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Art Nouveau

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Marco Trombetta …

Marco Trombetta
V°E
2005/2006

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  • 1. L’ Art Nouveau Di Marco Trombetta VE 2005-2006
  • 2. MENU • STORIA• CARATTERISTICHE • SETTORI • PROTAGONISTI
  • 3. STORIA• LArt Nouveau ebbe il suo inizio nel 1880 e il suo acme tra il 1892 e il 1902. Il nome Art Nouveau deriva da quello di un negozio parigino, "Maison de lArt Nouveau", mantenuto da Sigfried Bing, che sfoggiava alcuni oggetti dal design innovativo.• Un punto importante per levoluzione di questarte fu lEsposizione Universale del 1900 a Parigi, nella quale lo stile moderno trionfò in ogni campo. Nella decade a seguire, il nuovo stile venne presto messo in commercio con prodotti dozzinali diretti ad un pubblico di massa a cui lArt Nouveau si interesso allincirca dal 1907 e a questo termine venne attribuito un significato negativo.
  • 4. CARATTERISTICHE Una delle caratteristiche più importanti dello stile è luso diuna linea dinamica, ondulata, fluida, curva, con tratto "afrusta". Iperbole e parabole venivano usate nellarte.Semplici figure sembravano prendere vita e evolversinaturalmente in forme simili a piante o fiori. Comemovimento artistico lArt Nouveau possiede alcune affinitàcon i pittori Preraffaelliti e Simbolisti, e alcune figure comeAubrey Beardsley, Alfons Mucha, Edward Burne-Jones,Gustav Klimt, e Jan Toorop possono essere collocate inpiù di uno di questi stili. Diversamente dai pittori simbolisti,tuttavia, lArt Nouveau possedeva un determinato stilevisivo; e al contrario dei Preraffaelliti che prediligevanorivolgere lo sguardo al passato, lArt Nouveau non siformalizzava nelladoperare nuovi materiali, superficilavorate, e lastrazione al servizio del puro design. LArtNouveau in architettura e design dinterni evitò lostoricismo eclettico che permeava lEpoca Vittoriana. Gliartisti dellArt Nouveau selezionarono e modernizzaronoalcuni tra gli elementi più astratti del Rococò, comedecorazioni di fiamme e conchiglie, al posto dei classiciornamenti naturalistici Vittoriani. Prediligevano invece laNatura per fonte di ispirazione ma ne stilizzaronoevidentemente gli elementi e ampliarono tale repertorio conlaggiunta di alghe, erba, insetti.
  • 5. CARATTERISTICHE Caratteristiche le forme organiche, le linee curve, conornamenti a predilezione vegetale, floreale ecc. Le stampegiapponesi, con forme altrettanto curvilinee, superficiillustrate, vuoti contrastanti, e lassoluta piattezza di alcunestampe, furono unimportante fonte di ispirazione. Alcunitipi di linee e curve divennero dei cliché, poi adoperati dagliartisti di tutto il mondo. Altro fattore di grande importanza èche lArt Nouveau non rinnegò luso dei macchinari comeaccadde in altri movimenti contemporanei, come quello diArts & Crafts, ma vennero usati e integrati nella creazionedellopera. In termini di materiali adoperati la fonte primariafurono certamente il vetro e il ferro battuto, portando aduna vera e propria forma di scultura e architettura. LArtNouveau si configurò come stile ad ampio raggio, cheabbracciava i più disparati campi – architettura, designdinterni, gioielleria, design di mobili e tessuti, utensili eoggettistica, illuminazione, ecc. Oggi lArt Nouveau èconsiderata precursore dei movimenti più innovativi delventesimo secolo, come lespressionismo, il cubismo, ilsurrealismo, e lArt Deco.
  • 6. SETTORI La lavorazione del vetro fu un campo in cui questo stile trovò una libera e grandiosaforma espressiva— per esempio, i lavori di Louis Comfort Tiffany a New York o diÉmile Gallé e i fratelli Daum a Nancy in Francia. In gioielleria lArt Nouveau nerivitalizzò larte, con la natura come principale fonte di ispirazione, arricchita dai nuovilivelli di virtuosismo nella smaltatura e nellintroduzione di nuovi materiali, come opalio pietre semipreziose. Laperto interesse per larte giapponese e lancora piùspecializzato entusiasmo per la loro abilità nella lavorazione dei metalli, promossenuove tematiche e approcci agli ornamenti. Per i primi due secoli laccento fu postosulle gemme, specialmente sul diamante, e il gioielliere o lorafo si occupavanoprincipalmente di incastonare pietre, per un loro vantaggio puramente economico.Ma ora stava nascendo un tipo di gioielleria completamente differente, motivato piùda unartista-designer che da un gioielliere in sola qualità di incastonatore di pietrepreziose. Furono i gioiellieri di Parigi e Bruxelles che crearono e definirono lArtNouveau in gioielleria, e fu in queste città che vennero creati gli esempi più rinomati.La critica francese dellepoca fu concorde nellaffermare che la gioielleria stavaattraversando una fase di trasformazione radicale, e che la disegnatrice di gioiellifrancese René Lalique ne era il fulcro. Lalique glorificò la natura nella sua arte,estendendone il repertorio per includere nuovi aspetti— libellule o erba—, inspiratidallincontro tra la sua intelligenza e larte giapponese. I gioiellieri si dimostraronomolto acuti nel richiamarsi con il nuovo stile ad una nobile tradizione guardandoindietro, al Rinascimento, con i suoi monili in oro lavorato e smaltato, e la visione delgioielliere come artista prima che artigiano. Nella maggior parte delle opere di quelperiodo le pietre preziose retrocessero in un secondo piano. I diamanti furono per lopiù utilizzati con un ruolo secondario, accostati a materiali meno noti come il vetro,lavorio e il corno.
