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  • 1. IL BAROCCOITALIA: CONTESTO STORICONel XVII secolo l’Italia conobbe un periodo di profonda decadenza.Nel XVII secolo iniziò l’ascesa a potenza mondiale della Spagna.L’Inghilterra gradualmente conquistò il dominio dei mari del mondo.In Francia si sviluppò l’assolutismo, che trovò, nella persona di Re Luigi XIV, il suo piùalto momento.L’Italia è suddivisa in numerosi piccoli Stati, dei quali Milano e Napoli con laSicilia sono sottoposti direttamente alla corona spagnola.Accanto, di rilievo internazionale sono soprattutto lo Stato della Chiesa, ilGranducato di Toscana, le repubbliche di Venezia e Genova, anche se lentamenteFirenze ed altri centri guida del Rinascimento perdono la loro importanza mentre Romaconsolida la sua posizione di metropoli dell’arte e della cultura.Spagna, Francia e più tardi l’Austria asburgica cercarono ininterrottamente di attirarequesti Stati nella loro sfera di influenza.Ma nel XVII secolo fu soprattutto l’influsso spagnolo che risulta prevalente nello sviluppopolitico, sociale e culturale dell’Italia.La dominazione spagnola, oltre a portare ad un reale impoverimento economico dellapenisola, ebbe i suoi riflessi anche sulla vita culturale degli italiani.Questa situazione fu condizionata anche dall’oppressione che la Chiesa, impegnataancora nella sua azione controriformistica, esercitava a tutti i livelli.Nel XVI secolo il Concilio di Trento (1545-1563) costituì il punto di partenza dellaControriforma, con la quale la Chiesa cattolica si prometteva di consolidare lesue strutture e il suo potere.Dopo il Concilio di Trento il potere ecclesiastico, con i Gesuiti in prima fila, condusseuna vera e propria crociata rivolta alla moralizzazione dei costumi, con una applicazionecosì rigorosa delle ferree leggi, volute dalla Controriforma, da rasentare il fanatismo.Tuttavia, nonostante il clima di oppressione culturale che investì gran parte dei paesieuropei, si registrò una notevole attività sia nel campo scientifico che in quello filosofico.Figure come quella di Francesco Bacone in Inghilterra, di Renato Cartesio in Franciae, non ultima, quella di Galileo Galeilei in Italia, contribuirono a creare le premesse diquella mentalità critica che porterà alla cosiddetta età della Ragione e alla Rivoluzionefrancese.In questo secolo così complesso e controverso, si sviluppa nel campo dell’arte enell’architettura lo Stile Barocco, che darà un nuovo aspetto a tantissime città.Nell’architettura barocca, ricca di decorazioni, sfarzosa e ridontante confluisce ovunquetutta la cultura del tempo. 1
  • 2. Si è portati a parlare di libertà compositiva, in realtà si è trattato di una libertà moltovincolata.Per quanto riguardava i tipi edilizi, i progettisti barocchi non potevano, infatti, venirmeno a rigidi precetti, emanati dal Concilio di Trento, particolarmente nel campodell’architettura religiosa.Nel XVII secolo si doveva sottostare al potere politico o a quello religioso: non si è piùal tempo del mecenatismo rinascimentale, quattrocentesco e cinquecentesco,quando gli artisti, pur essendo alle dipendenze di un potente che lo proteggevae lo manteneva, aveva piena libertà di azione.In questo stato di costrizione le uniche concessioni che venivano permesse ai progettistierano di carattere formale e decorativo per cui si ha una architettura che, se a primavista appare progettata in piena libertà, ad una analisi più approfondita si mostra perquello che è: il risultato dell’imposizione di schemi precostituiti e di un ordinerigorosamente imposto dalla classe dominante.Gli architetti del Seicento non negano la continuità della tradizione classica: siusano ancora gli ordini come elementi di linguaggio, ma di un linguaggio nuovo.Lo scopo è di ampliare il patrimonio delle forme rinascimentali tramite radicaliinnovazioni di metodo, capaci di dar vita ad una nuova cultura.Cardine