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8. Architettura greca -  Estrazione cava
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8. Architettura greca - Estrazione cava

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  • 1. ESTRAZIONE DALLA CAVA - I FASEIl procedimento di estrazione viene avviato mediante l‟iniziale individuazione del sito più idoneo con la rimozione dello strato di terriccio presente sulla superficie della rocciacalcarea, con conseguente pulizia e livellazione del banco prescelto. Successivamente interviene lopera delle maestranze che provvedono a tracciare la sagoma della circonferenza delrocchio che si vuole estrarre secondo le esigenze di cantiere.
  • 2. ESTRAZIONE DALLA CAVA II FASESi incideva il contorno dei tamburi, dai diametri prestabiliti.Dopo questa preparazione, attorno allintaglio del contorno del rocchio si scavava,via via più profondo, un canale circolare largo circa 40-65-80 cm.In pratica la calcarenite viene frantumata a forza di braccia con colpi di scalpello epian piano dopo tanta fatica degli scalpellini, così detti latomòi, affiora dal banco dipietra il moncone di colonna da trasportare al cantiere per i templi in costruzione.Il cordolo di pietra rimasto "in situ" tra i due canali doveva poi essere eliminato.Questo procedimento veniva continuato fino a raggiungere laltezza del pezzo voluta,dipendente in larga misura dalla poderosità dello spessore dello strato estrattivo.In questo solco dovevano esser fatti penetrare dei cunei di metallo il piùprofondo possibile, fino a staccare il pezzo dalla roccia.Per staccare dal fondo il rocchio posteriore, si rendeva necessario provvedere primaallo stacco di quello anteriore.Dopo allestrazione, si dovevano rovesciare i rocchi e allontanarli.
  • 3. ESTRAZIONE DALLA CAVA - II FASE
  • 4. ESTRAZIONE DALLA CAVA - III FASEVenuto fuori per intero il troncone di colonna preventivato secondo le misure richieste(generalmente 3m di diametro x 4m di altezza) si davano inizio alle operazioni discalzamento del tronco alla base.Gli scalpellini incidevano alla base della colonna una marcata scanalatura contro la qualeinserivano appositi cunei di legno su cui si versava dell’acqua per farli gonfiare: in questomodo i cunei gonfiati dallacqua comprimevano le opposte pareti rocciose.Contemporaneamente dallalto della colonna si operavano poderose spinte, mediante levedi grossi tronchi di legno, in sinergia con quelle alla base fino al completo distacco dellacolonna.
  • 5. ESTRAZIONE DALLA CAVA - III FASE
  • 6. ESTRAZIONE DALLA CAVA - IV FASEAllorquando il troncone di colonna era staccato dalla roccia allabase, questo veniva legato con robuste funi per adagiarlo, aforza di braccia e di leve, in posizione orizzontale su una slittadi legno capace non solo di reggere lenorme peso (fino a 80tonnellate), ma anche di sopportare tutte le sollecitazionirelative al viaggio di trascinamento fino al cantiere dei templi.
  • 7. ESTRAZIONE DALLA CAVA - IV FASE
  • 8. TRASPORTO DALLA CAVA AL CANTIERE - V FASEIn pianura il trasporto dei blocchi (o dei semilavorati) necessitavadi sistemi di traino: nell‟antico Egitto, essi erano effettuati tramiteslitte trascinate dalla forza di centinaia di uomini, mentrenell‟antichità classica e nelle epoche successive venivageneralmente impiegata energia animale.Un mulo non può trasportare più di kg.150 di materiale (vale adire non più di due blocchi di cm 20x25x50 circa), mentre un paiodi buoi è in grado di trainare un carro con un carico di circa 800kg; il trasporto di pesi maggiori era reso possibilemoltiplicando gli animali aggiogati.Il traino di grandi blocchi, effettuato aggiogando molte coppie dibuoi, era certamente in uso presso gli antichi Greci: lo studiodella nota epigrafe che registra i conti per la costruzione delportico del telesterion di Eleusi, ad esempio, documenta l‟impiegodi 27-40 coppie di buoi per ogni viaggio.
  • 9. In ogni epoca il costo del TRASPORTO DALLA CAVAtrasporto, in termini di AL CANTIERE - V FASEfatica umana e di tempo,era tra i più alti di tutte leoperazioni del cantiere. LIZZATURANei casi in cui la zona diestrazione si trovava inaree montane, la primafase del trasporto erarappresentata dalladiscesa dalla cava versoil piano, tramite percorsiche generalmente sieffettuavano su fortipendenze, e lungo i qualii blocchi dovevanoessere frenati.Un sistema frequente eral‟approntamento di pistelarghe qualche metro,costituite da piani inclinati(detti ‘lizze’), lungo lequali venivano fattiscendere i blocchi: iblocchi, pesanti ancheoltre 25 tonnellate,venivano issati sopraslitte di legno di querciadi lunghezza variabile(anche sino a 12 metri).Le slitte venivano fatte scorrere su assi di legno ingrassato disposti trasversalmente,e venivano trattenute con grossi funi (dette canapi) agganciate ai bordi del percorsoa corti pali di legno duro (piri) infissi nella roccia; il graduale allentamento delle funiconsentiva un lento avanzamento dei carichi.Iniziata la discesa, con l‟aiuto di leve, i „lizzatori‟ che hanno preparato la carica conl‟aiuto dei “manovali di lizza”, toglievano via via le traverse dietro e le disponevanodavanti.Nelle cave greche del marmo pentelico si conservano straordinarie testimonianzedi tale sistema, costituito da una via in forte pendenza, ai lati della quale si trovanoancora i fori usati per i pali dove venivano avvolte e fatte scorrere le funi destinate afrenare le slitte.Nelle cave di marmo di Carrara la „lizzatura‟ è stata in uso fino a epoche recenti.
  • 10. Cave di Cusa. Pianta ultimo settore

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