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4. ARCHITETTURA ETRUSCA
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4. ARCHITETTURA ETRUSCA

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Architettura Etrusca

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  • 1. ARCHITETTURA ETRUSCAGli Etruschi sono un popolo dellItalia antica affermatosi in unarea denominataEtruria, corrispondente alla Toscana, allUmbria fino al fiume Tevere e al Laziosettentrionale, con propaggini in Campania e verso la zona padana dellEmilia-Romagna e della Lombardia, a partire dallVIII secolo a.C.
  • 2. La civiltà etrusca, discendente dalla cultura villanoviana, fiorì a partire dal X secoloa.C. e fu definitivamente inglobata nella civiltà romana entro la fine del I secolo a.C.alla fine di un lungo processo di conquista e assimilazione culturale che ebbe iniziocon la data tradizionale della conquista di Veio da parte dei romani nel 396 a.C.Poiché non è possibile che la nazione etrusca si sia affermata come taleimprovvisamente, è chiaro che la sua formazione fu il risultato di un lento eprogressivo consolidamento in terra italica. Con tutta probabilità, perciò, esisteva giàuna cultura che tendeva a formarsi sul territorio della Penisola in varie regioni, anchedistanti tra loro: e questa non può essere che quella della civiltà villanoviana.Il termine «villanoviano» deriva dal nome di un piccolo paese nella periferia diBologna dove, nel 1850, il conte Giovanni Gozzadini, appassionato archeologo,rinvenne un sepolcreto che aveva delle caratteristiche molto particolari. Lelementoche distingueva le sepolture era il vaso ossuario (cioè contenente i resti del defunto)a forma biconica, con una piccola scodella per coperchio, deposto in un vanoprotetto da lastroni di pietra.Vaso ossuario in bronzo con elmo risalente al IX secolo a.C., oggi conservato al Museoarcheologico nazionale di Firenze
  • 3. SITI ARCHEOLOGICI ETRUSCHIPer semplicità illustrativa si può di dividere il territorio che risentivadell’influenza etrusca in quattro aree: Etruria Padana, EtruriaSettentrionale (nord della Toscana fino ad Arezzo e Grosseto),Etruria Meridionale (da Arezzo e Grosseto fino a Roma), EtruriaCampana.
  • 4. 900-750 A.C. Circa - Sviluppo di villaggi Etruschi nellarea dellodierna Toscana. 750-600 A.C. - Le colonie Greche, loro principali partner commerciali, esercitano forte influenza nello sviluppo delle nuove urbanizzazioni Etrusche. 616 A.C. - Tarquinio Prisco diventa il primo Etrusco a comandare su Roma 550 A.C. -Fondazione di alcune città nella pianura Padana e espansione verso la Campania. 535 A.C. - Il controllo della Corsica segna il punto più elevato dellespansione Etrusca. 509 A.C. - La caduta della dinastia Tarquinia in Roma segna linizio del declino della civiltà Etrusca. 396 A.C. - il Sacco di Veio, dopo un assedio decennale, sancisce la fine della lunga guerra con Roma. Alcune Lucumonie restano indipendenti. 265 A.C. - Capitolazione di Velzna, ultima città etrusca ad arrendersi allo strapotere romano. 90 A.C. - Dopo secoli di declino, gli Etruschi diventano cittadini romani a tutti gli effetti.Cartina raffigurante le aree di espansione della civiltà Etrusca.Sono evidenziati i nomi dei principali insediamentiLa civiltà Etrusca dominò tutta larea dellItalia centrale prima dellavvento dei romani. Le origini diquesto popolo sono a tuttoggi misteriose, essendo giunti fino a noi solo frammenti del loro sistemadi scrittura, per questo indecifrabile. E invece ben chiara quella che fu la loro grande capacitàingegneristica, commerciale, industriale e agricola. Contadini, mercanti, minatori e ingegneri, essicostruirono per primi le fognature e bonificarono la pianura acquitrinosa che in seguito divenne ilcentro di Roma. Era loro usanza prevedere il futuro interpretando la direzione dei fulmini odosservando le interiora di animali precedentemente sacrificati ma, al pari dei coloni Greci dellItaliadel sud, ignorarono per troppo tempo lascesa della potenza dei romani che, dopo 130 anni dicontinui attacchi alle loro città-stato dette Lucumonie, misero fine alla loro civiltà. Lultima cittàetrusca a capitolare fu Velzna (lodierna Orvieto) nel 265 a.c.
