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Tu quoque Nichi

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Tu Quoque Nichi Vendola

Tu Quoque Nichi Vendola

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  • Io certamente, pur essendo di sinistra, - non del Pd, ho detto di sinistra, - non spero che Vendola possa dare forma ai suoi sogni, dato che sono incubi, come quel suo sogno, espresso nel 1985 in un'intervista su la Repubblica, che auspicava che i bambini potessero esercitare il loro 'diritto' di far l'amore con gli adulti. E pur indignadomi per questa ennesima infamia di Vendola non mi meraviglio per niente. Bravissimi per aver reso pubblica questa denuncia. Gian Carlo Zanon
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  • 1. Tu quoque Nichi?Caro Nichi,Dicci che non è vero e che è stato tutto un terribile equivoco. Non hai maidescritto Israele come “un Paese che ha trasformato aree desertiche in luoghiproduttivi e in giardini”. Non ne hai mai parlato come di “un Paese che siconfronta col tema mondiale del governo del ciclo dell’acqua” senza dire chenei territori occupati il ciclo dell’acqua consiste nel sottrarre l’acqua aipalestinesi per annaffiare colonie illegali. E’ stato quel furbacchionedell’Ambasciator Meir a “confondere un po’ le acque”? E allora perché nonpubblicare una bella smentita?Ti hanno già scritto in molti e lo ha già fatto molto bene Myriam Marino, cisiamo anche noi: un bel gruppo di persone le più diverse appena tornate da un“viaggio di conoscenza” in Israele e Palestina, pensa. Uno di quei bei viaggiorganizzati dall’Associazione per la Pace di Luisa Morgantini, un viaggio chenessuno di noi dimenticherà mai, che è appena cominciato e che vogliamocontinuare, anche con te se ne avrai voglia e curiosità.Si dice che la Sinistra sia molto più brava a fare autocritica che a criticare ipropri avversari. E infatti eccoci qua, a esercitare la nostra critica, tanto fortequanto forti sono le nostre aspettative nei tuoi confronti. Molti di noi sono “disinistra”, alcuni di noi militano nelle file di Sinistra, Ecologia e Libertà. C’èanche chi non vede l’ora di vederti a capo di un governo che traduca sogni digiustizia in realtà quotidiana.Tutti noi crediamo che essere “radicali” non voglia dire essere “faziosi” e perforza “oppositivi”, ma essere in grado di arrivare alle radici delle cose, percapirle, interpretarle e tentare di dare risposte a questioni che sembranodifficili da risolvere.Siamo contrari a battaglie identitarie che servono solo a dare un’etichetta a chisi sente perso senza un simbolo appiccicato addosso. Crediamo che oggi piùche mai sia necessario studiare e reinterpretare il mondo. Neanche a tepiacciono gli slogan vuoti e anche tu hai sempre voglia di imparare. E’ finital’epoca della fedeltà assoluta ad una “causa superiore”, bisogna coltivare ildubbio, siamo d’accordo. Ma alcune battaglie vanno portate avanti conconvinzione. Per questo abbiamo superato i dubbi di Pasolini su Israele e ilmondo arabo e non abbiamo dubbi da che parte stare quando si parla deiTerritori Occupati. Ogni tanto fa anche bene sentirsi nel giusto.A noi ha fatto bene manifestare contro il Muro a Bil’in insieme ai comitatipalestinesi di resistenza popalare, ballare a Sheik Jarrah con i giovani israelianistrillando a una voce “One, two, three, four…occupation no more!”. Davanti anoi, due coloni che facendo finta di niente leggevano il Talmud seduti suldivano in cortile. Hanno ignorato noi come ogni giorno ignorano l’anzianaprofuga palestinese, a cui hanno occupato la casa assegnata dall’UNRWA mache in quel cortile ha deciso di viverci lo stesso, sotto una tenda.Ci ha fatto bene conoscere gli Human Supporters di Nablus che aiutano ibambini a superare il dolore, e ci ha fatto bene vedere quel che riesce a fare ilRehabilitation Centre di Hebron in una città militarizzata da 5000 soldati venuti