di questo processo innovativo è la nuova concezione dello SPAZIO, non piùinteso come un’entità uniforme, suddiviso da elementi architettonici dispostigeometricamente, ma inteso come un’entità plasmabile, modellabile dall’azione delleforze più varie.La connessione e la reciproca azione di spazio interno e spazio esterno, attraverso laparete di separazione, diventa il nodo cruciale dell’architettura: da qui la preferenzaper le linee curve, per il dialogo di concavo e convesso, per i profili sinusoidalidelle facciate, per la disposizione obliqua degli elementi architettonici rispettoal piano della facciata stessa.Un dato stilistico del Barocco fu la linea curva.In questo periodo, infatti, nulla era concepito e realizzato secondo linee rette, masempre secondo linee sinuose.Il Rinascimento aveva idealmente adottato come propria cifra stilistica il cerchio, cheappariva la figura geometrica più perfetta ed armoniosa. Altre linee curve eranoconsiderate irrazionali e bizzarre.Il Barocco, invece, preferiva curvature più complesse, quali ellissi, parabole, iperboli,spirali e così via.E queste curve non erano mai esibite in modo esplicito, ma erano ulteriormentecomplicate da intersezioni o sovrapposizioni, così da risultare a volte anche indecifrabili.Grande importanza nell’esposizione dell’immagine architettonica è assunta dalladecorazione, specie scultorea, per la sua capacità di mediare il passaggio fra la soliditàdella massa muraria e la fluidità dello spazio atmosferico.Si pone molta attenzione alla scelta dei materiali, delle grane, dei colori. 2
  • 3. Si sondano le possibilità espressive dell’accostamento di elementi architettonici conquelli naturali, come l’acqua, che in questo secolo diventa elemento insostituibile nelleprogettazioni urbane ed extra-urbane.Si sperimentano anche nuove tipologie, sperimentando schemi complessi, piùrispondenti alle nuove esigenze spaziali: nuove piante per gli edifici religiosi, mancanzadi corrispondenza tra interno ed esterno.Come era successo precedentemente con altri Ordini religiosi o monastici, il Baroccodivenne lo stile architettonico dei Gesuiti, che esportarono questo stile anchenelle loro missioni estere.Ma divenne anche lo stile della Controriforma cattolica.In campo europeo il Barocco ebbe notevole diffusione soprattutto nei paesi latini:Portogallo e Spagna ebbero una adesione immediata, esportandolo anche nelle lorocolonie dell’America latina.L’Europa centro-settentrionale, dalla Francia all’Austria, ebbero applicazioni dello stilemolto fantasiose e ricche. 3
  • 4. L’URBANISTICAIl Barocco ebbe una particolare concezione degli spazi urbani e dell’urbanistica.Le facciate degli edifici erano considerate come le quinte di uno spazio scenico, cheerano le vie e le piazze cittadine.Anche in urbanistica furono bandite le geometrie regolari preferite dagliarchitetti rinascimentali, che disegnavano città dalle forme perfette.Ma soprattutto cambiò l’atteggiamento della tecnica di intervento urbano.L’edificio rinascimentale aveva un principio di regolarità geometrica che doveva imporsisugli spazi circostanti, che dovevano loro adattarsi all’edificio, e non viceversa.Gli architetti barocchi, invece, piuttosto che modificare gli spazi urbani in funzionedell’edificio da progettare, preferirono adattare l’edificio al contesto, inserendolosenza forzature eccessive.Le città, in cui si trovarono ad operare sia gli architetti rinascimentali che barocchi, sierano in larga parte formate e modificate nel Medioevo, secondo visioni quindi tutt’altroche geometriche.Le città, tranne parti ben limitate, avevano per lo più forme irregolari.L’architetto barocco, senza nessuna pretesa di regolarizzare l’irregolare, sfruttòanzi tale complessità morfologica per ottenere spazi urbani più mossi e ricchi di scorcisuggestivi.Fu sulla base di questa posizione che in questo periodo fu attuato un vero eproprio “rinnovo” urbano, che interessò facciate di palazzi, o interni di chiese,che assunsero un aspetto decisamente barocco.La nuova architettura aveva instaurato un nuovo rapporto tra edifici e spazi urbani.Gli ambiti cittadini erano considerati alla stessa stregua di spazi teatrali, e i prospettidegli edifici fungevano da quinte scenografiche.Lo spazio urbano non è più soltanto quello delle strade e delle piazze: lo spazio internodi una chiesa, dell’androne, del cortile o dello scalone di un palazzo non è menourbanistico per il fatto di essere chiuso invece che aperto. E’ anch’esso uno spaziosociale, la vita della città circola anche in quegli spazi chiusi.Dunque la facciata non è più una barriera ma un diaframma; non chiude o isola, mamette in comunicazione osmotica due entità spaziali, diverse per scale e entitàluminosa, ma di uguale interesse urbanistico e funzionale.Questa comunicazione è manifestata attraverso la facciata essenzialmente in due modi,spesso combinati tra loro: 4
  • 5. 1. l’alternarsi dei corpi plastici emergenti (colonne, lesene, timpani, cornici) a nicchie e rincassi prospettici;2. la flessione della superficie, con curvature contrapposte, concave o convesse.Proprio per questa sua funzione mediatrice tra spazi interni ed esterni, la facciata non èun elemento scenico, ma un organismo urbanistico essenziale: tende infatti adimpiegare la spazialità urbana e a definirla non solo come tracciato o condizioneprospettica, ma come realtà plastica.E’ proprio per mezzo della facciata che la massa articolata dell’edificio monumentalediventa un nodo o un nucleo generatore del tessuto urbano.ESEMPI1. Chiesa di Santa Maria della Pace a Roma, di Pietro da Cortona2. Chiesa di San Carlo alle quattro Fontane a Roma, di Francesco BorrominiMa gli spazi urbani non si componevano più solo di edifici e piazze.In essi adesso assumono un importante ruolo anche fontane, scalinate, monumentied altro, che arricchiscono questi spazi di altre presenze significative, ed il Baroccodedicò notevole attenzione a questi elementi di “arredo urbano”.A Roma, notevoli esempi sono la Fontana di Trevi e la Scalinata diTrinità dei Monti, per citare solo due tra gli esempi più noti.Infine, la struttura della città barocca è costituita da “centri focali” (edifici monumentalie piazze), da “fulcri”, collegati da strade diritte e regolari, dove i criteri prospetticifavoriscono il sorgere di uno stile internazionale dell’edilizia rappresentativa, che sidiffonde in tutte le corti europee.La città barocca è policentrica: diventa un sistema di luoghi che interagiscono evivono in funzione di emergenze architettoniche forti.Anche gli spazi interni entrano in simbiosi con lo spazio urbano; cadono divisionirigorose e gelosamente perseguite.Tutto pare mettersi in moto nel vivo dei tessuti storici delle città e sulla storia urbanapassa uno dei momenti più intensi di trasformazione e di evoluzione.Due città sono esemplari da questo punto di vista: Roma e Torino.Roma, la città capitale, caput mundi, in quanto tale recepisce in anticipo ogni stimoloall’innovazione; Torino, collocata a metà strada tra Roma e Parigi, capitale del Ducatodella Famiglia Savoia, elabora e realizza rapidamente le spinte nuove che riceve daimodi barocchi e dalla forte presenza controriformista sostenuta dai suoi governatori. 5