  • 7. PROTAGONISTI • ARCHITETTURA • ILLUSTRAZIONI, GRAFICA• LAVORAZIONE DEL VETRO
  • 8. ARCHITETTURA • Ernesto Basile • Antoni Gaudi • Hector Guimard
  • 9. GRAFICA • Alfons Mucha • Edvard Munch• Henri de Toulouse-Lautrec • Pierre Bonnard
  • 10. LAVORAZIONE DEL VETRO • Louis Comfort Tiffany
  • 11. LOUIS COMFORT TIFFANY L. C. Tiffany era figlio di Charles Lewis Tiffany, co-fondatore della famosa società di gioielleria Tiffany & Co.. I suoi primi studi artistici furono di pittura, allievo di George Inness e Samuel Coleman a New York, e Léon Bailly a Parigi. Alletà di 24 anni si interessò alla fabbricazione del vetro e nel 1885 fondò una propria azienda vetraria, dove ideò un processo per la produzione di vetro opalescente che egli promuoveva, quando altri artisti ritenevano migliore il vetro trasparente. Un rivale di Tiffany su questo argomento fu il vetraio rivale John La Farge. Entrambi i punti di vista erano motivati dagli ideali del movimento Arts and Crafts fondato da William Morris in Inghilterra. Nel 1893 la sua azienda introdusse una nuova tecnica, Favrile, per realizzare per soffiatura a mano vasi e coppe. Altra attività principale era la produzione di vetrate a mosaico, ma la sua azienda progettava una gamma completa di elementi di arredo. Egli dedicò tutta la sua competenza alla decorazione della sua nuova casa a Laurelton Hall, sulla Oyster Bay a Long Island, completata nel 1904. La casa fu donata alla sua fondazione per gli studenti di arte assieme a 24,3 ha di terreno, ma venne distrutta da un incendio nel 1957. Tra le aziende fondate da Tiffany troviamo la L.C. Tiffany & Associated Artists, la Tiffany Glass Company, i Tiffany Studios, le Tiffany Furnaces, e le L.C. Tiffany Furnaces. L. C. Tiffany divenne membro della Society of American Artists nel 1877, della National Academy of Design nel 1880, della American Water Color Society e della Societé des Beaux Arts. Nel 1900 ricevette la carica di Cavaliere della Legion dOnore. Morì il 17 gennaio 1933 e venne sepolto nel Green-Wood Cemetery a Brooklyn, New York, USA.
  • 12. ERNESTO BASILE• Ernesto Basile nacque a Palermo nel 1857. Nel 1890 succedette al padre nella cattedra universitaria e, dopo la morte di lui (1891), concluse l’opera più importante della Palermo ottocentesca, il Teatro Massimo.• La carriera d’architetto a Palermo comprende: Villa Igiea (1899-1900), la Villa Florio dell’Olivuzza (1899-1900), la casa Utveggio (1901-3), il villino Fassini (1903) ora distrutto, il villino Basile (1903-4). Molto attiva fu anche la partecipazione del Basile alle numerose esposizioni sia come progettista di padiglioni architettonici, sia d’ambienti interni ed arredi singoli, avendo avviato dal 1902 un sodalizio con la ditta palermitana Ducrot. Nel 1902 è presente a Torino, nel 1906 a Milano, nel 1911 a Roma e, dal 1903 al 1909, alle Biennali di Venezia.• Morì a Palermo nel 1932. OPERE
  • 13. BASILE: OPERE• Restaurazione Palazzo Montecitorio • Villa Firriato a Canicattì • Villino Florio, Palermo
  • 14. PALAZZO MONTECITORIO • Con lUnità di Italia nel 1870 e il trasferimento della capitale a Roma, si scelse, dopo aver preso in considerazione diverse soluzioni, Montecitorio come sede della Camera dei deputati. • Larchitetto Ernesto Basile (esponente dello stile Stile Liberty), provvide allopera di adeguamento del palazzo berniniano alle necessità della nuova destinazione con grossi interventi di ampliamento e ristrutturazione. A lui si deve il Transatlantico (lungo e imponente salone, centro informale della vita politica italiana).
  • 15. VILLA FIRRIATO• utopistica colonia agricola voluta nel 1898 dall’agronomo filantropo Federico Gangitano
  • 16. VILLINO FLORIO• viale Regina Margherita a Palermo (1899): Ultimato nel 1902, come padiglione di ricevimento per gli ospiti, il villino interpretava le aspirazioni di una raffinata committenza alto-borghese ad una propria nuova immagine rappresentativa. Gli interni sono stati distrutti in un incendio nel 1962. Il villino è stato restaurato di recente;
  • 17. ANTONI GAUDI• Antoni Plàcid Guillem Gaudí i Cornet (così il suo nome completo), cresciuto in una famiglia di artigiani, si diplomò nel 1878 alla Scuola Superiore di Architettura di Barcellona, ma già prima di diplomarsi riuscì a lavorare con i migliori architetti del tempo.• Nello stesso anno a Parigi durante lEsposizione Universale avvenne lincontro fondamentale per Gaudì quello con lindustriale Eusebi Güell y Bacigalupi, che sarà il suo principale mecenate commissionandogli alcune delle sue più famose opere.• Il 7 giugno del 1926 fu investito da un tram. Il suo miserevole aspetto ingannò i soccorritori, i quali lo credettero un povero vagabondo e lo trasportarono allospedale della Santa Croce, un ospizio per i mendicanti fondato dai ricchi borghesi della Catalogna. Fu riconosciuto soltanto il giorno successivo dal cappellano della Sagrada Familia, e morì il 10 giugno. OPERE
  • 18. GAUDI: OPERE• Sagrada Família, Barcellona • Casa Milà, Barcellona • Parco Güell, Barcellona • Palazzo Güell, Barcellona • Casa Calvet, Barcellona
  • 19. SAGRADA FAMILIA• l progetto è basato sia sulle versioni ricostruite dei progetti e dei modelli perduti (un incendio nel 1936 distrusse molte tavole progettuali del celebre architetto), sia su adattamenti moderni.• Ogni parte del disegno è ricca di simbolismi cristiani mistici, in quanto Gaudí concepiva la chiesa per essere "lultimo grande santuario della cristianità". Gli aspetti che colpiscono di più sono le sue torri affusolate. Un totale di 18 alte torri è previsto, rappresentanti in ordine ascendente di altezza: i 12 apostoli, i 4 evangelisti, la Vergine Maria e, la più alta di tutte, Gesù Cristo. Le torri degli evangelisti saranno sormontate da sculture dei loro simboli tradizionali: un uomo, un toro, un aquila e un leone. La torre centrale del Cristo sarà sormontata da una croce gigante: laltezza totale delle torri sarà inferiore di un metro a quella del Montjuïc, poiché Gaudí credeva che il suo lavoro non dovesse sorpassare quello di Dio. Le torri più basse sono sormontate da grappoli duva, che rappresentano il frutto spirituale.
