SECONDO DOSSIER GIOVANI            LE MISURE DEL GOVERNO PER IL LAVORO,                IL MEZZOGIORNO E LA FAMIGLIA       ...
CAPITOLO I             LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO                QUALI INCENTIVI PER I GIOVANI?1. La Riforma del Me...
La seconda novità riguarda il funzionamento di alcune categorie contrattuali. Il primocontratto a tempo determinato, della...
la nuova assunzione abbiano mantenuto al lavoro almeno il 30% degliapprendisti precedentemente assunti. Dal 1 dicembre 201...
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• con la riforma si amplia l’ambito di applicazione del lavoro accessorio         eliminando tutti i vincoli che la previg...
1.2 Tutela dei giovani e contrasto alla precarietà   La riforma del lavoro tutela i giovani introducendo elementi di contr...
• il compenso è proporzionato alla quantità e qualità del lavoro e il           corrispettivo non può essere inferiore ai ...
Prima della riforma, l’impiego delle partite IVA era esposto al rischio di utilizzo distortoper dissimulare rapporti di la...
contratti collettivi possono prevedere condizioni e modalità che consentano al lavoratore dirichiedere l’eliminazione ovve...
1.3 Ammortizzatori sociali   Gli ammortizzatori sociali sono quel complesso di misure finalizzate al sostegno delreddito d...
CAPITOLO II         LE MISURE PER I GIOVANI DEL MEZZOGIORNO:                IL PIANO DI AZIONE COESIONE   2.1. Che cos’è i...
- Credito d’imposta per l’occupazione rivolto ai lavoratori svantaggiati(disoccupati di lunga durata, donne residenti in a...
2.2 II Fase Piano di Azione Coesione       Il Piano di Azione Coesione – Fase II, iniziata l’11 maggio 2012 – in linea con...
2.2.2. No Profit per i giovani del Mezzogiorno        L’azione, che prevede un investimento pari a 36,7 milioni di Euro, è...
- far sperimentare agi studenti metodi di insegnamento e ricerca        propri di altri sistemi educativi (come l’applicaz...
CAPITOLO III                                        E INOLTRE…       Il terzo capitolo, che chiude il secondo dossier giov...
2. Interventi di ricerca industriale orientati a favorire la specializzazione             del sistema industriale nazional...
restituire al massimo in 5 anni con un tasso agevolato. Lo possono richiedere i genitori deibambini nati o adottati negli ...
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Dossier giovani II

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Dossier giovani II

  1. 1. SECONDO DOSSIER GIOVANI LE MISURE DEL GOVERNO PER IL LAVORO, IL MEZZOGIORNO E LA FAMIGLIA luglio 2012 UFFICIO STAMPA E DEL PORTAVOCE1 *** Da marzo – data di pubblicazione del primo dossier giovani – a luglio, è proseguital’azione del Governo in favore delle giovani generazioni. Tra le novità più importanti cisono la riforma del mercato del lavoro, i nuovi interventi sulle professioni intellettuali, gliincentivi all’imprenditoria (e, più in generale, alla crescita) e le iniziative a favore dei nucleifamiliari. A conferma dell’attenzione del Governo per la condizione giovanile, c’è stata lapartecipazione del Presidente del Consiglio al convegno “Guardo al Futuro: Stati Generalidelle Politiche Giovanili in Italia”, organizzato dal Forum Nazionale Giovani a maggio. Neldiscorso all’assemblea il Presidente si è soffermato sull’importanza delle nuovegenerazioni, confermandone il ruolo prioritario nell’agenda dell’Esecutivo, perché – haconcluso il Presidente – “ciò che fa bene ai giovani, fa bene al Paese”. Nel frattempo lo spazio “Il Governo e i Giovani” si è arricchito di nuovi contenuti, inparticolare all’interno di alcune sezioni (Dossier Giovani, Dati Istat, CampagneInformative, Forum Nazionale Giovani, ItaliaCamp, Confindustria Giovani, Europa,Audiovisivi e Normativa). Lo spazio online in due mesi è stato visitato circa 25mila volte,grazie anche al supporto informativo di alcune Università (La Sapienza e la Luiss GuidoCarli di Roma, l’Alma Mater di Bologna, la Bocconi e la Statale di Milano). Gli strumenti didiffusione sono stati – nella maggior parte dei casi – il sito dell’Ateneo, il giornale o laradio universitaria. L’8 maggio, infine, lo spazio dedicato ai giovani è stato presentato alloYoung International Forum di Roma. Il Secondo Dossier Giovani, “Le misure del Governo per il Lavoro, il Mezzogiorno e laFamiglia”, illustra i principali provvedimenti varati dal Governo nell’ultimo quadrimestre,oltre ad approfondire alcuni di quelli già illustrati dal primo rapporto: “Le priorità delGoverno per l’occupazione”. Il Dossier si compone di tre capitoli. Il primo Capitolo si concentra sui provvedimentiapprovati con la riforma del Lavoro: in particolare gli incentivi e le facilitazioni perl’occupazione giovanile. Si dà rilievo poi alle nuove regole per l’apprendistato e alle ultimenovità in tema di “disciplina di tirocinio”. Il secondo Capitolo illustra le misure adottate per i giovani nel Mezzogiorno con il Pianodi Azione Coesione, secondo gli obiettivi di crescita e inclusione sociale: lotta alladispersione scolastica, no profit, iniziative per l’apprendistato, l’uscita dalla condizione diNeet (Not in Education, Employment or Training), progetto Angels e ricerca dicompetitività e innovazione per le imprese. Il terzo Capitolo illustra sinteticamente alcune misure ulteriori a favore dei giovaniprofessionisti, dei ricercatori, delle famiglie e nel settore Green Economy. 1 La redazione del secondo dossier giovani è a cura dell’Ufficio stampa e del Portavoce. I contenuti delCapitolo 1 sono frutto della rielaborazione della documentazione fornita dal Ministero del Lavoro e dellePolitiche Sociali.
