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Questo tipo di nutrizione si rende necessaria nei pazienti che non sono in grado di nutrirsi autonomamente per bocca, in seguito a disturbi neurologici e/o disturbi fisici nel tratto digestivo ...

Questo tipo di nutrizione si rende necessaria nei pazienti che non sono in grado di nutrirsi autonomamente per bocca, in seguito a disturbi neurologici e/o disturbi fisici nel tratto digestivo superiore. Presenta gli stessi vantaggi dell'alimentazione per via parenterale e in più permette il mantenimento della funzionalità intestinale ed una più facile gestione del paziente a domicilio. La PEG viene solitamente posizionata nei pazienti che necessitano di una nutrizione enterale per un lungo periodo. A differenza del sondino naso-gastrico risulta maggiormente tollerata ma da recenti studi è emerso che non determina un significativo miglioramento della qualità della vita né una riduzione delle complicanze (ad esempio: rigurgiti ed aspirazione), pertanto il suo utilizzo va riservato solo in pazienti selezionati e comunque con una aspettativa di vita maggiore di 6 mesi

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    PEG PEG Presentation Transcript

    • C.Milazzo G.Pacelli 1
    •  Assistereun’altra persona vuol dire aiutarla a crescere e a realizzarsi Mayeroff C.Milazzo G.Pacelli 2
    •  PEG Percutany Endoscopic Gastrostomy apertura chirurgica che mette in comunicazione la parete addominale esterna con lo stomaco. Qui viene inserita una sonda che permettedi essere alimentati (= Nutrizione Enterale : NE) scavalcando le vie naturali. C.Milazzo G.Pacelli 3
    • Fornire le istruzioni per una corretta gestione.Rivolto agli operatori sanitari affinché ne trasmettano i contenuti. C.Milazzo G.Pacelli 4
    •  La NE attraverso PEG è una terapia e non una «cura ordinaria» comunque dovuta e ciò comporta il rispetto dei principi di APPROPRIATEZZA e AUTODETERMINAZIONE poichè la procedura spesso si presta ad una sovrautilizzazione per la sua semplicità e le scarse complicanze. C.Milazzo G.Pacelli 5
    • Educazione sanitariaProcesso atto a informare e formare l’individuo e lecomunità affinché modifichi i suoi comportamentimotivandoli a compiere scelte consapevoli e responsabiliche li difendano sin da giovanissimi dalla malattia.I momenti fondamentali dell’educazione sono:acquisizione conoscenzemodifica atteggiamenti erratiadozione comportamenti corretti C.Milazzo G.Pacelli 6
    •  Compito dell’infermiere è quello di educare fornendo tutte le informazioni e addestrare il paziente o il suo famigliare . Durante il periodo di informazione o addestramento l’infermiere utilizzerà tutta la sua capacità relazionale ed umana cercando di stabilire un rapporto empatico per comprendere meglio paure e bisogni, conquistare la fiducia ed ottenere la massima compliance. C.Milazzo G.Pacelli 7
    •  L’infermiere deve poter scegliere il soggetto a cui fare educazione sanitaria . Questa persona deve possedere alcuni requisiti : AvereMotivazione Partecipazione Far acquisire capacità conoscenze C.Milazzo G.Pacelli 8
    • C.Milazzo G.Pacelli 9
    • Per acquisire le informazioni verranno messia disposizione: POSTER BROCHURE FILMATI C.Milazzo G.Pacelli 10
    • Il periodo di addestramento varia dapersona a persona . Può richiedere poche orecome pure una settimana. In questa fase vanno somministratepoche ma precise e codificate procedure. C.Milazzo G.Pacelli 11
    • C.Milazzo G.Pacelli 12
    • Team nutrizionale Medico nutrizionista Medico di base Medico chirurgo Farmacista Infermiere Dietista Psicologo Assistente sociale C.Milazzo G.Pacelli 13
    •  Il medico nutrizionista è responsabile della prescrizione dei presidi farmaceutici necessari alla gestione della nutrizione Della prescrizione della formulazione della sacca con i relativi nutrienti Della corretta indicazione della procedura e verifica che questa venga espletata correttamente C.Milazzo G.Pacelli 14