  • 20. CASA MILA’ Situata sulla Rambla,Casa Milà appare come un blocco monolitico,la facciata porosa di pietra segue il profilo delle strade, diventando arrotondata; i balconi sono decorati da splendide balaustre in ferro battuto. Inoltre vi sono frequenti ripetizioni di archi(catalano e parabolico), che sono elementi originali di Gaudì e mosaici. Larchitetto catalano introduce uninnovazione: i due cortili interni non sono rettangolari, ma ovali, con le pareti che si allargano salendo, per cercare di raccogliere tutta la luce possibile.Nella Casa Milà non cè simmetria; le proiezioni orizzontali dei piani si differenziano luna dallaltra. Gaudì riesce a comporre in questo modo lo spazio eliminando i muri portanti, poggiando tutto su travi e pilastri. Anche negli interni non ci sono linee rette, e tutto è modellato in modo plastico. Lelemento più originale eDetta anche Pedrera (cava di pietra). straordinario, però, è il tetto, un grande spazio percorribile, attraversato daE lultimo progetto civile che Gaudì realizza a Barcellona, ed è scalette e gradini che seguono ilopera che più rappresenta la sintesi del genio dellautore; saliscendi, vigilato da torrette elarchitetto utilizza infatti una tecnica geniale, ben studiata, ma i comignoli con la testa di guerrieri.toni non sono quelli concitati delle altre opere. ALTRE FOTO
  • 21. ALTRE FOTO: CASA MILA’
  • 22. ALTRE FOTO: CASA MILA’
  • 23. ALTRE FOTO: CASA MILA’
  • 24. PARCO GUELL Il parco nasce dallidea del committente Subito dopo si trova una scalinata adorna di fontane eddi realizzare una città-giardino elementi decorativi, che porta al grande tempio in stilesullesempio di quelle inglesi, cioè centri dorico-floreale, la cui parte superiore è ornata da unabitati dove sia possibile unire le case motivo rosso che diventa una lunga serie di sedili decoratiagli elementi naturali del luogo. Delle 60 da ceramiche policrome. Gaudì inserisce poi numerosicase costruite, però, solo due sono state elementi architettonici che si confondono con il verde delabitate (in una si trasferì Gaudì con la paesaggio, e che hanno lo scopo di unire lopera umana afamiglia), e il progetto venne quella della natura (creata da Dio). Questo è un temaabbandonato nel 1914. ricorrente nellarte di Gaudì, devoto e fedele della religioneNello stesso anno il comune di cattolica.Barcellona decide di cambiare ilprogetto, e di affidare a Gaudì latrasformazione della città-giardino inparco pubblico. Nellarea destinata allecase non fu costruito nulla; si costruìsolo nella parte destinata al tempolibero, che, una volta ultimata, riscosseun grande successo. Gaudì realizzòquestopera dando libero sfogo allapropria fantasia, ricalcando la struttura diun paesaggio naturale.Le mura di cintaseguono il profilo sinuoso dellamontagna su cui è costruito il parco, esono ricoperte con frammenti diceramica rossa e bianca, che ha loscopo di decorare, ma ha anche unafunzione protettiva, in quanto un murocompletamente liscio è molto difficile dascalare. Lentrata è situata tra duepadiglioni, anchessi decorati daceramiche colorate.
  • 25. PALAZZO GUELL E la seconda opera che Gaudì realizzaper il suo mecenate, Eusebi Guell, chevoleva ampliare la residenza familiaresituata sulla Rambla. Palazzo Guellrisulta estremamente innovativo perlarchitettura adottata, i materiali utilizzatie le preziose opere realizzate dagliartigiani di quel periodo.La facciata, gotica, non presenta alcunadecorazione allinfuori dei due portaliparabolici dellingresso, lavorati in ferrobattuto, di grande forza espressiva.Ad un esterno povero corrisponde uninterno sfarzoso, pieno di ricchezzearchitettoniche che Gaudì realizzaunendo elementi gotici, rococò, arabi edegizi. Il palazzo è costruito su sei piani,sviluppati attorno a tre elementiimportanti che sono la sala della musica,il balcone per lorgano e la cappella.
  • 26. CASA CALVET Eretta tra il 1889 e il 1900, fu eletto miglior palazzo dal Comune di Barcellona nell’anno 1900. Di ispirazione Barocca la casa, ma soprattutto la facciata fu concepita con un prospetto settecentesco, mentre la facciata retrostante appare più razionale e basata sulla semplicità e sulla praticità. L’interno presenta un grande e vasto atrio dove ogni mobile e ogni elemento è concepito come scultura: qui Gaudì’ fa i primi esperimenti sull’uso delle aggregazioni di ossa, articolazioni, fossili come elementi di decorazione che poi riprenderà ampiamente in Casa Battlò 4 anni dopo.
