LadyInnova@Forum_Comunicazione_Digitale2011

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Il mio servizio al Forum della Comunicazione Digitale 2011, organizzato da Comunicazione Italiana. http://www.forumdigitale.it/

16 Febbraio 2011

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LadyInnova@Forum_Comunicazione_Digitale2011

  1. 1. Una tecnologia sempre più umana. 02/03/2011 | a cura di Lady InnovaAl Forum della Comunicazione digitale si parla di geolocalizzazione, crossmedialità,crowdsourcing ed edutainment, ma sono i contatti reali e gli umori del pubblico i veriprotagonisti.Linterazione fra le persone è stata senza dubbio il risultato più importante del Forum dellaComunicazione Digitale, svoltosi a Milano lo scorso 16 febbraio. La parola "Forum" dopotutto la dicelunga: conversazione, scambio e networking sono state le attività più intense e produttive fra gli oltre2000 operatori del settore che si sono ritrovati a Palazzo Mezzanotte, vera piazza di affari digitali peruna giornata.Comunicatori, esperti di marketing ed ovviamente di social network, assieme ad un agguerrito esercitodi blogger, hanno provato a fare il punto sullo stato dellarte della comunicazione Internet fra seminari,workshop e caffè. Foto di Silvia FogliaLady Innova con (da sinistra): Francesca Ferrara, Alessia Passatordi - Project Manager, DanielaAbbondanza - PR specialist e Silvia Foglia, Country Manager Twagohttp://www.datamanager.it/news/comunicazione-italiana/una-tecnologia-sempre-pi-umana
  2. 2. "Occasioni come questa permettono alle persone che hanno iniziato ad interagire in Rete di conoscersidal vivo e di sviluppare partnership e collaborazioni- dice Francesca Ferrara, giornalista multimediale,ideatrice di Progetto Campania 2.0/Sentieri Digitali e responsabile GirlGeekDinners (GGD) Campania -Sicuramente è da ripetere più volte allanno e magari in maniera itinere nelle più grandi città dItalia.Lultima forntiera della comunicazione digitale? Senza dubbio quella integrata, cross-mediale. Noicomunicatori professionali dobbiamo essere versatili e trasversali su ogni canale"Grande protagonista dellevento, la tag cloud Twitter: sul maxi-schermo della sala principale sonopassati ininterrottamente i tweet dei partecipanti con i commenti sulla manifestazione, spesso (forsetroppo?) molto critici. Per esempio al momento del check-in mattutino quando per la grande affluenzasi sono create lunghe code, oppure per il wi-fi non sempre funzionante e ancora quando è stata apertauna nuova finestra contenente lhashtag aggiuntivo #urbexp oltre a quello ufficiale #forumdigitale.Va bene la libertà di pensiero, di cui i social sono unespressione concreta (sono ancoradrammaticamente in primo piano le vicende delle rivoluzioni nord-africane dove la voce del popolo si fasentire forte e chiara grazie a facebook e a twitter), ed è vero che i commenti negativi sono sempre ipiù succosi. Ma quando criticare per partito preso diventa uno status symbol e si finisce per sputare nelpiatto in cui si mangia (leggi: lItalia), il messaggio risulta essere, a mio parere, piuttosto sterile.Dal format certamente migliorabile, se non altro per lalta concentrazione di sessioni che costringeva ascelte obbligate, il Forum della Comunicazione Digitale si è rivelato senzaltro un evento di interessenazionale, che ha visto numerosi partecipanti anche dal Centro e Sud Italia (ma anche dallEuropa).Comunicazione e tecnologia sono temi sempre caldi, per fortuna. Proviamo quindi a fare un breveexcursus del Forum assieme ad alcuni dei protagonisti.http://www.datamanager.it/news/comunicazione-italiana/una-tecnologia-sempre-pi-umana
