7. Architettura greca - Il tempio - Gli ordini architettonici

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7. Architettura greca - Il tempio - Gli ordini architettonici

  1. 1. CARATTERI GENERALI DEL TEMPIO GRECO ED ESEMPI
  2. 2. IL TEMPIO GRECOIl tempio può essere considerato la più impegnativa realizzazione dellarchitettura greca: è unastruttura architettonica utilizzata come luogo di culto.Ledificio vero e proprio era per i Greci la casa del dio (oikos), ovvero la cella (naos). Questaospitava la statua della divinità nella quale il sacerdote era lunico ad averne accesso, mentre ilculto si svolgeva su un altare antistante, allesterno di essa ed allinterno del recinto sacro(temenos) in cui si situava il tempio ed altri edifici ad esso connessi.Il tempio greco è sempre orientato est-ovest, con lingresso aperto verso est. In questa peculiaritàsi differenzia nettamente dai templi romani che sono invece orientati nord-sud, posti su di un altopodio cui si accede mediante unampia scalinata da sud.Sulla superficie superiore (stilobate) di una piattaforma, sopraelevata rispetto al terrenocircostanze, per mezzo di pochi gradini (crepidoma) generalmente in numero di tre, si elevava lastruttura della cella del tempio, caratterizzata dalle colonne.La disposizione delle colonne determina la classificazione dei tipi di pianta del tempio greco, che ciè stata tramandata da Vitruvio (De architectura, 3,2):• tempio in antis: sulla facciata sono presenti due colonne tra due ali di muro (ànte) che prolungano in avanti le pareti laterali della cella;• tempio doppiamente in antis: è un tempio in antis con lopistodomo (opisthodomos) nella parte diametralmente opposta rispetto al pronao (pronaos);• tempio prostilo: la fronte della cella presenta un colonnato antistante (prostòon);• tempio anfiprostilo: sia la fronte che il retro della cella presentano il colonnato;• tempio periptero: il colonnato (ptèron) circonda tutti e quattro i lati della cella (naos) creando un porticato quadrangolare (peristasi);• tempio diptero: il porticato quadrangolare (peristasi) presenta, anche sui lati lunghi, una doppia fila di colonne;• tempio pseudodiptero: la peristasi presenta una sola fila di colonne, ma posta ad una distanza doppia rispetto ai muri della cella, ossia quando il tempio è circondato da un colonnato dellampiezza di due intercolumni;• tempio pseudoperiptero che ha una notevole diffusione in età ellenistica e quindi romana, caratterizzato da colonne della peristasi addossate come semicolonne o lesene ai muri esterni della cella che poteva in tal modo essere realizzata con una maggiore ampiezza;• tempio monoptero: quando il tempietto ha una forma circolare ed è privo di cella;• tempio a tholos: quando il tempietto circolare è provvisto di cella.A seconda del numero delle colonne presenti in facciata, il tempio è inoltre definito come"distilo" ("con due colonne"), "tetrastilo", "esastilo", "ottastilo" o persino "dodecastilo"(rispettivamente con quattro, sei, otto o dodici colonne sulla facciata).Il numero delle colonne laterali è proporzionato a quello delle colonne in facciata, e di solito èpari al doppio (raramente), al doppio + 1, o al doppio + 2 di esse: per esempio un tempioesastilo avrebbe normalmente dodici, o più frequentemente tredici o quattordici colonne sui latilunghi.
  3. 3. I primi templi greci furono costruiti in legnoParticolare dellastruttura in legnodel tetto
  4. 4. Tipologie di Templi
  5. 5. Lo spazio fra il colonnato in facciata e lingresso alla cella prende il nome di pronao(pronao o prodromos), mentre il corrispondente spazio sul retro della cella prende ilnome di opistodomo.Nella cella (naos) era situata la statua della divinità. Quando vi è unaltra cellaallinterno della cella (caratteristica soprattutto dei templi dorici in Sicilia), allora siparla di adyton.
