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Tali alimenti possono essere ottenuti per<br />fortificazionein quanto la quantità maggiore di un componente ne moltiplica...
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Il consumatore salutista<br />l’evoluzione negli stili di vita (stress, vita sedentaria, poco sport)<br />crescente attenz...
È bombardato da messaggi pubblicitari “anche subliminari” che promettono la soluzione ai problemi
Confusione davanti allo scaffale e continue promozioni </li></li></ul><li>Il consumatore italiano<br /> Il consumatore ita...
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TARGET Universale ma con consumi che calano all’aumentare dell’età.
MOTIVAZIONI ALL’ACQUISTO Molto diversificate: vanno dall’edonismopuro che si esplica soprattutto nella funzione dessert al...
I prodotti<br />Lo yogurt è il principale prodotto  e il mercato vede le prime imprese (Sitia Yomo  12%; Danone 33%; Parma...
Segmenti di consumo<br />Posizionamento principali marche<br />
Gli orientamenti gestionali<br />Criticità input e legame territorio<br />B						A<br />Conoscenza  innovazione<br />B				...
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Gli Alimenti Funzionali

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Corso di marketing agroalimentare 2010- 2011 università degli studi di Bari

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  • ciao sto facendo uno studio sugli alimenti funzionali e ho trovato la tua bella presentazione. anche io ho la stessa domanda riguardo la fonte dei dati e inoltre volevo sapere se è possibile scaricare la presentazione. grazie!
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  • Ciao, bel lavoro.
    Avrei una domanda sul consumatore italiano: i dati son frutto di una ricerca empirica o di una fonte? Perché mi servirebbero per la tesi.
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Gli Alimenti Funzionali