  • 27. HECTOR GUIMARD• Fin dai suoi studi darchitettura, Guimard è sensibilizzato alle teorie di Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc che getta le basi, fin da 1863, dei futuri principi strutturali dellArt Nouveau. La conversione di Guimard allo stile stesso è da parte sua più circostanziata: si fa in occasione di un viaggio a Bruxelles, dove visita lhotel Tassel di Victor Horta. La realizzazione più emblematica di questepoca, il Castel Béranger (1898), illustra questo momento di transizione che vede la scossa tra queste due eredità : sui volumi geometrici dispirazione medioevale della grande opera si sparge a profusione la linea organica "in colpo di frusta" importata dal Belgio.• Muore nel 1942 OPERE
  • 28. GUIMARD: OPERE • Castel Béranger • lhotel Guimard
  • 29. CASTEL BERANGER Il Castel Béranger è da molti considerato, e non a torto, il capolavoro di Guimard Folle a tal punto nel suo mescolarsi di stili che i contemporanei lo soprannominarono Castel Dérangé (disturbato, sottintendendo mentalmente). E’ presente un mescolarsi di stili, di materiali e di forme, inusuale anche per gli sperimentatori dellArt Nouveau.
  • 30. HOTEL GUIMARD LHotel Guimard e stato costruito daGuimard stesso allinterno della villaFlora come sua residenza. Tra tantistupefacenti particolari cè lingressotutto decorato con motivi fitomorfi.Efficace come al solito, anche sesemplice e per nulla pesante ilmovimento della facciata. Tipicolalternarsi di finestre di varie metrature.Notevole la rottura col passato, che sicapisce anche dalle piccole scelte. Adesempio si osservino le finestre e ibalconi, a prescindere dalla tipica formacurva che segue londularsi dellafacciata. Ogni finestra, ogni balcone è ase stante, segue la sua funzione (vetrateai piani alti per lo studio dellartista,finestrelle per i bagni, ecc..), nonaderisce a un rigido schema fisso perogni piano.
  • 31. ALFONS MUCHA• Alfons Maria Mucha nasce a Ivancice, in Moravia. Nel 1879 si trasferisce a Vienna, dove lavora per unimportante compagnia di design teatrale, accrescendo le sue conoscenze tecniche e artistiche. Quando un incendio distrugge le sue possibilità di lavoro, nel 1881, ritorna in Moravia, dove svolge in proprio lattività di decoratore e di ritrattista. Nel 1887 Mucha si trasferisce a Parigi, proseguendo i suoi studi presso lAcadémie Julian e presso lAcademie Colarossi, continuando al contempo a produrre illustrazioni per riviste e manifesti pubblicitari. I lavori di Mucha spesso raffigurano giovani donne in abiti dal taglio neoclassico, circondate da motivi floreali che formano cornici geometriche attorno alla figura. Il suo stile venne subito imitato, nellarte e nella pubblicità, con esiti Per molti anni si dedica raramente allaltezza delloriginale. al completamento di• Mucha vive negli Stati Uniti dAmerica dal 1906 al 1910, quello che è quindi ritorna in Europa e si stabilisce a Praga. Cura le considerato il suo decorazioni del Teatro delle Belle Arti e di altri importanti capolavoro, l"Epopea palazzi praghesi. Quando la Cecoslovacchia, dopo la Prima Slava", una serie di grandi dipinti che Guerra Mondiale, ottiene lindipendenza Mucha disegna descrivono la storia del francobolli, banconote e altri documenti governativi per la popolo slavo. Muore a neonata nazione. Praga il 14 luglio 1939. OPERE
  • 32. EDVARD MUNCH• Munch è il pittore dellangoscia, per sua ammissione gli unici temi che lo interessano sono lamore e la morte. Lombra della morte lo accompagnerà lungo larco della sua intera esistenza: muore la madre, mentre è ancora bambino, e, adolescente, assiste alla morte della giovane sorella, logorata dalla tisi. Questi episodi acuiranno la sua sensibilità nervosa, e ne influenzeranno già i primi quadri.• Frequenta lAccademia di belle arti di Oslo (lallora Christania), anche grazie a una borsa di studio vinta per le sue capacità tecniche tuttaltro che comuni. Frequenta lambiente bohemien di Oslo nel pieno del suo fermento culturale (non si dimentichi che lo stesso Ibsen ne fece parte).• Finita lAccademia, si reca a Parigi, dove già le sue idee innovative si fanno piùà vive e forti, fino a delinearsi in un quadro come "La Madonna", che, alla sua prima mostra parigina, scandalizza lintera opinione pubblica da un lato, e attira comunque una piccola frangia di giovani artisti, dallaltro.• Luso dei colori, la potenza dei suoi rossi (non si dimentichi che spesso Munch usa per la campitura dei quadri un nero perlaceo), la lucidità violenta con cui tratta i suoi temi, lo porteranno ad essere il precusore, se non il primo degli espressionisti (escludendo chi lo era ante litteram, Van Gogh)• La fama non gli concede la felicità; cerca di attutire la sensibilità con labuso di alcool; il periodo è travagliato, e si ricovera in una casa di cura per malattie nervose. Famosa è una sua foto in cui seduto in un giardino, sferruzza con della lana (una cura distensiva per chi soffriva di malattie nervose).• La collezione più importante del suo lavoro si trova al Museo Munch a Tøyen (Oslo, Norvegia), dove si trova anche la serie Il fregio della vita che Munch realizzò intorno alla fine del XIX secolo, e cerca di dare conto della sua visione vitale, intesa come il rigenerarsi di amore morte, dipingendo tele enormi.• Alcuni dei suoi dipinti sono nella Galleria Nazionale della capitale norvegese, da ricordare un sole enorme, tela che accoglie gli studenti dellUniversità di Oslo. OPERE
