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Antonio Pisano
 

Antonio Pisano

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Andrea Dellacasa

Andrea Dellacasa
2004/2005

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  • Le sue opere principali composte tra il 1400 e il 1450 si possono suddividere in: Opere minori
  • Fra le sue opere giovanili possiamo ricordare la Madonna della quaglia, la Madonna con bambino e gli affreschi del ciclo di San Giorgio e della visione di sant’Eustachio. La pittura del Pisanello è estremamente colta, infatti ogni tavola e affresco sono preceduti da decine di raffinatissimi disegni preparatori nei quali studia ogni singolo dettaglio. Queste rappresentazioni costituiscono dei veri e propri capolavori.
  • Particolare della Madonna della quaglia in cui è possibile vedere in primo piano il volto della Madonna e di Gesù attorniati da due angeli.
  • Particolare della Madonna circondata da un’aura divina e con in braccio suo figlio Gesù.
  • Particolare di sant’Antonio Abate che si incontra con san Giorgio ed è accompagnato dal suo simbolo “il cinghiale”.
  • Particolare dell’affresco di San Giorgio. Si può vedere la principesse che ringrazia il santo.
  • Particolare del volto della principessa rassomigliante molto a Cecilia Gonzaga.
  • Foglio con immagine della donna.
  • Particolare dello sfondo dell’affresco di San Giorgio. Si possono vedere due uomini impiccati. Quindi Pisanello arricchisce di particolari la propria opera per renderla più verosimile. È probabile che per rappresentare questi due uomini avesse assistito a un’esecuzione infatti vi è anche una bozza su un foglio di tale scena.
  • Particolare dell’affresco che mette in evidenza il cane da caccia che accompagna San Giorgio. Di questo disegno è stata trovata anche una bozza preparatoria.
  • Particolare di San Giorgio e la Principessa raffigurante la città con tipiche architetture tardo-gotiche. Il loro svettare contro il cielo di un blu così intenso da sembrare nero perde immediatamente qualsiasi intento realistico e si trasforma in un armonioso gioco di linee e di colori.
  • Particolare della visione di sant’Eustachio in cui è possibile vedere meglio il crocifisso e gli animali della foresta che circondano il santo.
  • All’interno del palazzo Ducale sono stati trovati affreschi attribuiti a Pisanello a cui è stata dedicata anche una stanza. La sala del Pisanello è uno dei gioielli del Palazzo Ducale di Mantova, in quanto il suo contenuto è di sommo interesse, non solo per essere una pagina rara ed importante dell'arte tardogotica, ma anche per i numerosi interrogativi che fino a poco fa circondavano l'opera, l'autore, il committente e l'occultamento del dipinto per quattro secoli.
  • Ne scoprì tracce, dopo prolungate ricerche, nel 1979, il Soprintendente Giovanni Paccagnini, ispezionando la soffitta morta della sala.
  • Primo piano della sala del Pisanello
  • Pochi decenni or sono, una scoperta imprevista rivelo' in Palazzo Ducale, nella sala detta prima degli Arcieri e poi dei Duchi per un fregio che riporta i ritratti dei Gonzaga, una meravigliosa opera d'arte che non ha uguali in nessun'altra reggia. Si tratta di un grande affresco, certamente ideato dal Pisanello Parte dell'affresco e' ormai perduta, ma quel che resta ci stupisce ancora. Per schematizzare, diciamo che su tre pareti correva una fascia ispirata ai romanzi cavallereschi bretoni, custoditi in gran numero nella biblioteca del marchese Gianfrancesco, il committente. Nessun dubbio su questo, grazie alle scritte che identificano i personaggi principali. Due sono i momenti essenziali del racconto: il grande torneo, in cui caoticamente si scontrano opposte schiere accanto alla battaglia affrescata, il baldacchino intatto da cui un gruppo di dame, di squisita eleganza, osserva graziosamente i contendenti.
  • Particolare di due dame che osservano il combattimento.
  • Dei ritratti dipinti da Pisanello durante la sua vita ci restano quelli di Leonello d’Este e della sorella Ginevra d’Este e del re d’Aragona Sigismundo.