  6. 6. I colonnati erano edificati sulla base delsistema trilitico, cioè "a tre pietre": duesostegni verticali ed un elementoorizzontale, che copre lo spazio tra i due.Da questo vengono elaborati i diversi ordiniarchitettonici, caratterizzati da precisirapporti proporzionali tra i diversi elementiche lo compongono.La colonna, costituita da capitello, fusto edeventualmente base, è sormontata da unatrabeazione, composta a sua volta daarchitrave, fregio e cornice.Sui lati corti, facciata e retro, gli spioventi deltetto determinano la presenza di un frontone,sul quale a sua volta poggiano - agli angoli eal vertice - statue decorative generalmente interracotta dipinta, gli acroteri.
  7. 7. I templi greci in generale sono dei particolari esempi di illusione ottica.Per vedere il tempio così come possiamo ammirarlo (figura 1) gli antichi greci eranocostretti ad edificarlo con la colonne non parallele e con il timpano arcuato comenella fig.2.La prospettiva imponeva di edificare in questo modo.Infatti se avessero rispettato il parallelismo delle colonne e la perpendicolarità deltimpano avremmo visto il tempio come disegnato nella figura n.3.
  8. 8. Deformazioni architettoniche su stereobate e trabeazione per ottenere lerelative correzioni ottiche
  9. 9. Ordini dorico, ionico e corinzioRappresentazione degli Ordini architettonici
  10. 10. Esempio di capitellodorico
  11. 11. Esempio di tempio dorico
  12. 12. Elementi dell’OrdineIonico:1- trabeazione2- colonna3- cornice4- fregio5- architrave o epistilio6- capitello (composto da abaco e volute)7 - fusto8 - base9 - stilobate10 - stereobate
  13. 13. Esempio di capitello ionicoEsempio di capitellocorinzio
  14. 14. ESEMPI DI TEMPLI DI ORDINEDORICO, IONICO E CORINZIO
  15. 15. Ordine dorico: il Partenone sullAcropoli di Atene
  16. 16. Il Partenone
  17. 17. ATENE. INTERNO del PARTENONE,ricostruzione.
  18. 18. Ordine ionico: lEretteo sullAcropoli di Atene
  19. 19. Eretteo sullAcropoli di Atene
  20. 20. Eretteo sullAcropoli di Atene
  21. 21. Ordine corinzio: Tempio di Zeus Olimpio
  22. 22. Tempio di Zeus Olimpio
  23. 23. IL TEMPIO DORICO DI ERA A SELINUNTE
  24. 24. IL TEMPIO DORICO DI ERA A SELINUNTESelinunte (greco Selinos, latino Selinus) era una antica città greca sulla costa sud-occidentale dellaSicilia.Selinunte fu fondata verso la metà del VII secolo a.C. da coloni greci.I ruderi della città si trovano sul territorio del comune di Castelvetrano, nella parte meridionale dellaprovincia di Trapani.Tutto il terreno interessato forma oggi un parco archeologico della dimensione di circa 40 ettari.All’interno del parco archeologico si distinguono tre zone. La prima, sulla collina orientale,raggruppa tre grandi templi di cui uno rialzato nel 1957. La seconda, sulla collina occidentale ecinta da mura, è l’Acropoli, a nord della quale sorgeva la città vera e propria. La terza, a ovestdell’Acropoli, oltre il fiume Modione, era un’altra area sacra con templi e santuari.Le sculture trovate negli scavi di Selinunte si trovano soprattutto nel Museo Nazionale Archeologicodi Palermo. Fa eccezione lopera più famosa, lEfebo di Selinunte, che è oggi esposto al MuseoComunale di Castelvetrano.Nel sito archeologico sono presenti alcuni templi intorno allacropoli e altri templi su una collina piùinterna insieme ad altre costruzioni secondarie.