  • 6. ROMARoma diventa città barocca per episodi monumentali, dove è costantementecoinvolto l’organismo della chiesa e gli accessi ad esso, o gli ambiti che ilmonumento stesso determina e coagula attorno a sé.A Roma l’unità di misura della città rinascimentale fu distrutta una volta per sempre. Alposto della città stellare circoscritta, cinta da mura, si delineò durante i cinque anni diregno di Sisto V un’evoluzione di grande importanza.A Roma furono tracciate per la prima volta, e realizzate con sicurezza assoluta, le lineedella rete fondamentale del traffico di una città moderna.Infatti, alla fine del 1500, Sisto V, con l’aiuto di Domenico Fontana, diede avvio ad unodei più grandi ed incisivi interventi nel tessuto storico di Roma, trasformandoenergicamente il disagevole centro medievale di Roma.L’assunto era quello di collegare con ampie e rettilinee strade dei punti della cittàsignificativi sotto il punto di vista religioso, prevalentemente per consentire ai pellegriniche affluivano sempre numerosi di visitare le grandi opere sacre della Roma cattolica.Comincia con questa grande operazione a organizzarsi la rete, la trama, entro cui lacittà situa le sue emergenze fra loro interagenti, e viene applicato il concetto propriodell’architettura barocca: quello di essere funzionale all’assetto urbano.ESEMPI 1. Sistemazione del Tridente di Piazza del Popolo (Carlo Rainaldi – Bernini – Domenico Fontana):Il Tridente costituiva l’ingresso a Roma da nord con 3 vie: Via Ripetta, Via Lata o DelCorso, Via del Babuino, che partendo da Piazza del Popolo portano al centro di Roma. Qui a metà del Seicento l’architetto Carlo Rainaldi, in collaborazione con l’ingegnere Domenico Fontana e con Gianlorenzo Bernini realizzano un intervento per risolvere l’innesto del tridente viario che ha per asse il Corso e forma l’ossatura di una vasta parte del tessuto stradale di Roma.Nel Tridente Carlo Rainaldi colloca due chiese (Chiesa di Santa Maria di Montesanto, asinistra, e Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, a destra) che fungono da testatasimmetrica (o quasi) alle tre strade in partenza da Piazza del Popolo e segnanoil loro inizio.Le due chiese fungono da Propilei all’ingresso della città.Dimensioni differenti dei rispettivi terreni determinano forme diverse per i dueorganismi, ma la attenta considerazione delle prospettive visive riesce ad occultarequeste anomalie, riducendo i due interventi a fatti simili funzionali alla visione delgrande insieme.La Piazza del Popolo, invece, venne sistemata nel secondo decennio dell’Ottocento daGiuseppe Valadier, rappresentando uno degli esempi più significativi di urbanisticaneoclassica settecentesca. 6
  • 7. 2. BASILICA e Piazza San Pietro a Roma (Bernini)La costruzione di San Pietro fu iniziata sotto Papa Giulio II, nel 1506, e si concluse nel 1612,regnante Papa Paolo V. Si tratta in realtà di una ricostruzione, dato che nello stesso sito, primadellattuale basilica, ne sorgeva unaltra risalente al IV secolo, fatta costruire dallimperatoreCostantino nel luogo in cui sorgeva il circo di Nerone e dove la tradizione vuole che San Pietro,uno degli apostoli di Gesù Cristo e primo Papa del Cristianesimo, fosse stato sepolto.La basilica originaria era stata ripetutamente abbellita nel corso dei secoli, anche con opere diGiotto, fin quando, a metà del XV secolo, Nicolò V decise di avviarne una sostanzialeristrutturazione dopo un furioso incendio che (casualmente o no) distrusse buona parte dellacostruzione. Con la morte di questultimo i lavori si interruppero e vennero ripresi da Giulio IIche ne affidò la direzione al Bramante, il quale demolì gran parte della vecchia basilica,progettandone una nuova a pianta centrale.La superficie complessiva della basilica è di 22.067 mq, è lunga 186 metri, il portico è largo 71metri, alto 20, la facciata della basilica è larga 114.69 m ed alta 47.3 m. All’interno la navatacentrale è lunga 26 metri, alta 46.1 m, il transetto è lungo 154.8 m.La cupola è alta 136 metri e ha un diametro di 42.56 m.L’edificio può contenere, si calcola, 80.000 persone.La basilica ospita quella che secondo la tradizione cristiana e la recente ricerca archeologica è latomba di San Pietro, posta sotto laltare principale, che è coperto da un baldacchino sorretto daquattro immensi pilastri, tutti disegnati dal Bernini. Il baldacchino fu costruito prelevando suordine di papa Urbano VIII il bronzo delle tegole e del rivestimento del pronao del Pantheon.Anche