20. Le abitazioni romane - Altre tipologie

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20. Le abitazioni romane - Altre tipologie

  1. 1. ABITAZIONI
  2. 2. LE ABITAZIONI NELL’ANTICA ROMALa domus, cioè labitazione privata, si ispirava generalmente ai medesimicriteri di simmetria assiale tipici delledilizia pubblica, trasposti ovviamentein strutture di dimensioni ridotte.La tradizionale domus italica prevedeva un corridoio dingresso (fauces),uno spazio centrale (atrium) a cielo aperto con al centro una vasca per laraccolta dellacqua piovana, camere da letto (cubicula), un soggiorno(tablinum), una sala da pranzo (triclinium), una cucina (culina) e talora unpiccolo giardino (hortus). I locali che davano sulla strada potevanoospitare botteghe. In epoca tardorepubblicana e imperiale, le abitazionidivennero più articolate e i singoli ambienti furono decoratisfarzosamente: nellatrio vennero poste colonne di stile greco e il giardinofu ampliato e cinto da un colonnato (peristilio).
  3. 3. Le case romane avevano vetri alle finestre solo se ricche, perchè i vetri costavanomolto, anche se meno di quelli soffiati, e venivano usati per suppelletili o pasta vitreaper mosaici. Sulle finestre si utilizzavano altrimenti tele o pelli, o tende finissime, aseconda della possibilità e della stagione, che lasciavano passare o meno il vento ela pioggia, o battenti in legno che riparavano dal freddo o dal calore ma con pocaluce.Sul piano terra delle domus o delle insule se di lusso, veniva costruito un secondopavimento, sostenuto da pile di mattoni. Si creava, così, unintercapedine vuota,comunicante con una caldaia esterna, che, nella stagione invernale, riscaldava ilpavimento e gli ambienti.Naturalmente non erano utilizzabili per i piani alti.I camini non si usavano, si usavano invece bracieri portatili o montati su ruote.
  4. 4. Domus ItalicaSpaccato di una domus italica:(1)-impluvio (2)-compluvium (3)-atrio (4)-vestibolo(5)-stanze (6)-tablino (7)-giardino
  5. 5. Le ville nei dintorni della città sorgevano spesso al centro di grandi tenutecomprendenti campi e laghi, e talvolta anche templi votivi e terme; lesempio piùgrandioso è la villa di Adriano a Tivoli, iniziata nel 118 d.C.
  6. 6. LINSULALa maggioranza del popolo romano alloggiava in grandi casamenti a più piani che sorgevano neiquartieri popolari, dato lalto costo del terreno, insomma nei palazzi. Le insulae erano sorte nel IVsec. a.C. con laumento della popolazione. Nel periodo imperiale queste costruzioni raggiungevanoil settimo piano, spesso preda di incendi e continui crolli per cui Augusto proibì di elevare sopra i20 m. Al piano terra si trovavano le tabernae, sopra gli appartamenti, spesso subaffittati.Le pareti delle insule erano di mattoni crudi, con finestre e solai di legno. A causa di questo, oltrealle lampade e alle stufe per illuminare e riscaldare, queste case spesso prendevano fuoco,mietendo molte vittime. Sotto limpero il legno fu sostituito con la pietra proprio per evitare gliincendi, oltre che per abbellire la città.Alcune insule erano congiunte in alto a quelle di fronte con passaggi ad arco, che scavalcavano lastrada e contenevano altre camere da affittare, oppure semplicemente ingrandivano unabitazione.Molte insule avevano negozi a pianterreno, alcuni i balconi al secondo piano, in genere in legnoma anche in pietra, sostenuti oltre che dai travi, da ferri forgiati e lavorati in varie fogge.Mentre nelle insule più lussuose, il pianterreno era signorile e di un singolo locatario, nelle insulepopolari il pianterreno era occupato da magazzini e botteghe, le tabernae, in cui gli inquilinilavoravano e vivevano, con una scala di legno che univa la bottega al piano di sopra.Le insule al centro dellurbe avevano un cortile con un giardino e una fontana per gli inquilini.Le persone più abbienti abitavano ai primi piani, i più cari, mentre le altre stavano ai piani più alti,scomodi per le lunghe scalinate e più pericolose per gli incendi.Avevano aperture verso lesterno e, se costituita da una serie di edifici disposti a quadrilatero, sirivolgeva verso un cortile centrale, con porte, finestre e scale verso lesterno e linterno.LE PICCOLE INSULENon si viveva solo nelle insulae, costruite quasi tutte durante lImpero, ma la maggior parte delPopolo viveva in case con due o più raramente tre piani, destinando il piano terra generalmente,come nelle insule, alla conduzione di una o più attività commerciali, e gli altri ad abitazioni di una odue famiglie. Naturalmente più la zona era centrale più le insule erano alte perchè il terreno piùcaro. Il Palatino, il quartiere più lussuoso, aveva palazzi a cinque piani.