  • Ritratto dell’imperatore Sigismundo di Lussemburgo che incuriosito dalla fama di Pisanello e affascinato da alcuni suoi quadri decise di commissionargli quest’opera. 1433 Tempera su legno 64x49 cm conservato al museo Kunsthistorisches di Vienna.
  • Questo è uno dei ritratti di nudo eseguiti da Pisanello ispirato a un quadro dell’epoca.
  • Come abbiamo già detto Pisanello fu un noto medaglista infatti nelle decine di medaglie di bronzo da lui raffigurate tra il 1431 e il 1450 troviamo una straordinaria galleria di personaggi famosi quali: Cecilia Gonzaga, il padre Francesco Gonzaga, il re di Napoli Alfonso d’Aragona, Lionello d’este e il Palaigol. In ogni medaglia, secondo la tradizione numismatica romana, la faccia principale (detta recto) contiene in bassorilievo il profilo, il nome e le cariche onorifiche del commettente, mentre la faccia secondaria (chiamata verso) è solitamente decorata con un bassorilievo di soggetto allegorico contornato dalla firma ( Opus Pisani Pictoris = opera del pittore pisano) e, talvolta anche dalla data. la mano del Pisanello medaglista è sempre inconfondibile, infatti, i suoi profili possiedono la straordinaria capacità di essere netti e dolci nel contempo in quanto riesce a trasferire nel freddo bronzo lo stesso tratto dei suoi disegni più raffinati.
  • Lato recto della medaglia commissionata da Cecilia Gonzaga. Il ritratto di questa donna è molto simile a quello di San Giorgio e la Principessa e ad un altro schizzo rappresentato su un foglio di carta.
  • Retro della moneta rappresentante Cecilia Gonzaga in compagnia di un unicorno e con una stele su cui sono indicati autore della moneta e anno di composizione.
  • Lato recto della medaglia commissionata da Francesco Gonzaga con il ritratto dell’uomo di profilo e le sue cariche scritte attorno al viso.
  • Retro della moneta raffigurante Francesco Gonzaga a cavallo con a suo fianco un altro cavaliere. Compare sempre la firma dell’autore.
  • Lato recto della medaglia commissionata da Alfonso d’Aragona. La moneta presenta sempre le stesse caratteristiche tipiche della numismatica romana.
  • Verso della moneta raffigurante Alfonso d’Aragona a caccia accompagnato dal suo cane. Sopra la sua testa compare quello che probabilmente è il suo motto e cioè cacciatore intrepido. Naturalmente non manca la firma di Pisanello.
  • Unico lato conservato della moneta commissionata da Lionello d’Este che si fa ritrarre questa volta con il volto verso sinistra a differenza del quadro visto in precedenza.
  • Medaglia rappresentante l’imperatore di Costantinopoli Giovanni VIII Paleologo con il tipico elmo di battaglia.
  • Come abbiamo già detto prima della realizzazione di una determinata opera Pisanello era solito studiare in particolare la forma dei vari animali o persone presenti. Infatti sono numerosi i suoi disegni relativi ai cavalli, o ad altri animali e quelli preparatori per alcune scene più difficili.
  • La maggior parte dei suoi schizzi rinvenuti rappresentavano cavalli e le sue varie parti del corpo.
  • Questo disegno sembrerebbe essere il disegno preparatorio della Madonna con bambino e i santi Antonio abate e Giorgio. Infatti a lato dell’immagine si possono osservare due cavalli nella stessa posizione.
  • Bozza in cui il pittore ritrae i cavalli per intero, si può osservare un cavallo simile nel quadro di San Giorgio e la principessa.
  • Bozza di un volto di cavallo in posizione diversa dai tre disegni precedenti quindi è possibile vedere quante prove abbia fatto prima di dipingere su tela.
  • Bellissimo ritratto di un cavallo in una posizione ancora diversa dalla precedente e sembra la bozza del cavallo disegnato nella visione di sant’Eustachio.
  • Pisanello ha compiuto lo studio di altri animali come il cane, le scimmie e i tori.