  • 33. HENRI DE TOULOUSE-LAUTREC • Nacque il 24 novembre 1864 ad Albi (Francia), figlio unico di una delle famiglie dell’alta aristocrazia francese. La sua infanzia fu segnata da una salute cagionevole che derivava dal fatto che i suoi genitori erano cugini di primo grado, quindi consanguinei. Fu colpito da una rara malattia di malformazione ossea che già all’età di dieci anni gli provocò forti dolori costringendolo al ricovero in ospedale per un anno. Nel 1882 si trasferisce a Parigi con la madre per studiare con il pittore Léon Bonnat, uno dei pittori più illustri dell’epoca, per poi passare nello studio di Fernand Cormon dove conobbe un altro grande pittore Vincent Van Gogh. • Nel 1886 collabora con diversi periodici parigini, come “Le Mirliton”, il “Paris illustré” e “La Chronique médicale”, realizzando disegni umoristici e d’ambiente. • Nel 1891 diventa famoso in tutta Parigi grazie all’enorme successo del suo primo manifesto realizzato per il Moulin Rouge. • Dopo aver trascorso l’inverno tra il 1900 ed il 1901 a Bordeaux, ritornò a Parigi in aprile e completò alcune opere. Il 15 luglio lasciò la capitale francese per l’ultima volta per ritornare sulla costa, ma in agosto, mentre si trovava a Taussat, il suo stato si aggravò e, dopo essere stato colpito da un attacco di paralisi, chiese di essere portato al castello di Malromé, una proprietà della famiglia vicino a Bordeaux, dove abitava la madre. • Henri morì il 9 settembre 1901.OPERE
  • 34. PIERRE BONNARD Nasce a Fontenay-aux-Roses il 3 Ottobre del 1867.Come molti altri pittori dello scorso secolo, frequenta lafacoltá di Diritto. A partire dal 1888 entra alla scuola diBelle Arti dove conosce Vuillard e Roussel.Presto debutta come litografo ed il suo talento comeillustratore di libri viene notato da "La Revue blanche",tanto che nel 1891 invia delle tele al famoso "Salon desIndépendants". Agli inizi preferisce ritrarre gli aspettidella vita parigina, la Parigi di Mallarmé e di Verlaine.Con il passare del tempo la sua attenzione si spostaverso la campagna e le scene domestiche, tematicacomune a numerosi pittori, dopo Degas che lha diffusaper primo. L´originalitá della sua pittura parte dal numerodei colori, solo nove oltre al bianco, contro i dodici diSeurat. La sua tavolozza si compone di due gialli,arancione, rosso lacca carminio, blu, viola cobalto edoltremare, due verdi. La sua passione per i nuovi motivi loconduce in diverse regioni francesi, in giro per l´Europa, l´Africa del Nord e gli Stati Uniti. I suoi quadri risentonodella luce "marina" della Normandia che diventa l´assoluta protagonista delle sue tele, dove vibra in tutto lospazio compositivo, quasi un collante ai soggetti ritratti. Ilperiodo della seconda guerra mondiale lo trascorre a LeCannet, nelle Alpi Marittime dove muore nel gennaio del1947.OPERE
  • 35. MUCHA: OPERE • Gismonda • La Tosca • Zodiaco• Ritratto della figlia Jaroslava • Donna con candela accesa • Donna croata con mele
  • 36. GISMONDA Nel 1894, Mucha, viene incaricato di realizzare un poster per pubblicizzare "Gismonda", unopera teatrale di Victor Sardou con protagonista Sarah Bernhardt, La finezza del disegno convince Sarah Bernhardt a proporre a Mucha un contratto della durata di 6 anni.
  • 37. LA TOSCA I due manifesti vengono ideati dal pittore moravo durante la collaborazione, durata sei anni, con l’attrice Sarah Bernhardt. Il primo manifesto raffigura l’attrice nei panni d’Amleto nell’omonima tragedia di Shakespeare. Nello sfondo si intravede il fantasma del padre di Amleto, mentre in basso, racchiusa in una cornice è rappresentata la morte di Ofelia. Dalle fotografie di scena, si nota che Mucha ha riprodotto fedelmente la pettinatura dell’attrice, ma ha semplificato il costume. La scena notturna dietro l’eroe danese e il riquadro sottostante con Ofelia morta, trattati come un cammeo in blu, annunciano la decorazione del fregio superiore del Padiglione della Bosnia-Erzegovina all’Esposizione universale del 1900. La seconda affiche viene eseguita nel 1899 per La Tosca di Victorien Sardou. L’artista, che ritrae la Bernhardt con un grande cappello, si servì quasi sicuramente di una fotografia: simili sono, infatti, l’acconciatura, la posa e l’espressione del volto. Le uniche modifiche apportate sono nell’abito che qui risulta più semplificato.
  • 38. ZODIACO Nel corso degli anni, di quest’operavengono fatti non meno di sette usidifferenti. Nata per essere pubblicata solocome un calendario per Champenois,viene acquistata dall’editore di “La Plume”al quale piace così tanto che inizia subito apubblicizzarla all’interno del suo giornale.Anche in questa litografia Mucha interpretail gusto e lo stile eclettico in voga in queglianni a Parigi, una tendenza nella quale sifondono armoniosamente elementi deipreraffaelliti inglesi, come William Morris,suggestioni orientaleggianti e ricordidell’arte bizantina e iberica. Lastraordinaria fantasia dimostrata da Muchanell’invenzione dei sontuosi gioielli cheimpreziosiscono il collo e la testa di questafigura femminile indusse il gioielliereFouquet a sceglierlo quale creatore dialcuni monili elaborati sullo stile dei suoimanifesti.