altri Papi sono sepolti nella basilica.La basilica è in sé unopera darte, ma è anche composta da diversi elementi artistici diautonomo valore.I primi interventi di restauro avvennero durante il pontificato di Niccolò V°, che su consigliodell’architetto Leon Battista Alberti, decise il rifacimento e l’ampliamento della zona absidale,incaricando nel 1454 Bernardo Rossellino, [1409-1464] collaboratore dell’Alberti e famoso peraver ristrutturato l’urbanistica del borgo di Corsigliano [Pienza] per il pontefice Pio II°. Nel 1455morto il papa il cantiere venne sospeso e ripreso sotto Paolo II° ma a decidere la ricostruzionedella basilica fu successivamente Giulio II°. I lavori di ampliamento incominciarono il 18 aprile1506 e vennero affidati a Donato Bramante. Sia il pontefice che l’architetto morirono poco dopo 7
  • 8. l’inizio del restauro e per dirigere il progetto venne chiamato Raffaello che si avvalse dellacollaborazione di Giuliano da Sangallo. Impegnati in diversi periodi per la realizzazione di altreopere, i due architetti si alternarono alla guida del restauro con Baldassarre Peruzzi eMichelangelo che impostarono però il progetto in un altro modo, poiché avvenne un vero eproprio scontro di pensiero e di stile, tra una pianta a croce greca, sostenuta da Michelangelo,Baldassarre Peruzzi e lo stesso Bramante, e una pianta a croce latina, teorizzata da Raffaello eAntonio Sangallo il Giovane. Alla morte di tutti i contendenti intervenne Paolo V°, imponendo lacroce latina, rielaborazione che fu affidata a Carlo Maderno. La basilica fu completata nel 1614,consacrata e aperta al culto il 18 novembre 1626.Molti famosi artisti lavorarono alla "Fabbrica di San Pietro". Dopo la morte del Bramante iniziò alavorarvi Raffaello Sanzio, che modificò loriginaria pianta a croce greca in una a croce latina.Michelangelo, che servì come capo architetto per un certo periodo dopo Raffaello, riportò lapianta a croce greca ed eseguì il disegnò della cupola. Lopera fu completata da Carlo Maderno,che tornò di nuovo alla pianta a croce latina (stavolta su espresso ordine del Papa).L’interno è suddiviso in tre navate scandite da altissime lesene corinzie addossate ai pilastri.Nella prima cappella della navata destra, la famosa Pietà, la sublime scultura di Michelangeloeseguita appena ventitreenne, nel 1499, per il cardinale francese Jean de Bilhères de Lagraulas.Allinterno trovano posto centinaia di statue in marmo, travertino, stucco e bronzo. Tra imonumenti funebri ne troviamo uno del Bernini e uno di Antonio Canova. (Subito dopo iltransetto destro il monumento di Clemente XIII°, [1784-92] celebre opera di Antonio Canova.)Celebre è la scultura di Michelangelo "La Pietà".La Facciata della Basilica di San Pietro come è visibile oggi è opera di Carlo Maderno, misura119 metri di larghezza e 44 di altezza; è arricchita ai lati da due grandi orologi opera diGiuseppe Valadier del 1795 e voluti da Pio VI.Nel centro della facciata, si apre la Loggia delle Benedizioni ed è proprio da questo magnifico“balcone” che vengono annunciati i nuovi papi e da cui viene impartita la prima benedizione“Urbi et Orbi” dell’eletto.Un bassorilievo di Ambrogio Bonvicino adorna la porta principale “Gesù che consegna le chiavi aSan Pietro”.Cinque porte immettono nella Basilica e l’ultima a destra è la porta santa che si apre solo inoccasione dei giubilei. La prima volta venne aperta per il giubileo del 1423 ed il suo transitosignifica la purificazione del peccato verso la grazia; essa è opera dello scultore Vico Consortiche la donò a Papa Pio XII, effigiato nell’ultima delle sedici formelle che la compongono.Alla sinistra si può vedere la Bolla di Bonifacio VIII con la quale venne indetto il primo giubileonel 1300. 8
