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Trentino Document Transcript

  • 1. TRENTINO ZELTEN Ingredienti per 4 persone: Ingredienti: 120 g di burro 250 g di zucchero 2 uova 60 g di farina 1 bustina di lievito per dolci ½ litro di latte Sale 700 g di noci sgusciate 300 g di fichi 150 g di pinoli 150 g di uva sultanina 100 g di cedro candito tagliato a dadetti Una buccia d’arancia grattugiata Un bicchiere di brandy Preparazione sbattete vigorosamente, in una terrina, il burro, lo zucchero e le uova, unirvi la farina e il lievito e quindi, mescolando con mestolo, il latte. Aggiungere metà delle noci a pezzetti, i fichi tagliuzzati, i pinoli interi, il cedro, l’uva sultanina, la buccia d’arancia e il brandy. Lavorare il tutto per circa 15 minuti e porlo in una teglia unta e infarinata; stendere con le mani finché risulta alto circa 1 cm. Guarnire con le noci tagliate a metà e mettere in forno ben caldo per circa 40 minuti, levare quando la superficie appare color bruno.
  • 2. Cenni sull’origine del piatto Lo Zelten è un dolce di chiara influenza mitteleuropea che si prepara tradizionalmente nel periodo natalizio; la parola zelten deriva dal tedesco selten, che significa appunto “a volte”. E’ un tipico pane di frutta e rientra nella categoria dei così detti pani dolci, che consistono sostanzialmente in versioni arricchite del pane fatto in casa. Non è possibile identificare una ricetta precisa, esistono infinite varianti, a seconda della vallata di provenienza e delle singole tradizioni familiari. In generale, è possibile distinguere due tipologie: quella trentina, che contiene più pasta e meno frutta e quella sudtirolese che utilizza, invece, una grande quantità di frutta. Il ritrovamento della ricetta di questo dolce su un antico manoscritto fa risalire le sue origine fin dal ‘700. Una delle tante leggende della tradizione racconta che lo zelten veniva preparato il 21 dicembre, vigilia di San Tommaso, da tutta la famiglia, in particolare dalle giovani donne che vi si dedicavano con grande dedizione, perché il dolce veniva poi donato al futuro fidanzato o sposo. Usualmente, in ogni casa se ne preparava uno da consumare in famiglia e altri, di dimensioni più piccole, da regalare. Dove assaggiarlo: DOVE ASSAGGIARLA panificio Bernard, Pozza di Fassa (TN)
  • 3. CARATTERISTICHE ENOGASTRONOMICHE E PRODOTTI TIPICI Le caratteristiche gastronomiche del Trentino Alto Adige sono il risultato del delizioso connubio tra la cucina veneta, di tradizione tipicamente italiana, e quella viennese. L’icona gastronomica è rappresentata dallo speck, ma la regione offre un vasto catalogo di carni salate, affumicate e stagionate, come la carne fumada di Siror, ; tra i presidi slow food, troneggiano le ciuighe del Banale, salame tipico composto da carne suina mescolata con rape e la mortandela della Valle di Non (da non confondere con la mortadella), rinomatissima quella di Smarano dove ha sede la storica macelleria salumeria dei Fratelli Corrà, che lavorano da oltre un secolo carni pregiate e salumi trentini. I canederli, fortemente ispirati ai knoedel mitteleuropei, serviti conditi con burro, speck, oppure in brodo e insaporiti con grana del trentino, sono i protagonisti incontrastati dei primi piatti; diffusissimi anche gli strangolapreti, una versione locale degli strozzapreti toscani, importati durante il famoso Concilio di Trento, che prevedono - come i canederli - l’utilizzo di pane raffermo. Particolarissimi, anche se molto lontani dalla tradizione gastronomica italiana, sono i cianucei, ravioli ripieni di marmellata, saltati in padella con burro e pane.
  • 4. Le vallate lussureggianti e i verdi pascoli del Trentino Alto Adige distesi fino alle cime più alte delle Dolomiti sostengono una produzione casearia di altissima qualità: latte, lavorato ancora oggi con le stesse tecniche millenarie di una volta, burro, yogurt e, soprattutto, formaggi. Il tagliere della regione è ricchissimo, oltre al classico Dolomiti della Val di Fiemme, si spazia dal puzzone di Moena, tipico della Val di Fassa, al casolet della Val di Sole, fino al vezzena della regione di Trento; tra i formaggi freschi spicca la poina, una specie di ricotta, talvolta salata e affumicata. Il Grana Padano del Trentino, chiamato Trentingrana, rientra nella denominazione Grana Padano DOP. Provengono invece dall’arco alpino tirolese il classicissimo Tirolese e il GrauKaese (formaggio grigio), che si gusta condito con aceto, oppure olio ed erbe aromatiche; questo formaggio è il protagonista di una nota ricetta del Cucchiaio d’Argento che lo interpreta servendolo con cipolla fresca, olio e aceto.
  • 5. OGGETTO TRENTINO ALTO ADIGE E LE ALPI La “Val da la trisa”, così è chiamata in dialetto la Val Rendena. La “trisa” è l'utensile di legno che da secoli accompagna la preparazione della polenta (praticamente l'unico cibo che ha sfamato per secoli gli abitanti della valle) dando, poco a poco, con il suo rimestare, consistenza alla farina dorata che ribolle nel paiolo.