  • Studio di una scimmia nelle sue varie posizioni, infatti Pisanello andava alla ricerca di particolari.
  • Disegno di tre mucche viste da varie angolature.
  • Bellissimo disegno raffigurante un cane si pensa che sia una delle bozze riferite a San Giorgio e la Principessa.
  • Oltre che allo studio degli animali, per la rappresentazione dei suoi quadri più difficili, Pisanello si è concentrato anche sullo studio del corpo umano.
  • Preparazione al battista in cui Pisanello rappresenta la scena principale e cioè quando il santo viene ucciso per mano di un altro uomo.
  • Ritratto di Cecilia Gonzaga, usato molto probabilmente anche per il volto della Principessa dell’affresco di san Giorgio.
  • Presentazione realizzata da:

Antonio Pisano Antonio Pisano Presentation Transcript

  • Antonio Pisano detto Pisanello, pittore e medaglista, guinse daPisa a Verona ancora fanciullo intorno al 1395. Conosciamomolto poco della sua formazione in quanto le sue prime operesono andate totalmente perdute.Lavorò con i maggiori artisti del suo tempo, tra i quali spicca lafigura di Gentile da Fabriano con il quale collaborò per gliaffreschi oggi perduti della sala del Maggior Consiglio delPalazzo Ducale di Venezia e per gli affreschi della basilica diSan Giovanni in Laterano a Roma.Rimangono della sua attività di affrescatore soltanto pittureminori o allo stato frammentario, tra le quali il ciclo dellaCappella Pellegrini in SantAnastasia a Verona rappresentantiStorie di San Giorgio e di SantEustachio, nella quali è possibileammirare il linguaggio della sua arte di tono fiabesco, raffinato eprezioso, in coerenza con lo stile del gotico internazionale, mache si va evolvendo in un naturalismo molto vicino alle
  • Tra le opere giovanili ci restano la Madonnadella quaglia oggi al Museo Civico darte aVerona, e le quattro tavolette rappresentanti leStorie di San Beneddetto.Pisanello fu molto apprezzato al suo tempocome ritrattista, famoso è il Ritratto di Lionello dEste oggi allAccademia di Carrara a Bergamo.Lartista, inoltre, fu unabile medaglista; tra le suemedaglie, caratterizzate da una delicataeleganza del rilievo, ricordiamo quelledellImperatore Giovanni Paleologo, di FilippoMaria Visconti, di Lionello d’Este, di CeciliaGonzaga considerata il suo capolavoro.Lartista, probabilmente, morì a Napoli intorno al1450- 1455.
  • Le sue opere principali composte tra il 1400 e il 1450si possono suddividere in:
  • La pittura del Pisanello è estremamente colta, infatti ognitavola e affresco sono preceduti da decine di raffinatissimidisegni preparatori nei quali studia ogni singolo dettaglio.Queste rappresentazioni costituiscono dei veri e propricapolavori.Fra le sue opere giovanili possiamo ricordarela Madonna della quaglia, la Madonna con bambino e gliaffreschi del ciclo di San Giorgio, della visione di sant’Eustachio e del palazzo ducale.
  • Madonna della quaglia1420 circaVerona, Museo Civico diCastelvecchioSi tratta della prima opera nota diPisanello, in cui sono evidenti i legamicon l’opera di Michelino da Besozzo,Gentile da Fabriano e i massimiesponenti del “gotico internazionale.La Madonna della quaglia di Pisanelloappare in un rigoglioso giardino, sullosfondo di un roseto, attributo tradizionaledella Vergine. I due cardellini rimandanoalla crocifissione di Cristo, occasione incui, secondo la tradizione, si sarebberomacchiati di rosso, mentre la quaglia èsimbolo di resurrezione.
  • Particolare della Madonna della quaglia in cui è possibile vedere in primopiano il volto della Madonna e di Gesù attorniati da due angeli.