  2. 2. CAPITOLO I LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO QUALI INCENTIVI PER I GIOVANI?1. La Riforma del Mercato del Lavoro – 1.1. Misure per favorire l’occupazione giovanile – 1.2 –Tutela dei giovani e contrasto alla precarietà - 1.3. Ammortizzatori sociali 1. La Riforma del Mercato del Lavoro La riforma del mercato del lavoro2 presentata in Consiglio dei Ministri il 23 marzo diquest’anno e approvata dal Parlamento il 27 giugno 2012 contiene nuove misure in favoredi giovani e precari e si concentra su tre pilastri: a) Favorire l’occupazione giovanile attraverso: - Apprendistato; - Contratti a tempo determinato; - Contratto intermittente o a chiamata; - Lavoro accessorio in agricoltura. b) Tutelare i giovani e contrastare la precarietà attraverso: - Lavoro a progetto; - Partite IVA (imposta sul valore aggiunto); - Tirocini formativi e di orientamento; - Contratto a tempo parziale. c) Ammortizzatori sociali - Mobilità lunga o corta; - Cassa integrazione; - Indennità ordinaria di disoccupazione e i prepensionamenti. 1.1 Misure per favorire l’occupazione giovanile La riforma del mercato del lavoro favorisce l’occupazione dei giovani attraverso alcuniinterventi sugli istituti dell’apprendistato, del contratto a termine, del lavoro intermittentee del lavoro accessorio nel settore agricolo. Le novità principali della riforma sono due: gliincentivi all’uso dell’apprendistato, che nel nuovo mercato del lavoro diventa ilprincipale strumento per iniziare una carriera lavorativa. Per favorirne l’impiego, dal 1gennaio 2013 è incrementato il numero di apprendisti che un datore di lavoro(con più di 10 dipendenti) può assumere. Prima della riforma il numero degliapprendisti poteva superare il numero delle maestranze specializzate e qualificate, non eraprevista una durata minima del rapporto, né vincoli all’utilizzo. Con la riforma del mercatodel lavoro, invece, il numero degli apprendisti può raggiungere il rapporto di 3 a 2. Per chiha meno di 10 dipendenti è mantenuto il limite precedentemente in vigore (1 a 1). Per leimprese artigiane, invece, continuano a trovare applicazione le norme di maggior favore3. 2 Vedi, per approfondimenti, la Legge n. 92 del 28 giugno 2012, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.153 del 3 luglio 2012. 3 Cfr. Legge n. 443 dell’8 agosto 1985 – Legge-Quadro per l’artigianato.
  3. 3. La seconda novità riguarda il funzionamento di alcune categorie contrattuali. Il primocontratto a tempo determinato, della durata massima di 12 mesi, potrà esserestipulato senza obbligo di indicare la causale. Il contratto di lavoro intermittente – o“a chiamata” – potrà essere concluso anche con soggetti di età inferiore ai 24 anni e laprestazione dovrà svolgersi entro il 25esimo anno di età. Infine, nelle attività agricolestagionali, i giovani con meno di 25 anni potranno essere impiegati tramite lavoroaccessorio, purché regolarmente iscritti in un ciclo di studi presso un istituto scolasticodi qualsiasi ordine e grado. Di seguito la spiegazione più approfondita dei quattro provvedimenti: A) La prima misura è l’apprendistato. L’apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani che, al termine del periodo di formazione, si “trasforma” in un normale contratto di lavoro subordinato. L’apprendistato che si rivolge ad adolescenti e giovani in cerca di occupazione, che favorisce in modo specifico la qualificazione professionale (ovvero l’apprendimento di un mestiere), ma anche la possibilità di acquisire titoli di studio di livello secondario superiore e di alta formazione, compresi i dottorati di ricerca e il praticantato per l’accesso alle professioni. Le tipologie di apprendistato sono tre: a) apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale: l’apprendista ha dai 15 ai 25 anni e il periodo di formazione dura dai 3 ai 4 anni; b) apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere: l’apprendista ha dai 18 ai 29 anni e il periodo di formazione dura dai 3 ai 5 anni; c) apprendistato di alta formazione e ricerca: l’apprendista ha dai 18 ai 29 anni e il periodo di formazione è fissato dalle Regioni o da accordi fra il datore di lavoro e l’istituzione formativa. Il contratto di apprendistato segue alcuni principi e caratteristiche: • obbligo di forma scritta del contratto, del patto di prova e del piano formativo; • divieto di retribuzione a cottimo e possibilità di inquadrare il lavoratore fino a due livelli inferiori alla categoria spettante ovvero, in alternativa, di stabilire la retribuzione dell’apprendista in misura percentuale e in modo graduale alla anzianità di servizio; • presenza di un tutore o referente aziendale; • possibilità del riconoscimento della qualifica ai fini contrattuali; • registrazione della formazione e della qualifica eventualmente acquisita nel libretto formativo del cittadino; • possibilità di prolungare il periodo di apprendistato in caso di malattia, infortunio o sospensione involontaria del rapporto, superiore a trenta giorni, secondo quanto previsto dai contratti collettivi; • divieto per le parti di recedere dal contratto durante il periodo di formazione in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo, pena sanzioni di legge. Per favorire la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, la possibilità di assumerenuovi apprendisti è consentita ai datori di lavoro che nei 36 mesi precedenti
  4. 4. la nuova assunzione abbiano mantenuto al lavoro almeno il 30% degliapprendisti precedentemente assunti. Dal 1 dicembre 2015 tale percentuale verràelevata al 50%. Dal computo sono esclusi i rapporti cessati per recesso durante il periodo diprova, per dimissioni e per licenziamento per giusta causa. Gli apprendisti assunti in violazione di tali limiti devono essere consideratilavoratori a tempo indeterminato sin dalla costituzione del rapporto dilavoro. La durata minima del contratto non può essere inferiore a 6 mesi. B) La seconda misura è il contratto a tempo determinato che presenta i seguentiprincipi e caratteristiche: • l’apposizione di un termine finale di durata; • l’apposizione di un termine deve risultare da atto scritto, nel quale sono inoltre specificate le ragioni dell’assunzione a tempo determinato; in mancanza, il contratto si considera a tempo indeterminato. Una copia dell’atto scritto deve essere consegnata al lavoratore entro cinque giorni dall’inizio del rapporto di lavoro. La forma scritta non è richiesta quando la durata del rapporto di lavoro non supera 12 giorni; • il termine finale del contratto può essere prorogato per una sola volta e con il consenso del lavoratore. La proroga è ammessa quando sussistono ragioni oggettive e si riferisce alla stessa attività lavorativa per la quale era stato stipulato il contratto iniziale. In tal caso, la durata complessiva del rapporto di lavoro (durata iniziale + proroga) non può superare i 3 anni; • il requisito della sussistenza di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo è escluso in caso di stipulazione di un primo contratto di lavoro a termine, purché di durata non superiore a un anno, il quale non potrà inoltre essere oggetto di proroga. Tale esclusione è prevista anche per il caso di prima missione di un lavoratore nell’ambito di un contratto di somministrazione a tempo determinato; • i limiti di prosecuzione del rapporto di lavoro oltre i quali il contratto a termine si considera a tempo indeterminato sono di 30 giorni, in caso di contratti di durata inferiore a 6 mesi e di 50 giorni per i contratti di durata superiore. Il datore di lavoro ha l’obbligo di comunicare al Centro per l’impiego territorialmente competente che il rapporto continuerà, con l’indicazione della durata della prosecuzione; • la durata massima del primo contratto è di 12 mesi. Per favorire l’occupazione giovanile è prevista l’eliminazione delle causali dal primocontratto a tempo determinato o nel caso di prima missione del lavoratore nell’ambito diun contratto di somministrazione a tempo determinato. Prima della riforma del mercato del lavoro, l’apposizione del termine alla durata delcontratto subordinato era consentita per ragioni di carattere tecnico, produttivo,organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili all’ordinaria attività del datore di lavoro. Trala fine di un contratto e la stipula del nuovo dovevano passare 10 o 20 giorni (a secondache si trattasse di un contratto di durata inferiore o superiore a 6 mesi). Con la riforma, oltre all’eliminazione delle causali nell’ipotesi di primo contratto, èanche prevista la possibilità di eliminare le causali con la contrattazionecollettiva, nei casi in cui l’assunzione avvenga nell’ambito di particolari processiproduttivi (ad esempio l’avvio di una nuova attività, il lancio di un nuovo prodotto oservizio innovativo, l’implementazione di un rilevante cambiamento tecnologico, la fase
