Maragliano | Osservazioni su scrittura e media - Presentation Transcript
Osservazioni su scrittura e media Roberto Maragliano Università Roma Tre
I rapporti tra scrittura , educazione, e media 1
Tra educazione e comunicazione le relazioni sono continue e spesso problematiche Tanto più se si parla di educazione in senso lato e si evita di mettere sempre e solo al centro l’educazione istituzionale Tanto più se in gioco c’è il tema della scrittura, così carico di istanze ideologiche
In campo educativo e in relazione ai compiti della scrittura, i media della comunicazione possono figurare sostanzialmente in tre modi:
come strumenti per insegnare e apprendere scrittura
come oggetti di insegnamento e apprendimento per formare alla scrittura
come ambienti per l’insegnamento/apprendimento delle pratiche di scrittura
Sulla prima figura (media = strumenti) siamo tutti d’accordo. La consideriamo inadatta ai tempi, troppo debole rispetto al compito di far fronte alla complessità
dell’ azione del media dello scrivere
delle funzioni dell’educare allo scrivere
dei rapporti fra educare e comunicare in ambito di scrittura
Probabilmente anche qui abbiamo idee non totalmente coincidenti su la seconda figura (media = oggetti) la terza figura (media = ambienti) Personalmente non mi riconosco pienamente nella seconda figura Opto per la terza … ma non ne faccio una guerra di religione!
Questo per una serie di ragioni.
A mio avviso la seconda figura (media = oggetto):
conferma l’assetto tradizionale dell’educazione istituzionale (i media invece lo mettono in discussione )
assume e propone più o meno consapevolmente il punto di vista di un medium (quello della stampa e/o del computer oggi)
subordina il significato del sapere informale a quello del sapere formale (e sovraordina un medium, il libro o il computer , su tutti gli altri)
tratta i singoli media separatemente e secondo ottiche concorrenziali (è restia ad assumere una logica di sistema )
Secondo il mio punto di vista (che si rifà a McLuhan e alla scuola di Toronto)
i media danno forma all’esperienza e alla conoscenza di scrittura
ogni medium presenta una sua particolare forma e dà forma ad un tipo di scrittura
il medium libro (o il computer usato come libro) e i media postlibreschi (cinema, tv, console, personal) si dividono i campi dell’azione educativa (i primi agendo sul formale – scolastico , i secondi sull’ informale – sociale )
occorre, per reagire a questa situazione, mettere in discussione il regime concorrenziale (e far maturare una prospettiva di sistema dei media )
In caso contrario
si irrigidiscono i muri tra mondo e scuola
si inaspriscono, nel giovane, le dissociazioni fra l’informale partecipato e il formale subìto
si alimentano, nell’adulto educatore, gli atteggiamento romantici (consolatori e paralizzanti) nei confronti della scuola
si perde l’occasione di valorizzare e mettere a frutto ciò che la società via via produce con l’educazione informale di scrittura
E allora, si cambi registro! Ammettiamolo: le tecnologie nella didattica sono un supporto rivoluzionario, non fosse altro per la capacità che hanno di portare alla luce il ridicolo di certe pratiche scolastiche, di certi riti di classe (in tutti i sensi). Addomesticare i media? Non se ne parli proprio. Una seconda vita per la formazione, di Benedetta Cosmi e Roberto Maragliano http://www.nimmagazine.it/?q=node/572
Paradigmi e pratiche di scrittura 2
Ogni generazione cresce e si forma dentro un suo sistema dei media sociali Dall’inizio del ‘900 tutti possiamo definirci esseri multimediali
Il mio sistema dei media sociali
aveva al suo centro
il cinema
i media della riproduzione sonora
i fumetti
Al centro del mio sistema dei media scolastici c’erano
il libro , il quaderno , la lavagna
Al centro del sistema dei media sociali
del mio primo figlio (1973) c’era
la televisione
Al centro del suo sistema dei media scolastici c’erano
il libro , il quaderno , la lavagna
Al centro del sistema dei media sociali
del mio secondo figlio (1987) c’era
il computer
Al centro del suo sistema dei media scolastici c’erano
il libro , il quaderno , la lavagna
Tutti e tre siamo esseri multimediali (al di là della vocazione libresca della scuola) ma la vera, grossa differenza tra di noi avviene nel passaggio dai media della comunicazione unidirezione ai media della comunicazione interattiva
L’epistemologia della rete
è profondamente diversa
dall’epistemologia del libro
dall’epistemologia della televisione
La geografia di Google Earth è
altra cosa rispetto alla geografia del manuale e dell’atlante,
alla geografia del film di viaggio,
alla geografia del documentario televisione
Questo vale anche e soprattutto per la scrittura Fare scrittura in rete è cosa diversa che fare scrittura nel mondo fisico Cambiano i parametri fisici , temporali , logici Ci si trova implicati e coinvolte in dimensioni ‘altre’, non riproducibili nel mondo ‘fisico’
Fenomeni come posta forum wiki sono irriproducibili nel ‘ mondo fisico’ Sono ‘virtuali’, ma anche tanto ‘reali’ da produrre un aumento del senso di realtà
L’educazione deve trarre vantaggio da una pluralità di epistemologie Ciascuna di esse permette di cogliere i punti di forza e di debolezza dell’altra Abbiamo bisogno di pedagogie più immersive e aperte , meno reticenti e censorie rispetto al problema della moltiplicazione dei punti di vista, più disposte ad affrontare il tema della complessità del fare scrittura
Per dar conto di questa pluralità e delle sue manifestazioni dobbiamo dotarci di più paradigmi, da far giocare assieme
Quelli che propongo qui sono:
performance
testualità
reticolarità
Sono dell’idea che la battaglia per la cultura vada condotta con tutti gli strumenti possibili. Le armi delle immagini sono aguzze quanto le armi delle parole scritte . Soltanto, si tratta di tagli diversi e dunque di brecce diverse che queste e quelle possono fare, il giorno della battaglia (che è poi ognuno dei nostri giorni)
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