  • Madonna col Bambino e isanti Antonio abate eGiorgio1432?tempera su tavola; 47 x 29Londra, National GalleryLa tavola, l’unica firmata tra lepoche rimasteci di Pisanello,raffigura, nella parte superiore, laVergine all’interno di un clipeo diluce. Nella parte inferiore, sullosfondo di un’impenetrabile foresta,appaiono i santi Antonio abate eGiorgio, entrambi accompagnatidagli animali accomunati al loroculto: il maiale e il drago.
  • Particolare della Madonna circondata da un’aura divina e con in braccio suo figlio Gesù.
  • Nei tratti di san Giorgio, perfettamenteabbigliato secondo la modacavalleresca dell’epoca e con unagrande cappello di paglia in testa, èstato talvolta riconosciuto il ritratto delgiovane Leonello d’Este. Infatti,secondo alcuni studiosi, l’opera deveessere identificata con la tavolaraffigurante la Madonna citata in unalettera di Leonello d’Este del 1432.Non tutti concordano però sulladatazione, che è stata da moltiposticipata al quinto decennio delsecolo, considerando il dipinto l’ultimatavola nota di Pisanello.
  • Particolare disant’Antonio Abateche si incontra consan Giorgio ed èaccompagnato dalsuo simbolo “ilcinghiale”.
  • San Giorgio, la principessa e il drago1433-1438affresco; 223 x 620 (totale)Verona, Sant’Anastasia, particolareL’affresco è ciò che rimane di una più ampia decorazione eseguita daPisanello nell’arco di ingresso della cappella Pellegrini nella chiesadomenicana di Sant’Anastasia a Verona. Le scene perduteraffiguravano l’uccisione del drago da parte di san Giorgio esant’Eustachio, mentre l’affresco superstite mostra il momento in cuisan Giorgio giunge nei pressi della città libica di Silena e si imbattenella figlia del re, destinata a essere sacrificata a un terribile drago cheterrorizzava i cittadini. La storia è narrata nella Legenda aurea diJacopo da Varagine ed è resa con dovizia di particolari da Pisanello,che, in accordo con la tradizione tardo-gotica, trasforma san Giorgio inun cavaliere del suo tempo e dissemina la composizione di ricercatiparticolari decorativi. Si conoscono parecchi disegni preparatori allacomposizione, tra cui un foglio per le figure degli impiccati, con ogniprobabilità preso dal vero.
  • Particolaredell’affresco di San Giorgio. Si può vedere la principesse che ringrazia il santo. Il cavallo che sitrova dietro di lei è frutto di diversibozze realizzate dal pittore
  • Particolare del volto della principessarassomigliante aCecilia Gonzaga ea un suo schizzo su un foglio di carta.
  • Particolare dello sfondo dell’affresco di San Giorgio. Si possono vedere due uomini impiccati. QuindiPisanello arricchisce di particolari la propria opera per renderla piùverosimile. È probabile che per rappresentare questi due uomini avesse assistito aun’esecuzione infatti vi è anche una bozza suun foglio di tale scena.
  • Particolare dell’affresco chemette in evidenza ilcane da caccia che accompagna San Giorgio. Di questo disegno è statatrovata anche unabozza preparatoria .
  • Particolare di San Giorgio e la Principessa raffigurante lacittà con tipiche architetture tardo-gotiche. Il loro svettare contro il cielo di un blu così intenso da sembrare nero perde immediatamente qualsiasi intento realistico e si trasforma in un armonioso gioco di linee e di colori.
  • Visione di sant’Eustachio1435-1440 circatempera su tavola; 65 x 53Londra, National GalleryIl soggetto del dipinto, la miracolosavisione del crocifisso tra le corna diun cervo apparsa all’ufficialedell’esercito di Traiano, Eustachiodurante una battuta di caccia nelbosco, offre a Pisanello l’occasione diimpiegare tutte le sue straordinariecapacità di pittore del mondonaturale. Com’era accaduto per ilSan Giorgio di Verona, Eustachioappare perfettamente abbigliatosecondo i dettami dellacontemporanea moda da caccia.
  • Particolare dellavisione di sant’Eustachio in cui èpossibile vederemeglio il crocifisso egli animali dellaforesta checircondano il santo.