  5. 5. supplementare di un significativo progetto di ricerca e sviluppo, il rinnovo o la proroga diuna commessa consistente). Tra la fine di un contratto e la stipula del nuovo devono passare 60 o 90 giorni aseconda che si tratti di un contratto di durata inferiore o superiore a 6 mesi. In presenza dispecifiche situazioni produttive la contrattazione collettiva può ridurre tali terminirispettivamente in 20 e 30 giorni. C) La terza misura è il contratto intermittente (o “a chiamata”). Il contratto dilavoro intermittente, o “a chiamata”, è stato introdotto dalla Legge Biagi4. E’ il contrattomediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne puòutilizzare la prestazione lavorativa secondo determinate modalità e limiti. Il contratto intermittente o a chiamata presenta i seguenti principi e caratteristiche: • il contratto va redatto con forma scritta ad probationem5; • i casi nei quali possono essere stipulati contratti di lavoro intermittente sono individuati tramite contratti collettivi; • al lavoratore “intermittente” deve essere garantito, a parità di mansioni svolte, il medesimo trattamento normativo, economico e previdenziale riconosciuto ai lavoratori subordinati; • qualora il lavoratore si impegna a restare a disposizione del datore di lavoro, questo è tenuto a corrispondergli mensilmente una indennità di disponibilità. Prima della riforma il contratto di lavoro intermittente poteva essere concluso dalavoratori con meno di 25 anni di età. Con la riforma invece potrà essere conclusoda soggetti di età inferiore a 24 anni, che dovranno svolgere la prestazioneentro il compimento dei 25 anni. Quando il datore di lavoro vuole utilizzare il lavorointermittente deve inviare una comunicazione preventiva alla direzione territoriale dellavoro competente. Tale comunicazione è necessaria ogni volta che il datore di lavorochiami il lavoratore. Le modalità della comunicazione sono state semplificate epossono avvenire via fax, posta elettronica o sms secondo modalità che saranno decise condecreto del Ministro del Lavoro. D) L’ultima misura è il lavoro accessorio in Agricoltura6. Il lavoro accessorio è un rapporto di lavoro che ha a oggetto attività di natura occasionale, ossia svolte in modo saltuario, in ambiti specifici di attività. La prestazione deve avere natura meramente occasionale e accessoria. La riforma ne restringe il campo di operatività, al fine di aumentare le tutele per il lavoratore. Il lavoro accessorio in Agricoltura presenta i seguenti principi e caratteristiche: 4 Legge n. 30 del 14 febbraio 2003 5 Locuzione latina, usata in ambito giuridico, che significa “ai fini di prova”. 6 Il lavoro accessorio presenta un duplice vantaggio sia per il datore di lavoro che il lavoratore. Per ilprimo, infatti, l’utilizzo della formula del lavoro occasionale e accessorio esclude qualsiasi sospetto di lavoroirregolare. Il lavoratore, a sua volta, ha il vantaggio di poter integrare il suo reddito senza imposizioni fiscali esenza alcuna incidenza sul suo stato di occupato o inoccupato, avendo comunque una coperturaprevidenziale e assicurativa. Il lavoro accessorio in Agricoltura comprende le seguenti attività: attivitàagricole stagionali, coltivazioni in serra, attività agrituristiche, aziende florovivaistiche.
  6. 6. • con la riforma si amplia l’ambito di applicazione del lavoro accessorio eliminando tutti i vincoli che la previgente disciplina imponeva in termini di requisiti soggettivi o oggettivi; • la modalità di assorbimento dell’obbligo retributivo e contributivo connesso alle prestazioni avviene attraverso l’acquisto presso le rivendite autorizzate, da parte del datore di lavoro, di uno o più carnet di buoni per prestazioni di lavoro accessori, da consegnare al prestatore di lavoro accessorio; • il compenso non può superare i 5mila Euro con riferimento all’intero anno solare e alla totalità dei committenti. In caso di imprenditori commerciali e professionisti il compenso può essere massimo di 2 mila Euro per committente. Infine rileva che tale compenso diviene computabile per il rinnovo del permesso di soggiorno. Prima della riforma, il lavoro accessorio era limitato solo a ristretti ambiti di attività.Oggi si è ampliata la platea dei destinatari che sono individuati nei lavoratoripensionati, nei giovani al di sotto dei 25 anni, nelle casalinghe e nei lavoratoricon contratto a tempo parziale. Anche l’ambito oggettivo di applicazione è stato esteso a ricomprendere i vari settoriproduttivi. Con l’approvazione della riforma si è stabilito che, nelle attività agricole dicarattere stagionale, i giovani con meno di 25 anni potranno essere impiegati tramitelavoro accessorio, se regolarmente iscritti in un ciclo di studi presso un istituto scolasticodi qualsiasi ordine e grado – compatibilmente con gli impegni scolastici – ovvero inqualunque periodo dell’anno se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l’Università.
  7. 7. 1.2 Tutela dei giovani e contrasto alla precarietà La riforma del lavoro tutela i giovani introducendo elementi di contrasto a possibilipratiche volte a un impiego abusivo e illegittimo di forme di flessibilità. La riforma mira atutelare le nuove generazioni attraverso il lavoro a progetto, le partite IVA, il tirocinio e ilcontratto a tempo parziale. In breve le novità introdotte per ogni misura: Per il lavoro a progetto: - è introdotta una presunzione relativa di subordinazione quando l’attività delcollaboratore è svolta con modalità analoghe a quelle dei lavoratori dipendenti dellaimpresa committente; - in caso di mancanza di un progetto specifico, la prestazione di lavoro siconsidererà di lavoro subordinato a tempo indeterminato; - si rafforza l’indennità una tantum a favore dei co.co.pro7 disoccupati, siintroduce un obbligo di trattamento economico non inferiore a quello spettante ailavoratori subordinati che svolgono mansioni equiparabili e si vincola l’esercizio del poteredi recesso del committente a presupposti più stringenti. Con riguardo alle partite IVA vengono introdotte presunzioni per distinguere le partitevirtuose da quelle che “nascondono” rapporti di lavoro subordinato. Il tirocinio è stato riformato per ostacolare eventuali usi distorti dell’istituto (adesempio l’utilizzo in sostituzione del lavoro subordinato, lo sfruttamento di prestazionilavorative senza remunerazione) e garantire al tirocinante una congrua indennità inrelazione alla prestazione svolta. Nel contratto a tempo parziale i lavoratori studenti potranno revocare il consensoprestato all’inserimento di clausole flessibili o elastiche. Di seguito la spiegazione più approfondita dei quattro provvedimenti: A) La prima misura è il contratto di lavoro a progetto (o “contratto dicollaborazione contributivo per programma”, o progetto o fase di esso) introdotto dallaLegge Biagi. Il lavoro a progetto presenta i seguenti principi e caratteristiche: • il contratto di collaborazione coordinata e continuativa deve essere riconducibile ad un progetto specifico che non può consistere in una mera riproposizione dell’oggetto sociale del committente o nello svolgimento di compiti meramente esecutivi o ripetitivi; • si configura come una “obbligazione di risultato” che lascia cioè autonomia al lavoratore circa le modalità di svolgimento della prestazione; • è richiesta la forma scritta che deve definire il progetto stesso nonché il risultato finale che si intende conseguire; • nel caso in cui l’attività del collaboratore sia svolta con modalità analoghe rispetto a quella svolta dai lavoratori dipendenti (o comunque non nel senso del progetto specifico), il rapporto è considerato di lavoro subordinato sin dalla sua data di costituzione, salva la prova contraria da parte del committente; 7 La sigla sta per “contratto a progetto” ed è stata introdotta con la Legge Biagi.