  • 5. Architettura etruscaL’architettura etrusca si rivolse soprattutto allarealizzazione di un’unica tipologia: la casa, intesasecondo 3 differenti categorie:1. la casa dell’uomo = abitazioni2. la casa dei defunti = le tombe3. la casa della divinità = il tempioGli Etruschi si specializzarono anche nella costruzione diMURA e PORTE DI CITTA’ : l’esempio più importante laPORTA DI VOLTERRA: : i piedritti dell’arco e le tre testesono etruschi, mentre l’archivolto è stato ricostruito inepoca romana.I costruttori etruschi raggiunsero una grande abilità nellalavorazione della pietra, come testimoniano appunto moltecinte murarie di città, ma soprattutto riuscirono apossedere una grande padronanza nell’uso del sistemaarchivoltato, anticipando così i Romani che lo svilupparonocon grande padronanza.
  • 6. 1. La casa dell’uomo = abitazioni
  • 7. Primi villaggi etruschi: capanne in legno, argilla epaglia con pianta quadrata o rettangolare e tetto a duespioventiLa collocazione geografica non è mai casuale(conseguente a precise scelte di carattere economico estrategico).Ogni città viene fondata solo dopo che i sacerdoti neabbiano ricevuto il preventivo assenso divino.Tracciati i due assi principali (cardo e decumano) fra loroperpendicolari e quindi il perimetro (solitamentequadrangolare), si formano così quattro settori a loro voltaripartiti in insulae (in latino, isole) mediante un reticolo distrade il più possibile ortogonali.Le abitazioni a partire dal VI secolo a.C. sono in mattoni enon più in legno e fango.Rigorosa impostazione urbanistica ripresa dai Greci,sostituendo alle motivazioni geometriche e proporzionalidei primi quelle magico-religiose caratteristiche dellapropria cultura. In seguito anche i Romani adotterannoimpostazioni urbanistiche simili.Le mura difensive impiegano pietra calcarea o tufo. Pietresagomate a forma di parallelepipedo.
  • 8. Le residenze avevano solitamente il pavimento ricavato livellandola roccia all’interno del perimetro; lungo quest’ultimo venivanoaperti dei fori nel suolo per la messa in opera dei principalisostegni della complessa trabeazione in legno, della qualeconosciamo l’ordito sino ai termini che indicavano le singolemembrature grazie alla letteratura latina.La porta, posta a una delle estremità dell’ellisse, aveva unatettoia di paglia retta da due pali esterni, talvolta decorati; sopraall’ingresso si trovava un foro nello spiovente anteriore del tetto,da dove il fumo del focolare interno poteva uscire favorendo alcontempo l’illuminazione interna.Le pareti erano realizzate con intrecci di canne o di ramaglieabbondantemente ricoperti di argilla, o con una colata di argillasemiliquida in casseforme (tecnica del pisé); l’esterno potevaessere talvolta ornato a motivi geometrici, come è riprodotto sualcune urnette.Altri ornamenti a intaglio abbellivano le testate superiori delle travidel tetto, con volute o teste di animali, secondo un uso che simanterrà nei templi etruschi con l’impiego di terrecotte. Nell’interno, grazie ad altri pali e a stuoie, erano talvolta presentidei tramezzi che distinguevano un modestissimodisimpegno presso la porta, un ambiente centrale col focolare,se-de dei lavori domestici, della filatura e della tessitura, e unastanza da letto absidata sul fondo.
  • 9. Pianta di capanna villanovianaa pianta circolare rinvenutain via del Pratello Ricostruzione del suo probabile aspetto esterno
  • 10. RICOSTRUZIONE DI UNA TIPICA CAPANNA ETRUSCA Durante linverno, le canne di palude (phragmites communis) vengono Vengono costruite le pareti: i Vengono costruite le pareti: i raccolte e accatastate in mattoni vengono preparati con mattoni vengono preparati con fasci già pronti per essere argilla impastata insieme a argilla impastata insieme a fissati alla struttura del paglia e sterco. Vengono poi paglia e sterco. Vengono poi coperto della capanna. seccati al sole e sovrapposti a seccati al sole e sovrapposti a formare il muro della capanna. formare il muro della capanna.Vengono costruite le pareti: i mattoni vengono Il tetto viene poi rivestito con mazzetti di canne dipreparati con argilla impastata insieme a paglia e palude legati allintelaiatura con fibre vegetali.sterco. Vengono poi seccati al sole e sovrappostia formare il muro della capanna.