  3. 3. "I temi sono stati davvero molti – commenta alla fine dellevento Carlo Infante, giornalista, presidentedi Urban Experience e manager del Forum della Comunicazione Digitale - ad esempio abbiamo fattounampia riflessione sul social mobile, che sarà sempre più protagonista, perché cè un grandemercato alla base. iPhone e iPad hanno dato la spallata ma cè ancora molto da fare e le prospettivesono di grande crescita. Nasceranno ancora molte piattaforme e vale la pena approfittare di questachance. Unaltra parola chiave è crowdsourcing, inteso come unintelligenza collettiva in grado digenerare non solo contenuti, ma anche comportamenti e relazioni fra gli utenti. Abbiamo conosciutoinoltre diversi influencers, ovvero chi con la propria reputazione e competenza riesce ad influenzare laRete creando contenuti e mettendosi in gioco".E si continua con geolocalizzazione, tv, editoria digitale e brand reputation. Tutte opportunità semprepiù presenti e pervasive nella nostra quotidianità, ma che vanno sapute gestire nel modo giusto, nonesplorate soltanto perchè "di moda". Tanti gli spunti emersi dalle cinque sessioni principali, dagli ottoworkshop paralleli e dai numerosi interventi concentrati della Innovation Experience Zone, doveimprenditori e manager hanno portato la propria esperienza, presentando casi concreti di successodigitale. Successo di pubblico lha sicuramente riscosso lIgnite Session, dove blogger e giovaniimprenditori avevano cinque minuti netti per presentare progetti web innovativi o best practiceilluminanti.Qui il fitto programma della giornata, che ha visto intervenire, fra gli altri, colossi come Adobe, Yahoo,Sky, Facebook e Wikipedia, ma anche realtà nuove e in forte crescita come Reputation Manager,Ideato, Digital Natives e TheBlogTV e chi si occupa di promuovere le startup italiane come Dpixel.Presenti inoltre le istituzioni, che sotto la guida di Unioncamere, Infocamere e Retecamere hannodiscusso di e-democracy e dello stato dellarte dellamministrazione digitale in Italia (presentato ilrapporto "e-gov.impres@2010"). Sapevate che nel mandato di alcuni nostri governatori locali ci sonoparole come "semplificazione" e "digitalizzazione"?http://www.datamanager.it/news/comunicazione-italiana/una-tecnologia-sempre-pi-umana
  4. 4. Fra gli interventi più apprezzati spicca quello di Giuliano Noci, professore del MIP Politecnico di Milano,che parlando di social mobile ha proposto dei modelli di business e di comunicazione vincenti per leimprese doggi sfruttando proprio la possibilità per gli utenti di fruire di contenuti in mobilità, in unaprospettiva di crescente socialità. Ecco che entra dunque in gioco unaltra parola chiave dei nostritempi, parola che le aziende, grandi o piccole che siano, non possono ignorare: cross-medialità,ovvero la capacità di diffondere un messaggio su più mezzi di comunicazione, adattando di volta involta il linguaggio in modo coerente e coordinato, affinché il messaggio ne esca rafforzato. Dalle 4 P delmarketing old school (Product, Price, Place, Promotion) alle 4 C del marketing sociale (Contenuto,Contesto, Canale, Conversazione).Con la convergenza digitale il vecchio messaggio promozionale lascia spazio alla narrazione. Lanticotarget pronto ad essere colpito diventa esigente pubblico in sala, che non si aspetta di ricevere semplicimessaggi pubblicitari, ma di immergersi nel mondo dellazienda, con i suoi valori ed ideali prima ancorache prodotti e servizi. E la tecnica, o arte, dello story-telling, su cui ha tenuto un interessanteintervento Jader Giraldi, AD di Zeranta, società specializzata in edutainment e sponsor dellevento.Zeranta era presente al Forum con una vistosa mascotte: un enorme maiale rosa parcheggiato sotto lascritta "Borsa di Milano".http://www.datamanager.it/news/comunicazione-italiana/una-tecnologia-sempre-pi-umana
  5. 5. "Questo bel maiale rappresenta Il salvadanaio di Sally, nostro recente format tv di favole di economiaper bambini, per avviarli al mondo del risparmio, mancando in Italia una vera educazione finanziaria.Sarebbe però un errore pensare che ledutainment si rivolga unicamente ai bambini. Per una PMIinfatti può rivelarsi davvero vincente, soprattutto nellottica di contenere gli investimenti".Lady Innova e Jader Giraldi, CEO Zeranta Edutainment"In pratica si può avere un prodotto di formazione e di comunicazione allo stesso tempo. Mi spiego.Filmando ad esempio un progetto di formazione aziendale (un corso di team building, di leadership, dimarketing, etc...), proprio per