  • 39. RITRATTO DELLA FIGLIA JAROSLAVA Si tratta di una delle numerose effigi della figlia dell’artista, che insieme alla madre Maruska presta il proprio viso anche per una serie di banconote commissionate all’artista dalla nascente Repubblica Cecoslovacca (1919-1929). Su uno sfondo di carta da parati a fiori rossi, che richiama i due garofani che la fanciulla tiene in mano, il pittore ritrae la ragazza in una posa insolita, quasi rannicchiata con i gomiti appoggiati sulle ginocchia, come una bimba intenta ad ascoltare un insolito racconto. La sua bellezza calma e serena è diventata per l’artista il suo nuovo modello femminile, interprete di quel mutamento stilistico avvenuto all’inizio del nuovo secolo.
  • 40. DONNA CON CANDELA ACCESA Realizzato poco dopo ilcompletamento dei disegniper le vetrate dellacattedrale di San Vito aPraga, il quadro raffigurauna giovane donna avvoltain ricchi abiti che consguardo enigmatico osservauna candela che si staconsumando. Gli evidentiriferimenti simbolici altrascorrere della vita e allosfiorire della bellezzaaccentuano la malinconicaavvenenza di questaimmagine muliebre. Neldipinto i contorni marcati e icolori sgargianti delleaffiches si sono fatti piùsfumati e indefiniti, hannolasciato il posto a toni piùsommessi e pacati.
  • 41. DONNA CROATA CON MELE Durante le sue ricerche per l’Epopea slava, l’artista non solo consultò esperti di storia locale, ma studiò anche l’ambiente e il popolo protagonista delle scene prescelte. Per effettuare la sua ricerca Mucha viaggiò per il paese con una macchina fotografica e un taccuino. Per quanto distaccato, fu un fotografo appassionato e il suo taccuino si riempì di disegni che avrebbero ispirato e arricchito i suoi dipinti. Il Ritratto di ragazza croata è il risultato del suo viaggio studio in questa regione, anche se fu dipinto solo nel 1920, per l’esposizione presso Newcomb, Macklin & Co. a Chicago. L’artista abbandona l’aristocratica bellezza delle sofisticate e altere donne dei suoi primi lavori per la semplicità e l’ingenua grazia di questa giovane donna vestita degli abiti tradizionali.
  • 42. MUNCH: OPERE • Autoritratto sotto maschera di donna • Sera sulla via Karl Johan • Disperazione • L’urlo • Pubertà • La tempesta • Autoritratto all’inferno • Gelosia • Amore e Psiche • Cavallo al galoppo • Uomo al bagno• Autoritratto (uomo che passeggia di notte)
  • 43. AUTORITRATTO SOTTO MASCHERA DI DONNA In questo autoritratto a mezzo busto Munch si ritrae frontalmente, e sullo sfondo domina una tappezzeria a colori forti. Sopra di lui, una maschera dalle fattezze demoniache osserva con atteggiamento impassibile e sarcastico. Il quadro rappresenta una delle tappe fondamentali di quel processo della pittura di Munch che dal naturalismo giunge al simbolismo e che si verifica all’inizio dell’ultimo decennio dell’Ottocento. Molti elementi – la maschera, i colori usati in senso antinaturalistico – rimandano all’arte di Emile Bernard e Paul Gauguin. Il volto dell’artista è immerso in un’atmosfera di malinconica intensità, resa con inquietanti esasperazioni tonali.
  • 44. SERA SULLA VIA KARL JOHAN In quest’occasione il pittore la ripropone nella malinconia della sera, quasi un’antologia figurativa di uno stato d’animo carico d’angosce e di emozioni. Il dipinto sembra immergere di nuovo l’artista nella malinconia provinciale della capitale nordica e nell’ossessione della sua solitudine.La strada di Christiania (la futura Oslo) era già statadipinta da Munch sia nel 1889 alla maniera del primoimpressionismo, sia alcuni anni più tardi con la tecnicadi Pissarro e Seurat.
  • 45. DISPERAZIONE Il quadro, che mostra un profilomaschile indefinito proiettato control’ambiente circostante, può essereconsiderato un precedente de Il grido,uno dei dipinti più famosi di Munch,realizzato nel 1893. Davanti a untramonto rosso sangue, una figuramaschile ritratta di profilo si fermaimprovvisamente ad ascoltare la vocedella propria anima, stretta daun’angoscia che non sembra avercontagiato le due figure che siallontanano con indifferenza verso ilfondo. Il pittore trasferisce sulla telal’esperienza vissuta una sera quando,passeggiando lungo la strada condue amici, fu improvvisamente coltoda una profonda angosciaosservando il cielo al tramonto che siera tinto all’improvviso di rossosangue.
  • 46. L’URLO Nulla di esterno suggerisce l’orrore che induce la strana figura in primo piano a gridare, immagine che materializza e personifica l’angoscia cosmica. Del tutto estranea rispetto al contesto, al paesaggio e all’ambiente circostante, la vittima è sopraffatta dalla consapevolezza di un terrore indicibile che viene dall’interno. Le tinte sono scure: un intenso rosso sangue si libra in modo sinistro sull’orizzonte e urta con le ombre violette del mare in lontananza. Lo stesso violetto si ripete nell’abito della vittima, mentre le mani e la testa sono di un pallido grigio-bruno. La particolare conformazione del paesaggio, che suggerisce un turbinoso movimento, è stata spesso intesa come visualizzazione delle onde sonore. In una litografia del 1895, nella quale Munch riprende il soggetto, l’intensità del contenuto psicologico è ulteriormente accentuata.
  • 47. PUBERTA’ ll dipinto fa parte di una serie di oliidedicati a una figura femminile sedutasul letto, databili fra il 1884 e il1925-1928. Qui un’adolescente nudafissa con sguardo inquieto fuori dellatela, tenendo, con gesto pudico, lebraccia incrociate in grembo.Personificazione delle paureadolescenziali, riflette il turbamentocausato da un’esperienza nuova esconvolgente. Quest’interpretazione delsoggetto è basata non soltanto su unalettura dell’atteggiamento e deilineamenti, ma deriva anche dallapresenza di una grande ombramisteriosa. Sebbene il quadro fosseletto all’epoca della sua esecuzionecome un’accusa alla società del tempo,oggi la critica è propensa a credere chein opere come questa Munch giunge aesplorare quella linea di confine tral’organico e lo psichico che è alla basedel pensiero freudiano.