  • 11. Capanna etrusca: elementi costruttivi
  • 12. Abitazioni etrusche: ipotesi di ricostruzione
  • 13. RICOSTRUZIONEDI UNA CAPANNADEL VILLAGGIOVILLANOVIANO DISAN GIOVENALE URNA CINERARIA A FORMA DI CAPANNA. ROMA, MUSEO NAZIONALE ETRUSCO DI VILLA GIULIA
  • 14. MODELLINO DI CAPANNA ARCAICA.Roma, Antiquarium del Palatino
  • 15. 2. La casa dei defunti = le tombe
  • 16. L’architettura funeraria (necropoli)Gli Etruschi consideravano la morte come proseguimento della vita. Costruironoperciò vere e proprie "città dei morti", le necropoli.Le tombe etrusche sono quasi sempre degli ipogei, cioè delle cavità sotterranee,segnalate da un tumulo che assomiglia a una collinetta.Le tombe dei ricchi riproducevano la struttura delle loro abitazioni e custodivano vasie stoviglie, bruciaprofumi, tazze, scudi e armi di bronzo, bracciali, anelli, collane inoro, altri oggetti in argento e perfino bighe smontate utilizzate per il trasporto deidefunti.I corredi funebri trovati dagli archeologi sono un importante fonte dinformazionestorica.In alcune tombe, come quelle scoperte a Tarquinia, le pareti sono affrescate conscene di vita quotidiana, come banchetti, danze e battute di caccia.Molte tombe etrusche si sono conservate perfettamente, poiché costruite in pietra.Per la religione etrusca luomo nellaldilà necessitava di un ambiente piccolo efamiliare in cui trascorrere la vita dopo la morte, assieme agli oggetti personali chepossedeva in vita: ciò spiega la cura con cui venivano costruite le necropoli e il fattoche la pittura di questo popolo sia quasi esclusivamente funeraria. Le paretidelle necropoli erano dipinte a colori vivaci (imitando, in taluni casi, la volta celeste, oscene di vita vissuta) per contrastare loscurità, simbolo della morte volontaria.Le necropoli generalmente erano poste al di fuori della cinta muraria delle città, macon orientamento parallelo al cardo o al decumano.Quindi le necropoli etrusche sono una fonte molto significativa, storiograficamenteparlando, che permette di conoscere molti aspetti della vita quotidiana, dellecredenze e dei riti popolari che, analizzando esclusivamente i testi scritti, nonsarebbe stato possibile conoscere.Esiste anche un metro di classificazione per larchitettura funeraria tuscanica: sidistinguono infatti sei tipi di necropoli o catacombe:tombe Ipogèetombe a edicolatombe a tumulotombe a pozzettotombe a dadotombe a falsa cupolatombe a cassone o a sarcofago.