  • 2. a proteggere i 400 coloni che hanno occupato il centro storico rendendo la vitaimpossibile ai palestinesi. Tutto questo ci ha fatto bene, ma ci ha fatto anchesoffrire, perché l’ingiustizia fa soffrire, come fanno soffrire i racconti di violenzainaudita che ci sono stati riferiti dalle stesse vittime, anime di un assurdopurgatorio che chiedono di riportare in terra la loro verità.Nichi, lo sai che nell’ “unico Stato democratico del Medio Oriente” esistono leprigioni per i morti? Quelle dove i palestinesi marciscono, letteralmente, perscontare pene di 250 anni?Noi comprendiamo le ragioni diplomatiche che ti spingono a parlare anche conl’Ambasciatore di uno Stato che pratica l’apartheid, ma è davvero necessariosposarne e diffonderne la propaganda? Non dobbiamo dirti noi che già nellaBibbia la Palestina è identificata come la terra dove scorrono latte e miele: nonè stato certo lo Stato di Israele a renderla fertile.Semmai, lo Stato di Israele sta utilizzando i territori abitati dai palestinesicome discariche.E a proposito di tecniche d’avanguardia, lo sai che dalle belle oasi che si sonocostruiti in Cisgiordania i coloni aggrediscono i bambini palestinesi che perandare a scuola senza fare deviazioni chilometriche osano avvicinarsi a loro? Esai che non lontano dalle meravigliose palme piantate dai coloni nella Valle delGiordano esistono villaggi di beduini dove l’acqua potabile non passa perché èstata deviata? Siamo andati a conoscerli i bambini di questi villaggi, abbiamovisto le loro scuolette fatte coi copertoni delle macchine (anche grazie all’aiutodella cooperazione italiana), abbiamo visto le tende dove fanno lezione inattesa che sia pronta la scuola di fango intitolata a Vittorio Arrigoni: qualchemattone l’abbiamo messo pure noi, simbolicamente, per testimoniare la nostravicinanza. Giardinetti per loro non ce ne sono, e qualcuno vorrebbe cheneanche loro fossero lì.Come a Gerusalemme, dove i palestinesi non possono costruire case nemmenosulla terra che appartiene a loro. E i figli devono arrangiarsi altrove, perdendoin questo modo per sempre la residenza.E allora Nichi, questa terra che in tutto sarà grande come la tua Puglia, bisognaconoscerla tutta per saper distinguere gli orrori dalla speranza, per capire cheanche chi sta male a volte non si arrende. Per denunciare chi, nel nome di unareligione e di una cultura, fa terra bruciata intorno a sé, teorizzando eriuscendo a far passare il messaggio che i suoi diritti valgono più dei dirittidegli altri.Lo stato di Israele sarà pure denso della cultura ebraica che tutti apprezziamo,ma cosa c’entra questa cultura con le prevaricazioni che subiscono ipalestinesi?Infine, riguardo al tuo desiderio di “sviluppare reciprocamente le attivitàturistiche”, ci chiediamo: è per difendere questa cultura che quegli uomini edonne di ghiaccio del sistema di sicurezza israeliano hanno sottoposto noi“turisti” italiani a un vero e proprio interrogatorio sulla via del ritorno,
  • 3. all’aeroporto di Tel Aviv? Terrorismo psicologico, il loro, roba da farti venire latremarella. L’accusa, gravissima, quella di “essere dei volontari”.Pensa che curioso, ci hanno accusati di essere venuti in Israele “solo” peraiutare i palestinesi, e hanno voluto le prove che fossimo stati nei posti giusti:posti, ad esempio, come i giardini di Haifa di cui sono (siete?) tanto orgogliosi.Fra le tante foto “compromettenti” che hanno visto dopo averci requisito lamacchina fotografica è spuntata fuori anche quella dei giardini di Haifa. Menomale, siamo particolarmente sensibili ai giardini.Ci vuoi venire a vedere i giardini e le palme con noi? Noi ti ci portiamovolentieri, ma poi facciamo anche un viaggio nei villaggi e nelle cittàpalestinesi.Con la stima che non vogliamo perdere,Giovanna BagniGiulia BellandiSara BellandiFranca BocciRaffaele BoianoSergio CaldarettiBernardetta CasaCarla ConsonniDavide CostaNicola CostaSilvia Dal PiazMarco De LucaFrancesco Del Bove OrlandiRosa Di GliondaFrancesca FanchiottiGabriella FazziOrnella FioreLiana GavelliIsa GiudiceValentina LoieroMaria Grazia LunghiGiovanna ManicciaPaola MarazzitiMarcello MusioMariella PalaCristiana PaternòMarco PecciElisabetta SchintuStefania SpigaMassimo TeseiEdvino UgoliniCarolina ZinconeBiancamaria Zorzi

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