  • 6. DA NON PERDERE PALAZZO DI ROCCABRUNA Palazzo Roccabruna, Casa dei prodotti trentini. A due passi da Piazza Duomo, nel centro storico della citta' di Trento, sorge Palazzo Roccabruna, Dimora nobiliare della seconda metà del Cinquecento. Sede dell’Enoteca provinciale del Trentino, luogo dedicato ad eventi enogastronomici e culturali destinati alla valorizzazione del territorio, della sua storia e dei suoi prodotti il palazzo e' stato restaurato e portato a nuovo splendore dalla Camera di Commercio di Trento. I locali dell’Enoteca e la collezione storica con oltre 600 bottiglie che raccontano le vicende della vitivinicoltura trentina trovano spazio nelle sale del piano terra. Ogni settimana sono in degustazioni oltre 100 etichette locali abbinate a salumi e formaggi trentini. Al piano nobile fra affreschi e soffitti in legno del Cinquecento vengono allestite nel corso dell’anno mostre di carattere storico, etnografico, artistico in tema con l’attività del Palazzo. Nell’antica scuderia una moderna cucina didattica, attrezzata per corsi di formazione rivolti a chef locali e consumatori, ospita in occasione degli eventi enogastronomici ristoranti trentini per proporre originali interpretazioni dei piatti della cucina tradizionale. Appuntamenti settimanali dedicati ai vini e ai prodotti del territorio nonché gemellaggi con analoghe strutture presenti in altre regioni italiane vengono promossi ed organizzati dall'Enoteca.
  • 7. EVENTI ENOGASTRONOMICI, SAGRE E FIERE  Festa dello speck val di Tunes in aprile,  Sagra della Ciuga San Lorenzo in Banale Oro della Val di Non Castel Casez  Festa della mela in fiore Caldonazzo ALTRI EVENTI  Festa del Fieno
  • 8. ITINERARI (IN) CONSUETI TRENTINO ALTO ADIGE E LE ALPI Fra le regioni italiane il Trentino Alto Adige e' quella più nota per la bellezza delle sue montagne. Al confine con l' Austria e la Svizzera il suo territorio si estende dal gruppo dell’Adamello-Brenta e dalle cime dell’Ortles e del Cevedale ai rilievi più suggestivi d’Europa: le Dolomiti di Val di Fassa, del Brenta, di Val Gardena, di Val di Fiemme e Pale di San Martino. Una natura autentica e incontaminata che vanta una straordinaria varietà di paesaggi: maestose vette, boschi, ampie vallate, corsi d’acqua, laghi, l’incantevole gioco di luci tra le guglie delle Dolomiti, i campanili svettanti di pittoreschi paesini. All'avanguardia nel turismo invernale, la regione offre un immenso comprensorio sciistico con centinaia di chilometri di piste : Madonna di Campiglio, Canazei, Moena, San Martino di Castrozza sono le mete più rinomate, godibili anche d'estate. Caratteristico è il panorama del lago di Garda che nel territorio trentino si restringe e appare come un fiordo chiuso tra alte montagne. Il Trentino Alto Adige custodisce anche un notevole patrimonio culturale: testimonianze preistoriche, incantevoli castelli, santuari e città di rilievo storico e artistico di una terra punto di incontro tra il mondo nordico e latino. Merano, Lèvico Terme, Peio, Rabbi e Comano Terme, sono solo alcune tra le tante localita' termali che offrono cure e trattamenti.
  • 9. Sviluppato su quattro livelli, dodicimila metri quadrati di cui seimila per le esposizioni, il Mart e' un museo che vanta una collezione d'arte molto ricca : dal Futurismo alla Pop Art, passando per l'Arte Povera ed il Realismo, fino ai linguaggi della contemporaneità. Incastonato tra due palazzi settecenteschi e a due passi dal centro storico di Rovereto sorge la sede principale del Museo - La Casa Museo Depero, concepita dall'artista che ne curo' gli arredi. L'altra sede del Mart - Palazzo delle Albere - si trova invece a Trento ed ospita la collezione permanente sull' 800. 11mila metri quadrati di superficie su sette piani densi di innovazione, il MUSE è un viaggio nelle tematiche ambientali su una struttura con involucro altamente coibentato, trigenerazione e fotovoltaico, tutto all'insegna dell'eco-sostenibilita'. Progettato da Renzo Piano nell’ambito della riconversione dell’area ex Michelin nel nuovo quartiere Le Albere, il nuovo Museo delle Scienze è già divenuto l'emblema della citta'di Trento e del territorio. Attraverso il percorso simbolico che collega i cinque piani della struttura, dall’alto dell’ultimo piano, occupato dai ghiacciai perenni, fino alle profondità marine ai piani interrati dove si libra lo scheletro fluttuante di una balena, il Muse celebra le biodiversità' del pianeta. .A fondovalle per esempio il visitatore si sentira' come immerso in una vera e propria foresta pluviale con tanto di piante e vegetazione preservate dal clima caldo-umido di una serra a vetri. Conoscer il Trentino significa anche esplorar i territori delle Malghe - rustiche costruzioni di pietre e di legno per i pastori - la cui storia viene ricostruita dal Museo Della Malga a Caderzone ( TN ) Nelle tre sale sono ordinati gli oggetti con una precisa logica di lettura: la prima è dedicata al pascolo, alla mungitura, al casello; la seconda alla casara ed ai prodotti finiti della trasformazione del latte, la terza alla quotidianità dell'uomo. Oggi le malghe trentine sono oltre 350 con una superficie di pascolo di circa 40.000 ettari; circa trecento di esse producono latte e un centinaio lo trasformano con tecniche e metodologie produttive ancora improntate all’artigianalità. Sono circa 20.000 i quintali di latte prodotto. " Albe in malga " e' un iniziativa grazie alla quale tutti i sabati di luglio e di agosto si potra' vivere per qualche ora le esperienze di chi vive l’alpeggio. Una guida o un accompagnatore esperto delle zone ci scortera' alle prime luci dell'alba in un eccezionale contesto bucolico per partecipare alla mungitura e alla caseificazione.