  • 17. Tombe IpogeeEsse erano scavate interamente sottoterra o erano ricavate allinterno di cavitànaturali preesistenti (grotte, caverne, ecc.). Tra esse, la più famosa è lIpogeo deiVolumni rinvenuta nel 1840. Questo tipo di catacombe era formato da un ripidoaccesso a gradini, che portava direttamente nellatrio. Qui vi erano solitamente seitombe (o gruppi di tombe), raggiungibili mediante stretti corridoi (in alcuni casi sitrattava di veri e propri cunicoli). Si pensa che la sepoltura in Ipogèei fosse riservataa persone di un certo rango sociale, specialmente politici, militari e sacerdoti.Eranoin poche parole le persone più importanti della vita classica sociale.Tombe a edicolaEsse erano costruite completamente fuori terra, a forma di tempio in miniatura nelleintenzioni, ma in pratica molto simili alle abitazioni dei primi insediamenti etruschi.Nella simbologia etrusca, era molto significativa la forma a tempietto: infatti essarappresentava il punto intermedio del viaggio che il defunto doveva compieredalla vita alla morte, una sorta di ultima tappa della vita terrena. Tra esse il BronzettodellOfferente è quella meglio conservata e si trova a Populonia.Tombe a tumuloEsse devono il proprio nome al fatto che, una volta eseguita la sepoltura, venivanoricoperte da mucchi di terra, allo scopo di creare una specie di collinetta artificiale.Ognuna di queste tombe si articola, come le ipogèe, in diverse camere sepolcrali didimensioni proporzionali alla ricchezza e alla notorietà del defunto o della famigliadel defunto. Solitamente erano a pianta circolare. Tra esse ricordiamo la Tomba deiRilievi, allinterno della necropoli della Banditaccia, presso Cerveteri.Tombe a cassone o a sarcofagoLe tombe a cassone o a sarcofago, di solito individuali, cominciano ad essereutilizzate dalla fine del VI secolo a.C. Sono simili a dei sarcofagi, anche privi delledecorazioni elaborate che di solito si associano allidea di sarcofago etrusco, ma nonerano contenute allinterno di altre strutture: ogni sarcofago è una tomba a sé stante.
  • 18. Tomba della famiglia Cutu (Perugia). TOMBA A CAMERE
  • 19. Tomba a edicola a Populonia
  • 20. Esempio di tomba ipogea etrusca Ipogeo dei Volumni di epoca etruscaLingresso apogeo Sezione laterale di una scansione laser della tomba. Si notino la scalinata di accesso e i cubicoli laterali. Interno della tomba. Ad accompagnare il defunto, disteso su un triclinio, due angeli della morte
  • 21. Esempio di tomba a tumulo: interno della Tomba dei Rilievi a CerveteriEsempio di tomba a tumulo (esterno) nella Necropoli di Populonia
  • 22. La Tomba dei Rilievi è una tomba a tumulo etrusca risalenteal IV secolo a.C., scoperta nella necropoli dellaBanditaccia a Cerveteri.In questa tomba sono riprodotti in stucco dipinto elementi diarredo e oggetti di uso quotidiano e di rappresentanza.In pianta ripropone il modello di tomba aristocratica a cameraunica ipogea con banchine e loculi sui lati e coppia di pilastri disostegno della travatura.Come le iscrizioni indicano, la tomba è appartenuta alla famigliadei Matunas. Conserva tutti gli arredi, gli oggetti cheaccompagnavano i defunti appesi alle pareti, e gli affreschirisultano ben conservati.
  • 23. Sarcofago degli sposi.Il Sarcofago etrusco è un contenitore destinato a conservare il corpo del defunto erappresenta la più tipica scultura funeraria a partire dalla metà del IV secolo a.C. Ireperti più rappresentativi, si trovano principalmente a Tarquinia nonché nelle zoneinterne dellantica Etruria centro-meridionale.Sarcofago degli sposiIl sarcofago è formato da una cassa piana, in marmo od altri materiali, a forma diparallelepipedo, sovrastata da un coperchio a doppio spiovente dove sonorappresentate le sculture dei defunti che hanno come caratteristiche peculiariinnumerevoli qualità di ricercatezza e vistosità di decorazione.Il Sarcofago degli Sposi di Caere, in realtà un cinerario, oggi è conservatoa Roma nel Museo di Villa Giulia, del 520 a.C.: mostra il ricorrente tema arcaicoraffigurante uomini e donne in convivio.
