoraffigurazioni tratte dai bestiari medioevali; ilmediano è fiancheggiato da colonnine con architrave.Le originarie imposte lignee intagliate con Scenedella vita di David e Saul risalgono al IV e VIIsecolo, ma furono quasi completamente rifatte nelXVIII secolo; i frammenti sono conservati nelMuseo della basilica I due battenti di bronzo sonodellXI-XII secolo. A sinistra del portale, marmoreoSepolcro di Pier Candido Decembrio umanista (m.1477), opera diTommaso Cazzaniga.
  6. 6. La struttura originaria La Basilica Martyrum fu fondata nellambito del cimitero ad Martyres non lontano da porta Vercellina e, secondo le intenzioni di Ambrogio, avrebbe dovuto accogliere le sue spoglie. Sappiamo da una sua lettera alla sorella Marcellina che la folla gli impose di consacrare la chiesa con la presenza di reliquie: fu così che i resti dei santi Gervasio e Protasio, rinvenuti miracolosamente poco dopo presso la basilica dei santi Nabore e Felice, furono deposti sotto laltare nel 386. Dopo i secolari rifacimenti poco è sopravvissuto in alzato delle murature originarie ed è di conseguenza impossibile restituire unimmagine particolareggiata delledificio paleocristiano. Ledificio avrebbe avuto un impianto a tre navate: una maggiore conclusa da un abside, affiancata da due navate minori.
  7. 7. Il rinvenimento nel secolo scorso delle fondazioni, distribuite sui due lati, di quattordici colonne complessivamente, ha consentito di proporre una ricostruzione in base alla quale le navate eranoseparate da due file di tredici colonne per lato, sulle quali si impostavano quattordici archi, incorrispondenza dei quali si aprivano plausibilmente le finestre sia della navata centrale (più alta) sia di quelle laterali. La navata maggiore si concludeva con un arco di trionfo impostato su due semicolonne.Labside della primitiva basilica è stata riproposta inpianta dalla critica con andamento ad arco ribassato, ridotta quindi rispetto allattuale sistemazione. Perquanto riguarda il sistema di coperture si è in genere concordi nellimmaginare una capriata lignea a un unico spiovente per le navate laterali più basse e a doppio spiovente per la navata centrale più alta.
  8. 8. Il presbiterio  Grande interesse è stato rivolto durante gli  scavi ottocenteschi allarea presbiteriale,  dove Ambrogio aveva deposto le reliquie  dei santi Gervaso e Protaso e predisposto  la propria sepoltura. Nonostante nelle  successive fasi sia cambiato lintero assetto  del presbiterio e del coro e occultato il  livello pavimentale originario, è stato  possibile ricostruire le successive fasi di  sistemazione delle tombe: in origine  deposti in due loculi paralleli, orientati  sullasse est-ovest, al di sotto dellaltare,  protetto da un muretto di recinzione, i resti  di Ambrogio, Gervaso e Protaso, per  iniziativa di Angilberto II (824-859),  furono trasferiti in un sarcofago di porfido  collocato al di sopra dei due loculi in senso  nord-sud, sotto il celeberrimo altare doro  di Vuolvino. 
  9. 9. La cripta medioevale, rifatta nel XVIII secolo,  ha definitivamente alterato la percezione  della zona presbiteriale. Dellarredo paleocristiano interno sono  sopravvissuti una transenna marmorea con  chrismon, rinvenuta sul sarcofago  contenente Ambrogio, Gervasio e Protasio,  le colonne porfiretiche del ciborio, il  sarcofago nella navata centrale (detto di  Stilicone e reggente il pulpito) e il portale in  legno con storie di Davide dellingresso alla  basilica. 
  10. 10. Portico del Bramante L’elegante porticato in cotto che si apre all’esterno della Basilica, lungo il lato sinistro, doveva far parte della nuova canonica, progettata alla fine del XV secolo dal grande architetto Donato Bramante (1444-1514) per incarico del Duca di Milano Ludovico Maria Sforza, detto Il Moro.  Il monumentale edificio, mai portato a termine, era destinato ai Canonici Regolari, la comunità religiosa che fin dal VII secolo condivideva le funzioni liturgiche della Basilica insieme ai Monaci, prima Benedettini e poi, dal 1497, Cistercensi. 
  11. 11. Questi risiedevano nel Monastero costruito alla destra della Chiesa Ambrosiana e i cui chiostri rinascimentali, oggi parte dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, offrono anch’essi un’altra preziosa testimonianza dell’attività del Bramante a Milano.L’attuale sistemazione del portico segnato al centro da un grande arco che fungeva da ingresso monumentale alla Basilica per il Duca e la sua corte, è dovuta ai lavori di ricomposizione eseguiti dall’architetto Ferdinando Reggiori, tra il 1946 e il 1949, dopo i danni causati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
  12. 12. Affreschi medioevali La parte absidale, unica zona superstite della fase alto medioevale della Basilica, conserva traccia della decorazione pittorica più antica, realizzata a partire dalla II metà del X secolo. Sul sottarco che introduce alla navata sinistra, due tondi con i busti di un Santo Vescovo e di un giovane Santo (X secolo). La composizione, di grande eleganza, nella quale si alternano personaggi e motivi geometrici e vegetali stilizzati, riflette il gusto proprio dell’arte di età ottoniana. Nel sottarco del presbiterio resta, invece, un frammento con scena di pesca e animali fantastici databile al XIII secolo.