  8. 8. • il compenso è proporzionato alla quantità e qualità del lavoro e il corrispettivo non può essere inferiore ai minimi stabiliti per i lavoratori subordinati che svolgono mansioni equiparabili. Prima della riforma era previsto l’obbligo di ricondurre i rapporti di collaborazionecoordinata e continuativa a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi diesso. Con la riforma viene ulteriormente rafforzato il requisito della specificitàdel progetto. Se l’attività del collaboratore a progetto è svolta con modalità analoghe aquelle dei dipendenti dell’impresa committente opera la presunzione relativa disubordinazione: in caso di mancanza di progetto specifico il contratto si considera dilavoro subordinato a tempo indeterminato. Sempre a favore dei lavoratori precari viene rafforzata l’indennità una tantum afavore dei co.co.pro disoccupati. Si introduce cioè un obbligo di trattamentoeconomico non inferiore a quello spettante ai lavoratori subordinati che svolgono mansioniequiparabili a quelle del collaboratore a progetto. Infine, si vincola l’esercizio del potere di recesso prima della scadenza del committentealla esistenza di oggettivi profili di inidoneità professionale tali da rendere impossibile larealizzazione del progetto. B) La seconda misura sono le Partite IVA. Per partita IVA si intende una sequenza dicifre che identifica univocamente un soggetto che esercita un’attività rilevante ai finidell’imposizione fiscale indiretta8. Le partite IVA presentano i seguenti principi e caratteristiche: • è l’obbligazione di compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente; • il corrispettivo, se non è convenuto dalle parti e non può essere determinato secondo le tariffe professionali o gli usi, è stabilito dal giudice in relazione al risultato ottenuto e al lavoro normalmente necessario per ottenerlo; • le prestazioni rese dai titolari di partita IVA sono da considerarsi co.co.pro. quando ricorrono almeno due dei seguenti presupposti: durata collaborazione superiore ad 8 mesi nell’arco dell’anno; il ricavo percepito nell’arco dello stesso anno costituisca almeno l’80% dei corrispettivi complessivamente percepiti nello stesso anno dal collaboratore, disponibilità di una postazione fissa di lavoro presso il committente; • la presunzione di cui sopra non opera con riguardo ai professionisti iscritti in un albo o ordine professionale. 8 Ogni soggetto fiscale dell’Unione europea è riconoscibile dal suo numero di partita Iva, composto dallasigla dello Stato di appartenenza (ad esempio IT per Italia, DE per Germania, ES per Spagna) e da unasequenza alfanumerica o numerica, variabile da Paese a Paese. Il numero di partita è rilasciato dall’Ufficiodell’Agenzia delle Entrate a cui viene richiesto, indipendentemente dal domicilio fiscale, al momento dellaapertura della posizione Iva (secondo il decreto del Presidente della Repubblica n. 404 del 5 ottobre 2001). Ilnumero di partita assegnato al contribuente, a partire dal 1 dicembre 2001, ha validità su tutto il territorionazionale e rimane invariato per tutto il periodo in cui si svolge lattività.
  9. 9. Prima della riforma, l’impiego delle partite IVA era esposto al rischio di utilizzo distortoper dissimulare rapporti di lavoro subordinato ed eludere le relative tutele ed oneri. Con lariforma, le prestazione lavorative rese da persona titolare di partita sono considerate, salvoprova contraria da parte del committente, rapporti di collaborazione coordinata econtinuativa, qualora ricorrano almeno due dei seguenti presupposti: • la collaborazione abbia una durata complessivamente superiore ad 8 mesi nell’arco dell’anno solare; • il corrispettivo derivante da tale collaborazione costituisca più dell’80% dei corrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore nell’arco dello stesso anno solare; • il collaboratore disponga di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente. La presunzione non opera per i collaboratori che svolgono attività altamente qualificate,per gli iscritti agli albi professionali e per i titolari di un reddito annuo non inferiore a 1,25volte il minimale previsto per il versamento dei contributi previdenziali dei lavoratoriautonomi (per il 2012 è di circa 18 mila Euro). C) La terza misura sono i tirocini formativi e di orientamento. Si alternano frastudio e lavoro nell’ambito dei processi formativi, anche al fine di agevolare le scelteprofessionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro, a favore di soggetti cheabbiano già assolto l’obbligo scolastico. Possono essere promossi unicamente da soggetti inpossesso degli specifici requisiti determinati dalle Regioni. Entro il 18 gennaio 2013, il Governo e le Regioni, in sede di Conferenza permanentetra Stato e Regioni e Province autonome, provvederanno alla stipula di un accordo per ladefinizione di linee guida condivise in materia di tirocini formativi e diorientamento, sulla base di alcuni criteri. Ad esempio, il criterio della previsione diazioni e interventi volti a contrastare un uso distorto dell’istituto anche attraverso lapuntuale definizione delle modalità con cui il tirocinante presta la propria attività; oppureil criterio della sanzione a carico dell’azienda che si avvale impropriamente del tirocinio; oancora quello della previsione di una congrua indennità per il tirocinante. Con la riforma -in aggiunta a quanto già disposto dal recente Decreto Legge n. 138 del 13 agosto 20119 - siprevede il riconoscimento di una congrua indennità, anche in formaforfettaria, in relazione alla prestazione svolta. La mancata corresponsionedell’indennità comporterà una sanzione amministrativa tra i mille e i 6 mila Euro a caricodel trasgressore. D) La quarta misura è il contratto a tempo parziale. E’ un contratto di lavorosubordinato caratterizzato da una riduzione dell’orario rispetto a quello ordinario. Prima della riforma del mercato del lavoro, le parti del contratto a tempo parzialepotevano concordare clausole flessibili relative alla variazione della collocazione temporaledella prestazione stessa. Nei rapporti di lavoro a tempo parziale di tipo verticale o misto sipotevano anche stabilire “clausole elastiche”, volte cioè alla modifica in aumento delladurata della prestazione lavorativa. Con la riforma, invece, i lavoratori studenti potrannorevocare il consenso dato all’inserimento delle clausole flessibili o elastiche. Inoltre, i 9 Il Decreto Legge n. 138 del 13 agosto 2011 stabilisce che i tirocini formativi e di orientamento “noncurriculari” abbiano una durata non superiore a 6 mesi e siano promossi esclusivamente a favore dineodiplomati e neolaureati, entro 12 mesi dal conseguimento del relativo titolo di studio.
