11. Architettura romana - Materiali

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11. Architettura romana - Materiali

  1. 1. MATERIALI E METODI DI COSTRUZIONEI Romani per costruire utilizzarono molti materiali:pietra, sabbia, inerti, calce, pozzolana, argilla, legno,furono i principali materiali da costruzione. Molto usati furono anche il tufo e il travertino dellecave di Tibur, oggi Bagni di Tivoli, centroitaliani; mentre,per costruzioni più ricche e prestigiose, usarono il marmobianco importato dalla Grecia e dallAsia Minore o, apartire dallepoca di Cesare, da Luni, vicino a Carrara;marmi multicolori giungevano inoltre a Roma da tutto ilmondo antico, usati spesso per rivestire muri realizzaticon materiali più economici.Infatti alla base del sistema tecnico-costruttivo romanonon vi era l’uso, come in Grecia, del duro ed elegantemarmo squadrato, ma sin dall’inizio si adoperaronosoprattutto materiali poveri che, però, non venivano piùmessi in opera solo a secco, ma venivano messi in operacon l’uso della malta. 1
  2. 2. Il tufo, il travertino, l’argilla sono i materiali di cui i Romanidispongono in gran quantità:questi materiali vengono adesso impiegati a piccoli blocchi,di dimensioni molto più piccole di quelle che avevano nellecostruzioni greche, e che vengono tenuti assieme grazieall’uso della malta, usata dai Romani per la prima volta,permettendo di realizzare anche forme nuove:l’invenzione della malta, infatti, consentì allestrutture murarie di svincolarsi dalle forme piùelementari.Ai Romani si deve, quindi, la realizzazione di unaarchitettura grandiosa realizzata con l’uso di materialepovero, grazie soprattutto all’invenzione dei costruttoriromani, prima della malta, e dopo del calcestruzzo.Romani inizialmente si servirono di maestranze etruscheed italiche e furono poco interessati alle tecniche dicostruzione perché erano soprattutto impegnati in una vitatesa alla lotta e alla conquista . 2
  3. 3. In questa prima fase il popolo romano aveva mirato ad affermarsi comepotenza militare, si era dato ordinamenti sociali e modelli politici, ma nonsi era mai impegnato artisticamente.Il cittadino romano era prima di tutto un soldato e un politico, percui l’arte manuale non era degna a lui: l’arte era un’attività indegna,soltanto la letteratura acquistò considerazione anche da parte deimembri delle classi dominanti, che prima consideravano laletteratura un’attività da schiavi.Solo dopo la conquista della Magna Grecia, della Sicilia e dell’Asiaminore, che fece giungere a Roma una gran quantità di opere d’arte diartisti greci, l’atteggiamento nei confronti dell’arte cominciò a cambiare.Inoltre, furono soprattutto dalle esigenze stesse della conquista cheemerse la necessità di costruire ponti, strade, città, templi, fori, porti,acquedotti: tutto ciò portò i Romani a dovere necessariamente avere unanotevole produzione costruttiva.Partendo dalla ruvida solidità delle costruzioni di pubblica utilità,cominciò ad emergere una estetica romana, prima in architettura, poinella scultura e nella pittura, considerate ancora complementariall’architettura.Nel periodo Imperiale Roma organizza sotto di sé popoli molto diversi, acui offre una stessa lingua (il latino), un identico sistema di leggi, unnotevole sistema amministrativo. 3
  4. 4. E’ solo a partire da questo periodo che comincia ad esistere un’arteromana: a partire dal II secolo a.C.Si costruiscono le più imponenti e complesse architetture, nelle quali iRomani dimostrano di aver raggiunto una grandissima abilità nelletecniche costruttive, che diffondono anche lontano da Roma edall’Italia, in tutta l’estensione dell’Impero: in gran parte dell’Europa, nelleregioni dell’Africa, in Asia, dove si diffusero le forme architettonicheromane.. 4