  • 48. LA TEMPESTAUn gruppo di donne davanti a Tutti i personaggi ritrattiuna casa illuminata si protegge ripetono ossessivamente ildal rumore del vento notturno gesto di coprirsi con le mani le orecchie, che è presente ancheche scuote la natura e le anime. nel Grido e nella Madre morta e la bambina e che Munch usa come simbolo di un dolore intollerabile, di un urlo di angoscia che sale dal profondo dell’anima, ancora più terrificante del fragore che proviene dall’esterno. Le finestre illuminate sono un importante elemento pittorico e Munch accentua l’effetto grattando via il colore attorno ai quadrati gialli, che sembrano occhi che penetrano la notte.
  • 49. AUTORITRATTO ALL’INFERNO Gli autoritratti sono per Munch ilmezzo con cui scruta e registra glistati emotivi in un continuo, inesaustoesame di coscienza, qui raffiguratoanche dalla nudità dell’artista. Incontatto con l’ambiente letterario di cuifanno parte Przybyszewsky eStrindberg, l’artista si ispira spesso atematiche trattate nei testi di questiscrittori; da Strindberg in particolareriprende il tema della “follia” comelaboratorio sperimentale, e questoautoritratto ha molti punti in comunecon il testo Inferno di Strindberg. Nelquadro l’artista si è rappresentatoisolato su un fondo rosso acceso; losguardo, angosciato e penetrante, èrivolto all’esterno.
  • 50. GELOSIA Il poeta occupa il primissimo piano, mentre la scena di intonazione biblica è arretrata nella profondità dello spazio pittorico. Eva, in parte coperta da un abito scarlatto, è dipinta nell’atto di cogliere la mela, un’azione traducibile per la mente gelosa della figura inQuesta tela abbina il tema di Adamo ed primo piano come percezioneEva al ritratto di Stanislaw Przybyszewski, il di un delitto in flagrante;poeta polacco più volte effigiato da Munch Adamo è raffigurato in abitinel corso dell’ultimo decennio del secolo. Il moderni.ritratto di Przybyszewski in Gelosia è statospesso messo in relazione con la presuntarelazione di Munch con la moglie del poeta,Dagny Juell.
  • 51. AMORE E PSICHE Anche se il riferimento alla mitologiaclassica appare occasionale, il titolo ètuttavia in armonia con l’interesse diMunch per la dinamica dei rapportisentimentali. La tecnica utilizzata, fatta dipennellate dritte, spesse, verticali, ècaratteristica della breve faseattraversata da Munch durante gli anniimmediatamente precedenti e seguenti ilcollasso nervoso del 1908 (per esempio,nel dipinto Morte di Marat del 1907,conservato a Oslo, Munch Museet). Ilquadro esprime in un certo senso ilraggiungimento, nella mente dell’artista,di un equilibrio nella battaglia fra i sessi,in accordo con un nuovo nascentesentimento maturo e positivo; l’uomo nonrisulta più sottomesso dal potere dellafemminilità come accadeva nei quadridedicati al tema del Vampiro(impersonato dalla donna) degli anniNovanta dell’Ottocento.
  • 52. CAVALLO AL GALOPPO Il cavallo irrompe a galoppo sulla neve, fa indietreggiare ai margini gli altri personaggi, presi dal panico, e avanza impetuosamente verso lo spettatore. La piccola figura dell’uomo sul carro contrasta con la possente struttura dell’animale, come se il cavallo raffigurasse la vitalistica forza della natura, contrapposta alla fragilità della razionalità umana: un tema che adombra influssi degli scritti di Nietzsche e che scaturisce dall’esperienza di quel crollo psichico che nel 1908 aveva condotto Munch al ricovero in una clinica di Copenhagen. L’uso di una gamma cromatica dal forte valore simbolico accentua il tema dell’angoscia: i toni del marrone e del rosso sono utilizzati per rappresentare l’animalità sanguigna e contrastano con il freddo colore blu del cavaliere. Il Cavallo al galoppo fu ripreso dall’artista in un’incisione, nel 1915, che ripete in forma semplificata il tema trattato sulla tela.
  • 53. UOMO AL BAGNODal 1916 Munch si trasferiscedefinitivamente a Ekely,presso l’odierna Oslo, lontanodalla città e dai suoi freneticiritmi. L’artista è alla ricerca diun’esistenza semplice e piùvicina alla natura. In questoclima nascono opere comel’Uomo al bagno, nel qualeesprime una ritrovata gioia divivere, in accordo con quellecorrenti riformatrici, che larghe pennellate, senzadiffuse in Germania sul finire rispettare i contorni, delineanodel secolo, predicano la fugadalla città e la ricerca di immagini sgranate e sfilacciate,modelli di vita alternativi. In i colori si schiariscono, e la loroquesti stessi anni si verifica vivacità assimila un’influenzaanche un cambiamento nella fauves di ritorno.tecnica pittorica:
  • 54. AUTORITRATTO (UOMO CHE PASSEGGIA DI NOTTE) Il quadro è uno dei numerosi autoritratti eseguiti dal pittore negli ultimi due decenni della sua vita, e seguono, come un diario, anno dopo anno, la sua evoluzione psichica e fisica fino alla morte. Spietatamente, viene messa a nudo la condizione della vecchiaia. In alcune opere l’angoscia della morte è quasi palpabile, come appunto in questo quadro. Impietoso nello studio di se stesso, gli occhi mutati in due fessure scure, Munch presta il suo volto a un personaggio che cammina in una stanza vuota, simbolo della vita ormai priva di emozioni. Lo sguardo rivolto verso l’osservatore sembra comunicare il senso di angoscia e la consapevolezza della fine ormai imminente. Anche le finestre, sbarrate, enfatizzano il senso di solitudine e isolamento.