  • 9. Artisticamente San Pietro rappresenta il trionfo del barocco romano, in auge proprio nelmomento in cui la Chiesa, stato politicamente centrale nella storia europea, avvertiva il cresceredel prestigio e della potenza degli stati nazionali di Francia e Spagna. La sontuositàarchitettonica e la ridondanza decorativa, già proprie dei canoni del barocco, ben rispondevanoallesigenza della Curia di rappresentarsi con una sperabilmente inarrivabile magnificenza.La basilica venne finalmente consacrata nel 1626 da Urbano VIII.La sistemazione della piazza (1656 - 67) è dovuta a Gian Lorenzo Bernini (1598 - 1680), cherealizza qui la sua opera più importante. Lo spazio è suddiviso in due parti: la prima a forma ditrapezio rovescio con il lato maggiore lungo la facciata, la seconda di forma ellittica conlimponente colonnato dorico sormontato da una robusta architrave. Nel progetto berninianocompariva uno spicchio centrale ("il nobile interrompimento") in prosecuzione del colonnato,che, se realizzato, avrebbe nascosto la piazza e la basilica rispetto alla veduta frontale.La cupola di San Pietro, ultima grande opera di Michelangelo, ha un diametro di circa 43metri ed è impostata su quattro arcate che poggiano su quattro piloni di 71 metri diperimetro.Quando lartista morì era già stato alzato il tamburo sul quale si aprono 16 finestre.Fu Giacomo della Porta a portare a termine il lavoro con la costruzione della calotta, alzandola dicirca 10 metri rispetto al progetto di Michelangelo e facendole perdere la forma rotondeggianteprevista dal progetto originale.La cupola di S. Pietro ha lo stesso diametro di quella del Brunelleschi (42 m), quasi quanto ilPantheon (che però è un tempio ipetro, cioè con apertura in alto).Laltezza da terra è di oltre 136 metri. Successivamente furono realizzati i mosaici su cartoni delCavalier DArpino.La cupola è comunque uninvenzione di Michelangelo: la calotta è a doppio guscio, divisa danervature in sedici spicchi; alla morte dellartista lopera fu terminata da Giacomo Della Porta eDomenico Fontana, mentre il Vignola aggiunse le due cupole laterali con funzionesemplicemente decorativa.Il primo tratto della cupola che sostiene la maggior parte della spinta è a calotta unica emassiccia; ad un terzo circa partono due calotte sottili e di uguale spessore (circa un metro nellarealtà) entrambe portanti e legate, "contraffortate", da speroni interni che si fermano a metàaltezza.Solo il tamburo rispecchia il progetto di Michelangelo.La cupola è uninvenzione di Michelangelo Buonarroti: la calotta è a doppio guscio, divisa danervature in 16 spicchi; alla morte dellartista lopera fu terminata da Giacomo Della Porta eDomenico Fontana, mentre il Vignola aggiunse le due cupole laterali con funzionesemplicemente decorativa.La cupola michelangiolesca è impostata su un alto tamburo con grandi finestre che si aprono tracoppie di colonne binate fortemente sporgenti. Le coppie di colonne binate creano una sorta diruota dentata che suggerisce un moto rotatorio mentre, contemporaneamente, i costoloni con laloro tensione spingono in alto la lanterna. 9
  • 10. Come "intellettuale" Giacomo della Porta è inferiore a quasi tutti, ma "è essenzialmente untecnico di capacità strepitose" e inoltre "in grado di gestire magistralmente il cantiere". Delprogetto della cupola michelangiolesca, teme, "a ragione", la leggerezza e lindipendenza delledue calotte, che insomma la cupola sia "troppo poco rigida". Giacomo allora rinforza la calottainterna che considera portante e alleggerisce quella esterna di copertura e le salda "con 16poderosi speroni di mattoni con legature in travertino". Per contenere le spinte "si curasoprattutto di cerchiare la cupola con tre robuste catene". E anche i tempi di costruzione dellacupola vera e propria sono straordinari: meno di 16 mesi (dal l° febbraio 1589 al maggio 1590).Bellini ci ricorda che Brunelleschi finì la cupola di Santa Maria del Fiore, certo rivoluzionaria, in16 anni. Le idee di Della Porta, "anche grazie ai consolidamenti settecenteschi, si dimostrerannofelici". La