  25. 25. Il Tempio E, dedicato ad Era, sorge parallelamente al tempio F: è un periptero esastilo di70,18X27,65 m., cella doppiamente in antis.Edificato in età classica e ricostruito in parte un ventennio fa circa, per i caratteri di ordine,armonia, proporzione, simmetria, è classificato come uno dei migliori esempi di architettura doricain Sicilia. Il tempio E (il cosiddetto tempio di Era) ricostruito
  26. 26. Il tempio E, ricomposto nel 1957, dedicato ad Hera, risale al V sec. a.C.Vi si accedeva dal lato orientale attraverso alcuni gradini che conducevano, oltre il colonnato, alpronao, preceduto da due colonne delle quali non restano che i capitelli, a terra.Dietro si trovava la cella sulla quale si apriva una piccola stanza segreta (ladito) che accoglieva lastatua della dea.Alle spalle si trovava lepistodomo, identico al pronao.
  27. 27. Prospetto e pianta: ricostruzione
  28. 28. Il tempio E è un periptero, dorico esastilo con 6 colonne sui fronti e 15 sui lati lunghi (comprese leangolari) poggianti su uno stilobate dalle proporzioni leggermente allungate.All’edificio si accedeva da oriente tramite otto gradini ai cui lati sono stati rinvenuti due ripiani ove,forse, erano collocate due statue di culto.Le colonne erano alte 10,20 ma compreso il capitello avevano alla base un diametro di 2,20m ederano costituite da sei tamburi sovrapposti la cui superficie era scandita da venti scanalature.L’architrave era costituita da due blocchi accostati.E’ da considerarsi tra i templi "dorico canonici" uno dei più significativi della grecia coloniale, infatti,accoglie tutte le soluzioni della tecnica costruttiva dellordine dorico; come le curvature e lecorrezioni di tutte le parti destinate a fare incontrare sempre due triglifi negli angoli del fregio e maidue metope.
  29. 29. Ricostruzione del tempio E Trabeazione e cornice del tempio E: ricostruzione
  30. 30. Veduta aerea del tempio di Era a SelinunteLe strutture del tempio E, rovinate al suolo come quelle degli edifici vicini, sono state parzialmentericomposte e risollevate negli anni cinquanta.La cella, che è caratterizzata da una considerevole larghezza ed è libera da sostegni interni,comprende un ulteriore ambiente, l’adyton, destinato a ospitare la statua di culto.Le fronti del pronao e dell’opistodomo erano decorate da metope, scolpite a bassorilievo ecompletate da inserti in marmo.Esse sono attualmente conservate presso il Museo Archeologico Regionale “A.Salinas” di Palermo.
  31. 31. Hera and Zeus, Temple E Selinunte: C. 450 BC , Museo archeologico regionale di Palermo,Heracles and Amazon, Temple E Selinunte: C. 450BC , Museo archeologico regionale di Palermo,
  32. 32. Numerosi saggi di scavo, all’interno e lungo il perimetro esterno del tempio E, sono statisuccessivamente eseguiti con l’obiettivo di acquisire una più ampia conoscenza del progetto edelle modalità costruttive dell’edificio, della sua cronologia e del rapporto con l’area circostante.I sondaggi hanno consentito di puntualizzare la datazione dell’edificio nel decennio 460-450 a.C.Numerose informazioni sulle attività di cantiere, le tecniche di lavorazione degli elementi lapidei e lemodalità della messa in opera dei blocchi sono state acquisite con l’esame delle opere difondazione del tempio.Risultato assai significativo delle indagini sul terreno è stato inoltre l’accertamento dell’esistenza diuna serie di strutture più antiche, preesistenti l’edificio templare del V secolo a.C. e da questoobliterate o parzialmente riutilizzate. Si tratta di tagli nella roccia, resti di muri in blocchi ed elementiarchitettonici reimpiegati che sono in gran parte riferibili a un tempio di età arcaica andato distruttoa causa di un incendio. A questo edificio appartengono anche numerosissimi frammenti di un tettoin terracotta, notevole per la tecnica di realizzazione e per la vivace decorazione dei suoicomponenti.Ricostruzione di parte del lato del Tempio E di Selinunte. Museo archeologico regionale di Palermo, 28 settembre 2006
  33. 33. Vedute del prospetto principale e dettaglio

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