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Contatto kira schaarschmidt

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Le Mafalde Corso Sessismo e Razzismo - lezione 5 novembre 2010 - Con-tatto:comunicazione interculturale attraverso l’arte, Kira Schaarschmidt

Le Mafalde Corso Sessismo e Razzismo - lezione 5 novembre 2010 - Con-tatto:comunicazione interculturale attraverso l’arte, Kira Schaarschmidt

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  • 1. Premessa: L‘integrazione culturale in Germania • In Germania la discussione sull‘ „integrazione“,ed in specifico su quella „culturale“ è iniziata negli anni 70. (Fino ad oggi non è stato trovato un consenso riguardo i contenuti ne un linguaggio adeguato.) • Periodicamente emerge la discussione sul fenomeno delle „società parallele“ nel paese o della „incompatibilità“ sociale e religiosa tra culture occidentali ed orientali. • Per prevenire e combattere fenomeni critici come razzismo e intolleranza lo Stato e associazioni sul territorio hanno iniziato a strutturare numerosissimi progetti motivati sia politicamente che dalla popolazione stessa in modo volontario. • Oggi lo Stato sottolinea l‘ importanza della conoscenza della lingua e della cultura per poter partecipare alla vita sociale del paese in cui gli ex- migranti hanno di deciso di vivere.
  • 2. Campagna 2010 “Fuori la lingua- dentro alla vita”
  • 3. Combattere razzismo e sessismo con l’ARTE? Un "dialogo interculturale" non è una cosa astratta, generalizzabile o uno "status quo" che funziona o meno. Il grande vantaggio dell’approccio tramite mezzi artistici rispetto alle lingue diverse e i loro limiti grammaticali (che spesso “cementano” anche dei pregiudizi) è l’ espressione diretta, concreta, discutibile e in parte anche “universale”: L’Arte può aprire un’ altra visuale dando inizio a discussioni bilaterali su quello che veramente ci coinvolge e che ci tocca: la nostra vita le nostre esperienze i nostri sentimenti i nostri sogni Nel PROVARE, nel GIOCARE,nel FANTASTICARE e nell’ ESPRIMERSI con i mezzi creativi ci sono delle validissime possibilità per un vero avvicinamento di persone di qualsiasi provenienza. Il titolo CON-TATTO si riferisce quindi alla comunicazione tramite i sensi ed al rispetto per i modi d’espressione dell’altro.
  • 4. „Bottega museale nel paese straniero“ Un progetto di volontariato culturale in Germania con partecipanti stranieri ( cibo per l’anima)
  • 5. L‘iniziativa volontaria La „Bottega museale nel paese straniero“ è un progetto modello di iniziativa volontaria di ambito sociale, fondata nel 2004 a Monaco di Baviera. E un programma culturale che affianca, completa e arricchisce i corsi di lingua e di „integrazione“. Il modello vuole creare l‘occasione per un dialogo culturale - anche emozionale e sensoriale - tra volontari e cittadini stranieri che spesso risultano socialmente svantaggiati. Nei musei di Monaco di Baviera vengono messi in scena workshops che permettono ai volontari ed ai partecipanti stranieri di sperimentare in modo attivo la diversità culturale. E una vera e propria „BOTTEGA“ che tenta di rafforzzare la voglia di avventurarsi emozionalmente nella lingua e nella cultura esprimendosi con mezzi creativi.