  1. 1. Gli alimenti funzionali<br />La salute passa <br />anche dalla tavola<br />Università degli studi di Bari – Facoltà di economia<br />Pasquale de Tullio<br />Marketing agroalimetare 2010 - 2011<br />
  2. 2. Cosa sono<br /> “un alimento può essere considerato funzionale se dimostra in maniera soddisfacente di avere effetti positivi su una o più funzioni specifiche dell’organismo, che vadano oltre gli effetti nutrizionali normali, in modo tale che sia rilevante per il miglioramento dello stato di salute e di benessere e/o per la riduzione del rischio di malattia. Gli alimenti funzionali devono comunque restare “alimenti” e dimostrare la loro efficacia nelle quantità normalmente consumate nella dieta. Gli alimenti funzionali non sono pillole o pastiglie, ma prodotti che rientrano nelle normali abitudini alimentari.”<br />EUFIC (EuropeanCouncilFood Information)<br />
  3. 3. Tali alimenti possono essere ottenuti per<br />fortificazionein quanto la quantità maggiore di un componente ne moltiplica gli effetti benefici in grado di garantire; <br />arricchimento quando vi è l’aggiunta di un elemento che non è presente; <br />sostituzionedi un elemento che potrebbe una volta assunto generare dei problemi con un altro che pur fornendo meno energia contribuisce al giusto regime alimentare.<br />
  4. 4. L’impatto dei functionalfoods<br /> Secondo 2011 FOOD & HEALTH SURVEY (Ific 2011) l’impatto dei cibi funzionali sullo stato di salute viene individuato da un livello medio ad alto (circa il 79%)<br /> Inoltre le fonti di informazione maggiormente utilizzate dalla popolazione per conoscere meglio tali alimenti sono state i “media” (68%), i medici (28%), amici e conoscenti (38%) e le etichette nutrizionali (59%).<br />
  5. 5. Il consumatore salutista<br />l’evoluzione negli stili di vita (stress, vita sedentaria, poco sport)<br />crescente attenzione verso la salute<br />riscoperta e ricerca del benessere fisico e mentale<br />Grande sviluppo del mercato degli alimenti funzionali<br /><ul><li>Inizia a conoscere nuove parole (probiotici, prebiotici, omega 3, integratori, nutraceutici, fibre di soia, ecc…)
  6. 6. È bombardato da messaggi pubblicitari “anche subliminari” che promettono la soluzione ai problemi
  7. 7. Confusione davanti allo scaffale e continue promozioni </li></li></ul><li>Il consumatore italiano<br /> Il consumatore italiano privilegia il gusto all’aspetto salutistico, <br /> alcuni milioni di persone che soffrono di malattie legate all’alimentazione (es. cardiocircolatorie, ipertensione, obesità, diabete, osteoporosi, celiaci, carie dentarie, ecc.), <br /> Attenzione crescente verso l’alimentazione e aumenta il consumo di alimenti preparati specificatamente per la loro malattia. <br /> Alcuni dati evidenziano:<br /><ul><li>PENETRAZIONE L’88% della popolazione consuma yogurt (l’85% ai gusti, il 48% naturale). I probiotici vengono acquistati da oltre un terzo delle famiglie.
  8. 8. AREA DI RESIDENZA Il nord-ovest con il 35% dei consumi è l’area più alto consumante. Nord-est e centro con percentuali intorno al 22% sono comunque sopra la media nazionale per consumo pro capite mentre al sud il consumo è basso.
  9. 9. TARGET Universale ma con consumi che calano all’aumentare dell’età.
  10. 10. MOTIVAZIONI ALL’ACQUISTO Molto diversificate: vanno dall’edonismopuro che si esplica soprattutto nella funzione dessert al salutismo estremo.</li></li></ul><li>I claims<br />regolamento CE 1924/2006 (allegato 1) <br />direttiva 2000/13<br /> Impongono norme per l’uso dei claims pubblicitari soprattutto per tutela la salute dei consumatori e trasparenza nell’uso di tali prodotti con l’obiettivo quindi di evitare che le imprese possano trarre in inganno il consumatore stesso sulle qualità funzionale dell’alimento. Il primo stato a legiferare è stato il Giappone nel 1991 con la creazione del marchio Foshu.<br />
  11. 11. I prodotti<br />Lo yogurt è il principale prodotto e il mercato vede le prime imprese (Sitia Yomo 12%; Danone 33%; Parmalat 6 %; Nestlé 5% Muller ha circa il 15% in valore) che hanno circa il 60% del fatturato, mentre le private label hanno circa l’8%. (Mark-up 2006)<br />Poi ci sono tanti altri prodotti con cui i consumatori hanno preso familiarità, alcuni esempi:<br />Pasta arricchita<br />Succhi con vitamine <br />Prodotti a base di soia<br />Prodotti energetici e per la mente (Foodsforthought e sport & energydrinks)<br />Anche grandi marche sono entrate nel mercato (Barilla Alixir)<br />
  12. 12. Segmenti di consumo<br />Posizionamento principali marche<br />
  13. 13. Gli orientamenti gestionali<br />Criticità input e legame territorio<br />B A<br />Conoscenza innovazione<br />B A<br />
  14. 14. Davanti allo scaffale (mystery client)(rilevazioni in Di Meglio, Dok, Famila, Meta, Ipercoop)<br />Il 70% delle decisioni d’acquisto avvengono direttamente nel supermercato e sale al 74% negli ipermercati (POPAI USA & MeyersResearch)<br />Difficile riconoscibilità della qualità (il packaging troppo pieno di informazioni che possono sviare il consumatore) le etichette sono un groviglio di nomi poco comprensibili<br />Si guarda alla marca e poi segue l’esperienza di consumo(Si pensa di fare la scelta giusta non sapendo se quel prodotto sia la soluzione)<br />Forte traino delle promozioni a scaffale e a volantino<br />L’entrata nel settore degli yogurt di molte latterie tradizionali legate al territorio (per esempio dal Trentino Sud Tirol) che in passato non erano presenti a scaffale, dominato dalle marche industriali<br />
  15. 15. Sui volantini(raccolti ed esaminati da aprile/giugno 2011)<br />Danone è il principale leader anche attraverso un’ampia copertura dei segmenti e una politica plurimarca (Activia, Danacol, Actimel di e tanti altri) spinge molto con offerta a volantino (a rotazione e spesso sotto i € 3) riesce con una forte capacità di innovazione continua ad avvicinare e fidelizzare nuovi consumatori e aumentandone la frequenza di consumo.<br />Molte altre marche Nestlè, Yomo, Parmalat, Granarolo sono presenti con il multipack (8 vasetti) che evidenzia la strategia dei distributori di assicurarsi una fetta del margine anche attraverso il posizionamento con prodotti civetta, come ad esempio Muller che contrariamente agli altri non ha confezioni multiple ma singoli vasetti.<br />
  16. 16. Fattori chiave e sviluppi futuri<br />Innovazione versus target mirati<br />Investimenti in comunicazione e incremento della leva promozionale<br />Capillarità distributiva nella Gdo<br />Posizionamento coerente dei prodotti per fascia di consumo e prezzo<br />Per il futuro:<br />OFFERTA: Aumento delle marche, ma concentrazione sui principali player<br />MERCATO: Ulteriore sviluppo di prodotti mirati a maggior valore aggiunto per svincolarsi in parte dalla competizione di prezzo nei segmenti tradizionali<br />MARKETING MIX: Comunicazione, R&S, promozioni<br />CANALI DISTRIBUTIVI: Medie e grandi superfici. Il discount si è stabilizzato<br />

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