  13. 13. Cappella della natività Di fondazione tardo quattrocentesca, anticamente dedicata al Salvatore e più tardi a San Gerolamo e alla Natività, aveva come pala d’altare l’Adorazione dei pastori di Camillo Mandriani, detto il Duchino (1562 circa – 1618), attualmente conservata nella Sala Capitolare. Ho partecipato l’11 novembre 2005 sera alla visita guidata sui temi della Natività in Basilica, che abbiamo organizzato come Commissione Cultura e che ha avuto la sponsorizzazione della Banca San Paolo IMI. Il percorso è stato fatto seguendo un criterio cronologico di opere dal IV secolo al XVII secolo: dall’altare d’oro al sarcofago di Silicone, alle opere della navata di destra (detta dei monaci) per finire nella Sala Capitolare ad ammirare la natività di Camillo Mandriano detto il Duchino. Dalla competenza e dallentusiasmo del prof.Andrea Spiriti ho riportato un vero godimento spirituale oltre che estetico. Non avrei mai supposto che le opere darte che la nostra Basilica propone ai visitatori che non si fermino al primo colpo docchio potessero essere così ricche di suggestioni anche nei particolari che sfuggono anche a chi vi si reca quotidianamente. 
  14. 14. Seguendo litinerario, dallaltare doro al sarcofago di Stilicone, ai vari affreschi e tavole pensavo che è pur vero che, al di là dellappagamento visivo cè un invito alla contemplazione dei misteri di Cristo. Non per niente queste opere di pittori, scultori, incisori, che arricchiscono le nostre cattedrali venivano definite "Bibbia dei poveri".Il tema della natività del Signore è presente in numerose opere della nostra Basilica e anche questa è stata una scoperta. Il prof. Spiriti ce le ha fatte gustare in tutti i minimi particolari, illustrandoci i vari simbolismi, in un excursus nei vari episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento.Chi avrebbe pensato che il Gesù Bambino raffigurato nel sarcofago di Stilicone, in uno dei primi presepi, conosciuti potesse, con quelle fasce nelle quali è avvolto, richiamare le bende lasciate nel sepolcro dopo la Resurrezione e che lasino e il bue più che scaldare,nel loro atteggiamento adorassero il Bambino; che la mela offerta al Bambino nella natività di Gaudenzio Ferrari riportasse alla colpa originale e, ancora, che l’ agnello .sgozzato che un pastore reca al presepio raffigurato del quadro del. Duchino facesse pensare allAgnello immolato, ma,trionfatore dellApocalisse: E poi lacqua, il ponte, le torri della pala del Figino e molte altre allegorie presenti nelle opere, e tipiche delle varie. epoche, non sono messe lì a caso, ma hanno avuto un senso ben preciso nella mente dellartista che non voleva solo soddisfare l’occhio ma anche parlare al cuore.
  15. 15. Dal resto sappiamo che le icone dipinte, dai monaci orientali erano iniziate e portate a compimento dopo lungo tempo passato in preghiera.Queste righe vogliono essere semplici impressioni a caldo, raccolte anche dalle molte persone intervenute, che sono rimaste entusiaste delliniziativa e aspettano le altre quattro visite, su altrettanti capolavori, che saranno organizzate a partire dal prossimo gennaio.Un’altra considerazione mi veniva spontanea: che il successo di questo momento culturale, che abbiamo dovuto ripetere la sera del 18 novembre, per sopperire alle molte richieste che ci sono pervenute, mi rende ottimista: sono ancora tante le persone che aspirano a qualcosa di più alto delle banalità che la vita quotidiana ci propina in abbondanza e che, come diceva Dostoevsky, “la bellezza salverà il mondo”.
  16. 16. Mosaico absidale Al centro, su un fondo di tessere d’oro, è il Cristo pantokrator assiso su un grande trono gemmato. Ai suoi lati sono i martiri Gervasio e Protasio sui quali planano in volo gli arcangeli Michele e Gabriele recanti corone. Alla base del trono sono tre medaglioni con i busti dei santi Marcellina e Satiro, fratelli di Ambrogio e Candida. Ai lati del gruppo centrale due momenti narrativi, riquadrati da alte palme, raffigurano il miracolo dell’ubiquità di Sant’Ambrogio: mentre si addormenta dicendo Messa a Milano (a destra) contemporaneamente prende parte ai funerali di San Martino a Tours (a sinistra). Il grande sontuoso mosaico che riveste il catino absidale, così come appare oggi, è il risultato di numerosi interventi di restauro, primo tra tutti quello ottocentesco che ha comportato diversi rifacimenti e l’asportazione di alcune parti originali conservate ora in collezioni pubbliche. Gravemente danneggiato durante la II Guerra Mondiale, fu reintegrato nel dopoguerra e di nuovo restaurato nel 1997, in occasione del XVI centenario della morte di Ambrogio. 
  17. 17. I diversi rimaneggiamenti rendono molto difficile una precisa collocazione cronologica e stilistica dell’opera che si presenta tuttavia come un unicum, sola testimonianza superstite di questa tecnica della Lombardia Medioevale. Mentre il gruppo centrale del Cristo rivela una matrice tardo bizantina ed è databile agli inizi del Duecento, alla fine quindi dei grandi lavori di ricostruzione della Basilica in forme romaniche e dopo il grave dissesto del 1196, gli episodi laterali potrebbero addirittura essere sopravvivenza di età carolingia (prima metà del IX secolo) anche per la scelta iconografica che, come nell’altare d’oro di Volvino, tende a sottolineare il legame tra Sant’Ambrogio e San Martino, entrambi grandi oppositori dell’eresia ariana.La decorazione interna dell’abside era completata nel Medioevo da preziose lastre ad intarsi marmorei e paste vitree raffiguranti i dodici agnelli (di cui si conservano alcuni frammenti) sormontate dall’affresco, tra le finestre, con i diciotto vescovi suffraganei di Milano.
  18. 18. Virtual Tour
  19. 19. Fine

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