  • 6. Perché ci incontriamo proprio al MUSEO? Con la „Bottega“ vorremmo superare questa soglia insieme: • Il museo può anche essere un laboratorio che, in virtù della sua atmosfera speciale e concentrata, dà un senso di importanza e valore a quello che abbiamo da comunicare. • Gli attrezzi culturali necessari per “godersi l’arte” non dipendono da uno stato sociale, o da un certo livello educativo, né da una perfetta padronanza della lingua. Ci servono i 5 sensi – tutti abbiamo un paio di occhi, due mani - e magari anche una bocca per descrivere quello che vediamo o che abbiamo creato… I musei sono dei luoghi speciali: „Isole“ che concentrano cultura materializzata, fuori dalla vita quotidiana. Per molti hanno ancora lo stigma di essere „templi delle muse“, fatti per l‘elite della società, per „gli studiati“, che passano dall‘ingresso attrezzati con le spiegazioni già pronte. La „gente normale“, se mai osa entrarci, deve solo ascoltare e non toccare niente...
  • 7. Una visita al museo come accesso alla cultura straniera I musei offrono una cornice ideale per conoscere la cultura e l‘arte di un paese, ma anche la possibilità di parlare di temi „universali“ che ci coinvolgono personalmente. Visitarli insieme può diventare una piattaforma per un nuovo accesso spassionato e aperto anche alla lingua. La „nuova“ cultura può essere scoperta e vissuta come qualcosa di socievole e dinamico. Il potenziale creativo viene svegliato e paragoni con la propria cultura di origine nascono spontanei.
  • 8. Scopo e visione Il progetto tenta di agevolare la partecipazione culturale di stranieri residenti in città. I potenziali umani e professionali dei volontari entrano in azione e vengono impiegati. Tramite l‘arte i partecipanti possono elaborare e confrontare significati diversi di fronte alla stessa opera rendendosi conto del proprio „bagaglio culturale“ (tradizione, esperienza individuale, lingue diverse...).
  • 9. Il gruppo destinatario •Migrante/i •Giovani straniere/i •Donne di progetti di networking •Rifugiate/i e aventi asilo •Concittadini/e straniere/i che frequentano programmi di formazione come corsi di lingua, di inquadramento professionale, corsi di integrazione e di alfabetizzazione.
  • 10. Preparazione per la creazione della „Bottega“ Il team volontario, dopo di aver svolto un programma di formazione, si divide in gruppi di lavoro. I requisiti necessari sono l’interesse per culture diverse, per i musei e per l’arte. Le basi formative spaziano dal professore alla casalinga. All’interno dei gruppi di lavoro viene creato e scambiato il materiale che risulterà necessario per lo svolgimento dell’attività. I gruppi volontari si avvalgono però anche di esperti del museo coinvolto per l’elaborazione delle connessioni con le opere.
  • 11. Sguardo dentro le “botteghe” Nelle seguenti diapositive vengono presentati degli esempi pratici di percorso
  • 12. Cosa facciamo in pratica? • guardare • comparare • conoscersi • giochi di condivisione linguistica • descrivere ed interpretare le opere esposte tramite disegni, piccoli scritti e giochi di ruolo. • presentare i propri modi di vedere in „cerchie conviviali“ Gli esercizi devono sempre essere adattati alle conoscenze linguistiche dei partecipanti.
  • 13. L‘introduzione dei partecipanti Il team dà il benvenuto ai gruppi dei partecipanti nell‘ingresso del museo. Spesso una tale visita e la prima in assoluto. Parola d‘ordine „superare la soglia!“ Con un‘ introduzione personale e giocosa vengono „attivati“ i partecipanti che hanno la possibilità di presentarsi uno per uno fuori dall‘ ambiente scolastico o lavorativo senza ansia da prestazione. Esempio per il tema Uomini-Donne: Che cos‘è tipico „maschile“ / “femminile“ per te? Perché? pianta mobile forma colore maschile femminile
  • 14. Esercizi creativi per iniziare una visita Metodo Tema Compito Attività linguistico La bella vita Che cosa significa per me? Fare una lista disegno Il sentiero come simbolo Arrivo- attesa- partenza Fai un disegno in 1 minuto! „Un sentiero in un paese“ Fare uno schizzo associativo scenico Il linguaggo del corpo Prova a mimare uno dei seguenti verbi: pensare – osservare – aspettare – sedurre pantomima, mimare delle sculture ...e fare indovinare il gruppo Avvicinamento al tema All‘inizio della visita al museo è d‘aiuto dare piccoli compiti creativi per rendersi conto delle conoscenze di base e delle idee dei partecipanti. Oltre a introdurre essi al tema, questi esercizi evidenziano che ci sono altri modi di vedere rispetto al proprio!