  5. 5. LA MALTA DELL’ANTICA ROMALa malta è un impasto plastico che può essere compostoda:1.un legante (es. calce) + acqua + sabbia = malta aerea semplice (malta a base di grassello di calce, che fa presa solamente in aria);2. un legante (es. calce, pozzolana, cocciopesto, cemento) + acqua + sabbia = malta idraulica composta: malta a base di grassello di calce, da rendere idraulica aggiungendo i seguenti inerti o agglomeranti: - pozzolana (legante idraulico) - cocciopesto: argilla cotta (polvere di mattone) (legante idraulico)La pozzolana è un materiale naturale di origine vulcanica,diffusa in varie località del Lazio, della Campania e della Sicilia,che contiene dei costituenti che, combinandosi con la calce, atemperatura ordinaria ed in presenza di acqua, forma deicomposti stabili, inattaccabili dallumidità.La malta idraulica fa presa e indurisce anche quandoviene posta in opera all’aria, in luoghi umidi o inambiente sommerso. 5
  6. 6. IL CALCESTRUZZO dell’antica ROMA Una volta scoperta la malta i Romani riuscirono a realizzareil calcestruzzo, che ha rivoluzionato la storia dellarchitettura:si tratta di un conglomerato a base di acqua, calce,pozzolana, sabbia e inerti (ghiaia) detto dai Romani“structura caementicia” = MATERIA + CEMENTA.MATERIA = MALTA = 2 sabbia + 1 calce spenta 3 pozzolana + 1 calce spentaCAEMENTA= INERTI = pietre grezze: scaglie, scapoli ciottoli.Ottenuta la malta, i Romani aggiunsero a questa miscela:pietrisco e frammenti di laterizi, riuscendo a realizzare unavera roccia artificiale che ha sfidato i secoliLa scelta dei materiali, la composizione e le modalità di messa inopera del calcestruzzo utilizzato all’epoca dell’Impero Romano 6
  7. 7. vengono dettagliatamente riportate da Vitruvio nei suoi 10 libridel Trattato De Architectura.Grazie al calcestruzzo fu superato il tradizionale linearismo dellostile classico, basato sul sistema trilitico (a pilastri e architravi inpietra). Infatti, l’introduzione del calcestruzzo ha permesso aiRomani di costruire archi e volte di dimensionieccezionali, che, di conseguenza, permettevano dicostruire edifici prima impensabili: grandi anfiteatri e terme,cupole come quella del Pantheon.Le volte in calcestruzzo dei Romani erano molto più resistenti eanche molto più leggere di quelle realizzate in pietra: questoconsentiva, quindi, di coprire luci notevoli su muri meno spessi.Inoltre, erano più facili da realizzare, perché non richiedevano lasagomazione dei singoli conci, ma si potevano realizzare anchemediante un’unica gettata di calcestruzzo (tipi di volte semplici).L’uso del calcestruzzo fu utile anche per la realizzazione dinuove strutture murarie, permettendo il passaggio dallecosiddette murature “a secco” a quelle cosiddette “a sacco”:labbinamento di struttura in calcestruzzo e paramento inmarmo o mattoni (OPUS CAEMENTICIUM) divenne molto 7
  8. 8. frequente per grandi edifici, complessi abitativi, terme emagazzini.I muri avevano una struttura interna di calcestruzzo, che potevaessere rivestita con materiali diversi: inizialmente furono usatimarmo e travertino, in epoca imperiale si usò soprattutto ilmattone, in particolar modo per le facciate.L’architettura che ne deriva non ha certamente lanitidezza del marmo, ma è leggera, elastica, flessibile: • può raggiungere grandi altezze • sopportare grandi carichi • cingere ampi spazi vuoti.E’ soprattutto l’architettura più adatta a uno sviluppoformale per linee e superfici curve: infatti,nell’architettura romana, a differenza di quella greca tuttaimposta su linee rette, la curva è il principio formaledi tutta la costruzione, fino alla composizioneurbanistica.
 8
  9. 9. L’impiego
del
laterizio,
e
successivamente
del
calcestruzzo
alternato
 con
 membrature
 in
 laterizio,
 consentirà
 di
realizzare
 coperture
 di
 ambienti
 di
 notevoli
 dimensioni,
permettendo
 di
 approdare
 a
 realizzazioni
 del
 tutto
 nuove
tipologicamente,
 il
 cui
 significato
 è
 da
 ricercare
 nella
spazialità
interna.
A
differenza
dei
Greci,
i
Romani
costruivano
soprattutto
per
conformare
 degli
 spazi
 interni:
 questi
 vanno
 valutati
dall’ampiezza
atmosferica,
dalle
luci
e
dalle
ombre
che
vi
si
creavano,
 per
 effetto
 delle
 bucature
 che
 si
 aprivano
all’esterno,
dalla
decorazione
delle
pareti,
se
in
rivestimenti
marmorei
o
ad
affreschi
su
intonaci.