    •  L’infermiere è responsabile dell’ approvvigionamento del materiale a seguito della prescrizione dello specialista Fornisce le indicazioni necessarie per la corretta gestione ed utilizzo dei presidi È responsabile dell’esecuzione della procedura quando è lui stesso ad eseguirla. Supervisiona la procedura quando è eseguita in sua presenza. C.Milazzo G.Pacelli 15
    • Gestione della ferita Nei primi 15 gg la ferita dovrà essere medicata come da protocollo aziendale Passati i 15 gg la medicazione dovrà seguire il protocollo aziendale non sterile La medicazione non sterile potrà essere eseguita dal paziente o da un famigliare adeguatamente istruito. C.Milazzo G.Pacelli 16
    • Dal momento che la ferita è giunta aguarigione, il tramite potrà essere lasciato a cielo aperto . Se la zona peristomale lo consente come pure se le condizioni psico-motorie lo permettono il paziente potrà procedere all’esecuzione di un bagno/ doccia . C.Milazzo G.Pacelli 17
    •  Pausa alimentare per le prime 24 ore Dopo le prime 24 ore si inizia ad infondere soluzione glucosata al 10% 1000cc nelle 24 ore Al termine dell’infusione della soluzione glucosata si può iniziare l’alimentazione definitiva con le miscele nutritive prescritte dal medico C.Milazzo G.Pacelli 18
    • Miscele di sostanze naturali, la cui preparazione può essere Artigianale ,nella quale gli alimenti sono liofilizzati od omogeneizzati in forma liquida o semiliquida Industriale , in cui i preparati sono già disponibili in commercio. Essi hanno una composizione equilibrata apportando in giusto quantitativo di nutrienti; sono più omogenei e fluidi e a basso rischio di contaminazione.Diete chimicamente definite Polimeriche o semielementari , che richiedono processi digestivi parziali Monomeriche o elementari , già pronte per essere assorbiteDiete modulari o specifiche ,utilizzate nei pazienti affetti da particolaripatologie ( insufficienza renale , epatica e respiratoria) C.Milazzo G.Pacelli 19
    • Esistono varie tecniche di infusione la cui scelta varia in base allecaratteristiche del paziente ( condizioni cliniche , stile di vita , possibilitàanatomiche e funzionali dell’intestino)  Intermittente : somministrazione in pochi minuti di un bolo unico (200/400 cc) mediante siringa ripetuto ad intervalli di 4/6 ore nelle 24 ore . Questa metodica pur essendo la più simile alla nutrizione fisiologica è sconsigliata per i suoi effetti collaterali( distensione gastro addominale , nausea, reflusso g.e. , ab-ingestis ,diarrea )  Continua : con pompa peristaltica o a caduta per goccia.con questa tecnica si diminuiscono le manipolazioni delle miscele nutritive, si allunga il tempo di assorbimento migliorando la capacità nutritiva.L’infusione continua riduce notevolmente l’autonomia del paziente chetende all’immobilità .Si può ovviare a tutto ciò , se le condizioni lo permettono , concentrandola somministrazione in 8/14 ore utilizzando le ore notturne. C.Milazzo G.Pacelli 20
    •  Pulizia delle mani. Preparazione dell’ ambiente Preparazione dei presidi Preparazione dei nutrienti Preparazione della linea infusionale Preparazione pompa infusionale Gestione dello stoma Preparazione del paziente Gestione della terapia farmacologica Gestione delle complicanze C.Milazzo G.Pacelli 21
    • Togliere anelli , bracciali, orologi edeffettuare almeno due insaponature dellemani usando lo spazzolino , risciacquare . C.Milazzo G.Pacelli 22
    •  Chiudere porte e finestre per evitare la contaminazione Utilizzare come piano d’appoggio una superficie lavabile e trattarla con soluzione detergente ( acqua e sapone ) . In caso di superficie non lavabile apporre una tela cerata. C.Milazzo G.Pacelli 23
    •  Flaconaggio Sacca per N.E. con deflussore Pompa infusionale Siringa cono catetere da 50cc Stativo Disinfettante , fazzoletti di carta C.Milazzo G.Pacelli 24
    •  Flaconaggio : queste miscele possono essere distribuite in flaconi di vetro o plastica da 500 ml , possono essere conservate a temperatura ambiente in luogo fresco ed asciutto ed una volta aperti vanno conservati in frigo e consumati entro 24 ore . Attenzione : le miscele, compresa l’acqua, vanno comunque somministrate a temperatura ambiente Sacca :dispositivi in E.V.A di vari calibri .possono contenere dai 1000 cc ai 2000cc ma in Italia vengono utilizzate quelle da 2000cc. Normalmente vengono già fornite di deflussori , modello integrale ,sia che essi abbiano contagocce che la camera per nutripompa . C.Milazzo G.Pacelli 25