  • 15. Entriamo nelle „sale sacre“... Con delle domande generali viene valutato da dove iniziare la visita: Che cos’è un museo? Che cosa c’è da vedere di solito? Che tipi di musei ci sono nel luogo da dove vieni? Perché vengono considerate “preziose” le cose che andremo a vedere? Chi è un artista? Hai mai fatto un dipinto/ una scultura/ delle fotografie….?
  • 16. Troviamo il nostro posto (in mezzo alla mostra) Cominciamo con una presentazione dei partecipanti, poi ci avviciniamo alle opere esposte: Esempio: •Da dove vieni tu? •Da quanto tempo sei qui? •Da dove vengono gli oggetti della mostra? •Quando sono stati fatti? •Ci sono degli oggetti simili nella tua cultura d’origine? presentazione al Museo Etnologico
  • 17. Attività creative (OCCHIO!) Fino a dove possiamo arrivare a capire utilizzando solo i nostri occhi? Dove sono i confini? Dove ci serve una spiegazione? Con piccoli compiti creativi viene “acuito” lo sguardo : Cercare un’opera facendo vedere solo un frammento che la richiami Schizzi ed associazioni veloci (si guarda meglio se ci concentriamo nel disegno)
  • 18. Cosa vedi? Cosa pensi? C’è una differenza significativa tra vedere ed interpretare! I due meccanismi di percezione sono intrecciati tra loro e condizionati da individualità e la cultura. Comparando i nostri punti di vista con quegli degli altri emerge l’accettazione di diversità. Artista:___________________ Opera:___________________ Quello che vedo: (il mio schizzo) Parole chiave:_____________ Quello che penso e sento: _____________________ _____________________
  • 19. Attività creative (TATTO!) Diamo una sostanza a quello che vediamo! La materia dell’opera può essere una chiave per aprire il discorso alle diversità culturali. Quello che si giudica con gli occhi spesso è diverso da quello che è in sostanza. I partecipanti prendono in mano campioni di materiale della stessa natura dell’opera e provano a descrivere le sensazioni che percepiscono e spontanee associazioni.
  • 20. Transfer creativo I partecipanti si trasferiscono nella „bottega“ dove viene dato il tempo e lo spazio per realizzare un lavoro manuale sulla base del tema della visita (possono essere disegni, collages, manufatti tridimensionali, etc...).
  • 21. Presentazione e conclusione Ultimata la realizzazione del lavoro creativo, è prevista una sua presentazione agli altri partecipanti. Dopo aver utilizzato l‘occhio e il tatto per introdurre temi che ci coinvolgono personalmente, l‘utilità dello strumento „lingua“ viene sperimentato.
  • 22. CONCLUSIONI • Vediamo di più se l‘immagine è guardata insieme. • Sappiamo di più di quello che abbiamo pensato . • Ci sono più modi di osservare di quello che si pensa possibile. • Si può dire cose importanti anche con poche parole.
  • 23. Esempio: Al Museo Etnologico
  • 24. Immagini delle „Botteghe al museo“
  • 25. Immagini delle „Botteghe al museo“
  • 26. Immagini delle „Botteghe al museo“
  • 27. Immagini delle „Botteghe al museo“ Al museo delle sculture antiche
  • 28. Numeri e statistiche Periodo Botteghe pianificate Botteghe eseguite Partecipanti 2004 Nov/Dic 13 9 144 2005 58 37 666 2006 56 35 612 2007 58 40 598 2008 (1°sem.) 28 20 320 In tutto 215 140 2340

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