  • La Cicogna, messa inrelazione da alcunistudiosi con ilSant’Eustachio dellaNational Gallery diLondra, mostra affinitàtecniche con i foglipreparatori agli affreschieseguiti inSant’Anastasia a Verona.
  • All’interno del palazzo Ducale sonostati trovati affreschi attribuiti aPisanello a cui è stata dedicataanche una stanza. La sala delPisanello è uno dei gioielli delPalazzo Ducale di Mantova, inquanto il suo contenuto è di sommointeresse, non solo per essere unapagina rara ed importante dellartetardogotica, ma anche per inumerosi interrogativi che fino apoco fa circondavano lopera,lautore, il committente eloccultamento del dipinto perquattro secoli.
  • La sala del Pisanello ebberinomanza europea sin dalmomento in cui Antoinio Pisano,iniziò ad affrescarne le pareti. Anzi fu nota subito con il nomedel suo autore e non - comeaccadeva - con quello delcontenuto, evento rarissimo, senon unico. Questo privilegio nonimpedì allopera di restarenascosta, per quattro secoli, sottostrati di intonaco, deliberatamentestesi per occultarla.Ne scoprì tracce, dopo prolungatericerche, nel 1979, ilSoprintendente GiovanniPaccagnini, ispezionando lasoffitta morta della sala.
  • la sala del Pisanello
  • Pochi decenni or sono, una scopertaimprevista rivelo in Palazzo Ducale, nellasala detta prima degli Arcieri e poi dei Duchiper un fregio che riporta i ritratti deiGonzaga, una meravigliosa opera darteche non ha uguali in nessunaltra reggia. Sitratta di un grande affresco, certamenteideato dal Pisanello. Parte dellaffresco eormai perduta, ma quel che resta ci stupisceancora. Su tre pareti correva una fasciaispirata ai romanzi cavallereschi bretoni.Due sono i momenti essenziali del racconto:il grande torneo, in cui caoticamente siscontrano opposte schiere accanto allabattaglia affrescata e il baldacchino intattoda cui un gruppo di dame, di squisitaeleganza, osserva graziosamente icontendenti.
  • Il ciclo del Pisanello è ispirato alle gesta dei cavalieri della TavolaRotonda alla ricerca del Santo Graal e, in particolare, al torneo delcastello di Louverzep, in realtà quello di Mantova di cui possiamovedere un particolare.
  • Particolare di due dame che osservano il combattimento.
  • Dei ritratti dipinti da Pisanello durante la sua vita cirestano quelli di Leonello d’Este e della sorella Ginevra d’Este e del re d’Aragona Sigismundo. Oltre a raffigurareanimali e piante, sulla scia dei grandi maestri lombardi,Pisanello eseguì vari disegni di nudo, sia tratti da statueantiche, sia ritratti dal vero, come l’allegoria della lussuriao la rappresentazione di uomini nudi.
  • Ritratto di Leonello d’Este1441tempera su tavola; 28 x 19Bergamo, Accademia CarraraLa piccola tavola mostra Leonello ritratto amezzo busto, col capo di profilo rivolto versodestra, sullo sfondo di un roseto. Lapettinatura “a cappelliera”, che lascia liberi lafronte e la nuca, e la sontuosa veste rossacon sopraveste in broccato, sono rese congrande minuzia e attenzione ai particolaridecorativi, come le grandi perle del bordo.L’identificazione dell’effigiato con il principe diFerrara Leonello non è mai stata messa indiscussione, vista l’evidente somiglianza conle medaglie-ritratto eseguite sempre dalPisanello.
  • Ginevra d’Este1434tempera su tavola; 43 x 30Parigi, LouvreIl dipinto mostra l’effigie di profilo diuna giovane dama, identificata conGinevra d’Este, sorella di Leonello.Sulla manica dell’abito della damaappare infatti l’impresa estense con ilvaso biansato con le ancore, mentre ilrametto di ginepro appuntato sull’abitoè un chiaro richiamo al suo nome.L’identificazione dell’effigiata conGinevra non è comunqueunanimemente accettata, alcunistudiosi hanno infatti riconosciuto nelladama un ritratto di MargheritaGonzaga, figlia di Gianfrancesco emoglie di Leonello d’Este dal 1435 al1439.