  10. 10. contratti collettivi possono prevedere condizioni e modalità che consentano al lavoratore dirichiedere l’eliminazione ovvero la modifica delle clausole flessibili ed elastiche. Il contratto a tempo parziale presenta i seguenti principi e caratteristiche: - la riduzione dell’orario di lavoro può avvenire secondo tre modelli: • tipo orizzontale – la prestazione di lavoro si svolge tutti i giorni ma ad orario ridotto; • tipo verticale – la prestazione è a ‘tempo pieno’, ma solo in alcuni giorni; • tipo misto – vi é la combinazione delle due precedenti modalità. - per il contratto di lavoro a tempo parziale è richiesta la forma scritta ad probationem.Il contratto deve inoltre contenere la precisa determinazione degli orari ridotti; - l’orario può essere determinato con clausole flessibili, cioè con la possibilità di variarele ore lavorative giornaliere in caso di contratto a tempo parziale orizzontale, o clausoleelastiche per cambiare in tipo verticale o misto. Clausole a cui è possibile revocare ilconsenso per il lavoratore studente; - per quanto riguarda il trattamento economico e normativo, il lavoratore impiegato atempo parziale non deve essere discriminato rispetto al lavoratore impiegato invece atempo pieno, fermo restando il principio costituzionale di proporzionalità dellaretribuzione alla quantità del lavoro svolto.
  11. 11. 1.3 Ammortizzatori sociali Gli ammortizzatori sociali sono quel complesso di misure finalizzate al sostegno delreddito dei lavoratori che hanno appena perso il posto di lavoro: quei mezzi a cui ricorronole aziende in difficoltà che hanno esigenze di riorganizzazione, ristrutturazione oridimensionamento. I principali ammortizzatori sono la mobilità lunga o corta, la cassaintegrazione, indennità ordinaria di disoccupazione e i prepensionamenti. Questeoperazioni sono possibili perché gli enti previdenziali se ne sono assunti i costi. Con la riforma del mercato del lavoro, viene allargata la platea dei beneficiari10.Viene quindi istituito il nuovo sistema di Assicurazione sociale per l’Impiego(ASpI) che si applicherà a tutti i lavoratori dipendenti compresi gli apprendisti. Sempre infavore degli apprendisti è previsto il contributo di licenziamento nel caso di interruzionedel rapporto di lavoro avvenuto per cause diverse dalle dimissioni o dal recesso dellavoratore. In via sperimentale, per gli anni 2013-2015, il lavoratore può richiedere la liquidazionedegli importi ancora dovuti nell’ambito dell’ASpI al fine di intraprendere un’attività dilavoro autonomo, ovvero avviare un’attività in forma di auto-impresa, o per associarsi incooperativa. Attraverso la previsione della mini-ASpI vengono indennizzati periodi di nonoccupazione verificatisi nell’anno solare precedente alla domanda per i lavoratori che,avendo svolto lavori brevi e discontinui, non raggiungono il requisito di contribuzioneminima per l’indennità di disoccupazione (ASpI). Nell’ambito dell’ASpI, sono inoltrestabilite misure di sostegno al lavoro precario come ad esempio il potenziamentodell’indennità “una tantum” accordata ai lavoratori a progetto rimasti privi di occupazione. 10 Con la possibilità di ampliamenti ulteriori nel momento in cui verranno reperite ulteriori risorse.Sono estese le tutele in costanza di rapporto di lavoro ai settori oggi non coperti dalla cassa integrazionestraordinaria.
  12. 12. CAPITOLO II LE MISURE PER I GIOVANI DEL MEZZOGIORNO: IL PIANO DI AZIONE COESIONE 2.1. Che cos’è il Piano di Azione Coesione? - 2.2. II Fase Piano di Azione Coesione - 2.2.1. Lottaalla Dispersione scolastica - 2.2.2. No Profit per i giovani del Mezzogiorno - 2.2.3. Iniziative perl’apprendistato e l’uscita dalla condizione giovanile “né allo studio, né al lavoro” - 2.2.4. ProgettoAngels - 2.2.5. Competitività e innovazione delle imprese 2.1. Che cos’è il Piano di Azione Coesione? Il Piano di Azione Coesione per il miglioramento dei servizi pubblici alSud è stato firmato il 15 dicembre 2011 da Governo e dalle Regioni Basilicata, Calabria,Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il Piano è volto a individuare obiettivi, contenuti emodalità operative per la revisione dei programmi cofinanziati dai Fondi Strutturali per glianni 2007-2013 al fine di accelerarne l’attuazione e migliorarne l’efficacia. Cosa si intende per Fondi Strutturali? I Fondi Strutturali sono strumenti finanziari gestiti dalla Commissione Europea per rafforzare lacoesione economica, sociale e territoriale riducendo il divario fra le Regioni più avanzate e quelle in ritardodi sviluppo. Il Fondo Sociale Europeo (FSE) finanzia interventi nel campo sociale. Interviene su tutto ciòche concorre a sostenere l’occupazione mediante interventi sul capitale umano: prevenire e combattere ladisoccupazione, creazione di figure professionali e di formatori. I beneficiari sono soprattutto giovani,donne, adulti, disoccupati di lunga durata, occupati a rischio di espulsione dal mercato del lavoro e gruppia rischio di esclusione sociale. Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) finanzia gli interventiinfrastrutturali nei settori della comunicazione, energia, istruzione, sanità, ricerca ed evoluzionetecnologica. A livello delle singole Regioni europee i Fondi Strutturali sono espressi da specifici Programmi,suddivisi in Programmi Operativi Nazionali (PON), Programmi Operativi Regionali (POR), Programmioperativi interregionali (POIR). Per Programma Operativo si intende quel documento proposto dalloStato nazionale o da una sua Regione e approvato dalla Commissione europea al fine di attuare in quelPaese – e conseguentemente in quella Regione – la programmazione comunitaria. La Fase I del Piano di Azione Coesione, avviata il 15 dicembre 2011, ha previsto lostanziamento di 3,7 miliardi di Euro per programmi cofinanziati da Fondi Strutturali afavore di istruzione, ferrovie, agenda digitale, occupazione di lavoratori svantaggiati e unpiano di riforma del sistema di formazione professionale in Sicilia. Lo stato diavanzamento è il seguente: - Istruzione. Gli atti per l’impegno dei Fondi sono stati formalizzati a partire dal mese di giugno. Per ogni linea di intervento sono stati definiti gli indicatori di risultato che saranno rilevati e comunicati ai cittadini. Cosa si intende per indicatori di risultato? Per indicatori di risultato si intendono quelle informazioni selezionate allo scopo di valutare i cambiamenti che si verificano nei fenomeni osservati e, conseguentemente, per orientare i processi decisionali; - Ferrovie. E’ stato predisposto lo schema generale di Contratto istituzionale di sviluppo con Rete Ferroviaria Italiana per la realizzazione delle opere e gli impegni da rispettare, rendendo esplicite le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti nell’attuazione degli interventi;
  13. 13. - Credito d’imposta per l’occupazione rivolto ai lavoratori svantaggiati(disoccupati di lunga durata, donne residenti in aree a bassa occupazionefemminile, giovani inoccupati). La Conferenza permanente per i rapporti fra loStato, le Regioni e le Province autonome ha approvato il decreto interministeriale diattuazione. Le Regioni potranno fissare entro 30 giorni le procedure per laconcessione del bonus che andrà utilizzato in compensazione dalle imprese entrodue anni dalla data di assunzione. - Che cos’è la Conferenza unificata Stato-Regioni-Province autonome-Città eAutonomie locali? - La Conferenza Unificata è stata istituita dal decreto legislativo n. 287 del 28 agosto 1997,che ne ha definito anche la composizione, i compiti e le modalità organizzative ed operative. LaConferenza Unificata, sede congiunta della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza Stato-Città e autonomie locali, opera al fine di: favorire la cooperazione tra l’attività dello Stato e ilsistema delle autonomie; esaminare le materie e i compiti di comune interesse. E’ competente intutti casi in cui la Conferenza Stato-Regioni e la Conferenza Stato-Città ed autonomie locali sonochiamate ad esprimersi su un medesimo oggetto. - Agenda digitale. Il Piano Nazionale Banda larga attua le misure per ilsuperamento del digital divide di primo livello. Inoltre, è in corso un riesamedell’assegnazione delle risorse per la realizzazione dei Data Center (impiantoutilizzato per sistemi informatici interni). - Il digital divide (o divario digitale) è il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alletecnologie dell’informazione (in particolare personal computer e internet) e chi ne è escluso, inmodo parziale o totale. I motivi di esclusione comprendono diverse variabili: condizionieconomiche, livello d’istruzione, qualità delle infrastrutture, differenze di età o di sesso,appartenenza a diversi gruppi etnici, provenienza geografica. Il digital divide può essere inteso siarispetto a un singolo Paese sia a livello globale. - Programma straordinario di riforma del sistema di formazioneprofessionale in Sicilia. Aggiornato nel corso del mese di marzo, sarà messo apunto entro la fine del mese di luglio 2012.