loriginalità del suo svolgimento, si può ottenere un interessante video dipromozione dellazienda, da veicolare sui propri canali marketing. Cito Marshall McLhuan che diceva chenon ci può essere apprendimento senza una dose di divertimento. E dopotutto tu lo sai meglio di me:Lady Innova mi sembra proprio un buon esempio di giornalismo edutainment!"Una società sempre più connessa, ed una connessione sempre più mobile. Se prima era luomo adoversi adattare alle esigenze di Internet, ora è la Rete che segue e insegue luomo durante tutte le fasidella sua vita quotidiana. Anche nellevoluzione del business mobile si può intravedere il principio diChris Anderson del "lean forward vs lean back": oggi certamente è la realtà digitale ad andare verso isuoi utilizzatori e non più il contrario.Signore, dopo il pane e la Mercedes Benz, dacci dunque il nostro smartphone quotidiano. Ma lepersone, e le aziende, siamo sicuri siano così "smart"? Rispondono due guru del web e delle nuovetecnologie:http://www.datamanager.it/news/comunicazione-italiana/una-tecnologia-sempre-pi-umana
  6. 6. Lady Innova e Marco Zamperini"Ci sono senzaltro più smartphone che smart people. Un conto è avere un device tecnologicamenteallavanguardia, altro è saperlo usare sfruttandone davvero tutte le potenzialità. - dice Marco Zamperini,il funkyprofessor della Rete nonché Vice President e CTO di Value Team. "Ma parliamo anche di smart company - continua Federico Rampolla, Responsabile EALA per Accenture Interactive - Il punto è mettere in atto una comunicazione interattiva, a due vie: le aziende devono imparare a comunicare con i propri clienti in maniera personale e rilevante, cosa che in pochi oggi riescono a fare bene".http://www.datamanager.it/news/comunicazione-italiana/una-tecnologia-sempre-pi-umana
  7. 7. Alla fine qual è il significato di questa Rete sempre più presente, condivisa e partecipata? Lunico sensoche può avere la vita digitale è che riesca a riflettersi in quella reale, che sia funzionale a "far accadere"cose, formando la società. I social network avranno vinto solo quando quello che si diffonderà nonsaranno soltanto video esilaranti o messaggi al vetriolo, ma la cultura della partecipazione,dellinterazione, dellintelligenza distribuita. Dal web al territorio insomma, come ci ricorda bene CarloInfante."Tutte le parole che abbiamo visto orbitare nella tag cloud avranno senso soltanto quando riusciremoveramente a farle nostre e ad attuarle, utilizzando i social network per far accadere cose in un Paeseche subisce un grave deficit di attenzione culturale ai nuovi comportamenti legati alluso dellatecnologia. Comportamenti che dobbiamo spingere per cambiare le abitudini, per formare una veracultura digitale. Perchè sia chiaro: prima di fare il mercato bisogna fare la società".Così fra smartphone, tablet, iPad, iPhone, Android, e qualsivoglia gadget interconnesso, luomocontemporaneo non è di certo un cyborg: le nuove tecnologie cercano infatti di avvicinarsi il piùpossibile allumanità dei propri utilizzatori. Assumono significato solo nel momento in cui offronolopportunità di esserci con le proprie idee, i propri pensieri ed anche le proprie emozioni. Un battitodigitale per un cuore di carne? Sembrerebbe proprio di sì. Il messaggio finale che vi porto dal Forumdella Comunicazione Digitale è senza alcun dubbio un messaggio damore, attraverso lappello diZamperini e Rampolla, colleghi ma soprattutto amici:"Sulla base della nostra amicizia abbiamo deciso di lanciare un appello generale: diventiamo tutti dellesmart people, che si battono per vivere in smart cities e per lavorare in smart companies!Mettiamo in gioco la nostra creatività per sviluppare idee, contenuti e sinergie. Usando insomma la Retee le nuove tecnologie per un fine che vada oltre il proprio business quotidiano".http://www.datamanager.it/news/comunicazione-italiana/una-tecnologia-sempre-pi-umana
  8. 8. E voi, quanto siete smart? ;)Lady Innovahttp://www.datamanager.it/news/comunicazione-italiana/una-tecnologia-sempre-pi-umana

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