  7. 7. In epoca imperiale i cittadini meno abbienti abitavano nelle insulae, edificia più piani in mattoni e cemento, molto simili ai nostri condomini. Gliesempi meglio conservati, risalenti al II e III secolo, sono a Ostia, il portodi Roma alla foce del Tevere.
  8. 8. ACQUEDOTTO
  9. 9. 1. L’ACQUEDOTTOI Romani realizzarono un efficace sistema viario e di ponti chefacilitava fortemente i collegamenti allinterno dellimpero, erealizzarono lunghi acquedotti, che approvvigionavano le cittàcon lacqua proveniente da sorgenti anche molto lontane (comenel caso del Pont du Gard, costruito nel 19 a.C. vicino a Nîmes inFrancia).
  10. 10. ARCO DI TRIONFO
  11. 11. ARCHI DI TRIONFOTra le costruzioni tipiche dell’architettura romana vi sono gliarchi di trionfo.Monumenti dall’imponente mole, essi furono inizialmente erettiper simboleggiare una porta urbica, sotto la quale avveniva ilpassaggio delle legioni che tornavano vittoriose dalle campagnemilitari.Tali archi, in seguito, da trionfali divennero onorari, eretti inricordo delle imprese, sia civili sia militari, degli imperatori.La loro tipologia è abbastanza semplice: si componevano di dueenormi pilastri, in cui era aperto uno o più archi (fornici), con unattico sovrastante.Questi monumenti erano sfruttati per essere ricoperti dibassorilievi. Oltre alle iscrizioni dedicatorie e alle effigi e bustidegli imperatori o altri personaggi o divinità, si componevano dipannelli scultorei in bassorilievo, che illustravano le impresebenemerite dell’imperatore.Gli archi trionfali sono uno degli esempi più chiari dellaconcezione architettonica romana: unire il sistemacostruttivo ad arco con gli ordini architettonici greci.L’ordine architettonico non ha solo una funzione decorativa – lecolonne, infatti, non hanno alcuna funzione statica per ilsostegno del monumento –, ma ha soprattutto una funzioneprogettuale: crea la base per il proporzionamento dell’edificio.I romani, coniugando l’arco con gli ordini architettonici, hannocreato il linguaggio classico dell’architettura, che resteràpatrimonio per le epoche successive, quando queste, come ilRinascimento o il Neoclassicismo, guarderanno all’antichità perritrovarvi ideali estetici senza tempo.
  12. 12. ARCO DI COSTANTINOLarco di Costantino è un arco trionfale a tre fornici (con un passaggio centraleaffiancato da due passaggi laterali più piccoli), situato a Roma, a breve distanzadal Colosseo. Oltre alla notevole importanza storica come monumento, lArcopuò essere considerato come un vero e proprio museo di scultura romanaufficiale, straordinario per ricchezza e importanza.Si tratta di un arco a tre fornici con attico, di 21x26 metri.Sulla base di scavi condotti nelle fondazioni dellarco, su uno dei lati, è stataproposta lipotesi che il monumento sia stato costruito allepoca di Adriano esuccessivamente pesantemente rimaneggiato in epoca costantiniana, con lospostamento in fuori delle colonne, il rifacimento dellintero attico, linserimentodel Grande fregio traianeo sulle pareti interne del passaggio centrale, elesecuzione dei rilievi e delle decorazioni riconosciute di epoca costantiniana,sia per mezzo della rilavorazione dei blocchi già inseriti nella muratura, sia conlinserzione di nuovi elementi. Alloriginaria decorazione del monumentoapparterrebbero dunque i Tondi adriane.Larco fu dedicato dal senato per commemorare la vittoria dellimperatoreromano Costantino I contro Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio (28ottobre del 312) e inaugurato ufficialmente nel 315 (nei decennaliadellimperatore, cioè lanniversario dei dieci anni di potere) o nel 325(vicennalia). La collocazione, tra il Palatino e il Celio, era sullantico percorsodei trionfi.Larco è uno dei tre archi trionfali sopravvissuti a Roma, in via dei Fori imperiali:gli altri due sono larco di Tito (81-90 circa) e larco di Settimio Severo (202-203).Tra i rilievi dellarco sono presenti scene di sacrificio a diverse divinità pagane(nei tondi adrianei) e busti di divinità sono presenti anche nei passaggi laterali,mentre altre divinità pagane erano raffigurate sulle chiavi dellarco.Nel 1530 Lorenzino de Medici venne cacciato da Roma per aver tagliato perdivertimento le teste sui rilievi dellarco, che vennero in parte reintegrate nelXVIII secolo.