    •  La pompa è un dispositivo elettronico che consente di mantenere un flusso regolare programmato delle soluzioni nutrizionali. Tale dispositivo è fornito dalla ASL e deve essere restituito non appena non serve più. La pompa è un dispositivo complesso di facile utilizzo. Occorre responsabilizzare il paziente o il suo famigliare all’utilizzo corretto ricordando in particolare di evitare urti o cadute, trazioni sui cavi, immersioni in liquidi a scopo di pulizia. C.Milazzo G.Pacelli 26
    •  Eliminare ogni giorno la polvere ed i residui alimentari che accidentalmentepossono versarsi sul dispositivo. La pulizia va effettuata con un panno di cotone umido. Al momento della restituzione della pompa questa deve essere resa pulita. C.Milazzo G.Pacelli 27
    •  Esistono numerosi modelli di nutripompa. Alcune manovre devono essere insegnate a prescindere dal modello consegnato perché sono universali .  Queste manovre consistono in :1. Programmare la pompa ( quantità/velocità)2. Collegare il deflussore avendo cura di riempire la camera di gocciolamento in maniera adeguata.3. Collegare il deflussore alla sonda4. Avviare la pompa5. Metterla in pausa all’occorrenza ( per effettuare un lavaggio della sonda o per somministrare i farmaci attraverso la stessa)6. Conoscere i motivi principali per cui la pompa può andare in allarme, saperli riconoscere , sapere come ripristinare il flusso .7. Il set d’infusione va sostituito ogni 24 ore . C.Milazzo G.Pacelli 28
    •  Tutte le manovre di gestione e di manutenzione vanno insegnate al paziente e al suo famigliare : 1. Lavaggio della PEG 2. Medicazione della PEG 3. Gestione del bottone C.Milazzo G.Pacelli 29
    •  La PEG va lavata dopo ogni pasto , o almeno una volta ogni 6 oreinterrompendo il normale deflusso della nutrizione . Il lavaggio va effettuatoutilizzando una siringa cono catetere da 50 cc contenente acqua. C.Milazzo G.Pacelli 30
    • Secondo protocollo aziendale C.Milazzo G.Pacelli 31
    • È un dispositivo a « basso profilo» . Quando utilizzato necessita di un’estensione o prolunga , dotata ad un’estremità di uninnesto per il bottone stesso ed all’altra diun connettore per l’innesto al deflussore o alla siringa. C.Milazzo G.Pacelli 32
    • Durante la somministrazione dei nutrienti ilpaziente deve rimanere seduto o sdraiato sulletto con il busto inclinato di 30° ( se possibilesollevando la testata o con due cuscini ) .Questaposizione va mantenuta per almeno 30 minutidalla fine della somministrazione onde evitarefenomeni di reflusso.Da evitare la posizione sdraiata.N.B. : l’inclinazione del corpo è essenziale neiportatori di PEG e non nei portatori di PEJ. C.Milazzo G.Pacelli 33
    •  Preparazione del piano di lavoro Detergere i flaconi con acqua e sapone ed asciugarli Pulizia delle mani Aprire il sacchetto del deflussore senza rimuoverlo Aprire la protezione del tappo del flacone ed inserire il deflussore Chiudere il morsetto del deflussore per evitare che la sostanza nutritiva fuoriesca Capovolgere ed appendere il flacone all’apposito sostegno. Creare il livello nella camera di gocciolamento Aprire il morsetto e far defluire la miscela fino al punto di raccordo situato all’estremità distale e poi chiuderlo Prendere lo schizzettone ed aspirare per valutare l’eventuale ristagno gastrico , non nei portatore di PEJ Se il ristagno è inferiore a 100cc reintrodurlo nello stomaco se è superiore visionare le complicanze…. Dopo aver reintrodotto il ristagno eseguire il lavaggio della sonda con 50/60cc di acqua . Raccordare ,quindi, il deflussore alla sonda nutrizionale Avviare l’infusione Aprire il morsetto ed avviare la pompa , se invece l’infusione è a caduta regolare la velocità in modo che si possano introdurre 500cc in non meno di 2 ore 1/2.Non infondere a velocità superiore a quella prescritta . C.Milazzo G.Pacelli 34