  • La presenza della siepe diaquilegie e garofani sullosfondo, simboli rispettivamentedi fertilità, e di amore ematrimonio, e della farfalla, chepuò assumere la medesimavalenza simbolica, ha condottoall’ipotesi che si tratti di unritratto matrimoniale, eseguitopoco prima delle nozze diGinevra con SigismondoMalatesta, nel 1434. Ma lavalenza simbolica delleaquilegie, interpretabili anchecome simbolo di dolore e morte,ha fatto anche ipotizzare unapossibile esecuzione del ritrattodopo la tragica morte diGinevra.
  • 1433Tempera su legno 64x49 cm conservato al museoKunsthistorisches di Vienna. Ritratto dell’imperatore Sigismundo di Lussemburgo che incuriosito dalla fama di Pisanello e affascinato da alcuni suoi quadri decise di commissionargli quest’opera.
  • La lussuria1420-1430 ?penna e inchiostro bruno su carta;12, 9 x 15,2Vienna, AlbertinaIl presente disegno è stato messo inrelazione ad alcuni studi di nudifemminili conservati a Rotterdam(Museum Boymans-vanBeuningen), vicini ai lavori diPisanello in San Fermo a Verona.Il foglio viennese, per la raffinataeleganza e la resa dei particolari, èconsiderato uno dei massimiraggiungimenti dell’arte grafica diPisanello, in cui l’artista interpreta lanaturalità delle forme femminili conun linguaggio saldamente ancoratoa stilemi cortesi.
  • Questo è uno deiritratti di nudoeseguiti daPisanello ispiratoa un quadrodell’epoca.
  • Come abbiamo già detto Pisanello fu un noto medaglista infatti nelledecine di medaglie di bronzo da lui raffigurate tra il 1431 e il 1450troviamo una straordinaria galleria di personaggi famosi quali:Cecilia Gonzaga, il padre Francesco Gonzaga, il re di NapoliAlfonso d’Aragona, Lionello d’este e l’imperatore diCostantinopoli Giovanni VIII Palaigol. In ogni medaglia, secondo la tradizione numismatica romana, lafaccia principale (detta recto) contiene in bassorilievo il profilo, ilnome e le cariche onorifiche del committente, mentre la facciasecondaria (chiamata verso) è solitamente decorata con unbassorilievo di soggetto allegorico contornato dalla firma ( OpusPisani Pictoris = opera del pittore pisano) e, talvolta anche dalla data.la mano del Pisanello medaglista è sempre inconfondibile, infatti, isuoi profili possiedono la straordinaria capacità di essere netti e dolcinel contempo in quanto riesce a trasferire nel freddo bronzo lostesso tratto dei suoi disegni più raffinati.
  • Lato recto dellamedagliacommissionata daCecilia Gonzaga. Ilritratto di questadonna è molto simile aquello di San Giorgio ela Principessa e ad unaltro schizzorappresentato su unfoglio di carta.
  • Retro della monetarappresentanteCecilia Gonzaga incompagnia di ununicorno e conuna stele su cuisono indicatiautore dellamoneta e anno dicomposizione.
  • Lato recto dellamedagliacommissionata daFrancesco Gonzagacon il suo ritratto diprofilo e le carichescritte attorno alviso.
  • Verso della monetaraffiguranteFrancesco Gonzagaa cavallo con a suofianco un altrocavaliere. Comparesempre la firmadell’autore.
  • Lato recto dellamedagliacommissionata daAlfonso d’Aragona.La moneta presentasempre le stessecaratteristichetipiche dellanumismatica romana.
  • Verso della monetaraffigurante Alfonsod’Aragona a cacciaaccompagnato dal suocane. Sopra la suatesta compare quelloche probabilmente è ilsuo motto e cioècacciatore intrepido.Naturalmente nonmanca la firma diPisanello.
  • Unico lato conservato della moneta commissionata da Lionello d’Este che sifa ritrarre questa volta con il volto verso sinistra a differenza del quadro visto in precedenza.