  13. 13. La trabeazione (angolo nord-ovest): la cornice sporgente sopra la colonna è di epocacostantiniana ed è stata inserita tra gli elementi reimpiegati di epoca precedente sui latidellarco
  14. 14. Sullattico rilievi dellepoca dellimperatore Marco Aurelio
  15. 15. Prima parte (estrema sinistra):Traiano che entra a RomaSeconda parte: I prigionieri sono incalzati da una carica della cavalleria guidatadallimperatore stesso e seguito da signiferi e cornicini
  16. 16. Terza parte: Conquista di un villaggio dacico da parte della cavalleria e lafanteria romana che spingono i prigionieriQuarta parte (estrema destra): I soldati mostrano le teste mozzate dei barbari
  17. 17. Rilievi circolari dellepoca dellimperatore Adriano e fregio contemporaneo allarcoI due tondi di epoca adrianea, lAssedio di Verona, fregio contemporaneo allarco.
  18. 18. Pannelli di Marco AurelioParticolare dellattico con due episodi delle imprese dellimperatore Marco AurelioRitratto di Tiberio Claudio Pompeiano (al centro)Capo barbaro supplicante, che abbraccia il figlio (dettaglio dal pannello dellaClemetia)Sullattico, ai lati delliscrizione, sono murati otto rilievi rettangolari (alti più di 3 metri)che raffigurano diversi episodi delle imprese dellimperatore Marco Aurelio contro iQuadi e i Marcomanni (definitivamente sconfitti nel 175). Le teste dellimperatoresono state rilavorate anche in questo caso, come ritratti probabilmente di Costantinoe Licinio (oggi le teste sono quelle del restauro del XVIII secolo e raffiguranoTraiano, in quanto allepoca i rilievi erano stati attribuiti allepoca di questoimperatore). Fanno forse parte della serie altri tre rilievi analoghi per dimensioni maalcune con differenze stilistiche oggi esposti a palazzo dei Conservatori. In ogni casoil medesimo soggetto delle imprese e la presenza fissa, alle spalle dellimperatore, diun personaggio indicato come il genero e, per un certo periodo, successore inpectore di Marco Aurelio, Tiberio Claudio Pompeiano, fa propendere per unoriginecomune dei rilievi. Particolare dellattico con due episodi delle imprese dellimperatore Marco Aurelio
  19. 19. Tondi costantinianiSui lati corti dellarco il ciclo è completato da due tondi appositamente scolpiti perlarco allepoca di Costantino; sul lato est il Sole-Apollo sulla quadriga sorge dalmare, mentre sul lato ovest la Luna-Diana guida invece una biga che si immergenellOceano: i due rilievi inquadrano la vittoria dellimperatore in una dimensionecosmica.Fregio costantiniano [modifica]Fregio costantiniano "Obsidio"Fregio costantiniano "Proelium"Fregio costantiniano "Oratio"Fregio costantiniano "Liberalitas"Al di sopra dei fornici laterali e sotto i tondi adrianei, un fregio continuo (alto pocomeno di 1 m) che prosegue anche sui lati corti del monumento con il raccordo dielementi angolari, fu scolpito allepoca di Costantino direttamente sui blocchi checompongono la muratura, leggermente sporgenti. Lopera è una delle piùsignificative dellarte costantiniana perché mostra con estrema chiarezza una seriedi elementi di rottura rispetto alla tradizione classica antecedente.Il racconto, che riguarda gli episodi della guerra contro Massenzio e la celebrazionedella vittoria di Costantino a Roma, inizia sul lato corto occidentale e proseguegirando intorno allarco in senso antiorario per terminare allangolo nordoccidentale: Il fregio costantiniano sul lato settentrionale (Liberalitas)

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