  • 55. TOULOSE-LAUTREC: OPERE • Al circo Fernando • Ballo al Moulin Rouge • Aristide Bruant all’Ambassadeurs • Al Moulin Rouge • Al Salon di rue des Moulins • Salottino privato
  • 56. AL CIRCO FERNANDO Ribattezzato in seguito circo Medrano, continuò a richiamare gli artisti del primo Novecento ed in particolare Pablo Picasso.Il direttore del circo ed il clown, vestiti di scuro, con le loro forme piatte, si stagliano nettamente contro il pavimento chiaro dellarena. Per la figura della"Al circo Fernando" è un dipinto ad olio su cavallerizza sembra avertela di cm 103,2 x 161,3 realizzato nel 1888 posato Suzann Valadon,dal pittore Henri de Toulouse-Lautrec. che ha esorditoÈ conservato al Art Institute di Chicago. effettivamente comeIl circo Fernando, aperto nel 1875, divenne trapezista di un circo.una delle grandi attrazioni di Montmartre eda quel tempo era uno dei cinque circhipermanenti di Parigi.
  • 57. BALLO AL MOULIN ROUGE "Ballo al Moulin Rouge (Dressagedes nouvelles par Valentin-le-Désossé)" è un dipinto ad olio sutela di cm 115 x 150 realizzato trail 1889 ed il 1890 dal pittore Henride Toulouse-Lautrec.È conservato al Museum of Art diPhiladelphia.La rappresentazione che Henri dàdel Moulin Rouge, aperto da pocotempo, è una magistralemescolanza di acuto spirito diosservazione e di esagerazionespinta ai limiti della caricatura.Le tavole del pavimento, nellospazio vuoto tra le figure in primopiano, spingono locchio verso iballerini più lontani, dove una dellevedette, Valentin-le-Désossé, sta Sullo sfondo il pittore disegna della caricature diaddestrando una nuova ballerina. personaggi, tra cui un uomo di città coi baffi, una donna dalla fattezze di Jane Avril ed una figura con la bombetta e la faccia grottesca di uno scheletro. Questo dipinto è stato esposto al Salon des Indépendants del 1890.
  • 58. ARISTIDE BRUANT ALL’AMBASSADEURS "Aristide Bruant allAmbassadeurs" è una litografia a pennello ed a spruzzo di cm 150 x 100 realizzato nel 1892 dal pittore Henri de Toulouse-Lautrec. È conservato al Musée Toulouse-Lautrec di Albi. Aristide Bruant (1851-1923) era uno dei cantanti di cabaret più popolari del tempo, famoso per la traboccante volgarità dei suoi spettacoli (imprecava spesso ed insultava il pubblico). I tratti del cantante sono resi in modo estremamente sintetico, con poche linee di verde oliva (e del nero per le sopracciglia) su uno sfondo completamente piatto. La sciarpa rosso brillante mostra solo poche linee di un tono più scuro per suggerire le pieghe della stoffa. Dietro Bruant, a destra, la figura di un uomo che si appoggia come sulla soglia di una porta è ridotto ad una semplice silhouette.
  • 59. AL MOULIN ROUGE"Al Moulin Rouge" è un dipintoad olio su tela di cm 123 x 140realizzato tra il 1892 ed il 1895dal pittore Henri de Toulouse-Lautrec. È’ conservato all’ ArtInstitute di Chicago.Le personeraffigurate sono tuttericonoscibili: sullo sfondo sivede lo stesso pittore checammina in compagnia di suocugino, Gabriel Tapié deCéleyran, alla loro destra laballerina "la Goulue" che siaggiusta i capelli allo specchio.Al tavolo siedono varie figureben note della vita notturna diMontmartre: il critico d’arteÉdouard Dujardin, la ballerinaspagnola detta “La Macarona”e due amici di Lautrec Guiberte Paul Sescau
  • 60. AL SALON DI RUE DES MOULINS "Al Salon di rue des Moulins" è un dipinto a pastello su carta di cm 111 x 132 realizzato tra il 1894 ed il 1895 dal pittore Henri de Toulouse- Lautrec.È conservato al Musée Toulouse-Lautrec di Albi. Questo quadro raffigura una “casa chiusa” in rue des Moulins con alcune prostitute; la donna in primo piano con la gamba piegata è Mireille, particolarmente affezionata al pittore. Sembra che Henri abbia provato un certo imbarazzo ad esporre questo quadro al pubblico: nella sua personale del 1896 egli espone separatamente i dipinti esposti nelle case chiuse, custodendo la chiave delle sale, che mostra solo a pochissimi invitati.
  • 61. SALOTTINO PRIVATO"Salottino privato" è un dipintoad olio su tela di cm 55,1 x 46realizzato nel 1899 dal pittoreHenri de Toulouse-Lautrec. Èconservato alla CourtauldGallery di Londra. Questodipinto è noto anche con iltitolo: “Al Rat Mort” o “Cenatête-â-t ête”. Raffigura Lucy Jourdain, unprostituta d’alta classe a cenaal Rat Mort, un caffè diMontmartre.Nell’angolo inbasso a sinistra è raffiguratauna piccola natura morta.
  • 62. BONNARD: OPERE • Lindolente
  • 63. L’INDOLENTE "L’indolente" è un dipinto di cm 93 x 108 realizzato nel 1899 circa dal pittore francese Pierre Bonnard. È’ conservato al Musée d’Orsay di Parigi.Il quadro raffigura una donna, vista dall’alto, sdraiata nuda su un letto; la modella è la moglie del pittore (Marthe). I lineamenti della ragazza si perdono nell’ombra, mentre la luce che entra dalla finestra si posa dolcemente su alcune parti del corpo.

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