  • Medagliarappresentante l’imperatore diCostantinopoli Giovanni VIIIPaleologo con il tipico elmo di battaglia.
  • Come abbiamo già detto prima della realizzazione diuna determinata opera Pisanello era solito studiare inparticolare la forma dei vari animali o persone presenti.Infatti sono numerosi i suoi disegni relativi ai cavalli, oad altri animali e quelli preparatori per alcunescene più difficili.
  • La maggior parte dei suoi schizzi rinvenutirappresentavano cavalli e le sue varie parti del corpo.
  • Questo disegno sembrerebbe essere il disegno preparatorio dellaMadonna con bambino e i santi Antonio abate e Giorgio. Infatti a lato dell’immagine sipossono osservare due cavalli nella stessa posizione.
  • Bozza in cui il pittore ritrae i cavalli per intero, si puòosservare un cavallosimile nel quadro diSan Giorgio e la principess .
  • Bozza di un volto di cavallo inposizione diversa dai tre disegniprecedenti quindi è possibile vedere quanteprove abbia fatto prima didipingere su tela.
  • Bellissimo ritratto di un cavallo in una posizione ancora diversa dallaprecedente e sembra la bozza del cavallo disegnato nella visione di sant’ Eustachio.
  • Pisanello ha compiuto lo studio di altri animalicome il cane, le scimmie le mucche i e il cigno.
  • Studio di una scimmia nelle sue varieposizioni, infatti Pisanello andava alla ricerca di particolari.
  • Disegno di tre mucche viste da varie angolature.
  • Bellissimo disegno raffigurante un cane. Questa bozzaprobabilmente si riferisce aSan Giorgio e la Prin .
  • Oltre che allo studio degli animali, per la rappresentazionedei suoi quadri piùdifficili, Pisanello si è concentratoanche sullo studio del corpo umano.
  • Preparazione al battista in cui Pisanello rappresenta lascena principale e cioè quando ilsanto viene ucciso per mano di un altro uomo.
  • Ritratto di Cecilia Gonzaga, usato moltoprobabilmente anche peril volto della Principessa dell’affresco di san Giorgio.
  • Gentile da Fabriano nacque a Fabriano nel 1370 circa. Rappresentate del goticointernazionale, pittore di ricca cultura, prevalentemente fiamminga e lombarda. Lesue prime opere, tra le quali il Polittico di Valle Romita, presentano i caratteri tipicidella sua pittura: ricchi panneggi, linearità dei contorni, fastosità dei costumi,tutti elementi tipici del gotico intenazionale. Il primo sicuro dato cronologico risaleal 1408 quando il pittore si trovava a Venezia, dove eseguì un affresco in palazzoducale poi andato perduto. Dal 1414 al 1419 fu a Brescia, poi probabilmente aFabriano e a Siena; a Firenze nel 1422 eseguì per la cappella di Palla Strozzi inSanta Trinita la famosa Adorazione dei Magi che ora si trova aglii Uffizi di Firenze.Questo dipinto ci è giunto integro nella sua cornice intagliata e dipinta in oro, ipersonaggi della scena, che indossano ricchi costumi, sono immersi in unaatmosfera fiabesca quasi irreale unita però ad unattenta descrizione veristica dipiante e fiori. Nel 1425 dipinse, sempre a Firenze, il Polittico Quaratesi oggismembrato fra Londra, Firenze, Vaticano e Washington; nello stesso anno l’artistafu a Siena, poi a Orvieto dove eseguì gli affreschi nel duomo. Nel 1427 si trova aRoma, dove iniziò nella basilica di S. Giovanni in Laterano un ciclo di affreschi, chepoi furono distrutti con il rifacimento secentesco della chiesa.Morì a Roma nel 1427.
  • •Libro di testo itinerario nell’arte.•Sito internet www. Artonline.it•Enciclopedia cartacea De Agostini•Siti internet dei vari musei di Londra, Vienna e Parigi.•Altri libri d’arte vari.
  • Presentazione realizzata da: