L'approccio motivazionale nella promozione della salute

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L'approccio motivazionale nella promozione della salute

  1. 1. Approccio motivazionale e motivazione
  2. 2. Approccio motivazionale e promozione della salute:L’operatore dovrebbe affrontare ogni tema disalute in una prospettiva di “prendersi cura”,cioè inserimento dell’azione in un quadro dicambiamento (obiettivo dell’intervento) ecomportamentale (approccio metodologicodell’intervento)
  3. 3. L’approccio motivazionaleE’ una modalità specifica di declinazione del colloquio motivazionale
  4. 4. Caratteristiche del colloquio motivazionale (1):• E’ un colloquio di aiuto.• Richiede la conoscenza di una strategia comunicativa specifica.• Il ruolo del conduttore è importante.• Lo stile comunicativo dell’operatore è lo stile assertivo/ motivazionale che sostiene senza contrapporsi.
  5. 5. Gli stili comunicativi• STILE ANASSERTIVO/EMPATICOVantaggi:Manifesta empatia e simpatiaE’ attento all’altro e indirizzato dall’altro.Dà molta importanza alla componente affettiva della relazione.Svantaggi:Perde di vista l’obiettivoSpesso non ha un obiettivo (è poco finalizzato)E’ molto legato al tono umorale
  6. 6. Gli stili comunicativi• STILE PRESCRITTIVO/DIRETTIVOVantaggi:Manifesta autorevolezzaNon perde di vista l’obiettivoRaggiunge quasi sempre il risultato o il focus di attenzione. E’ molto diretto.Svantaggi:Scatena le resistenze del pazienteE’ governato da parte dell’emittente della comunicazioneE’ poco empatico.
  7. 7. Gli stili comunicativi• STILE ASSERTIVO/ MOTIVAZIONALEVantaggi:Manifesta di ascolto e autorevolezzaNon perde di vista l’obiettivoDà importanza alla relazioneNon scatena particolari resistenzeSvantaggi:richiede tempo e attenzione per l’altrorichiede consapevolezza di séè poco “emotivo” VAI ALL’ESERCIZIO: IL MIO STILE COMUNICATIVO VAI ALL’ESERCIZIO: GLI STILI COMUNICATIVI
  8. 8. Caratteristiche del colloquio motivazionale (2):• Spinge sistematicamente l’utente a trovare le motivazioni per il cambiamento.• L’operatore dà feedback e consigli.• La riflessione empatica è usata per rinforzare i processi di automotivazione al cambiamento.• Cerca di creare fratture nell’utente (o amplificare quelle che già esistono per rafforzare la motivazione al cambiamento)• Ci saranno da inserire tutti gli esercizi
  9. 9. Caratteristiche del colloquio motivazionale (3):• Utilizza strategie e principi specifici per creare nell’utente la motivazione al cambiamento.• Analizza le percezioni dell’utente senza etichettarle.• Fa sì che l’utente scopra in sè possibili strategie per il cambiamento e strategie naturali di problem solving.
  10. 10. Elementi di un processo di cambiamento: Elementi di un processo di cambiamento • Disponibilità • Importanza • fiducia
  11. 11. Metodologia del colloquio motivazionale• Esprimere empatia (manifestare ascolto attivo utilizzando tecniche specifiche)• Amplificare le fratture interiori (sottolineare l’ambiguità fra “voglio smettere e voglio continuare”).• Evitare dispute o discussioni (mai contrapporsi al paziente).• Rotolarsi con le resistenze• Sostenere il senso di autoefficacia (dare rinforzi motivazionali)
  12. 12. Importanza (Perché?)• Ne vale la pena?• Perché dovrei?• Che benefici ne avrò• Cosa cambierà• A quale costo• Lo voglio veramente• Poi sarò diverso
  13. 13. Approcci efficaci alla motivazione• Praticare empatia• Dare avvisi chiari e personalizzati• Rimuovere resistenze• Assicurare opzioni• Diminuire la desiderabilità• Dare feedback• Chiarire gli obiettivi
  14. 14. Fiducia (come?)• Sono in grado• Come ci riuscirò• Ce la farò se...