  • 24. 3. La casa della divinità = il tempio
  • 25. Dell’architettura religiosa etrusca restano scarse tracce.I templi etruschi non si sono conservati anche perché venivano costruiticon materiali deperibili (colonne e tetto in legno, pareti in mattoni,decorazioni in terracotta).Mentre il tempio greco si evolve con l’evolversi della civiltà e della cultura,quello etrusco non ha uno sviluppo nel tempo
  • 26. A differenza del tempio greco il tempio etrusco è un luogo consacrato, di culto, preghiera e di offerta.Spesso il tempio etrusco è un vero giacimento di reperti, anche preziosi.Il tempio era molto frequentato, anche perchè si praticava la divinazione e tutte le attività religiose emagiche erano gestite da una potente classe di sacerdoti e indovini.Il tipo di tempio più diffuso in Etruria dalletà arcaica sino a quella ellenistica che Vitruvio attribuisce agliEtruschi, è caratterizzato da una pianta di larghezza poco inferiore alla lunghezza.Dopo la scalinata, sulla parte anteriore si incontra un portico tetràstilo, (pronao) che in genere ha 2 file dicolonne con base di pietra e fusto di legno.Questo tipo di tempio, definito da Vitruvio "tuscanico" è caratterizzato da un tipo di colonna simile allacolonna dorica; con la stessa forma di capitello ma con il fusto liscio e con un basamento.Le colonne sono colorate e rastremate verso lalto, ma sono prive di entasi (nel contesto dellarchitetturagreca, e precisamente nellordine dorico - il rigonfiamento della colonna a circa un terzo della sua altezza.).Differentemente dallarchitettura funeraria, che impiega esclusivamente strutture murarie a blocchi di pietra,nellarchitettura sacra tale impiego è limitato alle fondazioni, mentre per le parti elevate si adoperavanomateriali più leggeri e assai deperibili quali il legno, i mattoni crudi, la terracotta. Questo è il motivo per cuioggi non possediamo alcun esemplare originario di tempio etrusco, ma soltanto le piante e qualcheelemento di decorazione.Nonostante ciò è possibile raffigurarcene laspetto originario sulla base dei modelli offerti dai sepolcrirupestri e dalle urne che ne imitano le forme.Le forme e le caratteristiche del tempio etrusco possono oggi essere ricostruite quindi sia da modellinivotivi, che li riproducono in piccolo, sia dalle descrizioni dellarchitetto e trattatista romano Vitruvio, sia dalletracce delle strutture e dai frammenti.Una delle caratteristiche del tempio etrusco è il podio: alto basamento in pietra, in genere di tufo, di formarettangolare e scalinata di accesso sulla fronte.
  • 27. Dei templi etruschi e, più in generale dellarchitettura religiosa, sono giunte sino a noisolo poche testimonianze, a causa del fatto che i templi erano costruiti con materialideperibili.Rilevanti informazioni sono offerte dal trattato De Architectura di Vitruvio, che liclassificava (in particolare le colonne) sotto un nuovo ordine, quello tuscanico("Tuscanicae dispositiones"), esemplificando lelementare metodo di tracciamentodellimpianto tipico ed i caratteri essenziali della struttura architettonica.Solo tramite documenti di epoca romana, quindi, si riesce a ricostruire con buonaapprossimazione il modo in cui erano fatti.Il tempio era accessibile non tramite un crepidoma perimetrale, ma attraverso unascalinata frontale, essendo elevato su un alto podio, orientata a mezzogiorno, cioèverso la parte favorevole del cielo.Larea del tempio era divisa in due zone:1. una antecedente o pronao con otto colonne disposte in due file da quattro,2. una posteriore costituita da un naos ripartito in tre celle, ognuna dedicata ad una particolare divinità.A differenza dei templi greci ed egizi, che si evolvevano assieme alla civiltà e allasocietà, i templi etruschi rimasero sostanzialmente sempre uguali nei secoli, forse acausa del fatto che nella mentalità etrusca essi non erano la dimora terrenadella divinità. bensì un luogo in cui recarsi per pregare gli dei.Frequenti erano gli omaggi da portare nei templi, solitamente consistenti in statuettevotive in terracotta o bronzo, oppure in offerte sacrificali (agnelli, capre, ecc.).Gli unici elementi decorativi del tempio etrusco sono applicazioni fittili (comegli acroteri e le antefisse), solitamente in terracotta dipinta, in buona parte realizzateserialmente a stampo.Un esempio significativo è lantefissa con la testa di Gorgone nel tempio delPortonaccio a Veio, oggi conservato al Museo Nazionale di Villa Giulia a Roma.
  • 28. Pianta del tempio A di Pyrgi a Cerveteri
  • 29. Ricostruzione del Tempio di Talamone
  • 30. Ricostruzione del tempiodi tipo tuscanico
  • 31. La metà posteriore era costituita da tre celle, per tre diverse divinità, o da una sola cellafiancheggiata da due ambulacri (passaggi o corridoi coperti fra colonnato e cella nel tempioperiptero) aperti.La religione etrusca era politeista comprendeva gli dei superiori (con un dio supremo, Tinia), esseriultraterreni e demoni, spesso rappresentati nelle sculture in terracotta, bronzo o pietra, o nellepitture sui vasi o sulle pareti delle tombe.