cupola "immensa e luminosa" è ancora lì, "oggettivamente da considerarsi il maggioreexploit dellintera arte muraria occidentale".Michelangelo aveva già 71 anni quando gli fu affidato, da Papa Paolo III Farnese, il compito diportare a termine la Basilica di S. Pietro con il progetto della cupola, ma nonostante l’etàavanzata si lanciò nell’impresa con grande entusiasmo. Per i papi aveva già realizzato operestraordinarie come la Cappella Sistina, e la Pietà e la sepoltura di Giulio II. Gli fu data cartabianca, come venne scritto nella nomina ufficiale. Famosissimo è il modello di legno dellacupola che Michelangelo fece realizzare. E’ alto 5 m e largo 4. Lo costruì per timore che dopo lasua morte, ormai era molto vecchio, qualcuno alterasse il progetto. Quando pensiamo adun’opera di Michelangelo, pensiamo alla Cappella Sistina, al Davide, alla Pietà. Ma realizzò anchecapolavori come questo modello, qui mise le sue mani e qui si materializzò la sua intuizione.Infatti aveva intuito che proprio la cupola dovesse diventare il vero simbolo della Basilica e unriferimento per tutta la Cristianità. Ma come costruire qualcosa di così imponente?Fino ad allora nella Storia dell’architettura italiana erano emerse per imponenza e genialità solodue altre cupole: il Pantheon, costruito dagli antichi romani quasi 2000 anni fa. La sua cupolanon è fatta di muratura ma è un blocco unico compatto, realizzato con una sapiente colata dicalcestruzzo che diventa con l’altezza sempre più leggera e fine. Fermandosi al famoso oculus,oltre il quale la volta crollerebbe. E poi c’è la cupola di Santa Maria del Fiore, a Firenze. Unostraordinario capolavoro realizzato dal Brunelleschi, grazie ad un ingegnoso sistema di mattonidi forma asimmetrica le cui file tengono ancora oggi unita e compatta la cupola interna.Michelangelo si ispirò proprio a quest’ultima cupola. Ma volle che la sua fosse ancora più grande.E per realizzarla sfruttò due soluzioni ingegnose: la prima sono i costoloni che si vedonoesternamente. Sono come delle travi ricurve che fanno stare su tutta la cupola da quasi 5 secoli.Il secondo segreto della cupola è la doppia calotta. Vedete, c’è una calotta dentro l’altra, con unintercapedine. Perché fare una doppia calotta? E’ una soluzione geniale: la parte interna è lastruttura portante, sorregge il tutto. Quella esterna invece è di protezione: infatti il caldo e ilfreddo del clima provocano la dilatazione o il restringimento della copertura di piombo, comeaccade nei grandi capannoni industriali. E se oggi la cupola è ancor in piedi lo dobbiamo a questidue piccoli segreti.A questo proposito, il modello ligneo della cupola ebbe un uso imprevisto che neancheMichelangelo avrebbe immaginato.Quando nel 1700 cominciarono a delinearsi sulla cupola vera delle pericolose crepe, venneriunita una commissione di esperti per valutare il da farsi. 10
  • 11. E questo modello suggerì le soluzioni. Infatti vennero dipinte tutte le crepe e si capì dovemettere rinforzi e le cerchiature di ferro.Michelangelo purtroppo morì prima che la cupola fosse finita. Si era arrivati solo al piano deltamburo di base. Era il 1564. Bisognò aspettare 20 anni prima che qualcuno riprendesse la suacostruzione. E si può perfino vedere l’aspetto curioso della Basilica in alcune stampe d’epoca,senza la sua cupola.A continuare i lavori fu Giacomo della Porta. Il quale però modificò il progetto.Michelangelo aveva previsto una cupola simile ad una semisfera con un arco a tutto sesto.Della Porta, forse per paura che "spanciasse" come si dice in gergo, ridusse la curvatura, fece lacupola più stretta e più slanciata, accentuando la sua verticalità. E immerse nella muratura dellefasce di ferro che cingevano la cupola alla sua base, un pò come una fascia attorno alla testa.In meno di 2 anni completò la cupola contro i dieci pronosticati. Nel cantiere lavorarono 800operai, giorno e notte.I numeri furono da capogiro: per costruire un’armatura di sostegno in legno si utilizzarono ben100 mila travi e intere foreste furono tagliate nell’Alto Lazio e nell’Umbria. Ci vollero 1500quintali di canapi per le corde, altri 1000 di ferro per le staffe, le spranghe ecc… E poi milioni dimattoni, ognuno controllato dalla Fabbrica di San Pietro, per la qualità dell’argilla, il giusto gradodi cottura ecc. Fu proprio questa Istituzione infatti che curò la realizzazione della Basilica e chetutt’oggi ha ancora il delicato compito della sua tutela.Il risultato finale fu un cupola di 14 mila tonnellate.Infine nel 1593 si posizionò la lanterna con le sue doppie colonne, la copertura di piombo e pocodopo la sfera di bronzo con la croce, una croce che si trova a 133 metri. 3. PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO a Roma (BORROMINI)La sistemazione di Piazza del Campidoglio è un’esemplare opera d’urbanistica.Piazza del Campidoglio, cuore di Roma, che nell’Urbe antica era stata sede del Tempio di Giovecapitolino, non disponeva di grande spazio, ma Michelangelo sa abilmente sfruttarne le possibilità.Innanzitutto sposta l’orientamento del complesso, che prima era verso i Fori, dunque verso la Romaantica.Egli vuole che il nuovo centro sia rivolto alla città stessa, a quella moderna a lui contemporanea.Sul pavimento disegna un motivo a quadrangoli curveggianti iscritto in un ovale.Al centro pone la statua equestre di Marco Aurelio, ritenuta in periodo medievale quella diCostantino.Sullo sfondo collega il Palazzo Senatorio, come in una sorta di scenografia, all’ambiente circostantecon il doppio scalone d’ingresso, ai lati innalza i due palazzi gemelli dei Musei Capitolini e deiConservatori, leggermente divergenti come i lati di un trapezio per creare l’illusione ottica di unamaggiore ampiezza e profondità. 11
  • 12. I grandi complessi paesisticiParallelamente alle trasformazioni urbane, sorgono in epoca barocca le residenze suburbane deisovrani, di cui Versailles (1668 in poi) costituisce il prototipo e lesempio più grandioso.In questi imponenti complessi, dove larchitettura si esercita a scala paesistica, il paesaggio èconcepito come uno spazio «infinito», ordinato secondo schemi geometrici lungo un asselongitudinale predominante, centrato sulledificio che rappresenta il fuoco prospettico delsistema.Il palazzo di Versailles - costruito dal Le Vau e ingrandito da Hardouin-Mansart secondo unoschema ripetitivo che lo caratterizza più come elemento paesistico che come operadarchitettura in sé - è inserito nel giardino progettato da Le Nòtre con grande impiego diprospettive aperte, viali rettilinei colleganti sistemi secondari con altri edifici, specchi dacqua,elementi architettonici e naturali.Questa moltiplicazione di prospettive allinfinito, in un sistema rigidamente ordinato (quasi ununiverso ideale) eppure aperto e dinamico, costituisce la caratteristica dei giardini "allafrancese".Sullesempio di Versailles vengono costruite soprattutto nel Settecento le residenze degli altrisovrani europei: Schònbrunn presso Vienna, Charlottenburg presso Berlino, Nymphenburgpresso Monaco, Sans-souci presso Potsdam, Aranjuez presso Madrid, e così via.In Italia troviamo 1. la Residenza di Stupinigi presso Torino (1729), originale opera dello Juvarra, sorta originariamente come casino di caccia per Vittorio Amedeo II di Savoia; 2. e sorprattutto la Reggia di Caserta (1752 in poi), realizzata dal Vanvitelli per Carlo III di Borbone e destinata a divenire il centro di quella che sarebbe stata la nuova capitale del regno. Anche se il progetto urbanistico non fu realizzato, il grandioso palazzo ed il parco con la prospettiva assiale impostata verso monte rimangono a testimoniare lampiezza dellimpegno e la fedeltà ai principi compositivi ormai consolidati nella tradizione europea. 12

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