  14. 14. 2.2 II Fase Piano di Azione Coesione Il Piano di Azione Coesione – Fase II, iniziata l’11 maggio 2012 – in linea con leindicazioni del Consiglio Europeo del 30 gennaio 2012, attua un intervento mirato infavore dei giovani del Sud. E’ previsto un deciso rafforzamento degli interventi già avviaticon la prima fase di riprogrammazione (un investimento pari a circa 1.500 milioni diEuro) attraverso l’adozione di nuove misure per l’inclusione sociale e la crescita. L’obiettivo di inclusione sociale prevede investimenti pari a 115 milioni di Euroe i seguenti interventi: • l’integrazione dell’azione contro la dispersione scolastica in oltre cento micro-aree (reti di scuole) con apertura di strutture sportive, laboratori musicali e altre azioni mirate per la legalità, con il concorso delle scuole stesse e del privato sociale; • la selezione (via bando pubblico) di progetti promossi da giovani del privato sociale per l’offerta di servizi collettivi e la valorizzazione di beni pubblici. Per l’obiettivo della crescita, invece, saranno impiegati 105 milioni che favoriranno: • iniziative per l’apprendistato, per avvicinare le nuove generazioni alle professioni e fortificare le prospettive dei giovani imprenditori; • la promozione dell’impiego da parte degli studenti di Università del Sud di metodi applicati e avanzati di studio e ricerca, del loro impegno critico e del loro inserimento in circuiti di ricerca internazionali attraverso la mobilitazione dei ricercatori italiani all’estero; • interventi aggiuntivi di rafforzamento dell’auto-impiego e dell’imprenditorialità giovanile. 2.2.1. Lotta alla Dispersione scolastica Nella Fase II del Piano di Azione Coesione, la strategia per il Mezzogiorno siconcentra in oltre cento micro-aree ad alto tasso di dispersione scolastica. Cosa si intende per dispersione scolastica? La dispersione scolastica si riferisce all’insieme di comportamenti derivanti dall’ingiustificata e nonautorizzata assenza di minorenni dalla scuola dell’obbligo. Il termine descrive la frequente assenza deglistudenti per propria volontà e non va confuso con le assenze dovute a motivi di salute. La dispersionescolastica è spesso causa di piaghe sociali come il bullismo, la violenza negli stadi, la microcriminalità, l’usodi droga e condotte devianti in generale. Il Piano, che prevede un investimento di 77 milioni, è realizzato attraverso: - la costruzione di piccoli impianti sportivi: al loro interno, con un focus particolare sull’importanza delle regole e del fair play, viene promossa la cultura della legalità attraverso corsi di educazione fisica e di formazione alla pratica sportiva; - la creazione di laboratori musicali. L’obiettivo è ridurre il fallimento formativo precoce e la dispersione scolastica,attivando tutte le energie formative ed educative presenti nel territorio.
  15. 15. 2.2.2. No Profit per i giovani del Mezzogiorno L’azione, che prevede un investimento pari a 36,7 milioni di Euro, è mirata allapromozione e alla realizzazione di progetti promossi da giovani e da soggetti delle categoriesvantaggiate per le infrastrutture sociali e la valorizzazione dei beni pubblici nelMezzogiorno. Le modalità di attuazione prevedono bandi di gara per la promozione, il sostegno eil finanziamento di iniziative promosse e attuate da enti ed organizzazioni del terzo settore,con una adeguata partecipazione di giovani fino ai 35 anni e/o di soggetti svantaggiati. L’obiettivo è realizzare progetti volti alla costruzione di infrastrutture sociali,all’offerta di servizi collettivi e alla valorizzazione di beni pubblici nelle RegioniConvergenza (Calabria, Puglia, Campania e Sicilia). I bandi saranno di evidenza pubblica esottoposti all’applicazione di processi e criteri di selezione predeterminati e rigorosi11. 2.2.3. Iniziative per l’apprendistato e l’uscita dalla condizione giovanile“né allo studio, né al lavoro” La crisi economica ha accentuato alcune caratteristiche strutturali del mercato dellavoro dei giovani italiani: l’alto tasso di disoccupazione e il fenomeno dei Neet. In talecontesto, quindi, l’obiettivo diventa quello di incentivare l’occupazione giovanile e lapartecipazione dei giovani al mercato del lavoro. In linea con l’azione intrapresa dalla Commissione Europea già alla fine del 2011,attraverso la Youth Opportunities Iniziative, si è deciso di dare impulso ad azioni dipromozione dell’occupazione giovanile all’interno del quadro di priorità costituito dalPiano Azione Coesione. Questo Progetto, che prevede investimenti pari a 50 milioni, miraad aumentare le effettive opportunità di accedere a una esperienza lavorativa per i giovanie ad accrescere la consapevolezza delle imprese sull’effettivo valore della risorsa “giovani”. Le azioni previste sono essenzialmente due: - interventi per la promozione di esperienze lavorative e/o professionali in favore dei giovani oltre i 18 anni, che appartengono alla categoria dei Neet. In questo ambito sono previsti interventi che incentivino i giovani a partecipare da un lato ad attività di completamento/rafforzamento delle proprie competenze, dall’altro a inserirsi, sia pur temporaneamente, in contesti di lavoro anche innovativi. E’ prevista una spesa di 10 milioni di Euro; - interventi di promozione dell’apprendistato e mestieri a vocazione artigianale attraverso incentivi alle assunzioni e strumenti volti a favorire la formazione on the job. E’ prevista una spesa di 40 milioni di Euro. 2.2.4. Progetto Angels L’intervento è rivolto agli studenti universitari delle Regioni Calabria, Puglia,Campania e Sicilia. Prevede investimenti pari a 5,3 milioni distinti in tre annualità epresenta principalmente tre obiettivi: 11Il bando di gara definirà le caratteristiche specifiche dei progetti finanziabili (per un importo didimensioni fra un minimo di 100 mila e un massimo di 400 mila Euro), l’individuazione puntuale deirequisiti (soggettivi e oggettivi) richiesti ai proponenti/beneficiari e i criteri di ammissibilità e difinanziabilità delle proposte progettuali.