  15. 15. Disponibilità (quando?)• E le altre priorità?• Devo farlo adesso?
  16. 16. Ascolto attivo:• Interlocutore: ciò che penso o provo• 1: ciò che dico• 2: operatore: ciò che sento• 3: operatore: ciò che comprendo• 4: operatore: ciò che restituisco• 5: interlocutore ciò che penso
  17. 17. Dare avvisi chiari e personalizzati• Se modificasse il suo rapporto con l’alcol il clima famigliare se ne avvantaggerebbe. (avviso da utilizzare con persone che hanno problemi di litigiosità in famiglia a causa dell’alcol)• I risultati della dieta che sta facendo sarebbero molto più rapidi se lei riducesse il consumo di alcol. (avviso da trasmettere ad una persona che tiene all’aspetto fisico).
  18. 18. Rimuovere resistenze• La persona che ha un rapporto problematico con l’alcol protegge la propria abitudine con delle manifestazioni di difesa (“resistenze”). E’ importante aiutarlo a superare le resistenze personali al cambiamento.• Quanti tipi di resistenze ci sono?
  19. 19. Le resistenze• Riluttanza• Ribellione• Rassegnazione• Razionalizzazione
  20. 20. Modalità per rispondere alle resistenze• Riluttanza: si risponde con una riformulazione effettuata attraverso una domanda aperta Es: non adesso, ma fra un mese Perché fra un mese?• Ribellione: Si risponde con un contributo di informazioni, fornendo una spiegazione Es: Ci sono problemi più gravi per la salute Per fortuna non tutti coloro che fanno un uso improprio di alcol ne subiscono le conseguenze più gravi, ma ogni eccesso provoca dei problemi all’interessato e alla sua famiglia• Rassegnazione: Si risponde alla rassegnazione con un rinforzo positivo Es: Ho già provato: io non ci riesco Proprio avere già provato può essere un vantaggio• Razionalizzazione: Si risponde utilizzando una riformulazione Es: lei ha ragione. L’alcol fa male ed è importante smettere Dunque lei è d’accordo che smettere sarebbe importante anche per lei?
  21. 21. Assicurare opzioniGarantire alla persona delle alternativeEs: “se vuole, possiamo fare un tentativo perridurre il suo consumo di alcol. Io possoaiutarla”; “esistono centri a cui è possibile rivolgersi per ricevere un sostegno. Vuole che le prenda un appuntamento?”
  22. 22. Diminuire la desiderabilità: Diminuire la desiderabilitàSomministrare la bilancia motivazionale perevidenziare vantaggi e svantaggi personalilegati alla modificazione del consumo.
  23. 23. Dare feedbackE’ importante attirare l’attenzione sui rischi. Es:“Non so fino a quando riuscirai a studiare consuccesso continuando a consumare alcol in questomodo”.E’ importante attirare l’attenzione sui vantaggi chesi ottengono smettendo di bere. Es: “le tueprestazioni aumenteranno moltissimo semodificherai il rapporto con l’alcol”.
  24. 24. Chiarire obiettiviE’ importante trasmettere la desiderabilità e il realismo di un obiettivo. Es: “ puoi trovare molti vantaggi modificando il tuo rapporto con l’alcol e puoi riuscirci senza troppe difficoltà”.
  25. 25. Errori nell’approccio motivazionale• Trappola della domanda/risposta• Trappola del confronto negazione• Trappola dell’esperto• Rischio dell’etichettatura• Trappola della attenzione prematura• Trappola del biasimo
  26. 26. Trappola della domanda/risposta• Evitare lo stile “anamnesi” in cui l’operatore controlla il dialogo ponendo domande e l’interlocutore o il gruppo si limita a rispondere in modo breve e appropriato• Preferire le domande aperte alle domande chiuse e reagire alla risposta con una riformulazione, anziché con un’altra domanda• Come regola generale evitare di porre più di tre domande di fila
  27. 27. Trappola del confronto/negazione: Trappola del confronto/negazione• Occorre evitare di evidenziare la presenza di un problema, comunicandone la gravità e suggerendo una serie di azioni da intraprendere.• Il destinatario di solito reagisce così: “non sto bevendo molto in questo periodo”; “se voglio posso smettere quando voglio”.
  28. 28. Cosa fare per evitare la trappola del confronto/negazione?• Utilizzare ascolto riflessivo• Utilizzare la capacità di indurre le persone ad affermare le proprie motivazioni.
  29. 29. Trappola dell’esperto• Evitare di prendersi troppo in carico i problemi . Es: seguite i miei consigli e cambierete comportamento• Primo obiettivo è costruire la motivazione del singolo o del gruppo
  30. 30. Rischio dell’etichettatura• Dire “voi bevete troppo, oppure voi avete una chiara dipendenza da nicotina”, suscita le resistenze del singolo o del gruppo• Se è un ragazzo a suscitare il problema “lei pensa che io sia un alcolista?”, utilizzare le tecniche di riformulazione e ristrutturazione
  31. 31. Trappola della attenzione prematuraCominciare l’incontro analizzando le preoccupazionidel gruppo e non le proprie rispetto all’esistenza di unproblema e alla sua gravità.
  32. 32. La trappola del biasimo• Fare attenzione a non fare sentire in colpa rispetto alle abitudini personali .• Non bisogna dimenticare, infatti, che le persone che hanno una dipendenza o un comportamento a rischio tendono a colpevolizzarsi e sentirsi colpevolizzati rispetto alla loro abitudine
  33. 33. Strategie comunicative da utilizzare nel colloquio motivazionale• Domande aperte• Ascolto riflessivo• Stile assertivo• Riassunti/ ristrutturazioni• Affermazioni automotivanti• Domande indotte
  34. 34. Quando so che procedo bene• Parlo lentamente• Gli altri o l’altro parla più di me• Parla o parlano attivamente di cambiamento di comportamenti• Fanno domande e osservazioni• Sorreggo e sostengo più che pilotare
  35. 35. Pregiudizi dell’operatore• Deve o devono cambiare• Vuole o vogliono cambiare• La salute è un fattore motivante• Se non produco cambiamento l’intervento non è servito• O si è motivati o no• Questa è l’occasione giusta per prendere in considerazione un cambiamento• L’approccio duro è sempre il migliore• Io sono l’esperto• L’approccio negoziale è sempre il migliore
  36. 36. Abilità comunicativeDopo aver evidenziato le tecniche da utilizzare cerchiamo di evidenziare quali aree devono riguardare le abilità comunicative
  37. 37. Abilità• Esplorazione del problema (Rispondere, riformulare)• Comprensione degli obiettivi (Personalizzare)• Azione secondo i programmi (Favorire l’inizio)
  38. 38. Rispondere• Rispondere al significato del messaggio (restituire con esattezza quanto il singolo o il gruppo dice assicurandosi di avere capito)• Rispondere al sentimento espresso nella comunicazione (quali emozioni accompagnano il cambiamento)• Rispondere ai contenuti del messaggio (di quali elementi è composto il messaggio : paure,dubbi, domande, resistenze, risorse etc…)
  39. 39. Personalizzare• Personalizzare gli obiettivi del cambiamento (perché è importante modificare quello specifico comportamento per me)• Personalizzare i problemi relativi al cambiamento (che paure e dubbi ho riguardo all’astinenza)• Personalizzare il significato del cambiamento (il risultato è significativo per questi motivi)
  40. 40. Iniziare• Preparare la realizzazione dei passi del percorso di cambiamento• Fissare scadenze e rinforzi• Sviluppare programmi• Definire gli obiettivi
  41. 41. In modo per iniziare il training di regolazione del cambiamento VAI AL TRAINING www.luoghidiprevenzione.it

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