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    •  Al termine dell’infusione o ad ogni sua interruzione al fine di evitare il rallentamento e/o l’occlusione della PEG è necessario mantenere la sonda pervia effettuando periodici lavaggi con acqua ogni 6/8 ore . C.Milazzo G.Pacelli 39
    •  Eseguire il lavaggio delle mani Spegnere la pompa e chiudere il morsetto Staccare la sonda dal deflussore ed eseguire il lavaggio . Chiudere la sonda con il suo tappo Scollegare la sacca e il suo deflussore dalla nutripompa ed eliminare il materiale di risulta. C.Milazzo G.Pacelli 40
    •  I farmaci in forma liquida possono essere introdotti con la siringa record cono catetere I farmaci vanno diluiti in 20cc di acqua ed introdotti nella sonda Alla fine della somministrazione la sonda dovrà nuovamente essere lavata con 60 cc di acqua C.Milazzo G.Pacelli 41
    •  Se il medico prescrivente lo ritiene opportuno i farmaci possono essere polverizzati e disciolti in 20 cc di acqua. La somministrazione deve essere effettuata come nella forma liquida C.Milazzo G.Pacelli 42
    •  Ostruzione parziale della sonda : si può ovviare esercitando un lavaggio a pressione con acqua utilizzando siringhe di piccolo calibro (2,5 ml) oppure infondere 30/40 ml di acqua tiepida arricchita con 2,5 g di bicarbonato . In alternativa al bicarbonato si può usare una Cola light che deve essere lasciata per qualche ora nella sonda . Stomite: infiammazione dello stoma . La chiave di lettura è la prevenzione .Monitorare lo stoma quotidianamente se presenta rossore o secrezioni purulente interrompere l’infusione, medicare e chiamare il medico. N.B. : evitare il contatto tra cute e succhi gastrici Dolore addominale : deve essere valutato dal medico se perdura per ore. Normalmente accompagnato da tensione addominale e bruciore. Ridurre la velocità di infusione o sospenderla se necessario. Non introdurre altri prodotti oltre ai nutrienti.Se associato a nausea interrompere l’infusione per circa 1 ora . Se compare vomito sospendere. Diarrea: se si hanno più di 5/6 evacuazioni al giorno e per più di 2 gg rallentare la velocità d’infusione dimezzandola. Se la miscela contiene fibre sospenderla . Informare il medico. C.Milazzo G.Pacelli 43
    •  Lavare sempre le mani prima di ogni manovra Non infondere a velocità elevata Sostituire il set d’infusione ogni 24 ore ed assicurarsi che il materiale sia sterile Non conservare i residui per più di 24 ore Non diluire la nutrizione con altri liquidi , compresa acqua Non somministrare acqua in quantità eccessiva in poco tempo N.B. : la diarrea può avere altre cause C.Milazzo G.Pacelli 44
    •  Assumere i liquidi previsti nel piano nutrizionale Se possibile svolgere un minimo di attività motoria Non utilizzare lassativi Far apportare variazioni al piano nutrizionale. C.Milazzo G.Pacelli 45
    •  Caratterizzata da bocca secca, lingua asciutta , ridotto volume delle urine , cute secca , astenia ipotensione. Far modificare il piano nutrizionale. C.Milazzo G.Pacelli 46
    •  Caratterizzata da :tosse insistente dopo aver iniziato l’infusione dei nutrienti , senso di soffocamento e cianosi . Avvertire il medico C.Milazzo G.Pacelli 47
    •  In caso di rimozione accidentale della PEG introdurre nello stoma un catetere FOLEY ed ancorarlo in modo da mantenerlo pervio . C.Milazzo G.Pacelli 48
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    • C.Milazzo G.Pacelli 50
    •  Linee guida SINPE 2002 Nutrizione enterale a cura della commissione nutrizionale aziendale della ASL 2 « Savonese» Ospedale San Paolo autori: L. Abbli , Gobbi, Negro, Sguerso , Starnini. http://andavane.interfree.it/nutrizione_enterale_domiciliare.htm Linee guida per l’assistenza all’adulto con PEG autori: Dall’Oglio , Somma , Cianchi congresso ANOTE 1999 AUSL Roma H Manuale d’istruzioni per la gestione della nutrizione enterale a domicilio autori:A. Francescato D. Francescato A. Anglani I. Paese ASL Roma H U.O. Centrale AD , Senescenza, Disabilità Istruzioni Operative Per la gestione della Nutrizione Enterale a Domicilio . ANOTE/ANIGEA Linee guida per l’applicazione e l’assistenza de gastrostomia endoscopica percutanea (PEG) nel bambini e nell’adulto. Revisione ottobre 2009 http://www.gosh.nhs.uk/gosh_families..... C.Milazzo G.Pacelli 51