  16. 16. - far sperimentare agi studenti metodi di insegnamento e ricerca propri di altri sistemi educativi (come l’applicazione empirica delle lezioni teoriche) e contenuti di frontiera sviluppati da centri di eccellenza internazionale; - accrescere la domanda di qualità nell’insegnamento e nella ricerca, rafforzando la capacità di critica costruttiva nei confronti dell’offerta universitaria; - favorire la competitività e l’innovazione delle imprese del Mezzogiorno attraverso la formazione delle nuove e classi dirigenti. Il rinnovamento del Sud richiede un forte impegno delle proprie classi dirigentilocali. Il luogo primario, dove si formano queste classi dirigenti, è l’Università. L’apertura ametodi, conoscenze a valori esterni al proprio ambito locale può pesare molto nellaformazione e nell’acquisizione di competenze avanzate: per la maggioranza di giovanistudenti che sceglie o deve proseguire gli studi nel proprio territorio di origine,l’ampliamento di orizzonte può favorire lo sviluppo di capacità critiche, spronare verso larichiesta di standard più elevati di insegnamento, promuovere una maggioreconsapevolezza del proprio talento e quindi maggiore fiducia nella propria capacità. Ilprogetto Angels si propone di realizzare questa “apertura” con il contributo di giovaniricercatori italiani impegnati all’estero in Università o centri di ricerca di eccellenza. Come si svolgerà il progetto Angels? Un gruppo di 30-50 ricercatori di tutte le discipline (ingegneria, fisica, matematica, medicina, lettere ediscipline umanistiche, sociologia, diritto, urbanistica, economia, etc…) che operano in centri leader dellaricerca e dello studio universitario di altri Paesi, sarà selezionato ogni anno anche sulla base della suamotivazione, e incaricato di portare in Università del Sud metodi e contenuti del proprio lavoro attraversoun breve periodo di insegnamento, e il presidio di stage presso i propri centri esteri. Questi ricercatori sonodefiniti Angels per analogia fra il loro ruolo e quello svolto dagli investitori che sono interessati a vedernascere imprese giovani e innovative. L’intervento è articolato in tre linee di attività che si susseguono nellosvolgimento dell’incarico di ogni Angel. La prima prevede che uno o due Angels per ogni Universitàsvolgano un programma di lezioni presso dipartimenti universitari del Sud. La seconda consiste nellapartecipazione di una parte degli studenti a stage nelle Università o centri di ricerca di provenienza deidocenti. La terza fase consiste in attività che agli studenti si chiede di svolgere al loro ritorno per renderepartecipi gli altri giovani della propria Università. Tutte le fasi sono finanziate dal programma. Le tre fasisono precedute dalla selezione di circa 15-20 dipartimenti Universitari in cui effettuare l’intervento, e deiricercatori italiani all’estero ai quali affidare gli incarichi di docenza e tutoraggio. 2.2.5. Competitività e innovazione delle imprese Contro la disoccupazione giovanile il Piano di Azione Coesione sostiene lacompetitività e l’innovazione delle imprese nelle quattro Regioni dell’obiettivoConvergenza e cioè: Calabria, Puglia, Campania e Sicilia. Gli obiettivi principali sono due:garantire una maggiore competitività del sistema delle imprese e migliorare le condizionidi vita dei cittadini grazie alla diffusione di tecnologie e metodi che rispondano alle grandisfide dell’innovazione sociale. Sono previsti investimenti pari a circa 900 milioni diEuro.
  17. 17. CAPITOLO III E INOLTRE… Il terzo capitolo, che chiude il secondo dossier giovani, illustra sinteticamente lemisure aggiuntive varate dal Governo a favore della formazione professionale, quellerelative all’utilizzo del fondo per gli investimenti per la ricerca scientifica e tecnologica,oltre ad alcuni provvedimenti contenuti nel Piano Nazionale per la Famiglia e alleagevolazioni in favore della Green Economy. • Misure a favore della formazione professionale Per contribuire al superamento delle criticità dell’impianto di formazione nazionale nelsettore turistico, come la frammentarietà che ha caratterizzato finora le politiche divalorizzazione dei beni culturali e naturali e di promozione e sostegno al settore turistico,il DL Sviluppo istituisce la Fondazione di Studi Universitari e di Perfezionamentosul Turismo. La Fondazione svolgerà una funzione importante. Sarà il nodo di raccordo tra gliistituti superiori di eccellenza per il turismo e il mondo imprenditoriale, promuovendo cosìlo scambio culturale e produttivo tra le imprese turistiche e il settore pubblico operante nelcomparto turismo. A tal fine, nell’offerta formativa della Fondazione è prevista l’attivazione di corsi diaggiornamento mirati, con scambio di esperienze e stage formativi tra il settore pubblico eil settore privato. Le finalità sono, anzitutto, quella di favorire l’acquisizione di conoscenzecomuni; inoltre, la riqualificazione del prodotto turistico nazionale; infine, la costruzionedi una “cultura dell’accoglienza”, che sia al passo con le esigenze dei turisti/consumatori,anche stranieri. • FIRST: Fondo per gli investimenti in ricerca scientifica e tecnologica Sempre in merito alla formazione professionale il DL Sviluppo prevede interventifinanziati dal FIRST (il Fondo per gli investimenti in ricerca scientifica e tecnologica,istituito dalla Legge Finanziaria del 2007 attraverso l’accorpamento di tre fondipreesistenti) diretti a sostegno delle attività di: 1) ricerca fondamentale: attività chemira all’ampliamento delle conoscenze scientifiche e tecniche non connesse a obiettiviindustriali o commerciali; 2) ricerca industriale: ricerca pianificata o indagini criticheincentrate ad acquistare nuove conoscenze utili per mettere a punto nuovi prodotti,processi produttivi o servizi o comportare un notevole miglioramento degli stessi; 3)sviluppo sperimentale: concretizzazione dei risultati della ricerca industriale in unpiano, un progetto o un disegno per prodotti, processi produttivi o nuovi servizi, 4)attività di formazione del capitale umano (Il capitale umano è linsieme diconoscenze, competenze, abilità, emozioni, acquisite durante la vita da un individuo efinalizzate al raggiungimento di obiettivi sociali ed economici, singoli o collettivi). I soggetti individuati che potranno beneficiare di tali interventi sono; le imprese, leuniversità, gli enti e gli organismi di ricerca o qualsiasi altro soggetto giuridico in possessodei requisiti minimi previsti dai bandi, purché residenti nel territorio nazionale. L’azione del FIRST riguarderà principalmente le seguenti tipologie d’intervento: 1. Interventi di ricerca fondamentale diretti a sostenere l’avanzamento della conoscenza;