  • 32. Oltre alla decorazione pittorica, il tempio etrusco è decorato con frontoni a rilievo, cornici earchitravi con motivi vegetali, antefisse e acroteri in terracotta, con forme vegetali, animali, esoprattutto figure sacre e demoniache. Si tratta sempre di elementi religiosi o simbolici.
  • 33. Le Mura e porte delle città: esempi
  • 34. VOLTERRA. La Porta allArcoLa potente cintura difensiva della città di Volterra, lunga più di sette chilometri, noncomprendeva anche lacropoli, la quale ne aveva unaltra di 1,8 chilometri. Due fra le porte etrusche sono ancora oggi in ottimo stato di conservazione; fraesse, la più nota è la Porta allArco.La porta è realizzata in grandi blocchi di tufo sovrapposti a secco.La potente cintura difensiva della città antica di Volterra, lunga più di sette chilometri,è ancora oggi in ottimo stato di conservazione.Essa conserva tre teste in pietra molto consumate dal tempo, che probabilmenteeffigiavano persone illustri o divinitàCome particolare saliente, sul fronte esterno, si nota la sottolineatura dei tre elementiprincipali dellarco (la chiave di volta e i due piani di imposta) mediante tre testescolpite nella pietra, forse rappresentanti Giove (Tinia per gli etruschi) e i dueDioscuri Castore e Polluce o Uni e Menerva, divinità protettrici, o forse ricollegabiliall usanza orientale di esporre sulle mura cittadine le teste mozzate dei comandantinemici, come tacito monito verso qualsiasi presenza ostile.
  • 35. Perugia, Arco Etrusco
  • 36. L’AREA ARCHEOLOGICA ETRUSCA A TARQUINIA (LAZIO)
  • 37. Le tombe di TarquiniaUn elemento di eccezionale interesse archeologico è costituito dalle vaste necropoli,in particolare la necropoli dei Monterozzi, che racchiudono un gran numero ditombe a tumulo con camere scavate nella roccia, nelle quali è conservata unastraordinaria serie di dipinti, che rappresentano il più cospicuo nucleo pittorico a noigiunto di arte etrusca e al tempo stesso il più ampio documento di tutta la pitturaantica prima delletà imperiale romana.Le camere funerarie, modellate sugli interni delle abitazioni, presentano le paretidecorate a fresco su un leggero strato di intonaco, con scene di carattere magico-religioso raffiguranti banchetti funebri, danzatori, suonatori di aulós, Giocoleria,paesaggi, in cui è impresso un movimento animato e armonioso, ritratto con coloriintensi e vivaci. Dopo il V secolo a.C. figure di demoni e divinità si affiancano agliepisodi di commiato, nellaccentuarsi del mostruoso e del patetico.Tra i sepolcri più interessanti si annoverano le tombe che vengono denominate delGuerriero, della Caccia e della Pesca, delle Leonesse, degli Auguri, dei Giocolieri,dei Leopardi, dei Festoni, del Barone, dellOrco e degli Scudi. Parte dei dipinti,staccati da alcune tombe allo scopo di preservarli (tomba delle Bighe, del Triclinio,del Letto Funebre e della Nave), sono custoditi nel Museo nazionale Tarquiniese;altri sono visibili direttamente sulla parete su cui furono realizzati, restituendoci laconoscenza della scomparsa pittura greca, cui sono legati da vincoli di affinità edipendenza.Di minor livello artistico appare la scultura in pietra, presente in rilievi su lastre o nellafigura del defunto giacente sul sarcofago; notevole tra gli altri il sarcofago calcareodella tomba dei Partunu, opera di pregevole fattura, databile a età ellenistica; tra ledecorazioni fittili, un frammento ad alto rilievo, proveniente dal frontone dellAra dellaRegina, è conservato nel Museo nazionale tarquiniese, ove è raccolta tra laltrounimportante serie di reperti ceramici, bronzi laminati, rilievi e terrecotte provenientidalla zona, databili dal periodo geometrico al tardo-etrusco.
  • 38. TARQUINIA. Aree archeologiche
  • 39. Urna cineraria. Tarquinia

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