I Romani, quindi, hanno aperto un filone del tutto nuovonell’architettura – la poetica dello spazio – definendo unaserie notevole di mutazioni tipologiche. 9
  10. 10. LA FABBRICAZIONE dei manufatti in argillaIl primo laterizio realizzato in argilla è stato il mattone.Il mattone è così antico che ha accompagnato la storiadell’uomo sin dagli albori arrivando fino ai nostri giornipressoché immutato nella geometria e subendo una lentaevoluzione tecnologica.Gran parte della storia dellarchitettura vede comeassoluto protagonista il mattone: è questo infattilelemento base delle costruzioni romane,romaniche, gotiche, rinascimentali, barocche eneoclassiche, ecc.Le sue caratteristiche vincenti - leconomicità e ilfacile impiego - lo imposero in pressoché tutte leciviltà del mondo. 10
  11. 11. I laterizi prodotti dai Romani erano fabbricati con argillaimpastata con acqua e spesso con sabbia, paglia opozzolana fine.Limpasto veniva compresso a mano in una forma di legno.Messi ad asciugare all’ombra, venivano fatti essiccare perparecchio tempo al coperto, in ambienti ventilati, venivanorigirati spesso perché non si accartocciassero.Infine, appilati di taglio, cuocevano nella fornace a unatemperatura sugli 800 gradi.I laterizi così ottenuti, prodotti in formati standardizzativennero usati come elementi strutturali in costruzionimurarie, come elementi per manti di copertura, comemateriale di riempimento. 11
  12. 12. I LATERIZI I laterizi crudi seccati al sole o appena cotti erano detti “LATERES”. I laterizi cotti al forno, invece, erano detti LATERES COCTI e si ottenevano dalla cottura dell’argilla.I laterizi costituiscono gli elementi da sempre riconosciutiper la realizzazione di murature portanti e non portanti, apartire dalle costruzioni in mattoni cotti risalenti allepocadellimpero romano. 12
  13. 13. I Romani ne esaltano le prestazioni sviluppandone letecnologie.L’uso del mattone, in forme tipizzate e con il marchio dellafornace per garantire il prodotto, impiegato per usostrutturale e decorativo, si diffonde.Tutti gli elementi della grande architettura romana sonorealizzati con mattoni e pezzi speciali di cotto.I laterizi prodotti dai Romani erano fabbricati con argillaimpastata con acqua e spesso con sabbia, paglia opozzolana fine.Limpasto veniva compresso a mano in una forma di legno.Messi ad asciugare all’ombra, venivano fatti essiccare perparecchio tempo al coperto, in ambienti ventilati, venivanorigirati spesso perché non si accartocciassero.Infine, appilati di taglio, cuocevano nella fornace a unatemperatura sugli 800 gradi.I laterizi così ottenuti, prodotti in formati standardizzativennero usati come elementi strutturali in costruzionimurarie, come elementi per manti di copertura, comemateriale di riempimento. 13
  14. 14. I MANUFATTI IN COTTOI manufatti in argilla già in epoca romana contano un vastorepertorio costituito da mattoni, tegole, tavelle da solaio,tubi fittili a sezione circolare per lo smaltimento delle acque,anfore per l’esecuzione di coperture e volte. Le operazioni di formatura a mano permisero di creare unavasta gamma di prodotti, tanto che furono realizzati degliabachi per le misure dei materiali cotti, con il campione reale diciascuna forma di laterizio. Il fatto che le dimensioni dei laterizi variasse spesso,sicuramente era dovuto all’uso di vendere questi prodotti anumero, e non a peso: diminuendo le dimensioni si poteva avereun maggior ricavo economico per i venditori. ABACO DI CERVIA, campioni per la misura dei laterizi 14
  15. 15. MATTONEIl MATTONE fin dalle origini ha avuto una formaquadrata, pur subendo nei secoli numerose mutazionidimensionali.In epoca romana la produzione dei mattoni cotti sinormalizza su alcuni tipi ben precisi di dimensionidifferenti ma di forma quadrata con lato proporzionalealla misura del piede romano, pari a 29,6 cm: • bessales: lato di 19.7 cm (equivalente a 2/3 di piede) • pedales: lato di 29,6 cm (equivalente a 1 piede) • sesquipedales: lato di 44,4 cm (equivalente a 1/2 piede) • bipedales: lato di 59,2 cm (equivalente a 2 piedi)La misura che è variata maggiormente è sempre stataquella dello spessore, variabile tra 2,5 cm e 4,5 cm,secondo i diversi periodi di fabbricazione. • Testimonianza dellattività dei primi fornaciai è il mattone manubriato, chiamato così per la fessura utilizzata come presa per renderlo più maneggevole. Le sue misure erano cm 29,5 x 45 x 6,5 e il peso kg 16. 15
  16. 16. La pratica del mattone quadrato e sottile ha permessonotevoli espressioni costruttive, specialmente se usato informa triangolare dopo la spaccatura in cantiere, con lamartellina, dell’elemento quadrato in due parti triangolariuguali: si ottenevano così i semilateres.Si usò anche mescolare, a volte, all’argilla dell’impasto iltufo pesto, per cui i mattoni da giallo suolo, con la cotturadiveniva rossiccio (mattone rosso Severiano 16
  17. 17. Abaco dei laterizi inventati dai Romani 17
  18. 18. ANFORELe anfore o Caruselli venivano utilizzate per costruire levolte, il cui peso così risultava notevolmente piùleggero, oltre a rendere gli ambienti molto più freschi inestate e più caldi in inverno. 18
  19. 19. 19
  20. 20. 20

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