  18. 18. 2. Interventi di ricerca industriale orientati a favorire la specializzazione del sistema industriale nazionale; 3. Specializzazione del sistema industriale nazionale; 4. Rafforzamento della capacità di offerta di ricerca del sistema pubblico, attraverso azioni di infrastrutture, formazione di capitale umano, valorizzazione dei risultati, generazione di nuova imprenditorialità; 5. Sostegno ad attività di ricerca inserite in accordi e programmi comunitari e internazionali; 6. Sostegno ad attività di ricerca industriale volte al recupero di imprese industriali in crisi; 7. Sostegno di ricerca libera in particolare nel campo delle scienze umanitarie e sociali, e di quelle portate avanti da giovani ricercatori. • 3 Misure per favorire lo sviluppo di nuove famiglie Per agevolare l’accessibilità alla prima casa per le famiglie neonate – aiutando così igiovani a costruire una famiglia – il Governo, tramite il Piano nazionale, è intervenutoapplicando agevolazioni per quei costruttori edili che costruiscono riservando unaquota di alloggi da destinare alla locazione o futura vendita a favore di giovanicoppie (sposate da meno di due/tre anni) e di età inferiore a 35/40 anni. Una seconda misura volta ad agevolare le giovani coppie prevede un interventosui canoni di affitto, con azioni volte a garantire affitti sostenibili: ad esempioagevolazioni finanziarie per chi dà in affitto in zone rurali, per minimo cinqueanni, a giovani coppie e a famiglie immigrate case vuote non in uso. Potrannoessere anche previste, per le giovani coppie e le famiglie immigrate che decidono ditrasferirsi in quei territori rurali dove persiste il fenomeno dell’abbandono, agevolazioniper la ristrutturazione delle case. Infine, in ragione della crescente difficoltà di accesso al credito bancario, il Governoha varato un insieme di misure di sostegno volte a: (1) Fornire mutui agevolati allecoppie sposate da meno di due/tre anni per lacquisto della prima casa; (2)Dare priorità nel rilascio delle autorizzazioni edilizie finalizzati a favorirel’insediamento di coppie giovani; (3) Favorire l’erogazione di prestiti sull’onore permutui alle giovani coppie (sposate da meno di due/tre anni) che intendono acquistarela prima casa, anche in caso di discontinuità del reddito percepito dovuta a formecontrattuali di lavoro flessibile. • 3.1. Misure a favore di giovani coppie e studenti Il Governo in collaborazione con l’Abi (Associazione Bancaria Italiana) sta lavorandoa due iniziative all’interno del cosiddetto “Percorso Famiglia”. La prima è il “Fondo casa”che consente alle giovani coppie di ottenere un mutuo per l’acquisto della prima casa,anche se si trovano in condizione di precarietà e quindi prive delle garanzie richieste. Laseconda misura è il “Fondo Studenti” che sostiene lo studio dei figli. Per la casa si prevedelo stanziamento di circa 1 miliardo di Euro di mutui. Per la formazione delle nuovegenerazioni sono previsti 400 milioni di Euro. Inoltre, Governo e Abi hanno firmato un protocollo d’intesa su “Il Fondo per i nuovinati” (come incentivo, in particolare, per le giovani coppie). Il Fondo ha una dotazionepatrimoniale di 25 milioni di Euro e prevede un finanziamento fino a 5 mila di Euro da
  19. 19. restituire al massimo in 5 anni con un tasso agevolato. Lo possono richiedere i genitori deibambini nati o adottati negli anni 2012, 2013 e 2014 senza limiti di reddito. • Green economy12: incentivi a favore dei giovani Nel decreto Sviluppo è prevista la possibilità di ottenere un finanziamento agevolatograzie all’estensione del fondo di Kyoto13 per chi opera in settori della Green Economy. Peraccedere a tali finanziamenti, i progetti di investimento presentati dalle imprese devonoprevedere occupazione aggiuntiva a tempo indeterminato di giovani con età non superiorea 35 anni alla data di assunzione. Nel caso di assunzioni superiori a tre unità, almeno unterzo dei posti è riservato a giovani laureati con età non superiore a 28 anni.Lagevolazione è effettiva solo se le nuove assunzioni sono aggiuntive rispetto alla mediatotale degli addetti degli ultimi 12 mesi; tale misura è sostenuta sia dal credito di impostache dai finanziamenti a tasso agevolato dello 0,5%. Le modalità per lerogazione deifinanziamenti sono state definite dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero delloSviluppo Economico. Possono attingere dal Fondo cittadini, condomini, imprese, personegiuridiche private (comprese Associazioni e Fondazioni), soggetti pubblici. Il Fondo è“rotativo”, cioè l’ammontare iniziale va ad alimentarsi grazie alle somme che vengonorestituite dai soggetti che ne hanno beneficiato. I settori della Green Economy a cui sonoestesi i finanziamenti sono 4: • Protezione del territorio e prevenzione del rischio idrogeologico e sismico; • Ricerca e sviluppo e produzioni di biocarburanti di seconda e terza generazione; • Ricerca e sviluppo e produzioni e istallazione di tecnologie nel solare termico, solare a concertazione, solare termo-dinamico, solare fotovoltaico, biomasse, biogas e geotermia; • Incremento dell’efficienza negli usi finali dell’energia nei settori civile e terziario (incluso social housing)14. 12 Per “green economy” si intende una economia il cui impatto con l’ambiente sia minimale e nondannoso e in cui le nuove tecnologie e le conoscenze scientifiche svolgono un ruolo centrale. Un ruolofondamentale allinterno di questo nuovo modo di fare economia, è lutilizzo di energie rinnovabili comeleolico, le biomasse e il fotovoltaico. I settori interessati sono vari, dallagricoltura allarchitettura, daidetersivi allabbigliamento. 13 Il fondo di Kyoto è stato istituito dalla Legge finanziaria 2007 per sostenere economicamente larealizzazione di interventi in attuazione del Protocollo di Kyoto (1997), il Trattato internazionale che fissa lelinee guida per la riduzione delle emissioni inquinanti responsabili del riscaldamento globale. 14 Che cos’è il “social housing”? Vuol dire dare in affitto calmierato un’abitazione - ossia chenon superi il 25-30% dello stipendio- a persone che hanno difficoltà a trovare un alloggio alle condizioni dimercato: i nuclei familiari o le giovani coppie a basso reddito, gli anziani in condizioni sociali o economichesvantaggiate, gli studenti o gli impiegati fuori sede o gli immigrati regolari.

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